16 Giu, 2020 | In evidenza, News dal Csv, SOV - Orientamento
Prenderà il via il prossimo 19 giugno l’iniziativa “Volontariato e professione” promossa dal CSV Napoli in collaborazione con l’Università Suor Orsola Benincasa e con il Servizio di Ateneo per le Attività degli studenti con Disabilità e DSA. Si tratta di un percorso rivolto ai giovani che intende accendere i riflettori sul valore della coesione e sul potere socializzante del volontariato professionale e per stimolare la riflessione sull’importanza di apprendere durante tutto l’arco della vita e in contesti diversi da quelli formali con l’obiettivo di progettare la propria professione, riconoscendo i punti di forza e le possibilità di sviluppo.
Gli incontri, che per il momento si svolgeranno online, prevedono metodologie attive, testimonianze di volontari ed esperienze pratiche con le associazioni dell’area metropolitana di Napoli. I primi due appuntamenti, 19 e 25 giugno, offriranno agli studenti una panoramica generale sul Terzo settore, con un focus sulla Riforma e sul ruolo del volontariato per il benessere della comunità.
Si proseguirà il 26 giugno con la partecipazione di Monica Latini, presidente dell’associazione Tutti i Colori e Argia Di Donato, presidente dell’ associazione Nomos movimento forense che attraverso la loro testimonianza racconteranno, partendo dalla loro vita professionale, come il volontariato abbia il cambiato il loro modo di agire e stare insieme agli altri, dimostrando così, che il volontariato è un luogo privilegiato per acquisire e sviluppare competenze che rendono una persona migliore, indipendentemente dalle scelte lavorative che si intraprendono.
Il 30 giugno sarà la volta di Fabio Matascioli, presidente dell’ associazione “TAM – Tien a ment” e Alessio Malinconico, dell’ associazione Ya basta-Restiamo Umani, che racconteranno, invece, come il volontariato abbia costruito per loro le basi per opportunità lavorative ampliando i loro orizzonti professionali.
L’intero percorso si avvarrà anche della partecipazione di esperti del CSV Napoli e di Genoveffo Pirozzi, esperto sui temi del volontariato e formatore di Paideia Onlus nonché membro del Mo.Vi. (Movimento di Volontariato Italiano), che lavorerà sul riconoscimento delle competenze e sulla valorizzazione dell’agire volontario anche per il proprio benessere psico-fisico.
Da settembre, poi, il percorso sarà arricchito da una fase di apprendimento esperenziale che vedrà il coinvolgimento diretto degli studenti nelle attività ordinarie delle associazioni.
16 Giu, 2020 | In evidenza, News dal Csv
Nuovi appuntamenti con i cicli di seminari formativi, organizzati da CIDIS Onlus nell’ambito del Progetto CReA, che hanno l’obiettivo di contribuire a migliorare il sistema dei Servizi Socio-territoriali ed educativi della Regione Campania in chiave interculturale. Gli incontri, che si svolgeranno sempre nella modalità webinar, sono rivolti ai professionisti e agli operatori impegnati nei servizi rivolti ai cittadini immigrati.
Il primo ciclo sarà dedicato a “Le implicazioni e le prospettive delle società multiculturali” e si aprirà con una lezione dal tema “Psicodinamica dell’immigrazione e progettazione di interventi sulla crisi nei servizi territoriali”, a cura della prof.ssa Maria Clelia Zurlo, docente di Psicologia dinamica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. L’appuntamento è per giovedì 18 giugno, dalle ore 14:30 alle ore 17:30. Per iscriversi è necessario compilare il modulo di iscrizione al seguente link https://forms.gle/CHc9xgUAoFfU6TH37. Gli iscritti riceveranno, sulla propria email, l’invito a partecipare con le credenziali d’accesso alla lezione che si terrà attraverso la piattaforma ZOOM.
Il progetto “CReA: Costruire, Rinnovare ed Accrescere i Servizi Interculturali in Campania” propone momenti di confronto sui temi legati alle questioni migratorie. Tutte le attività sono organizzate da Cidis Onlus in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II – Dipartimento di Studi Umanistici, e finanziate dal Fondo Europeo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 (FAMI).
Per ulteriori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo email napoli@cidisonlus.org
16 Giu, 2020 | Azioni solidali, In evidenza, News dal Csv
Una proposta articolata, progettata per essere accessibile e fruibile da ogni visitatore, adulto o bambino, attenta ai temi più attuali e alle nuove esigenze emerse dopo l’emergenza Covid-19.
Dopo la chiusura dovuta al lockdown, il Madre presenta la sua seconda edizione di Madre Factory, programma di inclusione attraverso l’arte ideato da Laura Valente, declinando alcune parole chiave come arte, solidarietà, collaborazioni, ecologia, in azioni pubbliche, momenti di condivisione, didattica e progetti speciali, diventando sempre più Comunità.
Per Madre Factory 2020 iniziative dal 17 giugno al 13 settembre: saranno organizzati laboratori e workshop gratuiti per adulti e bambini, realizzati nell’ambito di Madre per il Sociale e dedicati a Gianni Rodari e all’insegnamento della sua Grammatica della Fantasia, in occasione del centenario della sua nascita.
Non mancheranno, poi, nuove importanti collaborazioni, oltre ad azioni di scambio e sostegno, in un momento storico, sociale ed economico così delicato, con realtà del territorio, confermando la volontà della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di consolidare e ampliare la condivisione con un’ampia rete di Enti e Istituzioni.
65 giorni di attività, 15 tipologie di workshop, 455 ore di inclusione, 20 operatori didattici coinvolti, 5 laboratori d’artista: dopo la riapertura dello scorso 18 maggio, il Madre, museo d’arte contemporanea della Regione Campania, annuncia un’estate all’insegna dell’inclusività, della solidarietà, della formazione e della sensibilizzazione ai temi dell’ecologia e della sostenibilità con la seconda edizione di Madre Factory 2020. Da giugno a settembre, laboratori e workshop gratuiti per adulti e bambini, realizzati nell’ambito di Madre per il Sociale, dedicati quest’anno a Gianni Rodari e alla sua “Grammatica della Fantasia”, nel centenario della sua nascita.
Un modo per stare al fianco delle tante famiglie in difficoltà dopo l’emergenza Covid-19: un’istituzione pubblica deve interrogarsi, indagare e raccontare il presente, sperimentando nuove forme di sostegno e vicinanza alla “sua” comunità, soprattutto quando suscita interrogativi profondi e nuovi come quelli attuali. Il museo è un’esperienza dal vivo e nessuna digitalizzazione può sostituire le idee, le intuizioni, la presenza materiale che sperimentiamo quando lo attraversiamo fisicamente. Ed è per questo che i cortili del Madre e la sala centrale, che sarà ribattezzata dal 17 giugno Piazza Madre, accoglieranno grandi e piccoli visitatori con attività che si svilupperanno intorno ai temi dell’ambiente, dell’ecologia e del rapporto con il nostro pianeta. Il tutto con particolare attenzione alla sicurezza.
Nel pieno rispetto di tutte le prescrizioni di legge, i bambini saranno invitati a realizzare dei dispositivi homemade di social distancing per familiarizzare con i concetti di sicurezza e socialità. Non mancherà una speciale collaborazione con la sezione femminile della Casa Circondariale di Fuorni, che realizzerà mascherine e altri manufatti appositamente creati per la Madre Factory della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee
Realizzati in collaborazione con “Le Nuvole”, i workshop per bambini, dai 5 ai 12 anni, saranno organizzati in cicli settimanali, dal mercoledì al sabato, con due turni – dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00 – mentre la domenica sarà possibile iscriversi per la singola giornata. Le attività saranno coadiuvate dalla Cooperativa “Il Tulipano” per il supporto ai bambini con bisogni speciali, previa prenotazione.
I laboratori sono a numero contingentato: la partecipazione sarà possibile fino al raggiungimento del numero consentito dalla legge per ogni gruppo. Sarà possibile prenotarsi e richiedere informazioni al numero +39 0812395653 e alla mail madrefactory2020@madrenapoli.it.
Una speciale narrazione teatrale, che coinvolge operatori dello spettacolo campano, vedrà più di 1.000 storie raccontate, contenute in 5 produzioni di teatro, danza, musica e giocoleria: ogni ciclo settimanale si aprirà con un reading su Rodari, e si chiuderà il sabato, con replica la domenica, con dei piccoli spettacoli, produzioni originali ideate appositamente per la Factory del Madre, rivolti ai partecipanti dei laboratori e alle loro famiglie.
Per maggiori informazioni e per saperne di più www.madrenapoli.it
16 Giu, 2020 | In evidenza, News dalle odv
Si riparte dalla cura di sé stesse, dall’autostima e dal benessere emotivo e sessuale. Il progetto “Una carezza in un pugno”, che punta alla promozione della parità di genere, torna a occuparsi concretamente della sua comunità. Il primo appuntamento nella ritrovata possibilità di incontrarsi di persona, proverà a smontare tabù, e lo farà puntando l’accento e l’attenzione sulla tutela del benessere e della salute sessuale, questioni che riguardano fattori organici, psicologici e sociali. La giornata di dibattito, dal titolo emblematico “Capire l’amore”, consisterà in un incontro con la ginecologa e sessuologa Raffaella De Simone e la cantautrice Assia Fiorillo, a cui spetterà il compito di mediare tra la platea e i temi proposti.
L’appuntamento è per martedì 16 giugno negli spazi della Fondazione Famiglia di Maria di San Giovanni a Teduccio, in via Salvatore Aprea 52. Per rispettare la normativa anti-covid e per garantire il massimo della sicurezza a tutti i partecipanti, l’incontro è stato diviso in due, con un primo turno alle 10,30 e un secondo alle 16,30 in modo da non affollare la sala e dare ad ogni partecipante lo spazio che merita.
L’appuntamento è stato fortemente voluto dalla presidente Anna Riccardi dopo aver constatato la necessità da parte delle persone che frequentano gli spazi della fondazione di un momento dedicato all’ascolto della propria sfera emotiva e alla conoscenza del proprio corpo. “L’esperienza, il cammino di questi mesi, l’aver ascoltato storie di sofferenza, di poca cultura sui temi dell’affettività, proprio quelli che rischiano di tradursi in violenza o sopportazione o non rivendicazione dei propri spazi, mi ha indotto a scegliere questo momento come il primo post-covid, da dedicare alle nostre mamme della comunità, per ricordarci che sono innanzitutto donne” ha detto Riccardi. “Abbiamo invitato anche le più giovani – ha poi aggiunto – perché siamo convinte che si debba partire da lontano per costruire nel tempo una società in cui il rispetto e l’uguaglianza di genere siano delle pratiche finalmente normali“.
“Ho accettato con piacere di partecipare a questa iniziativa in cui le donne saranno protagoniste – ha commentato la dottoressa Raffaella De Simone – Con il loro aiuto io cercherò di parlare d’amore, di sentimenti, di emozioni, di sessualità. Lo farò cercando di portarle per mano per aprirsi a discorsi diversi. Insieme cercheremo di trovare un filo conduttore attraverso un’esperienza alternativa, perché sarò affiancata da una cantante che attraverso la musica ci aiuterà a tirare fuori questi sentimenti, queste emozioni”. Invito raccolto con entusiasmo da Assia Fiorillo, che ha spiegato di aver accettato perché “credo che la musica sia un mezzo perfetto per avvicinare le persone, facendole sciogliere ed aprire, perché comunica con la dimensione profonda di ognuno di noi. In questa occasione sarà il mezzo per introdurre argomenti non sempre facili da affrontare come la sessualità, l’erotismo o le relazioni, anche quelle tossiche. Sarà sicuramente un esperimento molto interessante ed emozionante“.
Nei giorni scorsi, all’interno della Fondazione, è stata lasciata anche una “secret box”, una sorta di cassetta delle lettere in cui le donne, in maniera anonima, hanno potuto inserire biglietti con domande, curiosità, problemi a cui chiedevano risposta. L’iniziativa ha avuto grande successo, con decine di richieste che spaziano da domande su maternità, contraccezione, menopausa, omosessualità e omofobia per arrivare fino a cosa vorrebbero sentirsi dire le donne, cosa si aspettano dal piacere, cosa fare per dare una buona educazione sessuo-affettiva ai figli, quali sono le disfunzioni sessuali.
A queste e molte altre domande, darà una risposta la dottoressa Raffaella De Simone nel corso dell’appuntamento di martedì. La musica scelta ed eseguita da Assia Fiorillo farà da collante tra i vari argomenti e introdurrà poeticamente domande e temi. La parità di genere passa anche attraverso la consapevolezza dei propri bisogni, delle prerogative e del consolidamento del proprio valore, identità e ruolo.
15 Giu, 2020 | Azioni solidali, In evidenza, News dalle odv
Riprende l’iniziativa AAA Accogliere Ad Arte che, dal 2016 a oggi, ha già coinvolto oltre 1.000 persone che per professione sono in quotidiano contatto con cittadini e turisti – ovvero tassisti, vigili urbani, dipendenti del trasporto pubblico, addetti al verde, ristoratori e albergatori – in un percorso di conoscenza e riappropriazione del patrimonio culturale, storico e artistico della città, con 360 visite guidate nei musei e luoghi della cultura di Napoli. Coordinata dall’associazione Progetto Museo, promossa da moltissimi musei, associazioni culturali, istituzioni e aziende della città e con il deciso sostegno di Gesac – Aeroporto internazionale di Napoli, l’iniziativa AAA Accogliere ad Arte ha l’obiettivo di promuovere il patrimonio culturale di Napoli creando una comunità dell’accoglienza consapevole e diffusa sul territorio.
Dopo lo stop imposto dall’emergenza sanitaria si ricomincia con una nuova programmazione delle attività rispettosa delle normative di sicurezza e tesa a riconcepire nuovi metodi e strumenti per aiutare la ripresa del patrimonio culturale.
Il primo appuntamento dedicato ai tassisti, vigili urbani, dipendenti del trasporto pubblico, addetti al verde, ristoratori e albergatori che partecipano ad AAA Accogliere Ad Arte è mercoledì 17 giugno con l’incontro introduttivo Riallacciare la fiducia tra luoghi e persone condotto sulla piattaforma on line zoom da Francesca Amirante, Presidente Progetto Museo e coordinatrice di AAA Accogliere Ad Arte.
Dal 24 giugno, sempre per le categorie professionali coinvolte dall’iniziativa, riprende anche il percorso di conoscenza del patrimonio culturale, la prima visita guidata è al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa e a seguire, compatibilmente con le riaperture, negli altri musei e luoghi d’arte che promuovono e ospitano AAA Accogliere Ad Arte: Catacombe di San Gennaro, Complesso Museale di Santa Maria del Purgatorio ad Arco, Museo Cappella Sansevero, Pio Monte della Misericordia, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, Museo del Tesoro di San Gennaro, Castel dell’Ovo, Celanapoli, Parco Archeologico del Pausilypon, il Cartastorie / Museo dell’Archivio del Banco di Napoli, Madre ˑ museo d’arte contemporanea Donnaregina, Metro Art, Museo delle Arti Sanitarie, Museo Civico Gaetano Filangieri, Museo Nazionale di Pietrarsa, Orto Botanico di Napoli, SMMVE – Centro per l’arte Contemporanea, Teatro San Carlo.
“Oggi più che mai, alla luce della recente emergenza sanitaria e delle conseguenti ripercussioni sulla fruizione culturale – spiega Francesca Amirante – AAA Accogliere Ad Arte può contribuire a rilanciare i luoghi d’arte, a restituire fiducia nelle relazioni e ad amplificare la capacità di pensarsi come comunità che guarda al futuro, consapevole delle responsabilità individuali e collettive. I “portavoce” del patrimonio culturale di AAA Accogliere Ad Arte, i tassisti, vigili urbani, dipendenti del trasporto pubblico, addetti al verde, ristoratori e albergatori coinvolti nell’iniziativa, possono infatti avere un ruolo fondamentale nel ristabilire il legame tra cittadini e luoghi della cultura interrotto dall’emergenza e nel promuovere corrette informazioni sulle nuove modalità di fruizione di siti e musei”.
Nell’ottica di trasformare la crisi in opportunità, AAA Accogliere Ad Arte può anche svolgere un compito importante per affrontare alcune criticità che il boom turistico degli ultimi anni aveva messo in evidenza e favorire soluzioni condivise e partecipate. “L’emergenza sanitaria – continua Francesca Amirante – ha posto l’accento sulla necessità di ripensare l’offerta turistica sia per valorizzare la ricchezza e la pluralità del patrimonio culturale cittadino sia per ridistribuire il pubblico, evitando code e assembramenti. Fin dal principio con AAA abbiamo lavorato per promuovere non solo i musei più noti della città, ma anche e soprattutto i luoghi meno conosciuti che rappresentano e raccontano la storia e l’anima della città. Questo aspetto oggi diventa ancora più rilevante e diventa prioritario.”
Modello consolidato di partecipazione dei cittadini alla tutela e conservazione del patrimonio culturale, inoltre, oggi più che mai l’iniziativa napoletana AAA Accogliere Ad Arte può essere una risorsa anche per altri territori del sud d’Italia. “Con rinnovata motivazione – spiega Laura Fusca, Progettazione e coordinamento attività AAA Accogliere Ad Arte – abbiamo ripreso a lavorare con l’associazione “Le Colonne” di Brindisi e con “Confguide” di Matera per replicare AAA Accogliere Ad Arte sui loro territori. Stiamo inoltre stringendo legami con alcune realtà delle aree interne e dei borghi del sud d’Italia: questi territori, con le loro bellezze naturalistiche e la dimensione umana delle relazioni che offrono, possono realmente cogliere dalla crisi un’opportunità. E in questo senso il modello di AAA Accogliere Ad Arte, nella formula più adatta al contesto locale, può rivelarsi una risorsa preziosa per nutrire il legame tra cittadini e patrimonio culturale e favorire l’elaborazione di strategie condivise e partecipate per un turismo sostenibile”.