’A voce d’’o vico, evento tenutosi al Rione Sanità il 2 luglio, è stata una festa…la festa della cultura, dell’arte, dei bambini e delle persone. È stata prevista una performance teatrale in filodiffusione nel vicolo con gli attori della compagnia e con i bambini-allievi attori del corso di teatro gratuito che l’associazione Putéca Celidònia tiene, in compresenza con musicisti e cantanti che hanno dialogato  tra i balconi.

La voce del vicolo è stata una presenza costante ed il balcone il simbolo di questa festa. Le performance teatrali e musicali si sono realizzate, infatti, sui balconi del vicolo ed il pubblico ha seguito dal basso, ritrovandosi così coinvolto e travolto dal teatro e dalla musica fino a sentirsi parte integrante dell’evento. Il tema di questa speciale edizione è stato quello della Semina.  La compagnia infatti da quest’anno ha dato avvio ad un percorso triennale poetico/tematico che attraverserà tre macro-temi: la Semina, la Fioritura e la Raccolta, cercando di aderire alle necessità espressive più profonde che richiede il delicato periodo storico che stiamo vivendo. La voce, il vicolo, il seme, la politica sono le parole chiave che hanno legato le performance perché alcune voci, troppo spesso, non hanno la possibilità di essere ascoltate, e se gridano da un piccolo vicolo abbandonato di un quartiere trascurato ancora meno.  L’associazione  Puteca Celidonia ha contribuito a  gettare i semi perché fiorisca la  speranza che la politica possa tornare ad occuparsi dei reali problemi della gente, che si metta in ascolto e percepisca quelle voci troppo flebili, quelle dei bambini, degli anziani, dei poveri ma anche quelle dell’arte, del teatro, della cultura, della poesia, della musica.

Un albero di 12 metri fatto di corde di canapa è spuntato dal cemento ed è salito fino a scomparire in un cielo di 3000 nuvole fatte di palloncini. La musica è risuonata ovunque, ogni vicolo,  anche il più stretto e buio, è stato attraversato dal coro  e la favola di “Jack e la pianta del fagiolo magico”, con Antonella Morea che canta Jesce Sole da un balcone, è stata rappresentata dai bambini e dalle donne del quartiere alle quali è stata affidata la realizzazione degli abiti.

Il vicolo e la sua gente tornano protagonisti del quartiere Sanità, l’antica anima di Napoli.

di Maria Rosaria Ciotola

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