Dove si studia il Terzo settore in Italia

Riproponiamo l’articolo di Chiara Meoli per Cantiere Terzo Settore, relativo ai percorsi universitari e post lauream che preparano professionisti, dirigenti e operatori del non profit nell’anno accademico 2026/2027

La crescita del Terzo settore richiede competenze sempre più specializzate, dalla progettazione sociale al fundraising, dalla comunicazione alla fiscalità. Per questo, negli ultimi anni il dialogo tra università e non profit si è intensificato: da un lato gli enti cercano percorsi formativi capaci di preparare figure professionali qualificate, dall’altro il mondo accademico riconosce nel Terzo settore un ambito di studio e di sbocco lavorativo sempre più rilevante.

In questo contesto, gli atenei italiani hanno ampliato la propria offerta formativa con corsi di laurea, insegnamenti specialistici, master e percorsi di alta formazione dedicati ai temi del non profit e dell’economia sociale.

Di seguito una rassegna, necessariamente non esaustiva, delle principali opportunità attivate per l’anno accademico 2026/2027.

I corsi di laurea

Corsi di laurea specificamente dedicati allo studio del Terzo settore sono oggi presenti in diversi Atenei del nostro Paese.

Partendo dal Nord, nell’Università degli studi di Trento è attivo il corso di laurea magistrale in “Metodologia, organizzazione e valutazione dei servizi sociali”, che offre un percorso formativo avanzato riguardo tutti gli ambiti dei servizi sociali, sanitari e territoriali.

In Veneto presso l’Università degli studi di Padova è attivo il corso di laurea triennale in “Giurista del Terzo settore”, strutturato in modo da permettere l’acquisizione delle necessarie competenze sul Terzo settore soprattutto in ambito giuridico. All’Università degli studi di Verona è invece attivo il corso di laurea triennale in “Servizi giuridici per imprese, amministrazioni, no profit”, oltre quelli magistrali in “Governance dell’emergenza”, “Diritto per le tecnologie e l’innovazione sostenibile” e “Servizio sociale in ambiti complessi”.

Il corso di laurea triennale in “Economia e gestione delle imprese culturali e creative” è attivo all’Università degli studi di Brescia.

All’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano sono invece attivi i corsi di laurea triennale in “Scienze del servizio sociale” e magistrali in “Lavoro sociale e coordinamento di servizi per immigrazione, povertà e non autosufficienza” e in “Lavoro sociale e servizi per le famiglie, i minori e le comunità”.

All’Alma mater studiorum Università degli studi di Bologna è possibile frequentare il corso di laurea magistrale in “Management dell’economia sociale”, mentre presso l’Università degli studi di Firenze, all’interno del corso di laurea “Scienze dei servizi giuridici” è presente il percorso specifico triennale in “Giurista del Terzo settore”.

Ancora, all’Università degli studi di Teramo è incardinato il corso di laurea triennale in “Scienze politiche” con indirizzo “Politiche per il Terzo settore e il non-profit”.

Nel Lazio, invece, presso la LUMSA in Roma è attivo il corso di laurea triennale in “Scienze del servizio sociale e del non profit” per formare la figura dell’assistente sociale ovvero dell’esperto nel prevenire e trattare il disagio sociale in tutte le sue dimensioni.

Sempre a Roma, presso l’Università Pontificia Salesiana è attivo il corso di laurea in “Terzo settore” che ha l’obiettivo di preparare operatori e dirigenti qualificati ad affrontare le sfide connesse alla riforma del Terzo Settore. Attraverso il Baccalaureato in “Management e Diritto degli ETS e dell’economia sociale” e il secondo ciclo che conferisce la Licenza in “Etica, economia e diritto del Terzo settore”, il corso mira a formare figure professionali che operano nel mondo del Terzo Settore.

Nell’Università degli studi di Cassino e del Lazio meridionale è invece attivo il corso di laurea triennale in “Servizi giuridici per Lavoro, Pubblica Amministrazione, Sport e Terzo settore” che vede attivati tre curriculum in “Servizi giuridici per le società sportive”, “Servizi giuridici per la Pubblica Amministrazione” e “Consulente giuridico per il lavoro e il Terzo settore”.

In Campania, nell’Università degli studi di Napoli Federico II, è invece possibile conseguire il diploma di laurea magistrale in “Innovazione sociale”. In particolare, il corso di laurea – che fornisce conoscenze multidisciplinari di scienze sociali di tipo teorico, metodologico e tecnico, nonché le principali competenze utili allo studio e la gestione di organizzazioni e fenomeni sociali complessi coinvolti nei processi di cambiamento sociale – si propone di formare un esperto in analisi e gestione dell’innovazione sociale che sia in grado di svolgere in maniera integrata funzioni di progettazione, gestione, analisi e valutazione di interventi di trasformazione sociale.

I corsi di insegnamento

Gli stessi Atenei e altre Università organizzano, all’interno dei propri corsi di laurea, anche insegnamenti specifici su profili di interesse per il Terzo settore.

Come nel caso dell’Università degli studi di Torino, dove, all’interno dei corsi di laurea in “Politiche e servizi sociali” e in “Scienze del governo” è attivo l’insegnamento di “Politica sociale, governance e Terzo settore”, mentre in quello in “Amministrazione e controllo aziendale” sono presenti gli insegnamenti di “Diritto degli enti del Terzo settore” (attivo anche nei corsi di laurea in “Finanza aziendale e mercati finanziari” e in “Direzione d’impresa, marketing e strategia”), di “Accounting, accountability e auditing negli enti del Terzo settore” e di “Trasformazione digitale del Terzo settore” nell’ambito del corso di laurea in “Amministrazione e gestione digitale delle aziende”.

A Milano, presso l’Università degli studi di Milano-Bicocca è possibile seguire l’insegnamento di “Metodologia della ricerca per i servizi e il Terzo settore” nell’ambito del corso di studi in “Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali” e quello di “Culture e pratiche del Terzo settore” all’interno del corso di laurea in “Servizio sociale”.

Anche all’Università degli studi di Verona sono attivi diversi insegnamenti di interesse: oltre quelli presenti all’interno dei già citati corsi di laurea magistrale in “Servizio sociale e ambiti complessi”, in “Governance dell’emergenza”, in “Diritto per le tecnologie e l’innovazione sostenibile” e triennali in “Servizi giuridici per imprese, amministrazioni, no profit” e in “Scienze del servizio sociale”, si segnalano gli insegnamenti di “Economia e imprese sociali” nel corso di laurea triennale in “Scienze dell’educazione”, quello di “Finanza etica” nel corso di laurea triennale in “Economia aziendale e management” e quello di “Modelli gestionali nelle organizzazioni no profit” nel corso di laurea in “Scienze motorie, preventive e adattate”.

Presso l’Università degli studi di Genova è attivo il corso di laurea magistrale in “Scienze sociali” al cui interno è previsto l’insegnamento di “La rio-organizzazione del Terzo settore tra problematiche e opportunità”.

Presso l’Alma mater studiorum Università degli studi di Bologna, oltre i corsi di insegnamento presenti all’interno del citato corso di laurea magistrale in “Management dell’economia sociale”, nel corso di laurea in “Giurista per le imprese e per la pubblica amministrazione” è attivato l’insegnamento in “Enti religiosi e diritto del Terzo settore”, mentre nel corso di laurea magistrale in “Comunicazione giornalistica, pubblica e d’impresa” e in quello in “Governance e politiche dell’innovazione digitale” è possibile seguire l’insegnamento “Welfare e Terzo settore”.

All’Università degli studi di Pisa è invece previsto l’insegnamento di “Diritto del Terzo settore” all’interno del corso di laurea triennale in “Diritto dell’impresa, del lavoro e delle pubbliche amministrazioni”.

Presso l’Università degli studi “G. D’Annunzio” Chieti e Pescara, nell’ambito del corso di laurea magistrale in “Politiche e management per il welfare”, è possibile frequentare il corso di insegnamento “Sociologia del Terzo settore”. Nello stesso Ateneo, nell’ambito del corso di
laurea “Business, Ambiente e Turismo” è previsto un insegnamento specifico su “Social Economy and Public Management”.

Mentre all’Università degli studi “Roma Tre” è invece presente l’insegnamento in “Sociologia del Terzo settore” all’interno del corso di laurea magistrale in “Coordinatore dei servizi educativi e dei servizi sociali”.

In Campania, presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, oltre quelli attivi nel corso di laurea già menzionato in “Innovazione sociale”, è attivo l’insegnamento di “Economia del Terzo settore” nell’ambito del corso di studi in “Gestione delle politiche e dei servizi sociali” e nel corso di studi “Management del patrimonio culturale”, quello di “Diritto degli enti del Terzo settore” all’interno del corso di laurea in “Giurisprudenza” e in “Scienze della pubblica amministrazione e del lavoro” e quello in “Enti religiosi del Terzo settore” all’interno del corso di laurea triennale in “Scienze dei servizi giuridici”.

All’Università degli studi di Salerno è poi attivo l’insegnamento in “Diritto del terzo settore” nel Corso di laurea magistrale in “Giurisprudenza”.

Anche gli Atenei pugliesi hanno al loro attivo diversi insegnamenti rivolti all’approfondimento di tematiche afferenti al mondo del Terzo settore.

Come all’Università degli studi di Lecce, dove è presente l’insegnamento in “Economia e gestione delle imprese del Terzo settore” all’interno del corso di laurea magistrale in “Progettazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali”, quello in “Elementi di diritto privato e del Terzo settore” nell’ambito del corso di laurea magistrale in “Scienze per la cooperazione internazionale” e quello in “Marketing e management del Terzo settore” nel corso di laurea magistrale in “Consulenza pedagogica e progettazione dei percorsi formativi”. Mentre nell’Università degli studi di Bari è presente l’insegnamento di “Diritto delle religioni, inclusione sociale e Terzo settore” nel corso di laurea magistrale in “Innovazione sociale e politiche di inclusione”.

L’Università degli studi di Catania ha invece attivato l’insegnamento “Diritto privato – Codice del Terzo settore” nell’ambito del corso di laurea magistrale in “Politiche e servizi sociali”.

Da ultimo, nell’Università degli studi della Calabria è presente l’insegnamento di “Diritto amministrativo del Terzo settore” all’interno del corso di laurea magistrale in “Scienze delle politiche e dei servizi sociali”.

Master e corsi di perfezionamento

Percorsi di alta formazione, Master e corsi di perfezionamento per l’approfondimento scientifico dei diversi profili che compongono il Terzo settore sono presenti in diverse Università, tanto nel Nord quanto nel Sud del nostro Paese.

Partendo proprio dalle Regioni meridionali, in Calabria l’Università degli studi “Magna Grecia” di Catanzaro ha avviato, lo scorso anno accademico, il Master di I livello “Volontariato e Terzo Settore. La progettazione sociale”, mentre presso l’Università degli studi di Salerno è attivo il Master di I livello “Management del welfare territoriale” che, alla sua VIII edizione, mira soprattutto a fornire indicazioni metodologiche, organizzative e strumenti normativi per impostare la programmazione e la co-progettazione sociale nel proprio contesto territoriale.

A Roma è attivo il Master “Terzo settore, Innovazione sociale e governance dei sistemi locali di welfare” presso La Sapienza Università di Roma e il Master di I livello “Scienze e management degli enti del Terzo settore (ETS)” presso la LUMSA, dove è attivo anche il Master di I livello “Supervisione, direzione e coordinamento dei servizi sociali”.

Inoltre presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” è stato organizzato il Master di I livello “Economia, Management ed Innovazione Sociale” indirizzato ad approfondire la conoscenza teorica e pratica sui temi legati all’innovazione sociale, imprenditoria sociale e dello sviluppo locale e solidale, oltre il Master di I livello in “Comunicazione sociale”.

All’Università Uninettuno è invece attivo il Master di I livello “Management del terzo settore: favorire il benessere sociale attraverso il volontariato, la sussidiarietà e l’imprenditorialità”.

Presso l’Università Pontificia Salesiana è attivato invece il Master di I livello “Non Profit Social – La comunicazione sociale per il non profit: strategie e strumenti”.

All’Università degli studi di Macerata lo scorso anno accademico è stato attivato il Master di I livello “Management degli Enti del Terzo Settore” con l’obiettivo di fornire in modo molto diretto le competenze necessarie per gestire le organizzazioni, i processi economici e finanziari e il fundraising a essi collegati.

Ancora, presso l’Università politecnica delle Marche è presente il Master in “Humanitarian Logistics Management” (HLM), unico percorso in Italia interamente dedicato alla logistica umanitaria e svolto completamente in inglese.

In Toscana, va segnalato il corso di alta formazione “Co-progettazione, Terzo Settore e Welfare partecipativo. Metodi e tecniche di amministrazione condivisa” dell’Università degli studi di Pisa, il cui obiettivo è fornire una formazione specifica per lo sviluppo e il consolidamento di capacità giuridiche, organizzative e relazionali utili alla costruzione dei percorsi di welfare partecipativo, capaci di realizzare percorsi di sussidiarietà orizzontale.

La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa organizza poi il Corso di Alta formazione “La riforma del Terzo settore: novità, problemi e percorsi attuativi” (modulo base e modulo avanzato) e la Summer school “Orizzonti del Terzo settore, Le prospettive della riforma”.

Presso l’Alma mater studiorum Università degli studi di Bologna è possibile invece frequentare il Master in “Governance e innovazioni di welfare locale” che mira a far maturare competenze utili alla progettazione e all’implementazione di un sistema di welfare plurale, con particolare attenzione alla valutazione dei suoi impatti sulla comunità.

Lo stesso Ateneo organizza anche il corso di alta formazione “Le organizzazioni del Terzo Settore: profili giuridici, accountability e modelli di partnership con la Pubblica Amministrazione”, che intende fornire conoscenze e competenze di carattere giuridico, aziendale – anche in relazione agli strumenti di accountability – e di economia civile nell’ambito del Terzo settore, e quello in “Management, strategia e finanza d’impatto per l’imprenditorialità sociale e il Terzo settore”. Nel Campus di Forlì è invece attivo il Master in Fundraising per il Non profit e gli Enti Pubblici .

All’Università statale di Milano è invece attivo il Corso di perfezionamento in “Enti del Terzo Settore, Enti non Profit, Cooperative e Imprese Sociali”.

All’Università degli studi di Bergamo è attivo il Corso di perfezionamento in “Management e governance degli enti del Terzo Settore”.

A Nord, si segnalano il master “Gestione delle Imprese Sociali (Gis)” dell’Università degli studi di Trento, che attraverso un approccio multidisciplinare analizza le imprese sociali e offre ai propri corsisti l’opportunità di inserirsi professionalmente nel settore e il percorso di formazione “Accountability e fundraising nel non profit” dell’Università Bocconi – SDA School of Management.

All’Università degli studi di Trieste è possibile frequentare il Master di II livello in “Diritto e Management del Terzo Settore”.

Altre iniziative di interesse

L’interesse scientifico e accademico verso il mondo del Terzo settore non si esaurisce però nell’attivazione e nella fruizione dei corsi sin qui citati.

In diverse realtà locali sono difatti presenti iniziative, forme di collaborazione e associazioni di professionisti precipuamente rivolte all’approfondimento e alla formazione degli operatori del Terzo settore.

Tra queste, l’Università Enti e Imprese Sociali del Terzo Settore – UTS, con sede a Firenze e a Massa, promuove lo sviluppo di competenze professionali in materia.

A Trento ConfiniOnline – nata nel 2004 dalla collaborazione tra diversi professionisti – ha l’obiettivo di fornire aggiornamenti e conoscenze agli operatori e al management degli Ets e della pubblica amministrazione attraverso attività formative, informative e di consulenza.

In Lombardia, oltre l’“Università del Volontariato” nata nel 2012 a Milano e oggi presente in diverse città italiane, “Cattolica per il Terzo Settore” è una struttura di docenti, ricercatori e formatori che opera attraverso una piattaforma multidisciplinare che riunisce diverse professionalità afferenti a differenti facoltà scientifiche e umanistiche, organizzando corsi di specializzazione, master e seminari sul terzo settore.

Una visione d’insieme

Da questa rassegna emerge come l’offerta formativa universitaria – seppur prevalente in taluni settori scientifici e in alcuni territori del Paese – miri oggi a fornire un bagaglio teorico e operativo specialistico e funzionale alla creazione di competenze trasversali per tutti gli operatori del settore, sia per quelli che già ci sono che per chi vuole entrare.

È indubbio che il “mondo” del Terzo settore vive una progressiva e continua evoluzione.

Da qui la necessità di promuoverne la conoscenza più vasta e completa delle sue componenti, delle sue dinamiche, delle sue potenzialità. In questo la formazione universitaria assume sicuramente un ruolo determinante, non soltanto per “formare” lo specialista chi si avvicina per la prima volta al Terzo settore ma anche, e soprattutto, per arricchire di conoscenze chi lo vive, da operatore o fruitore, a cui sono richiesti una informazione e un aggiornamento costante.

Da questa mappatura generale è di certo possibile riconoscere segnali positivi per quanto concerne l’evoluzione dei processi formativi nel non profit, nel senso di una formazione che appare sempre più pervasiva e diffusa all’interno dei centri universitari italiani e rivolta non soltanto ai dirigenti, ma a tutti gli operatori del settore.

L’auspicio è che il rafforzamento e il radicamento del Terzo settore nel tessuto politico, economico e sociale del Paese passi attraverso una più variegata strutturazione, definizione e qualificazione di percorsi formativi universitari in tutto il Paese, così riuscendo a interpretare al meglio le sfide e i nuovi bisogni della società civile tutta e incidere davvero sulla realtà quotidiana della collettività.

 

Al via le candidature per l’edizione 2026 di “Percorsi di Innovazione Sociale”

Sono aperte le iscrizioni all’edizione 2026 di “Percorsi di Innovazione Sociale”, il programma di formazione gratuita rivolto agli Enti del Terzo Settore di tutta Italia, realizzato da Human Foundation grazie al contributo del Fondo Carta Etica UniCredit.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire agli enti selezionati un’opportunità di apprendimento, crescita e rafforzamento delle competenze interne, accompagnandoli nello sviluppo di progettualità capaci di aumentare l’impatto sociale generato nei territori di riferimento.

Chi può partecipare

Il programma è rivolto agli Enti del Terzo Settore senza scopo di lucro che:

  • hanno sede legale e operativa in Italia;
  • sono iscritti al RUNTS;
  • sono costituiti da almeno due anni;
  • hanno approvato almeno due bilanci.

Le organizzazioni partecipanti saranno selezionate da una giuria tecnica.

La formazione, curata dallo staff di Human Foundation e da professionisti specializzati, sarà completamente gratuita e si svolgerà online e in presenza.

Il percorso sarà articolato in diversi moduli formativi, per un totale di 30 ore, che si svolgeranno nel mese di novembre 2026.

L’obiettivo è rafforzare le competenze degli enti e fornire strumenti utili a sviluppare e consolidare progettualità ad alto impatto sociale, favorendo processi di innovazione e crescita organizzativa.

Al termine della fase formativa, fino a 6 organizzazioni saranno selezionate per accedere a una successiva fase di accompagnamento specialistico.

L’attività sarà finalizzata allo sviluppo e al consolidamento delle progettualità emerse durante il percorso formativo, offrendo alle organizzazioni un ulteriore spazio di confronto e di approfondimento con professionisti e competenze specialistiche.

Una comunità di pratica tra Terzo Settore e territori

“Percorsi di Innovazione Sociale” promuove inoltre la costruzione di una comunità di pratica capace di mettere in relazione Enti del Terzo Settore, volontari aziendali e stakeholder del territorio.

Sono previste attività di networking, momenti di confronto e occasioni di condivisione delle progettualità, con l’obiettivo di favorire lo scambio di esperienze, competenze e buone pratiche e rafforzare le relazioni tra gli attori impegnati nello sviluppo sociale dei territori.

Come iscriversi

Le iscrizioni sono aperte fino alle ore 12.00 del 30 settembre 2026.

Il programma è gratuito.

Per consultare il bando, conoscere tutti i requisiti di partecipazione e presentare la candidatura:

Percorsi di Innovazione Sociale 2026 – Human Foundation

SàFF Social Pitch Open Arena 2026 – Visibilità, networking e grant per progetti del Terzo settore

Prima di essere realizzato, ogni progetto deve poter essere immaginato. Prima di trovare una forma, deve trovare uno sguardo capace di raccontarlo. È da questa idea, mutuata dal linguaggio del cinema, che nasce il SàFF Social Pitch Open Arena 2026, il nuovo percorso promosso dal SàFF – Social Action Film Festival di Napoli che porta sul palco del festival progetti di innovazione sociale, mettendoli in dialogo diretto con imprese, fondazioni e investitori interessati a sostenerne la crescita.

L’iniziativa offre l’opportunità agli Enti di Terzo settore di dare visibilità alle proprie progettualità attraverso un pitch dedicato davanti a una platea qualificata di imprese, fondazioni, professionisti del settore e stakeholder dell’innovazione sociale, favorendo occasioni di confronto, networking e sviluppo di nuove collaborazioni.

 Tutte le realtà finaliste riceveranno inoltre la registrazione professionale del proprio pitch, uno strumento concreto da utilizzare per attività di comunicazione, fundraising e ricerca di nuovi partner.

Per i tre progetti vincitori sono previsti:

  • grant fino a 5.000 euro;
  • percorsi di mentoring personalizzato sul fundraising con professionisti ASSIF;
  • attività formative e workshop realizzati con l’Università Federico II;
  • ulteriori opportunità di visibilità e networking attraverso i network UniCredit ed ELIS.

Possono candidarsi Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, Imprese Sociali e Cooperative Sociali, con almeno due anni di attività, un bilancio approvato e sede nel Sud Italia.

La call è aperta a progettualità attive in diversi ambiti, tra cui:

  • inclusione sociale e welfare;
  • giovani, formazione e lavoro;
  • contrasto alla povertà educativa;
  • cultura e rigenerazione territoriale;
  • salute, benessere e sport;
  • inserimento lavorativo ed economia sociale;
  • comunicazione e innovazione sociale.

Ai fini della selezione saranno particolarmente valorizzati i progetti capaci di evidenziare con chiarezza:

  • il bisogno sociale a cui intendono rispondere;
  • l’impatto che intendono generare;
  • gli elementi di innovazione della proposta;
  • le prospettive di sostenibilità e sviluppo nel tempo.

Le candidature dovranno essere presentate entro il 17 settembre 2026 attraverso la piattaforma ELIS One Square 

Per maggiori informazioni scarica:

Bando Volontariato Fondazione Con il Sud: candidature fino al 30 settembre

La partecipazione alla nuova edizione del Bando Volontariato di Fondazione con il Sud resta aperta fino al 30 settembre.

Il bando si rivolge a organizzazioni di volontariato (odv) e associazioni di promozione sociale (aps) di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

L’iniziativa si inserisce nella strategia triennale 2025-2027 della Fondazione con il Sud, il cui principale obiettivo è contrastare lo spopolamento nei piccoli comuni delle aree interne del Mezzogiorno con popolazione residente non superiore a 5000 abitanti, valorizzando il ruolo del volontariato come presidio sociale di prossimità.

C’è ancora qualche giorno di tempo dunque per inviare le candidature per l’iniziativa che mette complessivamente a disposizione 4 milioni di euro.

Il sostegno non è legato alla presentazione di una proposta progettuale, ma intende consolidare e sviluppare le attività ordinarie di volontariato, favorendo anche il coinvolgimento di giovani e donne sia nella base associativa sia negli organi di governance delle organizzazioni.

Le richieste di sostegno dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma Chàiros.

Sul canale YouTube della Fondazione è disponibile il video della presentazione del bando che si è svolta on line lo scorso 21 luglio, con l’illustrazione di tutte le specifiche tecniche e le modalità di partecipazione.

“Nelle aree interne del Sud Italia, caratterizzate da una progressiva desertificazione demografica, il volontariato svolge una funzione essenziale di presidio sociale: mantiene vivi i legami comunitari, contrasta l’isolamento di persone e territori e promuove percorsi concreti di rigenerazione. – ha dichiarato Stefano Consiglio, Presidente della Fondazione con il Sud – Intendiamo sostenere queste organizzazioni che, con notevole capacità di adattamento, ridefiniscono priorità e modalità di intervento in risposta ai bisogni emergenti, sviluppando forme innovative di azione collettiva per rendere i piccoli comuni del Sud luoghi in cui si possa e si voglia continuare a restare e a vivere“.

Avviso Pubblico per la selezione di n. 20 proposte progettuali nell’ambito della “Call for Ideas per la 38ª America’s Cup”

Il Comune di Napoli in collaborazione con con l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. (Invitalia) lancia una Call for Ideas per la 38ª America’s Cup rivolta a 𝘀𝘁𝗮𝗿𝘁𝘂𝗽, 𝘀𝗽𝗶𝗻-𝗼𝗳𝗳 𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗕𝗹𝘂𝗲 𝗘𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝘆 e, in particolare, al mondo della vela e ai settori ad essa collegati, declinati nelle seguenti macro-aree:

  •  innovazione e tutela della tradizione nella cantieristica e nel sailing;
  •  automazione e sostenibilità della logistica portuale;
  • gestione sostenibile dei flussi turistici e contrasto all’overtourism
  • accessibilità, mobilità inclusiva e abbattimento delle barriere per persone con disabilità;
  • tutela, valorizzazione e gestione dei dati relativi alle risorse biologiche del mare;
  • monitoraggio, controllo e mitigazione degli impatti dei cambiamenti climatici sulle coste.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione della 𝗟𝗼𝘂𝗶𝘀 𝗩𝘂𝗶𝘁𝘁𝗼𝗻 𝟯𝟴ª 𝗔𝗺𝗲𝗿𝗶𝗰𝗮’𝘀 𝗖𝘂𝗽, che si terrà a Napoli nella primavera-estate del 2027, e punta a trasformare il grande evento sportivo in un 𝗮𝗰𝗰𝗲𝗹𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗻𝗼𝗽𝗲𝗼.

I progetti selezionati accederanno a un 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗲𝗶 𝗺𝗲𝘀𝗶 all’interno dei laboratori tecnologici del Comune di Napoli presso il Real Albergo dei Poveri e potranno essere presentati all’interno del 𝗥𝗮𝗰𝗲 𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮𝗴𝗲 e delle 𝗙𝗮𝗻 𝗭𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝟯𝟴ª 𝗔𝗺𝗲𝗿𝗶𝗰𝗮’𝘀 𝗖𝘂𝗽.

Le candidature dovranno pervenire entro il 𝟭𝟱 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 esclusivamente a mezzo PEC all’indirizzo: bandi.contributi@pec.comune.napoli.it

Consulta l’avviso e scarica la modulistica…clicca qui

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