Una scuola di formazione per la realizzazione del presepe napoletano con protagonisti sia i giovani in difficoltà della città di Napoli che chi – da altre zone d’Italia e anche dall’estero – è ammaliato da quest’arte famosa in tutto il mondo. A lanciare l’idea, che inizierà il suo percorso di concretizzazione subito dopo le feste natalizie, è il presidente dell’associazione Le Botteghe di San Gregorio Armeno Vincenzo Capuano con la stretta collaborazione de l’Altra Napoli Onlus.

Le parole del maestro Capuano – «La scuola – spiega Capuano maestro dell’arte del presepe napoletano – sorgerà o all’interno di un palazzo di proprietà privata proprio a San Gregorio Armeno da recuperare o in uno di via del Grande Archivio di pertinenza del Demanio, luogo di un asilo nido fatiscente. In questo secondo caso la concessione potrebbe essere più facile. Con l’Altra Napoli Onlus abbiamo già presentato una bozza al Comune, alla Camera di commercio e alla Regione, tra pochi giorni presenteremo il progetto definitivo». L’auspicio è di dare vita alla scuola nel corso del 2023 e, chissà, avere già dal prossimo Natale delle statuette e sculture realizzate da coloro i quali frequenteranno la scuola di formazione. Al di là della sede del centro ancora da individuare, è importante la ratio alla base di questo progetto: dare un’opportunità lavorativa ai giovani napoletani, spesso in difficoltà a vivere la propria quotidianità perché sul territorio le prospettive sono quasi azzerate, permettendo al contempo a chi ammira il presepe napoletano, al di là della provenienza geografica, di immergersi in quest’arte che i maestri bottegai peraltro sperano possa presto diventare patrimonio immateriale dell’Unesco. Capuano insiste su un punto: «Vogliamo dare un’opportunità ai ragazzi di Napoli. Ho tante richieste da Comuni italiani che vorrebbero che si organizzassero delle fiere. Avendo dei ragazzi formati li indirizzeremo anche al lavoro». Secondo la visione del presidente delle associazioni delle Botteghe di San Gregorio Armeno e degli altri artisti del settore, «il maestro presepiale dev’essere scultore, scenografo, pittore. Poi si apre il mondo della miniatura con la cera e il legno e poi c’è il mondo vasto della sartoria, con i costumi di fine ‘700. La scuola avrà quindi quattro o cinque indirizzi».

Il ruolo del Terzo Settore – Entusiasta è Antonio Lucidi, vicepresidente de l’Altra Napoli Onlus che ha sposato in pieno il progetto. «Abbiamo immediatamente apprezzato l’idea del maestro Vincenzo Capuano di creare un centro d’eccellenza per il recupero del territorio rivolgersi ai giovani della Napoli disagiata» afferma Lucidi allarmato dai dati dell’ultimo rapporto Caritas sulla diffusione, in aumento, della povertà assoluta e relativa a Napoli e in Campania. «Siamo preoccupati – afferma Lucidi – La crescita della povertà assoluta e relativa in una città come Napoli, già attanagliata dalla crisi economica, può creare ulteriori problemi. Con la collaborazione con le istituzioni può però nascere qualcosa di positivo». Sulla scuola di formazione il vicepresidente de l’Altra Napoli Onlus dice ancora: «Ci sono due parti ulteriori di questo lavoro: che il Comune adotti una delibera, su impulso della Soprintendenza con la quale c’è un ottimo rapporto, per far sì che le botteghe siano vincolate. L’altra, di più lungo respiro, è che l’arte presepiale diventi patrimonio Immateriale dell’Unesco. Vogliamo far incontrare le persone di diverse realtà con questa scuola di formazione, creare sinergie anche attraverso la riunificazione delle sigle delle botteghe e delle bancarelle di San Gregorio Armeno come il maestro Vincenzo Capuano vuole fare» conclude Antonio Lucidi.

di Antonio Sabbatino

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