30 Ott, 2019 | Comunicare il sociale
NAPOLI – Un progetto di riscatto sociale e culturale a favore del quartiere di Scampia che rischia di naufragare per peripezie burocratiche. Sono mesi difficili per l’Officina delle Culture Gelsomina Verde, che porta il nome di una vittima innocente di camorra e gestita dalla cooperativa (R)esistenza e alla quale era stato concesso il comodato d’uso che nei fatti ora non vale più dopo il cambio di proprietà della struttura rivendicata ora dalla società di rifiuti Asìa. Molti degli spazi dell’edificio di via Arcangelo Ghisleri – un tempo rifugio per tossicodipendenti e deposito di armi dei clan che imperavano a Scampia prima di essere recuperato divenendo un centro vivo dove si alimenta ogni giorno il riscatto del quartiere coinvolgendo giovani, meno giovani ed ex detenuti – sono attualmente interdette con diverse attività dedicate ai giovani del territorio bloccate. Ad oggi la biblioteca dove si teneva un laboratorio di lettura creativa, il centro multimediale, la comunità di alloggio sono chiuse, depotenziando altamente la resa dell’esperimento della cooperativa (R)esistenza. L’edificio, dopo una delibera di giunta, è entrato nella disponibilità di Asìa divenuta titolare del cespite ora rientrante nel suo capitale sociale e dal Comune di Napoli fanno sapere che il comodato d’uso di 6 anni precedentemente concesso a (R)esistenza sempre grazie una delibera di giunta non può più stare in piedi. Intanto, però, mentre ci si perde nei meandri burocratici, afferma Ciro Corona, coordinatore di (R)esistenza, «abbiamo dovuto licenziare 7 operatori del territorio, i 25 ragazzi che usufruivano della biblioteca qui non ci vengono più e tutto il lavoro fatto rischia di svanire definitivamente. A Scampia la camorra sta rialzando la testa e non possiamo permettere che si ritorni ai tempi bui in cui il quartiere era una piazza di spaccio a cielo aperto». Secondo Corona i controlli della Polizia municipale sarebbero stati «troppi in pochissimo tempo. Noi è 2 anni che chiediamo i permessi al Comune per regolarizzare la nostra posizione, ma nulla». Dunque la cooperativa (R)esistenza andrà via dall’Officina delle Culture? «Non c’è questa intenzione – risponde Corona – faremo le nostre attività nel giardino della struttura. Il Comune non può lasciarci alla deriva, deve trovare una soluzione». Ecco appunto le soluzioni. Quali possono essere? A risponderci è il capogruppo comunale demA Rosario Andreozzi. «Il sindaco de Magistris, l’assessore alla Polizia municipale Alessandra Clemente, tutta l’amministrazione comunale sono attenti alla questione e vuole risolverla. Si sta lavorando per trovare un altro spazio di analogo valore, effettuando uno scambio con la struttura ora richiesta da Asìa». Le lungaggini, spiega Andreozzi, riguardano anzitutto «la quantizzazione degli spazi di via Arcangelo Ghisleri non ad oggi, dopo i lavori di riqualificazione a seguito dell’ingresso di (R)esistenza, ma quando la struttura stessa le fu consegnata e che aveva all’epoca un valore minimo».
di Antonio Sabbatino
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28 Ott, 2019 | Comunicare il sociale
Nella storica sede del “Gruppi di volontariato vincenziano – AIC Italia – Campania” a via Andrea d’Isernia 11, Napoli accoglie la presentazione del libro “Maestre Montessori in Rwanda”, che espone i risultati del progetto “Diventare grandi in Rwanda” ricco di rigorose citazioni da “La scoperta del bambino” di Maria Montessori e di foto scattate nella scuola dell’infanzia. L’appuntamento è per domani, 29 ottobre, alle 16. La Società di San Vincenzo de Paoli è una associazione cattolica, ma laica, che opera in genere nelle parrocchie con lo scopo principale di aiutare le persone più sfortunate sia dal punto di vista materiale-finanziario che da quello morale-culturale. Non si occupa quindi solo di pagare bollette e fornire pacchi alimentari, ma cerca di capire le cause delle povertà e di combatterle, aiutando le persone a venirne fuori. Ha accettato di presentare questo libro, che parla dei risultati del metodo Montessori in una realtà di grande disagio psichico e sociale per i bambini come quella del Rwanda, perché è affine alla loro missione, contraddistinta da un forte impegno che promuova la giustizia, la fratellanza e la pace per una cittadinanza responsabile e da un impegno ad ascoltare e accogliere le domande dei meno abbienti, dando la possibilità di crescere e migliorare l’esistenza a chi non ha voce.
Il metodo Montessori si rivolge a chi si prende cura dei piccoli e degli adolescenti affinché possano aiutarli a diventare adulti consapevoli costruendo da sé la propria psiche grazie agli stimoli che ricevono dall’ambiente che li circonda.
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28 Ott, 2019 | Comunicare il sociale
Giunge alla sua quarta edizione il progetto educativo “Amici di scuola”, organizzato dalla Rete educativa Rione Sanità, una realtà in cui si incontrano e confrontano le scuole e i centri educativi del territorio per costruire una comunità educante radicandola lì dove è assente.
L’iniziativa ha interessato le scuole e i centri territoriali coinvolgendo altre realtà educative cittadine per augurare alle bambine e ai bambini, alle ragazze e ai ragazzi del Rione Sanità l’inizio di un buon anno scolastico. Un momento da considerare fondamentale soprattutto stando ai dati riguardanti la povertà educativa in Italia resi noti, in questi giorni, da Save the children con la pubblicazione della decima edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio: oltre un milione e 260mila bambini in Italia vivono in condizioni di povertà assoluta.










Dato, afferma Save the children, che negli ultimi dieci anni si è triplicato passando dal 3,7% nel 2008 al 12,5% nel 2018. Sono aumentate le diseguaglianze sociali, economiche e formative tra bambini del Sud, del Centro e del Nord, tra bambini e bambine delle aree centrali e delle periferie, tra chi ha la cittadinanza e chi no, tra chi frequenta le scuole “bene” e chi le scuole “ghetto”. Una povertà economica e materiale che diversifica geograficamente le possibilità delle bambine e dei bambini di accedere al proprio futuro e che alimenta una povertà ancor più insidiosa, quella educativa. Mancanza di servizi per la prima infanzia, dispersione scolastica, assenza di opportunità formative e lavorative, di strutture sportive e piazze di socialità costituiscono un limite oggettivo per le bambine e i bambini, ragazze e ragazzi che abitano in quegli spazi urbani dove si produce la marginalità, la mancanza di opportunità e il disinvestimento nel capitale culturale della comunità.
Il Rione Sanità è uno di questi spazi urbani presenti nel centro di Napoli, in cui il processo di urbanizzazione e le politiche sociali non hanno tenuto conto dei percorsi educativi e culturali delle bambine e i bambini che lo abitano. Ed è qui che, nell’ambito della campagna promossa da Save the children “illuminiamo il futuro”, il Punto Luce Sanità durante la manifestazione di Venerdì 25 Ottobre “Amici di scuola”, insieme con gli altri centri territoriali coinvolti, ha dato vita ad un momento di condivisione ed appropriazione da parte dei bambini e delle bambine del rione di uno spazio il più delle volte “ostile” al loro percorso di crescita e formazione. Laboratori di manipolazione e creatività, giochi collettivi, arte, giardinaggio, musica e balli hanno illuminato le alte, decadenti e grigie mura del Giardino dei Miracoli: al centro del prato, alcune bambine e bambini hanno scritto e legato i propri desideri ad un albero, altre e altri donavano bigliettini su cui avevano trascritto le proprie speranze per il nuovo anno scolastico. Una mattinata in cui tutte e tutti hanno giocato, ballato, disegnato, corso, gioito e condiviso tra loro le proprie energie, diventando le protagoniste e i protagonisti di un quartiere non sempre pensato per loro e per il loro futuro.
Testo e foto: © Emanuela Rescigno
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24 Ott, 2019 | Senza categoria
Ecco il programma realizzato con il Tavolo di Concertazione dell’Azienda Speciale Consortile per i servizi alla Persona “Penisola Sorrentina” con date degli incontri itineranti in giro nei Comuni della Penisola Sorrentina.
Parlaremo di Riforma del Terzo settore, bullismo, esclusione sociale, pari opportunità, dipendenze e benessere con esperti del settore, l’associazione Psicologi Penisola Sorrentina, assistenti sociali, assessori al ramo e funzionari, avvocati e cittadini attivi.
Il percorso è rivolto alla cittadinanza, famiglie, studenti, docenti, volontari e operatori del sociale. Sono previsti attestati di partecipazione e crediti formativi.
A breve informazioni per organizzare l’evento finale previsto per il 15 dicembre in Piazza Cota a Piano di Sorrento a cui tutte le organizzazioni sono invitate a partecipare.
Prossimo appuntamento il 5 novembre con GENERAZIONI A CONFRONTO. FAMIGLIA E MINORI, CONFLITTI E DISAGI
Sala delle Colonne Santissima Trinità Corso Filangieri, 120 Vico Equense.
Scarica la locandina del 5 novembre
Scarica il programma completo
Per info:
genitoridelduemila@libero.it
+39 349 6350736
michelevitiello@live.it
+39 333 5087863
sportellocostiera@csvnapoli.it
+39 327 0399184
24 Ott, 2019 | News dalle odv
A novembre al Na.gio.Ja di soccavo riparte JobLAB: laboratorio di competenze per categorie protette
Grazie alla collaborazione tra l’Agenzia per il Lavoro Generazione Vincente S.p.A. (soggetto promotore), Generazione Vincente Academy s.r.l. (soggetto attuatore) e l’Associazione di Promozione Sociale NapolinMente, con il sostegno del Comune di Napoli, dell’Assessorato ai Giovani e al Patrimonio, di ANCOS Confartigianato Napoli e IS.P.P.Re.F Napoli, ripartono a novembre i percorsi JobLAB per favorire l’inclusione sociale e professionale di Persone con disagio.
Gli interventi formativi JobLAB mirano a costruire circuiti di bene-essere attraverso:
- Persone
- Servizi
- Territorio
- Formazione Professionale
La metodologia didattica dei corsi è basata su principi di interattività e coinvolgimento.
La formazione JobLAB si avvale di:
- Gruppi di discussione nei quali gli studenti più dubbiosi trovano la possibilità di esprimere liberamente le proprie perplessità poiché in un contesto meno formale e più sociale;
- Analisi dei casi studio attraverso i quali è possibile immedesimarsi nelle situazioni imparando a gestirle in maniera pratica e professionale;
- Giochi di ruolo: in un contesto protetto simulato e guidato dal formatore è possibile apprendere le modalità di gestione delle diverse situazioni professionali.
Dall’11 novembre 2019 il prossimo corso per Animatore Sociale. Una full immersion di 80 ore per formare figure in grado di operare a contatto con altri soggetti in situazione di svantaggio, stimolando integrazione e partecipazione sociale, e trasmettendo competenze relazionali, organizzative e gestionali per la relazione d’aiuto.
Al termine del corso i discenti saranno in grado di realizzare interventi e di promuovere processi di attivazione del potenziale ludico, culturale ed espressivo, di organizzare eventi e attività di intrattenimento.
È previsto inoltre il rinforzo delle competenze relazionali e di ascolto attivo dei partecipanti al fine di rendere maggiormente efficace l’interazione, la comprensione e la sintonia con l’Altro.
Sono aperte le iscrizioni. Il numero dei posti è, tuttavia, limitato per favorire una migliore riuscita dell’intervento formativo.
Per iscriversi è possibile inviare una mail a info.napolinmente@gmail.com
oppure chiamare i numeri
339 7213959
333 4113068
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