28 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
Cresce la preoccupazione all’interno della comunità scientifica per la diffusione di patologie infettive tropicali in Europa e negli Stati Uniti, favorita dal cambiamento climatico. A fare notizia in Italia è il virus West Nile, che, nel solo mese di luglio, conta già 20 contagiati e 4 decessi. La febbre West Nile, provocata da questo flavivirus, si manifesta solo nel 20% dei casi ed è accompagnata da mal di testa, nausea e vomito. Anziani e immunodepressi i soggetti più a rischio. Il virus del Nilo Occidentale, trasmesso all’uomo dalla puntura di zanzara infetta, però, non è l’unica zoonosi che minaccia la salute pubblica dei Paesi a nord del tropico: in aumento anche le zecche (Ixodes ricinus in Europa, e Ixodes scapularis in Nord America), portatrici di patologie come il morbo di Lyme, la babesiosi e l’encefalite da zecche; stesso discorso per quanto riguarda la zanzara tigre e la zanzara Aedes aegypti, nota anche come “zanzara della febbre gialla”, vettore tra i più efficaci di Zika, Dengue e Chikungunya. Nel Nord America principalmente, si è registrato anche il ritorno di patologie zoonotiche gravi, come la tularemia e, persino, la peste bubbonica.
“Anche nel nostro Paese si stanno sviluppando le condizioni climatiche affinché le zanzare vivano per tutto l’anno. Questo aumenta il rischio di infezioni da loro trasmesse come il virus West Nile, che ha fatto a luglio già quattro morti in Italia: erano anni che non uccideva tante persone”, ha spiegato, alla presentazione del dossier ‘Il cambiamento climatico in Italia”, Walter Ricciardi, Professore ordinario d’Igiene e Medicina Preventiva all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, che aggiunge: “Le ondate di calore accrescono condizioni favorevoli allo sviluppo di vettori come la zanzara, che è il principale killer mondiale e uccide soprattutto in Africa, dove le temperature sono sempre alte e questo fa sì che le zanzare non muoiano per le temperature basse invernali. Le malattie trasmesse da zanzara continuano a circolare, e andando di questo passo ne avremo altre, incluso il rischio del ritorno della malaria”.
Interessano le regioni del Nord, secondo un report del WWF, 37 potenziali malattie infettive clima-sensibili, chiamate anche “Climate Sensitive Infections”, trasmesse da vettori che, alla ricerca di condizioni climatiche favorevoli, muovono verso latitudini settentrionali.
A preoccupare maggiormente medici e scienziati sono i possibili scenari futuri, dove l’aumento delle temperature, insieme alla più generale tropicalizzazione del clima, favoriranno, sempre più, la presenza endemica di specie alloctone portatrici di infezioni. La spiegazione è semplice e naturale: sopravvivenza.
Ogni specie animale risiede in un determinato territorio se può trovare condizioni favorevoli alla vita. Il cambiamento climatico, però, sta mutando significativamente le caratteristiche di tutti gli ambienti terresti e marini. Le variazioni delle temperature, come delle precipitazioni, influenzano la sopravvivenza di molte specie animali all’interno dei loro ambienti naturali. Non ne influenzano solo la diffusione territoriale, ma anche la riproduzione, il ciclo vitale e finanche il metabolismo. Se molte specie hanno la capacità di adattarsi e sopravvivere a mutate condizioni del loro ambiente, altre sono costrette a spostarsi per cercare un’habitat più favorevole. Questo fenomeno sta implementando il rischio di una maggiore diffusione delle malattie infettive (circa il 60% delle malattie infettive sono zoonosi), dovuta proprio alla migrazione di quelle specie animali (come zanzare, mosche, zecche, pulci e pidocchi) che giocano il ruolo di vettori biologici di infezione. Le regioni settentrionali dell’emisfero, che stanno subendo più velocemente gli effetti del riscaldamento globale, si trovano ad essere maggiormente esposte a questa minaccia sanitaria.
di Valerio Orfeo
L’articolo La febbre West Nile arriva in Italia: “Colpa del cambiamento climatico” proviene da Comunicare il sociale.
27 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
Campania in fumo colpita dall’emergenza incendi, spesso di natura dolosa e criminale, appiccati per fini speculativi, o per ripicche tra privati o verso la pubblica amministrazione. Ad aggravare il tutto la crisi climatica, il caldo torrido e l’emergenza siccità. Secondo i dati del report Italia in fumo” realizzato da Legambiente che, anticipando i dati Ecomafia 2022 e analizzando i dati satellitari dell’EFFIS, fa il punto sul patrimonio boschivo e non andato in fumo nel 2021 e negli ultimi 14 anni, dal 2008 al 2021. In Campania sono 5.564 gli gli ettari di superfici boscate e non devastati dalle fiamme nel 2021 (+ 29% sul 2020) mentre diminuiscono i reati tra incendi dolosi, colposi e generici, 553( erano 705 nel 2020) e le persone denunciate 47 erano 53 nel 2020. In aumento i sequestri 14 contro i 4 del 2020. A confermare le grandi difficoltà che ancora si incontrano nell’individuazione dei responsabili dei roghi, il dato relativo agli arresti: appena 3. A preoccupare è anche il dato complessivo degli ultimi 14 anni, frutto dell’elaborazione di Legambiente dei dati EFFIS dal 2008 al 2021. Parliamo di una superficie complessiva di territorio campano incenerito, di oltre 42.000 ettari, che ha interessato il territorio di almeno 185 Comuni, dove qualcosa non ha funzionato nelle azioni di prevenzione e lotta attiva agli incendi. E secondo gli ultimi dati, forniti dalla Protezione civile regionale, sono stati 241 gli incendi che complessivamente hanno interessato il territorio campano nel periodo tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2022. La media è stata di 2 incendi al giorno (dato doppio rispetto a quello dello stesso periodo dell’anno precedente).Ad essere in pericolo sono soprattutto i “gioielli del Paese”: aree protette e siti rete natura 2000. L’azione criminale insiste, nel tempo, su aree geografiche ben delimitate e proprio in queste aree di pregio più di qualcosa non ha funzionato nelle azioni di prevenzione, contrasto e lotta attiva agli incendi.
Di fronte a questo quadro, Legambiente torna a ribadire l’importanza della prevenzione e del rafforzamento delle attività investigative lanciando 10 proposte – a partire da una gestione integrata degli incendi governo integrato degli incendi e piani di adattamento – per contrastare gli incendi con lo scopo di rafforzare la riforma della legge 353 del 2000. Obiettivo solo parzialmente raggiunto con la legge 155/2021, che ha introdotto nella nostra normativa l’incendio di interfaccia urbano-rurale; ha codificato il fuoco prescritto come misura di prevenzione; messo a disposizione 140 milioni di euro da spendere entro il 2023 e altri 150 a valere sui fondi del Pnrr; previsto pene più severe per alcuni reati di incedi dolosi; previsto poteri sostitutivi affidati alle Regioni e ai Carabinieri Forestali per la mancata redazione da parte dei Comuni del catasto delle aree percorse dal fuoco. Ma la norma approvata non fornisce tutte le risposte che l’associazione ambientalista aspettava per contrastare efficacemente gli incendi boschivi, soprattutto alla luce degli effetti già fin troppo visibili della crisi climatica.
“Occorre un radicale cambiamento di approccio e risposta al fenomeno degli incendi – spiega Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania – che miri a prevenire i roghi attraverso la gestione del territorio, l’utilizzo ecologicamente sostenibile delle risorse agro-silvo-pastorali, la promozione dei servizi ecosistemici che vanno remunerati, per sostenere e rivitalizzare le comunità rurali nelle aree interne e montane in una rinnovata funzione di presidio territoriale. Ricordiamo che secondo i dati delle forze dell’Ordine– solo il 2-3% dei roghi ha una causa naturale, il resto sono provocati dall’uomo, e più della metà (57,4%) sono dolosi. In questa partita servono investimenti veri, ricerca, strumenti e tecnologie, semplificazione di procedure e competenze all’interno di una strategia complessiva definita in condivisione con le popolazioni locali ed i portatori di interesse. Una necessità impellente anche perché, la tendenza che si prospetta nel 2022 e nei prossimi anni, è di una crescita del fenomeno degli incendi boschivi a causa della siccità prolungata che si sta verificando nell’Europa meridionale e le condizioni risultanti che hanno già causato numerosi focolai di incendi prematuri. Un altro segno evidente della crisi climatica già in atto”.
Bilancio aggressione ai siti natura 2000 e aree protette: Altri due aspetti riguardano l’aggressione in questi 14 anni 2008 al 2021 ai siti natura 2000 e alle aree protette. In particolare nei siti Natura 2000 in Campania, seppur ricordando che analizziamo un dato ampiamente sottostimato (a causa del mancato inserimento delle superfici inferiori ai 30 ettari), sono avvenuti 333 incendi che hanno mandato in fumo circa 28.000 ettari, tenuto conto delle sovrapposizioni tra le diverse tipologie dei siti Natura 2000. Per quanto riguarda le aree protette sempre nell’arco di questi 14 anni, in Campania è andata in fumo, una superficie di 15.951,38 ettari, a causa di ben 219 incendi, che hanno interessato le aree protette. La Sicilia è la regione più colpita. Da sola rappresenta, nei 14 anni analizzati, oltre il 40% del totale della superficie percorsa dal fuoco all’interno di 38 differenti aree protette. Se la consideriamo insieme anche alle regioni Calabria e Campania arriviamo al 78% del totale della superficie bruciata all’interno di altre 22 aree protette.
L’articolo Campania in fumo: il nuovo report di Legambiente sugli incendi proviene da Comunicare il sociale.
27 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
Secondo l’ultimo report pubblicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, al 31 Giugno 2022 si registrano, sul territorio nazionale, 15.595 minori stranieri non accompagnati, di cui 684 (pari al 4,4% del totale nazionale) presenti nella Regione Campania: numeri in aumento rispetto al primo semestre 2022.
Sono 8 i progetti che ad oggi vedono la cooperativa LESS impegnata in prima linea nell’accoglienza di Minori Stranieri Non Accompagnati, in sinergia con altre realtà cooperative nei comuni campani di Napoli, Boscotrecase (NA), San Giorgio a Cremano (NA), Terzigno (NA), Bracigliano (SA), Calitri (AV), Torre le Nocelle (AV) e Montemiletto (AV). Parliamo di minori privi dell’assistenza dei genitori o di altri adulti per loro legalmente responsabili, un fenomeno che negli anni recenti ha acquisito particolare rilevanza in Italia e in Europa.
I minori stranieri non accompagnati sono costretti a lasciare il proprio Paese e le proprie famiglie, affrontando viaggi carichi di pericoli e privazioni, per svariati motivi che possono a grandi linee essere raggruppati in quattro diversi profili, spesso sovrapposti tra di loro. Il primo profilo è costituito dai minori in fuga da guerre e persecuzioni, costretti a partire per lasciarsi alle spalle situazioni che li mettono in pericolo. Ci sono poi i minori mandati dalle famiglie per migliorare la propria condizione economica. In questo caso è la famiglia a decidere sulla partenza del minore, vedendo in lui/lei un’occasione di miglioramento della propria situazione. Il terzo profilo è costituito dai minori attratti dallo stile di vita occidentale, qualcosa che va al di là della sola prospettiva di maggiore benessere economico per abbracciare la sfera esistenziale, del desiderio di “vivere un’altra vita”, come è percepita quella di molti ragazzi e ragazze della loro età che vivono nei paesi dell’Europa occidentale. Infine ci sono i minori spinti da una situazione che può riguardare la famiglia, assente oppure incapace di prendersi cura del minore, o più in generale il contesto sociale, in una sorta di rassegnazione che può portare ad accettare il fatto che “sono partiti tutti, non mi resta che partire anch’io”. Sono giovani stranieri che si portano sulle spalle il peso di un’infanzia difficile che hanno ritrovato nel nostro Paese un porto sicuro dove poter ricomporre i pezzi di una vita mandati in frantumi per ricostruire il loro percorso di vita.
I progetti – Nel 2020 è stato avviato, con il Comune di Boscotrecase ed insieme alla cooperativa DEMETRA, il progetto M.A.I.A. – Minori Accoglienza Integrazione e Autonomia SIPROIMI/SAI che attualmente accoglie 20 MSNA.
Nel 2021 è partito il progetto FAMI/SAI con il Comune di Calitri (AV) – gestito insieme al Consorzio di cooperative sociali Percorsi. Oggi sono 12 i msna accolti nel progetto.
Il 2022 ha visto invece l’avvio di altri 5 progetti: 10 sono i minori accolti nel capoluogo campano, 12 nel comune di San Giorgio a Cremano, 11 a Bracigliano (SA), 15 nei due comuni irpini di Torre Le Nocelle e Montemiletto. Il Comune di Terzigno è in attesa dell’arrivo dei primi minori.
Il Sistema Accoglienza e Integrazione SAI Il Sistema Accoglienza e Integrazione SAI che, a partire dal DL 21 ottobre 2020, n.130, convertito in Legge 18 dicembre 2020, n.173, prevede l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale oltre che dei titolari di protezione, dei minori stranieri non accompagnati, nonché degli stranieri in prosieguo amministrativo affidati ai servizi sociali, al compimento della maggiore età, garantisce, oltre all’accoglienza materiale, l’attuazione di servizi integrati che puntano all’inclusione e all’autonomia dei beneficiari all’interno del territorio partendo da percorsi linguistici per apprendere la lingua italiana, l’inserimento scolastico, l’orientamento ad attività socio-educative e di socializzazione fino a percorsi di politica attiva del lavoro sulla base delle attitudini e del background di ogni singolo beneficiario. L’obiettivo è quello di garantire tutela legale e psico-socio-sanitaria ai minori accolti e accompagnarli nel passaggio alla maggiore età per renderli cittadini autonomi e in grado di gestire il proprio progetto di vita in maniera consapevole e socialmente attiva
L’impegno dei Comuni e del movimento cooperativo – È importante sottolineare come oltre al capoluogo campano, da sempre riconosciuto come città dell’accoglienza e dell’impegno sociale, numerosi piccoli comuni della Regione siano diventati portavoce di comunità solidali e accoglienti, portando avanti una linea di intervento inclusiva tesa alla tutela dei diritti di minori privati di un’infanzia e un’adolescenza sana e serena, con l’obiettivo di supportarli nella costruzione, in sicurezza, del proprio progetto di vita.
Un impegno portato avanti dalle amministrazioni comunali, insieme a cooperative e associazioni da anni impegnate sul territorio campano in interventi di tutela e di accoglienza per soggetti in condizioni di svantaggio e con background migratorio.
Un lavoro sinergico che testimonia come la collaborazione pubblico-privata, alimentata da competenze, professionalità, motivazione ed impegno sociale possa contribuire a costruire comunità accoglienti socialmente coinvolte in percorsi di rigenerazione dei territori partendo proprio dall’integrazione delle persone più vulnerabili che rappresentano un valore aggiunto di crescita della società da un punto di vista interculturale, sociale ed umano.
L’articolo L’ accoglienza dei minori stranieri son accompagnati nei progetti di LESS in rete con i Comuni campani proviene da Comunicare il sociale.
27 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
E’ stato presentato al Comune di Napoli, “A Bordo!”, il primo festival nazionale di Mediterranea Saving Humans, l’Aps italiana impegnata nel soccorso e salvataggio in mare nel Mediterraneo centrale e nelle missioni umanitarie in zona di guerra in Ucraina. L’evento, che ha il patrocinio del Comune di Napoli, voluto dal Sindaco Gaetano Manfredi, vedrà dibattiti, workshop, presentazioni e concerti dall’1 al 4 settembre al Maschio Angioino. “Purtroppo i diritti e le vite di donne, uomini e bambini, che hanno la colpa di non essere nati in Europa e di non avere la pelle chiara, sono di nuovo in balia di una campagna elettorale che per qualcuno, come Matteo Salvini, significa alimentare l’odio razziale in cambio di consenso e potere” ha spiegato Vanessa Guidi presidente di Mediterranea SH. “Siamo sicuri che la maggior parte della società civile sia come noi disgustata da questa propaganda della morte, portata avanti da chi cerca solo consenso e potere calpestando le vite di migliaia di persone, e che sia d’accordo con noi che è di fondamentale importanza proseguire nel soccorrere vite in mare, accogliere le persone che arrivano e mettere al primo posto il rispetto dei diritti umani” ha sottolineato Guidi.
Tra gli ospiti del Festival, il vescovo di Napoli Don Mimmo Battaglia, il Sindaco di Bologna, Matteo Lepore, Simonetta Gola, di Emergency, compagna di Gino Strada, David Yambio, portavoce di Refugees in Libya, scappato dagli aguzzini libici e ora richiedente asilo in Italia, Alex Zanotelli, padre comboniano, Mimmo Lucano, ex Sindaco di Riace, Salvatore Fachile, dell’ASGI (associazione studi giuridici sull’immigrazione), Anna Fasano, presidente di Banca Etica, i parlamentari Giuditta Pini e Sandro Ruotolo, l’europarlamentare Pierfrancesco Majorino, i docenti universitari Piero Gorza (università di Torino) ed Enrica Rigo (Università Roma Tre), i giornalisti Angela Caponnetto (Rai), Adriano Biondi (condirettore Fanpage.it), Gaia Bozza (Sky Tg24), Claudia Di Pasquale (Rai/Report), Alessandra Fabbretti (Agenzia Dire), Antonio Musella (Fanpage) e Nancy Porsia e Monica Di Sisto. Ed ancora le giornate saranno chiuse dai concerti di artisti e band che suoneranno per Mediterranea, tra cui, Punkreas, Murubutu, Jovine, Max Gollini, Internazionale Trash Ribelle, A67, Dario Sansone, Shakalab, Tartaglia Aneuro e tanti altri.
Il 3 settembre in mattinata si riuniranno a Napoli I rappresentanti di tutte le Ong impegnate nel salvataggio in mare nel Mediterraneo. Un momento decisamente importante di confronto e condivisione tra I rappresentanti della “civil flee” che va da Mediterranea SH ad Open Arms, da Sea Watch ad Emergency e Medici Senza Frontiere.
“Saremo in piazza il 3 settembre prossimo durante il festival di Mediterranea, insieme alle altre forze antirazziste ed alla società civile, per ricordare la complicità dei governi italiani ed europei con i massacri che avvengono ogni giorno in Libia, frutto di accordi scellerati e criminali” spiega Laura Marmorale, capomissione di Mediterranea SH. Intanto nel mese di agosto partirà la nuova missione di Mediterranea SH per l’Ucraina. L’associazione italiana è l’organizzazione della società civile del nostro paese con la maggiore presenza in zona di guerra in questi mesi, frutto di tre missioni che hanno portato decine di tonnellate di aiuti umanitari alla popolazione civile ed hanno offerto un passaggio sicuro a quasi 400 persone in fuga dalla guerra.
L’articolo A NAPOLI IL FESTIVAL DI MEDITERRANEA: “NON CI SPAVENTA LA CAMPAGNA D’ODIO DI SALVINI” proviene da Comunicare il sociale.
27 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
Quinta edizione del Festival della Teologia Incontri nel segno della fraternità. L’appuntamento estivo con la riflessione teologica che si svolge ogni anno nel territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni vedrà quest’anno la tre giorni, dal 3 al 5 agosto, svolgersi nella centralissima Piazza della Repubblica ad Agropoli. L’iniziativa promossa dall’Azione Cattolica in collaborazione con l’associazione Fabbrica di Idee, con il supporto scientifico dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Matteo” di Salerno e con i patrocini accademici della Pontifica Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sezione “San Luigi” e con la Scuola di Alta Formazione in Arte e Teologia di Napoli disegnerà un percorso in grado di toccare i vari ambiti delle scienze umane. Si partirà mercoledì 3 agosto con il prof. Antonio Francese, docente di psicologia delle religioni presso l’ISSR “San Matteo” di Salerno che parlerà del “desiderio umano” della fraternità. Il 4 agosto la sociologa prof.ssa Stefania Sorgente, docente di sociologia presso il medesimo Istituto accademico aiuterà a tracciare la fraternità quale “esigenza sociale”.
A concludere l’itinerario la prospettiva teologica legata alla fraternità con il conferimento del Premio Incontri 2022 alla prof.ssa Pina De Simone, coordinatrice del Biennio di Specializzazione in Teologia Fondamentale della Sezione San Luigi della PFTIM, che ormai da alcuni anni ha caratterizzato il percorso sulla “Teologia dell’esperienza religiosa nel contesto del Mediterraneo”. Una modalità nuova di ricerca e di insegnamento, profondamente legata al tema teologico della fraternità, come non ha mancato di sottolineare lo stesso Papa Francesco, e che punta a rileggere l’esperienza religiosa nel contesto del Mediterraneo, quale millenario incrocio di culture e tradizioni diverse, nonché luogo privilegiato di una teologia volta a costruire punti di umanizzazione. Ospiti dell’ultima serata saranno anche il direttore dell’ISSR “San Matteo” di Salerno Don Bruno Lancuba, il missionario saveriano padre Carlo Salvadori, la presidente dell’Azione Cattolica di Vallo della Lucania Angela Russo. Nel ricco programma di iniziative collaterali al Festival si segnalano nel corso della tre giorni l’inaugurazione della Mostra itinerante “Francesco. Animus loci” con le opere di Rosa Cianciulli, nonché la partecipazione della delegazione dei bambini profughi del Saharawi in collaborazione con l’Associazione Piccoli Ambasciatori di Pace di Agropoli (la sera del 4) e la delegazione dei Missionari Saveriani (la sera del 5).
La mostra itinerante farà poi tappa nelle altre due Diocesi che insistono sul territorio del Parco Nazionale: dal 10 agosto la mostra sarà infatti allestita presso il Chiostro di Sant’Antonio a Caggiano (Arcidiocesi di Salerno, Campagna, Acerno) per poi spostarsi dal 12 settembre nel Chiostro di San Francesco a Teggiano (Diocesi di Teggiano-Policastro). Il Festival si avvale dei patrocini delle Diocesi coinvolti e dell’Ufficio Cultura e Arte dell’Arcidiocesi di Salerno, Campagna e Acerno. Tutte le serate andranno in onda sul canale 180 del Digitale Terrestre in Regione Campania, Cilento Channel – Unica Tv.
Come spiega il direttore del Festival Vito Rizzo «Anche quest’anno il Festival della Teologia si conferma quale occasione importante di “Chiesa in uscita”, come ci chiede continuamente Papa Francesco. Il tema della fraternità scelto per questa edizione offre una serie di spunti alla riflessione personale e comunitaria, toccando i diversi ambiti delle scienze umane, di qui i contributi di due brillanti docenti dell’ISSR “San Matteo” di Salerno, lo psicologo Antonio Francese e la sociologa Stefania Sorgente, per concludersi con il momento più prettamente teologico attraverso il conferimento del Premio Incontri 2022 alla filosofoa e teologa Pina De Simone.
Anche quest’anno, grazie all’Azione Cattolica, il Festival riesce a coinvolgere le tre diverse Diocesi che insistono nel territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni grazie alle tappe che la Mostra itinerante “Francesco. Animus loci” farà oltre che nella Diocesi di Vallo della Lucania, anche in quella di Salerno (a Caggiano dal 10 al 31 agosto) e in quella di Teggiano-Policastro (a Teggiano dal 12 al 30 settembre)».
L’articolo Ritorna “Incontri”, il festival della teologia nel segno della fraternità proviene da Comunicare il sociale.
26 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
La prima Opera popolare dedicata alla bellezza della Campania Felix e alla rinascita del Real Sito di Carditello, passato attraverso vicende alterne fino ad essere acquistato nel 2014 dal Ministero della Cultura.
Al Carditello Festival, sabato 30 luglio alle ore 21 nel Real Sito di Carditello (San Tammaro, Caserta), lo spettacolo “Carditello” con l’artista Mario Incudine, un omaggio musicale straordinario per ricordare anche “l’angelo di Carditello” Tommaso Cestrone, e con la partecipazione speciale della cittadinanza attiva e delle associazioni locali, che hanno combattuto in prima linea per strappare la Reggia borbonica alla criminalità organizzata.
Un vero e proprio teatro di comunità, con la possibilità di visitare la Reggia e frequentare, prima del concerto serale, un laboratorio teatrale gratuito e aperto a tutti – in programma sabato 30 luglio, dalle ore 17.30 alle 18.30, nel bosco del Real Sito – per condividere i valori e i sentimenti che hanno ispirato l’Opera popolare per la Campania Felix e vivere le emozioni delle prove generali con gli artisti.
Un percorso musicale attraverso brani inediti, racconti, canzoni e ballate – legato alla storia, alla cultura e alla cronaca del sito casertano – nato da un’idea del direttore artistico Antonello De Nicola, su testi di Corrado Delia, e liberamente ispirato al libro “La Reggia di Carditello. Tre secoli di fasti, feste, furti e asta, angeli e redenzioni” della giornalista Nadia Verdile.
A narrare le pagine più suggestive di Carditello, Mario Incudine (regia, musiche e canzoni) – cantautore, attore e autore di colonne sonore, è uno dei personaggi più rappresentativi della nuova world music italiana, oltre a vantare collaborazioni con Moni Ovadia, Peppe Servillo, Eugenio Bennato, Ambrogio Sparagna, Lucilla Galeazzi, Nino Frassica, Mario Venuti, Tosca, Antonella Ruggiero e Kaballà, e ad aver duettato con Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Alessandro Haber e Francesco Di Giacomo (Banco del Mutuo Soccorso) – Corrado D’Elia (testi e voce recitante), Antonio Vasta (direzione musicale e arrangiamenti, organetto, fisarmonica e pianoforte), Pino Ricosta (contrabbasso), Manfredi Tumminello (corde etniche e chitarre) e Francesco Bongiorno (batteria e percussioni), sul palco sabato 30 luglio insieme ai cittadini del Forum Agenda 21 Carditello e Regi Lagni, alle voci Sandra Saccone, Vanna Saccone, Carmen Benincasa, Carola Delli Paoli, Imma La Hara del Caserta Nova Ensemble e ad alcuni giornalisti in rappresentanza della stampa campana.
Il Real Sito di Carditello fu costruito per volere di Ferdinando IV di Borbone nel 1787, in un’area destinata all’allevamento di cavalli di razza reale e alla produzione agricola e casearia. Il massimo splendore del sito venne raggiunto negli anni successivi al completamento, quando il pittore di corte Jacob Philipp Hackert ricevette l’incarico di occuparsi delle decorazioni e dell’arredo dell’appartamento reale.
Oggi la Reggia di Carditello, dopo essere stata considerata per decenni il simbolo del degrado e dell’abbandono nella Terra dei Fuochi e dopo aver resistito alle ferite del tempo e del malaffare, rappresenta un modello di riscatto e rinascita per l’intera comunità.
La rassegna musicale – organizzata dalla Fondazione guidata dal presidente Luigi Nicolais, con il sostegno della Regione Campania attraverso la Scabec SpA, il patrocinio di Rai per la Sostenibilità e Rai Campania, la sponsorizzazione di Land Rover e Auto Prima, la partnership di Ferrarelle e Asso Artigiani Imprese Caserta, e la media partnership di Rai Radio1 – è una sfida culturale senza eguali che, narrando emozioni e sensazioni senza tempo, intende imprimere con coraggio una svolta e un rilancio dell’identità e dell’estro che contraddistinguono il territorio.
L’articolo CARDITELLO FESTIVAL, IN SCENA LA PRIMA OPERA POPOLARE SUL REAL SITO DI CARDITELLO proviene da Comunicare il sociale.