10 Feb, 2026 | In evidenza
Riproponiamo l’articolo di Lara Esposito per Cantiere Terzo Settore relativo ad una panoramica dei principali adempimenti per continuare a mantenere l’iscrizione al RUNTS
Dopo una prima fase di rodaggio, il registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) è ormai da tempo pienamente operativo. La sua piena funzionalità non riguarda solo gli aspetti prettamente tecnici, ma anche e soprattutto quelli relativi alle sue funzioni principali: diventare presidio di trasparenza e corretta gestione degli adempimenti previsti dalla riforma del Terzo settore.
Negli ultimi mesi, diversi casi di cancellazioni “massive” di enti iscritti al Runts hanno riportato all’attenzione l’importanza di effettuare in modo corretto gli adempimenti previsti dalla normativa per gli enti iscritti e, soprattutto, la necessità di mantenere attivi e aggiornati i canali di comunicazione con gli Uffici, in particolare la pec.
Il nuovo sistema di controlli sugli enti del Terzo settore (Ets), il cui avvio non ha ancora una data certa, renderà ancora più importante assicurare che ogni ente rispetti gli adempimenti previsti dalla normativa e risponda tempestivamente alle comunicazioni ufficiali.
Essere iscritti al Runts non è solo un’opportunità: è anche un impegno di trasparenza, correttezza e responsabilità verso la comunità.
Perché si rischia la cancellazione: il problema della mancata comunicazione
Il tema della comunicazione tra Uffici Runts e organizzazioni acquisisce un’importanza strategica per evitare di arrivare anche alla cancellazione che – lo ricordiamo – comporta, tra le altre cose, la devoluzione dell’incremento del patrimonio realizzato dopo l’iscrizione al Runts (o ai precedenti registri Odv, Aps o Onlus), la perdita delle agevolazioni fiscali, dell’accesso a bandi, finanziamenti e al 5 per mille.
Il ruolo centrale della pec
La pec è il fondamentale canale esclusivo di dialogo formale tra Uffici Runts ed enti ed occorre che sia attiva e consultata frequentemente. Il rischio, infatti, è quello:
- di avere la pec ma di non leggerla,
- oppure di avere la pec scaduta, piena (e quindi impossibilitata a ricevere nuove comunicazioni), o di aver segnalato in piattaforma un indirizzo errato o inattivo, col risultato di non ricevere nessuna comunicazione.
Se l’ente non risponde entro i termini previsti gli Uffici Runts, dopo una necessaria diffida ad adempiere, e ulteriore silenzio da parte dell’ente, dovranno avviare il procedimento di cancellazione.
Ogni Ets dovrebbe quindi verificare che:
- la pec sia attiva (e riferita all’ente e non a persona fisica)
- la casella non sia piena
- l’indirizzo registrato nel Runts sia corretto
- la casella sia monitorata con regolarità, (si consiglia almeno una volta alla settimana).
Un utile consiglio: alcuni fornitori di servizi pec consentono di reindirizzare la pec in automatico a un indirizzo mail maggiormente presidiato in modo da non perdere nessuna comunicazione importante.
I principali adempimenti per rimanere iscritti al Runts
In attesa di ulteriori indicazioni specifiche in vista dell’avvio del sistema dei controlli, ecco una breve panoramica degli obblighi previsti per gli enti del Terzo settore.
Il deposito del bilancio
Tutti gli anni entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio gli enti del Terzo settore devono presentare tramite la piattaforma del Runts:
- il bilancio di esercizio secondo i modelli ministeriali (DM 5/3/2020)
- eventuali rendiconti e relazioni delle raccolte pubbliche occasionali di fondi
- il bilancio sociale, se dovuto per livello di entrate (superiori ad 1 milione di euro).
Aggiornamento dei dati per organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale
Se l’ente è un’organizzazione di volontariato (Odv) o un’associazione di promozione sociale (Aps), entro il 30 giugno deve comunicare le eventuali variazioni attraverso la apposita istanza aggiornando:
- il numero di soci, volontari e dipendenti
- i dati degli enti associati alla rete o se ente di secondo livello (se presenti)
Comunicare al Runts tutte le variazioni entro 30 giorni dalla avvenuta modifica
Affinché il Runts sia uno spazio affidabile e aggiornato, la norma impone agli enti di comunicare tempestivamente in piattaforma tutte le significative variazioni e modifiche nella vita associativa dell’organizzazione stessa tramite apposita “Istanza di variazione”.
Tra queste:
- rinnovo delle cariche sociali (presidente, consiglio direttivo, legale rappresentante)
- nomina o cessazione dell’organo di controllo o del revisore
- modifiche statutarie, con statuto registrato all’Agenzia delle entrate
- cambio di denominazione
- variazioni di sede legale, anche con impatto statutario
- apertura o chiusura di sedi secondarie o partita Iva
- modifica delle attività di interesse generale effettivamente esercitate
- inserimento o modifica delle attività diverse
Ulteriore comunicazione è quella relativa alla perdita della qualifica fiscale di ente non commerciale, la quale deve essere comunicata entro 30 giorni dalla chiusura del periodo di imposta nel quale si è verificata.
Si consiglia di concentrare in un’unica pratica di “Variazione dati” tutte le informazioni da aggiornare in quanto gli uffici del Runts ne processano una alla volta (e quindi non è possibile presentare una nuova seconda istanza se la prima è ancora aperta).
Alcune situazioni a rischio cancellazione
Ci sono alcuni casi in cui la perdita dei requisiti comporta conseguenze rilevanti.
Tra questi, la diminuzione del numero minimo di associati, che:
- per le Odv, deve essere di almeno di 7 persone fisiche o 3 Odv;
- per le Aps, deve essere almeno di 7 persone fisiche o 3 Aps.
Nel caso in cui il numero di associati si riduca al di sotto dei limiti menzionati, gli stessi enti devono aggiornare l’informazione al Runts entro 30 giorni dal verificarsi di tale riduzione e devono reintegrare il numero minimo entro un anno, pena la cancellazione dal registro unico (che può essere evitata chiedendo l’iscrizione in un’altra sezione del Runts).
Per un quadro completo degli adempimenti da rispettare nel Runts consulta la sezione:
Cosa e quando comunicare al registro unico nazionale del Terzo settore
09 Feb, 2026 | Bandi e opportunità, In evidenza
Sono aperte le candidature per il premio Angelo Ferro per l’innovazione nell’economia sociale 2026, dedicato all’imprenditore, docente e filantropo padovano scomparso nel 2016.
L’iniziativa arriva alla sua decima edizione e dal 2017 ha raccolto oltre 2.000 esperienze di diverse realtà del Terzo Settore in tutto il territorio nazionale. È promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e la Fondazione Emanuela Zancan, con il sostegno di Intesa Sanpaolo e il patrocinio di CSVnet, Acri e Forum terzo settore.
Il premio punta a valorizzare l’innovazione nell’economia sociale a partire dalla definizione OCSE che si articola in: soluzioni capaci di interpretare i nuovi bisogni sociali; soluzioni che attivano risposte originali di prodotto e/o processo; soluzioni che attivano risposte originali per destinatari e/o tipologia di collaborazioni.
Le candidature per l’edizione 2026 possono essere inoltrare entro le ore 24.00 di lunedì 16 marzo 2026, compilando online l’apposito formulario. Per ciascuna iniziativa andrà fornita una sintetica descrizione dell’attività svolta, del contesto in cui opera e dei risultati economici e sociali ottenuti, sottolineando i caratteri innovativi introdotti nei prodotti o servizi erogati.
Possono partecipare tutti gli enti senza scopo di lucro, che abbiano la sede legale in Italia e che operino in uno o più dei settori di interesse generale di cui all’art. 5 del Codice del Terzo settore (D.Lgs. n. 117/2017).
Entro il 9 aprile sarà reso noto l’esito della prima fase di selezione delle candidature. Ai soggetti che avranno superato la prima tornata di valutazioni saranno richieste ulteriori informazioni e documentazioni volte ad approfondire le innovazioni dichiarate e i risultati economici e sociali ottenuti. Entro le ore 24.00 del 27 aprile i soggetti selezionati dovranno inviare le documentazioni richieste per via telematica.
La Giuria selezionerà le prime cinque candidature entro il 15 maggio. Il vincitore del Premio sarà proclamato nella cerimonia finale di premiazione, che si svolgerà il 3 giugno nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Padova.
Qui il bando completo.
09 Feb, 2026 | Seconda di Copertina
Napoli è una città che arde. Non solo per il suo vulcano, ma per quella forza civile che da sempre la attraversa: migliaia di volontari, associazioni, comunità educative, parrocchie, cooperative, imprese responsabili che ogni giorno generano cura, bellezza, futuro.
CSV Napoli e Comune di Napoli, in sinergia con la Caritas Diocesana di Napoli e il Forum del Terzo Settore Campania, intendono presentare la candidatura di Napoli al titolo di Capitale Italiana del Volontariato 2027.
Il bando, promosso da CSVnet, promosso da CSVnet, in partenariato con Forum Nazionale del Terzo Settore, Caritas Italiana e in collaborazione con l’Associazione dei Comuni Italiani, mira a premiare i territori capaci di valorizzare il volontariato come motore di coesione sociale, sviluppo locale e innovazione civica. La nostra proposta, dal titolo “Ecosistema Vulcanico del Bene. Dove l’energia delle persone diventa trasformazione collettiva“, punta a trasformare il nostro territorio in un laboratorio diffuso di cittadinanza attiva, con un’attenzione particolare ai giovani e alla sostenibilità.
La volontà di CSV Napoli e di tutti gli altri promotori è quella di valorizzare il volontariato locale e il lavoro che esso svolge quotidianamente nel contrasto alle fragilità sociali e nell’interazione con il sistema educativo, sociale e produttivo.
La candidatura nasce proprio per dare un nome e un orizzonte a quella forza: l’Ecosistema Vulcanico del Bene.
È un progetto che non celebra, ma riconosce; non promette, ma costruisce; non si limita alla città, ma trasforma l’intera area metropolitana in un laboratorio di cittadinanza attiva, dove il volontariato diventa infrastruttura civica, luogo di democrazia vissuta e opportunità per tutti, soprattutto per i giovani.
Una visione che unisce: il vulcano è la nostra energia generativa, il mare la connessione che ci apre al mondo. Insieme raccontano un territorio che, pur tra fragilità e disuguaglianze, sprigiona una straordinaria capacità di resilienza, solidarietà e innovazione sociale.
Napoli non corre da sola: CSV Napoli, Comune, Caritas, Forum del Terzo Settore, scuole, università, imprese e una costellazione di associazioni costruiscono un’alleanza stabile, concreta, inclusiva.
Una vera rete metropolitana del Bene.
Per questo motivo vi invitiamo ad essere parte integrante di questo percorso, aderendo al progetto e proponendo attività concrete da inserire nel programma ufficiale.
Ogni proposta deve inserirsi in uno dei 4 Assi strategici per trasformare la città:
Esperienze che accendono vocazioni, competenze e responsabilità nelle nuove generazioni.
- Sostenibilità e Impresa ed Ecologia Integrale
Un territorio dove le aziende diventano protagoniste di sviluppo sociale condiviso.
- Cultura e Innovazione Sociale
La cura dei beni comuni e la valorizzazione culturale come motore di identità e coesione.
- Inclusione, Periferie e Territorio
Azioni di prossimità nei quartieri più fragili, per non lasciare indietro nessuno.
Un anno di energia condivisa
Il 2027 sarà un palinsesto diffuso di attività, con il coinvolgimento di oltre 5.000 volontari, 250 associazioni, 100 scuole, tutti gli Atenei napoletani, decine di Comuni.
Un cammino che culminerà il 5 dicembre 2027, a Palazzo Reale e in Piazza del Plebiscito, con L’Eruzione del Bene, il grande evento finale che lascerà un segno duraturo nel territorio.
Il lascito: un’eredità che resta
Il progetto non finisce nel 2027. Vuole creare un Incubatore Civico Permanente, uno spazio di relazioni, competenze e co-progettazione che sosterrà il volontariato come architettura stabile di sviluppo locale, coesione sociale e innovazione democratica.
Credere che una comunità possa cambiare il proprio destino quando decide di farlo insieme.
E tu, vuoi essere parte del cambiamento? Unisciti all’Ecosistema Vulcanico del Bene e contribuisci a far eruttare energia, partecipazione e futuro
Per segnalare la tua proposta da inserire nella programmazione di Napoli Capitale del Volontariato, ti invitiamo a compilare l’apposito form on line entro e non oltre il 9 marzo 2026.
Per maggiori informazioni e per supporto nella compilazione del form è possibile rivolgersi a Gabriele Gesso: progettazione@csvnapoli.it
07 Feb, 2026 | Orientamento al volontariato - SVE, Terza di Copertina
Le associazioni che sono alla ricerca di volontari da impegnare nelle proprie attività ed iniziative possono fare richiesta a CSV Napoli di essere inserite nella banca dati “Cerco Volontari”.
Il servizio agevola il matching tra gli aspiranti volontari e gli ETS attraverso un costante monitoraggio e aggiornamento tra domanda e offerta di volontari.
Per iscriversi alla banca dati “Cerco Volontari” è necessario compilare l’apposito form online disponibile nell’area riservata del sito csvnapoli.it, indicando il contesto in cui il volontario dovrà essere inserito e descrivendo il profilo richiesto.
Ogni volta che aspiranti volontari si rivolgeranno a CSV Napoli, usufruendo a loro volta del servizio di orientamento al volontariato, questi saranno indirizzati, sulla base alle loro inclinazioni personali e motivazionali, alle associazioni del territorio che ne avranno fatto richiesta seguendo la procedura sopra riportata.