Registro unico, a marzo arrivano i “quickinar”

Terzjus, in collaborazione con CSVnet e Forum nazionale del terzo settore organizza a partire dall’8 marzo il primo ciclo di “quickinar” dal titolo “Ets verso il Runts”, 8 webinar rivolti ciascuno a un massimo di 50 partecipanti sulla nuova legislazione del terzo settore – in particolare sul Registro unico nazionale – in chiave operativa e applicativa. Ogni quickinar avrà la durata complessiva di 60-90 minuti e si aprirà con una relazione di circa 30 minuti, accompagnata da alcune slide, cui seguirà un dibattito. La partecipazione è gratuita previa iscrizione alla piattaforma zoom, tramite il modulo di iscrizione a questo link.

Media partner dell’iniziativa è Cantiere terzo settore, da poco on line in versione rinnovata, che metterà tra l’altro a disposizione i video delle relazioni di apertura. Il primo appuntamento è previsto per l’8 marzo alle ore 16 e si intitola “Forme e modalità di iscrizione nel Runts” a cura di Antonio Fici.

questo link il programma completo degli appuntamenti di marzo.

I giovani, la scuola e il dono: aperte le adesioni al #DonoDay2021

Anche nel 2021 il Ministero dell’Istruzione collabora con l‘Istituto Italiano della Donazione per il Giorno del Dono e invita tutte le scuole a partecipare a #DonoDay2021 Scuole: saranno ancora una volta gli studenti a dare…lezione di dono!

Il progetto, che ad oggi ha coinvolto oltre 370 scuole e quasi 49.000 studenti, nasce per diffondere la cultura del dono in tutti i suoi aspetti ed è rivolto alle scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio italiano.

Tante sono le opportunità di partecipazione:

• Aderire al contest #DonareMiDona
Partecipare è facilissimo: la scuola, una classe, un gruppo di ragazzi o il singolo studente realizza uno o più prodotti artistici (un video – di massimo 1’30” – o un altro elaborato artistico) raccontando la propria idea di dono. Sono accettati anche più elaborati provenienti da una stessa classe o scuola.
A breve verranno comunicati i premi riservati ai vincitori.
Per iscriversi è sufficiente compilare il form entro il 30 giugno 2021 scegliendo adesione attiva.

(Possono essere effettuate anche più adesioni da parte di singole classi o di gruppi di ragazzi)

 

• Diventare testimonial del Giorno del Dono
La scuola si impegna a diffondere tra gli studenti i valori del Giorno del Dono e le iniziative a esso collegate.
In questo caso è sufficiente compilare il form entro il 4 ottobre 2021 e scegliere adesione morale.• Portare il Giorno del Dono nella propria scuola/città

Nonostante l’emergenza (e sempre nel rigoroso rispetto delle disposizioni in essere che verranno emanate) vorremmo ipotizzare ugualmente la vostra tappa del Roadshow del Dono: da remoto, in presenza o nelle modalità che, alla data stabilita, saranno possibili.
• Inviare le proprie storie di dono
Raccontare e far raccontare agli studenti storie di dono, comprese testimonianze di come avete affrontato/state affrontando il dono in questi giorni di difficoltà per il Paese. Inviate una mail, taggate IID su Facebook/Instagram o scrivete via sms/whatsapp al 333.4834475. Tutte le storie saranno pubblicate sui profili social dell’Istituto per diffondere sempre di più la cultura del dono.
Tutte le informazioni su giornodeldono.org.
Per ogni ulteriore informazione: 02.87390788 o comunicazione@istitutoitalianodonazione.it.

Online anche il video Aspettando #DonoDay2021!

Politiche sociali, è il momento della programmazione. L’intervista al presidente Nicola Caprio su La Repubblica

Di seguito l’intervista realizzata da La Repubblica nell’ambito del “Rapporto Politiche e Servizi Sociali 2021” al presidente del CSV Napoli Nicola Caprio,  che  illustra gli ottimi risultati raggiunti durante la sua gestione e chiede un cambio di passo sulle strategie delle istituzioni

Che tipo di lavoro avete fatto durante la pandemia? 

La pandemia ha sconvolto tutti, il mondo del volontariato ha dato un valido supporto nella gestione dell’emergenza, che non è stata solo sanitaria ma anche e soprattutto sociale. Il CSV Napoli si è confrontato continuamente con i volontari per trovare soluzioni, strumenti e modalità per far fronte alle nuove esigenze dettate dal lock-down. E così abbiamo provato subito a dare risposte: penso alle coperture assicurative estese al rischio contagio, alla distribuzione di DPI (dispositivi di protezione individuali), all’utilizzo del Camper della solidarietà per la distribuzione di generi di prima necessità alle persone fragili ed isolate dell’area metropolitana di Napoli. Anche il progetto di animazione territoriale “Agenzie di Cittadinanza” è stato riadattato concentrando, principalmente, le attività di operatori e volontari sull’assistenza domiciliare ad anziani e persone con disabilità. Mi preme sottolineare, inoltre, il ruolo che abbiamo svolto nella task force della Regione Campania e l’adesione convinta alla Rete dell’Alleanza contro la Povertà Campana, composta da realtà associative, rappresentanze dei comuni e delle regioni, enti del Terzo settore e organizzazioni sindacali e datoriali, per promuovere azioni sistemiche a livello regionale per il contrasto alla povertà. È importante sensibilizzare sulla necessità di sostenere le persone in difficoltà economica, stimolando la rete multi-livello della solidarietà sociale e dare il giusto riconoscimento al volontariato, antenna sociale naturale nelle comunità per il ruolo di prossimità.

Cosa è cambiato per voi nell’ultimo anno?

Abbiamo avuto mille difficoltà come CSV Napoli, non solo legate all’emergenza socio-sanitaria, ma anche per la mancata approvazione della programmazione 2021 in tempi ragionevoli. L’ente di controllo territoriale (OTC Campania/Molise) ha infatti bloccato per circa 6 mesi la programmazione di tutti i centri delle due regioni, creando non poche difficoltà operative a cui si sono aggiunte quelle legate all’emergenza. Nella prima fase pandemica, CSV Napoli ha sin da subito orientato e supportato i volontari impegnati in prima linea e ha svolto un sondaggio per monitorare le attività messe in campo e rilevare i loro bisogni. Siamo intervenuti laddove possibile, rimodulando con tempestività e innovazione anche la programmazione. Abbiamo colto la sfida e l’opportunità nella tragicità del momento storico, cercando di valorizzare tutte le esperienze di collaborazione con enti locali e privati per sostenere l’impegno dei volontari nei diversi territori. A luglio ci giungono le dimissioni della presidente dell’OTC indicata dalle Fondazioni di origine Bancaria (FOB) e successivamente l’organismo si è sciolto per ulteriori dimissioni degli altri componenti designati, senza motivazioni chiare. Ci viene di fatto sottratta la possibilità di avviare una riflessione dinamica, complessa e innovativa per inserire il volontariato in una nuova traiettoria tecnologica, con la mancata approvazione della rimodulazione della programmazione 2020. In particolare, abbiamo appurato una disertata attenzione e capacità di ascolto, semplicemente per imporre una dimensione di burocrazia e di primato. Da troppo tempo stiamo scontando le numerose difficoltà nell’espletamento delle azioni dell’Organismo Territoriale di Controllo. Ancora oggi siamo in attesa che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali decreti i nuovi componenti, auspicando che con “i nuovi” ci sia una maggiore collaborazione e condivisione dei processi, per il bene del volontariato.  Queste difficoltà, però, non ci hanno fermato, continuiamo con dignità e senza sosta nel sostenere le associazioni nell’ascolto sistemico dei vari bisogni.

Iniziative particolari per il 2021?

La definizione della programmazione 2021 del CSV Napoli si determina in un momento in cui vi sono grandi cambiamenti sociali. Anche la seconda fase della pandemia ha, nostro malgrado, attratto attenzione e risorse tese a fronteggiarla con mutamenti relazionali che probabilmente persisteranno ancora per molto. Ma in realtà importanti dinamiche di trasformazione si erano già prodotte nell’ultimo quinquennio aprendo la strada ad una gamma di nuovi bisogni. Il terreno delle organizzazioni dell’intervento sociale è stato interessato da tali cambiamenti e in modo preponderante si inserisce in questa chiave la Riforma del Terzo settore. In questo clima, a giugno andremo ad elezioni come CSV Napoli e anche come coordinamento nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSVnet). Il mio intento è di continuare a costruire percorsi virtuosi insieme con le reti regionali e territoriali, sempre con spirito di servizio, come abbiamo fatto finora. Napoli sarà al centro delle attenzioni mediatiche, ci saranno le elezioni comunali, un momento decisivo per la nostra città: noi lavoriamo per una programmazione che da sempre ha riconosciuto un impegno e un ruolo importante all’ente pubblico, condividendo processi ed obiettivi con le diverse aree tematiche e di intervento, in particolare con l’assessorato alle politiche sociali, welfare e quello dei giovani.

Come considera il rapporto con le istituzioni?

Sempre proficuo per promuovere l’amministrazione condivisa e la responsabilità sociale. Un esempio sono le già citate “Agenzie di Cittadinanza”, nate proprio dalla collaborazione tra CSV Napoli e Comune di Napoli per sperimentare nuove pratiche di welfare territoriale, ovvero percorsi di responsabilizzazione competente del territorio a partire dalla comunità. Ma anche negli altri territori portiamo avanti da anni percorsi di condivisione con le istituzioni con i nostri sportelli territoriali, presenti nella fascia costiera, nel nolano e nell’area nord di Napoli per promuove un welfare di comunità. Da diversi anni, inoltre, abbiamo attiva una collaborazione con INAIL che a breve vedrà partire il progetto “Volontariato sicuro 2.0”, la cui finalità è di offrire assistenza e consulenza ai volontari per porli in condizione di rispettare la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (anche in relazione alla pandemia da SARS-COV-2) così da garantire la massima sicurezza nell’espletamento delle varie attività. Più recente è, invece, il protocollo d’intesa che abbiamo sottoscritto con l’Ufficio Interdistrettuale di esecuzione penale esterna (UIEPE) per la Campania per il buon andamento dell’implementazione e degli sviluppi di iniziative volte a promuovere la “Giustizia di Comunità”. Realizzeremo insieme una serie di azioni per facilitare l’inclusione sociale delle persone in area penale e promuovere la cittadinanza attiva. Anche il dialogo costante con il Garante per l’infanzia e l’adolescenza e i Garanti dei detenuti e dei disabili della Regione Campania è significativo, perché ci permette di costruire percorsi condivisi ed interventi mirati per le nostre comunità.

Voi che siete a contatto costante col territorio che tipo di richieste ricevete?

Lo stato di emergenza ha subito evidenziato la nascita di nuovi bisogni da parte dei territori e reso, quindi, necessario l’ampliamento da parte nostra di alcuni servizi. Tra le difficoltà maggiormente incontrate la mancanza di DPI (dispositivi di protezione individuale) per poter operare in sicurezza, la mancanza di risorse economiche per poter fronteggiare nuove spese, la mancanza di beni di prima necessità e la mancanza di volontari in generale. I bisogni rilevati nelle attività in emergenza sono collegati all’aumento della povertà, della solitudine oltre alle difficoltà finanziarie e non manca la necessità di un supporto psicologico per i bambini e gli adolescenti. A tutto questo va aggiunta la difficoltà nell’uso di strumenti tecnologici e la necessità di individuare metodologie sempre innovative per lo svolgimento di tante attività. Oggi i volontari rivendicano rispetto per il ruolo centrale che hanno avuto nella gestione dell’emergenza e chiedono a gran voce sostegno e tutela a vario titolo e soprattutto di essere inseriti nel piano vaccino nazionale.

Quali sono secondo voi le principali emergenze sociali?

Io sono sinceramente preoccupato per l’assenza di un reale piano strategico nazionale per fronteggiare un’emergenza sociale mai vista nella storia, che ha generato e genererà ancora effetti preoccupanti sui bambini, anziani e su tutte le persone fragili. Effetti, talvolta ignorati, soprattutto sottovalutati da tutti. È necessario definire una “gestione straordinaria”, con servizi da ampliare e garantire su tutto il territorio nazionale e in modo particolare al Sud, dove il lavoro e la dignità continua a mancare. Bisogna guardare ai bisogni veri, potenziare e creare nuovi servizi per andare oltre l’emergenza! Non si può consentire che famiglie e soggetti più deboli oggi siano ancora più soli e abbandonati a sé stessi.

PartecipAzione: al via la nuova edizione del bando che favorisce l’empowerment dei rifugiati

INTERSOS e UNHCR lanciano il Bando PartecipAzione 2021, il programma di empowerment e capacity-building per associazioni di rifugiati in Italia, giunto alla sua quarta edizione.

Il Bando è rivolto a tutte le associazioni di rifugiati e le organizzazioni radicate sul territorio che favoriscono la partecipazione attiva delle persone rifugiate alla vita del Paese. I progetti presentati dovranno rispondere ad almeno una delle tre linee strategiche del Programma:

Obiettivo 1 – Proteggere i diritti di richiedenti asilo e beneficiari di protezione internazionale, con particolare attenzione alle persone portatrici di esigenze specifiche (donne, anziani, persone sopravvissute a tortura, violenza sessuale e di genere, vittime di tratta, minori non accompagnati, persone portatrici di disabilità, e altri).

Obiettivo 2 – Creare e promuovere opportunità e attività volte a favorire l’integrazione di beneficiarie e beneficiari di protezione internazionale e di richiedenti asilo, rafforzando la loro partecipazione attiva alla vita sociale, economica e culturale.

Obiettivo 3 – Promuovere la coesione sociale con le comunità di accoglienza attraverso iniziative finalizzate alla solidarietà e alla promozione di misure di contrasto alla discriminazione e alla xenofobia. Un comitato di selezione sarà responsabile di valutare le domande e selezionarne fino ad un massimo di 8.

La scadenza per presentare i progetti è fissata al 21 marzo 2021.

Possono partecipare al bando organizzazioni che lavorano per favorire la partecipazione di persone rifugiate operanti sul territorio nazionale. Verranno valorizzate quelle organizzazioni in cui tra i soci sono presenti beneficiari di protezione internazionale.

Scarica le linee guida del bando…clicca qui

Venerdì 26 febbraio, inoltre, alle ore 17.00 sulla pagina @intersos.org si terrà un evento informativo online di presentazione del Programma.

Terzo settore, il “Cantiere” della riforma è tutto sul web

Più contenuti, nuovi format, guide, focus tematici, video, documenti e altro ancora: si arricchisce così il sito web Cantiere terzo settore, online in versione totalmente rinnovata a cura di CSVnet, l’associazione dei Centri di servizio per il volontariato, e del Forum Nazionale del Terzo settore. Un grande progetto di comunicazione su cui le due organizzazioni investono insieme per divulgare e rendere accessibile – gratuitamente e a tutti – la normativa per il non profit.
L’intento è di affiancare enti e professionisti nelle prossime sfide aperte dalla riforma del Terzo settore avviata nel 2016, e che proprio nei prossimi mesi entrerà nel vivo con l’attivazione del registro unico nazionale del Terzo settore. Oltre a spazzare via gli strumenti di registrazione territoriali e rendere ancora più trasparente l’attività degli enti del Terzo settore, infatti, il registro renderà operativo buona parte dell’impianto normativo previsto dalla legge delega e dai relativi decreti. Potenzialmente coinvolte in questo cambio di passo, oltre 350mila organizzazioni non profit presenti in Italia, ma anche i funzionari della pubblica amministrazione e tanti professionisti che supportano gli enti, come commercialisti, avvocati, notai. Da qui la scelta di uno strumento totalmente gratuito che sappia parlare in modo autorevole agli esperti ma anche orientare i dirigenti delle organizzazioni che non hanno dimestichezza con il linguaggio tecnico-giuridico.
Tanti i contenuti, pensati per favorire l’applicazione della riforma e moltiplicare i linguaggi, per parlare a tutti e non lasciare indietro nessuno. L’impianto della riforma, ad esempio, sarà sintetizzato in 12 video semplici e diretti che in pochi minuti offrono un orientamento di base ai meno esperti, ma sarà anche approfondito in oltre 80 schede costantemente aggiornate con gli ultimi atti normativi. E per gli amanti della carta stampata, le stesse schede saranno raggruppate in quaderni tematici scaricabili in pdf.
Tra le novità più importanti del Cantiere, una guida al registro unico del Terzo settore e una serie di focus tematici curati da esperti del settore. In più, tutta la normativa aggiornata – completa di circolari e atti normativi ufficiali – e il monitoraggio legislativo dal Parlamento, dalle Regioni e su eventuali normative speciali.
I nuovi contenuti si aggiungono a un notiziario dedicato ai decreti in uscita, alle note del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ai documenti ufficiali utili a una corretta applicazione della legge, con approfondimenti su temi specifici, riflessioni e tutte le informazioni sui provvedimenti che interessano il non profit oltre la riforma.
Il sito sarà un cantiere aperto e si arricchirà presto di nuovi materiali multimediali, podcast, infografiche, interviste, l’agenda con i principali eventi, le scadenze da non dimenticare e una cassetta degli attrezzi per chi lavora nel terzo settore.
Il primo nucleo di Cantiere terzo settore nasce nel 2019 nell’ambito di Capacit’Azione, un programma di formazione nazionale sulla riforma del terzo settore finanziato dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali. A due anni dalla sua prima messa online, ha rilanciato centinaia di contenuti, incassando una costante crescita di traffico.
A garanzia dell’affidabilità delle informazioni ci sono gli stessi promotori, CSVnet e Forum, riconosciute dal ministero del lavoro e Politiche sociali come le più rappresentative nel loro ambito e componenti del Consiglio nazionale del Terzo settore, istituito con funzioni consultive, di nomina e di vigilanza, monitoraggio e controllo sull’applicazione della normativa sul terzo settore. Il Cantiere è, infatti, la “voce” dell’ufficio giuridico-legislativo sul Terzo settore istituito dalle due reti nazionali, luogo di analisi e studio della normativa sul non profit, nonché comitato editoriale del sito composto dagli esperti delle due reti nazionali.
“Nell’anno in cui la riforma del terzo settore entra nel vivo con il registro unico nazionale – spiega Stefano Tabò, presidente di CSVnet – il Cantiere rafforza il suo ruolo di supporto per volontari, enti e professionisti con strumenti per favorire la corretta applicazione delle norme e informazioni sempre aggiornate. Fare cultura della riforma significa anche questo: mettere tutti nella condizione di comprenderla”.
“Dal nuovo registro unico alle novità ancora da definire in materia fiscale – sottolinea Claudia Fiaschi, portavoce del Forum nazionale Terzo settore -, adeguarsi alla riforma sarà un percorso complesso per i soggetti del Terzo settore, in particolar modo quelli meno strutturati. Per questo motivo uno strumento come Cantiere terzo settore, capace di dare informazioni precise, puntuali e sempre aggiornate, sarà preziosissimo per i nostri enti e le nostre associazioni, e per i professionisti che operano a loro supporto”.

A questo link il video di lancio.

Erogazioni liberali al Terzo settore nella dichiarazione dei redditi

Riproponiamo l’articolo di Chiara Meoli pubblicato su csvnet.it relativo ai dati da trasmettere sulle erogazioni liberali nella dichiarazione dei redditi

Per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, a partire dai dati relativi all’anno d’imposta 2020, le Onlus, le associazioni di promozione sociale, le fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario la tutela, promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico oppure lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate una comunicazione con i dati sulle erogazioni liberali in denaro deducibili e detraibiliricevute nell’anno precedente da persone fisichecon l’indicazione dei dati identificativi dei soggetti eroganti.

Questa novità – del tutto facoltativa per i dati relativi all’anno 2020, ma obbligatoria il prossimo anno per i dati fiscali 2021 – è prevista dal decreto 3 febbraio 2021 del Ministero dell’economia e delle finanze pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 16 febbraio 2021.

Il decreto fissa alcuni importanti principi relativi alla comunicazione delle informazioni, individuando i soggetti interessati, i contenuti, le modalità e i tempi dell’invio (dapprima facoltativo, poi obbligatorio) dei dati.

I soggetti interessati

A partire dall’anno d’imposta 2020 (dichiarazione dei redditi 2021), la trasmissione dei dati delle erogazioni liberali interesserà:

 

  • le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (art. 10, commi 1, 8 e 9 dlgs n. 460/1997);
  • le associazioni di promozione sociale (art. 7 l. n. 383/2000);
  • le fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario la tutela, promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico (dlgs. n. 42/2004);
  • le fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica.

Cosa deve contenere la comunicazione

La comunicazione delle erogazioni liberali dovrà contenere:

  • i dati relativi alle erogazioni liberali in denaro deducibili e detraibili, eseguite nell’anno precedente da persone fisiche;
  • l’indicazione dei dati identificativi dei soggetti eroganti.

Tra i dati da comunicare, il decreto prevede anche l’ammontare delle erogazioni liberali restituite nell’anno precedente, con l’indicazione del soggetto a favore del quale è effettuata la restituzione e dell’anno nel quale è stata ricevuta l’erogazione rimborsate.

Al riguardo, deve rammentarsi che la comunicazione delle erogazioni liberali per gli enti del Terzo settore (Ets) deve contenere esclusivamente i dati relativi a oneri sostenuti tramite banca, ufficio postale o altri strumenti di pagamento tracciabili.

Inoltre, a partire dal periodo d’imposta successivo all’autorizzazione della Commissione europea (art. 101, comma 10 dlgs. n. 117/2017) e quindi dal periodo d’imposta successivo a quello di operatività del Runts, se successivo all’autorizzazione, le disposizioni contenute nel decreto in questione si applicano agli Ets destinatari delle erogazioni liberali (art. 83 d.lgs. n. 117/2017).

In merito alle istruzioni operative per la trasmissione delle comunicazioni, un apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate le disciplinerà.

Possibili sanzioni

Per i dati relativi al 2020 il decreto dispone un invio facoltativo prevedendo che non si applicheranno sanzioni in caso di omessa o errata trasmissione.

Sarà invece sanzionato l’errore nella comunicazione che comporti un’indebita fruizione di detrazioni o deduzioni nella dichiarazione precompilata.

I tempi

La scadenza per la trasmissione dei dati è fissata al 16 marzo 2021, termine unico per i soggetti tenuti a inviare i dati necessari per il modello 730 precompilato.