Riforma della Giustizia. Appello di Legambiente, Libera, WWF e Greenpeace al Governo Draghi: “Nessuna scadenza per il disastro ambientale”

“La storia del nostro Paese è segnata da disastri ambientali che soltanto dopo l’introduzione nel Codice penale del delitto 452 quater sono oggi al centro di processi come quello sull’ex Ilva o sulla discarica Resit in Campania, che consentono alle popolazioni colpite di avere fiducia nella giustizia. O ancora, di tanti procedimenti ambientali aperti, a partire da quello sui Pfas in Veneto, ritrovati nel sangue dei bambini che vivono in quei territori. Per queste ragioni e per la complessità delle inchieste necessarie ad accertare la verità, chiediamo al governo Draghi e alle forze politiche che lo sostengono di inserire il disastro ambientale tra i reati per cui non sono previsti termini che ne determinino l’improcedibilità. Sarebbe una scelta di civiltà, fatta con la consapevolezza che ad essere in gioco sono l’ambiente in cui viviamo, la salute delle persone e la credibilità stessa della giustizia”.

Questo l’appello lanciato oggi da Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, Donatella Bianchi, presidente del WWF e Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, al Governo Draghi e alla guardasigilli Marta Cartabia, a poche ore dall’intesa raggiunta in Consiglio dei ministri sulla tanto discussa riforma della Giustizia che domenica 1° agosto approderà in aula alla Camera.

All’appello sull’assoluta necessità di includere (alla pari dei reati per mafia, terrorismo, violenza sessuale e traffico di stupefacenti) il disastro ambientale tra quelli per cui non scatta la mannaia dell’improcedibilità, è possibile aderire scrivendo alla mail segreteria@legambiente.it.

Raccolta fondi, amministrazione condivisa e formazione, le novità dal Consiglio nazionale Terzo settore

Riproponiamo l’articolo di Lara Esposito per Cantiere Terzo Settore relativo alle novità introdotte dal Consiglio Nazionale del Terzo settore.

Il Consiglio nazionale del Terzo settore ha dato il suo via libera ieri 29 luglio alle bozze di due importanti provvedimenti attuativi della riforma: uno che disciplina il tema della raccolta fondi e l’altro che stabilisce i criteri per il coinvolgimento dei lavoratori e degli utenti nelle attività dell’impresa sociale.

Due provvedimenti fondamentali per sbloccare ulteriori tasselli per la completa attuazione della riforma. In merito alle linee guida sulla raccolta fondi, c’è da segnalare la scelta di fondo che ha caratterizzato la sua stesura: come si legge nella bozza, il tema viene trattato sotto il profilo sostanziale, mentre su quello fiscale sarà l’amministrazione finanziaria competente – e quindi l’Agenzia delle entrate – a intervenire con specifici documenti di prassi, circolari e atti di indirizzo. Le indicazioni fornite dalle linee guida sono finalizzate a orientare l’attività di raccolta fondi coerentemente con i principi di verità, trasparenza e correttezza, debitamente esplicitati. La bozza contiene anche un quadro di massima, anche se non esaustivo né cogente, delle diverse tecniche attraverso le quali procedere alla raccolta fondi.

In merito linee guida per l’individuazione delle modalità di coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri soggetti direttamente interessati alle attività dell’impresa sociale, è utile segnalare che la bozza interviene disciplinando le modalità di informazione e consultazione e dedica una sezione apposita al tema della tutela dei diritti.

Nella seduta di giovedì 29 luglio si è avviata, inoltre, la riflessione sui concetti di “interesse sociale” e di “particolare interesse sociale” previsti all’articolo 5 del codice del Terzo settore.

Per l’occasione il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando ha ripercorso in breve le tappe fondamentali del cammino appena avviato, citando in particolare il decreto ministeriale del 31 marzo, riguardante le Linee guida sui rapporti collaborativi tra pubblica amministrazione ed enti del Terzo settore, il regolamento del 19 maggio sulle attività diverse e il decreto interministeriale (di concerto con il MISE) del 24 giugno 2021, relativo ai criteri di computo dei ricavi dell’impresa sociale. L’ultima convocazione, infatti, risale al 16 ottobre del 2020, e quello di ieri è il primo incontro presieduto dall’attuale ministro che ha ribadito la grande attenzione del suo mandato al Terzo settore. Basti pensare che lo stesso Orlando ha scelto di seguire personalmente questo percorso tenendo per sé la delega al tema.

Annunciato, inoltre, un percorso formativo rivolto a funzionari pubblici, nel quale saranno coinvolti anche i quadri degli Enti del Terzo Settore, finalizzato al consolidamento su tutto il territorio nazionale della conoscenza degli strumenti collaborativi previsti nel codice del Terzo Settore (artt. 55-56-57). Il tema è quello degli istituti collaborativi e sarà realizzato dopo la pausa estiva dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con Anci, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani

Insediato con una compagine rinnovata e con un maggiore coinvolgimento dei rappresentanti delle reti associative che passano dai 42 della precedente consiliatura, agli attuali 50, il Consiglio conta la presenza anche di CSVnet, l’associazione nazionale dei centri di servizio per il volontariato, la cui rappresentante effettiva è la presidente Chiara Tommasini, e del Forum nazionale del Terzo settore, con la sua portavoce Claudia Fiaschi, riconfermata vicepresidente del Consiglio nazionale stesso.

Chiusura estiva di CSV Napoli

Informiamo i nostri utenti che gli uffici di CSV Napoli resteranno chiusi al pubblico per la pausa estiva dal 13 al 20 agosto 2021.

Le attività riprenderanno regolarmente lunedì 23 agosto.

Buone vacanze a tutti.

Assemblee online e voto elettronico, proroga anche per il non profit

Riproponiamo l’articolo di Chiara Meoli per Cantiere Terzo settore relativo alla proroga per le Assemblee online e voto elettronico per il non profit

Sono prorogati al 31 dicembre 2021 i termini per lo svolgimento delle assemblee online e l’uso del voto elettronico anche per gli enti non profit. È una delle novità di interesse per il Terzo settore contenute nel decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105 recentemente approvato.

Il decreto proroga fino al 31 dicembre 2021 lo stato di emergenza nazionale in considerazione del rischio sanitario connesso al protrarsi della diffusione degli agenti virali da Covid-19, disciplinando, in particolare, le modalità di utilizzo del certificato verde (cosiddetto green pass), stabilendo nuovi criteri per l’attribuzione dei “colori” alle Regioni e prorogando i termini di diverse disposizioni di legge correlati all’emergenza epidemiologica.

Ci sono indicazioni che interessano anche il Terzo settore e il non profit.

Qui di seguito quelle di maggior rilievo.

Proroga termini assemblee e voti online

Sono prorogati al 31 dicembre 2021 (data di cessazione dello stato di emergenza) i termini previsti dall’art. 73 e dall’art. 106, comma 7 dl n. 18/2020 (art. 6 che rinvia ai punti 2 e 7 dell’Allegato A).

In particolare, gli enti pubblici nazionali, le associazioni private anche non riconosciute e le fondazioni possono svolgere, fino al 31 dicembre 2021, riunioni online degli organi collegiali, anche se non precedentemente regolamentate, previa individuazione dei sistemi che consentano di identificare con certezza i partecipanti (come previsto dall’art. 73 dl n. 18/2020).

Analogamente, è prorogato allo stesso termine finale del 31 dicembre 2021 il termine stabilito dall’art. 106, comma 7 dl n. 18/2020 sullo svolgimento delle assemblee online e l’uso degli strumenti di partecipazione, anche se non previste nello statuto, delle società, imprese private, associazioni e fondazioni. Nello specifico, per tali soggetti è prorogato lo svolgimento, anche in via esclusiva, delle assemblee mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l’identificazione dei partecipanti e la loro partecipazione, unitamente all’esercizio del diritto di voto in via elettronica o per corrispondenza e all’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione.

Si rammenti che la possibilità di svolgere le assemblee con modalità da remoto è stata già prevista e prorogata dal dl n. 183/2020 e dal dl n. 44/2021 che hanno esteso al 31 luglio 2021 la possibilità per associazioni e fondazioni (comprese organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e Onlus) di svolgere l’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione, oltre che di utilizzare (fra gli altri) gli strumenti del voto elettronico o per corrispondenza.

Per quali attività è richiesto il green pass

Dal 6 agosto 2021 saranno richiesti (art. 3)

  • la certificazione verde Covid-19 (green pass), comprovante l’inoculamento almeno della prima dose vaccinale Sars-CoV-2 (validità 9 mesi) o la guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 (validità 6 mesi) oppure
  • l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2 (con validità 48 ore)

Per poter svolgere o accedere alle seguenti attività o ambiti:

  • servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso;
  • spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi;
  • musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
  • piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
  • sagre e fiere, convegni e congressi;
  • centri termali, parchi tematici e di divertimento;
  • centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione;
  • attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
  • concorsi pubblici.

I titolari o i gestori dei servizi e delle attività autorizzati, previa esibizione del green pass, sono tenuti a verificare che l’accesso a questi servizi e attività avvenga nel rispetto delle prescrizioni.

In caso di violazione può essere elevata una sanzione pecuniaria da 400 a 1000 euro sia a carico dell’esercente sia dell’utente.

Qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni.

Spettacoli culturali

In zona bianca e in zona gialla gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali o spazi anche all’aperto sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale, e l’accesso è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19.

In particolare:

  • in zona bianca, la capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata all’aperto e al 25 per cento al chiuso nel caso di eventi con un numero di spettatori superiore rispettivamente a 5.000 all’aperto e 2.500 al chiuso;
  • in zona gialla la capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 2.500 per gli spettacoli all’aperto e a 1.000 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.

Sarà comunque obbligatorio svolgere le attività nel rispetto di linee guida adottate.

Eventi sportivi

Novità anche in merito alla partecipazione del pubblico sia agli eventi e alle competizioni di livello agonistico riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano e del Comitato italiano paraolimpico, riguardanti gli sport individuali e di squadraorganizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali sia agli eventi e le competizioni sportivi diversi da quelli citati.

Si applicano, in particolare, le seguenti prescrizioni:

  • in zona bianca, la capienza consentita non può essere superiore 50 per cento di quella massima autorizzata all’aperto e al 25 per cento al chiuso;
  • in zona gialla la capienza consentita non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 2.500 per gli impianti all’aperto e a 1.000 per gli impianti al chiuso.

Le attività devono svolgersi sempre nel rispetto delle linee guida adottate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana, sulla base di criteri definiti dal Comitato tecnico-scientifico

Proroga misure in materia di disabilità

L’art. 9 interviene in materia di disabilità, prevedendo che, fino al 31 ottobre 2021, i lavoratori fragili (lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, inclusi i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’art. 3, c. 3, della L. 104/1992) svolgano di norma la prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto.

Sostegno alle attività economiche chiuse

Prevista una quota pari a 20 milioni di euro (art. 11) del Fondo per il sostegno delle attività economiche chiuse è destinata in via prioritaria alle attività che alla data del 23 luglio 2021 risultano chiuse in conseguenza delle misure di prevenzione adottate ai sensi degli articoli 1 e 2 dl n. 19/2021.

L’organizzazione degli eventi in sicurezza: CSV Napoli lancia un nuovo corso di formazione

Le norme sulla sicurezza nei luoghi pubblici in caso di eventi sono diventate ormai molto stringenti e sono alla base dell’organizzazione di ogni manifestazione. Questo incide sull’operato delle associazioni che fanno di incontri, spettacoli e altri tipi di iniziative pubbliche una parte fondamentale della loro attività. Per consentire agli enti del Terzo Settore, e a tutti coloro che sono interessati a promuovere e organizzare eventi, di apprendere le novità introdotte negli ultimi anni, CSV Napoli realizza, in collaborazione con Stea Consulting, uno specifico progetto di informazione e formazione rivolto sia ai responsabili/quadri delle associazioni di volontariato che ai volontari che gestiscono operativamente gli eventi.

Tre i moduli proposti:

1. Organizzazione di eventi e manifestazioni (16 ore);
30 partecipanti previsti.
L’obiettivo del percorso formativo è quello di fornire ai responsabili delle associazioni indicazioni sulle modalità di organizzazione di eventi e manifestazioni. Il percorso di formazione prevede una prova finale. Gli incontri si terranno i giovedì dalle 14:00 alle 18:00 – il 16, 23, 30 settembre e 7 ottobre 2021.
Le iscrizioni a questo modulo sono aperte fino al 7 settembre 2021. Clicca qui per iscriverti.

2. L’addetto safety e security negli eventi e manifestazioni (8 ore);
30 partecipanti previsti.
Intendiamo formare gli operatori della sicurezza durante lo svolgimento degli eventi o manifestazioni sia organizzate dalla propria associazione che da altre organizzazioni che richiedono le specifiche competenze per le fasi di instradamento e monitoraggio dell’evento e la assistenza all’esodo in caso di emergenza. È prevista una prova finale.
Gli incontri si terranno i giovedì dalle 14:00 alle 18:00 – 21 e 28 ottobre 2021.
Le iscrizioni a questo modulo sono aperte fino all’ 11 ottobre 2021. Clicca qui per iscriverti.

3. La gestione degli alimenti negli eventi e manifestazioni (24 ore).
20 partecipanti previsti
Negli eventi e manifestazioni un particolare rilevo assume la gestione degli alimenti quando questi vengono prodotti e distribuiti al pubblico. I percorsi formativi predisposti hanno quali destinatari e durata:
– i Responsabili di industrie alimentari (è la figura ad esempio dell’organizzatore della manifestazione) la cui durata è di 12 ore;
– gli addetti di livello di rischio 1 (è la figura ad esempio del cameriere o di colui che distribuisce i pasti) la cui durata è di 4 ore;
– gli addetti di livello di rischio 2 (è la figura ad esempio del cuoco quando non coincide con il responsabile dell’industria alimentare) la cui durata è di 8 ore.
I singoli percorsi prevedono al termine oltre a delle verifiche interne anche una verifica finale dell’apprendimento da parte di una commissione costituita da funzionari dell’ASL che si terrà in presenza.
Gli incontri si terranno i giovedì dalle 14:00 alle 18:00  – 11, 18, 25 novembre, 02, 09, 16 dicembre 2021.
Le iscrizioni a questo modulo sono aperte fino all’ 1 novembre 2021. Clicca qui per iscriverti.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
Per partecipare è necessario iscriversi ad ogni singolo modulo formativo. Gli incontri sono gratuiti e si svolgeranno on line. Sono ammesse assenze per massimo il 10% del monte ore di ogni corso. Le richieste, ricevute secondo l’ordine cronologico, saranno accettate sino ad esaurimento della disponibilità di posti.
Le attività sono rivolte ai volontari degli ETS della città metropolitana di Napoli. Ogni singolo corso sarà attivato a partire da un minimo di 15 iscritti.

Per maggiori informazioni scarica la locandina.

Tratta e sfruttamento minorile: Save the Children diffonde l’XI edizione del rapporto “Piccoli Schiavi Invisibili

Più di una vittima di tratta su 3 nel mondo risulta essere minorenne e prevalentemente di genere femminile. Numeri che rappresentano il 34% del totale e che, riguardando solo i casi giudiziari accertati, lasciano credere che sia in realtà un fenomeno ben più vasto.

Tra le regioni del mondo il numero più alto di casi accertati con vittime minorenni è l’Europa occidentale e meridionale per un totale di 4.168 vittime in maggioranza maschi (il 59%).

In vista della Giornata Internazionale Contro la Tratta di Esseri Umani, celebrata il 30 luglio di ogni anno, Save the Children diffonde l’XI edizione del rapporto “Piccoli Schiavi Invisibili – Fuori dall’ombra: le vite sospese dei figli delle vittime di sfruttamento”.  

Il rapporto analizza le condizioni di bambine, bambini, adolescenti e giovani vittime o potenziali vittime di tratta e sfruttamento nel nostro Paese, anche alla luce dell’impatto della pandemia che le rende ancora più vulnerabili. Emerge in questo approfondimento anche il dramma dei minori figli delle donne vittime, nati e cresciuti in un contesto di isolamento e sfruttamento e con il grave rischio di vedere compromesso il loro futuro.

Tratta e sfruttamento degli esseri umani, in particolare dei minori, sono fenomeni che difficilmente riescono ad emergere, a causa degli enormi interessi dei trafficanti – in un mercato che si trasforma ma non accenna a diminuire – e dell’insufficiente impegno dei governi nel monitoraggio e nell’azione di prevenzione e contrasto.

Già prima della pandemia, si era raggiunto il numero di 50.000 vittime accertate nel mondo. Con le conseguenze della pandemia, che ha spinto in povertà nel 2020 ben 142 milioni di bambini e adolescenti in più, la situazione è destinata a peggiorare. Ben 10 milioni di bambini potrebbero non tornare più a scuola, esponendosi così al rischio di sfruttamento, abusi, grvidanze e matrimoni precoci. Secondo le stime, il solo sfruttamento lavorativo potrebbe inghiottire entro la fine del 2022 altri 8,9 milioni di bambini e adolescenti, per più della metà sotto gli 11 anni.

La tratta e lo sfruttamento sono fenomeni che non risparmiano neanche l’Italia, dove le vittime prese in carico dal sistema nazionale anti-tratta nel 2020 erano 2.040, tra cui 716 nuovi casi emersi e presi in carico nel corso dell’anno. Sono soprattutto donne e ragazze (81,8%), mentre 1 vittima su 20 è minore (105).

Tra i paesi d’origine delle vittime prevale la Nigeria (72,3%), seguita da Costa d’Avorio, Pakistan, Gambia e Marocco, mentre la forma di sfruttamento più rilevata è quella sessuale (78,4%), seguita da quella lavorativa (13,8%), l’1% delle vittime è stato coinvolto in economie illegali e lo 0,6% nell’accattonaggio.

I minori vittime di sfruttamento lavorativo intercettati dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro nel 2020 sono 127, sia stranieri che italiani, con una leggera prevalenza femminile (57,7%). Gli illeciti riguardano in gran parte il settore terziario (88%), seguito da industria (4,7%), edilizia (3,9%) e agricoltura (2,4%).  Un dato che deve far riflettere sulla necessità di indagini mirate a far emergere un fenomeno ancora per lo più sommerso.

Un elemento particolarmente allarmante e poco considerato riguarda le donne vittime di tratta e sfruttamento sessuale con figli minori, spesso anch’essi nelle mani di sfruttatori e trafficanti: i casi di ex-vittime o vittime con figli individuati sono quasi raddoppiati tra il 2016 e il 2020, passando dal 6% all’11,6% sul totale dei casi presi in carico dal sistema anti-tratta, con ulteriore aumento nei primi sei mesi del 2021 (+0,4%).

Attualmente il sistema anti-tratta assiste 190 nuclei vulnerabili che comprendono 226 minori. Anche nell’ambito dello sfruttamento lavorativo nel settore agricolo, in particolare nel sud, sono emersi casi di donne che vivono sole con i figli, principalmente originarie dell’Est Europa, e che subiscono ricatti, violenze e abusi, costrette in un circuito di isolamento di fatto che riguarda anche i figli, compromettendone irrimediabilmente il futuro.

Questi bambini e bambine, generalmente molto piccoli, sono nati a volte proprio dagli abusi subiti dalle giovani madri, che non solo assistono alle violenze perpetrate sulle loro madri, ma che rischiano di subire loro stessi violenza per mano di sfruttatori e trafficanti o essere oggetto di ricatto per tenere soggiogate le loro mamme.

Per approfondimenti e per leggere il rapporto https://www.savethechildren.it