Pubblicato l’aggiornamento delle associazioni iscritte al registro regionale del volontariato

NAPOLI- La Direzione Generale per le Politiche sociali e socio-sanitarie della Regione Campania ha approvato l’aggiornamento del Registro regionale delle associazioni di volontariato al 31 dicembre 2017. Per scaricare il decreto dirigenziale di approvazione e consultare il registro…clicca qui

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Inaugurata, in un bene confiscato, la prima casa rifugio per per Lgbt in situazioni di disagio o vittime di discriminazione e violenza

NAPOLI- “Questa casa non è un albergo”. E’ scritto così, a caratteri cubitali, sulla porta d’ingresso di un appartamento di via Genovesi, nei presi di piazza Carlo III. La nuova realtà, inaugurata questa mattina alla presenza, tra gli altri, del ministro delle politiche sociali Giuliano Poletti, è una casa rifugio sorta in un bene confiscato alle mafie e offre prima accoglienza per Lgbt in situazioni di disagio o vittime di discriminazione e violenza. La struttura, gestita dall’associazione I-Ken onlus, è il primo rifugio di questo genere realizzato in un immobile confiscato, in questo caso al clan camorristico dei Mallardo. La struttura è stata in parte finanziata dallo Stato, attraverso il dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile della Presidenza del Consiglio. I beni confiscati sono beni comuni in Comune. È da questo concetto che parte la rivoluzione sulla gestione dei beni sottratti alla criminalità.

Seguendo la procedura burocratica di affidamento è nata la realtà di “Questa casa non è un albergo”, un progetto innovativo, unico sul territorio nazionale. La “Casa”  realizza interventi di accoglienza temporanea e percorsi di formazione rivolti ai giovani LGBT e ai giovani della Campania tra i 14 e i 35 anni in condizioni di difficoltà in contesto familiare e sociale violento e discriminante.  La “casa” di via Genovesi di Napoli, è stata completamente ristrutturata attraverso il progetto finanziato dal PAC. Un Cofinanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri con il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. “Questa casa non è un albergo” sarà, infatti, non solo “casa rifugio” per il mutuo soccorso e  per il contrasto all’omofobia, alla transfobia ed ogni forma di ingiustizia sociale, ma un incubatore di idee dal comune denominatore: sensibilizzare sull’importanza politica, civile, economica e sociale di una cultura delle differenze basata sulla parità e l’uguaglianza. Un servizio che avrà la consulenza psicologica e legale di esperti e professionisti, ma che vedrà anche eventi culturali specifici realizzati in itinere. Si svolgeranno incontri e tavole rotonde su aree tematiche, workshop e seminari in cui relazionare le attività del progetto con la realtà sociale del territorio di riferimento.

di W.M.

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Babygang, Gaeta : «Il riscatto culturale degli adolescenti parte dai laboratori di cittadinanza attiva»

NAPOLI- Nell’ambito dei progetti innovativi per la valorizzazione e partecipazione degli adolescenti del Comune di Napoli, si è svolta al Vomero la giornata di confronto “La Città dei ragazzi in Azione” con l”Assessore al Welfare Roberta Gaeta e il Presidente di Municipalità Paolo De Luca, organizzata con la Coop Soc La Locomotiva. «Ho ascoltato con attenzione i ragazzi, che hanno fatto un lavoro di lettura del territorio attento e preciso. In un periodo in cui si addebita all’assenza di valori e di riferimenti da parte dei più giovani la responsabilità di episodi di violenza – spiega l’Assessore Gaeta – sono proprio i ragazzi di Napoli a dimostrare che è in atto una vera e propria rivoluzione culturale: hanno scelto di approfondire e confrontarsi su temi quali il sovraffollamento delle carceri, il funzionamento del trasporto pubblico locale e l’accesso alla sanità, come esercizio di cittadinanza attiva. Questo è solo un esempio che dimostra come Napoli stia vivendo un riscatto culturale che parte proprio dai più giovani: la scorsa settimana abbiamo inaugurato a Secondigliano un murales con i ragazzi dell’educativa territoriale “Oltre la Tenda”, come modello di cura e bellezza del territorio; sabato 3 febbraio saremo a San Giovanni, al Centro Diurno Fondazione Famiglia di Maria, per un presidio di legalità. Come Amministrazione, quindi, stiamo costruendo percorsi in cui tutte le componenti entrano in gioco, e la risposta attiva dei ragazzi è la dimostrazione che c’è del bello e del buono nei giovani napoletani. Gli atti di violenza possono essere marginalizzati superando l’indifferenza e aprendosi alla condivisione e al cambiamento sociale, perchè l’egemonia culturale di questa Città non è nelle mani dei delinquenti».

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“Vedere senza guardare”, il percorso multisensoriale dell’Univoc Napoli

NAPOLI- Cosa significa affrontare la vita ad occhi chiusi. Vedere con le mani, con l’udito, con i sensi che non sono la vista. E cogliere dettagli, sfumature, stimoli talvolta negati guardando il mondo attraverso gli occhi. L’U.N.I.Vo.C. di Napoli (Unione Nazionale Italiana Volontari pro Ciechi) in collaborazione con l’Istituto per Ciechi Domenico Martuscelli di Napoli, torna ad essere protagonista di un evento importante nel campo della sensibilizzazione sulle problematiche dell’autonomia, mobilità ed accessibilità delle persone cieche ed ipovedenti. Un percorso multisensoriale al buio, allestito proprio nei locali dell’Istituto al Largo Martuscelli 26, un’esperienza di forte impatto emotivo e innovativo che riesce a far acquisire consapevolezza di tutte le difficoltà che incontra una persona cieca e o ipovedente nel compiere azioni di vita quotidiana e nell’utilizzare tutti i sensi e le strategie a propria disposizione nel districarsi attraverso rumori, suoni, odori, sapori e quant’altro.

I visitatori, guidati da non vedenti, si troveranno a percorrere uno spazio che riproduce uno spaccato di vita quotidiana di una persona con disabilità visiva ascoltando suoni e rumori specifici del traffico e della confusione della città, individuando negozi per acquisti di carattere domestico riconoscibili dagli odori dei prodotti o punti di incontro in cui consumare piccoli spuntini riconoscibili dai sapori, ascolteranno audiodescrizioni di un film e si sperimenteranno per riconoscere oggetti con l’uso del tatto. L’architettura dell’intero percorso si snoda attraverso vari spazi separati, ma ben interagenti e funzionali all’armonia dell’intero percorso che, al contrario, della staticità di uno spazio unico attrezzato, offre nella dinamica della ricerca dei prodotti da scegliere, delle commissioni da svolgere, una più verosimile rappresentazione della reale fatica che compie una persona cieca o ipovedente nell’agire quotidiano.

L’esperienza del percorso multisensoriale è rivolta a studenti, educatori, famiglie e a quanti sono interessati e motivati a vivere quest’intensa esperienza di crescita per imprarare ad affrontare con
maggiore apertura le relazioni con qualsiasi persona cieca o ipovedente. Il ricavato delle visite guidate permetterà di finanziare le attività dell’associazione a sostegno dei non vedenti nonché contribuire a rivitalizzare l’Istituto Martuscelli che, dai primi del novecento ha costituito un presidio fondamentale per la formazione, la cultura, l’emancipazione sociale, professionale e personale di tante persone cieche ed ipovedenti che ancora oggi ne testimoniano l’importanza e che, come l’U.N.I.Vo.C. di Napoli, si impegnano per ricostruirne la funzione di supporto per tutti i ciechi, ipovedenti e pluridisabili di ogni età.

Il contributo, comprensivo di consumazione, per le scuole è di €3,00 a persona; per gli studenti universitari di €5,00 a persona e per gli altri di € 7,00 a persona.

La prenotazione è obbligatoria e va effettuata almeno 4 giorni prima ai seguenti recapiti:
Tel. 08119915172; Cell. 3407547659; Fax. 08119915173
E-mail: info@univocdinapoli.org

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Un inno all’amore libero nel nuovo video di Liberato

NAPOLI- “Me staje appennenn’ amò” è il nuovo singolo di Liberato, il quarto dopo Nove Maggio, Tu t’è Scurdat’ ‘E Me e Gaiola Portafortuna. Liberato, fenomeno della musica alternativa italiana del 2017, ha un’identità misteriosa e sconosciuta ma quello che è chiaro è che la sua musica, accompagnata sempre da un video con tantissimi espedienti narrativi, vira sempre di più sul social-visuale. Il brano è uscito sabato 20 gennaio  e anticipato tempo fa da un live streaming su Facebook, fu poi presentato in anteprima al Club to Club di Torino. L’occasione dell’anteprima ancora una volta non è stata una scelta casuale questo quarto singolo, infatti, suona molto più da club. Il video a firma di Francesco Lettieri come da copione apre con una confessione dell’attivista transessuale Rosa Rubino: «Io non ho mai nascosto questa cosa, non l’ho mai nascosto, quindi mi prendevo tutte le conseguenze. Combattevo, ho sempre combattuto contro mio padre, contro tutti. Sono stata sempre molto, schietta, sincera, non me ne fregava di niente, io ero io e basta, capito? Non volevo nascondermi perché poi… a che cosa serviva? Perché mi devo nascondere? Voglio essere una persona libera. Io il futuro prima lo immaginavo nero, oggi no, è cambiato totalmente». Prosegue con la storia d’amore di due ragazzini, la Circumvesuviana, lo stadio San Paolo, le corse in moto a Mergellina, locali gay, piazza del Plebiscito, amori etero ed amori omosessuali. È un amore senza pregiudizi quello raccontato da Liberato, libero e sempre molto attuale che riesce a rendere attraverso la sapiente mano di Lettieri Napoli e la sua gente estremamente pop. Nei credits Liberato ringrazia il Comitato Arcigay Antinoo di Napoli e l’Arcigay Vesuvio Rainbow di Torre Annunziata.

di Caterina Piscitelli

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