27 Gen, 2026 | In evidenza
Condividiamo l’articolo di Massimo Novarino per Cantiere Terzo Settore relativo alle sanzioni per i messaggi pubblicitari applicati su auto, van o pulmino concessi in comodati d’uso agli Enti di Terzo Settore per trasportare persone con disabilità o in fragilità
Ci sono specifici vincoli sull’attività di “sponsorizzazione” su un veicolo (auto, van o pulmino, talvolta attrezzato), realizzata tramite messaggi pubblicitari di aziende terze applicati sulla carrozzeria, che viene concesso in comodato gratuito da una società a un ente del Terzo settore (ad esempio, che si occupa di trasporto a favore di persone con disabilità o in fragilità). Gli stessi vincoli sono previsti anche se è lo stesso Ets ad apporre sui propri mezzi diversi messaggi pubblicitari, tramite sponsorizzazioni a fini di autofinanziamento, che siano diversi dal proprio marchio e ragione sociale.
Il punto è che la pubblicità sui veicoli non è una materia “libera”: è regolata dal Codice della strada e dal Regolamento di esecuzione, e alcune configurazioni (soprattutto quando la pubblicità è “per conto terzi” e collegata a un corrispettivo, anche indiretto) possono esporre l’ente a contestazioni e stop operativi.
Il quadro ruota attorno a due norme-cardine:
- Codice della strada (art. 23 del dlgs 285/1992) : stabilisce i principi e i divieti generali sulla pubblicità, per ragioni di sicurezza della circolazione, e prevede sanzioni e l’obbligo di rimozione in caso di violazioni.
- Regolamento di esecuzione (art. 57 del dpr 495/1992): disciplina la pubblicità “sui veicoli” e, soprattutto, chiarisce che l’apposizione di pubblicità non luminosa è consentita “unicamente se non effettuata per conto terzi a titolo oneroso”; sulle autovetture ad uso privato è ammessa solo l’indicazione del marchio/ragione sociale del soggetto cui appartiene il veicolo (in sostanza: “pubblicità propria”, non di terzi).
Il chiarimento ministeriale del 2020
Nel 2020 il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha diffuso una circolare (3 febbraio 2020, prot. 300/A/884/20/105/41) che – come richiamato in atti parlamentari – ha precisato che i divieti sulla pubblicità per conto terzi a titolo oneroso si applicano anche ai veicoli acquisiti in comodato gratuito da associazioni di volontariato per il trasporto di persone con disabilità.
Al di là del dibattito sul modello, per gli enti questo significa una cosa semplice: se il mezzo è qualificabile come “ad uso privato” e porta pubblicità di terzi legata a un corrispettivo, il rischio di non conformità aumenta sensibilmente.
Quali rischi concreti per Ets e servizi
I profili di rischio sono soprattutto tre:
- Sanzioni amministrative e obbligo di ripristino/rimozione della pubblicità non conforme (con costi e tempi spesso non previsti).
- Rallentamenti o interruzioni del servizio (anche “di fatto”), se il veicolo deve essere adeguato o se intervengono contestazioni durante l’operatività.
- Rischio contrattuale: molti comodati e accordi collegati alla raccolta pubblicitaria contengono clausole che scaricano sull’ente utilizzatore responsabilità e oneri.
Soluzioni alternative: più trasparenza, più continuità dei servizi
Se l’obiettivo è sostenere il trasporto sociale, spesso sono più lineari strumenti come erogazioni liberali finalizzate, campagne di raccolta fondi dedicate, cofinanziamenti territoriali e accordi trasparenti non basati sulla “vendita” di spazi pubblicitari sul veicolo.
22 Gen, 2026 | Bandi e opportunità, In evidenza
Con i bambini, ente attuatore del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, seleziona nuovi profili da inserire nel team dell’area Attività istituzionali, con un coinvolgimento prevalente nell’ufficio Monitoraggio.
Di cosa si occupa l’area Attività istituzionali
All’interno di Con i bambini, l’area Attività istituzionali segue l’intero ciclo di lavorazione delle iniziative messe in campo nell’ambito del Fondo: dalla progettazione al monitoraggio, fino alla valutazione degli impatti.
L’area è articolata in quattro uffici:
- Iniziative e bandi
- Iniziative in cofinanziamento
- Monitoraggio
- Valutazioni di impatto
Le persone selezionate lavoreranno principalmente nell’ufficio Monitoraggio. In base al percorso di inserimento e allo sviluppo delle competenze, potranno in futuro collaborare anche con gli altri uffici dell’area.
Di cosa si occupa l’ufficio Monitoraggio
L’ufficio Monitoraggio svolge un ruolo centrale nel seguire e accompagnare le iniziative finanziate. In particolare si occupa di:
- monitoraggio finanziario, con le verifiche tecniche di ammissibilità delle rendicontazioni finanziarie presentate dagli enti finanziati;
- gestione delle liquidazioni dei contributi;
- monitoraggio tecnico, sia in itinere sia ex post, che comprende:
- predisposizione e verifica della documentazione e delle assegnazioni,
- assistenza telefonica,
- visite di monitoraggio,
- valutazioni tecniche,
- redazione delle relazioni di monitoraggio.
Si cercano persone con esperienza e competenze specifiche nel monitoraggio di progetti sociali, che contribuiscano:
- al presidio delle attività di monitoraggio tecnico e finanziario;
- all’accompagnamento delle iniziative finanziate;
- alla verifica delle rendicontazioni di spesa;
- all’assistenza tecnica ai partenariati di progetto.
Il ruolo sarà definito in base al profilo, alle esperienze e alle competenze della candidata o del candidato.
Requisiti richiesti
- titolo di studio e formazione specialistica nelle aree delle scienze sociali ed economiche;
- almeno tre anni di esperienza nel monitoraggio tecnico e finanziario, compresa la verifica della rendicontazione contabile nell’ambito di programmi di finanziamento;
- competenze ed esperienza nella progettazione sociale e nella valutazione di iniziative sociali;
- conoscenza approfondita del terzo settore e dell’economia sociale;
- disponibilità a spostamenti frequenti sul territorio nazionale per sopralluoghi periodici.
Completano il profilo i seguenti requisiti:
- conoscenza approfondita di specifici ambiti di intervento legati alla povertà educativa;
- conoscenza delle principali metodologie di valutazione di impatto;
- ottima conoscenza della lingua inglese.
Il processo di selezione potrà prevedere più colloqui conoscitivi ed eventuali test scritti.
Cosa offrono
- Inquadramento, retribuzione e tipologia contrattuale commisurati all’esperienza e alle competenze;
- applicazione del CCNL del commercio e dei servizi;
- sede di lavoro a Roma, con possibilità di smart working secondo modalità e tempistiche concordate con la direzione;
- attività formative periodiche, in presenza e/o da remoto;
- attività di formazione, in presenza o da remoto, e momenti di team building, in presenza a Roma o in contesti outdoor.
Per candidarsi è necessario inviare entro e non oltre il 27 febbraio 2026:
- il proprio CV (max 3 pagine);
- una lettera motivazionale (max 1 pagina)
tramite il form disponibile a questo link.
È possibile allegare anche, nell’apposito campo del form, una lettera di accompagnamento del proprio CV (max 1 pagina) per presentare in modo più approfondito il proprio profilo e le esperienze più rilevanti.
Chiusura della call ed esiti
Saranno contattate solo le candidate e i candidati con un profilo in linea con i requisiti richiesti.
Con i bambini si riserva la possibilità di chiudere anticipatamente la call qualora vengano individuati i profili ricercati prima della scadenza.
Per informazioni: affarigenerali@conibambini.org
20 Gen, 2026 | In evidenza
Prende avvio il percorso che porterà la Biennale della Prossimità a Torino dall’1 al 3 ottobre 2026. L’evento nazionale dedicato a comunità, partecipazione e innovazione sociale lancia la Comunità di Pratiche, una nuova rete nazionale che mette in relazione organizzazioni, enti del terzo settore e realtà sociali impegnate nella cura dei legami e nella costruzione di prossimità nei territori.
La Comunità di Pratiche nasce come spazio stabile di confronto e lavoro collettivo e accompagnerà il cammino verso l’edizione torinese della Biennale attraverso un ciclo di incontri online dedicato a educazione, partecipazione, fragilità, sostenibilità e relazioni nei contesti sociali complessi. Un percorso pensato per condividere esperienze, costruire linguaggi comuni e dare forma ai Manifesti della Prossimità che confluiranno nella Biennale 2026.
Il percorso è aperto sia alle organizzazioni che hanno partecipato alle precedenti edizioni della Biennale, sia a nuove realtà del terzo settore, del volontariato, dell’economia sociale e della cittadinanza attiva che desiderano entrare nella rete. Aderire alla Comunità di Pratiche significa partecipare alla Biennale della Prossimità come rete nazionale di soggetti attivi, condividendone valori, percorso e responsabilità nel cammino verso Torino 2026, partecipando al lavoro collettivo e contribuendo alla costruzione dei contenuti comuni.
Nel corso del 2026 sono previsti cinque incontri online, con momenti di lavoro in gruppo e restituzione condivisa, nelle seguenti date:
27 gennaio – Educare alla prossimità in una società frammentata
24 febbraio – Partecipazione e fragilità: la prossimità include?
24 marzo – Oltre le polarizzazioni: come coltivare relazioni accoglienti nei contesti collettivi
21 aprile – Prossimità: quali sostenibilità e riconoscimento per la cura delle relazioni
19 maggio – Sintesi e Manifesti per la Biennale di Torino 2026
Con l’adesione, le organizzazioni sottoscrivono la Carta e i valori della prossimità, partecipano al lavoro collettivo secondo le proprie possibilità e sostengono il percorso (per l’annualità 2026) con una liberalità annuale commisurata alla capacità economica:
almeno 100 euro per le realtà con valore della produzione inferiore a 1 milione di euro;
almeno 300 euro per quelle più strutturate.
Attiva da oltre dieci anni, la Biennale della Prossimità è un punto di riferimento nazionale per chi opera nel campo del welfare di comunità, della partecipazione e dell’innovazione sociale. L’edizione 2026 a Torino vuole rafforzare il dialogo tra pratiche locali e riflessione nazionale, valorizzando il ruolo del terzo settore come attore chiave nella costruzione di legami, diritti e comunità inclusive.
Secondo Massimo Ruggeri, presidente della Biennale della Prossimità, «Torino rappresenta da sempre un laboratorio sociale capace di tenere insieme innovazione, diritti e partecipazione. Portare qui la Biennale della Prossimità significa riconoscere una storia cittadina fatta di mutualismo, welfare di comunità e sperimentazione sociale, e allo stesso tempo rilanciare una riflessione nazionale su come ricostruire legami e prossimità nei territori».
Tutte le informazioni sulla Comunità di Pratiche e sulle modalità di adesione sono disponibili sul sito della Biennale della Prossimità.
Per ulteriori informazioni:
biennaleprossimita@gmail.com
www.biennaleprossimita.it
20 Gen, 2026 | In evidenza
Generali Italia e Fondazione Cattolica stanno lavorando al nuovo Rapporto Terzo settore. L’indagine torna ora ad esaminare l’evoluzione del non profit in Italia a seguito della riforma e ad analizzare i fattori che contribuiscono a determinarne la sostenibilità.
Per raccogliere evidenze aggiornate sul mondo del volontariato in Italia e comprenderne caratteristiche, motivazioni e bisogni, gli enti promotori hanno inoltre avviato una survey nazionale, che è possibile compilare on line. Il questionario è disponibile al seguente link e la compilazione richiede pochi minuti.
Nello specifico, con l’indagine si intende approfondire il profilo delle persone che svolgono attività di volontariato e la modalità con cui si conducono queste attività (continua o occasionale); le forme di partecipazione, sia attraverso enti e organizzazioni sia in maniera informale o individuale, senza dunque un’organizzazione di riferimento. Si andranno ad analizzare inoltre i fattori che sostengono o ostacolano l’impegno volontario (come tempi, conciliazione tra la vita lavorativa e familiare, le criticità operative). Infine si indagherà il livello di soddisfazione, la percezione di riconoscimento e i bisogni di supporto.
Il questionario si rivolge a tutte le persone che hanno svolto attività di volontariato nell’ultimo anno, anche in forma saltuaria: tramite una o più organizzazioni non profit, enti del terzo settore, associazioni; tramite enti/contesti ecclesiastici; tramite l’azienda; in modo informale (gruppi di quartiere, gruppi social, reti di vicinato) o individuale.
La partecipazione all’indagine è volontaria e le informazioni raccolte sono trattate nel rispetto del Regolamento UE 679/2016 (GDPR) e utilizzate esclusivamente per finalità di ricerca, in forma anonima e aggregata, senza finalità commerciali.
19 Gen, 2026 | Bandi e opportunità, In evidenza
Prende il via il nuovo anno formativo per volontari e volontarie con i corsi e le iniziative dei Csv di tutta Italia.
Queste opportunità sono raccolte nel catalogo dell’Alveare Csv Formazione di GLUO, la piattaforma collaborativa del volontariato promossa da CSVnet e dalla rete dei Centri di Servizio per il Volontariato.
Tra le tematiche di maggior rilievo per questo 2026 appena iniziato c’è sicuramente quella fiscale, con le novità introdotte dal Codice del Terzo settore. Su questa si concentreranno le iniziative di CSVnet Piemonte e Csv Messina. Al tema della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale saranno invece dedicati i primi appuntamenti formativi del Csv di Genova.
Ecco il calendario dei prossimi incontri:
- 26 gennaio – Anno 2026: iva e trattamento fiscale degli ETS, ODV E APS. Un momento di approfondimento pensato dal Csv Messina per accompagnare gli enti in un passaggio normativo che segna una svolta importante, aiutandoli a orientarsi tra regole consolidate e nuove prospettive operative.
- 28 gennaio – 4 febbraio – L’uso della CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) per lo sviluppo di contesti accessibili. Due incontri online dedicati all’approfondimento teorico sull’accessibilità comunicativa, alla lettura in simboli come strumento di inclusione e al ruolo delle biblioteche come attori sociali, individuando come destinatari chi è interessato all’inclusione sociale nei contesti di vita.
- 5 febbraio – Il rendiconto per cassa degli Ets. Un webinar del Csv Genova per supportate nella redazione del rendiconto per cassa gli ETS con ricavi, rendite, proventi o entrate annuali, comunque denominate non superiori a € 300.000, da redigere obbligatoriamente sulla modulistica di rendiconto di cassa di cui al decreto ministeriale 5 marzo 2020.
- 11 febbraio – Strumenti digitali gratuiti (o quasi) per gli enti non profit. Durante il corso del Csv Genova verranno illustrate innanzitutto le piattaforme che consentono di acquisire lo status di ente non profit per accedere alle agevolazioni dedicate. Verranno poi presentati i principali strumenti digitali gratuiti a disposizione degli enti non profit
- 23 febbraio – 2 marzo – Comunicare meglio (e gratis) con l’intelligenza artificiale. Il webinar del Csv Genova intende fornire ai partecipanti competenze pratiche per integrare strumenti di intelligenza artificiale gratuiti nella comunicazione del proprio ente. Attraverso un metodo già sperimentato in piccole e medie realtà no profit italiane, i volontari apprenderanno come aggiornare i testi e i contenuti grafici e come differenziare i contenuti per canali.
Per maggiori informazioni gluo.org
19 Gen, 2026 | In evidenza
Riproponiamo l’articolo di Daniele Erler per Cantiere Terzo Settore relativo all’inserimento nel registro unico del Terzo settore del numero di associati, volontari e lavoratori con riferimento al 31 dicembre dell’anno precedente
Fra gli adempimenti in materia di trasparenza legati all’iscrizione al registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) ve ne è uno che riguarda nello specifico le organizzazioni di volontariato (Odv) e le associazioni di promozione sociale (Aps): tali enti sono tenuti ad aggiornare nel Runts il numero di associati, di volontari e di eventuali lavoratori, e lo devono fare entro il 30 giugno di ogni anno con riferimento al 31 dicembre dell’anno precedente.
Le informazioni da aggiornare
Il decreto ministeriale 106 del 2020, all’art.8, comma 6, lettera r), offre indicazioni più precise riguardo al tipo di aggiornamento che deve essere effettuato.
Per quanto riguarda gli associati, si specifica che deve essere aggiornato il numero di coloro ai quali è riconosciuto il diritto di voto, distinguendoli per:
- numero di persone fisiche;
- numero di enti giuridici, identificandoli e specificando per ognuno se iscritto o meno nella stessa sezione del Runts dell’ente che sta effettuando l’aggiornamento.
Tali informazioni sono fondamentali poiché il codice del Terzo settore dispone per Odv e Aps regole specifiche riguardo alla compagine associativa, la quale deve essere composta:
- per le Odv, da almeno 7 persone fisiche o 3 Odv;
- per le Aps, da almeno 7 persone fisiche o 3 Aps.
Si ricorda che, nel caso in cui il numero di associati si riduca al di sotto dei limiti menzionati, gli stessi enti devono aggiornare l’informazione al Runts entro 30 giorni dal verificarsi di tale riduzione e devono reintegrare il numero minimo entro un anno, pena la cancellazione dal registro unico (che può essere evitata chiedendo l’iscrizione in un’altra sezione del Runts).
Allo stesso modo è fondamentale indicare, qualora si tratti di Odv e Aps che hanno come associati enti giuridici, l’eventuale sezione del Runts in cui tali enti siano iscritti, segnalando se si tratti o meno della stessa sezione in cui è iscritto l’ente che sta effettuando l’aggiornamento.
Il codice del Terzo settore prevede infatti che gli eventuali associati enti giuridici di un’Odv o di un’Aps possano essere solamente altri enti del Terzo settore (Ets) o altri enti senza scopo di lucro (fra questi ultimi vi rientrano anche le pubbliche amministrazioni e gli altri enti pubblici: il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha chiarito questo aspetto nella nota ministeriale n. 6214 del 9 luglio 2020), a condizione:
- per le Odv, che il loro numero non sia superiore al cinquanta per cento del numero delle Odv (questo significa che, se un’Odv ha all’interno della propria base associativa 10 Odv, potrà avere al massimo 5 Ets di altro tipo o altri enti non profit, ad esempio 3 Aps e 2 associazioni generiche non Ets);
- per le Aps, che il loro numero non sia superiore al cinquanta per cento del numero delle Aps (questo significa che, se un’Aps ha all’interno della propria base associativa 20 Aps, potrà avere al massimo 10 Ets di altro tipo o altri enti non profit, ad esempio 7 Odv, 2 associazioni generiche non Ets e un ente pubblico).
Anche tale dato è fondamentale per valutare il rispetto della proporzione menzionata e quindi il mantenimento della qualifica di Odv o Aps: qualora essa venisse meno, la conseguenza è la cancellazione dell’ente dalla sezione di riferimento del registro unico.
Altre informazioni da aggiornare sono quelle relative al numero dei volontari iscritti nel registro dei volontari dell’ente, intendendosi per tali i volontari non occasionali; le sole reti associative o comunque per gli enti di secondo livello debbono indicare anche l’eventuale numero dei volontari degli enti aderenti di cui l’ente si avvale.
Anche questo è un dato imprescindibile e necessario per Odv e Aps, dato che entrambe devono svolgere la loro attività avvalendosi in modo prevalente dell’attività di volontariato dei propri associati o delle persone aderenti agli enti associati.
Infine, ulteriore dato da aggiornare è quello degli eventuali lavoratori in forza presso le Odv e le Aps, intendendosi per tali i lavoratori dipendenti e/o parasubordinati con apertura di posizione assicurativa. Il dato che deve essere aggiornato nel Runts riguarda esclusivamente tali tipologie di lavoratori.
Il codice del Terzo settore prevede anche in questo caso dei limiti stringenti riguardo alla possibilità per Odv e Aps di avvalersi di lavoratori, il cui numero:
- nelle Odv, non può essere superiore al cinquanta per cento del numero dei volontari;
- nelle Aps, non può essere superiore al cinquanta per cento del numero dei volontari o al 20 per cento del numero degli associati.
Sulla nozione di “lavoratore”, e su cosa debba essere ricompreso in essa ai fini del computo delle percentuali menzionate, il Ministero ha fornito alcuni chiarimenti con la nota ministeriale n. 18244 del 30 novembre 2021, alla quale si rimanda.
Le tempistiche per effettuare la comunicazione
Il termine che le Odv e le Aps devono rispettare per aggiornare tali informazioni è quello del prossimo 30 giugno 2026, con riferimento al 31 dicembre dell’anno appena trascorso.
Ciò significa che i dati degli associati, dei volontari e degli eventuali lavoratori sono quelli relativi al 31 dicembre 2025.
Nonostante la scadenza non sia così vicina, il consiglio per gli enti è comunque quello di effettuare il prima possibile la rilevazione di quelle informazioni e di procedere alla comunicazione sulla piattaforma del Runts.
Il tipo di pratica da effettuare sul Runts
Per comunicare i dati menzionati in precedenza, le Odv e le Aps devono effettuare sul Runts una pratica di “variazione” aggiornando le relative informazioni nella sezione “Dati principali”.
Nello specifico:
- il numero di associati persone fisiche va aggiornato nella sottosezione “Dati ente” alla voce “N. soci (persona fisica)”;
- il numero di associati enti giuridici nella sottosezione “Compagine sociale – persone non fisiche”, in cui si dovrà indicare per ognuno la denominazione, il codice fiscale e se la sezione di appartenenza è la stessa o meno (“affine” o “non affine”) di quella dell’ente che sta effettuando l’aggiornamento. L’inserimento può essere fatto manualmente oppure tramite un apposito file excel, il quale è scaricabile dalla piattaforma e deve poi essere compilato e ricaricato sulla stessa;
- il numero dei “lavoratori dipendenti e/o parasubordinati”, dei “volontari iscritti nel registro dell’ente” e dei “volontari provenienti da altri enti” (che, come detto, sono i volontari degli enti aderenti all’ente che sta effettuando la compilazione e dei quali quest’ultimo si avvale), nella sottosezione “Numero forza lavoro e volontari non occasionali”. Essendo informazioni da comunicare obbligatoriamente, qualora un ente non si avvalesse di alcun lavoratore, deve comunque compilare l’apposita voce indicando il valore zero (0).
Qualora non vi siano state variazioni nei dati degli associati, volontari e lavoratori rispetto all’ultima comunicazione effettuata, l’ente non sarà tenuto ad effettuare l’aggiornamento.
Per poter inviare la pratica di variazione in esame, comunicando i dati obbligatori menzionati, sarà necessario (se già non è stato fatto) anche procedere ad un aggiornamento delle persone titolari di cariche sociali precedentemente indicate, dato che dal 2024 la denominazione delle cariche elencate nella piattaforma sono variate nell’ottica di procedere ad un riordino e ad una più compiuta razionalizzazione delle stesse (per approfondimenti si veda l’articolo Registro unico Terzo settore: come aggiornare le cariche sociali).
I requisiti indispensabili per operare sul Runts
Per poter fare accesso ed operare sulla piattaforma del registro unico nazionale del Terzo settore e di conseguenza interagire con gli uffici competenti, le organizzazioni devono necessariamente dotarsi di alcuni strumenti digitali di comunicazione:
- la posta elettronica certificata (Pec) dell’ente (non di uno dei suoi membri né di un professionista collegato all’organizzazione), verificando che sia stata correttamente indicata nel Runts e che sia attiva (viene rilevato che purtroppo molti enti non la hanno segnalata, oppure che non è più attiva o ancora che è piena: ciò impedisce il dialogo con gli uffici Runts con rischi sino alla cancellazione);
- lo Spid (sistema pubblico di identità digitale) o carta d’identità elettronica (Cie), e la firma digitale (in modalità CAdES) personali del legale rappresentante o di altro soggetto abilitato (componente del consiglio direttivo o dell’eventuale organo di controllo).
Per comprendere come operare sul Runts è possibile consultare le guide e i video-tutorial presenti sul sito di Cantiere terzo settore.
Nel caso vi siano difficoltà nell’accesso alla piattaforma o richieste di approfondimento di alcune questioni, si consiglia di contattare l’ufficio del Runts territorialmente competente e chiedere assistenza al Centro di servizio per il volontariato o al Forum del terzo settore territoriale di riferimento.