Iva e Terzo settore: come scegliere tra il regime forfettario e quello della 398

Riproponiamo l’articolo di CHIARA BORGHISANI per Cantiere Terzo Settore relativo al regime fiscale per gli Enti di Terzo settore

Come illustrato nel precedente contributo, “Iva e Terzo settore, cosa cambia dal 1° gennaio 2025”, il decreto legge n. 146 del 2021 ha introdotto una serie di fondamentali modifiche all’art. 4 del  “Decreto Iva” (Dpr n. 633 del 1972), riscrivendone integralmente il testo e prevedendo che le disposizioni contenute nel documento vadano ricomprese nel novero delle prestazioni oggettivamente in Iva, alcune nel regime di esenzione (art. 10 Dpr n. 633 del 1972) mentre altre confluite direttamente nel regime di imponibilità. Per avere il quadro di come sono cambiate le disposizioni di cui agli articoli 4 e 10 del Decreto Iva è possibile consultare la tabella a questo link.

Tali disposizioni avrebbero dovuto entrare in vigore, inizialmente, il 1° gennaio 2022, poi prorogate al 1° gennaio 2024, e successivamente, con un susseguirsi di disposizioni di proroga, al 1° gennaio 2025.

Lo stesso decreto legge n. 146 del 2021 ha inoltre previsto una novità importante per le organizzazioni di volontariato (Odv) e le associazioni di promozione sociale (Aps), introducendo la possibilità di utilizzare il regime forfettario dei contribuenti minimi (art. 5 comma 15-quinquies del decreto legge n. 146 del 2021) per le operazioni rilevanti ai fini Iva svolte da queste due tipologie di enti.

Tale previsione è entrata in vigore 1° gennaio 2024 ed è quindi ad oggi operativa.

Questo regime si affianca a quello attualmente ancora previsto dalla Legge n. 398 del 1991: ecco un approfondimento che mette a confronto i due sistemi, per poter scegliere consapevolmente.

La possibilità per Odv e Aps di utilizzare il regime forfettario dei contribuenti minimi

Per le Odv e le Aps è stata quindi prevista la possibilità (non l’obbligo) di adottare il regime forfettario dei contribuenti minimi (di cui all’art. 1, commi da 58 a 63, della legge n. 190 del 2014) quale regime forfettario “ponte”, in attesa dell’entrata in vigore delle disposizioni fiscali recate dal Titolo X del codice del Terzo settoreper gestire quelle attività che dal regime di esclusione passeranno al regime di imponibilità (ci riferiamo, ad esempio, alle prestazioni di servizi in bar ed esercizi similari rese da Aps).

La condizione per accedere a detto regime, che opera ai soli fini dell’imposta sul valore aggiunto, è che i ricavi, ragguagliati per anno solare, non superino il tetto dei 65.000 euro.

Praticamente il regime forfettario, mutuato da quanto previsto per le persone fisiche, consente alle Odv e alle Aps di non applicare l’Iva sulle operazioni attive poste in essere e, allo stesso tempo, non consente la detrazione dell’Iva sugli acquisti.

La disposizione si affianca a quanto previsto, sempre in tema di regimi forfettari, dalla legge n. 398 del 1991.

Il regime 398 non sarà più applicabile dagli Ets iscritti al registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) a partire dall’entrata in vigore del Titolo X del codice del Terzo settore, vale a dire dal 1° gennaio dell’esercizio successivo al parere che sarà reso dalla Commissione europea. Pertanto, a oggi e sino al termine appena citato, è ancora applicabile tale disposizione che da sempre ha rappresentato la scelta “per eccellenza” per gestire le attività commerciali da parte non solo di Odv e Aps, ma anche da associazioni e società sportive dilettantistiche, associazioni senza scopo di lucro, proloco, cori bande e filodrammatiche, platea ben più ampia di quella prevista dall’art. 5, comma 15-quinquies, riservato, come detto, ad Odv e Aps.

Analogie e differenze tra regime 398 e regime dei contribuenti minimi

In un confronto tra il regime dei contribuenti minimi e il regime 398, “l’appeal” di quest’ultimo è sicuramente maggiore.

Vediamo quali sono le principali analogie e differenze, fermo restando che, come già indicato, la norma relativa ai contribuenti minimi vale ai soli fini Iva mentre il regime 398 opera anche a livello reddituale.

Il primo elemento di rilievo è il tetto di ricavi per poter accedere al regime forfettario: 65.000 euro per il regime dei contribuenti minimi, 400.000 euro per il regime 398.

Ulteriore elemento di diversificazione è legato ai ricavi delle attività esercitate: per il regime 398 devono essere attività commerciali connesse con gli scopi istituzionali, mentre nell’articolato del decreto legge n. 146 del 2021 non è prevista alcuna specifica in ordine alle attività commerciali esercitabili.

Ulteriore profilo, non di poco conto, di differenziazione è legato all’imposta sul valore aggiunto: non applicabile (fuori campo Iva) nel caso del regime dei contribuenti minimi mentre pienamente applicabile, con aliquota in funzione del tipo di prestazione/cessione, nel caso del regime 398. In questo ultimo regime l’imposta applicata è poi versata in misura forfettaria:

  • versamento del 50% dell’Iva a debito nella generalità dei casi;
  • versamento dei 2/3 dell’Iva a debito per le operazioni di cessione o concessione di diritti di ripresa televisiva o trasmissione radiofonica.

Il versamento dell’Iva (sul quale non sono dovuti gli interessi trimestrali) nel regime 398 va fatto entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre di riferimento, e nello specifico:

  • entro il 16 maggio per il 1° trimestre (gennaio-febbraio-marzo);
  • entro il 16 agosto per il 2° trimestre (aprile-maggio-giugno);
  • entro il 16 novembre per il 3° trimestre (luglio-agosto-settembre);
  • entro il 16 febbraio per il 4° trimestre (ottobre-novembre-dicembre).

Da sottolineare che la percentuale di Iva non versata rimane nelle disponibilità finanziarie dell’ente e non concorre a formare imponibile ai fini reddituali. Per entrambi i regimi l’Iva sugli acquisti non può essere detratta e rimane un costo a carico dell’ente quale consumatore finale.

Sotto un profilo reddituale, il regime 398 contiene una forfettizzazione per la determinazione dell’imponibile fiscale pari al 3% dei ricavi, previsione che manca nel regime dei contribuenti minimi utilizzabile da Odv e Aps: per quest’ultimo è possibile applicare il regime forfettario recato dall’articolo 145 del Dpr n. 917 del 1986 (Testo unico delle imposte sui redditi).

Di seguito si riporta in tabella il confronto tra le due disposizioni.

  REGIME DEI CONTRIBUENTI MINIMI

(Articolo 5, comma 15 quinquies, DL 146/2021)

REGIME 398

(Legge 398/1991)

Quali attività Attività commerciali Attività commerciali connesse con gli scopi istituzionali
Quali soggetti ODV e APS ASD/SSD, associazioni senza scopo di lucro, proloco, cori bande e filodrammatiche
Fattura Elettronica Elettronica
Aliquota IVA operazioni attive Fuori campo IVA In funzione del tipo di prestazione/cessione (normalmente 22%)
Tetto ricavi 65.000 euro 400.000 euro
IVA operazioni passive Indetraibile-costo come consumatore finale Indetraibile-costo come consumatore finale
IVA da liquidare // Il 50% dell’IVA incassata sulle fatture di vendita (i 2/3 in caso di diritti di ripresa televisiva e trasmissione radiofonica)
Adempimenti Conservazione e numerazione fatture di acquisto, obbligo certificazione e conservazione corrispettivi Conservazione e numerazione fatture di acquisto, tenuta del registro dei contribuenti minori
Imponibile IRES Possibilità di applicare regime forfettario art. 145 TUIR Regime forfettario ai sensi della Legge 398/91 (3% dei ricavi)
Dichiarativi Dichiarazione Unico ENC e IRAP

No dichiarazione IVA

Dichiarazione Unico ENC e IRAP

No dichiarazione IVA

Al fine di comprendere appieno la disamina condotta si riporta un esempio concreto, legato al caso di una prestazione di servizi per pubblicità pari a 100 euro.

REGIME DEI CONTRIBUENTI MINIMI

(Articolo 5, comma 15 quinquies, DL 146/2021)

REGIME 398

(Legge 398/1991)

Emissione fattura in formato elettronico Totale fattura: 100 euro Totale fattura: 122 euro
Versamento IVA // 11 euro (entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre di riferimento)
Detrazione IVA acquisti // //
Adempimenti Conservazione e numerazione fatture di acquisto, obbligo certificazione e conservazione corrispettivi Conservazione e numerazione fatture di acquisto, tenuta registro contribuenti minori
Imponibile fiscale A scaglioni dal 15% al 25% nel caso di applicazione dell’art. 145 del TUIR 3%
IRES Imposta 3,60 euro Imposta 0,72 euro
Importi che non concorrono alla determinazione imponibile fiscale // 11 euro
Netto finanziario che rimane all’ente 96,40 euro 110,28 euro

 © Foto in copertina di Nadia Bolognaprogetto FIAF-CSVnet “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano”

Governance e controllo nel Terzo settore, online un documento dei Commercialisti

Riproponiamo l’articolo di Lara Esposito per Cantiere Terzo Settore relativo all’approfondimento realizzato dalla Commissione Terzo Settore e Non Profit Odcec Roma 

La Commissione Terzo Settore e Non Profit ODCEC Roma ha pubblicato un approfondimento sul tema “L’amministrazione ed il controllo degli enti del terzo settore: novità normative ed aggiornamenti in base alla giurisprudenza ed alla prassi”. La pubblicazione analizza i temi della governance e del controllo alla luce anche di quei profili più significativi su cui la prassi istituzionale si è pronunciata, e che permettono così di chiarire alcuni aspetti che nei decreti principali non erano stati approfonditi.

Nello specifico, nella presentazione del documento, vengono richiamati i due ambiti principali di approfondimento:

  • per gli amministratori, le questioni relative ai requisiti di nomina e sostituzione, la possibilità di adottare un organo monocratico, l’inquadramento del compenso degli amministratori e dei relativi limiti previsti, la qualifica di “volontario”, soggetta a ristretti vincoli e limiti in conflitto con la natura giuridica del “rapporto organico” con l’ente, qualora la carica sia ricoperta a titolo gratuito;
  • per l’organo di controllo, le questioni di indipendenza ed altri specifici requisiti richiesti in sede di nomina, la delicata attività di vigilanza e di monitoraggio sociale che necessitano una adeguata esperienza e professionalità del ruolo vista la complessità, anche maggiore rispetto ai modelli societari, ai fini della verifica degli elementi qualificatori dell’ente del Terzo settore, oltreché l’attestazione di conformità sul bilancio sociale.

È importante segnalare che il documento andrà riletto considerando anche le recenti novità in materia di semplificazione e trasparenza per gli enti del Terzo settore approvate dalla Camera dei Deputati (Ddl 1532-ter) e al Senato (AS 1097), su cui si aspetta il via libera definitivo, e che riguardano principalmente gli enti di ridotte dimensioni.

Si segnala, inoltre, che il Consiglio nazionale dei commercialisti ha pubblicato il modello aggiornato della relazione all’assemblea degli associati (o di altro organo equivalente delle fondazioni) predisposta dall’organo di controllo degli enti del Terzo settore in occasione dell’approvazione del bilancio d’esercizio.

Il modello si attiene alle indicazioni contenute nelle Norme di comportamento dell’organo di controllo degli enti del Terzo settore, pubblicate dallo stesso Consiglio nazionale nel dicembre 2020, e in particolare alle indicazioni contenute nella Norma 7.1.

 © Foto in copertina di Livia Lecchiprogetto FIAF-CSVnet “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano”

Evado a lavorare – nuovo bando per l’integrazione socio-lavorativa delle persone detenute

La Fondazione CON IL SUD promuove una nuova edizione di “Evado a lavorare”, il bando per sostenere iniziative capaci di favorire il reinserimento sociale e lavorativo di persone detenute.

L’iniziativa mette a disposizione 3 milioni di euro e si rivolge alle organizzazioni di terzo settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Le partnership dovranno essere composte da almeno 2 organizzazioni di terzo settore oltre a ogni struttura penitenziaria competente in base alla tipologia di intervento proposta e alla situazione delle persone coinvolte. Potranno partecipare anche istituzioni locali, scuole, associazioni di categoria, centri per l’impiego e soprattutto imprese appartenenti al tessuto imprenditoriale locale e nazionale.

L’iniziativa si articola in due fasi: la prima finalizzata alla selezione delle proposte con maggiore potenziale impatto sul territorio di intervento e la seconda di progettazione esecutiva, volta ad arricchire la proposta, anche mediante la modifica del partenariato e di aspetti critici rilevati nella valutazione iniziale.

Il Bando scade il 25 settembre 2024 e prevede la presentazione delle proposte esclusivamente online tramite la piattaforma Chàiros.

“Unicità, la bellezza dell’imperfetto”: al via il Pop Corn Short Film Festival

L’Associazione Argentario Art Day, in collaborazione con il Comune di Monte Argentario, promuove Pop Corn Short Film Festival, un concorso di cortometraggi aperto a tutti i videomaker nazionali e internazionali.
Il festival, che sarà presentato dall’attore Andrea Dianetti, si tiene il 26, 27 e 28 luglio 2024 a Porto Santo Stefano sul Monte Argentario, in Toscana.

Quest’anno tutte le opere dovranno ispirarsi al tema “Unicità, la bellezza dell’imperfetto”.
Tre le categorie di cortometraggi in concorso: italiani, internazionali e d’animazione.

Numerosi i premi in palio:
– Miglior corto nella categoria “Corti Italiani”: 1.000 euro e il trofeo Pop Corn Festival
– Miglior corto nella categoria “Corti Internazionali”: 1.000 euro e il trofeo Pop Corn Festival
– Miglior corto nella categoria “Corti d’Animazione”: 1.000 euro e il trofeo Pop Corn Festival
– Premio Raffaella Carrà per il corto con l’idea più originale: 4.000 euro e la proiezione al Sudestival, il Festival del Cinema della città di Monopoli
– Premi Panalight: noleggio di attrezzatura cine-televisiva del valore complessivo di 8.000 euro
– Premio Mujeres del Cinema al corto realizzato da un’autrice o a una storia incentrata su una tematica legata all’universo femminile
– Premio del Pubblico, il Trofeo Pop Corn Festival al miglior corto, scelto da una Giuria Popolare
– Premio Crew United, per i tre registi premiati nelle tre categorie, che  consiste in 5 anni di Premium Membership con formula Video+ (upload di clip/showreel) pari a un valore di 600 euro.

Per partecipare c’è tempo fino al prossimo 2 giugno 2024.

Per maggiori informazioni…clicca qui

LABORATORI DI PEOPLERAISING PER LA RICERCA VOLONTARI. Iscrizioni aperte ai volontari di tutta la Campania

Dal 30 maggio al 20 giugno è possibile partecipare ai laboratori di peopleraising promossi dal CSV ASSO.VO.CE. ETS.

Il Centro di servizio per il volontariato della provincia di Caserta prosegue il proprio impegno volto a rafforzare le competenze dei volontari nel processo di ricerca nuovi volontari, promuovendo incontri laboratoriali di consulenza collettiva a supporto della realizzazione di campagne o azioni di Peopleraising.

L’attività si inserisce nell’ambito del percorso di consulenza collettiva “Come coinvolgere nuovi volontari? Il Peopleraising e i suoi strumenti” organizzato in collaborazione con gli altri CSV della Campania.

Nello specifico i volontari saranno accompagnati nella realizzazione di una propria campagna di peopleraising per la ricerca di nuovi volontari, scegliendo immagini e parole “giuste”, impostando le modalità di comunicazione.

Gli incontri si svolgeranno di giovedì dalle ore 17 alle ore 19 seguendo il seguente calendario:

  • Giovedì 30 maggio
  • Giovedì 6 giugno
  • Giovedì 13 giugno
  • Giovedì 20 giugno

La partecipazione al corso è gratuita ed aperta ai volontari degli Enti del Terzo Settore di tutta la regione Campania. Per iscriversi è necessario compilare il seguente form https://forms.gle/D21HQZjdtf8iJMHF6

Gli incontri si svolgeranno online su piattaforma Zoom.

Europee 2024, appello ai candidati per dare più valore al volontariato

Riproponiamo l’articolo di Clara Capponi per CSVnet

Le organizzazioni della società civile sono vitali per la democrazia e costituiscono un elemento fondamentale della società civile europea. Secondo Eurostat, infatti, oltre il 19% della popolazione Ue svolge attività di volontariato, un impegno che si è rivelato particolarmente importante durante la pandemia da Covid-19, che ha visto protagonisti milioni di cittadini e cittadine nell’offrire un aiuto concreto per rispondere ai bisogni emergenti della popolazione.

A poche settimane dalle elezioni europee, che dal 6 al 9 giugno chiameranno alle urne oltre 350milioni di persone, CSVnet ha deciso di aderire e promuovere la campagna Vote Volunteer Vision, promossa dal Centro europeo per il volontariato (Cev) di cui è socia, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo del volontariato ed il contributo che le organizzazioni di terzo settore possono dare alla crescita dell’Europa.

Il documento base della campagna, rivolta ai candidati al Parlamento europeo, punta ad inserire il potenziamento del volontariato europeo nel processo di ripresa post crisi, proponendo un cambio di marcia per quanto riguarda le politiche e i programmi di volontariato, rispetto ai quali la rete di Cev vorrebbe un maggiore investimento in termini di fondi e lo sviluppo maggiore di partenariati fra istituzioni e organizzazioni che coinvolgano il volontariato in modo strutturale.

Sviluppo del volontariato europeo in sei mosse

Le principali istanze della campagna si ispirano al Blueprint for European Volunteering 2030 (#BEV2030) il documento, realizzato dal Cev nel 2021, che contiene le linee guida e di indirizzo europee relative al volontariato a livello locale. Sono quattro i filoni tematici su cui è incentrata la campagna: riconoscere il valore del volontariatofavorire l’empowerment delle organizzazionipotenziare il capitale sociale costituito da milioni di volontarie e volontari europei e concretizzare gli obiettivi e gli interventi con la costituzione di un Intergruppo sul volontariato.

Per quanto riguarda il primo punto, la richiesta è di favorire una maggiore comprensione dell’impatto che ha il volontariato non solo dal punto di vista pratico e dei servizi forniti ma soprattutto rispetto al contributo fondamentale per la coesione sociale nei paesi europei e nella vita dei volontari stessi. A tal fine, tra le proposte, oltre a una misurazione più organica dell’impatto dell’azione volontaria, c’è anche il riconoscimento delle competenze acquisite con il volontariato a livello europeo.

Un’altra istanza riguarda l’empowerment delle organizzazioni che dovrebbero essere agevolate a collaborare di più insieme e a costruire reti attraverso finanziamenti e programmi che favoriscano questo tipo di cooperazione.

Tra le richieste anche quella di porre una maggiore attenzione alla qualità delle esperienze di volontariato proposte, unita a un maggiore riconoscimento delle leadership all’interno delle organizzazioni il finanziamento pubblico per il sostegno alla formazione e all’impegno di manager e tutor volontari che possano sostenere le organizzazioni soprattutto sul tema del ricambio generazionale e nel coinvolgimento di nuovi volontari.

Un ultimo punto riguarda infine il tema delle nuove forme di volontariato episodiche o informali. Su questo tema la rete di Cev sottolinea l’importanza di sfruttare il potenziale di questo tipo di impegno favorendo maggiori sinergie con le forme più organizzate di volontariato, in modo da evitare sovrapposizioni di sforzi ed energie. La proposta è di fornire sostegno pubblico adeguato alle organizzazioni che si impegnano su questo fronte, favorendo un potenziamento rispetto alla digitalizzazione e all’uso delle nuove tecnologie.