17 Feb, 2026 | In evidenza
Nell’anno della piena operatività del nuovo regime fiscale per gli enti del Terzo settore, le Scuole di Alta Formazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili lanciano un corso di formazione nazionale dedicato al ruolo del commercialista come consulente specializzato degli enti del Terzo settore (Ets). L’iniziativa promossa da Saf Emilia-Romagna in collaborazione con le Saf Tre Venezie, Lombardia, Piemonte Valle D’Aosta, Tosco Ligure e Sicilia prevede un percorso strutturato, avanzato e interamente online, pensato per rispondere alla crescente domanda di competenze qualificate in un ambito in continua evoluzione normativa e gestionale.
Un percorso pensato per i professionisti del futuro
Il corso, rivolto ai commercialisti che desiderano consolidare o sviluppare una competenza specialistica nel Terzo settore, offre 21 lezioni per un totale di 80 ore, distribuite da febbraio a ottobre 2026. Come si legge nel documento ufficiale, il programma “fornisce una formazione avanzata, sistematica e aggiornata sulla disciplina degli Enti del Terzo settore, con un approccio integrato che coniuga profili normativi, fiscali, civilistici, contabili e gestionali”.
La formula online in diretta e in differita permette di conciliare studio e attività professionale, garantendo massima flessibilità e continuità di apprendimento.
Un approccio operativo, ricco di casi pratici
Uno dei punti di forza del percorso è la forte impronta applicativa, con ampio spazio dedicato all’analisi di casi pratici e quesiti operativi. Prevista durante gli incontri la presenza costante di un tutor.
Il coordinamento scientifico è affidato professionisti con pluriennale esperienza professionale, tra cui Filippo Dami, Matteo Pozzoli, Enrico Savio, Gabriele Sepio e Thomas Tassani. Accanto a loro, oltre trenta docenti tra professori universitari, commercialisti, avvocati ed esperti del Terzo settore garantiscono un livello formativo di assoluta qualità.
Crediti formativi e attestato finale
La partecipazione al corso consente di maturare crediti FPC e crediti validi per i Revisori legali. Al termine del percorso, i partecipanti riceveranno l’attestato ufficiale rilasciato dal CNDCEC.
Per iscrizioni visitare questo link.
16 Feb, 2026 | In evidenza
C’è un momento preciso in cui la solidarietà smette di essere solo un gesto individuale e diventa sistema. È il momento in cui due reti si incontrano, si riconoscono e scelgono di camminare insieme. Oggi, a Roma, quel momento ha preso forma con la firma del Protocollo d’Intesa tra FIDAS – Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue e CSVnet, l’associazione nazionale dei Centri di servizio per il volontariato (Csv). Un accordo che non è soltanto istituzionale, ma profondamente culturale: un’alleanza tra chi, ogni giorno, promuove il dono del sangue come atto di responsabilità collettiva e chi sostiene e rafforza migliaia di organizzazioni di volontariato in tutta Italia. Un protocollo che sancisce un’alleanza strategica per il volontariato italiano e nasce in un contesto in cui molte realtà affiliate FIDAS sono già parte attiva dei CSV territoriali: un intreccio virtuoso che oggi trova un riconoscimento formale e una cornice condivisa da obiettivi comuni.
L’intesa, con durata triennale fino al 31 dicembre 2028, punta a: promuovere e sostenere i valori del volontariato e della cittadinanza attiva e solidale; incentivare la partecipazione di cittadini ed enti a progetti territoriali; sviluppare iniziative formative, di ricerca e aggiornamento; favorire il dialogo tra Enti del Terzo Settore ed enti pubblici; sostenere il ricambio generazionale nelle organizzazioni; creare sinergie e sistemi territoriali che valorizzino esperienze e buone pratiche. Il Protocollo prevede anche l’istituzione di una cabina di regia congiunta e di un gruppo di lavoro che, con cadenza almeno annuale, definirà linee di indirizzo e azioni operative comuni, oltre alla possibilità di sviluppare progettazioni condivise e partecipazioni coordinate a bandi.
Dopo la firma Giovanni Musso, Presidente nazionale FIDAS, ha dichiarato: “La donazione di sangue è uno dei gesti più alti di responsabilità civile. Con questo Protocollo rafforziamo il nostro impegno nel promuovere una cultura del dono che non si esaurisce nel momento della donazione, ma diventa educazione alla salute, cittadinanza attiva e partecipazione consapevole. L’alleanza con CSVnet ci permette di fare rete in modo ancora più efficace, valorizzando il lavoro quotidiano delle nostre federate sui territori e costruendo insieme percorsi di crescita per tutto il volontariato italiano”.
Per Chiara Tommasini, Presidente di CSVnet: “Questo accordo rappresenta un passo importante verso un modello di collaborazione sempre più integrato tra reti nazionali. I CSV sono al fianco degli Enti del Terzo Settore per sostenerne sviluppo, competenze e capacità di incidere nelle comunità. Lavorare insieme a FIDAS significa rafforzare un volontariato che sa prendersi cura delle persone e del bene comune, promuovendo partecipazione, innovazione sociale e ricambio generazionale”.
In un tempo in cui le fragilità sociali e sanitarie richiedono risposte integrate, l’accordo tra FIDAS e CSVnet rappresenta un passo concreto verso un modello di collaborazione strutturata tra reti nazionali, capace di rafforzare l’impatto del volontariato sui territori e generare valore. Non si tratta solo di coordinare delle attività, ma di costruire un ecosistema in cui il dono del sangue, la promozione della salute, la formazione, la partecipazione civica e il sostegno agli Enti del Terzo Settore si alimentino reciprocamente. Perché il volontariato non è la somma di singoli gesti generosi: è una comunità organizzata che sceglie di prendersi cura del bene comune. Con questa firma, FIDAS e CSVnet rinnovano e rafforzano un impegno condiviso: fare della solidarietà una responsabilità collettiva e del volontariato una leva strategica per lo sviluppo sociale del Paese.
16 Feb, 2026 | In evidenza
Il CSV Irpinia Sannio ETS nell’ambito della sua proposta formativa organizza la VII edizione del corso per la somministrazione di cibi e bevande al fine di conoscerne la normativa. Il corso è promosso dal CSV di Avellino-Benevento con il coinvolgimento dei CSV di Caserta, Napoli, Salerno ed è aperto a tutti i volontari degli Ets.
Premessa:
Chiunque gestisce un’associazione, o comunque un Ente del Terzo Settore, è posto costantemente dinanzi alla necessità di implementare i servizi a disposizione dei propri soci. Una tra le possibilità è quella di somministrare alimenti e bevande all’interno dei locali dove vengono svolte le attività.
E’ necessario, pertanto, tenere conto che per poterlo fare sono necessarie una serie di azioni.
Obiettivi formativi:
Conseguire l’abilitazione necessaria per la somministrazione di alimenti e bevande in ambito associativo: varie iniziative ed eventi di carattere occasionale
Contenuti
- Evoluzione della normativa in tema di somministrazione di alimenti e bevande: REC, acronimo e Registro Esercenti il commercio, introdotto dalla legge 287/91 e successivamente soppresso dall’articolo 3 del D.L. 223/2006, convertito con L. 248/2006 (G.U. n. 186 dell’11/8/2006).
- SAB – Somministrazione di Alimenti e Bevande per essere abilitati al commercio di prodotto alimentari.
- Le disposizioni di legge riguardanti la salute, la sicurezza e l’informazione del consumatore.
- Manipolazione, trasformazione e conservazione degli alimenti
Date:
Il corso di formazione, di 8 ore (escluso il test finale), si svolgerà esclusivamente nella modalità online asincrona. I corsisti saranno contattati direttamente dall’ Ente formativo e riceveranno delle credenziali di accesso alla piattaforma. Nel periodo compreso tra il 9 ed il 15 marzo 2026 potranno seguire e sostenere l’esame finale esclusivamente on line. Scaduto tale termine dovranno rifare il corso di formazione
Prima dell’inizio del corso è previsto, per lunedì 9 marzo alle ore 15.00, un breve incontro online con i rappresentanti del CSV Irpinia Sannio ETS ed i referenti dell’ente formativo durante il quale saranno presentate le modalità di partecipazione. Le credenziali di accesso alla piattaforma saranno comunicate, successivamente all’iscrizione, ad ogni partecipante.
Docenza
Il corso sarà tenuto dalla Cooperativa Sociale La Girella
Attestato di partecipazione e materiale didattico
Al termine del percorso formativo è previsto il rilascio di un attestato finale formazione alimentaristi (ex libretto sanitario) successivamente al superamento del test finale.
Iscrizioni
Il corso di formazione prevede una compartecipazione di € 20,00 per ogni iscritto, da versare sul conto corrente bancario intestato a CSV Irpinia Sannio ETS codice IBAN: IT67G0503415000000000008476 – causale Contributo quota di compartecipazione corso “nome corso” solo alla conferma, da parte del CSV, dell’avvenuta iscrizione. (In caso di assenza il CSV non restituirà l’importo della quota prevista).
I volontari potranno iscriversi entro il 27 febbraio 2026 compilando la scheda allegata che dovrà essere inviata a info@cesvolab.it entro e non oltre le ore 18.00.
Per completare l’iscrizione è necessario che il Presidente dell’ETS chieda la partecipazione al corso dei propri volontari (indicare nome e cognome di ciascun partecipante) inviando email al seguente indirizzo email info@cesvolab.it .
Per ulteriori informazioni è possibile contattare la segreteria tel. 0825 786108.
LA SCHEDA DI ISCRIZIONE DOVRA’ ESSERE COMPILATA DIGITALMENTE ED IN OGNI SUA PARTE, LE DOMANDE INCOMPLETE NON SARANNO TENUTE IN CONSIDERAZIONE.
SCARICA LA SCHEDA DI ISCRIZIONE CLICCANDO QUI
11 Feb, 2026 | Bandi e opportunità, In evidenza
Torna con la seconda edizione “Benvenuti a casa”, il bando promosso dalla Fondazione con il Sud per sostenere progetti sperimentali che contrastino la povertà abitativa nelle regioni del Sud Italia, proposti dalle organizzazioni di Terzo Settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia Sardegna e Sicilia. L’iniziativa mette a disposizione complessivamente 5 milioni di euro e sarà possibile presentare le proposte progettuali fino al 28 maggio 2026.
Mercoledì 25 marzo alle ore 10 sarà trasmessa online la presentazione tecnica del bando. Per partecipare è necessario iscriversi compilando il seguente Google form entro lunedì 23 marzo https://forms.gle/abqf8raPAr6HpRem9
Saranno sostenuti progetti in grado di promuovere modalità abitative inclusive e sostenibili, incrementando l’offerta abitativa esistente attraverso l’individuazione di nuovi alloggi integrati nel tessuto urbano e sociale. In questo modo sarà anche possibile valorizzare il patrimonio immobiliare, pubblico o privato, inutilizzato o sottoutilizzato, contribuendo alla rigenerazione dei territori in un’ottica di sostenibilità ambientale.
I progetti dovranno inoltre promuovere percorsi individualizzati per accompagnare le persone nell’uscita dalla marginalità e per rafforzare le capacità di vita indipendente e di autonomia, anche economica, favorendo al contempo relazioni sociali e interpersonali positive. Sarà, inoltre, fondamentale, promuovere comunità più inclusive e sensibili al tema del disagio abitativo in cui relazioni di prossimità, reti di vicinato, volontariato e mutuo aiuto favoriscano l’integrazione delle persone, contribuendo al superamento dei pregiudizi che spesso interessano i proprietari di immobili.
Il bando si articola in due distinte fasi: la prima finalizzata alla selezione delle proposte con maggiore potenziale impatto sul territorio di intervento; una successiva seconda fase di progettazione esecutiva, volta ad arricchire e rendere la proposta pienamente coerente con gli obiettivi del bando.
Le partnership progettuali dovranno essere composte, oltre che dal soggetto responsabile, da almeno altre 2 organizzazioni, di cui 1 appartenente al mondo del terzo settore.
Nei progetti potranno essere coinvolti altri enti del terzo settore, istituzioni (comuni, regioni, aziende territoriali per l’edilizia residenziale, agenzie sociali per la casa, centri per l’impiego, etc.), imprese, enti religiosi, agenzie immobiliari, amministratori di sostegno, favorendo la collaborazione con enti proprietari di immobili per aumentare la disponibilità di alloggi disponibili.
Le proposte dovranno essere inviate esclusivamente on line, entro il 28 maggio 2026 attraverso il portale Chàiros
SCARICA IL BANDO
10 Feb, 2026 | In evidenza
Riproponiamo l’articolo di Daniele Erler per Cantiere Terzo Settore relativo al primo elenco degli enti iscritti al 5 per mille 2026 pubblicato dopo la chiusura dell’Anagrafe dell’Agenzia delle entrate
L’Agenzia delle entrate ha pubblicato il nuovo elenco permanente degli enti iscritti al 5 per mille 2026 contenente gli enti accreditati come Onlus al 31 dicembre 2025. Si tratta di un passaggio particolarmente rilevante perché coincide con la soppressione, dal 1° gennaio 2026, della relativa Anagrafe come previsto dalla riforma del Terzo settore.
Chi è incluso nell’elenco permanente 2026
L’elenco, che riprende di fatto quello pubblicato lo scorso 18 dicembre (dal quale sono stati rimossi solamente gli enti che dall’anagrafe tributaria risultano estinti o in liquidazione) racchiude gli enti accreditati al contributo del 5 per mille come Onlus per l’anno finanziario 2025, ricomprendendo sia quelli accreditati nei precedenti esercizi che quelli iscritti per la prima volta nel corso del 2025.
L’elenco (nei due differenti formati “pdf” e “csv”) è disponibile nella specifica sezione del sito dell’Agenzia delle entrate.
Per un ulteriore approfondimento si rinvia alla lettura dell’articolo “Oltre 9.000 Onlus ammesse al 5 per mille 2025”.
L’iscrizione al Runts entro il 31 marzo 2026 per non perdere l’accesso al 5 per mille 2026
Con la soppressione dell’Anagrafe delle Onlus, dal 2026 il diritto a partecipare al riparto del 5 per mille non può più basarsi sul precedente regime.
Tutti gli enti inseriti nell’elenco permanente 2026 qui richiamato, qualora vogliano continuare a fruire del 5 per mille senza soluzione di continuità rispetto al precedente accreditamento, dovranno:
- presentare domanda di iscrizione al registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) entro il 31 marzo 2026, se non lo si è già fatto, avendo cura di compilare anche i campi relativi al 5 per mille e inserendo il proprio Iban;
- risultare effettivamente iscritti al Runts entro il 31 dicembre 2026.
L’importanza per una ex Onlus di presentare istanza di iscrizione al Runts entro il 31 marzo 2026
È quindi di assoluta importanza per un ente che fino al 31 dicembre 2025 era iscritto all’Anagrafe unica delle Onlus, presentare istanza di iscrizione al Runts entro e non oltre il 31 marzo prossimo: questo sia ai fini di non dover devolvere l’incremento patrimoniale realizzato nel periodo in cui l’organizzazione è stata in possesso della qualifica di Onlus, sia per mantenere l’iscrizione al 5 per mille 2026.
Le modalità per iscriversi al Runts si possono rinvenire sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e consultando la specifica Guida sul sito di Cantiere Terzo settore.
Per un supporto e un accompagnamento consulenziale per l’iscrizione nel registro unico, si consiglia di chiedere assistenza al Centro di servizio per il volontariato (Csv) o al Forum terzo settore di riferimento.
Per sapere di più sul passaggio da Onlus a ente del Terzo settore:
10 Feb, 2026 | In evidenza
Riproponiamo l’articolo di Lara Esposito per Cantiere Terzo Settore relativo ad una panoramica dei principali adempimenti per continuare a mantenere l’iscrizione al RUNTS
Dopo una prima fase di rodaggio, il registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) è ormai da tempo pienamente operativo. La sua piena funzionalità non riguarda solo gli aspetti prettamente tecnici, ma anche e soprattutto quelli relativi alle sue funzioni principali: diventare presidio di trasparenza e corretta gestione degli adempimenti previsti dalla riforma del Terzo settore.
Negli ultimi mesi, diversi casi di cancellazioni “massive” di enti iscritti al Runts hanno riportato all’attenzione l’importanza di effettuare in modo corretto gli adempimenti previsti dalla normativa per gli enti iscritti e, soprattutto, la necessità di mantenere attivi e aggiornati i canali di comunicazione con gli Uffici, in particolare la pec.
Il nuovo sistema di controlli sugli enti del Terzo settore (Ets), il cui avvio non ha ancora una data certa, renderà ancora più importante assicurare che ogni ente rispetti gli adempimenti previsti dalla normativa e risponda tempestivamente alle comunicazioni ufficiali.
Essere iscritti al Runts non è solo un’opportunità: è anche un impegno di trasparenza, correttezza e responsabilità verso la comunità.
Perché si rischia la cancellazione: il problema della mancata comunicazione
Il tema della comunicazione tra Uffici Runts e organizzazioni acquisisce un’importanza strategica per evitare di arrivare anche alla cancellazione che – lo ricordiamo – comporta, tra le altre cose, la devoluzione dell’incremento del patrimonio realizzato dopo l’iscrizione al Runts (o ai precedenti registri Odv, Aps o Onlus), la perdita delle agevolazioni fiscali, dell’accesso a bandi, finanziamenti e al 5 per mille.
Il ruolo centrale della pec
La pec è il fondamentale canale esclusivo di dialogo formale tra Uffici Runts ed enti ed occorre che sia attiva e consultata frequentemente. Il rischio, infatti, è quello:
- di avere la pec ma di non leggerla,
- oppure di avere la pec scaduta, piena (e quindi impossibilitata a ricevere nuove comunicazioni), o di aver segnalato in piattaforma un indirizzo errato o inattivo, col risultato di non ricevere nessuna comunicazione.
Se l’ente non risponde entro i termini previsti gli Uffici Runts, dopo una necessaria diffida ad adempiere, e ulteriore silenzio da parte dell’ente, dovranno avviare il procedimento di cancellazione.
Ogni Ets dovrebbe quindi verificare che:
- la pec sia attiva (e riferita all’ente e non a persona fisica)
- la casella non sia piena
- l’indirizzo registrato nel Runts sia corretto
- la casella sia monitorata con regolarità, (si consiglia almeno una volta alla settimana).
Un utile consiglio: alcuni fornitori di servizi pec consentono di reindirizzare la pec in automatico a un indirizzo mail maggiormente presidiato in modo da non perdere nessuna comunicazione importante.
I principali adempimenti per rimanere iscritti al Runts
In attesa di ulteriori indicazioni specifiche in vista dell’avvio del sistema dei controlli, ecco una breve panoramica degli obblighi previsti per gli enti del Terzo settore.
Il deposito del bilancio
Tutti gli anni entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio gli enti del Terzo settore devono presentare tramite la piattaforma del Runts:
- il bilancio di esercizio secondo i modelli ministeriali (DM 5/3/2020)
- eventuali rendiconti e relazioni delle raccolte pubbliche occasionali di fondi
- il bilancio sociale, se dovuto per livello di entrate (superiori ad 1 milione di euro).
Aggiornamento dei dati per organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale
Se l’ente è un’organizzazione di volontariato (Odv) o un’associazione di promozione sociale (Aps), entro il 30 giugno deve comunicare le eventuali variazioni attraverso la apposita istanza aggiornando:
- il numero di soci, volontari e dipendenti
- i dati degli enti associati alla rete o se ente di secondo livello (se presenti)
Comunicare al Runts tutte le variazioni entro 30 giorni dalla avvenuta modifica
Affinché il Runts sia uno spazio affidabile e aggiornato, la norma impone agli enti di comunicare tempestivamente in piattaforma tutte le significative variazioni e modifiche nella vita associativa dell’organizzazione stessa tramite apposita “Istanza di variazione”.
Tra queste:
- rinnovo delle cariche sociali (presidente, consiglio direttivo, legale rappresentante)
- nomina o cessazione dell’organo di controllo o del revisore
- modifiche statutarie, con statuto registrato all’Agenzia delle entrate
- cambio di denominazione
- variazioni di sede legale, anche con impatto statutario
- apertura o chiusura di sedi secondarie o partita Iva
- modifica delle attività di interesse generale effettivamente esercitate
- inserimento o modifica delle attività diverse
Ulteriore comunicazione è quella relativa alla perdita della qualifica fiscale di ente non commerciale, la quale deve essere comunicata entro 30 giorni dalla chiusura del periodo di imposta nel quale si è verificata.
Si consiglia di concentrare in un’unica pratica di “Variazione dati” tutte le informazioni da aggiornare in quanto gli uffici del Runts ne processano una alla volta (e quindi non è possibile presentare una nuova seconda istanza se la prima è ancora aperta).
Alcune situazioni a rischio cancellazione
Ci sono alcuni casi in cui la perdita dei requisiti comporta conseguenze rilevanti.
Tra questi, la diminuzione del numero minimo di associati, che:
- per le Odv, deve essere di almeno di 7 persone fisiche o 3 Odv;
- per le Aps, deve essere almeno di 7 persone fisiche o 3 Aps.
Nel caso in cui il numero di associati si riduca al di sotto dei limiti menzionati, gli stessi enti devono aggiornare l’informazione al Runts entro 30 giorni dal verificarsi di tale riduzione e devono reintegrare il numero minimo entro un anno, pena la cancellazione dal registro unico (che può essere evitata chiedendo l’iscrizione in un’altra sezione del Runts).
Per un quadro completo degli adempimenti da rispettare nel Runts consulta la sezione:
Cosa e quando comunicare al registro unico nazionale del Terzo settore