06 Apr, 2023 | Comunicare il sociale
Il Parco Archeologico di Ercolano dà il benvenuto agli appassionati di archeologia, dei luoghi da visitare all’aperto, della cultura, durante le festività di Pasqua e si prepara a un altro weekend da sold out, accogliendo il proprio pubblico tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle ore 18.00). “Il primo trimestre dell’anno – dichiara il Direttore Francesco Sirano – ci ha regalato dati incoraggianti che rafforzano la determinazione di tutti noi del parco ad offrire un’esperienza sempre migliore e ricca di contenuti culturali diversificati come stiamo preparando con il lavoro in pieno svolgimento del Museo digitale che valorizzerà l’intera città antica come museo a cielo aperto per interpretare al meglio l’unicità di questo luogo”.
Grazie anche alla collaborazione dello staff del Parco le professionalità del Packard Humanities Institute, durante i giorni di festa i visitatori potranno approfittare della visita della Casa della Gemma – dalle 9.00 alle 13.00 -, visita che è inclusa nel biglietto di ingresso al Parco. La Casa della Gemma diventa l’offerta di primavera del Parco Archeologico di Ercolano, aperta dopo gli interventi di restauro l’anno scorso in questo stesso periodo, è uno dei gioielli dell’antico sito, famosa per i preziosi mosaici pavimentali.
Gli amanti dei tesori ercolanesi potranno inoltre completare la visita con la Mostra MATERIA. Il legno che non bruciò ad Ercolano; più di 120 gli oggetti in legno recuperati da Ercolano e in mostra negli Appartamenti Reali della Reggia di Portici, accessibile anche nel giorno di Pasqua. Per tale visita i turisti potranno approfittare del biglietto integrato Parco/Reggia. Per tutte le info www.ercolano.beniculturali.it e per tutte le info sulla mostra è disponibile anche un sito completamente dedicato https://www.materiainreggia.it/
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06 Apr, 2023 | Comunicare il sociale
Un tabù che ancora oggi persiste, soprattutto in ambito familiare. Il tema della sessualità approcciato alle persone con disabilità, anzitutto cognitive, resta una scatola sigillata all’interno della quale non si scruta mai. O quasi mai. A provare a infrangere il muro dell’ipocrisia e della repressione sessuale, ci pensano ad esempio le attività svolte dall’associazione Andare Oltre di Portici, in provincia di Napoli. La presidente, Lina Esposito dice subito: «Le esigenze sessuali e dell’autoerotismo riguardano tutti, anche soggetti che convivono con disabilità sia fisiche che mentali.
Non è una vergogna sapere come ci si possa masturbare o mostrare il proprio desiderio nei confronti di un’altra persona. Ma in famiglia non se ne parla mai, i genitori reputano i loro figli degli eterni bambini, ma invece si cresce e le pulsioni arrivano. Si tratta della naturalezza delle cose». Per permettere ai 15 ospiti, donne e uomini di età compresa tra i 20 e i 40 anni e anche più con disturbo dello spettro autistico, sindrome di Down e altri ritardi cognitivi, di conoscere meglio l’argomento e le sue sfaccettature le discussioni sulla sessualità hanno un focus centrale. Divisi in due gruppi, uno il lunedì e il mercoledì e l’altro il martedì e il giovedì, mentre il weekend è dedicato ad altre attività anche in esterna per accrescere l’autonomia con l’obiettivo di dare strumenti agli stessi ospiti di potersi staccare prima o poi dalla chioccia familiare, il confronto è libero e senza ansie. «Disegniamo gli uomini e le donne con tutti gli attributi sulla lavagna – sottolinea Esposito – e grazie all’ausilio di una sessuologa, (la dottoressa Raffaela De Simone del Cardarelli ndr.) e di psicologi, i nostri ospiti pongono delle domande sul sesso perché si incuriosiscono. L’hanno fatto anche scrivendo delle lettere in forma anonima, così possono esprimersi in modo libero, senza pagare dazio alla timidezza». In famiglia, invece, come già accennato, il sesso è argomento mai discusso. Sul punto, la presidente di Andare Oltre è risoluta nel pensiero. «Il problema resta nelle famiglie. Al proprio interno i percorsi di autonomia di chi ha lo spettro dell’autismo o altre difficoltà cognitive non vengono affatto intrapresi. La mancanza è soprattutto nei nuclei in cui vivono persone autistiche o con altre difficoltà mentali, meno in quelle fisiche comunque presenti. Abbiamo messo in guardia i genitori dal pericolo che i loro figli delle idee sul sesso possano farsele consultando internet, dove si trova di tutto. È capitato che alcune ragazze e ragazzi l’abbiano fatto e quando poi l’hanno espresso nella nostra sede, si percepiva confusione. Al contrario noi organizziamo la discussione in modo pacato, sereno, cercando di non lasciare mai di soddisfare ogni quesito».
Non solo, Lina Esposito aggiunge: «Un’altra discussione emersa con loro è proprio quella relativa alla masturbazione, anche i genitori devono spiegare ai loro figli come si fa perché è una cosa naturale. Si parte proprio da lontano. Io anche ho un fratello con una disabilità intellettiva e quando vedo la porta chiusa della sua stanza non mi sono mai permessa di entrare, magari stava vivendo un suo momento ed è sempre giusto rispettare i suoi spazi». In molti contesti familiari, invece, tutto ciò spesso manca. Lina afferma una cosa che può sembrare anche scioccante o fastidiosa da leggere, ma in realtà è parte del quotidiano. «Addirittura si è saputo che alcuni genitori hanno masturbato i propri figli, non in grado autonomamente di farlo in quanto nessuno aveva spiegato loro la tecnica. A me dispiace dire cose del genere – si rammarica la presidente di Andare Oltre – ma è capitato anche questo a tutto danno delle ragazze e dei ragazzi». Nel corso degli anni sono stati diversi le proposte di legge e disegni legge, sia alla Camera che al Senato, di istituzione della figura dell’assistente per la sana sessualità e il benessere psico-fisico delle persone disabili o assistente sessuale (presenti già in vari paesi europei, dai Paesi Scandinavi all’Austria, dalla Germania alla Svizzera) che partivano dai principi dei diritti sessuali equiparabili ai diritti umani e anche dal contenuto della sentenza della Corte Costituzionale del 1987 in cui si richiamava la sessualità come “uno degli essenziali modi di espressione della persona umana’’. L’Italia però sembra essere in ritardo sebbene già nel 1993 anche l’Assemblea generale dell’Onu abbia approvato un documento in cui si parla del diritto per le persone con disabilità il diritto di fare esperienza della propria sessualità, di vivere all’interno di una relazione, di essere genitori, di essere sostenuti nell’educazione della prole da tutti i servizi che la società prevede per i normodotati, compreso il diritto di avere un’adeguata educazione sessuale’’.
Di Antonio Sabbatino
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06 Apr, 2023 | Comunicare il sociale
Torna dal 22 al 24 settembre “Ricomincio dai Libri”, la fiera del libro di Napoli ancora più grande ed innovativa. La nona edizione sarà ospitata dalla Casa delle storie e della loro tutela: l’Archivio di Stato di Napoli (Piazzetta del Grande Archivio, 5).
“Inauguriamo quest’anno una splendida collaborazione tra Ricomincio dai Libri e l’Archivio di Stato di Napoli che durerà per tre anni – dichiara la presidente della Fiera, Deborah Divertito – un accordo che offre finalmente una visione sul futuro della Fiera più longeva della città”.
“Ringrazio la direttrice dell’Archivio di Stato, Candida Carrino, per la fiducia data a tutta l’organizzazione e alla kermesse, ormai decennale. Anno dopo anno stiamo dimostrando il nostro valore, non solo per la qualità degli ospiti, ma grazie a un format vincente per la città, sia sotto il punto di vista dell’impatto culturale, sia rispetto al versante sociale ed economico”, conclude Divertito.
“Vogliamo aprirci sempre più alla città e alle sue pulsioni culturali – sottolinea la Direttrice Carrino – perché nel nostro patrimonio documentale vi sono le radici non solo del nostro passato, ma si ritrovano gli orizzonti futuri. Ogni libro è di per sé un archivio di vicende e, dunque, Ricomincio dai Libri è una sommatoria di microcosmi, che raccontano chi siamo e dove andiamo, proprio come lo è un Archivio così ricco quale è il nostro. Mi auguro – termina – un crescendo di proficue e stimolanti novità.”
Scelto anche il tema della nona edizione di Ricomincio dai Libri, ispirato al centinaio della nascita di Italo Calvino: La città invisibile.
“A cento anni esatti dalla nascita di Italo Calvino celebriamo questa edizione 2023 di Ricomincio dai libri prendendo spunto dalle sue riflessioni e dai suoi romanzi – dichiara il direttore artistico della Fiera, Lorenzo Marone – perché le città sempre più rivestono un ruolo centrale nella nostra vita e, oggi più di ieri, occorre capire come muoversi nel disordine che le abita, e che abita la società, per essere meno indifferenti e più consapevoli, per ‘cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio’”.
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05 Apr, 2023 | Comunicare il sociale
Il palazzo Donn’Anna, ancora oggi incompiuto, si erge a picco sul mare del litorale di Napoli ai piedi della collina di Posillipo. Alcune leggende narrano sia stato scenario delle infuocate notti di passione della regina Giovanna D’Angiò i cui amanti venivano , poi, gettati da una finestra o da una botola e le cui anime continuerebbero, ancor oggi, a vagare di notte.
Lo splendido palazzo fu, intorno al 1630, acquistato dalla famiglia Carafa di Stigliano e la duchessa Donna Anna Carafa ne avrebbe commissionato il restauro quasi volesse riconoscere alla sua nuova proprietà rinnovato prestigio e sottrarlo alle dicerie di un passato oscuro.
Cosimo Fanzago, architetto al quale fu commissionato il lavoro, si propose di realizzare un punto d’ingresso sul mare e uno sulla via che si estendeva lungo la Costa di Posillipo. I lavori non furono ultimati perché l’ architetto morì durante la rivolta di Masaniello nel 1647. Una festa fu fatta per inaugurare il palazzo: lo spettacolo teatrale messo in scena vide protagonisti Donna Mercedes de Las Torres e Gaetano di Casapesenna. Il bacio tra i due, suscitò l’enorme gelosia di Anna Carafa , follemente innamora del principe. A tale evento segui la scomparsa di Donna Mercedes, forse uccisa o , secondo altri, divenuta suora.
Alcune storie tramandate negli anni dicono che ancora si intravedono i fantasma dei due amanti impossibilitati a vivere la loro passione. Il palazzo Donn’Anna è tante cose: porto della malinconia per i cuori infranti che cercano, nel suo sontuoso sfacelo, un’impossibile pace per i loro tormenti, luogo privilegiato delle coppie innamorate, attrattiva per i turisti che amano fotografarlo. Senza dubbio per la vicinanza al mare, le storie che lo animano, la non compiutezza della sua struttura che suscita suggestione , rimane uno dei simboli della città di Napoli. Cattura lo sguardo, regala una carezza all’anima.
di Maria Rosaria Ciotola
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05 Apr, 2023 | Comunicare il sociale
É Sergio Maset il nuovo Direttore generale del Csv Belluno Treviso. Laureato in Sociologia all’Università di Trento, ha studiato nel Regno Unito presso la Essex University e la London School of Economics e insegnato presso le Università di Trento e di Trieste. In oltre vent’anni di esperienza continuativa ha diretto progetti significativi sul piano delle politiche pubbliche con coordinamento di gruppi di ricerca per conto di clienti pubblici e privati. Dal 2013 guida una società attiva nel campo della ricerca sociale ed economica per conto di imprese, enti locali e istituzioni ed ha ricoperto l’incarico di direttore di Confartigianato Imprese Veneto.
«Intraprendo con entusiasmo e senso di responsabilità la collaborazione con il Centro di servizio per il volontariato di Belluno e Treviso nel quale cercherò di portare la mia esperienza di ricercatore e di manager», sono le prime parole del neo Direttore. L’affidamento dell’incarico a Sergio Maset si inserisce nel solco della strategia intrapresa con la nuova governance del Csv presieduto da Elisa Corrà.
«I Centri di servizio per il volontariato diventano, oggi più che mai, punto di riferimento qualificato del territorio, in grado di facilitare la connessione indispensabile tra Terzo settore, pubbliche amministrazioni, società civile e imprese», aggiunge la Presidente Corrà. «Le sfide del welfare del futuro si giocano con un ripensamento necessario di cosa significhi sussidiarietà. In questo i Centri continueranno certamente a offrire i propri servizi storici, ma dovranno anche diventare i facilitatori di una nuova modalità di welfare di comunità inteso come modello partecipato di sviluppo locale sostenibile. Per rispondere a questi nuovi bisogni servono competenze specifiche, rappresentate appieno dal nuovo Direttore generale».
Si prosegue dunque sulla strada condivisa a fine gennaio scorso a Firenze, quando si è svolta, a cura di Csvnet, la presentazione del Manifesto dei Csv di tutta Italia, cui ha preso parte attivamente anche il Csv Belluno Treviso.
Aggiunge, infatti, Sergio Maset: «Nostro desiderio, nei mesi a venire, è rispondere esattamente alle esigenze emerse dal Manifesto, nato proprio dalla condivisione dei Csv quale utile strumento per ripensare e migliorare, in ottica di sviluppo, i servizi alle associazioni e potenziare la rete tra soggetti diversi che operano nelle comunità. Un impegno, oggi più che mai richiesto, per rispondere alle fragilità del Bellunese e del Trevigiano, dove le singoli parti in causa, dalle pubbliche amministrazioni alle realtà imprenditoriali, sono chiamate a dialogare insieme per l’obiettivo condiviso di migliorare la qualità della vita nel proprio territorio».
Una platea, quella servita gratuitamente dal Csv Belluno Treviso, di oltre 10 mila volontari e più di 500 associazioni. Destinatari dei servizi Enti del Terzo settore, volontari o aspiranti tali, giovani attratti dalle opportunità di cittadinanza attiva, cittadini, rappresentanti delle istituzioni e degli istituti scolastici. Tra i servizi quotidianamente offerti dall’ente quelli di promozione, orientamento, animazione territoriale, in particolare tra i giovani e nelle scuole; percorsi di formazione alle associazioni; erogazione di consulenze (burocratiche, gestionali o di servizio), servizi di informazione e comunicazione, servizi di ricerca e documentazione (banche dati), servizi di supporto tecnico-logistico (messa a disposizione di spazi, strumenti ed attrezzature).
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05 Apr, 2023 | Comunicare il sociale
“Coltivare cultura è coltivare nuova vita”. Con questa convinzione e con questo titolo nelle scorse ore il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli e l’associazione “Virus teatrali” hanno portato nel carcere di Poggioreale l’iniziativa che ha lo scopo di promuovere nelle carceri italiane il recupero o la creazione di luoghi in cui sia possibile fruire della cultura, dello studio e dell’arte.
Alla presenza del Garante Nazionale delle persone private della libertà, Mauro Palma, Festival e Virus Teatrali hanno portato in anteprima nelle sale della casa circondariale G. Salvia l’anteprima del film “Nu juorno ‘nzieme” di Giovanni Meola che fu girato proprio in questa struttura con la collaborazione dei detenuti del padiglione Napoli nell’anno 2019. Il regista, presente, ha raccontato le fasi di realizzazione dell’opera e la grande armonia che ha caratterizzato le sedute di ripresa e di socializzazione nel gruppo dei protagonisti. “Coltivare cultura è coltivare nuova vita” si propone di realizzare, attraverso la creazione di luoghi per la cultura, il senso dell’articolo 27 comma 3 della nostra Costituzione che afferma che “le pene … devono tendere alla rieducazione del condannato”.
“Alcuni istituti di pena – spiega il coordinatore del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli Maurizio Del Bufalo – hanno già compiuto in questo senso importanti scelte (Opera, Bollate, Volterra) e non sono poche le eccellenze nel campo della iniziative teatrali in ambito carcerario, ma una grossa percentuale di essi è ancora priva di qualunque luogo di fruizione culturale ove detenute e detenuti possano studiare, informarsi, assistere a proiezioni o partecipare a recite teatrali e prendere conoscenza dei mestieri collegati all’arte e alla cultura in generale. Noi stessi abbiamo qualche difficoltà a promuovere il nostro decennale concorso “Cinema in Libertà” che offre ai detenuti la possibilità di giudicare opere cinematografiche provenienti dal nostro Festival”.
È stata una seduta partecipata; apprezzamenti e consigli sono venuti da molti dei presenti ed un importante annuncio, dato dal direttore della Casa Circondariale di Poggioreale, Carlo Berdini, ha reso noto che partiranno a breve i lavori per la creazione di uno spazio multifunzionale dedicato alle iniziative artistiche e culturali. Il Garante nazionale ha espresso apprezzamento per la finalità del progetto consigliando di sviluppare iniziative progettuali condivise con i detenuti e le direzioni amministrative. Presente Giannino Durante, papà di Annalisa (vittima innocente della Camorra) e animatore della biblioteca di Forcella che porta il nome della giovane, che è intervenuto per dichiarare la disponibilità dei libri raccolti nel suo quartiere per la nascente biblioteca di Poggioreale. Anche la co-presidente di “UN PONTE PER”, Angelica Romano, ha offerto la fornitura di libri in lingua araba per i detenuti extracomunitari, iniziativa già sperimentata in altre regioni d’Italia. Infine i genitori di Mario Paciolla, presenti all’evento, hanno colto l’occasione per chiedere adesione alla petizione che chiede alle istituzioni italiane giustizia sul caso del cooperante ucciso in Colombia.
“È partito così da Napoli – conclude Del Bufalo – un percorso che attraverserà tutto il Paese per ricordare che cambiare il carcere è possibile, anche partendo da piccole scelte locali che garantiscano una maggiore umanità e determinazione nella rieducazione di detenuti e detenute”.
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