Malformazioni del volto, in Italia 600 nuovi casi ogni anno. “Senza cure tempestive a rischio l’integrazione sociale”

Ogni anno in Italia quasi 1 bimbo su 1000 nasce con una forma di labiopalatoschisi, malformazione del volto che, se non curata in modo multidisciplinare e in tempi adeguati, può provocare gravi problemi funzionali ed estetici che possono protrarsi per lungo tempo, andando ad inficiare terribilmente la qualità di vita individuale e di relazione, con elevato rischio di emarginazione. Questi bambini hanno bisogno di cure e attenzioni, come quelle sostenute e promosse dalla Smile House Fondazione ETS. In Italia si registrano ogni anno circa 600 nuovi casi di labiopalatoschisi.

“È assolutamente impensabile ai nostri giorni che una malformazione congenita del volto, presente alla nascita, possa essere risolta solo con un atto chirurgico nei primi mesi di vita. L’intervento, o meglio, gli interventi chirurgici sono un passo importante, ma devono essere coordinati con quelli terapeutici di molti altri specialisti fino al temine delle cure. Solo così potranno essere risolte tutte le problematiche funzionali ed estetiche presenti alla nascita, assicurando il vero obiettivo della Fondazione, che è l’integrazione sociale”, dichiara Domenico Scopelliti, vicepresidente della Fondazione ETS e direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia maxillo-facciale dell’Ospedale San Filippo Neri di Roma.

La Fondazione promuove la nascita di un Progetto di Rete Nazionale, sostenendo lo sviluppo delle Smile House, Centri di cura chirurgici e ambulatoriali, in accordo fin dal 2008 con il ministero della Salute, inseriti all’interno di strutture sanitare del Sistema Sanitario Nazionale nelle varie Regioni. Il compito delle Smile House è quello di accogliere la famiglia e garantire l’intero percorso di cure medico-specialistiche multidisciplinari a migliaia di pazienti, seguendo la persona dalla diagnosi prenatale sino all’età adulta.

Ad oggi sono stati realizzati cinque Centri Smile House, di cui due, Roma e Vicenza, sono classificati come Hub chirurgici, dove viene concentrata massimamente l’attività chirurgica. Gli altri tre, Ancona, Cagliari e Taranto, sono classificati come Spoke ambulatoriali, dove si effettuano tutte le terapie multidisciplinari previste dal percorso di cure, con eccezione della chirurgia.

L’assetto organizzativo della Rete, suddivisa in Hub e Spoke, contrasta il fenomeno della migrazione sanitaria e offre ai pazienti e alle loro famiglie un percorso di cure eccellenti e adeguate il più vicino possibile alle loro residenze.

Tale assetto, inoltre, favorisce la possibilità di sviluppare gli atri due pilastri fondamentali della Fondazione, che sono la formazione professionale e la ricerca scientifica.

Per sostenere le attività delle Smile House e i pazienti con malformazioni cranio-maxillo-facciali, affinché possano vivere appieno la loro vita, Smile House Fondazione ETS ha lanciato la campagna solidale ‘Il sorriso è solo l’inizio’, attiva dal 9 al 29 aprile, sostenuta da Rai per la sostenibilità ESG. Per offrire un contributo basta inviare un sms o chiamare da rete fissa il numero solidale 45585. I fondi raccolti finanzieranno l’acquisto di dispositivi tecnologici, uguali per tutti i Centri Smile House: l’adeguamento tecnologico rappresenta un punto centrale per garantire una elevata qualità delle cure e la possibilità di comparare i risultati ottenuti nei vari Centri Smile House su tutto il territorio nazionale.

 In particolare, l’obiettivo di questa campagna SMS è raccogliere i fondi per dotare ulteriori due Centri Smile House di innovativi apparecchi Vectra M3 Face&Neck System, che consentono di poter documentare con tecnologia 3D le immagini dei pazienti ed effettuare lo studio morfo-volumetrico del volto per verificare comparativamente, grazie a modelli matematici, l’efficacia delle terapie chirurgiche ed ortopedico-ortodontiche effettuate.

Il progetto Smile House è il frutto di una partnership tra la Smile House Fondazione ETS e il ministero della Salute, protocollo rinnovato nel 2022, che ha consentito di sviluppare accordi specifici all’interno di strutture pubbliche del Servizio Sanitario Nazionale, in varie Regioni.

Dal 2011 al 2022, nei Centri Smile House sono state effettuate 40.620 visite, i pazienti sottoposti ad interventi chirurgici sono stati 2.458 raggiungendo il numero complessivo di 4.013 procedure chirurgiche eseguite; 24.482 sono state le cure odontoiatriche ed ortodontiche, 82.775 le consulenze multidisciplinari.

A Roma, venerdì 28 e sabato 29 aprile, il Centro Smile House del San Filippo Neri ospiterà un ‘Weekend Clinic’, in cui saranno concentrati vari interventi chirurgici per “restituire” il sorriso ai piccoli pazienti e avviare un percorso di cura mirato a un concreto inserimento sociale, perché le malformazioni del volto sono malattie estremamente invalidanti che pregiudicano una dignitosa vita sociale.

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A Castel Volturno immagini e storie delle “vittime dei muri”

Immagini, volti e storie raccontate di chi nel mondo è rimasto vittima dell’innalzamento delle barriere fisiche, ostacoli alla libertà dell’uomo. È il senso della mostra “Oltre i muri’’ che sarà inaugurata martedì 11 aprile a Pinetamare-Castel Volturno, all’interno dell’Auditorium della Parrocchia Santa Maria del Mare di viale dei Gigli 3. L’esposizione andrà avanti sino al prossimo 2 maggio ogni giorno, tranne il lunedì, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. A organizzare e curare la mostra “Oltre i muri’’ i missionari Comboniani di Castel Volturno, l’associazione onlus Black & White in collaborazione con la parrocchia Santa Maria dell’Aiuto, Castel Volturno Solidale, Centro Immigrati Campania di Castel Volturno, Missio Capua, Commissione Migrantes Capua, Centro Missionario della Diocesi di Capua, il Magazine Informare di Castel Volturno. Tra gli obiettivi di “Oltre i muri’’ dare la possibilità a chi guarda un nuovo sguardo globale per tentare di abbattere le barriere – etniche, culturali, psicologiche – e le diseguaglianze costruendo un mondo fatto di accoglienza partendo anzitutto da bambini, donne, ragazzi. La mostra sarà visitabile sia singolarmente che a gruppi per classi, scuole, parrocchie, associazioni, famiglie, gruppi di catechismo con prenotazioni obbligatorie chiamando padre Daniele (345 8710005) o padre Filippo (348 3381206). L’ingresso è a offerta libera con il ricavato che andrà a finanziare il progetto “Costruiamo ponti, non muri’’ volto alla realizzazione di un’area sportiva, culturale e ricreativa, dal ballo alla danza al teatro, nei pressi della Casa Black&White in via Po 11 nel lato di destra del Volturno. Nel corso delle settimane di apertura della mostra, diversi gli eventi e i dibattiti previsti all’interno dell’auditorium come quello dell’11 aprile alle 19.30 dal titolo “I muri che crescono… la solidarietà che muore” (alla presenza di padre Giulio Cortese, giornalista e Missionario comboniano, l’attivista Fatou Diako e il giornalista Tommaso Morlando); il 21 aprile alle ore 15 il teatro per bambini con I racconti di Fernando a cura del Teatro Bertolt Brech di Formia, il 29 aprile alle 19.30 con la proiezione del film Trieste è bella di notte. Altro evento all’interno dell’auditorium della Parrocchia Santa Maria del Mare di viale dei Gigli 3 quello alle 19.30 del 12 maggio con il dibattito dal titolo “I muri della Campania” con la testimonianza del parroco di Caivano don Maurizio Patriciello seguita dallo spettacolo teatrale La valigia dei destini incrociati a cura del teatro Bertolt Brecht di Formia.

Secondo Filippo Ivardi Ganpidi, padre comboniano, “Oltre i Muri’’ sarà utile a chi la visiterà per «formare le coscienze di bambini e adulti rispetto al tema delle frontiere, dei muri”. La mostra è composta da 20 roll up con scritte, foto e immagini che dimostrano come ancora oggi al mondo ci siano tante barriere, tanti muri appunto. Noi vogliamo proporre l’incontro tra realtà, tra comunità». Padre Filippo ricorda come «in tutta la terra esistono 70 barriere, 40.000 km di muri, 1000 km in più solo in Europa dove si sperava che dopo la caduta del muro di Berlino non ci fossero più barriere e invece se ne sta costruendo uno adesso tra Finlandia Russia», frutto di quanto sta succedendo dopo l’invasione dell’Ucraina. Al contrario, sottolinea ancora padre Ivardi Ganpini, «porre lo sguardo verso altri mondi è importante. Ci sono passaporti di serie A, di serie B e di serie C: lo vediamo tutti i giorni rispetto al tema dell’immigrazione. I muri si dice vengono costruiti ad esempio per combattere il traffico di droga, a discapito però delle persone. In Italia invece gli stranieri sono importanti per alcune filiere lavorative». Da sempre Castel Volturno è terra di forti presenze di stranieri, a partire da persone provenienti dal continente africano. Com’è oggi il grado di consapevolezza rispetto alla questione del razzismo? La risposta di padre Filippo non si può definire propriamente rassicurante. «Sta aumentando l’indifferenza rispetto agli altri mondi. Noi insegniamo nelle scuole l’italiano agli stranieri, bambini e non, e notiamo come ci siano persone che nonostante siano qui da tanti anni non parlano la nostra lingua che sarebbe utile parlassero per integrarsi. Resiste la ghettizzazione».

di Antonio Sabbatino

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La vita indipendente delle persone con disabilità: il progetto dell’AVIC A05

Nell’ambito sociale A5 sono stati realizzati sei progetti di vita indipendente per persone con disabilità nel perimetro dell’AVIC A05 di Atripalda. Una delle quattro agenzie di vita indipendente finanziata dalla Regione Campania attraverso la legge 41/86, che ha accompagnato le persone con disabilità fisica e intellettiva nella realizzazione di un percorso di autonomia, di vita indipendente. Le altre AVIC finanziate in Campania sono quella S5 (Salerno), S4 (Pontecagnano-Faiano), N23 (Nola). Le agenzie sono state realizzate da un partenariato composto dall’associazione di promozione sociale Mo.V.I.Ca., dall’ente del terzo settore Fish Campania e dalla cooperativa sociale Icaro a marchio Anffas.

Venerdì 14 aprile avrà luogo l’iniziativa “La vita indipendente delle persone con disabilità: il progetto dell’AVIC A05” per raccontare queste esperienze e fare il punto sulla vita indipendente in Campania. L’iniziativa avrà luogo dalle 10.30 presso il centro sociale Madre Teresa di Calcutta, Aiello del Sabato ad Avellino. In apertura ci saranno i saluti di Sebastiano Gaeta, sindaco Aiello del Sabato, e Vito Pelosi, presidente Consorzio dei Servizi Sociali A5. Seguiranno due panel. Al primo “Le esperienze di vita indipendente in Campania” interverranno Pietro Rainone, beneficiario AVIC A05, Simonetta Annunziata, beneficiario AVIC S04, Carmela Ferrara, beneficiario ambito A02, Marida Giannattasio, coordinatrice AVIC N23, Rosaria Duraccio, presidente Mo.V.I.Ca. Al secondo “Migliorare i progetti di vita indipendente in Campania” interverranno Raffaele Tangredi, segretario Cisl Irpinia-Sannio, Melicia Comberiati, Osservatorio Disabilità Campania e segretaria Cisl Napoli, Alessandro Parisi, coordinatore Anffas Campania e vicepresidente vicario FISH Campania, Dino Barlaan, presidente Avi Roma, Carmine De Blasio, direttore consorzio servizi sociali A05, Lucia Fortini, assessore Politiche sociali Campania. Modera Ciro Oliviero, direttore editoriale dalSociale24.

«La vita indipendente è un concetto ancora poco diffuso e non prioritario, sia da parte degli enti locali che dagli stessi cittadini. Esperienze come quelle delle agenzie di vita indipendente che abbiamo realizzato in Campania devono essere da stimolo per le istituzioni per incrementare i fondi dedicati, in modo che le esperienze possano aumentare sia in qualità che quantità. Anche per questo abbiamo scelto di far raccontare le esperienze dalla viva voce dei beneficiari». A dirlo Rosaria Duraccio, presidente di Mo.V.I.Ca. e coordinatrice dell’AVIC A05.

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PROGETTO FAMI, L’INCLUSIONE SOCIALE PASSA DAI BANCHI: OLTRE 230 MIGRANTI A SCUOLA DI ALFABETIZZAZIONE

L’Abc per i migranti parte proprio dalla conoscenza della lingua. Grazie all’alfabetizzazione è infatti possibile attivare processi di integrazione sociale, linguistica e culturale, imprescindibili per la definizione di nuove opportunità di crescita. Grazie al progetto FAMI – Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 Formazione civico-linguistica – dal titolo “L’italiano: la strada che ci unisce”, oggi 237 corsisti provenienti da Paesi Terzi hanno acquisito tra i banchi i principali strumenti di comunicazione da utilizzare nei contesti di vita quotidiana.

Minori stranieri non accompagnati ed intere famiglie provenienti da Bangladesh, Afghanistan, Gambia, Marocco, Tunisia, Somalia, Egitto, hanno aderito alle attività didattiche promosse dal Centro per l’istruzione per gli adulti CPIA Catania 2 di Giarre, finanziate dal ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – e messe in atto dall’assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, dall’Ufficio Speciale Immigrazione della Regione Siciliana, in partenariato con l’Ufficio Scolastico Regionale USR Sicilia e con i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti CPIA siciliani. 

Le attività didattiche del progetto FAMI si sono svolte da luglio 2021 a marzo 2023 nelle sedi del Cpia Catania 2 di Acireale, Calatabiano, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Mascali e Randazzo: inoltre, per agevolare i migranti a frequentare le lezioni, i corsi si sono tenuti anche all’interno delle stesse comunità d’accoglienza dei partecipanti. Sono stati attuati 17 percorsi formativi di lingua italiana – con differenti livelli di apprendimento – e ben il 70% dei partecipanti ha superato i test per la certificazione, conseguendo l’attestato di formazione civico-linguistica. 

«Sono ambiziosi gli obiettivi sociali che sono stati raggiunti con il progetto FAMI – ha sottolineato Rita Vitaliti, Dirigente Scolastico del CPIA Catania 2 – in quanto il rapporto fra iscritti e quanti hanno raggiunto il 70% del monte ore previsto per il rilascio dell’attestato è stato superiore alle aspettative, raggiungendo quasi il 90%. Per la prima volta abbiamo stabilito nuove sinergie entrando nelle comunità per coinvolgere i minori direttamente nei luoghi di accoglienza e agevolarne la frequenza costante. Siamo orgogliosi di aver raggiunto un ulteriore traguardo, cioè l’iscrizione ai percorsi ordinamentali di alfabetizzazione e di primo livello, licenza media e biennio scuola superiore di tutti coloro che hanno frequentato il FAMI, e che quindi hanno deciso di continuare il loro percorso di studi al CPIA Catania 2 di Giarre con l’obiettivo di conseguire così un titolo di studio».

Il progetto FAMI, partendo dalla conoscenza dell’italiano, ha creato concretamente una “strada che unisce”, stimolando il confronto con le comunità locali e le altre persone di nazionalità e genere diversi, ha contribuito ad orientare i migranti verso il successivo inserimento scolastico, favorendo quindi la crescita personale di ognuno lungo il progressivo processo d’inclusione e di effettiva integrazione.

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“EduCare in festa”, una riflessione sul contrasto alla povertà educativa a Napoli

Lotta alla povertà educativa, bisogni dei giovanissimi e modelli di intervento a partire dal basso. Se ne parla a Napoli nel corso di “EduCare in festa”, una manifestazione di due giorni organizzata nell’ambito di EduCare, progetto promosso dall’associazione Arci Movie Napoli e selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Appuntamento per giovedì 13 e venerdì 14 aprile 2023 in diverse location dei quartieri Ponticelli e San Giovanni a Teduccio, insieme alle associazioni, alle scuole, all’Università e alle altre realtà che hanno messo in campo attività per coinvolgere giovani e famiglie.

Si parte con il seminario “Valutare gli interventi di contrasto alla povertà educativa. Riflessioni a partire dal progetto EduCare”. La mattinata sarà ospitata, giovedì 13 aprile dalle ore 9:30, negli spazi del Complesso Universitario di San Giovanni a Teduccio presso il Corso di studi di Innovazione Sociale (Palazzina A3 – primo piano – Via Nuova Villa) con il coinvolgimento degli studenti. Si discute degli approcci metodologici, degli strumenti e delle pratiche di valutazione d’impatto, degli interventi di contrasto alla povertà educativa minorile proprio a partire dal caso concreto. Introducono i lavori Dora Gambardella, direttrice del dipartimento di Scienze Sociali della Federico II, e Francesco Pirone, coordinatore del corso di laurea magistrale in Innovazione Sociale. Saranno presenti: Maura Striano, assessore alla scuola del Comune di Napoli; Roberto D’Avascio e Maria Teresa Panariello, rispettivamente presidente e direttrice dell’associazione Arci Movie; Rosaria Lumino e Sandra Vatrella, componenti del gruppo di ricerca per la valutazione di impatto del progetto EduCARE. Previsti, infine, gli interventi di docenti e rappresentanti associazioni coinvolte nel progetto. A moderare la discussione è Emiliano Grimaldi, professore del Dipartimento di Scienze Sociali e componente del gruppo di valutazione.

EduCare è alla sua tappa finale. Il progetto di Arci Movie, in sinergia con scuole, università, associazioni e territorio, ha messo in campo numerose azioni e attività a favore di giovani e famiglie dell’area orientale di Napoli dove si riscontrano numerose delicate situazioni dal punto di vista educativo così come economico, sociale e culturale. Attraverso l’opera di docenti, educatori e operatori e degli stessi genitori, EduCare ha coinvolto studenti e famiglie offrendo loro opportunità di crescita e riscatto, momenti di educazione e formazione attraverso l’arte, la tecnologia, la scienza, il contatto con la natura. L’iniziativa di Arci Movie, altresì, è andata incontro alle particolari esigenze di benessere psicofisico di numerose famiglie intercettando sofferenze e paure nell’agire quotidiano dei genitori, spesso impreparati di fronte alle sfide educative verso i più piccoli. E, ancora, EduCare ha promosso lo sport, il teatro, il cinema, la fotografia attraverso numerosi laboratori che, in tanti mesi di attività, hanno visto insieme alunni delle scuole di Napoli Est.

 

Quanto realizzato e i lavori finali saranno presentati proprio nel corso di “EduCare in festa”. Al seminario, infatti, segue un evento pomeridiano presso l’Oasi Figli in Famiglia in via Ferrante Imparato con il panel “EduCare. Sport e legalità”. L’incontro vedrà insieme: il Questore di Napoli, Alessandro Giuliano, il giornalista Sandro Ruotolo, gli sportivi Umberto Esposito e Biagio Borrelli che dialogano con Carmela Manco, presidente di Figli in Famiglia, e con i docenti e gli allievi dell’Istituto Comprensivo 46 Scialoja Cortese di San Giovanni a Teduccio.

 

Si prosegue venerdì 14 aprile, a partire dalle 9:30, presso il cinema teatro Pierrot di via de Meis a Ponticelli, con una mattinata di cinema ed educazione con gli interventi di Luca Trapanese, assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli, Sandro Fucito, presidente della Municipalità di Napoli Est, e i noti attori Anna Ammirati e Domenico Cuomo. Il lavoro di educatori e allievi sarà visibile nei diversi cortometraggi prodotti nel corso dei MovieLab con le scuole della zona Est: saranno i filmmaker, i presidi, i docenti e gli studenti a raccontare le esperienze realizzate negli istituti comprensivi dei quartieri di Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio.

 

EduCare ha messo insieme anche scienze e natura. Questo il titolo dell’evento ospitato alle ore 12 nel plesso di via Argine dell’Istituto Comprensivo 83 Porchiano Bordiga di Ponticelli dove sarà inaugurato lo stagno realizzato nel corso dei laboratori del dipartimento di Fisica dell’Università Federico II: il lavoro sarà raccontato dal docente universitario Emilio Balzano. Segue l’apertura della mostra fotografica “Immagini da Napoli Est” curata da Jessica Lettieri e Giovanni Bellotti: l’esperienza raccoglie gli scatti realizzati dai giovanissimi protagonisti dei laboratori di fotografia. La due giorni chiude con l’evento “Educare. Teatro e socialità” ospitato nel centro Remida Napoli in via Curzio Malaparte a Ponticelli che ospita una lezione teatrale e un incontro con Anna Marrone (Remida Napoli), Annarita Cardarelli (associazione NEA Napoli Europa Africa) e Gabriella Patricolo (associazione Terradiconfine).

 

EduCARE, avviato nel 2019, ha messo in campo una strategia integrata di interventi attivando una comunità educante sul territorio di Napoli Est. Più di duecento laboratori per un totale di circa cinquemila ore. Raggiunti ben cinquanta nuclei familiari destinatari di azioni di accompagnamento e tutoraggio che tanto sono state utili durante la pandemia. Durante le circa cinquemila ore di attività distribuite lungo i quattro anni di progetto, nei laboratori artistici e creativi, nei percorsi di prevenzione ed educazione alla salute e nelle attività di potenziamento nelle discipline scolastiche, sono stati coinvolti oltre quattrocento minori dei tre quartieri. Oltre sessanta le borse di studio sportive assegnate. Molti genitori sono stati i protagonisti dei percorsi di sostegno e attività laboratoriali e di supporto all’empowerment: alfabetizzazione informatica, orto e cucina e teatro di narrazione. EduCare ha messo in campo anche attività formative rivolte agli insegnanti sulla didattica innovativa e del non formal learning, dall’attivazione di momenti e prassi di confronto tra comunità educante, famiglie e rappresentanti delle istituzioni. Altresì, il progetto di EduCare, ha promosso momenti aggregativi e di confronto tra comunità educante e beneficiari.

 

«Completiamo dopo quattro anni un progetto ricco e complesso che è partito da una forte dose di sperimentazione nell’azione sociale sui tre quartieri di Napoli est. La nostra sorpresa è stata constatare sul campo che, per affrontare la pandemia e le vite sospese nella loro dimensione sociale, la struttura sperimentale del progetto, in merito a tempi di intervento, bacino d’utenza e trasversalità delle azioni, ha mostrato tutta la sua efficacia. Il progetto EduCare ha dimostrato come una buona progettazione sociale in contesti difficili sia capace di affrontare le sfide della nostra modernità post-pandemica», afferma Maria Teresa Panariello, direttrice di Arci Movie, nonché coordinatrice del progetto EduCare.

 

EduCare ha visto capofila l’associazione Arci Movie, attiva da trenta anni in città. Il partenariato vede insieme: il Comune di Napoli, gli istituti comprensivi Scialoja Cortese, Porchiano Bordiga, Russo-Solimena, il circolo didattico Stefano Barbato e l’istituto superiore Sannino-De Cillis, le associazioni Figli in Famiglia, SVT, Matematici per la città, Terradiconfine, AIPD Napoli, N:EA NapoliEuropa Africa, Atelier Remida Campania, la cooperativa Parallelo 41 Produzioni e il dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

 

“Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica,
sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org”.

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Il rione Acquaviva si trasforma in un “Arcipelago” di isole sociali

Il quartiere Acquaviva negli anni è riuscito a diventare luogo di importanti sperimentazioni, di percorsi di riscatto sociale e ambientale. Non è un caso che queste buone pratiche siano nate proprio qui, in una zona spesso descritta erroneamente come periferia insicura, che certamente necessita di maggiori attenzioni istituzionali.

E’ qui che è nato il primo Piedibus del Sud Italia: l’accompagnamento dei bambini a scuola a piedi, presso l’I.C. Ruggiero 3° Circolo; sempre qui ormai da anni la Villetta di Via Arno è gestita da cittadini e associazioni coordinate dal “Comitato Città Viva” su modello di altre esperienze cittadine di beni comuni; il quartiere è stato teatro di tantissime iniziative culturali ed educative, il che lo ha reso terreno fertile per una grande proposta innovativa.

In data 30 marzo 2023, infatti, una rete di ben 29 partner ha protocollato una proposta inedita di Patto di Collaborazione rivolta al Comune di Caserta, per la gestione di diversi spazi pubblici del quartiere, secondo il “Regolamento Comunale per l’Amministrazione Condivisa” che disciplina la gestione dei Beni Comuni.

Una rete essa stessa innovativa e ricca: diverse scuole (I.C. Terzo Circolo-Ruggiero, Liceo Artistico San Leucio, l’Istituto Terra di Lavoro, L’arca di Noè), la Juvecaserta 2021, enti religiosi (parrocchia N.S. di Lourdes e Santuario di Sant’Anna, la Chiesa evangelica della riconciliazione, la Comunità cristiana di Caserta) e, naturalmente, tantissimi Enti del Terzo Settore (Centro Sociale Ex Canapificio, Opera Sant’Anna, Oratorio Sant’Anna, Zetesis Coop,  Rfc Lions, Comitato per villa Giaquinto, Solis APS, Centro Yoga L’Arnia, LIPU Caserta, Coop. New Hope, Hermes Roller, associazione “Compagnia della città”, Raido Adventure, Matutae Teatro, Movimento Migranti e Rifugiati, Stella del Sud ASD, Comitato Parco Aranci, Kalifoo Ground). Infine, c’è un gruppo informale di cittadini rappresentato dalla Dott.ssa Annamaria Deri, che già mesi fa si propose per gestire la Villetta di Via Avellino. Un variegato ventaglio di realtà, coordinato dal Comitato “Città Viva”, associazione nata nel 2007 nel quartiere Acquaviva.

Il secondo elemento di innovazione è costituito dai luoghi oggetto della proposta: ne sono ben 5.

Villetta di Via Acquaviva/Via Avellino
Sottopasso pedonale Via De Martino/Via Acquaviva
Sottopasso pedonale e carrabile Via Ferrarecce/Viale Lincoln
Polo inclusivo: Villetta di Via Arno + Oasi
Piazzetta di Via Trento

In più, altro elemento di novità, c’è anche il Piedibus, il che renderebbe questo Patto di collaborazione il primo a comprendere un servizio, un bene immateriale e non un luogo fisico.

Cosa si propone di realizzare il Patto?

La rete intende realizzare una gestione coordinata e condivisa di questi luoghi, animandoli, garantendone la cura, l’apertura e la chiusura. Ciascuno valorizzando le proprie competenze e la propria natura, possiamo fare in modo che la Comunità si prenda cura di sé stessa attraverso i propri spazi, aprendo canali di partecipazione dai più piccoli ai più grandi, riempiendo i vuoti che altrimenti vengono occupati dalle logiche della strada, dalla violenza e dall’abbandono. Vogliamo che i ragazzi di questo quartiere e di questa città abbiano le stesse opportunità educativa dei loro coetanei che vivono altrove. Siamo convinti che in questa fase storica così difficile sotto tanti profili, sia la Comunità consapevole ed educante a poter salvare i singoli.

Ne siamo convinti a tal punto, che vogliamo “mettere a sistema” i beni comuni pubblici della zona Sud della città contando anche sulla disponibilità di alcuni enti privati, che intendono inserire in questo circolo virtuoso anche i propri, a partire dagli spazi delle parrocchie coinvolte, passando per i cortili delle case popolari. Altro elemento di grande novità, rispetto ai più di 20 Patti di Collaborazione stipulati finora in città.

La proposta è stata formalizzata. Ci auguriamo quanto prima di essere contattati dall’Amministrazione, come prevede il Regolamento comunale dedicato, per costruire un iter condiviso che possa portare quanto prima alla sottoscrizione del Patto e ad aprire un dialogo più generale sulla vivibilità del quartiere, che possa dunque anche toccare l’argomento dei fondi PINQUA i cui interventi andranno a toccare anche alcuni spazi oggetto della proposta Arcipelago, nonché dei futuri fondi che saranno nella disponibilità delle istituzioni.

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