04 Apr, 2016 | Comunicare il sociale
ROMA – Promuovere la cultura, aiutare i non vedenti ad avvicinarsi allo studio e alla lettura. Rendere meno pesanti le giornate buie con l’ascolto di un buon libro e realizzare il desiderio di laurea di tanti studenti privati del dono della vista. E’ questa la mission del Centro Internazionale del Libro Parlato, nato a Feltre 33 anni fa. «Al centro – dichiarano i responsabili – si rivolgono non vedenti, ipovedenti, dislessici, distrofici, anziani, malati terminali e tutti coloro per i quali la lettura in modo tradizionale non è possibile; così pure vari enti, come scuole di ogni ordine e grado, biblioteche, case di riposo, Asl, amministrazioni comunali, istituti specializzati all’assistenza dei disabili. I servizi offerti sono molteplici, per poter coprire a largo raggio ogni singola esigenza».
AUDIOLIBRI E DONATORI DI VOCE – Collegandosi al sito www.libroparlato.org, è possibile, dopo registrazione gratuita, cercare l’audiolibro che interessa tra ben 9739 titoli presenti. I libri sono letti e recitati da volontari che “prestano” la loro voce. «I donatori di voce sono circa 300 -affermano- sparsi su tutto il territorio nazionale, suddivisi secondo le loro competenze professionali, che dedicano costantemente alcune ore della settimana per la registrazione di opere specificatamente richieste, spazianti in ogni campo culturale (dalla filosofia alla scienza, dall’elettronica alla letteratura). Chiunque voglia può dedicare gratuitamente e costantemente alcune ore libere alla settimana per questa attività, nel rispetto dei tempi assegnati dal Centro, in questo modo sarà possibile consegnare ai nostri utenti gli audiolibri in tempo utile. Per diventare donatori di voce è necessario possedere una lettura chiara, espressiva, non monotona, non declamatoria. Possedere la capacità di modulare la voce cambiando il tono quando necessita: il rispetto della punteggiatura assume un ruolo importantissimo nella gradevolezza di ascolto». Al centro si producono anche libri braille, e si svolgono attività di ogni tipo, come il “Chiaroscuro”, nato dall’esigenza di avvicinare il disabile visivo all’arte pittorica ed esplorazioni multisensoriali.
di Carmela Cassese
04 Apr, 2016 | Comunicare il sociale
NAPOLI- La danza per tutti. Per i diversamente abili, per uomini e donne alle prime esperienze, oppure per quelli con un cattivo rapporto con il proprio corpo. Il rimedio si chiama DanceAbility, un nuovo percorso verso la danza, un nuovo approccio – ideato dal coreografo e insegnante di danza a livello internazionale Alito Alessi agli inizi degli anni ’90 negli Stati Uniti – che si basa sulla contact improvisation. Ascolto del corpo, della sue sensazioni, per aiutare le persone a esplorare, tirare fuori la creatività, identificare un linguaggio comune, stabilendo un link con il compagno, fiducia reciproca, empatia. Per tutti, la possibilità di sviluppare la propria espressione artistica, senza barriere o pregiudizi.
Sabato 9 aprile saranno mossi i primi passi della DanceAbility a Napoli, con una open class gratuita e informativa in programma al Centro Studi Elle Danse, in Via Generale Pianell. «La DanceAbility è nata per rompere gli schemi, mettere da parte gli stereotipi sulla danza, per accendere l’inventiva delle persone, compreso quella dei portatori di handicap che hanno tanto da insegnare e che possono riscoprire il loro rapporto con il corpo ed essere partecipi così della vita artistica e culturale della città», spiega Lidia Marinaro, insegnante della disciplina e che sabato dirigerà l’Open Class, con la presenza di tanti diversamente abili, dopo un proficuo lavoro con le associazioni di riferimento. «Ho potuto riscontrare parecchio interesse tra chi si occupa dei diversamente abili ma la DanceAbility è conosciuta anche da chi si sottopone alla danzaterapia, che però è tutt’altra cosa. Tutti hanno capito che si tratta di un percorso che punta a far comprendere alle persone delle proprie potenzialità creative. Anche chi fa danza da anni, che può avvertire sensazioni diverse con partner differenti». Per maggiori informazioni è possibile telefonare allo 3382404204 o inviare una mail a asdcselledanse@libero.it .
di Nicola Sellitti
04 Apr, 2016 | Bandi e opportunità, Comunicare il sociale
ROMA- Scade tra il 16 e il 20 maggio, in base alla regione in cui opera la rete, il bando di Fondazione CON IL SUD dedicato al volontariato, rivolto alle reti locali, che potranno presentare programmi finalizzati a rafforzare l’impatto della propria azione al Sud (nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia), migliorando e ampliando l’offerta, la qualità e la diversificazione dei servizi ai cittadini. A disposizione 5,8 milioni di euro. Il bando prevede che le reti locali siano composte da almeno 5 organizzazioni di volontariato. Potranno essere coinvolti, oltre al mondo del terzo settore, quello economico, della scuola e delle istituzioni. Le organizzazioni di volontariato dovranno comunque rappresentare almeno il 75% dei componenti della rete. Saranno valutate positivamente le proposte che prevedano, tra le altre, le seguenti condizioni: la valorizzazione e qualificazione dei volontari; la sostenibilità dell’intervento; il coinvolgimento di soggetti di natura diversa (istituzioni, imprese, terzo settore, ecc.) e l’ampliamento della rete esistente ad altre organizzazioni di volontariato; l’innovatività a livello organizzativo e metodologico; il coinvolgimento di categorie tradizionalmente escluse dalle opportunità di partecipazione sociale (immigrati, anziani, disabili, ecc.); modalità di comunicazione efficaci e sostenibili. Le proposte dovranno essere presentate esclusivamente online (clicca qui>>) . La scadenza è diversificata in base alla regione in cui opera la rete: 16 maggio per Basilicata e Sicilia; 18 maggio per Calabria e Puglia; 20 maggio per Campania e Sardegna.
04 Apr, 2016 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Salviamoci la pelle: ad aprile la seconda tappa di visite gratuite di prevenzione del melanoma con ANT, all’interno di un ampio progetto di rete a Napoli e nella Terra dei Fuochi, grazie al sostegno di Fondazione CON IL SUD e Fondazione Prosolidar – ONLUS. Continua l’attività di prevenzione oncologica gratuita realizzata all’interno dell’ampio progetto di rete che vede Fondazione ANT Italia ONLUS in prima linea nel territorio napoletano e nella Terra dei Fuochi nella lotta ai tumori, grazie al sostegno di Fondazione CON IL SUD e Fondazione Prosolidar – ONLUS. Questa tappa, la seconda del percorso triennale, si sviluppa in collaborazione con il CSV di Napoli, che ospiterà presso la propria Sede (Centro Direzionale Isola E1, Napoli) l’incontro “Salviamoci la pelle: gli stili di vita che aiutano a prevenire i tumori e in particolare il melanoma”.
Venerdì 8 aprile, a partire dalle 16.00, gli specialisti di Fondazione ANT illustreranno alla cittadinanza i corretti stili di vita da seguire per prevenire l’insorgere di neoplasie, con particolare riguardo verso il melanoma. Questo tumore può avere origine nella cute, nelle mucose e nell’occhio; nella maggior parte dei casi nasce su un nevo preesistente. Il melanoma è, subito dopo il tumore al polmone nelle donne, il tumore la cui diffusione è maggiormente cresciuta negli ultimi anni. Tuttavia, se preventivamente diagnosticato, il melanoma presenta elevate possibilità di guarigione. Il progetto prosegue con una serie di giornate di visite gratuite destinate alla diagnosi precoce del melanoma, effettuate dagli specialisti ANT nei giorni 26-27 aprile 2016, dalle ore 9 alle 18, presso l’Ambulatorio della Scuola Primaria Ascarelli, via Vesuvio, a Napoli, e il 28-29 aprile 2016, dalle ore 9 alle 18, presso la Sala Convegni Palazzo Mastrilli, Piazza Garibaldi 1, a Cardito (NA). 120 i posti gratuiti complessivamente a disposizione della cittadinanza, a cui si potrà accedere previa prenotazione. Le visite del 26-27 aprile saranno prenotabili durante l’incontro dell’8 aprile; eventuali rimanenze, insieme ai posti disponibili per le visite del 28-29 a Cardito potranno invece essere prenotati a partire dall’11 aprile, chiamando la sede locale di Fondazione ANT al numero 081 202638, in orario di ufficio.
Per attivare l’assistenza socio-sanitaria ANT sul territorio locale è possibile chiamare il numero 081 202638. Per informazioni sul progetto è possibile visitare il sito www.ant.it
04 Apr, 2016 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Confronto, riflessione, diritti dei bambini e dei giovani sono i punti cardine del “Festival dei diritti dei ragazzi”, in programma dal 7 all’11 aprile in piazza Duomo a Nola, giunto alla sua quarta edizione. Oltre 30 scuole coinvolte, con migliaia di studenti e più di venti associazioni ed enti non-profit della Campania uniti per il tema comune: “Siamo tutti migranti”. Organizzata dall’Ufficio Scuola della Diocesi di Nola, dalla Cooperativa Sociale Irene’95 e dal Comune di Nola e col patrocinio della Regione Campania, questa quarta edizione aprirà i battenti dal 7 all’11 Aprile con l’obiettivo di accendere i riflettori sulla tutela dei diritti dei ragazzi, sul ruolo di questi ultimi all’interno della comunità.
Tante le iniziative in programma che si svolgeranno non solo in piazza Duomo, ma anche in altri luoghi della città dei gigli. Si comincia alle 9.30 del 7 Aprile con la festa di apertura a cui prenderanno parte alunni e docenti delle scuole del nolano e del vesuviano, nonché gli organizzatori e i rappresentanti dell’amministrazione comunale: il primo cittadino Geremia Biancardi e l’assessore all’istruzione Cinzia Trinchese. Nel pomeriggio, invece, alle 17.30, si darà l’avvio al primo incontro del Festival nell’atrio del palazzo municipale che, moderato da Fedele Salvatore della Cooperativa Sociale Irene ’95, prevede la partecipazione di Virgilio Marone (Direttore Ufficio Scuola Diocesi di Nola), Paolo Mancuso (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nola), Elena de Filippo (Presidente Cooperativa Sociale “Dedalus”), Sergio Serraino (Responsabile Ambulatorio Castelvolturno), Francesco Dandolo (Responsabile Migrazioni Comunità di Sant’Egidio – Napoli). Una prima giornata ricca di interventi che – inaugurata dai giochi e dai colori della piazza per affermare il diritto di tutti i ragazzi a vivere “senza frontiere, senza barriere e differenze di sorta” – si chiude in bellezza alle 20.30 con lo spettacolo “Memoria Migrante” al Teatro Umberto. Scritto e diretto da Francesco Scotto, lo spettacolo vede fra i suoi interpreti gli studenti degli Istituti di Cicciano, Marigliano, Casamarciano e Nola.
Nei giorni a seguire non mancheranno convegni, concerti, laboratori, eventi sportivi e giornate di studio significative come quella dell’8 Aprile a cui interverrà, fra gli altri, l’assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania Lucia Fortini. Tema della giornata sarà “Bambini e ragazzi migranti familiari. Tra genitori che danneggiano e accoglienze efficaci”. Un incontro diviso in sessioni che mira a raccogliere pareri ed esperienze di professionisti e operatori del sociale, i quali spiegheranno in che modo tutelare i bambini e gli adolescenti dai comportamenti troppo spesso fuorvianti delle figure genitoriali. Grande attenzione, inoltre, ai libri, con la presentazione di “Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari” di Fabio Geda. L’appuntamento con l’autore è fissato per Sabato 9 Aprile, alle 9.30, al Teatro Umberto. Ampio spazio anche alle note nell’ambito della rassegna di gruppi musicali giovanili “La musica che gira intorno” Domenica 10 Aprile, alle 18.00. Da sempre riconosciuta come una forma d’arte in grado di superare ogni confine, la musica, non a caso, può facilitare l’incontro fra culture e razze differenti, può essere uno strumento per favorire la condivisione e la fratellanza. A chiudere il Festival, la consueta marcia dei diritti dei ragazzi l’11 Aprile in Piazza Duomo, a partire dalle ore 9.30. Oltre al sindaco e al procuratore Mancuso, sarà presente il Vescovo di Nola, Sua Eccellenza Monsignor Beniamino Depalma. Alle 18,30, infine, nell’atrio del palazzo municipale, una festa di congedo con esibizioni teatrali e musicali e la mostra fotografica “Il Festival per immagini”
di Francesca Coppola