La coprogettazione in pratica: pubblicato il 3° Report di Euricse

Il terzo e conclusivo rapporto sul welfare collaborativo in Italia, a cura di Euricse e con la supervisione scientifica del professor Luca Fazzi, è ora disponibile online. Quest’opera di fondamentale importanza offre una base di conoscenza più ampia sugli strumenti di amministrazione condivisa. Intitolato “Costruire i servizi e gli interventi: la co-progettazione in pratica”, pone un’attenzione particolare sulla co-progettazione come elemento cruciale per il successo delle nuove collaborazioni tra la pubblica amministrazione e il Terzo Settore.

La ricerca di Euricse “Il nuovo welfare collaborativo in Italia: Co-Programmazione e Co-Progettazione come strumenti per l’innovazione del welfare locale”, rappresenta la prima indagine a livello nazionale che approfondisce l’applicazione concreta dell’articolo 55 del Codice del Terzo Settore. Questo articolo ha introdotto gli strumenti giuridici per promuovere una nuova concezione più collaborativa e paritaria dei rapporti tra lo Stato e gli enti del Terzo Settore.

I risultati di questa ricerca sono stati resi disponibili in tre rapporti distinti a cominciare da marzo 2023. Il primo, Il nuovo welfare collaborativo in Italia: Co-Programmazione e Co-Progettazione come strumenti per l’innovazione del welfare locale, ha fornito un quadro dell’evoluzione del welfare locale a livello nazionale, contestualizzando il nuovo welfare collaborativo e offrendo una prima valutazione degli effetti positivi e delle criticità emerse dall’indagine. Il secondo si è concentrato sulle condizioni e i vincoli necessari per abilitare la collaborazione, esaminando le condizioni che la favoriscono. Il terzo ha analizzato le dimensioni operative dei processi collaborativi.

Il terzo studioCostruire i servizi e gli interventi: la co-progettazione in praticamette l’accento sulla co-progettazione come elemento cruciale per il successo delle nuove collaborazioni tra la pubblica amministrazione e il Terzo Settore. Entrando più in dettaglio, il primo capitolo analizza il funzionamento dei tavoli di lavoro, esaminando chi vi partecipa, come lo fa e con quali strumenti, e quali impatti ciò ha sulla soddisfazione e la motivazione dei partecipanti. Il secondo capitolo si focalizza sul processo di trasformazione delle idee in progetti operativi, evidenziando le questioni chiave da considerare, gli apprendimenti e le criticità che possono emergere in questo passaggio cruciale. Nel terzo capitolo, viene approfondita la creazione degli accordi di partenariato come output finale del processo collaborativo. Viene fornita un’analisi dettagliata sulle sfide e opportunità all’interno del contesto del welfare collaborativo nazionale, mettendo in luce le differenze sostanziali tra gli accordi contrattuali della co-progettazione e quelli degli affidamenti tradizionali dei servizi.

Questo terzo rapporto conclude la trilogia di pubblicazioni di Euricse dedicati ai risultati della ricerca sul welfare collaborativo, che fornisce una  base più ampia di conoscenze riguardo agli strumenti di amministrazione condivisa, ed alla loro implementazione pratica sul territorio nazionale.

Quando bambini e adolescenti abitano lo spazio digitale. Al via la dodicesima edizione del Premio giornalistico Benedetta D’Intino

Quando bambini e adolescenti abitano lo spazio digitale: rischi e opportunità per la crescita e lo sviluppo delle relazioni. È dedicata a questo tema la dodicesima edizione del Premio giornalistico promosso dalla Fondazione Benedetta D’Intino, ente che affianca e sostiene l’omonimo Centro clinico milanese da trent’anni impegnato ad assistere bambini e ragazzi con disagio psicologico e disabilità comunicativa grave, insieme alle loro famiglie.

In un’epoca di iper-connessione, soprattutto per i più giovani, il ruolo delle tecnologie assume una dimensione sempre più sociale ma strettamente connessa con lo sviluppo e la crescita personale ed emotiva – dice Mattia Formenton, presidente della Fondazione Benedetta D’Intino -. Con questo riconoscimento vogliamo premiare chi nel mondo dell’informazione riuscirà a portare una riflessione originale e obiettiva sul tema, che aiuti a interpretare il fenomeno tenendo in considerazione le sue molteplici sfaccettature.

Il concorso è rivolto ai giornalisti professionisti e pubblicisti che tra l’1 settembre 2023 e il 30 giugno 2024 pubblicheranno articoli su un quotidiano, un periodico, una testata on-line o realizzeranno servizi o inchieste per la radio o per la tv in merito a questo argomento.

Per partecipare c’è tempo fino al 3 luglio 2024. Le candidature vanno inviate attraverso posta elettronica all’indirizzo premiogiornalistico@benedettadintino.it (per info www.benedettadintino.it). I vincitori delle due categorie articoli giornalistici e servizi audio e video giornalistici riceveranno, rispettivamente, un premio di 1.000 euro, al lordo delle ritenute di legge.

Gli elaborati saranno valutati da una giuria di giornalisti composta da Armando Besio, Cristina Carpinelli, Salvatore Carrubba, Giancarlo d’Adda, Ferruccio De Bortoli, Paola Molteni, Andrea Monti, Barbara Rachetti, Antonio Rizzolo, Ira Rubini, Giangiacomo Schiavi, Carla Vanni, Pier Luigi Vercesi, Andrea Vianello e da un comitato tecnico rappresentato da Wally Capuzzo, psicologa psicoterapeuta, Nicola Corti di Fondazione Allianz UMANA MENTE, Stefano Malfatti dell’Istituto Serafico di Assisi, Alessandra Schiaffino, psicologa e psicoterapeuta, Aurelia Rivarola, Mattia Formenton, Silvia D’Intino, Anna Erba, Ivana Olivieri, Ilaria Dufour della Fondazione e del Centro Benedetta D’Intino.

Unite to act: dal 15 al 25 settembre la mobilitazione globale per lo sviluppo sostenibile

Dal 15 al 25 settembre 2023 torna la Global Week”, la mobilitazione globale organizzata dalla SDG Action Campaign dell’Onu, per ispirare e connettere i responsabili del cambiamento e mobilitare gli sforzi per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Siamo tutti chiamati a unirci per #ACT4SDGs e ad accelerare l’impatto sostenibile in tutto il mondo, con l’obiettivo di 1 miliardo di azioni entro il 2030. La mobilitazione del 2022 ha accumulato 142 milioni di azioni: la più grande Settimana globale mai vista!

Unite to act” è lo slogan scelto per la campagna di sensibilizzazione di quest’anno che si svolgerà proprio quando i leader mondiali si riuniranno all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per il Summit delle Nazioni Unite sugli SDG. La mobilitazione si concentrerà sui temi chiave del clima, della pace, dell’uguaglianza di genere, dell’inclusione e dei sistemi alimentari sostenibili mentre la comunità globale si riunisce per segnare il punto intermedio dell’agenda degli OSS.

L’ASviS,  l’Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile, si conferma tra i partner di questa iniziativa e invita tutti e tutte a mobilitarsi. È possibile farlo segnalando eventi o iniziative in programma tra il 15 e il 25 settembre connesse agli SDGs per contribuire alla costruzione della “Mappa globale”, una mappa interattiva che nel 2022 ha visto la raccolta di oltre 140 milioni di azioni, che può essere filtrata per paese, regione, organizzazione, SDG e settore e mostra come l’azione collettiva può portare a grandi cambiamenti in tutto il mondo.

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“ZeroWaste PiX”: concorso fotografico dell’Agenzia Europea dell’Ambiente

Ogni anno l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) organizza un concorso fotografico per sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema ambientale e invita i cittadini europei a condividere le loro idee in merito.

Il concorso fotografico di quest’anno “ZeroWaste PIX” è un invito a riflettere sullo stato della civiltà umana moderna. Ogni fotografia è destinata a sensibilizzare l’opinione pubblica e a ispirare il cambiamento, sia che si tratti di un’immagine di fabbriche che emettono tossine, di discariche stracolme o di un orto comunitario che riunisce le persone intorno a un senso di condivisione.

Sono quattro le categorie a concorso disponibili, per cui i fotografi dovranno rappresentare diverse sfaccettature del cambiamento climatico per ogni categoria:
-Circolare e intelligente
-Eco-stili di vita
-Produzione dispendiosa
-Mania di consumo

Il concorso è aperto ai cittadini dei 32 paesi che aderiscono all’AEA e dei sei paesi cooperanti, vale a dire i 27 Stati membri dell’UE, l’Islanda, il Liechtenstein, la Norvegia, la Svizzera, la Turchia, l’Albania, la Bosnia-Erzegovina, il Kosovo, il Montenegro, la Macedonia del Nord e la Serbia.

I vincitori del concorso fotografico per ogni categoria riceveranno un premio di 1.000 euro, mentre 500 euro saranno offerti sia per il Premio del Pubblico che per il Premio Giovani (18-24 anni).

Le foto finaliste saranno sottoposte a una giuria esterna composta da esperti di comunicazione ambientale di tutta Europa. La giuria determinerà i vincitori di tutti i premi, tranne il Public Choice Award. Per il Public Choice Award, le opere finaliste proposte dal comitato di preselezione saranno sottoposte a votazione pubblica dal 24 ottobre al 7 novembre 2023.

La partecipazione al concorso è gratuita e la scadenza è fissata al 3 ottobre 2023.

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Fiscalità e Terzo settore, un gruppo di lavoro per l’approvazione Ue

Riproponiamo l’articolo di Lara Esposito per cantiere Terzo settore relativo all’impegno del Governo del Governo per sbloccare la fiscalità annunciato dal direttore generale del Ministero del Lavoro Alessandro Lombardi, intervenuto alla Summer school organizzata da Cesvot e Scuola Sant’Anna – Centro di Ricerca Maria Eletta Martini.

Il tema della fiscalità nel Terzo settore è uno degli snodi fondamentali per la vita di migliaia di enti e per una piena attuazione della riforma. Il tassello mancante rimane quello dell’autorizzazione della Commissione Europea delle previsioni contenute nel codice del Terzo settore. E non a caso l’attenzione del Governo in questo senso è molto alta, tanto da aver attivato uno specifico tavolo di lavoro sul tema. Lo ha spiegato il direttore generale del Terzo Settore e della responsabilità sociale delle imprese del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali Alessandro Lombardi giovedì 7 settembre in apertura della terza edizione della Summer School “Orizzonti del Terzo settore. Le prospettive della riforma” organizzata da Cesvot e Scuola Sant’Anna – Centro di Ricerca Maria Eletta Martini a Lucca.

“Il tema fiscale è sempre stato oggetto di riflessioni nella riforma – ha spiegato Lombardi. Già l’estate scorsa, con il decreto Semplificazioni, sono state apportate una serie di modifiche all’impianto fiscale. Questo ha dato un sufficiente livello di certezza e stabilità alle disposizioni fiscali del codice del Terzo settore, permettendo al Ministero di avviare un’interlocuzione con l’Unione Europea, con cui si erano già sviluppati alcuni importanti contatti. Nel confronto, abbiamo preliminarmente messo in evidenza come le disposizioni fiscali siano la conseguenza di un sistema e una concezione del Terzo settore che l’ordinamento italiano ha delineato. A sua volta, la Commissione ha richiesto ulteriori specifiche sulle singole misure fiscali e su come andranno a calarsi sulle attività degli enti. Questi documenti sono ora in fase di perfezionamento”.

Un processo delicato, quindi, su cui c’è grande attenzione. “La centralità del tema fiscale – continua Lombardi – è avvertita in modo particolare da parte del Governo: è stato, infatti, creato su indicazione del viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo, un tavolo specifico con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali dedicato alla fiscalità e al Terzo settore all’interno del quale uno dei temi principali è proprio la notifica delle disposizioni fiscali alla Commissione Europea. Al tavolo partecipa non solo il viceministro Leo, ma anche le componenti tecniche dei due ministeri, dell’Agenzia delle entrate e alcuni esperti delle rappresentanze del Terzo settore. Una partecipazione plurale di questo processo su cui riponiamo grande fiducia, perché con l’autorizzazione dell’Ue si completa il quadro di attuazione della riforma, e si dà la possibilità alle 22.000 onlus di scegliere definitivamente se entrare o meno nel Runts”. Sempre sulla fiscalità, Lombardi ha anche ricordato l’importanza della legge delega fiscale che prevede anche una serie di modifiche anche all’impianto del Terzo settore.

Registro terzo settore: dall’analisi dei numeri alle novità sulla delega

E se la fiscalità è ancora un sistema da avviare, il registro unico nazionale del Terzo settore è invece già pienamente operativo, contando circa 114mila enti. Come ha ribadito lo stesso direttore generale a Lucca, a questi numeri bisogna aggiungere una parte residuale di organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale che non hanno concluso la verifica post trasmigrazione e circa 22mila Onlus in attesa che si definisca il quadro fiscale per scegliere se entrare o meno nel Runts. Altro dato fondamentale è che da novembre 2021 a oggi ci sono circa 20mila nuovi enti che sono entrati a far parte del Terzo settore con un popolamento significativo di tutte le sezioni, comprese quelle destinate ad accogliere nuove figure, come gli enti filantropici, le reti associative e gli altri enti del Terzo settore. “Una testimonianza di estrema vitalità del contesto sociale e dell’attrattività del Terzo settore”.

Il confronto con le 370mila istituzioni non profit rilevate dall’Istat nel suo censimento, però, non può essere ignorato. “Secondo un’attendibile proiezione, nel Runts potrebbero entrare 150mila enti, ma questo non significa che la riforma debba considerarsi un fallimento, anzi. Bisogna innanzitutto distinguere tra Terzo settore e non profit, a partire dagli enti che non possono entrare strutturalmente nel Runts. È importante ricordare, poi che c’è una buona fetta di Onlus che, per come previsto dall’articolo 4 del dlgs 117/2017, non possono entrare a far parte del Terzo settore”.

Con il Runts, inoltre, si apre tutto il tema dell’analisi dei dati, perché – sempre secondo Lombardi – potrebbero emergere diverse informazioni finora sottotraccia. “Quelli dell’Istat, infatti, si basano su autodichiarazioni da parte degli enti, ma con il Runts anche le rilevazioni potrebbero essere fatte in modo diverso, basti pensare che nella trasmigrazione sono emersi circa 9mila enti che non erano più operativi rispetto ai precedenti registri”.

Ma il registro unico nazionale è soprattutto uno strumento di trasparenza. Anche su questo si è espresso Lombardi, evidenziando il lavoro che si sta facendo per mettere a disposizione di tutti, in modo accessibile, i dati contenuti nel Runts. “Dietro le quinte c’è un continuo lavoro di evoluzione e perfezionamento dello strumento. Abbiamo lavorato molto per migliorare la funzionalità per gli uffici Runts e per gli enti, grazie anche alla dialettica costante con le rappresentanze del Terzo settore, i centri di servizio per il volontariato e gli stessi uffici regionali e provinciali. Questo lavoro sta portando ulteriori affinamenti, come la possibilità di utilizzare lo strumento della delega all’interno del Runts, su cui la discussione è già in fase avanzata. La proposta è stata, infatti, già affrontata ed esaminata nell’ultima riunione del Consiglio nazionale del Terzo settore”.

L’orizzonte finale, però, rimane quello dell’apertura del Runts a un pubblico più vasto, in modo da rendere possibile un facile accesso ai dati presenti nel sistema e, in un’ottica di trasparenza, permettere di fare analisi, studi e ricerca sugli stessi. “Si tratta di un traguardo fondamentale, che permetterà di cambiare anche la percezione dei cittadini sul Terzo settore”, ha concluso il direttore generale. Come più volte ribadito nel suo intervento, infatti, un’analisi dell’impatto della riforma non può che essere a medio-lungo termine: “molti effetti verranno a prodursi o a consolidarsi in una fase successiva e di questo dobbiamo essere consapevoli”.

Ma un effetto è già sotto gli occhi di tutti ed è quello legato alla formazione degli elenchi del 5 per mille. “Abbiamo una situazione diversa rispetto al passato visto che, a parte le Onlus, oggi il presupposto di legittimazione per l’accesso al 5 per mille è il Runts”.

Statuti standard, amministrazione condivisa e Pnrr

Il direttore Lombardi nel suo intervento ha voluto sottolineare anche alcuni importanti passi avanti nel lungo percorso attuativo della riforma, a partire dalla moltiplicazione dei modelli di statuto standard delle reti associative, che al momento sono 16, e “rappresentano un tassello importante per l’uniformità dell’attuazione normativa”.

“Non è da sottovalutare, inoltre, l’intenso lavoro del legislatore regionale. La Toscana ha il merito di aver rotto il ghiaccio perché è stata la prima a legiferare sul Terzo settore, seguita dal Molise e poi dalla Regione Umbria sull’amministrazione condivisa e dell’Emilia Romagna. Ma la riflessione sullo stato di avanzamento dell’impianto normativo passa anche attraverso il protagonismo del Terzo settore nell’attuazione del Pnrr, in particolare nella missione 5. C’è infatti una percentuale significativa di amministratori che ha fatto ricorso all’istituto della co-progettazione per realizzare le attività previste in quella parte del Pnrr. Si tratta di un tema importante, basti pensare anche il Ministero del Lavoro è intervenuto con una nota a giugno scorso sull’attuazione della co-progettazione in rapporto al Codice degli appalti, in particolare sul tema delle spese”.

Infine, il metodo. Come più volte sottolineato nei suoi interventi in questi anni, Lombardi ha ribadito l’importanza della partecipazione al percorso di costruzione della riforma, la quale ha aperto a nuovi approcci. “La riforma ha inevitabilmente favorito la partecipazione ai tavoli istituzionali delle rappresentanze, come il Forum Nazionale del Terzo settore e CSVnet”.

Dedalus. Formazione sul fenomeno della tratta e del grave sfruttamento a scopo sessuale e lavorativo

Il 9 e 10 ottobre 2023, Dedalus Cooperativa Sociale organizza due giorni di formazione sul fenomeno della tratta e del grave sfruttamento a scopo sessuale e lavorativo, per analizzarne le principali evoluzioni giuridiche, geopolitiche e fenomenologiche.

Il corso, che si terrà in presenza e online, sarà condotto da esperte ed esperti legali e operatrici e operatori sociali che da anni si impegnano nel contrasto al fenomeno della tratta e dello sfruttamento.

Argomenti trattati saranno: le nuove forme di assoggettamento e le nuove strategie di negoziazione, le criticità dei percorsi di tutela offerti, le nuove politiche migratorie e il loro impatto sulla tratta e grave sfruttamento, lusura e lo sfruttamento lavorativo di ricaduta, la commissione di reati delle persone richiedenti e titolari e la non punibilità.

Docenti sono: Papia Aktar, Roberta Aria, Giuseppina di Bari, Enrica Di Nanni, Fatimah Ehikhebolo, Salvatore Fachile, Loredana Leo, Amarilda Lici, Fiorella Liotti, Luca Oliviero, Giulia Riontino, Thomas Vladimir Santangelo.

Rivolto a 60 persone in presenza e 100 da remoto, è principalmente rivolto ad operatori e operatrici legali e sociali.

Si svolge presso la sede di Dedalus in Piazza Enrico de Nicola 46 e via zoom. Il costo è di € 160 a persona da versare al momento delliscrizione.

La domanda di iscrizione dovrà pervenire esclusivamente tramite e-mail a formazione@coopdedalus.it, specificando in oggetto alla mail FORMAZIONE 9-10 OTTOBRE”, entro le ore 12:00 del 23 settembre 2023.

Il corso è a numero chiuso e si avvierà al raggiungimento del numero minimo di 40 partecipanti; se il numero delle domande pervenute sarà superiore alla disponibilità dei posti, si adotterà il criterio di priorità cronologica discrizione.
Verrà rilasciato un attestato di partecipazione a quanti e quante avranno seguito almeno l80% del percorso formativo.

Per info, dettagli e iscrizioni: formazione@coopdedalus.it – 081293390 www.coopdedalus.it