27 Feb, 2020 | In evidenza, News dal Csv
Saranno attivi da lunedì 2 marzo gli operatori di Villa Fernandes, un bene confiscato che attraverso l’omonimo progetto sarà restituito alla cittadinanza diventando un luogo aperto alla comunità, un polo dedicato allo sviluppo del territorio.
Il progetto è sostenuto da Fondazione CON IL SUD in collaborazione con la Fondazione Peppino Vismara, e ha l’obiettivo di creare un polo di sviluppo locale, apprendimento e innovazione, incrementando la partecipazione dei cittadini alla vita socio-culturale della città e favorendo nuove realtà imprenditoriali, percorsi formativi e posti di lavoro. La Villa, edificio dei primi del ‘900 nel cuore di Portici confiscato al clan camorristico Rea, rappresenterà un luogo aperto alla libera fruizione degli spazi sia aperti che chiusi, un luogo di incontro e di aggregazione sociale e sostenibile, ma anche di ascolto e di orientamento per chi vive situazioni di disagio. Fiducia, innovazione, partecipazione e sviluppo sono tra gli ingredienti basilari che fanno del polo di Villa Fernandes, così come promosso dalla rete, un vero e proprio hub creativo moltiplicatore di iniziative che punta sull’integrazione di elementi innovativi a risorse locali disponibili, con l’obiettivo di trasformarle in opportunità di sviluppo anche economico del territorio e di maggior benessere delle comunità. Temi di interesse principali, dunque, sono: l’uso sostenibile delle risorse ambientali, l’attenzione alle fasce più deboli non solo come destinatarie di interventi assistenzialistici ma come risorse da far emergere e valorizzare, il sostenere nuovi scenari integrati di sviluppo locale e sostenibile, il promuovere l’utilizzo di spazi comuni da favorire con la partecipazione e l’impegno dei cittadini, il reimpiego dei ricavi in nuove iniziative a vantaggio di tutti, la diffusione di varie forme d’arte liberandole dai luoghi chiusi e accompagnandole lì dove la società civile si incontra, dialoga e riscopre il senso e il valore del proprio essere comunità.
Per maggiori informazioni sul progetto clicca qui
26 Feb, 2020 | In evidenza, News dal Csv
Nell’imminenza della Giornata Mondiale delle Malattie Rare del 29 febbraio prossimo, è stato presentato il primo portale web istituzionale sulle Malattie Rare, frutto di un accordo di collaborazione tra il Ministero della Salute e il Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità, che intende offrire una raccolta di tutti i punti di riferimento sul territorio per i Malati Rari, dai Centri di Cura ai Punti di Informazione Regionali, fino alle Associazioni.
La Giornata delle Malattie Rare è stata lanciata nel 2008, con la scelta del 29 febbraio come “un giorno raro per i malati rari” e quest’anno a distanza di 13 anni, verrà celebrata nuovamente nel giorno più raro dell’anno.
Le malattie rare conosciute sono circa 7 mila, ognuna colpisce poche o pochissime persone: meno di cinque ogni 10 mila. Ma i malati rari sono oltre 300 milioni in tutto il mondo.
Il tema chiave della XIII edizione della Giornata delle Malattie Rare è l’equità per i malati rari e le loro famiglie. È necessario aumentare la consapevolezza che le persone con malattia rara in tutto il mondo devono affrontare disparità di accesso alla diagnosi, al trattamento, alle cure e alle opportunità sociali.
È tempo di agire per garantire ai malati rari pari opportunità per realizzare il proprio potenziale. Così la Federazione europea delle associazioni, EURORDIS-Rare Diseases Europe, promotore della Giornata, presenta la campagna di sensibilizzazione 2020 e mette a disposizione materiali informativi e promozionali per persone, associazioni ed enti che vogliono organizzare eventi di ogni tipo per festeggiarla.
In Italia, gli eventi di celebrazione della Giornata sono coordinati fin dalla prima edizione dalla Federazione Italiana Malattie Rare UNIAMO.
Per saperne di più visita il nuovo portale www.malattierare.gov.it
26 Feb, 2020 | Bandi e opportunità, In evidenza, News dal Csv
Tutto pronto per la quattordicesima edizione del premio internazionale L’anello debole, il riconoscimento assegnato dalla Comunità di Capodarco ai migliori video e audio cortometraggi, giornalistici o di finzione, a forte contenuto sociale e/o ambientale. C’è tempo fino al 30 marzo 2020 per la consegna delle opere. Le sezioni del concorso sono tre: audio cortometraggi, video cortometraggi della realtà e video cortometraggi di fiction, che non dovranno superare la durata di 25’. Anche quest’anno le opere in concorso saranno selezionate da una giuria di qualità, composta da esperti nel campo giornalistico, radio-televisivo e cinematografico, riconosciuti a livello nazionale e internazionale.
Direttore artistico del Premio dal 2014 l’autore e conduttore televisivo e radiofonico, Andrea Pellizzari.
Le opere pervenute verranno inizialmente valutate da una commissione scelta dalla Comunità di Capodarco. Tra le “preselezionate” la giuria di qualità sceglierà i finalisti di ogni categoria in concorso. Questi si contenderanno il premio L’anello debole durante il “Capodarco l’Altro Festival”, che si svolgerà dal 24 al 27 giugno 2020 nella Comunità di Capodarco di Fermo, nelle Marche, con il consueto cartellone di eventi, tra proiezioni di film, documentari e cortometraggi, incontri con registi, attori e autori delle opere finaliste, degustazioni di bontà eno-gastronomiche locali e concerto finale. Concorrerà alla scelta dei vincitori anche il voto della giuria popolare.
Il premio L’anello debole è nato nel 2005 da un’idea del giornalista Giancarlo Santalmassi e si è distinto fin dalla prima edizione per l’originalità e la qualità tecnica dei video e degli audio “brevi”, diventando una delle più importanti manifestazioni nel suo genere in Italia. Ad oggi hanno partecipato al concorso oltre 2100 opere. Tra i partecipanti, giornalisti di tutte le testate Rai e Mediaset, di Sky, La 7, Radio 24 e di varie testate radiotelevisive regionali, insieme al meglio degli audio e video-maker italiani e stranieri.
121 le opere in gara nella passata edizione, 9 i paesi di provenienza: oltre all’Italia, Australia, Iran, Messico, Perù, Rwanda, Spagna, Svizzera e Uk.
Leggi il bando…clicca qui
25 Feb, 2020 | In evidenza, News dalle odv
Una giornata estiva. Il sole splende sulla autostrada tra Punta Raisi e Palermo. Magistrati, rappresentanti delle istituzioni e delle forze di polizia, cittadini e studenti commemorano il primo anniversario della strage di Capaci. C’è anche don Luigi Ciotti sul luogo del dolore. Prega, in silenzio. Quando, all’improvviso, si avvicina una donna minuta: si chiama Carmela, è vestita di nero e piange. La donna prende le mani di don Luigi e gli dice: «Sono la mamma di Antonino Montinaro, il caposcorta di Giovanni Falcone. Perché il nome di mio figlio non lo dicono mai? È morto come gli altri». Soffre, Carmela: in quel primo anniversario della strage la memoria di suo figlio Antonio, e dei suoi colleghi Rocco e Vito, veniva liquidata sotto l’espressione “i ragazzi della scorta”. Da questo grido di identità negata nasce, il 21 marzo, primo giorno di primavera, la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Nasce dal dolore di una mamma che ha perso il figlio nella strage di Capaci e non sente pronunciare da nessuno il suo nome. Nessuno. Un dolore che diventa insopportabile se alla vittima viene negato anche il diritto di essere ricordata con il proprio nome.
Ogni anno una città diversa, ogni anno un lungo elenco di nomi scandisce la memoria che si fa impegno quotidiano. Recitare i nomi e i cognomi come un interminabile rosario civile, per farli vivere ancora, per non farli morire mai. Per farli esistere nella loro dignità.
Il 21 marzo: perché in quel giorno di risveglio della natura si rinnovi la primavera della verità e della giustizia sociale, perché solo facendo memoria si getta il seme di una nuova speranza. Il 21 marzo 1996 a Roma, piazza del Campidoglio, la prima edizione. E poi Niscemi (Cl), Reggio Calabria, Corleone (Pa), Casarano (Le), Torre Annunziata (Na), Nuoro, Modena, Gela (Cl), Roma, Torino, Polistena (Rc), Bari, Napoli, Milano, Potenza, Genova, Firenze, Latina, Bologna, Messina come piazza principale in contemporanea in 2000 luoghi, Locri (Rc) e in simultanea con 4000 luoghi, e infine nel 2018 Foggia e in tutta Italia e nel resto del mondo.
Ogni piazza, il valore e la testimonianza dell’esserci. Ogni città, un ricordo e una denuncia.
Anni di memoria e impegno. Anni di verità e giustizia. Per le stragi e le vittime delle guerre di mafie. Oltre il settanta per cento delle famiglie delle vittime non conosce la verità sulla morte dei propri cari. E quel giorno – e per tutti gli altri 364 giorni dell’anno – insieme ai familiari tutti diventiamo cercatori di verità.
Il prossimo 21 marzo, la XXV edizione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera e Avviso Pubblico, si svolgerà a Palermo e sarà preceduta da centinaia di appuntamenti su tutto il territorio nazionale con incontri nelle scuole, proiezioni di film, dibattiti, spettacoli teatrali.
Palermo, una città profondamente cambiata: è ancora città di contrasti e di conflitti, dove la mafia esiste ancora, ma oggi non comanda più, mentre si moltiplicano le esperienze di resistenza ad ogni forma di oppressione e di violenza, a partire dai beni confiscati alle mafie, oggi divenuti beni comuni, restituiti alla collettività.
Questa giornata non è solo testimonianza, non è semplicemente un gesto: è un sentimento di gratitudine e riconoscenza per quanti hanno perso la vita. È tutto questo, ma anche qualcosa di più. Non basta avere memoria, occorre coltivarla e trasmetterla. Le vittime che ricordiamo in quel giorno e negli altri 364 giorni non sono un semplice elenco di nomi. Sono, devono essere, altrettanti stimoli a interrogarsi e conoscere per fare, per esserci, per cambiare.
“Altro e Altrove” sarà lo slogan di questa edizione. “Altro”, come ulteriore impegno per procedere su questa strada battuta in venticinque anni, verso un “altrove” ancora da liberare dalla presenza di mafie e corruzione, in cui vengano messi al centro i bisogni e i desideri delle persone. Se da un lato sentiamo il dovere di essere custodi di un patrimonio storico fatto di eventi tragici e gesti di reazione e rottura, dall’altro abbiamo la necessità di portare le nostre battaglie oltre quel periodo, per saldarle alle urgenze sociali che schiacciano e indeboliscono le nostre comunità oggi. Sono le storie delle persone, vittime innocenti che tracciano e ridisegnano la linea del tempo, l’impegno nel presente per rigenerare i nostri territori.
Per inviare l’adesione alla Giornata compila il modulo online a questo link. Per informazioni è possibile telefonare al numero 334.9151845 oppure scrivere a segreteria.21marzo@libera.it
24 Feb, 2020 | In evidenza, News dalle odv
Il 27, 28 e 29 marzo tornano nelle nostre città le Uova di Pasqua dell’AIL, uno degli appuntamenti più importanti per sostenere i progetti dell’Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma. Un’occasione per compiere un gesto di solidarietà, contribuendo così a finanziare la ricerca contro i tumori del sangue e garantire sempre maggiori servizi di assistenza ai pazienti e ai loro familiari. L’iniziativa viene realizzata ogni anno grazie al contributo dei volontari che rappresentano per Ail il patrimonio più prezioso. Anche tu puoi partecipare a questa campagna unendoti agli oltre 20 mila volontari che nell’ultimo weekend di marzo scenderanno in piazza per offrire un uovo di cioccolato solidale a tutti coloro che vorranno sostenere con una donazione i progetti dell’Associazione.
Compila l’apposito form al seguente link https://www.ail.it/cosa-puoi-fare-tu/diventa-volontario e sarai ricontattato dalla Sezione provinciale AIL più vicina a te.
Festeggia questa Pasqua con AIL e regala ai pazienti la sorpresa più bella, la speranza!