01 Ago, 2022 | Comunicare il sociale
’A voce d’’o vico, evento tenutosi al Rione Sanità il 2 luglio, è stata una festa…la festa della cultura, dell’arte, dei bambini e delle persone. È stata prevista una performance teatrale in filodiffusione nel vicolo con gli attori della compagnia e con i bambini-allievi attori del corso di teatro gratuito che l’associazione Putéca Celidònia tiene, in compresenza con musicisti e cantanti che hanno dialogato tra i balconi.
La voce del vicolo è stata una presenza costante ed il balcone il simbolo di questa festa. Le performance teatrali e musicali si sono realizzate, infatti, sui balconi del vicolo ed il pubblico ha seguito dal basso, ritrovandosi così coinvolto e travolto dal teatro e dalla musica fino a sentirsi parte integrante dell’evento. Il tema di questa speciale edizione è stato quello della Semina. La compagnia infatti da quest’anno ha dato avvio ad un percorso triennale poetico/tematico che attraverserà tre macro-temi: la Semina, la Fioritura e la Raccolta, cercando di aderire alle necessità espressive più profonde che richiede il delicato periodo storico che stiamo vivendo. La voce, il vicolo, il seme, la politica sono le parole chiave che hanno legato le performance perché alcune voci, troppo spesso, non hanno la possibilità di essere ascoltate, e se gridano da un piccolo vicolo abbandonato di un quartiere trascurato ancora meno. L’associazione Puteca Celidonia ha contribuito a gettare i semi perché fiorisca la speranza che la politica possa tornare ad occuparsi dei reali problemi della gente, che si metta in ascolto e percepisca quelle voci troppo flebili, quelle dei bambini, degli anziani, dei poveri ma anche quelle dell’arte, del teatro, della cultura, della poesia, della musica.
Un albero di 12 metri fatto di corde di canapa è spuntato dal cemento ed è salito fino a scomparire in un cielo di 3000 nuvole fatte di palloncini. La musica è risuonata ovunque, ogni vicolo, anche il più stretto e buio, è stato attraversato dal coro e la favola di “Jack e la pianta del fagiolo magico”, con Antonella Morea che canta Jesce Sole da un balcone, è stata rappresentata dai bambini e dalle donne del quartiere alle quali è stata affidata la realizzazione degli abiti.
Il vicolo e la sua gente tornano protagonisti del quartiere Sanità, l’antica anima di Napoli.
di Maria Rosaria Ciotola
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01 Ago, 2022 | Comunicare il sociale
Negli ultimi anni si è diffusa enormemente una tendenza narcisistica.
Viviamo l’epoca dell’autocelebrazione, dove nei diari dei social si ritrae ogni attimo della vita dei protagonisti, dei selfie, dell’incensarsi a tessere le proprie lodi, dell’ognuno che si salva da solo (ed eventualmente a discapito degli altri).
Gli individui con personalità narcisistica sono auto-centrati e auto-riferiti, egocentrici, non prendono in considerazione l’altro nei suoi bisogni o nelle sue opinioni, avanzano senza preoccuparsi di pestare i piedi necessari.
La società contemporanea spesso rinforza questo atteggiamento, promuovendo una dinamica di estremo appetito di potere, di spazio liquido, di cambio di ruoli in base al desiderio e alle mode.
L’immagine grandiosa di questi “nuovi” narcisisti, rappresenta una proiezione di sé irrealistica e ideale atta a compensare una rappresentazione di sé molto più modesta e fragile caratterizzata da debolezza e inferiorità.
Attraversiamo un’epoca caratterizzata dall’assenza dell’altro e dalla propria plus-presenza, impaurita dall’altro come presenza costitutiva e legame, in cui si celebra l’importanza del concetto che ciascuno possa bastare a se stesso per non rischiare la dipendenza dall’altro.
Il culto esasperato dell’autonomia individuale mira a recidere ogni forma di dipendenza lasciando solo ai “servi” della post-modernità, ogni concezione solidaristica dell’esistenza.
L’ideale seduttivo dell’auto-generazione nega ogni debito, ogni provenienza dall’Altro nutrendo la credenza folle dell’Io che basta a se stesso. Il culto esasperato dell’autonomia individuale tende a recidere ogni forma di dipendenza lasciando solo ai “servi” della post-modernità, ogni concezione solidaristica dell’esistenza. Trionfa la lotta per poter salvaguardare la propria individualità, l’altro diviene specchio dei propri bisogni , si consumano velocemente emozioni, tutto ha un prezzo, il sacrifico, che impone lentezza nel raggiungimento degli obiettivi, annoia. Una società che vede individui scontenti, annoiati, poco disponibili a gustare il presente, incapaci di dare valore alla dimensione comunitaria, eternamente in lotta con le proprie fragilità, privi di tenerezza. Eppure varrebbe la pena di ricordare che Narciso naufragò nell’abisso oscuro delle acque…
di Maria Rosaria Ciotola
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29 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
Mostrare a giovani tra i 18 e i 35 anni, già Animatori di Comunità del Progetto Policoro, l’azione della cooperazione nella rivalutazione di beni ecclesiastici in disuso in alcune zone di Napoli. Questo l’obiettivo del campo residenziale “La cultura che riscatta e rigenera, co-operatori di bellezza”, che Confcooperative Campania organizza per il 2022 pensando alla formazione dei più giovani. Dalla Sanità al centro storico, negli ultimi anni, le cooperative sociali, le fondazioni e più in generali le realtà del Terzo settore, hanno ottenuto la gestione di beni a cui hanno donato una seconda vita, ravvivando i quartieri in cui tali beni si trovano.
“Siamo alla seconda edizione del campo residenziale per gli Animatori di Comunità del Progetto Policoro. Il senso è mostrare – attraverso l’esperienza diretta – che cosa le sinergie tra cooperative sociali e fondazioni di comunità hanno concretizzato in questi anni, alimentando una contro narrazione della città di Napoli. I temi ispiratori del campo 2022 sono il riutilizzo dei beni ecclesiastici in disuso, la rigenerazione urbana, l’animazione territoriale, la coesione sociale, la creazione di lavoro, il reinserimento lavorativo e il turismo sociale” spiega Antonio Borea, presidente Confcooperative Campania.
I giovani Animatori di Comunità del Progetto Policoro che da venerdì 29 luglio a domenica 31 luglio parteciperanno al campo provengono da tutta Italia.
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29 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
3.500 partecipanti in Egitto, 3.000 nel Regno Unito, 3.000 in Indonesia, 1.200 in Nepal, 1.100 in Norvegia, 500 in Malawi e centinaia anche in Italia, come anche in Libano, Kenya e Sud Africa, hanno già fatto sentire la loro voce nelle consultazioni sul cambiamento climatico, promosse da Save the Children. Oltre 13mila bambine, bambini, adolescenti e giovani di 18 paesi sono stati coinvolti in una delle più grandi consultazioni a livello mondiale sul cambiamento climatico, per chiedere un intervento rapido e immediato che faccia fronte alla crisi in atto, in un anno travolto da siccità senza precedenti, feroci ondate di calore e inondazioni devastanti. Da una ricerca dell’Organizzazione, emerge che i bambini nati nell’ultimo anno affronteranno in media durante la loro vita, ondate di calore 7 volte più torride rispetto a quelle che hanno affrontato i loro nonni, e che i neonati in tutto il mondo soffriranno 2,6 volte di più la siccità. Inoltre, milioni di bambini in tutta Europa, secondo l’allarme lanciato dai medici, già oggi, rischiano di contrarre malattie respiratorie e renali, e sono esposti ad altri rischi per la salute a causa delle temperature record che stanno attraversando il continente in questo ultimo periodo.
Attraverso incontri in presenza o su Zoom e questionari online, con domande a bambine, bambini, adolescenti e giovani sul cambiamento climatico e le disuguaglianze, e sulla loro opinione rispetto a cosa dovrebbero fare gli adulti per affrontarle efficacemente, si tenta di dar voce alla generazione che maggiormente subirà le conseguenze di decenni di imprevidenti politiche ambientali, inefficaci campagne di responsabilizzazione, e, non meno, ambigue prese di posizione da parte della società civile e del mondo produttivo.
Una volta completata, decine di migliaia giovani, in più di 30 paesi, avranno condiviso le loro opinioni e dato vita ad una delle più grandi consultazioni nel suo genere, per numero di bambini coinvolti e paesi coperti. I risultati saranno condivisi in un rapporto globale che sarà pubblicato il prossimo ottobre. «L’unica cosa a cui riesco a pensare è “paura”», racconta un ragazzo di 17 anni di Palermo. «Inondazioni, carestie, prezzi sempre più alti e malattie trasmissibili stanno diventando problemi comuni e questo è dovuto alla crisi climatica», spiega una ragazza di 15 anni del Malawi. «Le nostre famiglie e gli adulti hanno vissuto la loro vita ora, ma siamo noi che continueremo a vivere su questa terra», ha affermato invece Fariha, una ragazza siriana di 17 anni che vive a Türkiye. Queste sono alcune delle tante voci non ascoltate, che si aggiungono ad un grido corale di aiuto, disperato e inappuntabile.
«I giovani di tutto il mondo si stanno già mobilitando attraverso campagne per combattere il cambiamento climatico e le disuguaglianze. Il nostro compito è sostenerli, dare loro spazio, amplificare il loro messaggio, ascoltarli e agire», ha dichiarato, Angelique Orr, Direttrice delle campagne di Save the Children.
di Valerio Orfeo
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28 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
Volontari, operatori subacquei e forze dell’ordine: tutti insieme per ridurre l’impatto della Festa a mare agli scogli di Sant’Anna nella baia di Cartaromana, a Ischia. Così, con il coordinamento del Regno di Nettuno, ha preso forma stamattina la grande operazione di pulizia dei fondali e degli scogli dopo l’evento che ha mosso, ieri, migliaia di spettatori.
“Sono stati recuperati in particolare materiale plastico, lattine in primis, e attrezzi da pesca abbandonati, per un totale di due metri cubi di rifiuti, quantità sensibilmente inferiore alle precedenti edizioni, il che fotografa un chiaro segnale di civiltà da parte della popolazione”, spiega il direttore del Regno di Nettuno, Antonino Miccio. Alle attività hanno preso parte il Nucleo Sub Carabinieri Campania, la Guardia Costiera di Ischia, l’associazione Hester con il suo spazzamare, l’ASN Diving, l’associazione NEMO, UNEC e Volontari Caretta in Vista. Il Comune di Ischia ha offerto il supporto logistico all’operazione, esprimendo apprezzamento per gli sforzi a tutela dell’ambiente e degli ecosistemi della baia.
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28 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
Dopo l’appassionante parentesi del Festival del cinema spagnolo e latinoamericano, sabato 30 luglio entra nel vivo l’appuntamento con il grande cinema italiano e internazionale di Estate a Corte, la rassegna è organizzata da FOQUS Fondazione Quartieri Spagnoli di Napoli, in collaborazione con QUORE e il sostegno della Regione Campania, in calendario dal 22 luglio all’11 settembre.
La manifestazione, curata dal direttore artistico Pietro Pizzimento, in collaborazione con Fabio Gargano e Gaetano Di Vaio, si svolge nella Corte dell’Arte di FOQUS (via Portacarrese a Montecalvario, 69), la Fondazione impegnata in un progetto di rigenerazione urbana per contrastare il fenomeno dell’emarginazione e favorire lo sviluppo socio-economico dei Quartieri Spagnoli e della città.
Oltre quaranta i titoli in cartellone, tra i film premiati nei principali festival internazionali e le produzioni della Campania sostenute dal Fondo regionale dell’Audiovisivo. In programma le opere dei migliori registi italiani, da Paolo Sorrentino a Mario Martone, da Roberto Andò a Giuseppe Tornatore, ai Manetti Bros, ma anche stranieri, come Pedro Almodovar e Ridley Scott.
“Mettiamo insieme cinema d’essai, film di impegno sociale e pellicole per famiglie per creare nuove occasioni di socialità nel segno della ripartenza, con la partecipazione in presenza degli spettatori – spiega Pietro Pizzimento -. In particolare offriamo alla città l’occasione per vedere film passati come meteore nelle sale cinematografiche e che, invece, meritano molta più attenzione, e il meglio delle produzioni campane sostenute dal Fondo regionale dell’Audiovisivo”.
Il cartellone è arricchito da una serie di incontri con i protagonisti del grande schermo. Si inizia il 3 agosto, in occasione della proiezione del thriller ambientato nelle viscere di Napoli, Black Parthenope, con il regista Alessandro Giglio e gli attori Gianluca Di Gennaro e Giovanni Esposito. Il 26 agosto, invece, sarà la volta di Leonardo Di Costanzo, regista di Ariaferma, vincitore di due David di Donatello.
L’occasione per parlare delle radio libere e rimmergersi nella mobilitazione per le battaglie libertarie degli anni Settanta, è offerta dall’incontro con Gianfranco Pannone, regista del film documentario Onde Radicali, in cui le voci storiche di Radio Radicale si raccontano e fanno rivivere l’avventura giornalistica e politica cominciata nel 1976.
Il primo settembre, invece, protagonisti dell’incontro saranno Guido Acampa, che ha esordito con il lungometraggio Il fronte interno, liberamente ispirato al romanzo “Santa Mira, fatti e curiosità dal fronte interno” di Gabriele Frasca, e l’attore Nello Mascia.
Grande attesa per l’incontro di settembre, in data ancora da definire, con Pino Mauro, che, prima dell’incidente giudiziario che gli comportò un’ingiusta carcerazione e una brusca interruzione delle propria ascesa artistica, si divideva con Mario Merola il regno della sceneggiata napoletana. La sua vicenda è stata ricostruita nel documentario L’ultimo fuorilegge di Carlo Luglio e Fabio Gargano, prodotto da Bronx Film e dalla Movies Eventsdallo stesso Pizzimento. All’incontro parteciperanno anche i due registi.
Sempre a settembre, altri due incontri importanti. Il primo con Alessandro Rak che, con il suo ultimo lungometraggio Yaya e Lennie, prodotto dalla MadEntertainment di Luciano Stella, si conferma una voce di primo piano nel panorama dell’animazione italiana. Al dibattito interverrà anche Marino Guarnieri, presidente della sezione italiana dell’Associazione internazionale dei film d’animazione.
Il secondo, sarà l’occasione per dibattere dei diritti del mondo LGBT con la proiezione del film Il filo invisibile e con il suo regista Marco Simon Puccioni. Il calendario delle proiezioni è disponibile sul sito www.foqusnapoli.it
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