02 Nov, 2022 | Emergenza Ucraina, In evidenza, News dal Csv
Si terrà il prossimo 5 novembre a Roma in piazza della Repubblica una nuova manifestazione nazionale per chiedere di fermare immediatamente la guerra in Ucraina.
L’iniziativa è stata promossa dalla Rete Italiana Pace e Disarmo, e ha già raccolto centinaia di adesioni, tra cui quella di CSVnet e di tanti Centri di servizio per il volontariato, oltre a tante altre realtà della società civile.
Le richieste che la manifestazione vuole far giungere dalla piazza al nuovo Parlamento e al nuovo Governo sono chiare: promuovere un negoziato di pace e tagliare le spese militari, investendo tutte le risorse pubbliche sulla cura delle persone, delle famiglie e delle imprese.
I Centri di servizio si impegnano quotidianamente per favorire l’operato di associazioni e volontari al fianco di chi vive in condizioni di fragilità e che dall’inizio della guerra hanno accolto e sostenuto i tanti profughi giunti dall’Ucraina. Per questo CSVnet conferma l’adesione alla manifestazione che vuole esprimere solidarietà al popolo ucraino e alle vittime di tutte le guerre.
La manifestazione nazionale è stata preceduta da un weekend di mobilitazioni diffuse, promosse da “Europe For Peace” tra il 21 e il 23 ottobre che hanno coinvolto oltre 30.000 persone in più di 100 città italiane (tra cui Torino, Milano, Palermo, Napoli, Bari, Firenze, Bologna, Roma, Ancona). Una “testimonianza del grande sostegno dell’opinione pubblica italiana a processi di pace – dicono i promotori – che si concentrino sull’apertura di dialogo e negoziato. Creando veri spiragli di Pace”.
Il ritrovo per i partecipanti è previsto sabato 5 novembre alle ore 12 in piazza della Repubblica. Il corteo partirà alle ore 13, mentre alle 15 inizieranno gli interventi sul palco in piazza San Giovanni in Laterano.
02 Nov, 2022 | Attivi e informati, Terza di Copertina
Riproponiamo l’articolo di Daniele Erler per Cantiere Terzo Settore relativo alle indicazioni su organi sociali, associati e volontari, libri sociali e oggetto sociale fornite dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Sulle clausole da inserire negli statuti degli enti del Terzo settore (Ets) ci sono espresse indicazioni nel codice del Terzo settore (Cts), a cui si sono aggiunte nel tempo specifici indirizzi previsti dalla prassi ministeriale. In particolare, nella fase di verifica prevista per le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale in fase di trasmigrazione sono emerse una serie di problematiche segnalate al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali da Forum Nazionale del Terzo settore e CSVnet.
Per discuterne insieme, è stata organizzata una riunione dedicata cui hanno partecipato le due rappresentanze nazionali, gli uffici regionali e provinciali del registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) e lo stesso Ministero, in cui sono state adottate alcune posizioni e orientamenti in merito alle tematiche sottoposte. Quanto emerso in tale sede dovrà essere applicato dai rispettivi uffici regionali del Runts per garantire una prassi applicativa comune sul territorio nazionale, al fine di perseguire i fondamentali principi di unità ed omogeneità all’interno del Terzo settore.
Qui di seguito si riporta una sintesi delle considerazioni svolte dal Ministero, in particolare su alcuni importanti profili relativi agli statuti degli enti del Terzo settore, divisi per ambiti tematici, nell’intento di fornire un orientamento alle organizzazioni che stanno modificando (o che hanno già modificato) il loro statuto per adeguarlo alla nuova normativa.
1) Organi sociali
Cooptazione
Sull’istituto della cooptazione (che si ricorda è una modalità di sostituzione o integrazione dei componenti di un organo collegiale) è stato ribadito quanto contenuto nella nota direttoriale n. 18244 del 30 novembre 2021, e cioè che tale istituto è contrario al codice del Terzo settore il quale prevede, per gli enti di tipo associativo, il principio di elettività delle cariche sociali. Il soggetto cooptato non è considerato eletto, mentre il fatto che subentri il primo dei non eletti è ammesso poiché non è considerato cooptazione.
Se, quindi, in uno statuto di un’associazione del Terzo settore è presente la cooptazione, il competente ufficio del Runts sarà legittimato a rilevarlo e a chiedere all’ente la modifica.
Quorum costitutivo e deliberativo per la modifica dello statuto e lo scioglimento
Per quanto riguarda i quorum costitutivi e deliberativi per le modifiche statutarie e lo scioglimento dell’ente, se si tratta di associazioni dotate di personalità giuridica il riferimento è l’art. 21 del codice civile.
Per le associazioni non riconosciute il riferimento è l’art.36 del codice civile, da leggersi alla luce del principio di democraticità che caratterizza gli Ets. Pertanto, viene ripreso l’orientamento enunciato nella nota ministeriale n. 6214 del 9 luglio 2020, quello per cui occorre evitare che decisioni fondamentali per la vita associativa dell’ente vengano assunte da un numero molto ristretto di associati perché ciò sarebbe contrario al principio di democraticità.
Sulla base di tale assunto, è lasciata comunque all’autonomia dell’ente la possibilità di fissare un quorum costitutivo per le modifiche statutarie e lo scioglimento, il quale deve però differenziarsi da quello previsto per le assemblee ordinarie (nelle quali, in seconda convocazione, è normalmente libero).
L’ufficio del Runts può e deve rilevare la mancanza in statuto di un quorum costitutivo per deliberare le modifiche statutarie e lo scioglimento, ma non può imporre all’ente un determinato quorum; quest’ultimo dovrà essere fissato dall’ente avendo riguardo alla numerosità della sua base associativa ed eventualmente graduandolo a scalare nelle convocazioni successive alla prima. Ciò che in statuto non può essere previsto è quindi un quorum costitutivo inesistente (e quindi libero) per le decisioni relative alle modifiche statutarie e allo scioglimento, anche se esso fosse previsto in seconda convocazione o in convocazioni successive.
Nell’ipotesi in cui lo statuto non preveda nulla circa i quorum costitutivi e deliberativi per l’approvazione delle modifiche statutarie, l’ufficio nulla andrà a rilevare poiché si applicherà l’art. 21 del codice civile.
Presidente come organo sociale o carica associativa
Qui viene richiamata la nota ministeriale n. 7551 del 7 giugno 2021, con la quale è stato evidenziato come non bisogna soffermarsi sul fatto che il Presidente debba considerarsi organo sociale o carica associativa.
Ciò che rileva nella scelta è il principio di elettività (che è diretta conseguenza del principio di democraticità), che è rispettato sia in caso di elezione diretta da parte dell’assemblea che nel caso di elezione indiretta da parte dell’organo amministrativo, che lo individua fra i propri componenti precedentemente eletti dall’assemblea.
Sulla base di ciò, un eventuale rilievo da parte degli uffici del Runts per richiedere l’eliminazione del Presidente dal novero delle cariche sociali elencate in statuto non sarebbe legittimo.
Possibilità che il voto del Presidente valga doppio all’interno dell’organo di amministrazione
Il Ministero ha riconosciuto che la disposizione statutaria che riconosce il voto doppio al Presidente nel caso in cui si raggiunga la parità all’interno dell’organo amministrativo è legittima poiché non viola il principio di democraticità e garantisce la funzionalità dell’ente.
Organo di controllo denominato “Collegio dei revisori dei conti”
Nel caso in cui in uno statuto venga nominato “Collegio dei revisori dei conti” l’eventuale organo di controllo, a cui sono assegnate le funzioni di cui all’art. 30 del codice del Terzo settore, non può costituire motivo di rilievo da parte degli uffici del Runts. L’ufficio dovrà invece rilevare l’eventuale disposizione statutaria che assegna ad un tale organo anche la revisione legale dei conti (prevista dall’art. 31 del Cts), senza prevedere che tutti i componenti siano revisori legali dei conti.
Intervallo di tempo fra la prima e la seconda convocazione delle assemblee
Il codice civile prevede per i soggetti societari e per le assemblee di condominio un lasso di tempo che deve intercorrere fra la prima e la seconda convocazione dell’assemblea; secondo il Ministero tali soggetti non sono però assimilabili agli Ets.
In ragione di ciò, gli uffici del Runts non possono rilevare l’eventuale mancanza in statuto di un intervallo minimo (ad esempio le 24 ore) fra la prima e la seconda convocazione dell’assemblea.
2) Associati e volontari
Diritto di voto ai minori
Il Ministero ha qui ribadito come, sia in virtù dell’art. 24 del Cts (che prevede che ogni associato abbia diritto ad un voto) che a seguito della pronuncia della Cassazione del 2017 (ordinanza n. 23228 del 4 ottobre 2017), il diritto di voto degli associati minorenni debba essere esercitato tramite l’esercente la responsabilità genitoriale. Tale principio era stato ripreso nella nota ministeriale n. 1309 del 6 febbraio 2019.
Pertanto, la disposizione statutaria che disconosca espressamente il voto ai minorenni deve formare oggetto di rilievo da parte degli uffici del Runts; se invece lo statuto dispone in generale che tutti gli associati hanno diritto di voto, l’ufficio non può muovere alcun rilievo né richiedere chiarimenti.
Obbligo di assicurazione dei volontari
L’obbligo di assicurazione dei volontari discende direttamente dalla legge (art. 18 del Cts) e quindi la mancata previsione in statuto di tale obbligo non può costituire oggetto di rilievo da parte degli uffici del Runts. Se invece lo statuto contiene una previsione contrastante con quella dell’art. 18 del Cts, come ad esempio l’obbligo di assicurare solo i volontari associati, questa deve essere rilevata dall’ufficio per la contrarietà alla disposizione imperativa menzionata, che impone all’Ets di assicurare tutti i volontari, non solo quelli associati.
3) Libri sociali
Elencazione dei libri sociali
Anche l’art. 15 del codice del Terzo settore (che indica quali sono i libri sociali obbligatori) è una norma imperativa e quindi inderogabile. Il fatto che lo statuto non elenchi i libri sociali non potrà quindi costituire motivo di rilievo da parte dell’ufficio competente del Runts.
Modalità di accesso ai libri sociali
Sempre l’art. 15 del Cts prevede che gli associati possono esaminare i libri sociali secondo le modalità previste dall’atto costitutivo o dallo statuto.
L’eventuale mancanza in statuto di tali modalità di accesso non può comunque costituire, secondo il Ministero, motivo di rilievo nei confronti dell’ente: tale mancanza avrà come conseguenza un accesso libero a tali documenti.
Anche nel caso di previsione statutaria che fa rinvio totale ad un regolamento interno, l’ufficio del Runts non potrà rilevare nulla e quindi l’iscrizione al Runts da parte dell’ente non potrà essere negata. Il Ministero però evidenzia l’opportunità in un caso simile di dare quantomeno pubblicità al regolamento, al fine di mettere l’associato in condizione di conoscere le ulteriori disposizioni che disciplinano la vita dell’associazione.
4) Oggetto sociale
Riprendendo quanto affermato con la nota n. 3650 del 12 aprile 2019, il Ministero ribadisce come l’oggetto sociale di un ente del Terzo settore rappresenti uno degli elementi identificativi dello stesso e quindi non possa essere indeterminato o indeterminabile, e ciò anche al fine di tutelare l’affidamento che i terzi fanno sulla fondatezza e veridicità delle informazioni caricate nel Runts. Un oggetto sociale indeterminabile impedirebbe infatti l’identificazione all’esterno dell’ente nei confronti dei terzi, degli associati e della pubblica amministrazione.
Ciò significa che qualora in uno statuto siano state inserite tutte (o quasi tutte) le 26 attività di interesse generale previste dall’art. 5 del Cts, sia in via diretta ed immediata che come clausola finale, gli uffici del Runts dovranno richiedere agli enti chiarimenti e delucidazioni.
La possibilità di adeguare lo statuto in assemblea ordinaria per gli enti in “trasmigrazione”
Il Ministero ha infine ricordato come, nel caso di richiesta di modifica statutaria da parte degli uffici del Runts per ottemperare a norme imperative, le Odv e le Aps in “trasmigrazione” (nonché le Onlus) possono deliberare con le maggioranze previste per l’assemblea ordinaria. In base a quello che è l’attuale dettato dell’art. 101, c. 2 del codice del Terzo settore, tale facoltà può essere utilizzata fino al 31 dicembre 2022
Per un ulteriore approfondimento si rinvia all’articolo “Registro unico nazionale del Terzo settore, entro il 5 novembre le verifiche sulle trasmigrazioni”.
28 Ott, 2022 | Campi di Formazione al Volontariato, In evidenza, News dal Csv
Si terrà dal 21 al 25 novembre il campo di orientamento al volontariato promosso dall’associazione P.A.I.D.E.I.A. nell’ambito dei VolCamp di CSV Napoli.
Si tratta di un’esperienza residenziale rivolta a ragazzi dai 14 ai 28 anni che avranno modo di conoscere il mondo del volontariato attraverso lezioni teoriche e pratiche, durante le quali si alterneranno momenti di divertimento e convivialità.
I giovani, accompagnati e guidati dai volontari dell’associazione, saranno impegnati in attività volte a favorire l’inclusione sociale e ad offrire ascolto, sostegno e assistenza a persone fragili. Un viaggio itinerante all’insegna della solidarietà che li porterà anche all’interno di Case famiglia, strutture per anziani e luoghi di accoglienza per minori e donne a rischio, il tutto allo scopo di offrire loro una panoramica delle diverse tematiche.
Il campo si svolgerà nella provincia di Napoli e i giovani saranno ospitati in una struttura a Pollena Trocchia.
Per maggiori informazioni e per iscriversi: 3498479636 – antonellaimperatore1@libero.it
28 Ott, 2022 | In evidenza, News dal Csv
“Giustizia di comunità, esigenza di condivisione e percorsi di responsabilità”. È il titolo di un convegno che si terrà il prossimo 8 novembre, con inizio alle 14.00, nella sala Arengario presso il Tribunale di Napoli, organizzato da Tribunale Civile e Penale di Napoli, UIEPE (Ufficio interdistrettuale esecuzione penale esterna) e CSV Napoli ETS (Centro di Servizio per il Volontariato della città metropolitana di Napoli), in collaborazione con la Formazione Decentrata della Scuola Superiore della Magistratura di Napoli,.
Si tratta di un’iniziativa per riflettere sulle prospettive dei percorsi di giustizia e per offrire un’occasione di dialogo e confronto interdisciplinare tra tutti gli attori coinvolti nelle attività per l’esecuzione di provvedimenti orientati alla giustizia di comunità.
I saluti introduttivi saranno affidati a Elisabetta Garzo – Presidente del Tribunale di Napoli, Claudia Nannola – Direttore dell’UIEPE Campania, Nicola Caprio – Presidente CSV Napoli, Rosa Volpe – Procuratore Repubblica di Napoli f.f., Lucia Castellano – Dirigente Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria Campania, Giuseppe Centomani – Dirigente Centro Giustizia Minorile Campania, Gaetano Manfredi – Sindaco di Napoli, Antonio Tafuri – Presidente COA di Napoli, Marco Campora – Presidente Camera Penale Napoli, Samuele Ciambriello – Garante Regionale per le persone private della libertà, Barbara Modesta Grasso – Magistrato Componente Formazione Decentrata.
Successivamente interverranno Paola Valeria Scandone – Magistrato del Tribunale di Napoli (“La messa alla prova – fondamenti giuridici – il nuovo ruolo della magistratura”), Sabina Coppola – Associazione Piero Calamandrei Napoli (“Le fasi della messa alla prova anche alla luce della riforma Cartabia”), Simona Di Monte – Procuratore Aggiunto Procura di Napoli (“Giustizia riparativa in fase esecutiva”), Giuseppina Forte – Funzionario di Servizio Sociale Ufficio Esecuzione Penale Esterna Napoli Ref. LPU e Dora Guastella – Funzionario di Servizio Sociale Ufficio Esecuzione Penale Esterna Napoli Ref. Riparativa (“Cardini della Messa alla Prova: il lavoro di pubblica utilità e l’attività riparativa e/o mediazione penale”), Maria Fragliasso – Associazione Diesis (“Lo sguardo alla persona offesa”), Luca Trapanese – Assessore al Welfare del Comune di Napoli (“Gli Enti pubblici e il Terzo settore nella giustizia di prossimità”), Luigi Merola – Presidente Fondazione A Voce De Creature (“La comunità e la responsabilità condivisa della giustizia).
Concluderà S. Ecc. Mons. Gaetano Castello – Vescovo Ausiliario dell’Arcidiocesi di Napoli, modererà Giovanna De Rosa – Direttore CSV Napoli
Per il convegno è stato richiesto l’accreditamento per gli assistenti sociali. Agli avvocati saranno riconosciuti 5 crediti formativi.
Le iscrizioni per partecipare potranno essere effettuate online attraverso l’apposito form entro il 6 novembre.
Tribunale Civile e Penale di Napoli, UIEPE e CSV Napoli ETS hanno stipulato un protocollo di intesa proprio con l’obiettivo di avviare un percorso di collaborazione che sensibilizzi gli Enti di Terzo settore alla partecipazione all’operato della Giustizia. Il convegno sarà, dunque, un primo momento di presentazione e condivisione del protocollo, cui seguiranno altre iniziative.
Spiega il presidente di CSV Napoli, Nicola Caprio: “Il supporto del mondo del volontariato può e deve essere importantissimo. Ci impegneremo ad avviare azioni condivise di formazione, informazione e comunicazione ma anche di coinvolgimento attivo degli Enti di Terzo Settore, in un percorso virtuoso di co-progettazione e co-programmazione”.
Aggiunge Claudia Nannola, direttore dell’UIEPE Campania: “Il convegno e il protocollo di intesa ci offrono l’occasione per parlare ma anche agire rispetto ad una giustizia senza sbarre, capace di riparare. Dobbiamo tutti lavorare per una giustizia che accolga le persone in area penale”
Conclude Elisabetta Garzo, presidente del Tribunale di Napoli: “La sinergia e la condivisione tra Istituzioni, operatori dell’area penale e Terzo settore può aiutare a migliorare i percorsi di giustizia: è necessaria un’azione sistemica tesa a costruire comunità aggreganti e capaci di fare inclusione”
Scarica la locandina dell’evento
28 Ott, 2022 | Corsi 2022, Formazione, In evidenza, News dal Csv
“DEMOCRAZIA, PARTECIPAZIONE, ACCOUNTABILITY. Il ruolo del volontariato e del Terzo settore” è un percorso formativo organizzato da CSV Napoli con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Federico II di Napoli che si propone di approfondire le ragioni teoriche e le modalità operative che rendono possibile una maggiore presenza del volontariato e del Terzo settore nei processi di evoluzione e diffusione della democrazia, della partecipazione e della trasparenza nelle, e delle, istituzioni sociali e politiche.
Durante le lezioni frontali, i laboratori e le altre attività didattiche si guarderà a questi temi sia considerando come essi si declinano nelle organizzazioni di Terzo settore, alla luce delle nuove regole dettate dal Codice del 2017, sia analizzando gli strumenti con cui volontariato e Terzo settore possono favorire la realizzazione di istituzioni civili e politiche più vicine ai cittadini e ai loro bisogni di ben-essere.
Il percorso formativo partirà il prossimo 29 novembre e si articolerà in 60 ore di didattica e learning sincrona e 60 ore di attività laboratoriali.
Possono partecipare i volontari degli ETS della città metropolitana di Napoli, gli studenti e gli aspiranti volontari con il requisito minimo del diploma di scuola media superiore. Per iscriversi è necessario compilare l’apposito form on line. Per quanti si iscriveranno ad attività già avviata si consiglia di scrivere all’indirizzo formazione@csvnapoli.it
Per maggiori informazioni scarica la locandina