Terzo Settore: avviso scadenza al 31/1/2021 obblighi in materia di adempimenti annuali o biennali

La Direzione generale per le politiche sociali e socio-sanitarie, in considerazione del perdurare della situazione di criticità determinata dalla diffusione del Covid-19, tenuto conto che in sede di conversione del D.L. 125 del 7/10/2020 si prevede la proroga dello stato di emergenza dal 15 ottobre al 31 gennaio 2021, nonché un ulteriore slittamento del termine per l’adeguamento degli statuti al 31 marzo 2021, comunica che le Organizzazioni di volontariato, le Associazioni di promozione sociale e le Cooperative sociali, iscritte nei rispettivi registri e albo regionali, possono trasmettere la documentazione prevista ai fini dell’assolvimento degli obblighi in materia di adempimenti annuali o biennali entro il 31 gennaio 2021, salvo eventuali e ulteriori disposizioni normative.

Resta ferma la facoltà per gli enti interessati di presentare la documentazione sopra ricordata in data anteriore al 31 gennaio 2021. In tali casi e in assenza di nuove comunicazioni, l’invio della stessa dovrà essere effettuato esclusivamente a mezzo mail/pec ad uno degli indirizzi indicati sul sito dedicato al Terzo Settore dell’home page della Regione Campania.

Privacy e trasparenza: parte il servizio di orientamento e consulenza del CSV Napoli

“Assistenza in materia di privacy e trasparenza” è il nome del nuovo servizio gratuito di consulenza specialistica offerto dal CSV Napoli per sostenere le associazioni e i volontari rispetto all’applicazione del GDPR (Regolamento UE 2016/679) ed ai relativi obblighi di trasparenza, pubblicità e protezione dati. La norma, infatti, riguarda tutte le organizzazioni che conservano dati personali di ogni tipo, inclusi quelli di dipendenti, volontari, utenti di servizi, membri, sostenitori e donatori.
Un nuovo strumento per rispondere alle esigenze del volontariato dell’area metropolitana di Napoli e sostenere, così, crescita e operatività delle associazioni.

Il servizio, come illustrato nel VIDEO ANIMATO di Manuela Buonomo, offre supporto legale rispetto a tematiche specifiche relative alla privacy, con analisi delle modalità di gestione e organizzazione adottate dall’associazione nonché orientamento sugli adempimenti previsti dalla normativa.

Il consulente sarà a disposizione a partire dal 30 novembre, il lunedì dalle 15.00 alle 18.00, per tutti i volontari che vogliono essere accompagnati nella comprensione della nuova normativa e guidati per adeguarsi al regolamento europeo.

E’ possibile prenotare la consulenza direttamente online attraverso l’apposito form disponibile nell’area riservata del sito csvnapoli.it
Le domande di accesso al servizio saranno accolte secondo l’ordine di arrivo e verrà data conferma previa verifica dei requisiti.

Assistenza legale: CSV Napoli sempre più a sostegno delle associazioni con un nuovo servizio di consulenza

Si chiama “Assistenza legale sulla normativa civilistica, amministrativa e giuslavorista” il nuovo servizio di consulenza specialistica offerto gratuitamente dal CSV Napoli a volontari e associazioni dell’area metropolitana di Napoli che si pone in continuità con l’assistenza legale già attivata nel 2016.

Questo servizio vuole offrire orientamento e supporto legale, descrizione e informazioni sugli adempimenti da attuare, sostegno nello sviluppo di azioni di supporto alla stesura di convenzioni, ATS e atti con gli enti pubblici e privati, supporto all’attività di Advocacy, ma non comprende l’eventuale mandato da conferire successivamente al professionista.

Si tratta di un ulteriore strumento di sostegno al volontariato, afferma il presidente Nicola Caprio, a conferma della sempre maggiore attenzione del nostro Centro alle esigenze delle associazioni tutte. L’orientamento è quello di rispondere ai bisogni dei territori con servizi di qualità che permettano alle associazioni di crescere e di operare con professionalità e autonomia. A breve, prosegue Caprio, saranno attivati, infatti, anche i servizi di consulenza specialistica sulla privacy e la trasparenza e sulla normativa relativa alla sicurezza sul lavoro, che si andranno ad affiancare al servizio di “Assistenza alla raccolta fondi” lanciato nei giorni scorsi“.

Ad accompagnare il lancio del servizio di consulenza legale, c’è il nuovo VIDEO ANIMATO realizzato dall’illustratrice Manuela Buonomo, che spiega come accedere al servizio e quale supporto si potrà richiedere in materia civilistica, amministrativa e giuslavorista.

Il consulente sarà a disposizione dei volontari il venerdì a settimane alterne dalle 15.00 alle 18.00 a partire dal prossimo 6 novembre, previa prenotazione.

E’ possibile richiedere la consulenza direttamente online attraverso l’apposito form disponibile nell’area riservata del sito csvnapoli.it.
Le domande di accesso al servizio saranno accolte secondo l’ordine di arrivo e verrà data conferma previa verifica dei requisiti.

RUNTS: in GU le regole per l’iscrizione, il deposito e la gestione degli atti

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 261 del 21 ottobre 2020 il decreto 15 settembre 2020 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che, in attuazione del Codice del Terzo Settore, disciplina le procedure di iscrizione, le modalità di deposito degli atti, le regole per la predisposizione, la tenuta, la conservazione e la gestione del degli enti non profit nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).
Nello specifico il decreto disciplina:
– le procedure per l’iscrizione e per la cancellazione degli enti nel Registro unico nazionale del Terzo settore, nonché i documenti da presentare ai fini dell’iscrizione, al fine di garantire l’uniformità di trattamento degli ETS sull’intero territorio nazionale;
– le modalità di deposito degli atti previsti;
– le regole per la predisposizione, la tenuta, la conservazione e la gestione del Registro Unico;
– le modalità di comunicazione dei dati tra il Registro Imprese e il Registro unico con riferimento agli Enti del Terzo settore iscritti nel Registro delle imprese.

Assistenza alla raccolta fondi, al via il nuovo servizio di consulenza del CSV Napoli

Accompagnare i volontari nella definizione e creazione di una o più attività “su misura”, per rendere competenti ed autonome le associazioni dal punto di vista economico: è questo l’obiettivo del nuovo servizio gratuito di consulenza specialistica offerto dal CSV Napoli e rivolto alle organizzazioni di volontariato e ai volontari della città metropolitana di Napoli.

Campagne di crowdfunding, 5×1000; supporto alla gestione fiscale dei proventi e alla motivazione delle risorse umane impiegate; assistenza alla creazione di strumenti e documentazione necessaria; sostegno per la creazione del piano di comunicazione sono alcune delle informazioni che offrirà un consulente dedicato, come è spiegato anche nel VIDEO ANIMATO che accompagna il lancio di questo nuovo servizio.
Lo spot, realizzato con le illustrazioni di Manuela Buonomo, racconta in maniera semplice e diretta quali strumenti di accompagnamento il CSV Napoli intende mettere a disposizione dei volontari affinché siano in grado di lavorare con competenza e autonomia alle attività di raccolta fondi per la propria associazione.

Il consulenete sarà a disposizone dei volontari che vogliono saperne di più sulle attività di raccolta fondi tutti i giovedì dalle 15.00 alle 18.00. E’ possibile prenotare la consulenza direttamente online attraverso l’apposito form disponibile nell’area riservata del sito csvnapoli.it

Le domande di accesso al servizio saranno accolte secondo l’ordine di arrivo e verrà data conferma previa verifica dei requisiti. Sarà data precedenza alle associazioni che non hanno mai usufruito di servizi di accompagnamento alla raccolta fondi del CSV Napoli.

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Terzo settore, come affrontare le prossime scadenze

Riproponiamo l’articolo di Daniele Erler per CSVnet relativamente alle scadenze, adempimenti ed impegni per per Odv, Aps e Onlus

Il prossimo 31 ottobre è il termine ultimo che il Decreto legge 18 del 2020 (“Cura Italia”) ha disposto per una serie di importanti scadenze, fra cui:

  • l’approvazione del bilancio di esercizio;
  • l’adeguamento dello statuto per Odv, Aps ed Onlus iscritte nei rispettivi registri, qualora si vogliano utilizzare le procedure semplificate dell’assemblea ordinaria;
  • la possibilità di impiegare le risorse del 5 per mille 2017.

Come è noto, ciò è stato fatto per far fronte al periodo emergenziale in cui ancora oggi ci troviamo, e alla chiusura di moltissime attività (fra cui anche le riunioni in presenza degli organi degli enti non profit) negli scorsi mesi di marzo, aprile e maggio, periodo in cui tradizionalmente si tengono le assemblee per l’approvazione del bilancio.

L’approvazione del bilancio di esercizio

Il Decreto “Cura Italia” ha come detto posticipato la possibilità di approvare il bilancio di esercizio da parte di tutte le associazioni, riconosciute e non riconosciute, le fondazioni e i comitati disciplinati dal Titolo II del Libro I del Codice civile, nonché per tutti gli enti non commerciali (di cui all’art.73, c.1, lett. c) del dpr 917/1986): qualora tali soggetti avessero dovuto, per legge o per statuto, approvare il proprio bilancio di esercizio entro il periodo 1° febbraio-31 luglio 2020, è stata concessa la possibilità di posticiparne l’approvazione fino al 31 ottobre 2020.

Ad oggi il termine del 31 ottobre non è stato ulteriormente prorogato dagli ultimi decreti del Governo, e quindi rimane il termine ultimo entro cui approvare il bilancio.

Si ricorda che il Codice del Terzo settore ha previsto per gli enti del Terzo settore (Ets) che hanno avuto nel 2019 entrate pari o superiori a 220.000 euro l’obbligo di redigere un bilancio di esercizio formato da stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione. Gli enti invece che nel 2019 hanno avuto entrate inferiori a 220.000 euro possono limitarsi alla redazione di un rendiconto per cassa. Anche se il Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) non è ancora oggi operativo, le previsioni appena menzionate si applicano comunque alle organizzazioni di volontariato (Odv), alle associazioni di promozione sociale (Aps) e alle Onlus iscritte nei rispettivi registri, dato che tali enti sono già oggi considerati Ets (art.101, c.3 del Codice del Terzo settore).

Nonostante il Decreto ministeriale 5 marzo 2020 abbia predisposto gli schemi di bilancio per gli Ets, tali modelli saranno obbligatori solo a partire dalla redazione del bilancio del 2021.

Non essendo ancora operativo il Registro unico, il bilancio approvato non deve ad oggi essere depositato presso alcun ente o istituzione ma deve rimanere agli atti dell’associazione: l’obbligo di inviare il bilancio al Runts scatterà solo nel momento in cui quest’ultimo sarà istituito e reso operativo.

L’adeguamento dello statuto per Odv, Aps ed Onlus, cosa cambia davvero al 31 ottobre

Il termine del 31 ottobre è anche il termine entro cui le Odv, le Aps e le Onlus devono adeguare i loro statuti qualora vogliano utilizzare le procedure semplificate dell’assemblea ordinaria.

Tale termine, che riguarda solo le Odv, le Aps e le Onlus iscritte nei rispettivi registri (e non quindi tutte le altre associazioni non in possesso di tali qualifiche), non è tassativo (lo hanno ribadito la Circolare del Ministero del lavoro n.13 del 31 maggio 2019 e la Risoluzione dell’Agenzia delle entrate n.89/E del 25 ottobre 2019) ma è il termine entro cui poter modificare lo statuto utilizzando le procedure dell’assemblea ordinaria; il mancato rispetto di esso non ha conseguenze circa l’accesso a misure promozionali o aspetti fiscali.

Sarà quindi possibile, per le Odv, le Aps e le Onlus, così come per tutte le altre associazioni, adeguare lo statuto anche dopo il 31 ottobre, andando in assemblea straordinaria (la quale prevede solitamente quorum costitutivi aggravati rispetto a quella ordinaria).

Visto che a giorni dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto che istituisce il Runts (già oggi pubblicato sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali), il quale dovrebbe essere reso operativo nella prossima primavera, in particolare le Odv e le Aps iscritte ad oggi nei rispettivi registri regionali e provinciali dovranno, se già non l’hanno fatto, nei prossimi mesi completare il procedimento di modifica dello statuto per adeguarsi alla Riforma del Terzo settore e prepararsi alla “trasmigrazione” nel registro unico.

La rendicontazione del 5 per mille 2017, il problema delle scadenze

Il termine del 31 ottobre rileva anche ai fini della rendicontazione del 5 per mille 2017.

Il decreto “Cura Italia” (art.35, c.3) ha prorogato fino al 31 ottobre 2020 la possibilità di utilizzare le risorse del 5 per mille 2017 (che è stato incassato dagli enti nel 2019 e che deve essere rendicontato nel 2020); il successivo comma 3-bis ha invece esteso da un anno a diciotto mesi il termine entro il quale redigere il rendiconto relativo all’utilizzo delle somme del 5 per mille 2017.

La Nota ministeriale n.4344 del 19 maggio scorso ha cercato di chiarire i nuovi termini partendo dal momento in cui è stato incassato il contributo del 5 per mille 2017: gli enti che hanno ricevuto una somma pari o superiore a 500.000 euro hanno incassato il contributo in data 11 luglio 2019 mentre gli enti che hanno ricevuto una somma inferiore a 500.000 euro hanno incassato il contributo in data 7 agosto 2019.

Il termine entro il quale utilizzare le risorse del 5 per mille, originariamente in scadenza rispettivamente il 10 luglio 2020 e il 6 agosto 2020, viene quindi prorogato al 31 ottobre 2020. Per quanto riguarda invece la redazione del rendiconto, il nuovo termine è quello di diciotto mesi a partire dalla data di ricezione delle somme: quindi il 10 gennaio 2021 per gli enti che hanno ricevuto una somma pari o superiore a 500.000,00 euro, e il 6 febbraio 2021 per gli enti che hanno ricevuto una somma inferiore a 500.000,00 euro.

Non è di facile comprensione il motivo per cui sia stato posto un termine diverso per l’impiego delle somme e per la redazione del rendiconto: si consiglia comunque di tenere la data del 31 ottobre come termine ultimo sia per l’impiego delle somme che per la redazione del rendiconto relativo al 5 per mille 2017.

Si ricorda infine che per gli enti che hanno ricevuto un importo pari o superiore a 20.000 euro vi è l’obbligo di inviare il rendiconto, entro 30 giorni dal termine ultimo previsto per la redazione dello stesso, all’amministrazione competente all’erogazione delle somme.

Sul sito del Ministero del lavoro è possibile scaricare il modello e le linee guida per la rendicontazione del 5 per mille.

La possibilità di svolgere le riunioni in presenza

Il Dpcm 18 ottobre 2020, visto il progressivo aumentare dei contagi, ha disposto limitazioni ancora più stringenti rispetto a quelle già disposte dal Dpcm del 13 ottobre 2020 (vedi l’articolo “Dallo sport alla ristorazione, le nuove restrizioni anche per il non profit”), ma non ha espressamente vietato di svolgere le riunioni degli organi sociali degli enti non profit in presenza.

Ciò è confermato dalla Circolare del Ministero dell’Interno del 20 ottobre 2020, nella quale si precisa che per “attività convegnistiche e congressuali” (sospese entrambe dal Dpcm 18 ottobre 2020) si devono intendere eventi di “carattere ufficiale”, aperti alla stampa e al pubblico, tenuti in locali pubblici o aperti al pubblico. Tali elementi di ufficialità e di apertura al pubblico sono invece assenti nelle “riunioni private”, come ad esempio le assemblee societarie o di condominio, ma in cui possono rientrare anche le riunioni degli organi sociali delle associazioni e degli altri enti non profit.

Quello che è fortemente raccomandato è che le riunioni private, e quindi anche le assemblee per approvare il bilancio e/o per modificare lo statuto si tengano in videoconferenza, e quindi a distanza. Laddove ciò non sia possibile, la riunione potrà svolgersi in presenza, rispettando però al massimo grado tutte le indicazioni normative in tema di prevenzione del contagio da Covid-19.

In particolare, l’assemblea si dovrà tenere nel rigoroso rispetto di alcune regole fondamentali, fra cui:

  • il rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro fra tutti i partecipanti;
  • l’utilizzo obbligatorio ed in ogni momento della mascherina;
  • il tenere traccia degli associati partecipanti alla riunione, a cui occorrerà misurare la temperatura prima dell’ingresso e farsi comunque rilasciare una dichiarazione attestante il loro stato di salute. Qualora la persona avesse febbre superiore a 37,5 gradi oppure altri sintomi riconducibili a Covid-19 (tosse, difficoltà respiratorie e simili) non potrà essere lasciato entrare nel luogo ove si svolge la riunione.

Occorrerà poi, specie con riguardo alle assemblee delle associazioni, valutare bene il numero di associati presenti nella base associativa e selezionare di conseguenza uno spazio che sia adatto a contenerli, nel rispetto delle indicazioni menzionate in precedenza.

L’obiettivo prioritario deve essere ovviamente quello di tutelare al massimo grado la salute dei partecipanti e, a cascata, della generalità degli individui.

Le riunioni in videoconferenza

Come già detto, la modalità più opportuna e consigliata per la riunione degli organi sociali è quella a distanza.

Il decreto legge 125 del 2020 ha prorogato fino al 31 dicembre 2020 (non fino al 31 gennaio 2021, termine attuale dello stato di emergenza) la possibilità, disposta dall’art.73, c.4 del Decreto “Cura Italia”, di tenere le riunioni degli organi sociali degli enti non profit in videoconferenza, anche qualora tale modalità non sia espressamente contemplata nello statuto

Un’associazione può quindi, fino al 31 dicembre 2020, svolgere le riunioni in videoconferenza, nel rispetto però di criteri di trasparenza e tracciabilità, che si concretizzano nel:

  • rendere noti a tutti i partecipanti i diversi punti all’ordine del giorno della riunione, mettendo a disposizione la relativa documentazione;
  • permettere al presidente dell’organo di accertare la regolarità della costituzione della riunione, identificando in modo certo i partecipanti, oltre che di regolare lo svolgimento dell’adunanza e di constatare i risultati delle votazioni;
  • permettere ad ogni partecipante di poter seguire in modo adeguato la discussione, intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti e alla votazione (principio di simultaneità);
  • informare i partecipanti dello strumento scelto per realizzare la riunione in videoconferenza (ad esempio skype, hangout, zoom, ecc.), e delle modalità con cui potervi accedere.

Tutte queste informazioni devono essere rese note in modo dettagliato nella convocazione dell’organo, al fine di consentire la partecipazione effettiva di tutti i componenti.

Una volta riunito l’organo, dovranno ovviamente essere rispettati gli ordinari quorum costitutivi e deliberativi previsti dallo statuto.