Dare valore alla giustizia sociale. Torna il Premio Giacomo Matteotti

È giunto alla XVII edizione il Premio intitolato a Giacomo Matteotti, assegnato a opere che illustrano gli ideali di fratellanza tra i popoli, di libertà e giustizia sociale che hanno ispirato la vita del deputato socialista.

Il concorso è diviso in tre sezioni:
1) Sezione «saggistica»: possono concorrere al Premio le opere in lingua italiana di  carattere saggistico  di   autori,   anche stranieri, viventi alla data di  pubblicazione  del  presente  bando, pubblicate in volume per la prima volta nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 ed il 31 dicembre  2020.
2) Sezione «opere letterarie e teatrali»: possono concorrere al Premio le opere in lingua italiana di carattere letterario, teatrale e poetico (nella loro stesura o messa in scena) di autori, anche stranieri, viventi alla data di pubblicazione del presente bando, pubblicate in volume o rappresentate al pubblico per la prima volta nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 ed il 31 dicembre 2020.
3) Sezione «tesi di laurea»: possono concorrere al Premio coloro che abbiano conseguito la laurea o il dottorato in qualsiasi Università, italiana o straniera, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 ed il 31 dicembre 2020, discutendo una tesi, in qualunque disciplina, sulla figura di Giacomo Matteotti o sugli ideali che ne hanno ispirato la vita.

Premi
1) Il premio consiste in una somma di denaro pari ad euro 10.000, al lordo delle ritenute di legge.
2) Il premio consiste in una somma di denaro pari ad euro 10.000, al lordo delle ritenute di legge.
3) Il premio prevede due tesi vincitrici a pari merito e consiste, per ciascun lavoro, in  una somma  di  denaro  pari  ad  euro  5.000, al lordo delle ritenute di legge.

La cerimonia di premiazione si svolgerà a Roma il giorno 22 ottobre 2021 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Per ulteriori informazioni consultare la Gazzetta Ufficiale.

Per partecipare c’è tempo fino al 29 aprile 2021.

Obiettivo Terra, al via il contest fotografico che vuole valorizzare il patrimonio ambientale

In occasione della Giornata Mondiale della Terra che si terrà il 22 Aprile 2021, La Fondazione UniVerde e la Società Geografica Italiana Onlus promuovono la XII edizione del concorso fotografico ‘Obiettivo Terra‘. Il contest è mirato a tutelare e valorizzare il patrimonio ambientale  nei parchi nazionali e regionali italiani e a manifestare la solidarietà nei confronti delle aree protette, per promuovere il turismo sostenibile e responsabile e per conservare le tradizioni locali agricole, enogastronomiche, artigianali e storico culturali.

Il concorso consiste nel rappresentare in un’immagine un Parco Nazionale, Interregionale o Regionale italiano oppure un’Area Marina protetta, una Riserva Statale o Regionale.

Sono ammesse al concorso solo foto ‘originali’ ottenute da un unico scatto; in formato digitale, a colori, di risoluzione minima 1600×1200 in formato orizzontale o verticale che non superino i 15 Mb. La fotografia presentata non deve essere già stata premiata in concorsi italiani o esteri.

Per partecipare è necessario essere cittadini italiani maggiorenni o stranieri residenti o domiciliati in Italia.

Premi
-primo premio del valore di € 1.000
-targa, ricordo dalla Fondazione UniVerde e dalla Società Geografica Italiana
-esposizione foto su una maxi-affissione a Roma

Menzioni speciali
Saranno inoltre selezionate tra le foto pervenute le vincitrici delle menzioni speciali per ognuna delle seguenti categorie: alberi e foreste; animali; area costiera; fiumi e laghi; paesaggio agricolo; turismo sostenibile. Per l’anno 2021 sono istituite le menzioni speciali: borghi; obiettivo mare; obiettivo Roma; parchi dal cielo.

Premio Parco Inclusivo 2021
Premio all’area protetta che si è distinta per aver favorito l’accessibilità a la fruibilità alle persone con disabilità e a mobilità ridotta, in collaborazione con FIABA ONLUS.

La partecipazione al concorso è gratuita.

Per inviare gli scatti c’è tempo fino al 21 marzo 2021.

Per maggiori informazioni Vai al sito 

“Vaccinare i volontari prima possibile”. Cresce la pressione delle associazioni

Riproponiamo l’articolo di CSVnet relativo agli ultimi appelli dei Centri di Servizio al Volontariato per inserire i volontari attivi nel terzo settore nelle liste prioritarie dopo il personale sanitario e le categorie a rischio.

Vaccinare prima possibile tutti i volontari, non solo quelli impegnati nel settore socio-sanitario d’urgenza, sulle ambulanze, a diretto contatto con i malati, ma anche chi è coinvolto in attività di solidarietà più trasversali e sta facendo da mesi la propria parte per contrastare gli effetti della pandemia.

La richiesta è stata avanzata da Francesco Riondino, presidente del coordinamento dei centri di servizio per il volontariato pugliesi – BariFoggiaTaranto e Brindisi-Lecce – che insieme a Davide Giove, portavoce del Forum terzo settore regionale, hanno scritto al presidente Michele Emiliano e all’assessore regionale alla sanità Luigi Lopalco, per far inserire “tra le categorie che devono ricevere il vaccino dopo il personale sanitario, parasanitario e le categorie a rischio anche i volontari degli enti di terzo settore”.

Secondo le organizzazioni si tratta di una possibilità già prevista a livello nazionale nel “Piano strategico Vaccinazione anti-Sars-CoV-2/Covid-19” che prevede di inserire “altre categorie di popolazioni, fra le quali quelle appartenenti ai servizi essenziali… qualora venissero identificate particolari categorie a rischio”.

“Naturalmente” – spiegano i due rappresentanti regionali – tale misura di profilassi dovrebbe essere adottata in via prioritaria ai volontari che svolgono attività che li espongono al contagio e, inoltre, nelle quali possono diventare loro stessi, se positivi asintomatici, portatori del Covid-19”.

La questione sollevata dalla Puglia è solo l’ultimo tassello di un confronto acceso in diverse regioni tra organizzazioni ed enti locali per accelerare le vaccinazioni dei volontari.

Ad esempio, in occasione della presentazione del nuovo Csv Belluno Treviso il neo presidente Alberto Franceschini ha rilanciato l’appello che aveva fatto i primi di gennaio per dare priorità nel piano vaccinale veneto “alle associazioni che si dedicano non solo ai trasporti sociali o alla consegna di generi di prima necessità, ma a chi si prende cura degli anziani e delle persone con disabilità, e sostiene le persone affette da patologie”. In Lombardia il coordinamento regionale dei Csv e il Forum terzo settore stanno facendo ugualmente pressioni sulla Regione per inserire gli enti di terzo settore nelle vaccinazioni: una riunione in merito è prevista per venerdì prossimo.

Anche il Csv di Venezia ha affrontato la questione, chiedendo all’assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin di immunizzare i volontari in maniera prioritaria insieme al personale sanitario. Quotidianamente queste persone si occupano di “trasportare i nostri concittadini a fare una visita o aiutarli nelle tante incombenze quotidiane legate all’erogazione delle prestazioni sanitarie” sottolinea nell’appello il presidente del Csv Mario Morandi “svolgendo, con abnegazione e coraggio, un servizio particolarmente rischioso in termini di contagio”.

L’emergenza sanitaria non ha fermato nemmeno i volontari del Molise, dove il Csv regionale si è recentemente adoperato per continuare a supportare il loro impegno fornendo kit igenizzanti, mascherine e 3mila test sieroglogici (in collaborazione con Avis) per i centri trasfusionali e 6 comuni del territorio. “I volontari non si fermano, ma hanno paura – commenta la direttrice del Csv Lorena Minotti -. Temono il contagio e ‘sperano’ nel vaccino che permetta loro di operare con maggiore serenità e sicurezza” spiega la direttrice, specificando che al momento i volontari della regione non riesntrano nelle liste per le vaccinazioni e non hanno ricevuto comunicazioni in merito.

L’appello è stato rilanciano anche in Campania dal Csv Irpinia Sannio “Vogliamo che venga riconosciuto e tutelato il ruolo ed il lavoro di quei volontari che in questi mesi di pandemia non hanno mai fatto mancare il loro contributo” commenta nella nota il presidente Raffaele Amore.

Come detto, se molti volontari attivi in organizzazioni come la Croce rossa, Misericordie e Anpas sono stati già vaccinati, tutti gli altri sono esclusi dalle prime fasi del piano. Si tratta di una “zona grigia” di attività che pur non essendo prettamente socio sanitarie sconfinano in questo ambito, come spiega in Fabrizio Pregliasco, virologo e presidente Anpas.

Invito alla compilazione di un questionario online rivolto ai caregiver informali

Quali sono gli strumenti e le tecnologie online in grado di supportare i caregiver informali?

Se tu sei un familiare, amico, vicino (esclusi volontari e operatori dei servizi), che fornisce aiuto in modo regolare a persone adulte o anziane che hanno bisogno di essere supportate per motivi di salute, disabilità o età, ti invitiamo a compilare un breve questionario al seguente link: https://it.surveymonkey.com/r/WPRXJBN

L’indagine avrà lo scopo di individuare e comprendere le potenzialità connesse allo sviluppo di interventi innovativi basati sulla psicologia e sulla tecnologia a supporto dei caregivers informali e rientra nell’ambito del progetto “Studio ENTWINE – Servizi di supporto online per gli assistenti informali in Europa” (https://entwine-itn.eu/), finanziato dall’Unione Europea e promosso da Eurocarers (la Federazione europea delle associazioni a supporto dei caregiver: https://eurocarers.org/), a cui anche l’INRCA-IRCCS partecipa con il suo Centro Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento di Ancona (https://www.inrca.it/inrca/Mod_ric_112.asp?pag=Ric_UO_psicosocio.asp).

Tra le persone che avranno compilato il questionario, a fine rilevazione ne verranno sorteggiate casualmente due, che riceveranno in regalo un tablet.

Per partecipare all’indagine c’è tempo fino al 15 Marzo 2021,

Per saperne di più:

Centro Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento

IRCCS-INRCA – Istituto Nazionale Ricovero e Cura Anziani

Sito web di Centro: http://www.inrca.it/inrca/Mod_ric_112.asp?pag=Ric_UO_psicosocio.asp     

Sito web di Istituto: http://www.inrca.it 

Contro la povertà sanitaria torna la Giornata di raccolta del Farmaco

Nessuno dovrebbe scegliere se mangiare o curarsi, per questo da 20 anni il Banco Farmaceutico organizza la Giornata di raccolta del Farmaco. Migliaia di volontari su tutto il territorio nazionale presidiano le farmacie che aderiscono all’iniziativa, invitando i cittadini a donare uno o più farmaci per gli enti caritativi del territorio che assistono le persone più bisognose. Ogni ente è collegato a una o più farmacie della propria provincia; il farmacista, in base alle indicazioni ricevute dagli enti, indirizza il cliente, suggerendo le categorie di farmaci di cui c’è maggiore ed effettivo bisogno. Inizialmente la GRF – che riguarda i soli farmaci senza obbligo di ricetta medica (over the counter) – si è concentrata sulle categorie più utilizzate: antinfluenzali, antinfiammatori e antipiretici.

Nel corso degli anni, la progressiva crescita quantitativa dei farmaci raccolti ha permesso a Banco Farmaceutico di dare una risposta più adeguata e puntuale al bisogno farmaceutico degli enti caritativi, arrivando a coprire quasi tutte le categorie dei prodotti “da banco”: farmaci per disturbi gastrointestinali, antimicotici topici, antibiotici, antisettici e disinfettanti, antipiretici, preparati per la tosse, antistaminici per uso orale, decongestionanti nasali, anestetici locali e altre tipologie.

In 20 anni la Giornata di Raccolta del Farmaco ha raccolto oltre 5.600.000 farmaci, per un controvalore commerciale di circa 34 milioni di euro. L’ultima edizione, che in occasione dei 20 anni di Banco Farmaceutico è durata una settimana (dal 4 al 10 febbraio 2020), ha visto il coinvolgimento di 4.944 farmacie e oltre 22.000 volontari; dei 541.075 farmaci raccolti hanno beneficiato oltre 473.000 persone assistite dai 1.859 Enti convenzionati con Banco Farmaceutico.

Anche quest’anno la GRF durerà una settimana, prende il via oggi, martedì 9 febbraio, e proseguirà fino a lunedì 15, perché con la crisi sanitaria causata della pandemia diventa ancora più urgente donare medicinali da banco ai più bisognosi. In campo ci sono circa 5mila farmacie di tutta Italia che hanno aderito all’iniziativa e in cui i cittadini potranno acquistare e donare uno o più farmaci da banco che saranno consegnati a oltre 1.800 realtà assistenziali che si prendono cura delle persone indigenti, offrendo loro cure e medicinali gratuitamente.

Se vuoi diventare volontario e dare una mano nell’ambito della settimana di raccolta compila il form sul sito bancofarmaceutico.org