Opportunità di lavoro a Traparentesi

Nell’ambito delle proprie attività educative e formative curricolari ed extracurricolari svolte in sinergia con scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado localizzate a Napoli e nei Comuni della Città Metropolitana, Traparentesi APS è alla ricerca di personale per progetti volti a favorire l’inclusione scolastica e il successo formativo degli alunni con il coinvolgimento dei genitori. Nello specifico si ricercano le figure di Coordinatore di progetto e Operatori socio-educativi in ambito scolastico 

PROFILO PROFESSIONALE DELLE RISORSE 

Coordinatore di progetto

Il coordinatore pianifica e programma tutte le azioni progettuali in funzione degli obiettivi da raggiungere nelle scadenze prefissate in accordo con l’Ufficio Progetti dell’Associazione. Garantisce la buona riuscita complessiva del progetto e sovraintende a tutti i diversi livelli di implementazione e gestione. Mantiene i contatti e le relazioni funzionali alla realizzazione degli interventi, rapportandosi con gli enti finanziatori, con gli altri enti partner di progetto, con le Scuole, con gli attori pubblici del territorio d’intervento (Comune, Centri di Servizio Sociale, Università, etc.). Svolge in prima persona opera di programmazione esecutiva e raccordo gestionale con l’equipe di operatori ed esperti preposti allo svolgimento delle attività, con i dirigenti scolastici e con gli insegnanti referenti. Si occupa del monitoraggio tecnico relativo ai destinatari, alle azioni e ai risultati raggiunti, rapportandosi con le figure preposte alla valutazione interna o esterna del progetto. Organizza gli strumenti di lavoro e mantiene la documentazione progettuale attraverso l’utilizzo di strumenti informatici e programmi digitali per l’archiviazione dei dati. Partecipa alle attività di rendicontazione amministrativa e finanziaria del progetto in accordo con il Responsabile Amministrativo e Contabile dell’Associazione.

Operatori socio-educativi

Gli operatori socio-educativi svolgono mansioni operative e organizzative funzionali alla realizzazione dei servizi integrati di inclusione scolastica con studenti e studentesse. Curano la presa in carico e mantengono una relazione educativa costante con i destinatari, agendo in stretta sinergia con il personale scolastico e con le famiglie. Partecipano alla programmazione esecutiva degli interventi da svolgersi in orario curricolare ed extracurricolare e alla raccolta dei dati per il monitoraggio tecnico raccordandosi con il Coordinatore di progetto e con i docenti referenti. Realizzano interventi di tutoraggio individualizzato con il singolo alunno/a o con l’intero gruppo classe che possono interessare sia gli aspetti didattici e formativi che la dimensione sociale e relazionale. Mantengono i contatti con i genitori degli alunni/e e si rapportano con loro per gli aspetti organizzativi (iscrizioni, liberatorie, monitoraggio), contenutistici e di sensibilizzazione sul progetto. Nella selezione degli operatori si privilegeranno risorse umane con competenze trasversali di segretariato sociale che siano in grado di rispondere a bisogni specifici di studenti vulnerabili anche attraverso interventi di mediazione scuola-famiglia (ad. es. operatori esperti nell’inclusione di alunni/a con background migratorio o con BES), di supporto al personale amministrativo delle scuole e di rafforzamento della comunità educante nel suo complesso.

REQUISITI GENERALI

Saranno ammessi alla procedura esclusivamente i candidati in possesso dei seguenti requisiti generali:

  1. la presente procedura concorsuale è libera senza limitazione in ordine alla cittadinanza;
  2. età non inferiore agli anni diciotto;
  3. non essere stati esclusi dall’elettorato politico attivo;
  4. diploma di scuola secondaria di secondo grado.

I cittadini con cittadinanza diversa da quella italiana devono possedere, ai fini dell’ammissione, i seguenti requisiti:

– godimento dei diritti civili e politici e possesso della cittadinanza negli Stati di appartenenza o di provenienza;

– adeguata conoscenza della lingua italiana.

 REQUISITI PREFERENZIALI

  • laurea e/o idonee abilitazioni professionali attinenti alle mansioni richieste
  • esperienza almeno triennale all’interno progetti/servizi similari
  • conoscenza delle tematiche sociali e dei progetti promossi dall’Associazione
  • ottime capacità di mediazione e di gestione dei conflitti
  • ottime capacità di lavoro in equipe
  • ottime capacità informatiche
  • flessibilità oraria e disponibilità agli spostamenti sul territorio provinciale
  • conoscenza delle principali normative nazionali in materia di inclusione scolastica
  • buona conoscenza della lingua inglese
  • eventuale conoscenza di una lingua extra UE

 SEDE DI LAVORO:

Le attività progettuali sono localizzate nella Città di Napoli e in alcuni comuni dell’area metropolita, in particolare Frattaminore e Quarto e potranno essere svolte sia nella sede di Traparentesi APS che nelle scuole del territorio. Eventuali attività da svolgere in modalità smart working saranno valutate in corso di realizzazione.

TIPOLOGIA DI IMPIEGO:

Per entrambe le figure è prevista l’attivazione di un contratto di collaborazione continuata e continuativa o il conferimento di un incarico professionale ai professionisti dotati di partita Iva. La partenza presunta delle attività è prevista per il mese di settembre 2024 e l’impiego avrà una durata massima di 36 mesi. Per la figura di coordinatore è previsto un impegno minimo di 20 ore settimanali. Per la figura di operatore socio-educativo è previsto un impegno minimo di 10 ore settimanali, prevalentemente nei mesi di apertura/chiusura delle scuole. Il corrispettivo economico della prestazione verrà esplicitato in fase di colloquio conoscitivo.

MODALITÀ DI PRESENTAZIONE:

I candidati interessati possono inviare il proprio CV debitamente sottoscritto, esclusivamente in formato pdf e preferibilmente in Formato Europeo Tradizionale, a info@traparentesiaps.it inserendo nell’oggetto la dicitura “Vacancy Scuole 2024_Coordinatore” o “Vacancy Scuole 2024_Operatore” a seconda della figura per la quale si intende proporre la propria candidaturaNel CV dovrà essere presente l’autorizzazione al trattamento dei dati personali (ai sensi del GDPR 679/16 e del Decreto Legislativo 30 giugno 2003 n°196 – “Codice in materia di protezione dei dati personali”) e l’autodichiarazione relativa alla veridicità delle informazioni riportate.

SCADENZA PER LA PRESENTAZIONE DELLE CANDIDATURE: 30/06/2024

Le candidature pervenute oltre la data di scadenza del 30/06/2024 non saranno prese in considerazione. Solo i candidati preselezionati saranno contattati per un colloquio da svolgersi nel corso del mese di luglio 2024. Il presente annuncio è rivolto ad entrambi i sessi, ai sensi delle leggi 903/77 e 125/91, e a persone di tutte le età e tutte le nazionalità, ai sensi dei decreti legislativi 215/03 e 216/03.

TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

Il trattamento dei dati forniti avverrà ai sensi del Regolamento UE 2016/679 – Regolamento generale dei Dati (GDPR) e del Dlgs. 30 giugno 2003 n.196 – Codice in materia di protezione dei dati personale. Per ulteriori informazioni sul trattamento dei dati è possibile consultare l’informativa privacy presente sul sito www.traparentesiaps.it al link https://www.traparentesiaps.it/privacy-policy/

PUBBLICITA’

Il presente avviso è pubblicato sul sito www.traparentesiaps.it al link https://www.traparentesiaps.it/partecipa/#collabora  in data 11 giugno 2024 e potrà essere diffuso sui canali di comunicazione web e social network in cui l’Associazione è presente.

Per richieste o informazioni è possibile scrivere a info@traparentesiaps.it

 

Riqualificazione energetica, in arrivo 100 milioni di euro al Terzo settore

Riproponiamo l’articolo di Chiara Borghisani per Cantiere Terzo Settore relativo ai benefici per le organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e Onlus previsti nella conversione in legge del Superbonus

La Legge n. 67/2024 ha recentemente convertito, con modificazioni, il decreto legge n. 39 del 29 marzo 2024, contenente una serie di misure urgenti in materia di “superbonus 110”, e che coinvolgono anche le organizzazioni non profit. Il tema è stato trattato nell’articolo “Superbonus 110%, le ultime indicazioni per il Terzo settore”.

Di seguito una disamina delle novità disposte, anticipate da une breve sintesi di quelle che sono le caratteristiche fondamentali dell’agevolazione.

Si ricorda che la misura è stata introdotta con il decreto legge 34 del 2020 (cosiddetto “Rilancio”).

Le disposizioni in tema di superbonus

Il complesso quadro normativo regolante l’agevolazione per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici ha subìto negli anni diversi interventi legislativi tesi a limitare la fruizione dello stesso; da ultimo, è stata prevista una progressiva riduzione dell’aliquota per le annualità successive al 2023, introducendo una deroga alla riduzione progressiva dell’aliquota per Odv, Aps ed Onlus (art.2, comma 2, Legge 38/2023) che possono continuare a godere dell’aliquota del 110%.

I requisiti per continuare a beneficiare dell’aliquota piena sono riferiti sia al soggetto che all’oggetto dell’intervento.

Per quanto riguarda i requisiti soggettivi, il soggetto fruitore:

  • deve essere un’organizzazione di volontariato (Odv) o un’associazione di promozione sociale (Aps) iscritte nei relativi registri, oppure un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale iscritta in anagrafe unica delle Onlus;
  • deve svolgere una attività riconducibile tra servizi socio-sanitari e assistenziali;
  • non deve attribuire alcun compenso o indennità di carica ai membri del Consiglio di amministrazione.

Per quanto riguarda invece il requisito oggettivo, l’immobile oggetto di intervento deve essere qualificato come immobile di categoria B/1, oppure B/2 o D/4 posseduto a titolo di proprietà o di altro diritto reale di godimento (nuda proprietà, usufrutto) o un contratto ad effetti obbligatori (comodato gratuito) aventi data certa anteriore al 1° giugno 2021.

Il limite di spesa è determinato moltiplicando il limite unitario, previsto per le singole unità immobiliari, per il rapporto tra la superficie complessiva dell’immobile oggetto degli interventi e ammessi alla detrazione e la superficie media di una unità abitativa immobiliare, come ricavabile dal Rapporto immobiliare pubblicato dall’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi).

Le spese oggetto di detrazione devono essere effettuate entro il 31 dicembre 2025.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito numerosi chiarimenti in ordine all’applicazione dell’agevolazione per gli enti del Terzo settore sopra citati con le circolari n.3 dell’8 febbraio 2023 e n.13 del 13 giugno 2023; infine, con la risposta n.2 dell’8 gennaio 2024 è intervenuta ulteriormente per chiarire in modo dettagliato le modalità di applicazione del superbonus riferito alle tipologie di soggetti e di unità immobiliari agevolabili.

Le novità introdotte

A fronte di un quadro normativo chiaro e definito sia da atti normativi che da documenti di prassi, il recente intervento legislativo ha dato “un giro di vite” alle agevolazioni oggetto del presente contributo. In particolare, è stata eliminata la possibilità di ricorrere alle opzioni per lo sconto in fattura o la cessione del credito per interventi edilizi per Odv, Aps ed Onlus a meno che non siano presenti gli ulteriori requisiti sotto riportati.

Si è stabilito che, per poter cedere il credito o applicare lo sconto in fattura, relativamente ai soggetti sopra citati, è necessaria la sussistenza in data antecedente al 30 marzo 2024 delle seguenti ulteriori condizioni:

  1. sia stata presentata la comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila), se gli interventi sono agevolati e sono diversi da quelli effettuati dai condomini;
  2. sia stata adottata la delibera assembleare che ha approvato l’esecuzione dei lavori e risulti presentata la comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila), se gli interventi sono agevolati e sono effettuati dai condomini;
  3. sia stata presentata l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo, se gli interventi sono agevolati e comportano la demolizione e la ricostruzione degli edifici;
  4. sia stata presentata la richiesta del titolo abilitativo, ove necessario, se gli interventi sono diversi da quelli agevolati;
  5. siano già iniziati i lavori oppure, nel caso in cui i lavori non siano ancora iniziati, sia stato stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura dei beni e dei servizi oggetto dei lavori e sia stato versato un acconto sul prezzo, se gli interventi sono diversi da quelli agevolati e per i medesimi non è prevista la presentazione di un titolo abilitativo.

È stata confermata quindi la regola per cui devono sussistere contemporaneamente sia il requisito di aver presentato la Cila nonché la stipula, con data certa, dell’accordo scritto e il versamento dell’acconto.

È stata inoltre concessa la facoltà per i soggetti cessionari di ripartire i crediti di imposta rispettivamente per 4 anni (superbonus) e 5 anni (eliminazione barriere architettoniche), ed è stato previsto che in tutti i casi in cui vi sia una fruizione diretta delle detrazioni fiscali accordate la detrazione dovrà essere ripartita in 10 anni in luogo dei precedenti 5.

Ulteriore novità recata è l’istituzione, per l’anno 2025 di un fondo di 100 milioni di euro finalizzato a riconoscere ad Odv, Aps ed Onlus un contributo per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica a strutturale. Tale fondo non è cumulabile con i benefici connessi con la normativa in tema di superbonus.

© Foto in copertina di Vanni Monelli, progetto FIAF-CSVnet “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano”

BenESSERE Psicosociale: aperte le iscrizioni alla nuova edizione del corso di formazione

L’intervento in emergenza è una peculiarità del volontariato, in qualsiasi contesto: sociale, sanitario o ambientale. È questo che lo rende protagonista del welfare italiano le cui stagioni si rinnovano in maniera sempre più vertiginosa.

CSV Napoli pertanto, vista la grande richiesta di partecipazione alle precedenti edizioni e l’alto livello di gradimento manifestato dai partecipanti, apre le iscrizioni al corso di formazione BenESSERE Psicosociale con lo scopo di dotare il volontariato degli strumenti necessari a tradurre in azioni la propria mission e valorizzare le attitudini nell’esercizio della solidarietà, rafforzando doti e skill.

La scelta di rinnovare questo percorso formativo nasce dal fatto che tante sono state le realtà di Terzo settore della città metropolitana di Napoli, soprattutto quelle impegnate nella protezione civile, che hanno espresso il bisogno di formare i propri volontari su questi temi per aiutarli ad individuare le cause dello stress e a fronteggiare i rischi ad esso connesso.

Per sviluppare consapevolezza rispetto alla complessità di un intervento verranno fornite indicazioni sul funzionamento mentale in emergenza, sul ruolo della Psicologia dell’emergenza e le tecniche di fronteggiamento teoriche e pratiche, utili a prevenire eventuali disturbi. L’iniziativa si rivolge a tutti coloro che intervengono in contesti critici, per supportare il volontario nella sua attività ma è utile anche ad aiutare la popolazione colpita dall’emergenza, nella comprensione dei bisogni delle persone soccorse.

L’attività formativa è gratuita. Per partecipare compilare l’apposito form online sul sito www.csvnapoli.it accedendo direttamente all’Area Riservata, registrando la propria anagrafica e quella del proprio ente (se non già censiti) e poi sarà possibile iscriversi al corso entro e non oltre il 19 giugno 2024. Ad accoglienza della candidatura, i partecipanti riceveranno via e-mail la scheda in ingresso la cui compilazione consentirà di accedere all’attività formativa.

Per saperne di più scarica la locandina

 

CSVnet e Slow Food Italia insieme per un sistema alimentare più equo

Supportare l’azione sui territori di chi è impegnato a promuovere il diritto a un cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti. È questo il cuore del recente accordo siglato tra CSVnet, l’associazione che riunisce i 49 Centri di servizio per il volontariato (Csv) e Slow Food Italia Aps, l’organizzazione costituita da oltre 260 associazioni che operano su tutto il territorio nazionale con l’obiettivo di dare il giusto valore al cibo, praticando e diffondendo il rispetto verso chi lo produce in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali.

Una parte importante della collaborazione riguarda infatti la promozione di accordi specifici fra i Csv e le diramazioni territoriali di Slow Food, al fine di realizzare iniziative di formazione per i volontari e lo sviluppo di strumenti che consentano le organizzazioni locali, anche quelle più piccole o meno strutturate, di sviluppare e gestire progetti che abbiano un forte impatto sociale.
Un altro obiettivo ambizioso è quello di mettere in rete le diverse realtà per favorire un dialogo concreto con le istituzioni al fine di concorrere alla definizione di politiche alimentari più eque e sostenibili.

“Con questa partnership intendiamo potenziare il ruolo di volontarie e volontari nel promuovere un sistema alimentare più giusto e rispettoso dell’ambiente, contribuendo così al benessere delle comunità locali e nazionali” afferma Chiara Tommasini presidente di CSVnet.

“Contare sul supporto dei Csv per le associazioni territoriali di Slow Food Italia vuol dire rafforzare il ruolo dei volontari nella costruzione di dialogo e della rete tra i cittadini, gli agricoltori, allevatori e pescatori, i cuochi, che con il loro ruolo educativo ci aiutano a scegliere e trasformare i prodotti” aggiunge Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia.

Tra le azioni previste dall’accordo, che avrà durata triennale, la definizione di interventi che favoriscano il ricambio generazionale tra i volontari e l’istituzione di una cabina di regia per analizzare i bisogni delle organizzazioni territoriali.

Per saperne di più csvnet.it

Escluse le Onlus dalla devoluzione del patrimonio degli enti del Terzo settore

Riproponiamo l’articolo di Daniele Erler per Cantiere Terzo Settore relativo al chiarimento del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in risposta a un quesito sottoposto dal Sottogruppo Terzo settore della Commissione politiche sociali della Conferenza delle regioni e province autonome

Con la nota n. 6710 del 30 aprile 2024 il Dipartimento per le politiche sociali, del Terzo settore e migratorie del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha stabilito l’impossibilità per un ente del Terzo settore (Ets) di destinare il proprio patrimonio residuo ad una Onlus.

Il quesito

Il quesito, sottoposto al Ministero da parte del Sottogruppo Terzo settore della Commissione politiche sociali della Conferenza delle regioni e province autonome, aveva ad oggetto per l’appunto la possibilità per una Onlus (iscritta alla relativa Anagrafe unica) di risultare beneficiaria della devoluzione patrimoniale di un Ets.

Il codice del Terzo settore prevede che un ente del Terzo settore sia tenuto a devolvere il proprio patrimonio in caso di estinzione o scioglimento, così come in caso di cancellazione dal registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) qualora abbia intenzione di continuare ad operare ai sensi del codice civile: in quest’ultimo caso la devoluzione è limitata all’incremento patrimoniale realizzato negli esercizi in cui l’ente è stato iscritto al Runts. Lo stesso codice prevede inoltre che tale patrimonio sia devoluto, previo parere positivo dell’Ufficio del Runts competente e salva diversa destinazione imposta dalla legge, ad altri Ets secondo le disposizioni statutarie o dell’organo sociale competente o, in mancanza, alla Fondazione Italia Sociale (art. 9).

Il vincolo appena descritto ha come finalità quella di vincolare il patrimonio dell’ente che si è estinto o che ha perso la qualifica di Ets, e di farlo rimanere all’interno del “circuito” degli enti del Terzo settore, i quali godono di un regime (fiscale e contributivo) di vantaggio perché perseguono finalità di tipo civico, solidaristico e di utilità sociale tramite lo svolgimento di attività di interesse generale. L’importanza di tale previsione si comprende anche dal fatto che essa deve essere prevista obbligatoriamente negli statuti degli Ets.

Con il quesito si richiede appunto se, oltre agli Ets iscritti al Runts, anche le Onlus possano essere destinatarie del patrimonio residuo, in quanto considerate anch’esse dallo stesso codice del Terzo settore (art. 101, commi 2 e 3) come enti del Terzo settore in via transitoria.

Si ricorda che la disciplina delle Onlus (nello specifico il decreto legislativo 460 del 1997) è tuttora vigente, e sarà abrogata solo a partire dal periodo d’imposta successivo all’autorizzazione della Commissione europea in merito alle disposizioni di carattere fiscale di cui al titolo X del codice del Terzo settore. A partire dallo stesso momento l’Anagrafe unica delle Onlus sarà soppressa.

Oltre a ciò, è opportuno ricordare come lo stesso decreto legislativo 460 del 1997 preveda (art. 10) per le Onlus l’obbligo di devolvere il patrimonio dell’organizzazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altre Onlus o a fini di pubblica utilità, anche qui sotto il controllo di una pubblica amministrazione (rappresentata sempre dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali).

La risposta del Ministero

Nonostante le due normative richiamate (il codice del Terzo settore e il decreto legislativo 460 del 1997) presentino indubbiamente dei profili in comune circa la devoluzione del patrimonio, e nonostante l’art. 101 del codice consideri le Onlus come Ets in via transitoria, secondo il Ministero tali elementi non sono rilevanti per la risoluzione del caso in esame, il quale deve essere letto su presupposti diversi.

Il ragionamento del Ministero si incentra sulla differente natura delle due qualifiche di Ets e di Onlus, la prima di tipo civilistico, la seconda di carattere prettamente fiscale. Tale distinzione ha dei riflessi fondamentali anche in relazione alla disciplina dell’obbligo di devoluzione del patrimonio, che per gli enti del Terzo settore si caratterizza per un regime tutorio di natura civilistica rafforzato dalla previsione della nullità (per contrarietà a norma imperativa, ai sensi dell’art. 1418, comma 1 del codice civile) degli atti di devoluzione del patrimonio residuo compiuti in assenza o in difformità del parere obbligatorio del competente ufficio del Runts.

Una simile previsione non vi è invece per le Onlus, e questo costituisce l’elemento determinante su cui fa perno la nota ministeriale. Qualora, infatti, un Ets devolvesse il proprio patrimonio residuo ad una Onlus, si potrebbe verificare la situazione in cui essa sia chiamata a propria volta a disporre del patrimonio residuo, senza però aver conseguito nel frattempo l’iscrizione al Runts. Ci si troverebbe, di fatto, nella situazione in cui tale patrimonio, che si è formato anche grazie al regime agevolativo concesso dalla normativa del Terzo settore, risulterebbe sprovvisto della tutela rafforzata costituita dalla sanzione della nullità dell’atto devolutivo.

La mancanza di una simile garanzia conduce il Ministero, sentita anche l’Agenzia delle entrate, a ritenere che un Ets possa devolvere il proprio patrimonio solo nei confronti di altri Ets, iscritti nel Runts (e come tali accomunati da un pieno assoggettamento alla disciplina codicistica in tutte le sue parti), e non anche ad Onlus iscritte ad oggi alla relativa Anagrafe unica.

 © Foto in copertina di Mario Orlandiprogetto FIAF-CSVnet “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano”