Ritrovarsi. Ecco il nuovo numero di Comunicare il Sociale

È disponibile, on line e in versione cartacea, il numero di dicembre di Comunicare il Sociale, la rivista del CSV Napoli che parla di volontariato, solidarietà e Terzo settore.

Questo mese è dedicato al Natale, che, si sa, significa “nascita”. A volte, però, è importante anche “rinascere”: rimettere in circolo tutte quelle energie positive che fanno stare meglio. Ed ecco che le feste diventano l’occasione per ricordare a noi stessi che ci vuole vita per amare la vita.
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Stati generali dell’infanzia e dell’adolescenza, a Napoli da tutt’Italia per parlare di minori e del loro futuro

Una convention di due giorni con tutti i Garanti per l’Infanzia d’Italia per affrontare le questioni sociali ancora aperte sul tema dei minori. Contrasto alla povertà educativa, alla violenza, abusi e maltrattamenti, giustizia minorile, affido, adozioni e strutture di accoglienza, salute e benessere sociale sono quotidianamente sul tavolo di chi lavora per il futuro dei più piccoli. A 30 anni dalla Convenzione Onu di New York del 1989 sui Diritti del Fanciullo, ratificata in Italia con Legge n. 176 del 27 maggio 1991 e da altri  196 Paesi al mondo – ad eccezione degli Stati Uniti-, il Garante per l’infanzia e l’adolescenza della regione Campania ha voluto organizzare una due giorni di riflessione e confronto e sul futuro delle politiche per i minori. Partendo proprio dalla Convenzione Onu che ha avuto la preziosa finalità di creare un insieme di garanzie minime a tutela dell’infanzia accettabili dall’intera comunità internazionale e di far riconoscere, per sempre, il fanciullo non soltanto come oggetto di tutela e assistenza ma soprattutto come soggetto di diritto e, dunque, titolare di tutti i diritti riconosciuti a ogni persona umana, si lavorerà a tavoli tematici e tecnici per analizzare la situazione attuale e pensare a possibili scenari futuri.

«Ogni bambino gode ora del diritto di crescere sano e in condizioni di sicurezza- spiga Giuseppe Scialla garante regionale-  di sfruttare il suo potenziale, di essere ascoltato e di essere preso sul serio. Il bisogno più profondo dei bambini, come di ogni persona, è sapere che qualcuno si preoccupa per loro e di sentirsi amati in maniera unica, personale, individuale e continua. Questo 30esimo anniversario vuole essere l’occasione di creare uno slancio per la comunità internazionale e per il nostro Paese Italia, per intensificare gli sforzi, per far prosperare i bambini, per rinnovare l’impegno a proteggerli e promuovere tutti i loro diritti umani».

L’iniziativa è stata organizzata con il patrocinio di UNICEF, Telefono Azzurro, Istituto degli Innocenti di Firenze, CSV Napoli e gli ordini degli assistenti sociali e degli psicologi della regione Campania. Per partecipare alla giornata di lavori del 15 novembre è necessario accreditarsi al seguente indirizzo mail garante.infanzua@cr.campania.it indicando nome, cognome, data di nascita, telefono, email, professione ed eventuale ente di appartenenza. E’ possibile scaricare il programma della due giorni cliccando qui

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Autismo, nasce “Sansevero in blu”: un progetto speciale per i ragazzi con DSA

“Mai come in questo momento bisogna aprirsi, includere, integrare ed è per questo che non ci fermiamo mai. Abbiamo iniziato con le visite per i non vedenti, abbiamo poi collaborato con l’ENS formando guide sorde che grazie alla Lis comunicano in maniera diretta con chi conosce questa lingua. Sono state esperienze così emozionati che abbiamo deciso di continuare su questa strada e grazie a ‘Sansevero in blu’ avremo un percorso speciale per persone con disturbo dello spettro autistico (DSA)”. E’ chiaro il messaggio di Maria Alessandra Masucci, consigliere d’amministrazione del Museo Cappella Sansevero di Napoli, uno dei luoghi più mistici e affascinanti della città. “Al MuseumNext di Londra – ha raccontato la Masucci – abbiamo ascoltato una mamma che, partendo dalla sua esperienza personale, aveva realizzato dei percorsi specifici per ragazzi autistici in tanti musei londinesi. Così dal colpo di fulmine di quella storia straordinaria ci siamo messi a lavoro e abbiamo creato un progetto ad hoc”. L’iniziativa, interamente finanziata dal Museo Cappella Sansevero, è nata dalla collaborazione con la cooperativa sociale “Il Tulipano”, che a sua volta si avvale del contributo scientifico del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università Federico II, del Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II e del Dipartimento di Scienze motorie e del benessere dell’Università Parthenope, ed ha lo scopo di realizzare attività per persone con disabilità cognitiva. “Tra maggio e giugno – ha spiegato la Masucci – è partito lo studio con la Federico II e la Parthenope, poi abbiamo formato il personale del museo. Abbiamo creato un kit di supporto alla visita, un’agenda visiva, che sperimenteremo sul campo. Nei prossimi mesi infatti capiremo se e come migliorare il percorso che abbiamo approntato. Con la Cooperativa Il Tulipano abbiamo organizzato tre visite con ragazzi con DSA, tra gli 8 e i 18 anni, insieme a genitori e fratelli, così da poter aprire le porte del museo a tutti tra gennaio e febbraio 2020”. “Non esistono solo barriere architettoniche – ha concluso la Masucci – dobbiamo migliorare i nostri servizi per combattere le barriere cognitive. Rivoluzioniamo l’idea classica di museo come luogo chiuso, affinché la cultura diventi il collante per crescere e conoscere”.

di Mariangela Barberisi

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“Talk: Healing color therapy’’: i bambini di Scampia si raccontano col disegno

Dare la possibilità ai bambini di raccontare qualcosa di sé e della propria storia attraverso il disegno, un’arte che permette al subconscio di venire fuori senza mentire e di scoprire sovente lati problematici. È l’impianto alla base di “Talk: Healing color therapy’’ dedicato ai più piccoli provenienti da contesti spesso difficili e che ne sono assoluti protagonisti. Mente ed anima del progetto è Angelica De Vito, laureata in giurisprudenza specializzata in diritto civile, comunitario e internazionale che a soli 24 anni può già vantare un lungo percorso in ambito umanitario che l’ha portata a maturare esperienze di cooperazione, tra le altre, in Africa e in Sud America. Ma è dalla sua passione per la pittura, capace di portarla a lavorare in botteghe e partecipare a mostre a Napoli e non solo, che ha preso corpo “Talk: Healing color therapy’’. «Io sono nata a Secondigliano – premette Angelica – e dopo aver girato molto e aver lavorato anche in altri quartieri del centro storico di Napoli mi sono detta: perché non impegnarsi per il proprio territorio dove le problematicità sono molteplici? Ed è per questo che ho deciso di operare a Scampia», quartiere non lontano da Secondigliano. L’idea è formidabile quanto efficace, anche numericamente, visto che “Talk: Healing color therapy’’ raggiunge ora ben 40 bambini, senza distinzione di etnia o nazionalità. De Vito spiega: «Vengono messi a loro disposizione dei pennarelli con i 5 colori primari che poi utilizzano per disegnare. Ecco, grazie a questa pratica abbiamo scoperto tanti spaccati di vita dei ragazzini non certo piacevoli». Angelica fa l’esempio di un «bambino di 9 anni delle Vele di Scampia che aveva smesso di parlare. Dal disegno realizzato si è scoperta la sua difficile condizione familiare. Nel talk vengono mostrate le foto dei disegni, la preparazione dei lavori e l’unione in centri d’arte e volontariato di Scampia. La scelta inconscia dei colori dice molto sulla personalità e la storia di ognuno». Il progetto è destinato ad allargarsi con l’avvio di una Pet Therapy che avrà luogo su di un terreno abbandonato nei pressi della sede del distretto 28 dell’Asl di Scampia in viale della Resistenza. «A volte il limite delle tante realtà associative, che fanno un lavoro egregio, è di non guardare a lungo termine cosa secondo me invece necessaria» riflette Angelica. La De Vito sarà protagonista questo giovedì al Centro Campania del Tedx Marcianise, evento di cui si parlerà di diversi temi: dal futuro di una nuova era dei robot al business in rete femminile. Angelica, che ha partecipato a scambi internazionali presso Università di Neuchatel, Pontificia Università Cattolica del Cile e NY Fordham University, collaborando con la Comunità Sant’Egidio nell’ambito dei corridoi umanitari per i rifugiati e ha portato in Mozambico il progetto “Scuola di Pace”; ha preso parte a “Dream Project” e “No alla pena di morte”, “Scuola di Pace” e “Colore!” a Scampia, sarà una delle eccellenze nostrane che dopo aver viaggiato ha trovato la propria vocazione altruistica dove è nata e cresciuta. Potere dell’empatia.

di Antonio Sabbatino

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“Parliamone al Mann”. Tavola rotonda sulla prevenzione di disturbi legati alla sfera emotiva e psicologica

Una giornata di sensibilizzazione per la prevenzione di disturbi legati alla sfera emotiva e psicologica. Ad organizzarla è il gruppo sperimentale della “Linea del Cuore” del Centro Diurno di Riabilitazione Psicosociale dell’Unità operativa complessa di salute mentale “Fiera dell’Est”, distretto 25 – 26 dell’Asl Napoli 1 Centro, in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, con il patrocinio del Csv Napoli. L’incontro si terrà venerdì 8 novembre nella sala conferenza del Mann alle 10,30.

 

Interverranno

 

Paolo Giulierini – direttore Museo archeologico nazionale di Napoli

Fedele Maurano – direttore Dipartimento di salute mentale

Luisa Russo – responsabile centro unico aziendale per la salute mentale in età evolutiva

Orietta Occhiuzzi – psichiatra Asl Na 1 Centro

Anna Ceprano – presidente Legacoop Campania

Giovanna De Rosa – direttore Csv Nspoli

Fabrizio Canonico – direttore riserva naturale dello Stato Oasi Wwf “Cratere degli Astroni”

Rosario Nasti – educatore La Linea del Cuore per il Centro Diurno di Riabilitazione Psicosociale “Officina 25” Asl Napoli 1 Centro

Paola Filardi, associazione culturale Agorà

Giuseppina Moleta – associazione di volontariato Asfodelo

Paolo Marabotto – Accademia Belle Arti Napoli, laboratori Arte tra le Mani

 

Modera Elena Primicile Carafa , coordinatrice la Linea del Cuore

 

Performance a cura della struttura residenziale intermedia la “Bailadera”, Enzo Cuomo e Giorgio Caianiello, lettura da Ivan Russo e Dino Campana.

 

Per l’occasione potrà essere visitata la mostra fotografica “NELLA LINEA, essere Comunità – percorsi d’arte per l’inclusione”, al Mann fino al 12 novembre

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Milagros, tavole illustrate per raccontare la disabilità visiva

La disabilità visiva e l’inclusione sociale raccontate attraverso l’arte e l’incanto dell’illustrazione, questo è il cuore di Milagros/Miracoli la mostra che dal 24 ottobre 2019 al 30 gennaio 2020 (ingresso gratuito) è ospitata dall’Istituto Cervantes in via Nazario Sauro e che raccoglie 47 opere di due tra i più importanti e riconosciuti disegnatori spagnoli – Ana Juan e Roger Olmos – realizzate per la collana CBM #logosedizioni.

Organizzata e promossa dall’Istituto Cervantes, #logosedizioni e CBM Italia Onlus, la più grande organizzazione umanitaria internazionale impegnata nella prevenzione e cura della cecità e disabilità nei Paesi del Sud del mondo, il vernissage ha già debuttato in Italia lo scorso aprile a Roma alla Sala Dalì e nasce dalle tavole disegnate dai due artisti spagnoli per i rispetti libri pubblicati da #logosedizioni. Due volumi, “Anna dei Miracoli” (Ana Juan) e“Lucia”(Roger Olmos), che attraverso la poesia e i colori trattano il complesso tema della disabilità, della diversità e dell’inclusione. Soprattutto, attraverso il disegno, cercano di avvicinare i bambini “normodotati” a quelli con disabilità visiva aiutando i primi a conoscere il mondo con altri occhi e prospettive.

I due artisti hanno compiuto un vero e proprio viaggio nell’universo della cecità raccogliendo storie e materiali per lungo tempo. Con “Anna dei Miracoli”, l’autrice ha raccontato la storia vera di una bambina americana della fine dell’800 che a due anni per una malattia sconosciuta (forse la scarlattina) divenne sorda e cieca e si chiuse nella sua rabbia. I genitori, dopo tanti tentativi per curarla, si rivolsero ad Anna Sullivan una donna che, diventata anch’ella bambina quasi cieca e provata dalle enormi difficoltà della vita, imparò il linguaggio dei segni e divenne a sua volta insegnante.

“Quando mi sono confrontata con questa storia – ha dichiarato Ana Juan – il mio obiettivo era riuscire a dare forma alla solitudine e all’isolamento in cui questa bambina aveva trascorso l’infanzia”.
Una storia che parte dal bianco e nero per arrivare alla meraviglia dei colori che la piccola bambina riesce a “vedere” grazie alla caparbietà di Anna Sullivan, chiamata a farle da istitutrice.

Diverso il percorso, ma ugualmente intenso, per Roger Olmos che grazie alle sue numerose ricerche è riuscito ad entrare nel mondo della cecità e a dare vita, attraverso “Lucia”, al variegato universo che abita il presunto buio in cui vive un non vedente. “Ho voluto mostrare – ha affermato l’illustratore – ciò che possono diventare le cose che ci circondano se chiudiamo semplicemente gli occhi, immaginandole e basta”.
Due volumi (e 47 tavole illustrate) rivolte ai bambini che sognano di integrare il mondo dei non vedenti al nostro, che nella disabilità vede solo una diversità.

In occasione della mostra – che si potrà visitare gratuitamente dal lunedì al giovedì dalle 10 alle 18 e dal venerdì al sabato dalle 10 alle 13 – sarà possibile prenotare nei giorni 5 e 19 novembre, 3 e 10 dicembre una visita guidata mattutina seguita da un laboratorio didattico/creativo gratuito a cura di CBM Italia Onlus e la bottega della Ciopi #logosedizioni.

di Ornella Esposito

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