22 Set, 2020 | Appelli e raccolte fondi, In evidenza, News dalle odv
Dal 1894 Touring Club Italiano si impegna per prendersi cura dell’Italia come bene comune perché sia più conosciuta, attrattiva, competitiva e accogliente. Lo fa anche grazie ai suoi soci volontari che, collaborando al progetto “Aperti per Voi”, garantiscono costantemente, tutto l’anno, l’accessibilità di siti culturali (musei, aree archeologiche, palazzi storici, chiese) altrimenti chiusi al pubblico. Donne e uomini che donano parte del proprio tempo libero per presidiare i luoghi, accogliere i visitatori, occuparsi dell’attività informativa e di orientamento.
Un impegno che, dopo i difficili mesi dell’emergenza sanitaria e del lockdown, è ancora più prezioso: oggi più che mai, infatti, prendersi cura delle bellezze del nostro Paese significa dare un contributo importante alla sua ripartenza. Per questo motivo Touring Club Italiano lancia una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi con numero solidale 45590 a sostegno del progetto “Aperti per Voi”, attiva fino al 27 settembre 2020.
Dalla Casa Museo Boschi Di Stefano a Milano alla Chiesa di Santa Maria in Cortina a Piacenza; dalla Cappella Manin di Udine alla Chiesa di San Raimondo al Refugio, a cavallo tra due contrade di Siena; dalla Chiesa di San Bernardino in Pignolo a Bergamo, con la magnifica pala di Lorenzo Lotto, alla cripta del Monumento al Marinaio d’Italia a Brindisi. I luoghi Aperti per Voi sono 84, sparsi in 34 città di 13 regioni. Dal 2005, anno di avvio dell’iniziativa, sono stati oltre 18.500.000 i visitatori, accolti da più di 2.200 volontari.
Grazie alla campagna di sostegno, il Touring Club Italiano potrà rendere di nuovo protagonisti e restituire a cittadini e turisti luoghi altrimenti destinati a essere dimenticati. Come? Coinvolgendo e formando nuovi volontari, collaborando continuativamente con gli enti proprietari, la cui partecipazione al progetto è fondamentale per garantire ogni giorno l’apertura in sicurezza di siti altrimenti inaccessibili. Inoltre organizzando concerti, visite guidate, mostre, incontri e letture, in una più ampia ottica di valorizzazione e conoscenza dei siti “adottati”.
Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari WINDTRE, TIM, Vodafone, Iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali. Sarà di 5 e 10 euro per le chiamate da rete fissa TIM, Vodafone, WINDTRE, Fastweb e Tiscali e di 5 euro per le chiamate da rete fissa TWT, Convergenze e PosteMobile.
Con “Aperti per Voi” il Touring Club Italiano vuole sensibilizzare all’esperienza di cittadinanza attiva, diffondendo la consapevolezza che il patrimonio storico e artistico del nostro Paese sia un bene comune e sia quindi compito di tutti prendersene cura.
22 Set, 2020 | In evidenza, News dal Csv
Hanno chiuso le sedi al pubblico, ma in poche ore hanno riorganizzato il personale a distanza e non hanno mai smesso di fornire i servizi: quelli tradizionali e quelli richiesti dalla nuova situazione.
Per via digitale o per telefono hanno erogato un’infinità di consulenze su come fare volontariato in sicurezza.
Hanno mobilitato decine di migliaia di volontari, in gran parte giovani e alla prima esperienza di impegno gratuito.
Sono diventati delle “centrali” di smistamento di informazioni e di storie, ma anche di richieste d’aiuto da persone in difficoltà, svolgendo con lo spirito di un “pronto soccorso” una funzione cruciale di raccordo tra associazioni, cittadini e istituzioni.
Hanno osservato come una buona fetta del non profit abbia saputo reagire con flessibilità e straordinaria creatività (e anche con una sorprendente “conversione” al digitale) ai nuovi bisogni generati dall’emergenza sanitaria. Ma anche come il volontariato, e non solo quello “di base”, continui generalmente a essere trattato dalle pubbliche amministrazioni in modo “improprio e residuale: una manovalanza veloce e a costo zero, buona per tappare i buchi”.
E soprattutto hanno capito cosa bisogna fare nell’immediato futuro e quali errori non si devono ripetere: non solo per rispondere a eventi improvvisi e straordinari, ma per svolgere con più efficacia il ruolo loro assegnato.
Una grande intervista collettiva
La pandemia da coronavirus non è stata la prima emergenza affrontata in questi anni dai Centri di servizio per il volontariato (Csv), ma è stata certamente quella che per la prima volta ha interessato tutta la rete nazionale. Una prova difficile, ma anche una sfida esaltante per verificarne le capacità di tenuta, e per riflettere in profondità su quanto avvenuto nei primi mesi del 2020. È ciò che si è tentato di fare con “Il volontariato e la pandemia. Pratiche, idee, propositi dei Centri di servizio a partire dalle lezioni apprese durante l’emergenza Covid-19”, il report realizzato da CSVnet dopo la “consultazione” di tutti i Csv svolta a giugno 2020.
Un questionario on line sulla fase 1, contributi scritti, otto sessioni di ascolto (oltre 20 ore in totale), le voci di oltre 150 dirigenti e operatori interpellati su quattro blocchi di domande: “cosa abbiamo fatto, cosa abbiamo imparato, cosa dovremmo fare (ed evitare) col senno di poi, cosa ci aspettiamo da CSVnet”. Il report è la sintesi questa “grande intervista collettiva”, scritta utilizzando centinaia di citazioni virgolettate e letta anche, nel capitolo finale, alla luce della teoria della “generatività sociale”.
Nonostante tutto
Benché si tratti di una riflessione ancora “provvisoria” – e a epidemia non conclusa – l’analisi e le prime conclusioni dei Csv appaiono già piuttosto definite, sia riguardo allo stato del non profit sul territorio che all’individuazione degli insegnamenti lasciati dall’emergenza.
Nel primo caso, gli Ets (enti del terzo settore, sigla dettata dalla riforma e usata nel report) sono stati a loro volta consultati dalla maggioranza dei Csv, con sondaggi strutturati sulle attività svolte e i problemi incontrati durante e dopo il lockdown: un lavoro di scavo che ha orientato quasi in tempo reale i Csv a rimodulare i servizi sulle reali esigenze degli interessati. I risultati, richiamati in parte nel report, parlano di una quota oscillante tra il 50 e l’80% di associazioni che nonostante tutto hanno continuato a operare, sia nei loro ambiti tradizionali che reinventandosi rapidamente – in presenza o on line – sui bisogni emergenti (consegna cibo e farmaci, assistenza telefonica, lezioni su web ecc.). Ma parlano anche di una difficoltà tuttora diffusa in alcune zone a lavorare in rete e di una quota non irrilevante di associazioni fragili o dall’età media dei volontari molto elevata, che probabilmente dovranno chiudere o fare comunque i conti con la ben nota questione del “ricambio generazionale”.
Dal digitale non si torna indietro
Quanto agli insegnamenti, in primo luogo i responsabili dei Centri di servizio hanno preso atto di come le emergenze funzionino da “acceleratori di processi già in corso” e di come, di converso non diano mai modo di improvvisare: si raccoglie insomma “ciò che si è seminato”, per citare uno dei concetti più ricorrenti.
Il processo più visibile è senz’altro quello della digitalizzazione, accolta in modo sorprendente dal volontariato (ma non tutto) e dagli stessi Csv, e dalla quale “non si deve tornare indietro”. Una piccola rivoluzione per un associazionismo che ha sempre esaltato la socialità e la relazione fisica con le persone, e che invece si è accorto di come il web permetta di attuare forme di aiuto a persone in difficoltà in modo talvolta perfino più efficace che “dal vivo”; per non parlare dei vari tipi di incontri trasferibili on line: associativi, di formazione, di consulenza ecc. Certo occorrerà trovare un equilibrio tra modalità in presenza e a distanza: in sintesi, sostengono tutti i Csv, “il futuro è misto”.
Dalla “questua” alla pari dignità
Una delle questioni più delicate riguarda poi i rapporti del volontariato con le istituzioni, con i comuni in particolare. Un rapporto che durante la pandemia ha mostrato in modo eclatante i suoi limiti. Salvo alcuni territori in cui è più avanzata la cultura del fare rete e della pari dignità tra pubblico e privato, gran parte dei Centri di servizio convengono nel giudicare strumentale e regressivo l’atteggiamento delle istituzioni locali verso i volontari, considerati spesso come “utili idioti” o “questuanti inopportuni”. Per arrivare a una reale collaborazione, nella quale si riconoscano anche le idee e le competenze del volontariato, i Csv ritengono urgente consolidare le connessioni con gli enti pubblici e privati, la co-progettazione delle politiche, rafforzando però la consuetudine a lavorare in rete anche all’interno dello stesso terzo settore. Un lavoro a media-lunga scadenza che consiste nel “riempire gli spazi vuoti” e che deve partire subito.
L’onda emotiva
La terza questione urgente è come fare tesoro di quella “onda emotiva” di migliaia di cittadini che hanno mostrato la disponibilità a fare volontariato durante la pandemia; come tenerla viva? Come raccogliere e gestire quell’alto numero di volontari potenziali di cui spesso si parla, ma che si riesce ad attrarre solo raramente?
Un’agenda ambiziosa
Il report mette insomma sul tavolo un’agenda “ambiziosa, ma realistica”, dice il presidente di CSVnet Stefano Tabò nella prefazione, e il modo stesso in cui è stata costruita è un “investimento che risulterebbe sprecato se non ne derivassero puntuali conseguenze operative”, già a partire dalla prossima Programmazione annuale dei Csv.
Ma quell’agenda avrà bisogno di un adeguato sostegno sul livello nazionale da parte di CSVnet. Per questo un intero capitolo contiene le forti sollecitazioni della rete dei Csv all’associazione che la coordina, sia sul piano della formazione e del supporto tecnico, sia su quello dell’interazione con i soggetti di riferimento: dal governo nazionale all’Anci, dalle imprese alle associazioni di categoria, dalla Protezione civile alle Regioni, dal Forum del terzo settore all’Organismo nazionale di controllo degli stessi Csv.
Scarica il rapporto.
22 Set, 2020 | In evidenza, News dal Csv
Wiki loves monuments è più grande concorso fotografico del mondo che coinvolge attivamente i cittadini nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano attraverso uno scatto condiviso con licenza libera su Wikimedia Commons.
Wikimedia Italia promuove la IX edizione di Wiki loves Monuments con il convegno online “Valorizzare il patrimonio culturale attraverso la fotografia in rete“.
Conosceremo da vicino le potenzialità di questo concorso fotografico per la promozione turistica degli innumerevoli borghi storici italiani. La fotografia diventa uno strumento per indagare tematiche cruciali relative ai diritti digitali quali la libertà di panorama e il libero riuso dell’immagine del bene culturale pubblico. Le licenze libere rappresentano la chiave di sviluppo della conoscenza nell’era del web e del digitale.
L’appuntamento è online per venerdì 25 settembre dalle 10.00 alle 12.30.
E’ possibile partecipare inviando una mail a segreteria@wikimedia.it inserendo in oggetto: Convegno 25 settembre e nel testo della mail nome cognome, telefono e email.
Per maggiori info contattare il numero: 02 56561506
21 Set, 2020 | In evidenza, News dal Csv
Riprende, dopo la pausa estiva, e proseguirà fino alla fine del 2020 “Comunicare il Sociale on air”, la partnership tra le web radio e CSV Napoli dedicata agli approfondimenti sul mondo del volontariato e degli Enti di Terzo Settore dell’area metropolitana di Napoli.
Questa settimana Radio Shamal, Rainbow Diversamente Radio e Il Punto sui Fatti, in collaborazione con la redazione di “Comunicare il Sociale”, hanno realizzato un notiziario con i principali appuntamenti e altre news riguardanti le attività del CSV Napoli e delle associazioni.
Per ascoltare il notiziario di questa settimana:
Il punto sui fatti
Radio Shamal
Rainbow Diversamente Radio
21 Set, 2020 | Bandi e opportunità, In evidenza, News dal Csv
La Commissione europea ha deciso di indire un bando di gara da 1 miliardo di € per progetti di ricerca e innovazione che affrontino la crisi climatica e contribuiscano a proteggere gli ecosistemi e la biodiversità peculiari in Europa. Il bando “Green Deal europeo” finanziato da Orizzonte 2020, a cui ci si potrà iscrivere da oggi, darà impulso alla ripresa europea dalla crisi del coronavirus trasformando le sfide sul fronte ambientale in opportunità di innovazione.
Il bando “Green Deal europeo” presenta notevoli differenze rispetto ai suoi predecessori nell’ambito di Orizzonte 2020. Data l’urgenza delle sfide a cui risponde, punta a risultati chiari e tangibili nel breve e nel medio periodo, perseguendo però una visione di cambiamento a lungo termine: meno azioni ma più mirate, grandi e visibili, con particolare attenzione alla pronta scalabilità, diffusione e penetrazione.
I progetti finanziati con questo bando dovrebbero apportare benefici tangibili in dieci settori:
–otto settori tematici che rispecchiano i principali filoni d’intervento del Green Deal europeo:
- accrescere l’ambizione in materia di clima – sfide transettoriali;
- energia pulita, economica e sicura;
- industria per un’economia circolare e pulita;
- edifici efficienti sotto il profilo energetico e delle risorse;
- mobilità sostenibile e intelligente;
- strategia “Dal produttore al consumatore”;
- biodiversità ed ecosistemi;
- ambiente privo di sostanze tossiche e a inquinamento zero;
–due settori orizzontali – rafforzamento delle conoscenze e responsabilizzazione dei cittadini – che offrono una prospettiva più a lungo termine per realizzare le trasformazioni delineate nel Green Deal.
Questo investimento di 1 miliardo di € continuerà a sviluppare i sistemi e le infrastrutture europee delle conoscenze.
Il termine per la presentazione delle offerte è il 26 gennaio 2021. L’avvio dei progetti selezionati è previsto nell’autunno 2021.
Un evento informativo e di incontro sul bando di gara “Green Deal europeo” di Orizzonte 2020 è in programma durante le Giornate europee della ricerca e dell’innovazione, che si terranno in forma virtuale dal 22 al 24 settembre 2020.
21 Set, 2020 | In evidenza, News dalle odv
In occasione della XXVII Giornata Mondiale dell’Alzheimer Ubi Banca promuove il progetto di solidarietà di AIMA Napoli Onlus – Associazione Italiana Malattia d’Alzheimer, sez. campana – grazie al quale persone affette da questa patologia potranno beneficiare di ingressi gratuiti con visite guidate in poli museali di Napoli e provincia: Ciò affinché il patrimonio artistico e culturale sia accessibile e fruibile anche a chi è affetto da forme di fragilità, come persone con Alzheimer, o altre demenze, e per i loro caregiver.
L’iniziativa, in collaborazione con la rete “Campania tra le mani” e il Servizio di Ateneo dell’Università Suor Orsola Benincasa per le attività degli studenti con disabilità (SAAD), sarà presentata oggi 21 settembre, alle ore 18:00, presso la Casa Aima di Pozzuoli, in formula di evento riservato a un numero ristretto di soli soci, in modo da limitare sovraffollamenti. Una data, quella del 21 settembre, in cui annualmente l’AIMA, Centro di riferimento per le demenze in Campania, offre occasioni di sensibilizzazione sul tema, dibattiti di confronto tra esperti del settore medico e farmaceutico, rappresentanti politici e sigle sindacali.
L’evento è inoltre patrocinato dalla Regione Campania e dall’UOS “Percorsi sociosanitari, fragilità e Alzheimer” – UOC Integrazione sociosanitaria dell’ASL NA 1 Centro.
“Questa fase di stop e ripartenza post lockdown ci darà modo di mettere in piedi nuovi progetti a sostegno delle famiglie che hanno sempre più bisogno di aiuto – ha detto il Presidente Aima Napoli Onlus, Caterina Musella – In questi 20 anni l’AIMA in Campania ha vinto battaglie per i tanti ammalati, ultima quella di aver ottenuto il riconoscimento dell’assegno di cura anche alle persone con Alzheimer (beneficio spettante fino a poco fa solo a chi avesse una disabilità motoria). Ma l’associazione si è affermata anche come polo di eccellenza per la riabilitazione cognitiva e la neurodiagnostica in Campania. Servizi che, insieme a quelli di supporto psicologico ai caregiver, di orientamento ai servizi territoriali, e a quello dei laboratori di attività socializzanti, è sempre più difficile sostenere. Per questo colgo l’occasione di ringraziare Ubi Banca e il Direttore Fulvio d’Amico per aver creduto in noi sostenendo questo meraviglioso progetto di inclusione sociale.”
Per saperne di più www.aimanapoli.it