Coronavirus: il Comune di Napoli attiva un form per offrire aiuto

Sono tante le persone che nell’ambito dell’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia da virus Covid-19, si sono fatte avanti per offrire sostegno a chi è più fragile. E’ proprio per valorizzare la generosità di tutti nonché mettere a sistema questi preziosi gesti di umanità che il Comune di Napoli ha attivato un form dove possono registrarsi tutti quelli che vogliono offrire assistenza.

Enti del terzo settore, associazioni di volontariato,  cooperative, aziende, parrocchie, farmacie o supermercati possono utilizzare il seguente link per entrare a far parte della rete di solidarietà che sta fronteggiando l’emergenza coronavirus http://www.comune.napoli.it/coronavirus-aiuto.

Coronavirus, Scampia: da Chi rom e chi no l’appello per sostenere chi vive ai margini

L’emergenza per il Coronavirus ha generato un cambiamento senza precedenti. I rischi per la salute e i relativi decreti hanno bloccato il Paese. A tutti è stato rivolto l’appello #iorestoacasa. Su questa pur indispensabile esigenza, che rischia di diventare però anche una retorica, si pongono alcune domande per chi vive in territori di periferia come Scampia, della provincia, dei quartieri popolari del centro storico: cosa accade a chi una casa non ce l’ha? E per chi la casa è un luogo di sofferenza per la presenza di nuclei familiari numerosi in pochi metri quadrati o per la presenza di persone fragili, disabili o non autosufficienti? E se la casa rappresenta un rischio per le donne e i bambini vittime di violenza di genere? Questa crisi rischia di creare nuove disuguaglianze e far crescere isolamento, depressione e rabbia nelle persone, come ha denunciato tra gli altri il Forum Disuguaglianze Diversità. A queste domande bisogna fornire una risposta. Oltre alla questione abitativa c’è il dramma del reddito. In un quartiere come Scampia (ma certamente ce ne sono tantissimi) con il 40% del tasso di disoccupazione ci sono intere famiglie che basano il proprio reddito su lavori informali, saltuari e a nero, di ogni tipo: ambulanti, garzoni, pulizie a domicilio. Come faranno queste fasce popolari? E ancora la questione istruzione. Le scuole si attrezzano con lezioni on line. Come faranno quelle famiglie più vulnerabili e fragili che non hanno un pc o in quelle aree dove non arriva la copertura del WI-FI come un campo rom? Tutti quelli che non riescono ad accedere al sistema di istruzione a distanza saranno tagliati fuori? «Come associazione Chi rom e…chi no e Centro Chikù – dichiarano Barbara Pierro, Biagio Di Bennardo ed Emma Ferulano – in relazione da sempre con le fasce più precarie della popolazione, in particolare le comunità rom residenti nei campi e in case della città metropolitana, vittime di sistematiche discriminazioni e violazioni dei diritti umani, e comunità italiane residenti nei rioni popolari, specialmente bambini, giovani e donne, colpiti da una cronica disoccupazione e normalmente esclusi dai circuiti lavorativi e sociali, denunciamo quanto con i nostri occhi e orecchie sentiamo, vediamo e raccontiamo accadere sulla pelle di tanti, troppi, sempre gli stessi esclusi e, contemporaneamente insieme alle realtà con cui da sempre ci confrontiamo e operiamo, facciamo un richiamo alla responsabilità collettiva e istituzionale per allargare sempre di più e consolidare in questo momento di particolare crisi, una rete di solidarietà per sostenere chi vive ai margini, in baracca, in luoghi remoti e fuori dall’orbita di azione delle amministrazioni, soprattutto durante un’emergenza mai vista prima, che esaspera isolamento e povertà».  «Come cittadini e attivisti – aggiungono – richiamiamo l’attenzione in primis della politica affinché si faccia carico di chi vive forme di esclusione sociale e le sensibilità di tutti, di ciascuno e ciascuna per sostenere in questo momento preciso quanti vivono sulla soglia della sopravvivenza e rischiano di non farcela. È giunto il momento, ora più che mai, di sovvertire, piantare semi di solidarietà per essere più forti e pretendere maggiore uguaglianza e giustizia sociale nel futuro». A Scampia un’ampia comunità si sta organizzando per fornire le prime risposte resilienti. «Abbiamo lanciato un crowdfunding su buonacausa.org insieme a tutta le rete sociale e i fondi verranno usati per l’acquisto di beni di prima necessità per garantire la sopravvivenza di almeno un mese per le comunità del territorio metropolitano a partire dai rom ma senza escludere nessuno, almeno 800 persone, con una altissima percentuale di minori e giovani. Servono risposte immediate e universali, noi vogliamo attivare forme di organizzazioni dal basso, ma è necessaria la risposta delle istituzioni a ogni livello. Nessuno deve essere lasciato solo».

Coronavirus, raccolta fondi per il Loreto Mare

#NoiAbbiamoCuraDiChiHaCura è l’hashtag che accompagna la raccolta fondi promossa dall’ Associazione Artur (Adulti Responsabili per un Territorio Unito contro il Rischio) e da Franco Porzio (oro olimpico Barcellona 1992 e Presidente A.S. Acquachiara) per l’acquisto ad horas delle apparecchiature di terapia intensiva presso l’ Ospedale Loreto Mare di Napoli.

La sanità a Napoli è sotto pressione per questo l’ASL Napoli 1 Centro con grande sforzo sta attrezzando a tempo di record una nuova struttura dedicata presso la sede dell’ospedale Loreto Mare che diventerà uno dei più grandi presidi ospedalieri nazionali, interamente dedicato alla lotta al Covid-19 nonché sta valutando la possibilità di attrezzare una struttura temporanea all’Ospedale del mare di diverse decine di posti letto terapia intensiva dedicati al COVID-19.

Basta poco, ma in tanti possiamo fare tanto. Aiutiamo il Loreto Mare a salvare vite umane.

Donare è semplice, veloce e sicuro:

Puoi farlo attraverso la piattaforma gofundme:

https://www.gofundme.com/f/coronavirus-raccolta-fondi-per-il-loreto-mare   

Oppure è possibile effettuare un bonifico all’IBAN   IT 94 Y 0306909 6061 0000 0172 067 con intestazione EMERGENZA CORONAVIRUS 

“Più si conosce, prima si sconfigge”, al via la raccolta fondi per sostenere la ricerca all’Istituto Pascale

Più si conosce, prima si sconfigge” è questo il nome dato alla raccolta fondi lanciata da Paolo Ascierto medico e ricercatore dell’Istituto Pascale di Napoli per sconfiggere il coronavirus Una raccolta lanciata online che servirà ai ricercatori dell’Isituto tumori napoletano di svolgere attività di ricerca necessarie ad approfondire il profilo genetico del Covid-19.

A coordinare le attività sarà il Prof. Paolo Antonio Ascierto, l’oncologo dell’Istituto Pascale di Napoli che per primo ha sperimentato e dimostrato l’efficacia su alcuni pazienti con polmonite della terapia con Tocilizumab, farmaco che in queste ore è al vaglio dell’AIFA per farlo rientrare nel protocollo sanitario nazionale.
Tutte le donazioni consentiranno all’Ospedale Cotugno, all’Istituto Tumori Pascale di Napoli ed all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, di allestire un laboratorio con tutte le attrezzature, i mezzi e il personale specializzato e avviare immediatamente tutte le procedure necessarie a rendere operativa la struttura.
Intensificare le ricerche sul profilo genetico del Coronavirus, studiarne i percorsi di diffusione nel mondo e monitorarne le potenziali mutazioni contribuirà a formulare diagnosi più tempestive e capillari e ad avviare nuovi percorsi di terapia sperimentale.

Per donare è possibile connettersi alla piattaforma dedicata oppure effettuare direttamente un bonifico bancario intestato a:

FONDAZIONE MELANOMA ONLUS
IBAN IT02T0834215200008010083080
BIC CCRTIT2TAQU

EMERGENZA COVID-19: L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE di POLLENA TROCCHIA attiva nuovi servizi per rispondere ai bisogni del territorio

Sono due le misure messe in campo dall’amministrazione comunale di Pollena Trocchia in collaborazione con realtà di Terzo settore del territorio per rispondere ai bisogni della cittadinanza nell’ambito dell’emergenza coronavirus. Si tratta del trasporto socio-sanitario per malati gravi e del servizio di supporto psicologico telefonico. 

Il primo servizio è rivolto a malati gravi residenti nel comune di Pollena Trocchia e impossibilitati e raggiungere le strutture di assistenza sanitaria, che dunque necessitino di trasporto per terapie o visite mediche indifferibili. Il servizio, svolto con la collaborazione dell’Associazione Misericordia Croce San Giovanni ODV, è attivo su prenotazione al numero 388.6252154.

Il supporto psicologico telefonico gratuito sarà invece svolto grazie alla collaborazione con alcune professioniste del territorio, la dottoressa Azzurra Viscione e la dottoressa Sara Cocozza. I cittadini che vorranno usufruire del servizio, svolto nel rispetto della normativa vigente sulla privacy, potranno telefonare in anonimato tutti i giorni dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00 ai seguenti numeri 081.19503372 (dr.ssa Viscione) e 081.19503385 (dr.ssa Cocozza).

«Nell’ambito dei servizi sociali, fin dall’inizio di questa fase emergenziale, abbiamo assunto misure e attivato servizi per fornire alla cittadinanza assistenza nella maniera più completa possibile. Agli iniziali servizi di spesa e commissioni a domicilio e allo stop al pagamento delle rette dell’asilo nido comunale affianchiamo ora il trasporto per i malati gravi e, visto il prolungarsi e l’aggravarsi della crisi e dell’obbligo di permanenza a casa, anche il supporto psicologico gratuito via telefono» ha spiegato l’assessore alle politiche sociali e vicesindaco Pasquale Fiorillo. «In questi giorni stiamo lavorando senza sosta su due fronti. Da una parte le misure di sostegno alla popolazione, nelle quali si inquadrano questi ultimi due provvedimenti, dall’altra le attività volte al contenimento della diffusione del covid-19, che ci hanno portato a disciplinare gli accessi o a chiudere del tutto attività e luoghi non essenziali nonché alla sanificazione dell’intero territorio comunale» ha sottolineato il sindaco di Pollena Trocchia Carlo Esposito.

Coronavirus, Save the Children: Subito un fondo speciale a disposizione dei Comuni per raggiungere i bambini “invisibili”

In Campania il 37,5% dei minori, seconda percentuale più alta nel Paese, vive in condizioni di povertà relativa e rischia di veder peggiorare la propria condizione a causa delle conseguenze socio economiche del Coronavirus. Per questo Save the Children chiede che sia istituito un fondo speciale a disposizione dei Comuni da investire – in collaborazione con le associazioni attive sul territorio – per la fornitura di beni di prima necessità e di beni educativi per i bambini e i ragazzi in condizione di maggiore fragilità.

È questa la richiesta che avanza Save the Children – l’Organizzazione che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e tutelarne il futuro – per rispondere, nell’immediato, ai bisogni crescenti che arrivano dal territorio. Il fondo, con un iniziale stanziamento di 100 milioni, suggerisce l’Organizzazione, potrebbe essere previsto nell’ambito delle misure attualmente allo studio del governo o con la rimodulazione di risorse provenienti dai Fondi Europei che l’Italia non è ancora riuscita ad impegnare.

“La nostra rete di centri territoriali presente nelle zone più svantaggiate, dai Punti Luce ai Centri Fuoriclasse, dai centri Civico Zero agli Spazi Mamme, sta facendo fronte al forte aumento di richieste da parte di famiglie che hanno già perso in questo periodo l’unica fonte di sostentamento – legata a lavori precari e saltuari nel campo della ristorazione, del turismo, del commercio, delle pulizie – e si trova in una situazione di necessità immediata.”, afferma Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia Europa di Save the Children.

L’Organizzazione sottolinea come oggi in Italia oltre 1,2 milioni di bambini vivano in povertà assoluta, e 1 famiglia con minori su 10 (l’11,3%) vive in povertà assoluta, così come il 17% delle famiglie con un solo genitore e il 31% di quelle in cui entrambi i genitori sono stranieri. Secondo gli ultimi dati Ocse diffusi, inoltre il 14% della popolazione italiana vive in una situazione di relativa povertà e il 27%, rischia invece di finire in povertà se dovesse perdere tre mesi consecutivi di stipendio, scenario che in questa situazione rischia di diventare a breve una triste realtà.

Per questo motivo chiediamo che, accanto agli interventi proposti dal Governo che richiederanno un necessario tempo di attivazione, si attivi un fondo speciale, a favore dei Comuni, che possa essere utilizzato nell’immediato per rispondere a bisogni essenziali, come spesa, farmaci, prodotti per la prima infanzia. Tra i beni essenziali è fondamentale che siano considerati i beni educativi, per evitare che i bambini tagliati fuori dall’utilizzo della rete, privi di pc, di cellulare e di connessione, restino di fatto “invisibili” al circuito educativo. Stiamo collaborando in questi giorni con diverse scuole proprio per raggiungere questi bambini e bambine che rischierebbero altrimenti di uscire definitivamente dal radar delle scuole perché né loro né i loro genitori sono connessi”.

L’Organizzazione inoltre chiede un intervento anche a favore dei minori stranieri soli che, con grande fatica, sono riusciti in questi mesi ad avviare dei percorsi di tirocinio professionale, percorsi che in questo periodo di crisi sono stati, in molti casi, bruscamente interrotti. Oltre a dover affrontare il problema della perdita del lavoro, per questi minori è a rischio anche la permanenza regolare in Italia al raggiungimento della maggiore età.  Per loro Save the Children chiede un provvedimento che consenta la proroga o il rinnovo temporaneo del titolo di soggiorno, per proseguire il percorso di integrazione e avere il tempo necessario per riprendere una attività lavorativa o di formazione professionale.

“Auspichiamo che gli interventi annunciati oggi dal governo rappresentino solo un primo passo per la definizione di un piano straordinario di sostegno ai bambini e alle loro famiglie che dovrà prevedere un sostegno di lungo periodo per fronteggiare la povertà materiale e la povertà educativa legata alla chiusura delle scuole e di tutti i centri di aggregazione, risorse fondamentali soprattutto nelle zone più svantaggiate dal punto di vista economico e sociale”, conclude Raffaela Milano.

Tutti i centri di Save the Children nella regione Campania in questi giorni restano attivi, attraverso contatti telefonici e online, limitando al minimo e solo in caso di eccezionale necessità e urgenza i contatti diretti, nel rispetto delle normative e delle regole di prevenzione.

Per ulteriori informazioni:

Tel. 06-48070023/63/81/82
ufficiostampa@savethechildren.org
www.savethechildren.it