14 Ott, 2020 | In evidenza, News dal Csv
L’Agenzia Nazionale per i Giovani organizza, nell’ambito delle attività del Corpo Europeo di Solidarietà, una Game Jam, un seminario interattivo volto a promuovere la valorizzazione delle competenze digitali e l’educazione attraverso nuove metodologie, accompagnato da una maratona di 48 ore, in cui sarà pianificato, progettato e creato un applied game, ovvero un prodotto educativo fruibile dai giovani e/o da tutti coloro che si interfacciano con il mondo giovanile (youth workers, educatori…) avente come tema la sostenibilità ambientale e i cambiamenti climatici, tematica attualmente molto sentita dai giovani a livello nazionale e internazionale.
L’obiettivo generale è analizzare il processo creativo adatto allo sviluppo di competenze digitali e pedagogiche ad esse legate nell’ambito della gaming education e favorire lo scambio tra professionisti e volontari provenienti da diversi settori.
La Game Jam intende coinvolgere 70 giovani, tra 18 e 30 anni, con background diversificati e con diverse competenze, che costituiranno poi dei team, ognuno dei quali formato da un massimo di 6 membri.
Al fine della buona riuscita del processo creativo, i team includeranno diversi ruoli, che corrispondono ai diversi profili per candidarsi a partecipare:
–Youth Workers/Educatori: Professionisti con esperienza nel campo dell’animazione sociale e dell’educazione in senso ampio e cross-settoriale, che lavorano con i giovani e sui temi di interesse dei giovani e che si occupano di partecipazione e di inclusione sociale.
–Programmatori: Competenze di Unity, Unreal, Game Maker o altri engine di sviluppo.
–Game Designer e Sceneggiatori: Ideazione concept, progettazione di meccaniche, level design o storytelling.
–Artisti 2D/3D: Realizzazione di concept art, spritesheet, background, modellazione, rigging, animazione.
– Musicisti e Sound Designer: Composizione di tracce audio e realizzazione di effetti sonori
– Attivisti / Esperti di tematiche ambientali: Esperienza in studi e iniziative sui cambiamenti climatici.
COME PARTECIPARE
Per candidarsi è necessario compilare il modulo di candidatura al link http://bit.ly/games4future
Ogni candidato può sottoporre una sola candidatura, riferita ad uno dei ruoli sopraindicati.
Le candidature vanno inviate entro le ore 12:00 del 27 ottobre 2020.
Dopo la scadenza per la candidatura, una Commissione formata da un rappresentante dell’Agenzia Nazionale per i Giovani e dal direttore della Game Jam provvederà a selezionare i partecipanti della Game Jam.
I risultati della selezione saranno resi pubblici entro e non oltre il 30 marzo 2020 sulle pagine www.agenziagiovani.it e www.romevideogamelab.it.
A causa dell’emergenza COVID-19, la Game Jam, inizialmente pensata per lo svolgimento in presenza, è stata rimodulata in una forma ibrida che prevede anche la partecipazione online.
14 Ott, 2020 | Attivi e informati, Consulenza, In evidenza, News dal Csv, Resta informato
Il 31 ottobre 2020 per ODV, APS e ONLUS scade il termine per adeguare gli statuti al Codice del Terzo Settore.
La prossima primavera, a quasi quattro anni dall’entrata in vigore del Codice del Terzo settore, dovrebbe raggiungere la piena operatività il Registro Unico (RUNTS) a seguito della raggiunta l’intesa in Conferenza Stato-Regioni.
L’art. 101 del Codice prevede che Onlus, Organizzazioni di Volontariato e Associazioni di promozione sociale adeguino i loro statuti alle nuove disposizioni prima ancora dell’operatività del nuovo Registro. Il termine, originariamente fissato il 3 agosto 2019, è stato successivamente prorogato al 30 giugno 2020 dal comma 4-bis dell’art. 43 del D.L. 34/2019 (cd. Decreto Crescita) e ulteriormente prorogato al 31 ottobre 2020 dall’art. 35, comma 1, D.L. 18/2020 (cd. Cura Italia).
A seguito dei tanti quesiti ricevuti sul tema, è bene ricordare che:
fino all’operatività del Registro unico nazionale del Terzo settore, continuano ad applicarsi le norme previgenti ai fini e per gli effetti derivanti dall’iscrizione degli enti nei Registri Onlus, Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di promozione sociale che si adeguano alle disposizioni inderogabili del presente decreto entro il 31 ottobre 2020. Entro il medesimo termine, esse possono modificare i propri statuti con le modalità e le maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria al fine di adeguarli alle nuove disposizioni inderogabili o di introdurre clausole che escludono l’applicazione di nuove disposizioni derogabili mediante specifica clausola statutaria”.
MA COSA SUCCEDE A ODV, APS E ONLUS CHE NON ADEGUANO IL LORO STATUTO NEL TERMINE DEL 31 OTTOBRE?
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 89/E del 25 ottobre 2019, è intervenuta a chiarire la questione:
“ODV, APS e ONLUS iscritte ai relativi registri regionali possono continuare ad applicare le disposizioni fiscali discendenti dalle vecchie norme di riferimento, fino all’operatività della nuova disciplina contenuta nel Codice del Terzo Settore, anche nel caso in cui non proceda ad adeguare lo statuto entro il 31 ottobre 2020 alle disposizioni inderogabili del Codice.
Gli enti avrebbero, perciò, a disposizione ulteriore tempo per adeguare i propri statuti. Tuttavia, si ricorda, che dopo il 31 ottobre, non sarà possibile per le associazioni deliberare le modifiche degli statuti avvalendosi dei quorum previsti per le assemblee ordinarie, anche nel caso in cui le modifiche siano limitate a quelle minime necessarie.
L’area consulenza del CSV Napoli, da gennaio 2019 ad oggi ha supportato 707 ETS (ODV, APS e ONLUS) negli adeguamenti statutari. Per far fronte alla crescente richiesta di accompagnamento nelle modifiche statutarie, il CSV Napoli ha adottato la metodologia degli incontri di gruppo in modalità webinar per soddisfare tutte le esigenze. CSV Napoli a breve pubblicherà le nuove date per gli incontri di gruppo in modalità webinar previste per i mesi di novembre e dicembre.
Ricordiamo che sono disponibili ancora posti liberi per gli incontri di ottobre. Per iscriversi: https://www.csvnapoli.it/start-up-e-adeguamenti-statutari-nuove-date-per-le-consulenze-di-gruppo-online/
14 Ott, 2020 | In evidenza, News dal Csv
Anche quest’anno CSV Napoli prenderà parte all’8° CSRMed, Salone Mediterraneo della Responsabilità Sociale Condivisa, previsto dal 21 al 23 ottobre, in occasione della Settimana Europea della Sicurezza sui Luoghi di Lavoro.
Dato il particolare momento di riferimento, questa 8a edizione si propone dare un quadro aggiornato sulle sfide legate all’Agenda 2030 e le opportunità per imprese e comunità, ancor di più oggi alla luce dei mutati scenari di mercato, ma soprattutto di consolidare la rete degli operatori coinvolti nella promozione della sostenibilità ed agevolare il dialogo tra i protagonisti del territorio per attivare sinergie e nuovi azioni congiunte.
L’iniziativa, in considerazione delle disposizioni vigenti in tema di emergenza sanitaria, alla luce del DPCM del 18 ottobre 2020, si terrà in modalità on line con diretta streaming sui canali ufficiali della manifestazione.
CSV Napoli promuove nell’ambito di questa edizione del Salone una sessione dedicata al rapporto impresa e volontariato che sarà anche occasione per presentare il progetto di ricerca su questo tema, focalizzato sulla città metropolitana di Napoli e realizzato con la collaborazione del Consorzio Promos Ricerche e di Spazio alla Responsabilità, CSRMed Forum.
Il tavolo di confronto si terrà online, mercoledì 23 ottobre alle ore 16.00, e accoglierà esperienze e testimonianze di volontariato d’impresa e darà ampio spazio alle buone prassi nate grazie all’impegno del CSV Napoli nell’agevolare l’incontro tra il mondo profit e le istanze del territorio, attraverso sinergie e nuovi processi collaborativi.
Di seguito il programma degli interventi:
ore 16.00 – 17.30
VOLONTARIATO E IMPRESA. AL VIA LA RICERCA DEL CSV NAPOLI
Nicola Caprio, presidente CSVNapoli
Giovanna De Rosa, direttore CSVNapoli
Riccardo Realfonzo, direttore Promos Ricerche/Scuola di Governo del Territorio
Raffaella Papa, presidente Spazio alla Responsabilità
Giovanna Minichiello, coordinatrice gruppo di ricerca
Antonella Giglio, vicepresidente Confapi Napoli
12 Ott, 2020 | News dalle odv
Si svolgerà venerdì 16 ottobre a Roma, presso la sede di Palazzo Maffei Marescotti, la cerimonia per il XIII Premio Carlo Castelli per la solidarietà. Il concorso letterario riservato ai detenuti delle carceri italiane è promosso dalla Società di San Vincenzo De Paoli, con il patrocinio di Senato della Repubblica, Camera dei deputati, Ministero della Giustizia e Università europea di Roma e con lo speciale riconoscimento della medaglia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ai primi tre classificati la giuria assegna un “doppio” premio in denaro: una parte viene consegnata all’autore, mentre un’altra somma viene destinata ad un’opera di solidarietà. Così anche chi ha “sbagliato” nella vita e vive l’esperienza della reclusione ha la possibilità di compiere una buona azione. “Riteniamo che questo – afferma Antonio Gianfico, presidente della Federazione nazionale della Società di San Vincenzo De Paoli – sia uno stimolo per aiutare il recluso a riconciliarsi con il proprio vissuto e con la società”.
Il tema della tredicesima edizione è: “Il mondo di fuori visto da dentro”. “Viene da chiedersi come possa una persona ristretta in carcere percepire la realtà esterna” è la domanda che pone Claudio Messina, delegato nazionale carceri della Società di San Vincenzo De Paoli e ideatore del Premio Carlo Castelli: “La galera interrompe bruscamente una condizione di vita e ne determina un’altra piena di limitazioni e divieti, tagliando contatti esterni e causando grossi condizionamenti ed una forte regressione nello sviluppo della personalità e nelle relazioni”.
Il Premio Castelli vuole esprimere vicinanza a coloro che hanno intrapreso un percorso di cambiamento, o di conversione, a chi ancora non se ne sente capace, nonché provocare una riflessione in tutte le persone che non vogliono vedere e sentir parlare di carcere.
Ai tre vincitori di questa edizione vanno rispettivamente 1.000, 800 e 600 euro, con il merito di finanziare anche un progetto di solidarietà. In aggiunta ai premi, a nome di ciascuno dei tre vincitori saranno devoluti, nell’ordine: 1.000 euro per finanziare la costruzione di un’aula scolastica nel Centro Effata di Nisiporesti (Romania); 1.000 euro per un progetto formativo e di reinserimento sociale di una giovane dell’Istituto minorile di Casal del Marmo (Roma); 800 euro per l’adozione a distanza di una bambina dell’India.
Sarà possibile seguire la diretta sulla pagina facebook della Società di San Vincenzo De Paoli.
12 Ott, 2020 | Appelli e raccolte fondi, In evidenza, News dalle odv
Il Movimento nazionale verso Rifiuti Zero, da decenni impegnato per la riduzione dei rifiuti e le buone pratiche di gestione dei materiali post consumo, lancia un appello a Presidi, Insegnanti e Genitori per questo inizio di anno scolastico dettato dall’emergenza Coronavirus che sta costringendo tutta la comunità civile ad un surplus di responsabilità.
Ed è giusto essere responsabili e rigorosi dinanzi al rischio per la salute e la vita di tutti.
Ma l’ambiente, anch’esso, reclama giustizia e non è ammissibile, dinanzi alle alternative scientificamente validate, inquinare oltre misura il nostro habitat e l’intero pianeta.
Ci rivolgiamo a quanti, con diligenza e responsabilità stanno osservando il distanziamento sociale, l’igiene personale e l’uso delle mascherine per ridurre il rischio di contagio.
Ancor più in un ambiente chiuso e confinato come quello scolastico in cui alunni, insegnanti, operatori e dirigenti sono a contatto per lungo tempo.
Qui l’uso delle mascherine, là dove gli spazi non lo consentono, diventa determinante fattore di protezione personale.
Il Governo, nella persona del Commissario Arcuri ha predisposto l’invio alle scuole di 11 milioni di mascherine chirurgiche usa e getta al giorno, con una azione d’imperio a dir poco scellerata, che non tiene conto delle indicazioni dello stesso CTS di Governo che consiglia l’usa e getta ma non lo obbliga, come pubblicato nel documento del 28 maggio: “gli alunni dovranno indossare… nei locali scolastici una mascherina chirurgica o di comunità di propria dotazione, fatte salve le dovute eccezioni…” (pag. 18-19) concetto ribadito nel successivo verbale del 31 agosto 2020 n.104 (pag. 4).
La stessa OMS (linee guida aggiornate al 21 agosto) sostiene: “I bambini che sono in buona salute possono indossare una mascherina di tessuto (non medical or fabric mask)“.
Invece le mascherine chirurgiche monouso, se va bene, andranno ad impattare con la raccolta differenziata dei Comuni accrescendo il sacco nero dell’indifferenziato, con costi maggiori per le comunità per lo smaltimento in inceneritori.
Se va male, e di questo abbiamo riscontri quotidiani, verranno abbandonate in strada, sugli argini, nei ruscelli, che la pioggia trasporterà ai fiumi e da questi in mare, col littering di ritorno sulle spiagge, che contribuirà ad inquinare il già devastato ecosistema marino.
Da qui’ l’appello di ZeroWaste/RifiutiZero Italy affinché si sostituiscano le mascherine chirurgiche monouso con quelle che quotidianamente milioni di cittadini usano, quelle di stoffa riusabili e sanificabili che garantiscono uguale se non migliore protezione e possono essere riutilizzate numerose volte abbattendo costi, trasporti e inquinamento a go go.
L’appello che rivolgiamo è innanzitutto ai Genitori a rifiutare per i propri figli le mascherine che la scuola mette a disposizione, sostituendole, come previsto dallo stesso DPCM, con quelle personalizzate che a casa si provvede a lavare e sanificate quotidianamente.
Ai Presidi/Dirigenti scolastici e Insegnanti di favorire l’utilizzo delle mascherine riusabili , tenendo una piccola scorta delle chirurgiche a scuola per eventuali emergenze o dimenticanze, e restituendo il surplus che potrebbero servire alle ASL, alle RSA, ai centri di accoglienza dove hanno un razionale d’uso, cosa che di fatto rallenterà la produzione a monte e i rifiuti connessi a valle.
Ai Sindaci dei Comuni virtuosi e in particolare a quelli che hanno aderito a “Rifiuti Zero 2022” perché si prendano carico delle loro scuole incentivando questo percorso che si tradurrà, per le loro comunità, in un risparmio di costi di smaltimento e un territorio meno inquinato.
E infine sollecitiamo anche il Presidente della Regione, sulla stregua della valida protesta messa in campo a maggio scorso quanto rispedì indietro al Commissario di Governo le maschere di ”bugs bunny”, di fare uno sforzo straordinario per re inviare a casa degli studenti della Campania un numero minimo di mascherine in tessuto, riusabili, rafforzando così la campagna contro l’usa e getta oltre a ridurre la percentuale di rifiuto indifferenziato che premierebbe lo sforzo che in questi anni ha reso la Campania virtuosa per quota di R.D..
E’ stato calcolato che se solo un ragazzo per classe (5% della popolazione scolastica) disperdesse per strada, volontariamente o meno, la propria mascherina, ogni giorno verrebbero rilasciate in natura 1,4 tonnellate di plastica.
Viceversa gettando nell’indifferenziato ci saranno ogni giorno 44 tonnellate di rifiuti da bruciare in più.
A fine anno scolastico sarebbero 68 milioni di mascherine per un totale di 270 tonnellate di rifiuti plastici non biodegradabili e in un anno, 2 miliardi e 200 milioni di pezzi da acquistare, trasportare, distribuire, raccogliere, incenerire. Una quantità enorme di rifiuti e uno sforzo economico-organizzativo che potrebbe essere evitato o ridotto con le mascherine riusabili certificate, equivalenti a quelle monouso.
E là dove si vuole davvero andare alla radice del problema abolendo di fatto lo spreco non mancano eccellenze virtuose da riproporre anche in Campania, come l’azienda Eta Beta di Bologna (nata anni fa per la sanificazione di pannolini lavabili) che ora fa anche lavaggio di DPI (mascherine chirurgiche e FFP2/3).
Insomma, l’alternativa all’usa e getta esiste e andrebbe incentivata.
E la lotta all’inquinamento da plastica e al monouso passa anche dalla scuola, la prima agenzia formativa del Paese.
Ma davvero si vuole ostacolare le buone pratiche in un momento in cui la natura, a modo suo, ci chiede il conto della nostra protervia nei suoi confronti?
E su questi principi di ecologia/economia la Rete nazionale Rifiuti Zero il 30 e 31 p.v. lancerà iniziative contro l’usa e getta delle mascherine chirurgiche in tutte le Regioni.
Restiamo convinti che la scuola si faccia carico della tutela della Salute, ma inondarla di milioni di mascherine usa e getta al giorno è quanto di più scellerato, inquinante, malsano, diseducativo che si potesse proporre.
Il punto non è la tipologia della mascherina ma la salvaguardia della Salute e per questo appare semplicemente inconcepibile, come strategia per tutelare la Salute, nella fattispecie dal SarsCov2 che aggredisce i polmoni, sia un boom di produzione di migliaia di tonnellate di rifiuti indifferenziati da bruciare negli inceneritori o da disperdere nell’ambiente.
Le alternative ecosostenibili ci sono e, pertanto, l’invito è ad agire con senno e responsabilità.
La generazione di Greta non può più accontentarsi di altre chiacchiere.