Prima edizione del Festival dei diritti umani a Todi

dirittiumaniPERUGIA – Fino al primo novembre è in programma a Todi la prima edizione del “Diritti a Todi – Human Rights International Film Festival”. Lo scopo dell’iniziativa è, da un lato, promuovere e diffondere il documentario d’autore con particolare riguardo ai temi dei diritti umani e, dall’altro, favorire il confronto tra i registi. Il festival, patrocinato dal comune di Todi, è organizzato in collaborazione con Amnesty International Italia e Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, con il sostegno di Agpci, Associazione Giovani produttori cinematografici.  Incentrato sulle tematiche di diritti umani, guerra, integrazione, diritti civili, il Festival si articola in quattro sezioni: Concorso internazionale documentari, Concorso internazionale cortometraggi di fiction e documentari, Panoramica internazionale di documentari, Retrospettive, seminari, tavole rotonde.

AMNESTY – Tutti i giorni dalle 14.30, presso lo stand di Amnesty International, sarà possibile partecipare a “Un selfie per i diritti umani”. Un invito ai partecipanti del festival a scattarsi un selfie e a postarlo sui propri social, per promuovere il festival e le sue iniziative.
Presso lo stand di Amnesty International

 PROGRAMMA – Giovedì 29 ottobre, alle 18.30, nella Biblioteca comunale Lorenzo,  Leonj, Via S. Fortunato, si discute sul transgenderismo e i diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, intersessuate (Lgbti) in Italia. Durante l’incontro, verranno proiettate le immagini del reportage fotografico “Waria: being a different muslim” di Fulvio Bugani, vincitore del World Press Photo 2015. Venerdì 30 ottobre, alle 18:30, nella sala Affrescata di via del Monte, è in programma l’inaugurazione mostra fotografica “Migranti africani a rischio nel Mare Mediterraneo”, alla presenza del fotografo Giles Clarke (Agenzia Getty Images). La mostra è composta da 32 pannelli che ritraggono la situazione in cui migliaia di migranti e rifugiati sono costretti a vivere in Italia, Grecia, Spagna e nei Balcani. Presenta: Fernando Chironda, Coordinatore campagna SOS Europa di Amnesty International Italia. Sabato  31 ottobre, alle 11, nella sala del Capitano a piazza del Popolo, è in programma la conferenza internazionale “Fortezza Europa: Il fallimento dell’Europa nella gestione dei flussi migratori”. L’iniziativa è un spazio di riflessione sulle politiche attuali e future in materia di gestione dei flussi migratori verso l’Unione europea e a comprendere meglio la questione rifugiati.

L. Stabilità, Modavi: “No ai tagli per le famiglie”

ROMA –  «Esprimiamo profonda preoccupazione per la poca attenzione riservata nella legge di Stabilità 2016 al Fondo per le Politiche per la Famiglia, già drasticamente ridottosi, dal 2008 ad oggi, del ben 92%. Inoltre, apprezziamo la previsione di un Fondo per le Adozioni Internazionali ma restiamo basiti che quest’ultimo non sia istituito con specifiche ulteriori risorse ma, bensì, utilizzando il Fondo per le Politiche Familiari che diminuisce 15 milioni di euro. Piuttosto, il Governo avrebbe potuto introdurre agevolazioni fiscali correlate alle spese sostenute per l’adozione, così da evitare che l’adozione sia una scelta per pochi». Lo ha dichiarato Maria Teresa Bellucci, presidente Nazionale del Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano (Modavi Onlus).

«Non comprendiamo  la decisione del governo – ha continuato – di non investire sui giovani e, quindi, sul futuro della nostra Italia: il fondo per le politiche giovanili continua a scendere, sprofondando nell’irrisoria cifra di 5 milioni e mezzo di euro, cioè il 96% in meno dal 2008. Non vi è tracciadei 100 milioni in più promessi per il Servizio Civile Nazionale e non c’è alcun incremento significativo dei fondi destinati alla promozione e tutela dell’infanzia e adolescenza, che in questi ultimi 8 anni è sceso del 34,5%. Ci auguriamo che il dibattito parlamentare possa introdurre gli opportuni correttivi e la giusta attenzione alla tutela e valorizzazione dell’infanzia, dei giovani e della famiglia».

Greenpeace contro il colosso del pesce in scatola: “Sì al tonno sostenibile”

unnamed4MILANO – Attivisti di Greenpeace sono entrati in azione nelle ultime ventiquattrore in diverse parti del mondo – dall’Italia alla Thailandia, dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti – per chiedere al colosso mondiale del tonno in scatola, Thai Union Group, di usare solo tonno sostenibile e tutelare i diritti dei lavoratori della filiera produttiva. La mobilitazione è partita in Italia, da Milano, davanti al quartier generale di Mareblu, uno dei principali marchi di tonno del mercato italiano per volumi e vendite, di proprietà proprio di Thai Union. Attivisti travestiti da squali hanno protestato con delle finte scatolette di tonno Mareblu con il logo sporcato di sangue e la scritta “Tonno al sangue di squalo”. Sui cartelli diversi messaggi diretti al marchio italiano: “Svuoti il mare per una scatoletta di tonno”, “Basta strage di squali” e “Sulla pesca sostenibile solo promesse da marinaio”. Inoltre la Thai Union è stata recentemente coinvolta in uno scandalo internazionale che riguarda la violazione dei diritti umani lungo le sue filiere di produzione. Per questo Greenpeace è entrata in azione in diversi Paesi per denunciare come per una scatoletta di tonno si stia svuotando il mare e si metta a rischio la vita di migliaia di lavoratori che da esso dipendono.

 

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CONTRO IL COLOSSO – Nel 2012 Mareblu si era impegnata a raggiungere la completa sostenibilità del proprio tonno entro il 2016, ma ancora oggi, spiegano gli attivisti, continua a usare principalmente metodi di pesca distruttivi. Solo nello 0,2 per cento delle sue scatolette finisce tonno pescato con metodi selettivi come la pesca a canna, il resto viene per lo più pescato con enormi reti a circuizione accoppiate a sistemi di aggregazione per pesci (FAD). Si tratta di sistemi che svuotano i nostri mari, uccidendo ogni anno migliaia di esemplari giovani di tonno (baby-tuna) e altre specie marine, tra cui squali e tartarughe. «Mareblu ha tradito la nostra fiducia: nonostante i proclami degli ultimi anni e gli spot pubblicitari, non ha fatto nulla per mantenere gli impegni presi», afferma Giorgia Monti, responsabile dalla campagna Mare di Greenpeace Italia. «In soli tre giorni, già 12 mila persone hanno firmato la nostra petizione per chiedere a Mareblu di rispettare le sue promesse. I consumatori vogliono che il tonno che arriva nelle loro scatolette provenga da una pesca sostenibile e che non distrugga i nostri mari». Per questo Mareblu è finita sul fondo della quarta edizione della classifica “Rompiscatole” pubblicata solo pochi giorni fa da Greenpeace, che valuta i principali marchi del mercato italiano del tonno in scatola in base a criteri di sostenibilità ambientale e sociale.

 

 

MANIFESTAZIONI IN TUTTO IL MONDO – Oltre che in Italia, manifestazioni di protesta pacifica si sono svolte davanti al quartiere generale di Thai Union a Bangkok, in Thailandia, e davanti agli uffici dei marchi più famosi di proprietà del gigante asiatico del tonno, ovvero John West a Liverpool, in Gran Bretagna, e Chicken of the Sea a San Diego, negli Stati Uniti. La petizione internazionale “Not Just Tuna” di Greenpeace contro Thai Union Group ha già raccolto oltre 225 mila firme in tutto il mondo.

 

PER SAPERNE DI PIU’
La petizione di Greenpeace a Mareblu e alla classifica “Rompiscatole” 

Digitalizzare il Terzo Settore, 1,5 mln da Fondazione Vodafone

MILANO- Digitalizzare il terzo settore significa aumentare l’efficacia e l’efficienza delle organizzazioni non profit attraverso la tecnologia, purché essa diventi strumento integrante dell’attività sociale. “Digital for Social” è un bando, promosso da Fondazione Vodafone Italia, per scoprire e sostenere progetti di tecnologia digitale proposti da organizzazioni del Terzo Settore che operano o che desiderano operare nell’ambito del disagio giovanile o dell’aiuto e dell’assistenza ai bisogni di giovani in situazione di svantaggio. Il bando è rivolto ai soggetti già attivi nel terzo settore quali Onlus, Cooperative Sociali, Associazioni e Fondazioni radicati sul territorio, impegnati soprattutto a sostenere e affrontare il bisogno giovanile in tutte le sue forme, che vogliono rendere più efficace la propria attività attraverso l’utilizzo di strumenti digitali. Fondazione Vodafone ha stanziato 1,5 milioni di euro per il finanziamento diretto dei migliori progetti che saranno presentati e selezionati da un Comitato di Valutazione composto da rappresentanti Fondazione Vodafone Italia sostenuti da esperti del settore. I soggetti che vorranno candidarsi potranno farlo online fino al 20 dicembre 2015 sul sito http://fondazionevodafone.digitalforsocial.it/ compilando il form online ed allegando la documentazione richiesta sul progetto che vorranno presentare. Per informazioni o chiarimenti sulla modalità di candidatura è disponibile il numero verde 800731661.

I progetti presentati saranno valutati in base all’impatto che potranno avere sul contesto sociale o sulla organizzazione dell’associazione che si candida, dal grado di fattibilità e sostenibilità economica e dal livello di innovazione tecnologica che porteranno. Con questo bando Fondazione Vodafone Italia rinnova l’impegno a promuovere il digitale nel terzo settore, favorendo l’uso delle nuove tecnologie per trovare soluzioni innovative alle sfide che la società presenta, diventando così strumento integrante di innovazione sociale.

 

Rifiuti, Italia a due velocità: la raccolta differenziata è al top solo al Nord

 

raccolta-differenziata1ROMA – “Otto Regioni italiane – una in più dello scorso anno – hanno già raggiunto, con ben 6 anni di anticipo, l’obiettivo UE fissato per il 2020 del 50% di avvio a riciclo, mentre oltre 3000 Comuni hanno centrato l’obiettivo con un aumento percentuale a doppia cifra rispetto al 2013”. E’ quanto ha spiegato il delegato Anci ad Energia e Rifiuti, Filippo Bernocchi, che nella sede Anci a Roma ha presentato i dati del V Rapporto Banca Dati Anci-Conai su raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti.

Lo studio evidenzia un lieve aumento (+2,03%) della produzione dei rifiuti nel 2014, termometro inequivocabile di una ripresa dei consumi e, al contempo, un aumento della raccolta differenziata (+3,67%)che ha contribuito al raggiungimento degli obiettivi di riciclo in moltissime realtà.

Allungando lo sguardo all’Italia nel suo complesso, scopriamo ancora una volta che ci troviamo di fronte a un Paese a due velocità, con un Nord dotato sia di impianti più adeguati che di una maggiore sensibilità rispetto alla tematica. Se le regioni del Centro-Nord raggiungono in media quasi il 50% di effettivo riciclo la gran parte del Mezzogiorno, in assenza di provvedimenti straordinari, difficilmente riuscirà a centrare l’obiettivo entro il 2020.

Le Regioni che hanno superato nel 2014 la percentuale del 50% di materiali avviati a riciclo sono Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Sardegna e la “new entry” Emilia-Romagna.  Valle D’Aosta, Toscana, Umbria, Abruzzo e Campania sono invece vicine al raggiungimento dell’obiettivo.

I comuni che hanno raggiunto l’obiettivo del 50% di avvio a riciclo sono stati 3.141 (40% in più rispetto al 2013); 9 comuni e due città metropolitane – San Giovanni in Persiceto, Bacoli, Mantova, Fano, Pozzuoli, Guidonia, Parma, Modena, Ravenna, Torino e Milano – hanno ricevuto un riconoscimento per aver centrato l’obiettivo “2020” della direttiva europea del 1998.

“Tutti indicatori – ha spiegato Bernocchi – che mettono in luce come l’Italia sia un sistema virtuoso che non solo non ha niente da invidiare agli altri paesi ritenuti a torto migliori, ma che oggi costituisce, all’interno dello stesso contesto europeo, un modello da imitare. E questo è vero anche in una situazione di crisi strutturale delle regioni del Sud, dove però iniziano a vedersi dei timidi segnali di miglioramento. E’ quindi un’Italia pronta a cogliere la sfida del passaggio da un’economia lineare a un’economia circolare, un Paese nel quale molti Comuni hanno già sviluppato un’industria del riciclo efficiente che ha trasformato i rifiuti in una reale opportunità di sviluppo per i territori”.

Da questo punto di vista, il progressivo aumento della qualità del materiale conferito ai Consorzi del CONAI e successivamente reimmesso nei cicli produttivi è la prova di una ormai consolidata attitudine dei cittadini alla pratica della corretta separazione delle matrici recuperabili. Ma è ormai inevitabile che i cambiamenti climatici impongano di valutare l’impatto ambientale del sistema integrato della gestione dei rifiuti: l’aumento di CO2 (+3,72%) rilevato nel 2014 non va interpretato in chiave negativa, ma è strettamente legato all’aumento dei consumi e quindi dei rifiuti raccolti.

Prevenzione e contrasto al disagio giovanile

ROMA- Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale e il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno indetto un avviso pubblico per finanziare progetti e interventi dedicati alla prevenzione e al contrasto all’esclusione sociale dei giovani, all’incidentalità stradale causata dall’uso di alcol e droga e alla sensibilizzazione dei minori su un uso responsabile del web, per un importo complessivo di 8.500.000 euro. L’avviso pubblico rientra nell’ambito del Protocollo d’intesa siglato dai due enti il 18 marzo scorso. Il sostegno pubblico agli interventi in materia di contrasto alla diffusione di sostanze psicotrope e stupefacenti, inoltre, dà attuazione alla Risoluzione della Commissione Stupefacenti del Consiglio economico e sociale dell’ONU. Possono partecipare all’avviso enti e organizzazioni del Terzo settore, singoli o associati in ATS (Associazione Temporanea di Scopo).

I progetti, che possono essere presentati fino alle ore 18:00 del 16 novembre 2015, devono riguardare uno dei 3 ambiti di intervento previsti:

-la prevenzione e il contrasto al disagio giovanile attraverso la promozione di azioni di sistema sui territori che, attraverso l’innovazione sociale ed il lavoro in rete, agiscano per contrastare l’esclusione e   -la diffusione di comportamenti a rischio, con riferimento all’individuazione e al reinserimento dei giovani NEET;
-la prevenzione di ogni forma di incidentalità stradale causata dalla guida in stato di alterazione psicofisica per l’uso di alcol-droga correlati;
-la sensibilizzazione dei minori per favorire un uso controllato e responsabile del web, evitando il loro accesso a siti pericolosi in quanto luoghi di reperimento di sostanze psicoattive dannose per la salute.
I progetti riguardanti l’ambito 1 devono essere destinati a giovani tra i 14 ed i 28 anni; quelli dell’ambito 2 invece devono avere come destinatari i giovani tra i 14 ed i 35 anni, mentre l’ambito 3 deve includere progetti dedicati ai minori di età compresa tra gli 11 ed i 18 anni.

Le risorse programmate per il finanziamento dell’avviso ammontano a 8.500.000 euro; per ciascun progetto la richiesta di finanziamento non può essere inferiore a 50.000 euro e superiore a 100.000 euro. Inoltre il soggetto proponente deve garantire un cofinanziamento pari ad almeno il 25% del costo totale del progetto. Per consultare il testo completo dell’avviso pubblico clicca qui