Wise 4All Challenges. Al via un nuovo progetto per le politiche di genere in Europa

Nel gennaio 2021, il Parlamento Europeo ha adottato una proposta di risoluzione che sottolinea la fondamentale importanza della partecipazione femminile nei processi decisionali europei per una risposta efficace e di successo alle sfide create dalla pandemia.

In questo ambito si colloca il progetto WISE4ALL Challenges, che ha come obiettivo principale promuovere ed incrementare la partecipazione di donne e giovani cittadini nei processi di elaborazione di politiche per la ripartenza a livello europeo.

In virtù di tale prospettiva, tutti i partner coinvolti nel progetto lavorano per incoraggiare cittadini e ONG a prendere parte a uno scambio di idee internazionale e multidisciplinare attraverso 4 principali “pilastri” (diritti sociali, ambiente, salute, educazione).

Nello specifico, l’associazione Libera è a capo della gestione del “pilastro sociale”, un gruppo di lavoro focalizzato sullo sviluppo di una società civile maggiormente equa e inclusiva, che possa essere di riferimento per i cittadini nell’elaborazione delle loro richieste ai principali attori europei in tema di politiche di genere.

Vuoi farne parte anche tu?

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Agli enti che si saranno registrati sarà data la possibilità di partecipare ad un questionario volto a collezionare suggerimenti, richieste, e opinioni sulle politiche europee riguardanti l’uguaglianza di genere. I dati raccolti verranno utilizzati per stilare un piano di azione calibrato sui bisogni specifici dei cittadini e delle cittadine.

I dati raccolti, e il processo nella sua interezza, porteranno alla creazione di una piattaforma europa incentrata sui temi dell’innovazione sociale e politiche di genere, che fornirà un pacchetto di strumenti volti a guidare associazioni, attori sociali e società civile nella loro azione. Questi strumenti si proporranno inoltre di guidare i sopracitati soggetti nella formulazione di strategie per l’uguaglianza di genere, e nella loro partecipazione attiva alle attività del parlamento europeo.

Con l’obiettivo di rimanere parte attiva e punto di riferimento a lungo termine nel campo delle politiche di genere, il progetto si pone di funzionare da ponte diretto tra i cittadini e gli organi dell’Unione, attraverso l’individuazione di precise linee guida che aiutino Organizzazioni della Società Civile, con lo scopo di fornire competenze e preparazione nell’ambito dell’innovazione sociale e delle problematiche di genere.

Per saperne di più

Sito Web: https://www.scom.eu/wise4challenges-socialpillar/

Mail: international@libera.it e wise4all@scom.eu

Instagram: @wise4all

Facebook: https://www.facebook.com/WISE4Society/

Twitter: @Allwise4

YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCnKp4iKHwalwi1aNZUNO-_Q

DreamLab: un’app per esplorare l’ecosistema tumorale e aiutare la ricerca

Aiutare la ricerca oncologica? Puoi farlo mentre dormi, grazie alla partnership tra Fondazione Vodafone e AIRC. Dopo aver scaricato la app DreamLab sul tuo smartphone e averlo collegato al caricabatterie, basta attivare DreamLab per mettere a disposizione della ricerca la potenza di elaborazione dello smartphone. Così potrai velocizzare i complicatissimi calcoli che sono sempre necessari al giorno d’oggi per gli studi oncologici. Fondazione Vodafone ha messo l’app al servizio del progetto L’esploratore delle cellule tumorali (“Cell Identity Hunter”) di IFOM, l’Istituto FIRC per l’oncologia molecolare.

L’ecosistema tumorale, cioè l’insieme delle cellule tumorali e dei vari tipi di cellule con le quali queste entrano in relazione, può essere considerato come un tessuto biologico a parte, con le sue regole di funzionamento. Conoscerle con precisione è cruciale per identificare nuove terapie.” A parlarne è Massimiliano Pagani, responsabile del laboratorio di oncologia molecolare e immunologia all’IFOM di Milano e coordinatore del progetto. L’esploratore delle cellule tumorali ha l’ambizioso obiettivo di identificare i vari tipi di cellule che compongono questo ecosistema in tumori differenti, e di descriverne la funzione. Poiché la massa di dati che si generano in un progetto del genere è immensa, per analizzarli tutti serve una potenza di calcolo elevatissima, ed è qui che entra in gioco l’app DreamLab.

Ma da dove vengono esattamente tutti questi dati? “Il punto di partenza è sempre il materiale biologico ottenuto da pazienti con diversi tipi di cancro – del seno, del colon-retto, del polmone e diversi altri – tramite biopsia o in seguito a intervento chirurgico” spiega Pagani. “Questo materiale viene disgregato fino a ottenere una sospensione cellulare, dalla quale vengono catturate con tecniche molto sofisticate singole cellule di tipi differenti. Le singole cellule sono quindi analizzate attraverso varie tecnologie ‘omiche’, per raccogliere informazioni relative a diversi sistemi cellulari.” Si partirà con la trascrittomica, che si occupa dell’analisi di tutti i trascritti di RNA di una cellula, cioè di tutte le molecole di RNA codificanti per proteine. “In questo modo sapremo quanti geni sono effettivamente attivi – e con quale intensità – nei vari tipi cellulari, e quali invece sono inattivi.” In futuro si potranno condurre anche analisi di proteomica (cioè di tutte le proteine prodotte in una cellula), di epigenomica (relative ai meccanismi di controllo dell’espressione genica), e altre ancora. “Tenendo conto che abbiamo già circa un milione di cellule da analizzare è chiaro perché serve un’enorme potenza di calcolo” commenta Pagani. “È come se dovessimo sequenziare il trascrittoma di un milione di individui.”

Per ogni cellula analizzata, i dati ottenuti saranno confrontati con profili cellulari già noti. In questo modo la cellula potrà essere identificata o, se il suo profilo non corrisponde a nessuno di quelli già presenti in banca dati, descritta come nuova. “È quello che è accaduto nel corso di un primo lavoro che abbiamo già condotto con questo tipo di analisi, i cui risultati sono stati pubblicati a maggio sulla rivista Nature Immunology” spiega il ricercatore. “Abbiamo identificato una popolazione di cellule del sistema immunitario chiamate linfociti TR1, scoprendo che sono rare nei tessuti sani ma molto presenti nell’ecosistema tumorale. Inoltre abbiamo evidenziato che svolgono un ruolo di soppressione della risposta immunitaria, difendendo il tumore stesso dall’attacco del sistema immunitario. Per questo pensiamo che possano rappresentare un nuovo bersaglio terapeutico.”

Un esempio che dà l’idea di quante potenzialità abbia un progetto come L’esploratore delle cellule tumorali. “Tutto il lavoro che faremo ci permetterà di scoprire meccanismi e relazioni cellulari importanti per lo sviluppo, la sopravvivenza e la diffusione del tumore, che potranno diventare bersagli di nuove terapie”. Ciascuno può dare il proprio contributo, semplicemente scaricando un’app.

Vuoi scaricare DreamLab?

Puoi trovare a questa pagina la versione Android e a questa la versione per iPhone. Comincia subito ad aiutare la ricerca sul cancro!

Bando scuola – terzo settore, CSVnet chiede un confronto e la proroga

Riproponiamo l’articolo di Clara Capponi relativo alla lettera inviata da CSVnet per chiedere la proroga dell’Avviso del Miur per la co-progettazione con il Terzo settore.

 

L’avviso del Miur, che mette e a disposizione 5 milioni di euro per la co-progettazione con il terzo settore di progetti formativi su vari temi – dal contrasto alle mafie alla sostenibilità alla promozione della lettura – è “un primo passo importante verso il riconoscimento istituzionale delle attività realizzate dal volontariato e dal terzo settore per ampliare l’offerta formativa e favorire modalità di apprendimento innovative per ragazze e ragazzi”.

E’ il commento di Chiara Tommasini, presidente di CSVnet – l’associazione nazionale dei centri di servizio per il volontariato (Csv), che ieri ha inviato una lettera ai vertici del ministero dell’Istruzione per chiedere un confronto, volto a valorizzare il lavoro che in questi anni ha visto impegnati i Csv nelle scuole e approfondire future forme di collaborazione.

Il bando, sottolinea la presidente, “si colloca perfettamente nell’ottica che ha guidato i Csv in questi anni, quella di una scuola aperta, diffusa, un’idea di educazione che richiama tutta la comunità educante alla responsabilità del futuro benessere dei ragazzi e delle ragazze”.

Secondo la presidente di CSVnet l’interlocuzione con il ministero dell’Istruzione servirebbe quindi “a valorizzare il lavoro, svolto e in corso, da CSVnet e dai Csv che, forti della loro presenza in tutte le regioni italiane, possono essere un asset fondamentale per la collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti”.

Nella loro esperienza ventennale, i centri di servizio hanno realizzato migliaia di progetti nelle scuole sui temi della cittadinanza attiva, della legalità, dell’ecologia, ecc. censiti per la prima volta nel 2019 con la pubblicazione “A lezione di volontariato”, che raccoglie 219 iniziative svolte coinvolgendo 118 mila studenti, 1.800 istituti scolastici e 3.400 enti di terzo settore.

L’esperienza sul campo  è stata ulteriormente riconosciuta nel 2020, con la firma del  protocollo d’intesa fra CSVnet e Miur per la promozione del volontariato, dei valori della solidarietà e della cittadinanza attiva, in tutto il sistema scolastico.

Nella lettera la presidente di CSVnet entra anche nel merito dei termini operativi dell’avviso, esprimendo “una certa preoccupazione” per la scadenza del bando al 31 agosto, data che renderebbe “molto difficile” un confronto fra enti del terzo settore le scuole al fine di definire le proposte progettuali. “Su questo punto – scrive Chiara Tommasini – chiediamo al ministero di valutare una proroga della data di scadenza del bando”.

Al via la nuova edizione del Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente

Il Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente, giunto ormai alla 17a edizione, è stato il primo riconoscimento nazionale rivolto all’innovazione d’impresa e autorità locali in campo ambientale, sfida nella quale si gioca la competitività, l’attrattività e il benessere di città e territori.

Duplice la finalità del concorso: creare un contesto favorevole alla ricerca e contribuire alla diffusione di buone pratiche orientate alla sostenibilità ambientale, valorizzando quelle realtà e quegli attori capaci di cogliere la sfida ecologica quale opportunità irrinunciabile di sviluppo economico e sociale.

Il bando, disponibile online, mira a intercettare iniziative, interventi, piani e progetti che si muovono verso questo paradigma, con riferimento agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals) dell’Agenda ONU 2030.

Un premio destinato, dunque, a tutte quelle innovazioni di prodotto, processo o servizio di tipo tecnologico, gestionale o sociale che contribuiscano a una significativa riduzione degli impatti ambientali, al rafforzamento della resilienza agli effetti del cambiamento climatico e che si segnalino, al contempo, per originalità, replicabilità e potenzialità di sviluppo.

I primi classificati per ogni categoria riceveranno, oltre all’utilizzo del logo del Premio Innovazione 2021, un premio in denaro di 3000€. Per ogni categoria oltre al vincitore, potranno esserci delle segnalazioni.

C’è tempo per partecipare fino al 15 settembre 2021.

La partecipazione al premio è gratuita, riservata alle realtà che hanno per protagonisti i giovani e con sede legale in Italia. Costituisce titolo preferenziale la specifica anagrafica under 35. Queste le categorie per le quali è possibile concorrere: Agricoltura e Filiere Agro-alimentari; Mobilità Sostenibile; Digital green, comunità in rete, dai piccoli Comuni alle Smart Cities; Economia Circolare; Ecodesign; Transizione energetica. Nel bando, in corrispondenza di ciascuna categoria, sono indicati i riferimenti specifici ai rispettivi Sustainable Development Goals, in accordo con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, e sono contenute le indicazioni per presentare domanda.

Per saperne di più  www.legambienteinnovazione.org

Dementia friendly, nasce il sito dedicato alle persone malate di Alzheimer e alle loro famiglie

Consentire a sempre più persone di conoscere la demenza e fornire un vero e proprio vademecum costantemente aggiornato con le informazioni e gli strumenti pratici per realizzare iniziative “Amiche delle Persone con Demenza”. È questo l’obiettivo del sito www.dementiafriendly.it realizzato dalla Federazione Alzheimer Italia, che aggiunge un ulteriore tassello al progetto delle “Comunità Amiche delle Persone con Demenza”. L’iniziativa, avviata in Italia nel 2016, è nata con l’obiettivo di creare una rete di cittadini consapevoli che sappiano rapportarsi alle persone con demenza e farle sentire a proprio agio nella propria comunità, ma anche avviare un processo di cambiamento sociale in cui le persone con demenza si sentano completamente accolte e incluse. In Italia si stima che la demenza colpisca 1.241.000 persone e sono già 32 i quartieri, i paesi e le città che hanno accolto l’invito della Federazione Alzheimer Italia.

Il nuovo sito intende essere un luogo dove le Comunità Amiche delle Persone con Demenza attive su tutto il territorio italiano possano dare il via ad uno scambio di esperienze, vissuti e buone pratiche che favorisca e incoraggi sempre più persone a mettersi in gioco e comprendere meglio cosa significa vivere con la demenza, per contribuire a costruire una società più inclusiva.

Collegandosi su www.dementiafriendly.it è possibile, innanzitutto, informarsi e aumentare la propria conoscenza della demenza: cos’è, quali sono i sintomi e le regole per tenere allenata la propria mente. Una sezione illustra il progetto “Comunità Amiche delle Persone con Demenza”: la nascita, il percorso necessario per aderire all’iniziativa, alcuni esempi e progetti internazionali e una mappa interattiva che mostra le 31 comunità sul territorio. Segue una parte che si occupa di fornire le informazioni e le indicazioni anche pratiche per creare una “Comunità Amica delle Persone con Demenza” e come coinvolgere la propria rete di conoscenze per dare il via a sempre più realtà e luoghi inclusivi per le persone con demenza. Una sezione è interamente dedicata a raccontare le storie delle Comunità attraverso le voci di tante persone, volontari, negozianti, rappresentanti delle Istituzioni e delle Forze dell’Ordine, insegnanti e studenti che, con passione e impegno, portano avanti iniziative e progetti di inclusione per le persone con demenza.

Il sito ha anche l’obiettivo di essere anche un vero e proprio percorso formativo che, affrontando i principali temi medici e comportamentali, spiega come tutti possano diventare “Amici delle Persone con Demenza” e dimostrare come anche la conoscenza e la vicinanza possano concretamente dare un aiuto a coloro che affrontano la malattia. Cliccando su “Partecipa” l’utente viene poi accompagnato a scoprire quali sono i passi concreti per intraprendere questo percorso: si parte con l’informazione su cosa significa essere “Amico delle Persone con Demenza” e chi può diventarlo. Attraverso un quiz con 10 domande è possibile mettere alla prova la propria conoscenza della demenza e ricevere un vero e proprio attestato che certifica il proprio impegno.

Le Comunità Amiche delle Persone con Demenza sono luoghi dove ascolto, comprensione e inclusione sono le parole all’ordine di ogni giorno. Noi della Federazione Alzheimer Italia ci impegniamo perché sempre più persone conoscano la demenza per cancellare lo stigma nei confronti dei malati e dei loro familiari. Il motto “Working to become” ci dice che si tratta di un percorso in continua evoluzione e senza la parola “fine”: l’obiettivo del sito è quindi quello di fornire alle persone e alle comunità gli strumenti di conoscenza ma anche pratici perché siano sempre più consapevoli e attente ai diritti delle persone con demenza.”, commenta Gabriella Salvini Porro, presidente di Federazione Alzheimer Italia.

Carenza di sangue, l’appello di AVIS: «Doniamo adesso»

«Uno sforzo per assicurare terapie salvavita ai pazienti acuti e cronici. Prima di partire per le vacanze, prenotiamo la nostra donazione». È l’appello lanciato dal presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, alla luce dei dati che, sull’intero territorio italiano, stanno mostrando una massiccia flessione nella raccolta sia di globuli rossi che di plasma.

Le associazioni di pazienti talassemici, nel corso delle ultime settimane, hanno segnalato al Centro nazionale sangue una carenza diffusa di sacche di sangue in diverse regioni. Proprio per questo motivo, dopo aver promosso la campagna #DonaindoppioAVIS sta chiedendo un ulteriore sforzo a tutti i donatori veicolando un messaggio tanto semplice, quanto diretto ed essenziale attraverso i propri canali di comunicazione: “C’è bisogno di sangue. C’è bisogno di te. Vieni a donare”.

La richiesta di sangue ed emocomponenti non va mai in vacanza e proprio in questo periodo dell’anno, complici le partenze e i viaggi, si registra un incremento degli incidenti stradali. Ecco perché, se già quotidianamente circa 1800 pazienti hanno bisogno di una trasfusione, durante l’estate questo numero rischia di aumentare vertiginosamente. Nell’ultimo report pubblicato dal CNS, quello relativo al mese di giugno, il calo nella raccolta dei globuli rossi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è stato del 10%, nonostante il 2020 fosse l’anno in cui era esplosa la pandemia.

Che si parta o si trascorra l’estate in città, prenotare la donazione è necessario: «I numeri dell’ultimo mese non possono farci restare inermi – conclude Briola – perché con l’estate ormai in corso rischiamo di mettere a repentaglio la ripresa delle regolari attività ospedaliere a partire da settembre. Per questo il nostro invito, il nostro appello, è quello di contattare la sede Avis più vicina, prenotare la propria donazione e compiere questo gesto straordinario per potersi godere con serenità le meritate vacanze e permettere, a tanti pazienti che ne hanno bisogno, di vedersi assicurate le terapie salvavita».