Digitalizzare il Terzo Settore, 1,5 mln da Fondazione Vodafone

MILANO- Digitalizzare il terzo settore significa aumentare l’efficacia e l’efficienza delle organizzazioni non profit attraverso la tecnologia, purché essa diventi strumento integrante dell’attività sociale. “Digital for Social” è un bando, promosso da Fondazione Vodafone Italia, per scoprire e sostenere progetti di tecnologia digitale proposti da organizzazioni del Terzo Settore che operano o che desiderano operare nell’ambito del disagio giovanile o dell’aiuto e dell’assistenza ai bisogni di giovani in situazione di svantaggio. Il bando è rivolto ai soggetti già attivi nel terzo settore quali Onlus, Cooperative Sociali, Associazioni e Fondazioni radicati sul territorio, impegnati soprattutto a sostenere e affrontare il bisogno giovanile in tutte le sue forme, che vogliono rendere più efficace la propria attività attraverso l’utilizzo di strumenti digitali. Fondazione Vodafone ha stanziato 1,5 milioni di euro per il finanziamento diretto dei migliori progetti che saranno presentati e selezionati da un Comitato di Valutazione composto da rappresentanti Fondazione Vodafone Italia sostenuti da esperti del settore. I soggetti che vorranno candidarsi potranno farlo online fino al 20 dicembre 2015 sul sito http://fondazionevodafone.digitalforsocial.it/ compilando il form online ed allegando la documentazione richiesta sul progetto che vorranno presentare. Per informazioni o chiarimenti sulla modalità di candidatura è disponibile il numero verde 800731661.

I progetti presentati saranno valutati in base all’impatto che potranno avere sul contesto sociale o sulla organizzazione dell’associazione che si candida, dal grado di fattibilità e sostenibilità economica e dal livello di innovazione tecnologica che porteranno. Con questo bando Fondazione Vodafone Italia rinnova l’impegno a promuovere il digitale nel terzo settore, favorendo l’uso delle nuove tecnologie per trovare soluzioni innovative alle sfide che la società presenta, diventando così strumento integrante di innovazione sociale.

 

Rifiuti, Italia a due velocità: la raccolta differenziata è al top solo al Nord

 

raccolta-differenziata1ROMA – “Otto Regioni italiane – una in più dello scorso anno – hanno già raggiunto, con ben 6 anni di anticipo, l’obiettivo UE fissato per il 2020 del 50% di avvio a riciclo, mentre oltre 3000 Comuni hanno centrato l’obiettivo con un aumento percentuale a doppia cifra rispetto al 2013”. E’ quanto ha spiegato il delegato Anci ad Energia e Rifiuti, Filippo Bernocchi, che nella sede Anci a Roma ha presentato i dati del V Rapporto Banca Dati Anci-Conai su raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti.

Lo studio evidenzia un lieve aumento (+2,03%) della produzione dei rifiuti nel 2014, termometro inequivocabile di una ripresa dei consumi e, al contempo, un aumento della raccolta differenziata (+3,67%)che ha contribuito al raggiungimento degli obiettivi di riciclo in moltissime realtà.

Allungando lo sguardo all’Italia nel suo complesso, scopriamo ancora una volta che ci troviamo di fronte a un Paese a due velocità, con un Nord dotato sia di impianti più adeguati che di una maggiore sensibilità rispetto alla tematica. Se le regioni del Centro-Nord raggiungono in media quasi il 50% di effettivo riciclo la gran parte del Mezzogiorno, in assenza di provvedimenti straordinari, difficilmente riuscirà a centrare l’obiettivo entro il 2020.

Le Regioni che hanno superato nel 2014 la percentuale del 50% di materiali avviati a riciclo sono Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Sardegna e la “new entry” Emilia-Romagna.  Valle D’Aosta, Toscana, Umbria, Abruzzo e Campania sono invece vicine al raggiungimento dell’obiettivo.

I comuni che hanno raggiunto l’obiettivo del 50% di avvio a riciclo sono stati 3.141 (40% in più rispetto al 2013); 9 comuni e due città metropolitane – San Giovanni in Persiceto, Bacoli, Mantova, Fano, Pozzuoli, Guidonia, Parma, Modena, Ravenna, Torino e Milano – hanno ricevuto un riconoscimento per aver centrato l’obiettivo “2020” della direttiva europea del 1998.

“Tutti indicatori – ha spiegato Bernocchi – che mettono in luce come l’Italia sia un sistema virtuoso che non solo non ha niente da invidiare agli altri paesi ritenuti a torto migliori, ma che oggi costituisce, all’interno dello stesso contesto europeo, un modello da imitare. E questo è vero anche in una situazione di crisi strutturale delle regioni del Sud, dove però iniziano a vedersi dei timidi segnali di miglioramento. E’ quindi un’Italia pronta a cogliere la sfida del passaggio da un’economia lineare a un’economia circolare, un Paese nel quale molti Comuni hanno già sviluppato un’industria del riciclo efficiente che ha trasformato i rifiuti in una reale opportunità di sviluppo per i territori”.

Da questo punto di vista, il progressivo aumento della qualità del materiale conferito ai Consorzi del CONAI e successivamente reimmesso nei cicli produttivi è la prova di una ormai consolidata attitudine dei cittadini alla pratica della corretta separazione delle matrici recuperabili. Ma è ormai inevitabile che i cambiamenti climatici impongano di valutare l’impatto ambientale del sistema integrato della gestione dei rifiuti: l’aumento di CO2 (+3,72%) rilevato nel 2014 non va interpretato in chiave negativa, ma è strettamente legato all’aumento dei consumi e quindi dei rifiuti raccolti.

Prevenzione e contrasto al disagio giovanile

ROMA- Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale e il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno indetto un avviso pubblico per finanziare progetti e interventi dedicati alla prevenzione e al contrasto all’esclusione sociale dei giovani, all’incidentalità stradale causata dall’uso di alcol e droga e alla sensibilizzazione dei minori su un uso responsabile del web, per un importo complessivo di 8.500.000 euro. L’avviso pubblico rientra nell’ambito del Protocollo d’intesa siglato dai due enti il 18 marzo scorso. Il sostegno pubblico agli interventi in materia di contrasto alla diffusione di sostanze psicotrope e stupefacenti, inoltre, dà attuazione alla Risoluzione della Commissione Stupefacenti del Consiglio economico e sociale dell’ONU. Possono partecipare all’avviso enti e organizzazioni del Terzo settore, singoli o associati in ATS (Associazione Temporanea di Scopo).

I progetti, che possono essere presentati fino alle ore 18:00 del 16 novembre 2015, devono riguardare uno dei 3 ambiti di intervento previsti:

-la prevenzione e il contrasto al disagio giovanile attraverso la promozione di azioni di sistema sui territori che, attraverso l’innovazione sociale ed il lavoro in rete, agiscano per contrastare l’esclusione e   -la diffusione di comportamenti a rischio, con riferimento all’individuazione e al reinserimento dei giovani NEET;
-la prevenzione di ogni forma di incidentalità stradale causata dalla guida in stato di alterazione psicofisica per l’uso di alcol-droga correlati;
-la sensibilizzazione dei minori per favorire un uso controllato e responsabile del web, evitando il loro accesso a siti pericolosi in quanto luoghi di reperimento di sostanze psicoattive dannose per la salute.
I progetti riguardanti l’ambito 1 devono essere destinati a giovani tra i 14 ed i 28 anni; quelli dell’ambito 2 invece devono avere come destinatari i giovani tra i 14 ed i 35 anni, mentre l’ambito 3 deve includere progetti dedicati ai minori di età compresa tra gli 11 ed i 18 anni.

Le risorse programmate per il finanziamento dell’avviso ammontano a 8.500.000 euro; per ciascun progetto la richiesta di finanziamento non può essere inferiore a 50.000 euro e superiore a 100.000 euro. Inoltre il soggetto proponente deve garantire un cofinanziamento pari ad almeno il 25% del costo totale del progetto. Per consultare il testo completo dell’avviso pubblico clicca qui

Salone dell’editoria sociale, giovani tra crisi e riscatto

editoria socialeROMA – Riflettere su una generazione precaria è il senso di “Gioventù bruciata. Tra crisi e riscatto”, tema di fondo della settima edizione del Salone dell’editoria sociale. Organizzazioni del volontariato, del terzo settore e case editrici che si occupano di temi sociali si incontreranno, insieme a scuole e lettori, per discutere il disagio giovanile, la scalata faticosa nel mondo del lavoro in una società ormai sull’orlo di una crisi epocale. L’età adulta, infatti, sembra essere sinonimo di una generazione sempre meno partecipativa, estranea alla voglia di riscatto. Le poche minoranze, che ancora e sole, provano a smuovere le coscienze, non bastano per una rivoluzione culturale che coinvolga tutti. Puntare un faro su questa gioventù bruciata di oggi, dunque, è l’obiettivo che si propone questa settimana edizione del Salone dell’editoria sociale. L’iniziativa (promossa dalle Edizioni dell’asino, dalla rivista lo Straniero, dalle associazioni Gli Asini e Lunaria in collaborazione con Redattore sociale e Comunità di Capodarco) si terrà a Roma dal 22 al 25 Ottobre, negli spazi di Porta Futuro, nel quartiere di Testaccio. Quattro giorni di incontri per oltre 40 eventi tra presentazioni di libri, tavole rotonde, video ed eventi musicali.

Tra gli ospiti, attesissima la sociologa Saskia Sassen, docente alla Columbia University di New York, che verrà introdotta dal giornalista Giuliano Battiston. La Sassen terrà la lectio magistralis “Espulsioni. Oltre la disuguaglianza”, dedicata ai giovani, con uno sguardo speciale verso quelli che cercano, faticosamente, il proprio posto nel mondo. Si parlerà inoltre di diritti, di immigrazione, di strumenti della solidarietà con Luigi Manconi, Giulio Marcon, Giovanni Moro. Grazia Naletto (presidente Lunaria) curerà in particolare il tavolo “Stranieri per forza. I figli dell’immigrazione in Italia” insieme a Marco Carsetti della casa editrice Else, all’attivista rete G2 Lucia Ghebregiorges e il ricercatore sociale Andrea Rampini.

Non mancheranno tavoli di discussione come: “Miserie dell’università. Vittime e oppressori” con – tra gli altri – Daniele Giglioli, Piergiorgio Giacchè e Paola Splendore; “Due o tre cose che so di lei. Coscienza femminista: uno sguardo critico e mille pratiche politiche” con Bia Sarasini, Roberta Mazzanti, Maria Nadotti. E ancora sulla questione meridionale “Nel Sud qualcosa è cambiato” con Carlo Donolo, Alessandro Leogrande e Mariuccia Salvati. Ospite anche il Premio Strega 2015 Nicola Lagioia al tavolo “L’Italia delle diversità” con gli scrittori Christian Raimo, Carola Susani ed Eugenio Vendemiale.   A chiudere l’evento sarà Goffredo Fofi, nella serata di domenica 25 Ottobre, con l’intervista all’attore e regista Vittorio Mastandrea.

di Francesca Coppola

La riforma del Terzo Settore e il futuro dei CSV

CASERTA- Il CSV Asso.Vo.Ce di Caserta promuove e organizza il Convegno dal titolo “La riforma del Terzo Settore e il futuro dei CSV: a che punto siamo?” per tenere accesi i riflettori sul disegno di legge, attualmente in discussione in Senato, relativo alla riforma del Terzo Settore. Questo incontro rappresenterà un’occasione per capire e discutere con esperti del Settore cosa sta davvero succedendo (partendo dalla relazione di apertura del prof. Antonio Fici, docente di Diritto privato presso l’Università degli Studi del Molise e uno dei maggiori esperti in Italia sul dibattito in merito alla Riforma del Terzo Settore), confrontarsi con altri volontari sui dubbi e le perplessità e comunicare i nostri emendamenti ai Senatori della Repubblica invitati a partecipare, Sergio Puglia e Rosaria Capacchione, nella convinzione che il volontariato, e soprattutto le reti di volontariato, possano dare un contributo alla discussione in corso. Saranno inoltre approfonditi i nuclei di maggiore interesse della nuova riforma attraverso i gruppi di lavoro: La fruizione dei Servizi dei CSV: modalità di accesso e garanzie per le OdV; Le reti di volontariato nella riforma del Terzo Settore; CSV e Sostenibilità economica; proposte per finanziamenti integrativi al Fondo Speciale per il Volontariato; La Governance dei CSV nel dibattito sulla Riforma del Terzo Settore. L’appuntamento è per venerdì 23 ottobre 2015 alle ore 15,00 presso la Seconda Università Degli Studi Di Napoli – Aulario Via Raffaele Perla – 1° Piano Aula C – SANTA MARIA CAPUA VETERE (CE). Per partecipare è necessario accreditarsi attraverso il form online disponibile sul sito www.csvassovoce.it entro e non oltre il 23/10/2015

La sclerosi multipla curata con la cannabis: ecco lo studio che abbatte i pregiudizi

the raw studyNAPOLI – Se ne è parlato anche durante la seconda edizione di Canapa in Mostra, tenutasi a Napoli qualche giorno fa: la canapa può costituire una risorsa, sia da un punto di vista di innovazione che di sostenibilità. Il suo uso può essere importantissimo nell’industria, non solo tessile, ma anche alimentare. Soprattutto, può essere impiegata in ambito medico, nella terapia del dolore.

LA RICERCA – The Raw Study, progettato dalla neuroscienziata Viola Brugnatelli, è la prima ricerca sugli effetti della cannabis cruda nella terapia contro i dolori spastici e il miglioramento della qualità della vita nei pazienti affetti da sclerosi multipla.
Lo studio, condotto tra Italia e Spagna si avvale delle conoscenze sulle note proprietà della cannabis, ma usata per la prima volta in forma cruda: non passando per il procedimento di essicazione, il THC presente nella pianta essiccata diventerebbe psicoattivo, mentre la forma cruda lascerebbe intatte le proprietà terapeutiche della canapa, pronte all’uso nella terapia del dolore.  Lo studio Raw presentato da Brugnatelli sulla terapia della sclerosi multipla si avvale non soltanto della somministrazione dei succhi a base di cannabinoidi, ma anche di altri accorgimenti, basati sull’incidenza della malattia: «Pur non essendo ad oggi conosciuta la causa specifica della malattia, lo studio sulla sclerosi multipla ha sottolineato come i più colpiti siano i Paesi lontani dall’Equatore, in cui il consumo di grassi animali è nettamente maggiore che altrove – spiega Brugnatelli nella conferenza di presentazione di The Raw Study a Canapa in Mostra – Nello studio Raw ai pazienti che si sottoporranno alla cura vengono somministrati ogni giorno 5 succhi a base di cannabis cruda, in abbinamento a uno stile di vita e a un’alimentazione ispirati ai principi olistici: si propone, infatti, una dieta vegana, poverissima di grassi saturi, l’esposizione al sole per favorire la produzione della vitamina D e l’uso nella dieta di antiossidanti naturali, quali la curcumina».

LA TERAPIA – Approccio scientifico e terapia olistica: il caso dello studio Raw si avvale della collaborazione di ricercatori, medici e volontari, interamente autofinanziato tramite campagne di crowdfunding e finanziamenti privati e portato avanti tra Milano e Tarragona, in Catalunya, grazie alla collaborazione con l’associazione Medicanna. Lo studio Raw si caratterizza fortemente per la sua innovazione, ma anche per la sfida che rappresenta alla medicina tradizionale. Medicina che in Italia consente l’uso dei farmaci a base di cannabinoidi, ma soltanto Toscana, Puglia, Piemonte, Veneto, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Marche, Abruzzo, Sicilia, Umbria, Basilicata ed Emilia Romagna hanno elaborato leggi regionali per la somministrazione dei farmaci a base di cannabinoidi erogabili dal Servizio Sanitario Regionale, seppur importati dall’Olanda.

LA LEGGE – Solo dal 18 settembre 2014 il Governo Renzi ha dato il via al progetto pilota di produzione di cannabis ad uso terapeutico, grazie all’accordo stretto tra il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il Ministro della Difesa Roberta Pinotti: in base a questo accordo, è stata avviata la coltivazione di cannabis in Toscana, nello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, nell’ottica di abbattere sensibilmente i costi dei farmaci utilizzati nella terapia del dolore, principalmente nei pazienti affetti da sclerosi multipla. Un punto di partenza importante per l’Italia, che rischia però di marciare ancora troppo lentamente rispetto all’impiego della cannabis a fini terapeutici all’estero.

di Claudia Di Perna