Ucraina, i Centri di servizio all’opera per aiutare chi fugge dalla guerra

Riproponiamo l’articolo di Alessia Ciccotti – CSVnet relativo all’impegno dei CSV per aiutare chi fugge dalla guerra. L’articolo è aggiornato al 30 marzo 2022.

Da nord a sud Italia ancora una volta non si è fatta attendere la risposta di volontari e associazioni, così come di singoli cittadini o gruppi informali con iniziative di solidarietà verso il popolo ucraino. La macchina si è messa in moto e il sistema dei Centri di servizio per il volontariato sta garantendo il proprio supporto su vari fronti, cercando di coordinare e convogliare tutte le risorse rese disponibili per far sì che nulla vada disperso.

Intanto il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha reso noto che il tavolo di lavoro a cui partecipa CSVnet insieme ai tecnici del Ministero e Protezione Civile, il gruppo di coordinamento del Consiglio Nazionale del Terzo Settore e il tavolo Asilo e Immigrazione – sta mettendo a punto forme e modalità con le quali gestire l’accoglienza di cittadini ucraini in collaborazione con gli enti di terzo settore. Nel comunicato si specifica che “Il modello organizzativo e le risorse necessarie dovrebbero essere contenute in un provvedimento atteso in Consiglio dei Ministri”.

Accoglienza e ospitalità 

In tema di accoglienza segnaliamo in primo luogo che il Dipartimento della protezione civile e il Ministero dell’Interno hanno realizzato la scheda “Benvenuto in Italia” contenente indicazioni relative agli obblighi sanitari da rispettare per far fronte alla pandemia, a chi rivolgersi per usufruire di un alloggio, come regolarizzare la propria posizione in Italia. La scheda è disponibile qui in ucraino, russo, italiano e inglese.

Alcuni Centri stanno collaborando con gli enti locali ed altri soggetti del terzo settore per offrire luoghi sicuri di ospitalità a quanti stanno già arrivando in Italia, in fuga dall’Ucraina.

Il Csv della Valle d’Aosta, ad esempio, siede al tavolo di coordinamento per la gestione dell’accoglienza dei cittadini ucraini voluto dal presidente della Regione Erik Lavevaz. Oltre al presidente Claudio Latino, partecipano i rappresentanti delle strutture regionali coinvolte (Protezione civile, Sanità e Salute, Politiche sociali e Affari di Prefettura), dell’Azienda USL, della Croce Rossa Italiana, della Caritas italiana, del CPEL, del Comune di Aosta e della Caritas Diocesana. Ovviamente, il sistema di accoglienza ruota attorno alla Protezione civile che raccoglierà, attraverso il filtro dei Comuni e gli enti del Terzo settore, le disponibilità degli alloggi gratuiti per i profughi, che saranno comunque presi in carico dai servizi sociali regionali.

A Padova lo scorso 1° marzo sono arrivati 56 bambini e ragazzi ucraini, al momento ospitati in uno spazio della Diocesi di Padova, grazie all’attivazione di un’associazione del territorio. Il Csv di Padova e Rovigo, in entrambe le province di competenza, è in contatto con Prefettura, Questura, Caritas, Comuni e con il Consolato onorario di Ucraina per il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige, ed ha avviato una ricognizione per le necessità del breve e lungo periodo come conseguenza del conflitto. In particolare, oltre ad alloggi si richiede la disponibilità da parte degli enti per attività ludiche e ricreative per bambini, ma anche quella di volontari e volontarie con conoscenza della lingua russa, per un eventuale supporto negli sportelli attivati dagli uffici immigrazione delle Questure. Inoltre il Csv organizza periodicamente degli incontri on line con le associazioni locali per fornire loro aggiornamenti e indicazioni utili su come agire.

Sempre in Veneto, il Csv di Vicenza partecipa ad un tavolo di coordinamento insieme alla OTB Foundation, al Ponte Mict ODV, alle istituzioni locali e oltre 30 associazioni, per dare pronte risposte alle urgenze e alle necessità di chi sta scappando dalla guerra ma anche di chi in Ucraina sta mettendo a rischio la propria vita per difendere il proprio paese. L’intervento del Csv e delle associazioni vicentine si sta concentrando sula raccolta di farmaci e materiale sanitario, e sull’organizzazione dei trasporti verso l’Ucraina di quanto raccolto; ma contemporaneamente si sta preparando l’accoglienza per i cittadini ucraini che troveranno ospitalità nel territorio vicentino. Qui le altre iniziative segnalate dal Csv Vicenza.

Nel meridione, invece, dal Csv di Foggia si apprende che la Caritas Diocesana ha avviato un censimento per individuare abitazioni da mettere a disposizione di coloro che arriveranno nella città pugliese.

Il Csv di Trento dà notizia dell’individuazione di 150 posti disponibili per l’accoglienza.

Raccolte e consegne di beni primari 

Oltre a questo, la raccolta di cibo non deperibile e prodotti per l’igiene personale, è tra le principali iniziative avviate in gran parte d’Italia. Il Csv Abruzzo racconta attività di questo tipo da tutte le province, con collaborazioni tra protezione civile, Croce Rossa italiana, amministrazioni comunali, ma anche singole associazioni e parrocchie. A questo link è disponibile l’elenco completo.

Lo stesso sta avvenendo nei territori di competenza del Csv di Asti Alessandria, che racconta del gruppo di associazioni e volontari che a Novi Ligure stanno raccogliendo vestiti, medicinali, alimenti e prodotti per l’igiene, in tre punti di ritiro nella città; il Csv di Biella e Vercelli fa sapere che a Vercelli in gruppo di donne ucraine, già attive nel mondo della solidarietà, stanno raccogliendo beni e prodotti da inviare direttamente con mezzi propri.

In Umbria, oltre alla raccolta, molte associazioni si stanno occupando anche dell’organizzazione del trasporto di quanto donato direttamente ai confini con l’Ucraina. A questo link è disponibile l’elenco completo delle iniziative giunte da tutto il territorio regionale mentre l’homepage del sito del Csv sarà costantemente aggiornata con le notizie dal territorio.

Dal Csv Brindisi Lecce si apprende di un gruppo di ragazzi e ragazze in partenza con il Treno della memoria, diretti a Cracovia con un carico di prodotti da distribuire, tramite le associazioni del territorio, a chi sta scappando dall’Ucraina, attraversando la frontiera polacca.

Anche il Csv regionale del Friuli Venezia Giulia racconta, tra le altre cose, che ad Udine l’associazione Amis Dal Disu Onlus di Gonars ha già concluso tre viaggi in Ucraina, Moldavia e Romania, caricato circa 40 quintali di generi alimentari, 20 scatoloni di medicinali, pannolini, 200 coperte e moltissimi indumenti. A questo link le altre iniziative raccolte dal Csv attraverso una campagna Facebook dedicata.

Sono tante anche le raccolte solidali organizzate direttamente da associazioni o gruppi informali di persone di origine straniera, che una volta stabilitesi in Italia hanno scelto di impegnarsi nel mondo del volontariato e del terzo settore. Tra queste, dal Csv Monza Lecco Sondrio si apprende l’associazione Ucraina in Italia Monza e Brianza (Qui le altre iniziative segnalate dal Csv). Il Csv Lazio dà notizia invece della comunità ucraina di Viterbo che sta raccogliendo viveri, medicinali e altri beni di prima necessità.

Raccolte di farmaci e materiale sanitario

Si stanno moltiplicando anche le raccolte di medicinali (prevalentemente antinfiammatori, antibiotici) e materiale sanitario (come garze o disinfettanti), anche in collaborazione con le farmacie. Il 27 febbraio scorso, ad esempio, è partito il primo corriere diretto in Ucraina con i farmaci raccolti dal Csv di Avellino e Benevento, insieme all’associazione Ucraini Irpini, alla Confraternita di Misericordia di Sant’Angelo dei Lombardi ed alle associazioni ed ai volontari delle due province campane. Dal giorno seguente si è riattivata la possibilità di donare farmaci e materiale sanitario in entrambe le sedi del centro di servizio.

Aiuti economici

Non mancano inoltre segnalazioni relative a collette e raccolte fondi, come quelle di cui si apprende dai Csv di Asti Alessandria (qui l’elenco completo delle iniziative segnalate) e La Spezia, promosse soprattutto dalle Caritas diocesane o dai comitati locali della Croce Rossa italiana, sempre in collaborazione con le associazioni o altri enti del territorio.

Anche il mondo della cultura partecipa alla gara di solidarietà che è partita in questi giorni: dal Csv Lazio si apprende ad esempio che a Roma il Museo Maxxi devolverà gli incassi dei giorni di domenica 27 febbraio e domenica 6 marzo al fondo costituito da UNHCR Italia – Agenzia ONU per i Rifugiati, UNICEF Italia e Croce Rossa Italiana – Italian Red Cross. Qui le altre iniziative segnalate dal Csv regionale.

Il Csv di Torino dà notizia della raccolta promossa dal Banco farmaceutico di Torino per l’acquisto di farmaci, materiale per medicazione e strumentazione chirurgica, per sostenere la popolazione vittima della guerra in Ucraina e far fronte alle loro emergenze sanitarie. Il ricavato verrà utilizzato in via prioritaria per rispondere alle esigenze espresse da Rainbow 4 Africa e Sermig – Arsenale della Pace, che stanno organizzando i primi convogli di aiuti da portare al confine con l’Ucraina.

In marcia per la pace

Insieme agli aiuti materiali ed economici, un ultimo capitolo di iniziative in cui i centri di servizio stanno cooperando insieme agli altri soggetti locali riguarda le manifestazioni per la pace. Nei giorni scorsi il Csv di Belluno e Treviso ha aderito alle mobilitazioni indette dai sindacati territoriali in entrambe le città. Il Csv Molise ha invitato le associazioni del territorio regionale a partecipare alla marcia per la pace che ha sfilato per le vie di Isernia lo scorso 2 marzo. Il Csv di Foggia racconta invece della maratona, che si è svolta il 5 marzo, per coprire simbolicamente la distanza tra Roma e Gerusalemme e tra Mosca e Kiev, organizzata dall’Azione Cattolica e dall’Arcidiocesi di Foggia Bovino. A questo link l’elenco completo delle iniziative di cui il Csv ha dato notizia. Il Csv regionale del Lazio ha poi raccontato della manifestazione che si è svolta a Roma il 5 marzo alla quale ha aderito e il cui corteo ha visto in testa i ragazzi del servizio civile universale.

Informazione, monitoraggio del territorio e raccolta disponibilità

Al fine di coordinare gli aiuti, le iniziative e tutte le energie che in questi giorni in tutta Italia si stanno rendendo disponibili, i Centri di servizio stanno svolgendo un ruolo di raccordo tra associazioni, singoli cittadini e enti locali. In quest’ottica alcuni Csv, come quelli di MarcheNovaraCataniaBari Padova, hanno attivato specifici canali di comunicazione (come chat e form on line) per la raccolta di informazioni e disponibilità da parte del territorio, a far fronte alle principali esigenze. Il risultato del questionario diffuso dal Csv Lazio è invece una mappa on line interattiva e in costante aggiornamento sul sito del Centro di servizio. Il Csv Basilicata ha organizzato un webinar il 14 marzo con tutte le realtà associative impegnate per fornire sostegno e supporto alle popolazioni dell’Ucraina, al fine di conoscere e condividere le esperienze e avviare un coordinamento tra le stesse. Il Csv partecipa al Centro coordinamento soccorsi insieme a Regione, Provincia di Potenza, Comune di Potenza, Anci Basilicata, Questura, Comando Provinciale Carabinieri, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, Asp, Croce rossa italiana, Tribunale per i minorenni, Direzione scolastica provinciale.

Per mettere in contatto le varie realtà locali e diffondere informazioni e notizie corrette, sono state allestite sui siti dei Csv pagine web in costante aggiornamento. Di seguito l’elenco di quelle già attive:

Abruzzo

  • Tutti gli aggiornamenti sul sito web del Csv regionale

Basilicata 

  • Tutti gli aggiornamenti sul sito web del Csv regionale

Calabria 

Campania 

Emilia Romagna

Lazio

  • Tutti gli aggiornamenti sul sito web del Csv regionale

Liguria

Lombardia

Marche

  • Tutti gli aggiornamenti sul sito del Csv regionale qui e qui

Molise

  • Tutti gli aggiornamenti sul sito web del Csv regionale

Piemonte

Puglia

Sicilia

Toscana

  • Tutti gli aggiornamenti sul sito web del Csv regionale

Veneto

MANIFESTAZIONE D’INTERESSE “Piantumazione di Alberi presso gli Istituti Scolastici della Campania per la realizzazione di aree a verde”

La Regione Campania promuove un’azione comune di sensibilizzazione sui diritti e i bisogni dei bambini per celebrare il trentesimo anniversario della ratifica della “Convenzione sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” da parte dell’Italia nel 1991 e della giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza fissata il 20 Novembre di ogni anno.
Il progetto consiste nel piantumare alberi presso gli Istituti Scolastici della Campania al fine di sensibilizzare i bambini e gli adolescenti sui temi naturalistici.
Tutti i piccoli studenti potranno piantare il proprio albero, realizzare aree verdi e imparare a prendersi cura del Pianeta.

Le manifestazioni di interesse formulate esclusivamente  sulla base del modello Allegato “B”  (avvalendosi del  relativo modello editabile allegato) e corredate dell’allegato C “modello richiesta Piante forestali” dovranno pervenire  a mezzo pec all’indirizzo dg.500500@pec.regione.campania.it  entro le ore 24.00 del trentesimo giorno a decorrere dalla pubblicazione del presente Avviso sul Burc (BURC n. 35 del 4/4/2022).

Povertà e diritti: bando “Realizziamo il cambiamento con il Sud”

Partire dal welfare comunitario, dalla piena partecipazione e messa in rete di persone in difficoltà e organizzazioni attivamente coinvolte per costruire percorsi di tutela e promozione dei diritti e di contrasto alla povertà. È l’obiettivo del bando “Realizziamo il cambiamento con il Sud” da 1 milione di euro, promosso da Fondazione CON IL SUD e ActionAid Italia (che mettono ciascuna a disposizione il 50% del contributo totale), tramite la collaborazione di Fondazione Realizza il Cambiamento.

Il contributo sarà erogato da Fondazione Realizza il Cambiamento attraverso due edizioni del bando nelle annualità 2022 e 2023: per ciascuna saranno messi a disposizione 500 mila euro.

Gli interventi dovranno realizzarsi in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia e rivolgersi a persone in difficoltà, come immigrati, donne, giovani e altre fasce sociali che si trovano in condizioni di povertà o i cui diritti siano stati negati.

Due gli ambiti di intervento del bando: povertà e diritti. Le proposte potranno prevedere interventi su uno o entrambi. Per quanto riguarda il primo ambito, l’obiettivo è sostenere iniziative che contribuiscano alla fuoriuscita da condizioni di povertà economica e marginalità sociale, che promuovano soluzioni di welfare comunitario per favorire l’accesso ai servizi e alle risorse locali e di welfare generativo per migliorare le opportunità di inclusione delle persone che vivono in contesti difficili, attraverso la progettazione partecipata. L’ambito di intervento dedicato ai diritti prevede, invece, iniziative che promuovano la tutela dei diritti umani e civili di cittadini con fragilità (es. persone con background migratorio) tramite l’accesso ai servizi sociali (abitativi, scolastici, lavorativi); favoriscano l’empowerment socio-economico delle persone vulnerabili; prevedano interventi di prevenzione e contrasto della violenza di genere in ogni sua forma e iniziative volte a potenziare l’accoglienza e la protezione di bambine, giovani e donne che subiscono violenza.

“Questo bando è l’ennesima dimostrazione che la collaborazione con altre organizzazioni che portano avanti i nostri stessi valori e il nostro stesso impegno è una ricchezza”, ha dichiarato Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione CON IL SUD. “L’unione di intenti su temi come quelli affrontati dal bando, purtroppo sempre attuali e ancor più in questo momento storico, è lo strumento più potente che abbiamo per rispondere ai bisogni di tante persone che vivono situazioni difficili, perché non hanno il necessario per vivere dignitosamente o perché sono vittime di abusi, violenze, di una negazione di diritti che porta con sé conseguenze devastanti dal punto di vista psicologico, sociale, economico”.

Abbiamo scelto due ambiti di intervento che sono strettamente collegati tra loro: l’esclusione dai diritti infatti genera povertà e a sua volta la condizione di povertà non consente l’esercizio dei propri diritti, ha dichiarato Katia Scannavini, Vicesegretaria generale ActionAid Italia. “Con questo bando vogliamo creare dei circoli virtuosi d’intervento in grado di dare risposte più efficaci e sostenibili a situazioni di marginalità e di vulnerabilità. La chiave è mettere al centro le persone, rendendole protagoniste, in grado di partecipare alle decisioni che le riguardano. Vogliamo inoltre rinforzare il tessuto sociale locale, sostenendo le associazioni del territorio, che – con la dura esperienza del Covid – in molti casi sono state a rischio di chiusura. ActionAid crede fortemente nella forza territorio e nella pluralità del mondo dell’associazionismo, vogliamo dimostrarlo contribuendo concretamente.”

Le proposte dovranno essere presentate da partnership composte da almeno 3 organizzazioni non profit, a cui potranno aggiungersi il mondo delle istituzioni, dell’università, della ricerca e quello economico. Ciascun partner potrà aderire ad una sola proposta.

Le proposte progettuali, corredate di tutta la documentazione richiesta, devono essere compilate e inviate tramite il format d’invio delle proposte disponibile sulla pagina del bando www.actionaid.it/cambiamentoconilsud entro il 30 maggio.

La comunicazione sociale: strumenti e strategie per promuovere l’amministrazione condivisa e la responsabilità sociale. Iscriviti al corso

Se c’è una disciplina che per vocazione mira a provocare cambiamenti culturali questa è proprio la comunicazione sociale. Non si tratta di una brutta copia della comunicazione d’impresa declinata sul non profit ma di una forma di comunicazione i cui protagonisti sono i cittadini attivi, i volontari, le pubbliche amministrazioni che partecipano e sostengono il principio di sussidiarietà, le imprese che decidono di impegnarsi in progetti di responsabilità sociale.

Fare comunicazione sociale significa immaginare che i valori del volontariato e le motivazioni che muovono l’impegno civico possano diventare modelli di comportamento collettivi; significa sostenere, valorizzandole, la nascita di relazioni fondate sulla condivisione di responsabilità e risorse in vista di un obiettivo comune orientato alla coesione e all’inclusione.

Ma come fare a diffondere storie, linguaggi e format interessanti in grado di incuriosire e produrre cambiamento?

Ne parleremo nell’ambito del percorso formativo “La comunicazione sociale: strumenti e strategie per promuovere l’amministrazione condivisa e la responsabilità sociale”, promosso da CSV Napoli, con esperti di comunicazione sociale che offriranno una panoramica delle dinamiche e delle tendenze in atto fornendo analisi, visioni e approfondimenti, ma anche strumenti concreti di lavoro.

Il corso avrà una durata di 28 ore, suddivise in 4 lezioni della durata di 3 ore svolte in modalità online su piattaforma GoToMeeting, nei giorni 26 aprile  e 2 – 23 – 30 maggio dalle ore 15.00 alle ore 18.00 e un week end residenziale* a carico di CSV Napoli nei giorni 13 e 14 maggio all’Hotel Aequa, Corso Filangieri, 46, 80069 Vico Equense (NA) – con arrivo venerdì alle ore 9:00 e partenza sabato alle ore 18.00.

Gli incontri sono gratuiti e sono rivolti ai volontari degli ETS della città metropolitana di Napoli. Saranno ammessi uno/due volontari fino ad un massimo di 20 partecipanti. Il corso sarà attivato a partire da un minimo di 15 iscritti.

*CSV Napoli mette a disposizione camere doppie, quindi vi invitiamo ad iscrivervi in coppia, ove possibile, indicando nelle note dell’iscrizione il nominativo del co-ospite. La disponibilità di camere singole va verificata e potrebbe comportare un contributo alle spese di € 20,00. Il vitto è a carico di CSV e si prega di indicare nelle note particolari esigenze alimentari. L’eventuale posto auto, concordabile con la struttura alberghiera, è a carico dei partecipanti.

Per partecipare compilare l’apposito form online direttamente dall’Area Riservata del CSV Napoli, registrando la propria anagrafica e quella del proprio ente (se non già censiti) e poi sarà possibile iscriversi al corso entro e non oltre il 21 aprile 2022.

Per maggiori informazioni scarica la LOCANDINA

5 per mille 2022, arrivano i chiarimenti del Ministero

Riproponiamo l’articolo di Daniele Erler per Cantiere Terzo Settore relativo ai chiarimenti del Ministero circa l’iscrizione al 5 per mille 2022 degli enti del Terzo settore.

Sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sono stati pubblicati importanti chiarimenti in relazione all’iscrizione al 5 per mille 2022 degli enti del Terzo settore.

Le Odv e le Aps coinvolte nel processo di “trasmigrazione”

Le organizzazioni di volontariato (Odv) e le associazioni di promozione sociale (Aps) iscritte nei precedenti registri regionali e provinciali di settore, e coinvolte oggi nel processo di “trasmigrazione”qualora risultino iscritte all’elenco permanente pubblicato sul sito del Ministero, sono considerate automaticamente accreditate al beneficio anche per l’anno 2022 senza necessità di alcun ulteriore adempimento.

Le Odv e le Aps coinvolte nel processo di “trasmigrazione” e che non siano incluse nel menzionato elenco, possono invece accreditarsi al 5 per mille 2022 a seguito dell’avvenuta iscrizione nel registro unico nazionale del Terzo settore (Runts): nel momento in cui l’ufficio competente comunicherà loro l’avvenuta iscrizione, potranno accedere alla piattaforma e modificare la voce relativa all’accreditamento al 5 per mille. Avranno tempo per farlo fino al 31 ottobre 2022, senza bisogno di effettuare alcun versamento (sulla base di quanto previsto dall’art. 9, c. 6 del decreto legge 228 del 2021, cosiddetto “Milleproroghe”).

Gli Ets che si fossero iscritti al Runts negli scorsi mesi o settimane e non avessero, per qualche motivo, spuntato il campo “Accreditamento del 5 x 1000”, lo potranno fare a partire dalle ore 15.00 di lunedì prossimo (4 aprile 2022) e fino all’11 aprile 2022.

Dopo la data dell’11 aprile, gli stessi enti potranno continuare ad accreditarsi al 5 per mille 2022 con le stesse modalità e fino al 30 settembre 2022, versando un importo pari a 250 euro (tramite modello F24 Elide e con codice tributo 8115).

In concreto, per accreditarsi occorre accedere alla piattaforma, valorizzando la “check box” in corrispondenza della voce “Accreditamento del 5 x 1000” ed inserendo negli appositi campi l’Iban del conto corrente intestato all’ente sul quale poter ricevere il versamento del beneficio o, in alternativa e per gli enti che non dispongano di conto corrente intestato, la Provincia della Tesoreria dello Stato dove poter ricevere il pagamento per importi non superiori a 1.000 euro.

Le cooperative sociali e le imprese sociali

Fra gli enti del Terzo settore destinatari del 5 per mille rientrano le cooperative sociali e anche le imprese sociali, ad eccezione di quelle costituite in forma societaria.

Le cooperative sociali e le imprese sociali non costituite in forma di societàqualora risultino iscritte all’elenco permanente pubblicato sul sito del Ministero, sono considerate automaticamente accreditate al beneficio anche per l’anno 2022 senza necessità di alcun ulteriore adempimento.

Per quelle che invece non compaiono nel menzionato elenco vi è la possibilità di accedere al Runts e valorizzare la voce “Accreditamento del 5 x 1000” secondo le indicazioni riportate al paragrafo precedente.

La possibilità di effettuare tale modifica vi sarà a partire dalle ore 15.00 di lunedì prossimo (4 aprile 2022) e fino all’11 aprile 2022. Dopo la data dell’11 aprile, sarà comunque possibile continuare ad accreditarsi al 5 per mille 2022 con le stesse modalità e fino al 30 settembre 2022, versando un importo pari a 250 euro (tramite modello F24 Elide e con codice tributo 8115).

Sul sito del Ministero è inoltre specificato che le cooperative sociali che non risultano nell’elenco degli enti iscritti al Runts (quotidianamente aggiornato e scaricabile dalla pagina a ciò dedicata) potranno rivolgersi alla Camera di commercio competente per verificare se siano state iscritte alla sezione imprese sociali del Registro imprese. La mancata iscrizione nella sezione imprese sociali non consente la loro visualizzazione nel Runts.

Le associazioni riconosciute e le fondazioni operanti nei settori Onlus

Una situazione particolare è quella delle associazioni riconosciute e delle fondazioni operanti nei settori Onlus (di cui all’art. 10, c. 1 del decreto legislativo 460 del 1997), rientranti nella precedente categoria degli “enti del volontariato”.

Qualora esse risultino ad oggi iscritte all’elenco permanente pubblicato sul sito del Ministeroper potersi accreditare al 5 per mille 2022 devono comunque risultare iscritte al Runts nelle tempistiche previste dalla legge e delineate nei precedenti paragrafi.

Qualora non lo fossero non verrebbero accreditate al 5 per mille di quest’anno, perlomeno nella sezione “enti del Terzo settore” (per l’accreditamento nelle altre sezioni, ad esempio ricerca scientifica o sanitaria, si rimanda al vademecum “5 per mille, istruzioni per l’uso”).

Le Onlus e le Asd

Per quanto riguarda l’accreditamento al 5 per mille 2022 delle Onlus iscritte all’Anagrafe unica e delle associazioni sportive dilettantistiche (Asd), si rimanda all’articolo “5 per mille 2022, come orientarsi in questa fase transitoria?”.

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