Diritti civili, Franco Grillini ad AstraDoc per il film “Let’s Kiss” sulla sua vita di attivista gay

A Napoli prosegue la rassegna “AstraDoc – Viaggio nel cinema del reale” curata da Arci Movie. Arriva in città “Let’s Kiss. Franco Grillini. Storia di una rivoluzione gentile” di Filippo Vendemmiati (Italia, 2020, 90’), in una serata speciale realizzata insieme ad Antinoo Arcigay Napoli. Il film, vincitore di un Nastro d’Argento e presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione “Alice nella città”, sarà proiettato al Cinema Academy Astra di via Mezzocannone venerdì 3 marzo alle 20:30 alla presenza del protagonista Franco Grillini, attivista e presidente onorario di Arcigay, insieme ad Antonello Sannino, presidente di Antinoo Arcigay Napoli.

Il documentario è incentrato sulla figura di Grillini, bolognese, classe 1955, figlio di contadini, laureato in pedagogia, uomo politico e gay tardivo, da sempre impegnato nella lotta per il riconoscimento dei diritti civili di gay, lesbiche e transessuali. Il biopic, con tono leggero e materiale documentale inedito, ricostruisce oltre trent’anni di storia politica e testimonia una lotta dura e gentile nel nome della dignità e dell’uguaglianza. Il film, prodotto da Genoma Films e Albedo Productions, è un viaggio anche sentimentale nei luoghi della vita: dalla casa natale in campagna all’università, dalle vecchie sedi di partiti scomparsi fino al Parlamento, passando per le strade e le piazze dei Gay Pride, da Roma a New York.

Le tappe di Franco Grillini scandiscono lotte e conquiste – dal tragico irrompere dell’Aids con i morti e la messa all’indice dei rapporti omosessuali fino al primo matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’ancora aperta battaglia per la “stepchild adoption” – ma anche l’evoluzione dell’approccio sociale e dei media ad un tema che ancora oggi, pur riguardando milioni di persone, resta fortemente divisivo, quando non ignorato. Grillini racconta la sua pur sorridente trincea per un futuro senza vite vissute nella paura dello stigma sociale, per il diritto alla salute e all’affettività completa. Sono storie d’amore e di battaglie politiche, dentro e fuori il Parlamento, insopprimibili spinte al cambiamento e alla gioia di vivere.

«Conosco Franco Grillini da più di 40 anni, da quando ventenni condividevamo in una piccola organizzazione della sinistra, la stessa passione e lo stesso impegno politico. Negli anni abbiamo percorso strade parallele, seguendoci sempre a distanza con grande stima e interesse reciproco. Lui e le sue battaglie di libertà, io e il mio lavoro così strano di “giornalista-regista”. Il pretesto per il film è scattato poco prima del Natale 2018 quando il Comune di Bologna gli ha conferito il Nettuno d’Oro, massima riconoscenza per un proprio cittadino. È stato un fulmine: da tempo cercavo una storia, una vita che valesse la pena raccontare, emblematica e suggestiva sia sul piano sociale sia personale». Dalle note del regista Filippo Vendemmiati.

“Astradoc – Viaggio nel cinema del reale” è la rassegna dedicata al cinema documentario curata da Arci Movie Napoli con Parallelo 41 Produzioni, Università di Napoli Federico II e COINOR con il patrocinio del Comune di Napoli. Biglietto 4 euro, ridotto soci Arci 3.5 euro. Per info Arci Movie: 0815967493, info@arcimovie.it, www.arcimovie.it, WhatsApp 3346895990.

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“FORMICHE”: LA TRAGEDIA DEI MIGRANTI TRA STEINBECK E SPRINGSTEEN

Debutta in sala a Roma, al NUOVO CINEMA AQUILA, il documentario FORMICHE, di VALERIO NICOLOSI prodotto da Dazzle Communication e patrocinato da Amnesty International Italia.

Martedì 7 marzo 2023 alle 21:00, la proiezione sarà accompagnata dal regista, che dialogherà con DON MATTIA FERRARI, già cappellano della ONG Mediterranea, ed ELEONORA CAMILLI, giornalista del network Redattore Sociale.

Cento giorni a bordo delle navi umanitarie nel Mediterraneo Centrale. Nove viaggi tra la Grecia e i Balcani per raccontare la più grande tragedia umana dei nostri tempi. “Formiche” racconta le vite di coloro che si ammassano per le strade che li conducono in Europa all’inseguimento di un futuro migliore – come formiche, per citare “Furore” di Steinbeck, una cui citazione compare in apertura del documentario letta da Bruce Springsteen. “Formiche” racconta queste storie, dando un nome e un volto a coloro che, loro malgrado, ne sono protagonisti. “Formiche” nasce in un limbo, dalle storie tragiche di chi mette se stesso in un gioco crudele, che rappresenta l’unica flebile speranza di una nuova vita.

Dopo il debutto a Roma seguirà un programma di proiezioni in varie città italiane. Il calendario sarà pubblicato sul sito www.dazzlecomm.it. Successivamente sarà trasmesso in streaming.
Qui il trailer:

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La minaccia dei superbatteri che si adattano al cambiamento climatico

Il cambiamento climatico sta modificando il Pianeta e coloro che lo abitano. Un dato di fatto che impone a tutte le specie di mettere seriamente in discussione i parametri della normale evoluzione, in favore del più forte istinto di conservazione. In poche parole, adattarsi per sopravvivere. Se l’essere umano è ancora colpevolmente in attesa che arrivi la fase dell’accettazione del problema, molti nostri coinquilini si stanno già adattando alle nuove condizioni climatiche. La lotta per la sopravvivenza, d’altronde, è alla base dell’evoluzione di tutte le specie. In passato, è stato così anche per la specie umana. Anche se ne ha le capacità, l’essere umano non è stato in grado di adattarsi sistematicamente ai cambiamenti climatici come altri esseri viventi, i batteri per esempio.

Proprio l’adattamento dei batteri al cambiamento climatico di natura antropogenica si sta rivelando un’ennesima seria minaccia alla nostra sopravvivenza, già fortemente in discussione. A rischio non è solo la nostra salute.

Lo dice il rapporto “Bracing for Superbugs: strengthening environmental action in the One Health response to antimicrobial resistance”, presentato in occasione del sesto meeting del Global Leaders Group on AMR, dall’United Nations environment programme (Unep). La resistenza microbica fa si che gli antimicrobici usati in medicina, come in agricoltura e in veterinaria, potrebbero non essere più efficaci nel giro di pochi anni, esponendo uomini, piante ed animali alle infezioni, anche di lieve entità. Comuni infezioni, dalle quali sarà difficile guarire.

Si stima così che il doppio degli attuali decessi per infezioni microbiche si potranno verificare già entro il 2050, a meno che non si elimini la causa alla base dell’adattamento dei batteri, l’inquinamento.

«Limitare l’inquinamento creato dai settori farmaceutico, agricolo e sanitario è essenziale per ridurre l’emergenza, la trasmissione e la diffusione di superbatteri, ceppi di batteri che sono diventati resistenti a tutti gli antibiotici conosciuti, e altri casi di resistenza antimicrobica, noti come AMR», si può leggere nel rapporto Unep, che aggiunge che, “si prevede che l’AMR causerà 10 milioni di morti dirette in più all’anno entro il 2050. Questo equivale al numero di decessi causati a livello globale dal cancro nel 2020. Si prevede che il costo economico della resistenza antimicrobica comporterà un calo del PIL di almeno 3,4 trilioni di dollari all’anno entro il 2030, spingendo 24 milioni di persone in più nella povertà estrema. La triplice crisi planetaria comporta temperature più elevate e modelli meteorologici estremi, cambiamenti nell’uso del suolo che ne alterano la diversità microbica, nonché inquinamento biologico e chimico. Tutto ciò contribuisce allo sviluppo e alla diffusione della resistenza antimicrobica». Una minaccia preoccupante per il futuro della specie umana sul pianeta Terra, che si aggiunge alle concatenate, numerose, conclamate, ma allo stesso tempo sottovalutate, avvisaglie di questa persistente “emergenza” climatica globale. Una spada di Damocle di cui potremmo fare a meno, ma dalla quale non riusciamo a sottrarci.

di Valerio Orfeo

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Giornata delle Malattie Rare, Anffas: «Non solo celebrazioni, ma reali cambiamenti»

In occasione della Giornata delle Malattie Rare (Rare Disease Day, volta ad accrescere la consapevolezza sul tema e sensibilizzare la popolazione sull’impatto delle Malattie Rare sulle vite delle persone e delle loro famiglie), Anffas desidera richiamare l’attenzione, a tutti i livelli, sulle malattie rare dalle quali discendono disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e questo attraverso un suo apposito documento di analisi – “Malattie Rare, Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo: Anffas in prima linea”, nato con l’obiettivo di sollecitare e promuovere le risposte che le persone con disabilità e le loro famiglie attendono, ormai da troppo tempo.

Riprendendo quanto riportato dal documento,  una grande parte di patologie che determinano Disabilità Intellettiva e Disturbi del Neurosviluppo, e quindi quelle rappresentate da Anffas, sono ascrivibili alla grande famiglia delle Malattie Rare, una parte di famiglia non certamente minoritaria, che si differenzia dalle altre in quanto alla condizione di malattia si associa la condizione di disabilità e, raramente, si tratta di condizioni “curabili”. Proprio perché da sempre consapevole di questo, Anffas – a seguito delle modifiche apportate agli statuti degli enti aderenti alla sua rete associativa con la Riforma del Terzo Settore – ha inserito espressamente nelle finalità associative il riferimento alle disabilità intellettive e del neurosviluppo legate ad una malattia definita “rara”.

 Un impegno che continua negli anni, e non solo in occasione di queste particolari giornate, a spingere verso un cambiamento urgente e necessario per rispondere alle esigenze e ai bisogni delle persone con malattie rare e delle loro famiglie, troppo spesso lasciate sole ad affrontare non solo le gravi problematiche dovute alla malattia ma anche le troppe difficoltà legate alla partecipazione alla vita sociale, fattori questi che impattano entrambi fortemente sulla Qualità di Vita.

 In tal senso, infatti, nel suo documento Anffas, dopo una parte dedicata ad un approfondimento di stampo scientifico, evidenzia come ci siano ancora oggi delle criticità non più sostenibili – che accomunano le persone con disabilità intellettive e i disturbi del neurosviluppo con le persone con malattie rare – tra cui il troppo ritardo, o in alcuni casi l’assenza, della diagnosi con il conseguente ritardo delle terapie, i mancati sostegni non solo alla persona ma anche a tutta la famiglia, isolamento ed esclusione sociale, una visione a 360° della situazione della persona e non solo delle condizioni prettamente cliniche.

 Su questo Anffas sottolinea come l’assenza di cura e di prospettive di guarigione non deve mai significare che lo stato di salute o la qualità di vita di una Persona con Malattia Rara e Disturbi del Neurosviluppo non possa giovarsi, in maniera significativa, di tutta una serie di ulteriori e necessari sostegni che, oltre a quelli legati alla condizione di salute, traguardino, in un approccio olistico, la persona stessa in tutta la sua interezza. Occorre, pertanto, essere sempre in grado di pianificare, programmare ed erogare interventi sanitari (diagnosi, terapia e ricerca) e sostegni alla persona (sviluppo delle capacità adattive) implementati in contesti sociali resi facilitanti (supporto familiare, empowerment comunitario e diritti accessibili), in modo da garantire la migliore qualità di vita ed una vita di qualità, sempre nella misura massima possibile, nella situazione data” e come in questa ottica “Il progetto individuale di vita personalizzato e partecipato, si conferma, al tal fine, il primario strumento capace di perseguire tale prospettiva. Prospettiva che dopo oltre 20 anni dall’emanazione della legge 328 del 2000 che all’art. 14 sanciva, in modo lungimirante, tale diritto, oggi viene ulteriormente sancito, ampliato e dettagliato dalla legge delega sulla disabilità 227/2021 e di cui si attendono gli auspicati decreti attuativi”. In tale ottica si legge ancora nel documento che L’auspicio è che il Piano Nazionale per le Malattie Rare 2023 – 2025 acceleri l’attuazione del piano diagnostico terapeutico assistenziale personalizzato (PDTAP) per tutte le Persone con Malattie Rare ed elaborato dai Centri di riferimento come previsto dalla Legge 175/2021, ma che questo sia visto come un piano specifico di sostegni e come un “di cui” del più ampio progetto individuale di vita personalizzato e partecipato”.

Anffas auspica quindi che queste sue costanti sollecitazioni, unitamente all’intero movimento delle malattie rare, possano trovare la giusta attenzione da parte delle istituzioni preposte e che giornate come queste, non si traducano solo e sempre in meri momenti celebrativi ma portino a reali e rapidi cambiamenti e a risposte concrete sui tanti bisogni e molteplici necessità delle persone con malattie rare e delle loro famiglie che esistono sempre e non solo il 28 febbraio.

fonte foto: © Enrico Genovesi – Progetto FIAF-CSVnet “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano”

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Fior di…teglia, il contest che valorizza l’ impegno sociale

Si è concluso ieri, presso il Refettorio Made in Cloister, la mensa sociale nata dalla collaborazione tra la Fondazione Made in Cloister e Food for Soul di Massimo Bottura, la finale di “Fior di… teglia”, il contest nato dalla collaborazione tra 50 Top Pizza e Latteria Sorrentina.

Quattro le preparazioni scelte, che hanno puntato l’attenzione sui giovani talenti della pizza in teglia.

I partecipanti: Simone De Gregorio –  ristorante pizzeria “La Bolla” di Caserta; Francesco De Maria- pizzeria “I Vesuviani” di Pomigliano d’Arco; Davide Orlando- Panificio Davide Longoni; Giuseppe Di Gaetani – Pizzeria Da Filomena, hanno realizzato le ricette con creatività e rispetto delle materie prime e della stagionalità, partendo dal fiordilatte (o da un derivato) e valorizzando il mondo vegetale. Dopo la prima parte della giornata, che ha condotto all’assaggio delle creazioni dei partecipanti con conseguente designazione del vincitore, i giovani pizzaioli, sono stati impegnati nella preparazione e nella distribuzione di scatole da donare alle persone in difficoltà. Dall’apertura delle porte del Refettorio, infatti, ogni lunedì l’ingresso affolla di persone meno abbienti, che ricevono cene e beni di prima necessità, da consumare in loco o da portare a casa.

Un bel momento, separato ma fortemente connesso a quello precedente, voluto dai curatori di 50 top pizza Luciano Pignataro, Albert Sapere e Barbara Guerra e benedetto dallo chef tristellato Massimo Bottura.

Quest’ultimo, infatti, ha raggiunto telefonicamente i pizzaioli intenti nella preparazione di quanto necessario al concretizzarsi della parte solidale, sotto la coordinazione della chef responsabile del Refettorio, Sabrina Russo, per complimentarsi dei risultati perseguiti e per ringraziarli dell’impegno profuso a sostegno dell’attività del Refettorio.

di Annatina Franzese

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Storie d’amore. Il nuovo numero di Comunicare il Sociale

Il nuovo Comunicare il Sociale ha più pagine ed è più ricco.
Si parla d’amore e di come costruire spazi e relazioni in un mondo che ha bisogno di sentimenti condivisi.
La rivista viene consegnata agli enti del Terzo settore di tutta la Campania, che si impegnano a diventare punti di distribuzione sul territorio, per un totale di 2000 copie.
A questo link è possibile scaricare la versione in pdf: 32 pagine tutte da leggere