Parte Rights Seek a Home, il progetto di inclusione delle persone LGBTI nel sistema antiviolenza italiano

Al via il progetto Rights Seek a Home (RSH), finanziato dal fondo No One Left Behind (Nessuno lasciato indietro) di ILGA Europe.

In collaborazione con il Centro di Ateneo SInAPSi dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Antinoo Arcigay Napoli, capofila del progetto, condurrà attività di ricerca e formazione sull’inclusione delle persone LGBTI nel sistema antiviolenza italiano.

Dalla revisione della letteratura scientifica e delle buone pratiche di accoglienza si evince che sono disponibili scarse informazioni sull’inclusione delle persone LGBTI nei centri antiviolenza e nelle case rifugio.

A seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19 si è acuita la necessità di non lasciare indietro nessuno e di far sì che le persone LGBTI in particolare stato di fragilità (senza fissa dimora, survivors di violenza domestica, etc.) vedano riconosciuto il loro diritto all’accoglienza.

Pertanto il progetto si chiama “Rights seek a home”, letteralmente “I diritti cercano una casa”. La scelta dell’utilizzo del verbo seek (e non look for), che in inglese viene utilizzato per definire qualcosa di astratto è determinata dalla volontà di porre enfasi su home, inteso come spazio di inclusione non solo fisico.

Il logo di fatti rappresenta una casa vissuta, simbolicamente con il camino acceso e una bandiera inclusiva, non solo arcobaleno, ma anche con i colori della comunità nera e transgender, sovente maggiormente stigmatizzata e marginalizzata, per evidenziare l’approccio intersezionale adottato dal partenariato.

Successivamente alla fase di ricerca qualitativa (attualmente in corso), Antinoo e SInAPSi struttureranno una FAD destinata ai policy maker, ai cav e ai rifugi italiani.

“Game for Future”, al via le candidature per il seminario interattivo promosso dall’Agenzia Nazionale per i Giovani

L’Agenzia Nazionale per i Giovani organizza, nell’ambito delle attività del Corpo Europeo di Solidarietà, una Game Jam, un seminario interattivo volto a promuovere la valorizzazione delle competenze digitali e l’educazione attraverso nuove metodologie, accompagnato da una maratona di 48 ore, in cui sarà pianificato, progettato e creato un applied game, ovvero un prodotto educativo fruibile dai giovani e/o da tutti coloro che si interfacciano con il mondo giovanile (youth workers, educatori…) avente come tema la sostenibilità ambientale e i cambiamenti climatici, tematica attualmente molto sentita dai giovani a livello nazionale e internazionale.

L’obiettivo generale è analizzare il processo creativo adatto allo sviluppo di competenze digitali e pedagogiche ad esse legate nell’ambito della gaming education e favorire lo scambio tra professionisti e volontari provenienti da diversi settori.

La Game Jam intende coinvolgere 70 giovani, tra 18 e 30 anni, con background diversificati e con diverse competenze, che costituiranno poi dei team, ognuno dei quali formato da un massimo di 6 membri.

Al fine della buona riuscita del processo creativo, i team includeranno diversi ruoli, che corrispondono ai diversi profili per candidarsi a partecipare:
–Youth Workers/Educatori: Professionisti con esperienza nel campo dell’animazione sociale e dell’educazione in senso ampio e cross-settoriale, che lavorano con i giovani e sui temi di interesse dei giovani e che si occupano di partecipazione e di inclusione sociale.
–Programmatori: Competenze di Unity, Unreal, Game Maker o altri engine di sviluppo.
–Game Designer e Sceneggiatori: Ideazione concept, progettazione di meccaniche, level design o storytelling.
–Artisti 2D/3D: Realizzazione di concept art, spritesheet, background, modellazione, rigging, animazione.
– Musicisti e Sound Designer: Composizione di tracce audio e realizzazione di effetti sonori
– Attivisti / Esperti di tematiche ambientali: Esperienza in studi e iniziative sui cambiamenti climatici.

COME PARTECIPARE

Per candidarsi è necessario compilare il modulo di candidatura al link  http://bit.ly/games4future

Ogni candidato può sottoporre una sola candidatura, riferita ad uno dei ruoli sopraindicati.

Le candidature vanno inviate entro le ore 12:00 del 27 ottobre 2020.

Dopo la scadenza per la candidatura, una Commissione formata da un rappresentante dell’Agenzia Nazionale per i Giovani e dal direttore della Game Jam provvederà a selezionare i partecipanti della Game Jam.

I risultati della selezione saranno resi pubblici entro e non oltre il 30 marzo 2020 sulle pagine www.agenziagiovani.it e www.romevideogamelab.it.

A causa dell’emergenza COVID-19, la Game Jam, inizialmente pensata per lo svolgimento in presenza, è stata rimodulata in una forma ibrida che prevede anche la partecipazione online.

Riforma del Terzo settore: mancato adeguamento dello statuto entro il 31 Ottobre. Cosa accade?

Il 31 ottobre 2020 per ODV, APS e ONLUS scade il termine per adeguare gli statuti al Codice del Terzo Settore.

La prossima primavera, a quasi quattro anni dall’entrata in vigore del Codice del Terzo settore, dovrebbe raggiungere la piena operatività il Registro Unico (RUNTS) a seguito della raggiunta l’intesa in Conferenza Stato-Regioni.

L’art. 101 del Codice prevede che Onlus, Organizzazioni di Volontariato e Associazioni di promozione sociale adeguino i loro statuti alle nuove disposizioni prima ancora dell’operatività del nuovo Registro. Il termine, originariamente fissato il 3 agosto 2019, è stato successivamente prorogato al 30 giugno 2020 dal comma 4-bis dell’art. 43 del D.L. 34/2019 (cd. Decreto Crescita) e ulteriormente prorogato al 31 ottobre 2020 dall’art. 35, comma 1, D.L. 18/2020 (cd. Cura Italia).

A seguito dei tanti quesiti ricevuti sul tema, è bene ricordare che:

fino all’operatività del Registro unico nazionale del Terzo settore, continuano ad applicarsi le norme previgenti ai fini e per gli effetti derivanti dall’iscrizione degli enti nei Registri Onlus, Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di promozione sociale che si adeguano alle disposizioni inderogabili del presente decreto entro il 31 ottobre 2020. Entro il medesimo termine, esse possono modificare i propri statuti con le modalità e le maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria al fine di adeguarli alle nuove disposizioni inderogabili o di introdurre clausole che escludono l’applicazione di nuove disposizioni derogabili mediante specifica clausola statutaria”.

MA COSA SUCCEDE A ODV, APS E ONLUS CHE NON ADEGUANO IL LORO STATUTO NEL TERMINE DEL 31 OTTOBRE?

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 89/E del 25 ottobre 2019, è intervenuta a chiarire la questione:

“ODV, APS e ONLUS iscritte ai relativi registri regionali possono continuare ad applicare le disposizioni fiscali discendenti dalle vecchie norme di riferimento, fino all’operatività della nuova disciplina contenuta nel Codice del Terzo Settore, anche nel caso in cui non proceda ad adeguare lo statuto entro il 31 ottobre 2020 alle disposizioni inderogabili del Codice.

Gli enti avrebbero, perciò, a disposizione ulteriore tempo per adeguare i propri statuti. Tuttavia, si ricorda, che dopo il 31 ottobre, non sarà possibile per le associazioni deliberare le modifiche degli statuti avvalendosi dei quorum previsti per le assemblee ordinarie, anche nel caso in cui le modifiche siano limitate a quelle minime necessarie.

L’area consulenza del CSV Napoli, da gennaio 2019 ad oggi ha supportato 707 ETS (ODV, APS e ONLUS) negli adeguamenti statutari. Per far fronte alla crescente richiesta di accompagnamento nelle modifiche statutarie, il CSV Napoli ha adottato la metodologia degli incontri di gruppo in modalità webinar per soddisfare tutte le esigenze. CSV Napoli a breve pubblicherà le nuove date per gli incontri di gruppo in modalità webinar previste per i mesi di novembre e dicembre.

Ricordiamo che sono disponibili ancora posti liberi per gli incontri di ottobre. Per iscriversi: https://www.csvnapoli.it/start-up-e-adeguamenti-statutari-nuove-date-per-le-consulenze-di-gruppo-online/

Salone Mediterraneo della Responsabilità Sociale Condivisa, CSV Napoli tra i partner

Anche quest’anno CSV Napoli prenderà parte all’8° CSRMed, Salone Mediterraneo della Responsabilità Sociale Condivisa, previsto dal 21 al 23 ottobre, in occasione della Settimana Europea della Sicurezza sui Luoghi di Lavoro.

Dato il particolare momento di riferimento, questa 8a edizione si propone dare un quadro aggiornato sulle sfide legate all’Agenda 2030 e le opportunità per imprese e comunità, ancor di più oggi alla luce dei mutati scenari di mercato, ma soprattutto di consolidare la rete degli operatori coinvolti nella promozione della sostenibilità ed agevolare il dialogo tra i protagonisti del territorio per attivare sinergie e nuovi azioni congiunte.

L’iniziativa, in considerazione delle disposizioni vigenti in tema di emergenza sanitaria, alla luce del DPCM del 18 ottobre 2020, si terrà in modalità on line con diretta streaming sui canali ufficiali della manifestazione.

CSV Napoli promuove nell’ambito di questa edizione del Salone una sessione dedicata al rapporto impresa e volontariato che sarà anche occasione per presentare il progetto di ricerca su questo tema, focalizzato sulla città metropolitana di Napoli e realizzato con la collaborazione del Consorzio Promos Ricerche e di Spazio alla Responsabilità, CSRMed Forum.

Il tavolo di confronto si terrà online, mercoledì 23 ottobre alle ore 16.00, e accoglierà esperienze e testimonianze di volontariato d’impresa e darà ampio spazio alle buone prassi nate grazie all’impegno del CSV Napoli nell’agevolare l’incontro tra il mondo profit e le istanze del territorio, attraverso sinergie e nuovi processi collaborativi.

Di seguito il programma degli interventi:

ore 16.00 – 17.30

VOLONTARIATO E IMPRESA. AL VIA LA RICERCA DEL CSV NAPOLI

Nicola Caprio, presidente CSVNapoli

Giovanna De Rosa, direttore CSVNapoli

Riccardo Realfonzo, direttore Promos Ricerche/Scuola di Governo del Territorio

Raffaella Papa, presidente Spazio alla Responsabilità

Giovanna Minichiello, coordinatrice gruppo di ricerca

Antonella Giglio, vicepresidente Confapi Napoli

 

No mascherina usa e getta, Si a quelle riutilizzabili. L’appello di Rifiuti Zero Campania

Il Movimento nazionale verso Rifiuti Zero, da decenni impegnato per la riduzione dei rifiuti e le buone pratiche di gestione dei materiali post consumo, lancia un appello a Presidi, Insegnanti e Genitori per questo inizio di anno scolastico dettato dall’emergenza Coronavirus che sta costringendo tutta la comunità civile ad un surplus di responsabilità.

Ed è giusto essere responsabili e rigorosi dinanzi al rischio per la salute e la vita di tutti.

Ma l’ambiente, anch’esso, reclama giustizia e non è ammissibile, dinanzi alle alternative scientificamente validate, inquinare oltre misura il nostro habitat e l’intero pianeta.

Ci rivolgiamo a quanti, con diligenza e responsabilità stanno osservando il distanziamento sociale, l’igiene personale e l’uso delle mascherine per ridurre il rischio di contagio.

Ancor più in un ambiente chiuso e confinato come quello scolastico in cui alunni, insegnanti, operatori e dirigenti sono a contatto per lungo tempo.

Qui l’uso delle mascherine, là dove gli spazi non lo consentono, diventa determinante fattore di protezione personale.

Il Governo, nella persona del Commissario Arcuri ha predisposto l’invio alle scuole di 11 milioni di mascherine chirurgiche usa e getta al giorno, con una azione d’imperio a dir poco scellerata, che non tiene conto delle indicazioni dello stesso CTS di Governo che consiglia l’usa e getta ma non lo obbliga, come pubblicato nel documento del 28 maggio: “gli alunni dovranno indossare… nei locali scolastici una mascherina chirurgica o di comunità di propria dotazione, fatte salve le dovute eccezioni…” (pag. 18-19) concetto ribadito nel successivo verbale del 31 agosto 2020 n.104 (pag. 4).

La stessa OMS (linee guida aggiornate al 21 agosto) sostiene: “I bambini che sono in buona salute possono indossare una mascherina di tessuto (non medical or fabric mask)“.

Invece le mascherine chirurgiche monouso, se va bene, andranno ad impattare con la raccolta differenziata dei Comuni accrescendo il sacco nero dell’indifferenziato, con costi maggiori  per le comunità per lo smaltimento in inceneritori.

Se va male, e di questo abbiamo riscontri quotidiani, verranno abbandonate in strada, sugli argini, nei ruscelli, che la pioggia trasporterà ai fiumi e da questi in mare, col littering di ritorno sulle spiagge, che contribuirà ad inquinare il già devastato ecosistema marino.

Da qui’ l’appello di ZeroWaste/RifiutiZero Italy affinché si sostituiscano le mascherine chirurgiche monouso con quelle che quotidianamente milioni di cittadini usano, quelle di stoffa riusabili e sanificabili che garantiscono uguale se non migliore protezione e possono essere riutilizzate numerose volte abbattendo costi, trasporti e inquinamento a go go.

L’appello che rivolgiamo è innanzitutto ai Genitori a rifiutare per i propri figli le mascherine che la scuola mette a disposizione, sostituendole, come previsto dallo stesso DPCM, con quelle personalizzate che a casa si provvede a lavare e sanificate quotidianamente.

Ai Presidi/Dirigenti scolastici e Insegnanti di favorire l’utilizzo delle mascherine riusabili , tenendo una piccola scorta delle chirurgiche a scuola per eventuali emergenze  o dimenticanze, e restituendo il surplus che potrebbero servire alle ASL, alle RSA, ai centri di accoglienza dove hanno un razionale d’uso, cosa che di fatto rallenterà la produzione a monte  e i rifiuti connessi a valle.

Ai Sindaci dei Comuni virtuosi e in particolare a quelli che hanno aderito a “Rifiuti Zero 2022” perché si prendano carico delle loro scuole incentivando questo percorso che si tradurrà, per le loro comunità, in un risparmio di costi di smaltimento e un territorio meno inquinato.

E infine sollecitiamo anche il Presidente della Regione, sulla stregua della valida protesta messa in campo a maggio scorso quanto rispedì indietro al Commissario di Governo le maschere di ”bugs bunny”, di fare uno sforzo straordinario per re inviare a casa degli studenti della Campania un numero minimo di mascherine in tessuto, riusabili, rafforzando così la campagna contro l’usa e getta oltre a ridurre la percentuale di rifiuto indifferenziato che premierebbe lo sforzo che in questi anni ha reso la Campania virtuosa per quota di R.D..

E’ stato calcolato che se solo un ragazzo per classe (5% della popolazione scolastica) disperdesse per strada, volontariamente o meno, la propria mascherina, ogni giorno verrebbero rilasciate in natura 1,4 tonnellate di plastica.

Viceversa gettando nell’indifferenziato ci saranno ogni giorno 44 tonnellate di rifiuti da bruciare in più.

A fine anno scolastico sarebbero 68 milioni di mascherine per un totale di 270 tonnellate di rifiuti plastici non biodegradabili e in un anno, 2 miliardi e 200 milioni di pezzi da acquistare, trasportare, distribuire, raccogliere, incenerire. Una quantità enorme di rifiuti e uno sforzo economico-organizzativo che potrebbe essere evitato o ridotto con le mascherine riusabili certificate, equivalenti a quelle monouso.

E là dove si vuole davvero andare alla radice del problema abolendo di fatto lo spreco non mancano eccellenze virtuose da riproporre anche in Campania, come  l’azienda Eta Beta di Bologna (nata anni fa per la sanificazione di pannolini lavabili) che ora fa anche lavaggio di DPI (mascherine chirurgiche e FFP2/3).

Insomma, l’alternativa all’usa e getta esiste e andrebbe incentivata. 

E la lotta all’inquinamento da plastica e al monouso passa anche dalla scuola, la prima agenzia formativa del Paese.

Ma davvero si vuole ostacolare le buone pratiche in un momento in cui la natura, a modo suo,  ci chiede il conto della nostra protervia nei suoi confronti?

E su questi principi di ecologia/economia la Rete nazionale Rifiuti Zero il 30 e 31 p.v. lancerà iniziative contro l’usa e getta delle mascherine chirurgiche in tutte le Regioni.

Restiamo convinti che la scuola si faccia carico della tutela della Salute, ma inondarla di milioni di mascherine usa e getta al giorno è quanto di più scellerato, inquinante, malsano, diseducativo che si potesse proporre.

Il punto non è la tipologia della mascherina ma la salvaguardia della Salute e per questo appare semplicemente inconcepibile, come strategia per tutelare la Salute, nella fattispecie dal SarsCov2 che aggredisce i polmoni, sia un boom di produzione di migliaia di tonnellate di rifiuti indifferenziati da bruciare negli inceneritori o da disperdere nell’ambiente.

Le alternative ecosostenibili ci sono e, pertanto, l’invito è ad agire con  senno e responsabilità.

La generazione di Greta non può più accontentarsi di altre chiacchiere.

Sant’Antonio Abate, prima iniziativa nella biblioteca affidata all’associazione Tutta n’ata storia

Dopo aver preso parzialmente in gestione la Biblioteca Comunale di Sant’Antonio Abate rispondendo a un bando emanato dall’Amministrazione di Ilaria Abagnale, l’associazione di promozione sociale “Tutta n’ata storia” annuncia la prima iniziativa pubblica per dare nuova linfa vitale alla struttura: una serata di aggregazione, confronto, musica e intrattenimento.

L’iniziativa, intitolata “Tutta n’ata storia in Biblioteca: incontri, musica e candeline”, sarà articolata in tre momenti:

–       A partire dalle 19, dibattito pubblico per discutere coi presenti innovazioni e attività da introdurre in Biblioteca

–       A partire dalle 21, esibizione live del cantautore abatese “Spinelli per tutti”, che presenterà in anteprima il suo nuovo album

–       Al termine della serata, momento conclusivo per celebrare i tre anni dell’associazione, anniversario caduto ufficialmente lo scorso 29 settembre.

Queste le dichiarazioni del presidente Feliciana Mascolo:

“Quando abbiamo risposto al bando emanato dal Comune di Sant’Antonio Abate abbiamo presentato un progetto molto chiaro: volevamo che la Biblioteca diventasse un luogo per giovani da rivoluzionare insieme ai giovani. Purtroppo i primi mesi di gestione ci hanno impegnato moltissimo dal punto di vista burocratico e l’unica innovazione significativa che abbiamo potuto introdurre è stata l’estensione dell’orario d’apertura, che riteniamo comunque importante per tutti quegli studenti che non hanno un luogo tranquillo e attrezzato per preparare i loro esami universitari. Con l’evento del 16 ottobre vogliamo mostrare ufficialmente la nostra idea di Biblioteca e chiediamo una mano alla comunità giovanile abatese per concretizzarla”.

Così commenta invece Umberto Piezzo, vicepresidente dell’associazione:

“Siamo molto felici che il nostro primo evento in biblioteca sia anche l’occasione per tornare a collaborare con “Spinelli per tutti”, amico e cantautore abatese di cui abbiamo profonda stima. Chissà che il suo live non apra le porte a future collaborazioni con altri giovani talenti locali. Ci piacerebbe se trovassero in Biblioteca lo spazio per esprimersi e farsi conoscere sul territorio”.

Nel rispetto della normativa anti-Covid, l’evento sarà aperto a un numero limitato di partecipanti.
Sui canali social dell’associazione e sul sito web www.tuttanatastoriasaa.it è possibile riservare il proprio posto compilando un apposito modulo. I partecipanti sono pregati di arrivare in orario e muniti di mascherina.

L’iniziativa sarà realizzata con i finanziamenti che il Comune di Sant’Antonio Abate ha destinato all’associazione per il progetto di affidamento della Biblioteca Comunale.

Per info

Cell.: 3454913330 | Pagina Facebook: Tutta n’ata storia – Associazione e Informazione | Profilo Instagram: @tuttanatastoriasaa | Sito web: www.tuttanatastoriasaa.it  | Email: tuttanatastoria.saa@gmail.com