Teach for Italy 2026: Programma per insegnare in scuole svantaggiate

Teach For Italy è un’organizzazione non profit Italiana, parte della rete internazionale di Teach For All, attiva in 59 paesi nel mondo con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa e le diseguaglianze.

L’organizzazione crede fermamente che investire nell’istruzione sia la chiave per permettere ad ogni ragazzo e ragazza di avere accesso alle stesse opportunità e sviluppare il proprio potenziale umano, indipendentemente dal luogo e dalle condizioni sociali in cui nascono.

Per questo recluta, forma e sostiene i migliori talenti italiani affinché diventino agenti del cambiamento dentro e fuori la scuola, per trasformare l’impatto che la scuola può avere nelle comunità più svantaggiate d’Italia.

Descrizione dell’offerta

La Fellowship di Teach For Italy è un percorso di formazione biennale totalmente gratuito. Chi viene selezionato diventa Fellow e:

  • Insegna in scuole in contesti di svantaggio, ricevendo un compenso.
  • Partecipa a un programma di formazione avanzata, supportato da esperti nazionali e internazionali.
  • Sviluppa competenze trasversali di leadership, innovazione e gestione dei gruppi.

Attraverso i programma di fellowship, i futuri insegnanti potranno

  • imparare i metodi di insegnamento e gestione di una classe
  • creare un impatto sugli studenti
  • crescere e migliorare le proprie future opportunità professionali, ottenendo competenze essenziali nel mondo del lavoro
  • entrare a far parte di una rete internazionale di professionisti volta a contrastare le diseguaglianze educative.
  • diventare agenti del cambiamento all’interno del sistema educativo italiano, per costruire una rete di futuri leader italiani che dedichino la loro vita al contrasto delle disuguaglianze educative.

Il programma Teach For Italy offre un percorso completamente gratuito del valore di 25.000 euro, pensato per formare insegnanti trasformativi e facilitatori di gruppi capaci di impattare positivamente le comunità scolastiche.

Struttura del percorso

  • Summer School: 6 settimane (4 online e 2 in presenza) nel primo anno della Fellowship, con copertura di viaggio, vitto e alloggio.
  • Weekend formativi (Retreat): 2 weekend in presenza per anno scolastico, sempre con spese coperte.
  • Due anni di formazione con esperti nazionali e internazionali su educazione, innovazione, leadership collettiva e sistemi educativi.
  • Supporto personalizzato Mentoring con Programme Manager: ogni Fellow è seguito da un professionista specializzato in metodologie didattiche innovative, leadership e gestione dei gruppi.
  • Sessioni di feedback pratico e visite in classe (tre volte all’anno) permettono di accrescere efficacia didattica e capacità di facilitazione.
  • Supporto logistico ed economico in caso di trasferimento per insegnare in un’altra città o regione.
  • Collaborazioni progettuali: attività oltre la didattica in classe, in collaborazione con colleghi, enti locali, associazioni e partner come Ashoka, ActionAid, Discentis, Fondazione per la Scuola e altre realtà Teach For nel mondo.
  • Stage estivo tra primo e secondo anno della Fellowship per fare esperienza pratica in contesti nazionali e internazionali.
  • Benefici aggiuntivi 500 euro di bonus formativo per crescita personale e professionale. Aggiornamenti continui su eventi, politiche educative, opportunità di carriera e impatto sociale. Entrata in una comunità nazionale e internazionale di professionisti ed esperti con opportunità esclusive nel network Teach For All.

Requisiti:

  • Laureati/e in qualsiasi disciplina (magistrale o ciclo unico) o con diploma magistrale ante 2001/02.
  • Insegnanti in GPS o di ruolo.
  • Professionisti da realtà pubbliche o private che vogliono intraprendere un nuovo percorso di carriera.
  • Non c’è limite di età: conta la motivazione!

Il programma è completamente gratuito. L’associazione copre tutti i costi logistici relativi alla partecipazione al programma (spostamento per insegnare in una scuola, per partecipare a specifiche formazioni in presenza o altre opportunità).

Teach For Italy mette inoltre a disposizione un supporto logistico ed economico per la fase di trasferimento verso un’altra città o regione rispetto a quella di domicilio per svolgere attività di insegnamento.

Per maggiori informazioni

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Scarica la BROCHURE

E’ possibile candidarsi entro il 16 novembre seguendo le indicazioni riportate nel sito https://www.teachforitaly.org/

 

Pubblicato il bando “Lettura per tutti” 2025, in scadenza il 12 dicembre

È online il Bando “Lettura per tutti” 2025, rivolto alle biblioteche che abbiano interesse a promuovere la lettura attraverso progetti dedicati a persone con difficoltà di lettura o con disabilità fisiche o sensoriali. Il risultato sarà l’individuazione di progetti da realizzare con il finanziamento economico del Centro per il libro e la lettura, per un importo massimo di 31.000 euro per ciascun progetto. La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 300.532,50 euro.

Le proposte di progetto, corredate di tutta la documentazione richiesta, devono essere compilate e inviate esclusivamente on line, attraverso la piattaforma bandi del Centro per il libro entro e non oltre le ore 13:00 del giorno 12/12/2025.

L’obiettivo di una biblioteca è di sostenere e di promuovere l’accesso alla cultura e all’informazione da parte di tutti i cittadini e le cittadine. Il Bando “Lettura per tutti” si propone di estendere l’invito alla lettura a fasce d’utenza particolarmente deboli favorendone l’inclusione attraverso la riprogettazione dei servizi offerti al fine di ritrovare o continuare a coltivare il piacere della lettura; migliorare la fruizione dei materiali e degli spazi disponibili; orientare gli utenti interessati nella scelta dei servizi e agevolarne la diffusione mediante una efficace attività di promozione e comunicazione.

Il bando, che si riferisce all’anno finanziario 2025, è stato predisposto ai sensi del Decreto Interministeriale 27 settembre 2024 n. 301 recante il “Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 13 febbraio 2020 n. 15, per gli anni 2024-2026”.

Informazioni e/o chiarimenti sul Bando e sul procedimento possono essere richiesti, entro 5 giorni dalla scadenza del Bando, scrivendo esclusivamente al seguente indirizzo di posta elettronica: letturapertutti@cultura.gov.it.

Per informazioni, invece, relative all’inserimento dei dati in piattaforma e per eventuali problemi tecnici di funzionamento della stessa è possibile unicamente scrivere all’indirizzo dedicato c-ll.bandi@cultura.gov.it o contattare telefonicamente l’Ufficio Tecnico al numero 06-32389369 esclusivamente negli orari di assistenza previsti: lunedì, mercoledì e giovedì dalle 10:00 alle 13:00.

CSVnet e Libera per promuovere legalità, giustizia sociale e partecipazione civica

Unire le forze per rilanciare la cultura della legalità, sostenere la partecipazione civica e promuovere il riuso sociale dei beni confiscati alle mafie. Con questi obiettivi CSVnet, l’associazione nazionale dei 49 Centri di servizio per il volontariato, e Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, hanno siglato un accordo triennale di collaborazione che mette al centro il ruolo del volontariato come motore di giustizia sociale e di rigenerazione comunitaria.

Tra le azioni previste dall’accordo, che avrà durata triennale fino al 2028, un ruolo centrale è dedicato alla valorizzazione dei beni confiscati alle mafie. L’obiettivo è favorirne il riuso sociale attraverso percorsi di progettazione partecipata, coinvolgendo associazioni, enti del terzo settore e cittadini.

CSVnet e Libera intendono inoltre promuovere iniziative di formazione e accompagnamento per le realtà che gestiscono questi beni, sostenere le esperienze locali e incoraggiare il protagonismo dei giovani.

I beni confiscati diventeranno così luoghi di cittadinanza attiva, economia sociale e cultura della legalità, veri e propri laboratori di comunità dove il volontariato e l’impegno civile si incontrano.

Un altro pilastro dell’intesa è rappresentato dall’educazione alla cittadinanza attiva e alla legalità, con particolare attenzione alle nuove generazioni. Scuole di partecipazione, campi di volontariato, esperienze territoriali ed eventi nazionali saranno strumenti comuni per offrire ai ragazzi occasioni concrete di impegno e consapevolezza.

L’accordo valorizza in particolare le esperienze di “E!State Liberi!”, i campi estivi sui beni confiscati, e la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che ogni anno, il 21 marzo, coinvolge migliaia di cittadini in tutta Italia.

Insieme, CSVnet e Libera promuoveranno percorsi di formazione e confronto culturale su come le reti civiche possano contribuire a ricucire legami, rigenerare fiducia e costruire nuove possibilità di convivenza nei territori più fragili.

Volontariato e impegno antimafia sono due percorsi che si incontrano naturalmente – afferma Chiara Tommasini, presidente di CSVnet –. Entrambi nascono da un senso profondo di responsabilità verso la comunità. Questo accordo dà forza a un’alleanza culturale e sociale che può contribuire allo sviluppo democratico del Paese, valorizzando l’impegno dei cittadini e delle reti territoriali.”

Questa collaborazione con CSVnet nasce da una radice comune: la convinzione che il volontariato sia una forma alta di partecipazione democratica, un esercizio concreto di cittadinanza attiva che dà vita e sostanza ai principi della nostra Costituzione – spiega Francesca Rispoli, presidente di Libera. “L’articolo 3 della Costituzione ci richiama a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini e impediscono la piena partecipazione di tutti alla vita del Paese. È precisamente in questa prospettiva che il volontariato, nelle sue molteplici forme, diventa un presidio di giustizia sociale e di democrazia sostanziale, e quindi in nuce argine contro le mafie. Mettere insieme la rete dei Centri di servizio per il volontariato e quella di Libera – conclude la presidente Rispoli – significa unire energie civiche diffuse, esperienze e visioni che possono rendere più forti le comunità e più coeso il Paese“.

La forza di questa alleanza risiede nella capillarità: i Csv, presenti in ogni provincia italiana, e i presidi di Libera, diffusi in moltissimi territori, costituiscono una rete straordinaria di energie civiche. Metterle in relazione significa dare alle comunità strumenti più forti per affrontare le sfide della partecipazione, della giustizia sociale e della lotta alle mafie.

L’accordo prevede infine anche la possibilità di stipulare protocolli operativi locali tra Csv e presìdi di Libera, per sviluppare progettualità condivise, attività formative e percorsi di cittadinanza attiva.

Beni mobili dismessi, online l’Avviso dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli

E’ stato pubblicato sul sito dell’Avvocatura di Stato l’avviso riguardante la cessione a titolo gratuito di beni mobili, dichiarati fuori uso, in dotazione all’avvocatura distrettuale dello Stato di Napoli.

Gli ETS della città metropolitana di Napoli possono richiedere l’assegnazione dei beni dismessi (elenco dei beni) entro e non oltre l’11 novembre 2025 presentando apposita manifestazione di interesse.

La visione dei beni, se richiesta, potrà avvenire previo appuntamento da concordare con il referente: Sig.ra Luisa di Spirito Percopo – Consegnatario dell’Avvocatura distrettuale di Napoli tramite i seguenti indirizzi di posta elettronica istituzionale:
1) luisa.dispirito@avvocaturastato.it – 0814979218
2) ads_napoli@avvocaturastato.it

I beni saranno ceduti nello stato di fatto in cui si trovano, come verificato a seguito di eventuale sopralluogo, senza che il richiedente possa sollevare eccezioni o riserve di alcun genere.
L’Ente cessionario dovrà farsi carico del prelievo e del trasporto dei beni entro e non oltre 10 giorni dalla sottoscrizione del verbale di assegnazione.

La cessione gratuita ai soggetti individuati avverrà sulla base dell’ordine gerarchico indicato nell’avviso (1. Croce Rossa Italiana; 2) organismi di volontariato di protezione civile inseriti negli appositi registri operanti in Italia e all’estero per scopi umanitari; 3) istituzioni scolastiche; 4) in subordine, agli altri enti no profit quali Onlus, Pro loco, parrocchie, enti di promozione sociale, etc) e, a parità di grado di preferenza, secondo l’ordine di ricezione della manifestazione della dichiarazione di interesse.

Premio Nazionale Paesaggio 2026

Il Ministero della Cultura comunica l’apertura delle selezioni per la partecipazione al Premio Nazionale del Paesaggio 2026, volto a valorizzare i progetti italiani più significativi nel campo della tutela, gestione, valorizzazione e rigenerazione del paesaggio. Il progetto selezionato come vincitore sarà candidato a rappresentare l’Italia alla IX edizione del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa.

Il Premio europeo, espressamente previsto nella Convenzione del paesaggio del Consiglio d’Europa, di cui quest’anno si celebra il 25 simo anniversario, viene assegnato con scadenza biennale, ed è un importante strumento di divulgazione e promozione di buone pratiche legate al Paesaggio. La partecipazione al Premio costituisce un importante appuntamento europeo, che ha visto i progetti candidati dall’Italia, nel corso delle passate edizioni, oggetto di riconoscimenti e menzioni speciali.

La proposta di candidatura dovrà riguardare un progetto, un programma o una politica per la valorizzazione del paesaggio attraverso operazioni di salvaguardia, gestione e/o pianificazione sostenibile rispondenti ai criteri indicati nel Regolamento del Premio consultabile sul sito (esemplarità, sviluppo territoriale sostenibile, partecipazione, sensibilizzazione). I progetti devono essere realizzati (in tutto o in parte) da almeno tre anni e avere un impatto significativo sul paesaggio italiano. Le candidature dovranno essere presentate entro il 21 novembre 2025.

Informazioni dettagliate sulla procedura, il modulo di candidatura e le FAQ sono disponibili sul sito ufficiale: https://premiopaesaggio.cultura.gov.it/

Uno sportello informativo e di assistenza alle candidature, in chat e vocale diretto, è attivo all’indirizzo premiopaesaggio@cultura.gov.it dalle 15 alle 18 dei giorni feriali per tutto il periodo di partecipazione, e dal 15 al 21 novembre sarà disponibile anche dalle 9 alle 13.

Una Commissione scientifica individuerà, tra le proposte pervenute, il progetto da inviare (entro la fine del 2025) come candidatura italiana alla selezione per l’attribuzione del IX Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa. Il 14 marzo 2026, in occasione della celebrazione della Giornata Nazionale del Paesaggio, si terrà la cerimonia di premiazione del progetto vincitore del Premio Nazionale del Paesaggio e verranno attribuiti ulteriori riconoscimenti ai progetti considerati di particolare interesse.

Al via la consultazione sul Piano nazionale per l’economia sociale

C’è tempo fino al prossimo 12 novembre per partecipare alla consultazione pubblica sul Piano nazionale per l’economia sociale, promossa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Alla consultazione sono invitati a partecipare le associazioni di categoria e sindacali, gli ordini professionali e gli organismi che operano nell’economia sociale.

L’iniziativa rientra nelle indicazioni contenute nella Raccomandazione del 27 novembre 2023 (al punto 10), sullo sviluppo delle condizioni quadro dell’economia sociale, del Consiglio dell’Unione Europea e il piano è stato predisposto sentiti i Ministeri competenti insieme alle organizzazioni e agli enti più rappresentativi dell’economia sociale.

Il Piano si pone l’obiettivo di:

  • perimetrare i soggetti facenti parte dell’ecosistema dell’economia sociale;
  • individuare le azioni e le iniziative volte a promuovere le attività e lo sviluppo dei relativi modelli organizzativi al fine di favorire il perseguimento di finalità di interesse generale e collettivo.

I contributi ricevuti saranno pubblicati sul sito, salvo diversa richiesta degli autori e sempre che non sussistano ragioni di riservatezza.

Saranno presi in considerazione esclusivamente i contributi pertinenti all’oggetto della consultazione e resi in forma non anonima. Si ricorda, infine, che i contributi ricevuti non costituiscono vincolo per l’istruttoria normativa né sussiste un obbligo di riscontro per l’Amministrazione.

A cosa serve un piano nazionale dell’economia sociale?

Il Piano vuole valorizzare il modello italiano dell’economia sociale, con l’obiettivo di creare un quadro normativo e operativo favorevole alla crescita delle organizzazioni coinvolte (ad esempio enti del Terzo Settore, cooperative, ecc.), riconoscendone l’impatto trasformativo in risposta alle sfide ambientali, economiche e sociali, promuovendone diffusione, innovazione e sostenibilità.

Con durata decennale, è pensato come strumento da attuare in collaborazione tra istituzioni pubbliche, enti del Terzo Settore, imprese sociali, cooperative e altri soggetti dell’economia sociale, attraverso partenariati stabili, co-progettazione e modelli di governance condivisi, anche a livello locale, promuovendo piani d’azione territoriali e osservatori nelle Camere di Commercio.

Tra le azioni promosse sono previste:

  • Promozione del ruolo del volontariato;
  • Aiuti di stato, ampliamento dei servizi di interesse economico generale, revisione dei regimi di aiuti compatibili;
  • Misure di sistema e settoriali, incentivi;
  • Promozione dell’economia sociale nelle politiche di coesione a livello regionale e locale;
  • Consolidamento delle forme di amministrazione condivisa;
  • Incentivazione del social procurement pubblico, nonché accesso ai mercati e appalti pubblici;
  • Valorizzazione del ruolo dell’economia sociale nelle politiche del lavoro;
  • Incoraggiare l’innovazione sociale;
  • Migliorare l’accesso a strumenti e risorse, sviluppando meccanismi e strumenti finanziari;
  • Valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico e privato;
  • Sostenere partnership tra economia sociale e imprese tradizionali;
  • Promuovere le competenze e investire in percorsi scolastici e formativi sul tema;
  • Favorire iniziative di comunicazione e campagne di sensibilizzazione.

Il Piano prevede, inoltre, un monitoraggio strutturato e una revisione a metà percorso (dopo 5 anni), con valutazioni qualitative e quantitative, analisi indipendenti e condivisione di buone pratiche, in coerenza con gli impegni europei previsti per il 2027 e il 2032.

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