UniCredit, sinergia sul Terzo Settore per la crescita economica e sociale del Paese e del Sud

Promuovere la sinergia tra Terzo Settore e finanza per la ripartenza economia e sociale del Paese e del Sud. È innanzitutto con questo obiettivo che UniCredit, in collaborazione con UniCredit Foundation, ha organizzato l’incontro “Insieme, Possiamo. Le sfide del Mezzogiorno” svoltosi oggi a Napoli. L’intento è stato quindi quello di rafforzare la partnership tra pubblico, privato e non profit, oltre che discutere sulle potenzialità di un settore che mostra importanti segnali di crescita nel Paese e nel Mezzogiorno e significativi risvolti occupazionali.

Quello del Terzo settore e dell’imprenditoria sociale è infatti una realtà molto importante del Paese che ha conosciuto una forte espansione nel corso degli ultimi 15 anni e che coinvolge oltre 360mila istituzioni, 5,5 milioni di volontari e impiega oltre 860mila dipendenti. Anche il settore non profit meridionale registra un particolare dinamismo, con 99mila istituzioni non profit presenti (il 27% del totale nazionale e il 6% in Campania), che impiegano 168mila lavoratori dipendenti, pari al 20% del totale nazionale. In particolare, è la Campania a registrare l’incremento maggiore del tasso di crescita rispetto alle altre regioni del Sud, con un +48% rispetto al 2011 e un aumento dell’occupazione nel settore del 76%.

L’incontro, che si è svolto oggi presso il Foyer del Real Teatro di San Carlo, si è aperto con i saluti di Ferdinando Natali, Responsabile per il Sud UniCredit Italia e di Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli. Successivamente l’Amministratore Delegato e Responsabile per l’Italia di UniCredit, ha dialogato con Giuseppe Tessitore, Presidente del Banco Alimentare della Campania, l’organizzazione beneficiaria di una donazione di 510 mila euro da parte di UniCredit Foundation, che ha raccontato come il contributo della banca aiuterà la onlus nella distribuzione di beni alimentari in favore delle strutture caritative della regione e delle persone vulnerabili sul territorio.

Dall’inizio della pandemia, tra le priorità delle associazioni del Terzo Settore è emersa la necessità di continuare a distribuire generi alimentari ai più bisognosi. In questo contesto UniCredit Foundation si è fin da subito attivata per sostenere le organizzazioni impegnate sull’intero territorio nazionale nella distribuzione di generi alimentari a tutti coloro che si sono trovati in stato di difficoltà, grazie alla donazione di 5,1 milioni di euro – l’equivalente di 3,8 milioni di pasti – a 69 organizzazioni non profit in tutto il Paese. Nel Sud sono stati donati oltre 1,8 milioni di euro, per un controvalore di 1,3 milioni di pasti e 656 mila assistiti. Nel 2022 UniCredit Foundation ha inoltre raddoppiato il suo impegno con 1,2 milioni di euro donati solo nel Mezzogiorno.

Andrea Orcel, Amministratore Delegato e Responsabile per l’Italia di UniCredit, ha commentato: “Due anni difficili di pandemia e il contesto economico attuale rischiano di aggravare le situazioni di disagio nel Paese. Come UniCredit crediamo di avere una responsabilità sociale che va ben oltre il finanziamento. L’obiettivo è quello di rispondere ai bisogni delle comunità che serviamo e che hanno maggiore necessità del nostro aiuto. Questo approccio è fondamentale per realizzare il nostro scopo e ci impegna a dialogare sempre di più con il Terzo Settore per trovare insieme nuove opportunità di collaborazione e sostenere al meglio le fasce più deboli della popolazione”

La giornata organizzato da UniCredit e UniCredit Foundation è proseguita con la Tavola Rotonda dal titolo “Le sfide del Mezzogiorno: collaborazione tra Pubblico, Privato e Terzo Settore”,  in cui esperti, imprenditori e protagonisti dell’imprenditoria sociale napoletana si sono alternati per raccontare le proprie esperienze e per condividere le strategie di crescita dell’imprenditorialità sociale, mettendo al centro il tema della formazione delle competenze professionali necessarie per il loro sviluppo e le opportunità occupazionali del settore. Oltre agli interventi di Gaetano Manfredi e di Andrea Orcel, sono intervenuti anche Ernesto Albanese, Presidente L’Altra Napoli Onlus, Carlo Palmieri, CEO Pianoforte Holding SpA & Presidente ITS Moda Campania, Giorgio Ventre, Direttore Scientifico Apple Developer Academy e Angelica Viola, Presidente della Cooperativa Sociale L’Orsa Maggiore.

L’articolo UniCredit, sinergia sul Terzo Settore per la crescita economica e sociale del Paese e del Sud proviene da Comunicare il sociale.

Ridurre gli sprechi e sostenere le attività di volontariato: ecco l’azienda che dona tessuti alle associazioni

Rail Interiors Service S.r.l. è un’azienda di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, leader nella lavorazione dei tessuti.
Per evitare inutili sprechi e contribuire a sostenere l’operatività dei volontari, l’azienda regalerà sfridi di lavorazione di tessuti per supportare le attività delle associazioni impegnate anche nella realizzazione di manufatti artigianali.

Per fare richiesta delle stoffe è necessario compilare l‘apposito form online attraverso l’area riservata del sito csvnapoli.it,  entro venerdì 20 ottobre 2022.

A seguito della richiesta, le associazioni saranno contattate per concordare le modalità di ritiro del materiale.

L’articolo Ridurre gli sprechi e sostenere le attività di volontariato: ecco l’azienda che dona tessuti alle associazioni proviene da Comunicare il sociale.

TUTTI TESSERE DELLO STESSO MOSAICO: SOSTENERE EMERGENCY E GARANTIRE IL DIRITTO ALLA CURA PER TUTTI

Sabato 8 e domenica 9 ottobre sarà possibile scegliere di stare con EMERGENCY dalla parte dei diritti umani. I volontari saranno in tante piazze italiane per la campagna di tesseramento 2023, un modo per sostenere i progetti di EMERGENCY che, dal 1994, ha offerto cure gratuite e di qualità a oltre 12 milioni di persone nel mondo.

Essere tessere dello stesso mosaico è il claim della tessera di EMERGENCY 2023: significa decidere – con il proprio contributo – di far parte di un progetto collettivo per garantire il diritto alla cura per tutti, senza discriminazioni. Dopo le incertezze e le preoccupazioni dettate da due anni di pandemia e lo sgomento di fronte alla guerra in Ucraina e alla terribile crisi economica in Afghanistan, è il momento di scegliere di prendersi cura delle vittime delle guerre e non ignorare l’orrore e la violenza; scegliere di opporsi agli investimenti sugli armamenti anziché sulla garanzia dei diritti umani; scegliere di accogliere chi attraversa il mare per trovare un posto sicuro: proprio quest’anno si aggiungerà un nuovo tassello del lavoro di EMERGENCY con la partenza della nave “Life Support” che soccorrerà i migranti nel Mediterraneo centrale. Ma per realizzare questi obbiettivi è necessario l’aiuto di ognuno: ecco a cosa serve la Tessera di EMERGENCY.

Per sottoscrivere la tessera basta una donazione di 12 euro fino a 25 anni, di 30 euro tra 26 e 64 anni, di 20 euro oltre i 65 anni. E’ possibile anche regalare la tessera a un amico con una donazione di 30 euro sul sito https://tessera.emergency.it.

La tessera di EMERGENCY 2023 dà diritto a ricevere la rivista trimestrale di EMERGENCY. I fondi raccolti andranno a sostegno di tutti i progetti di EMERGENCY.

Per conoscere le città e le piazze d’Italia dove saranno presenti i volontari: https://eventi.emergency.it/campagna-tesseramento/

L’articolo TUTTI TESSERE DELLO STESSO MOSAICO: SOSTENERE EMERGENCY E GARANTIRE IL DIRITTO ALLA CURA PER TUTTI proviene da Comunicare il sociale.

Bypassato l’embargo russo per salvare una vita, scambio di cellule staminali all’aeroporto di Istabul

E’ Toscana la regia del trasporto che ha salvato la vita ad un ammalato ricoverato nel sud Italia, bypassando l’embargo russo. Per salvare la vita di un ammalato affetto da una forma grave di leucemia era necessario un trapianto e l’unico donatore al mondo era stato individuato in una remota località della Russia a quasi cinque ore di volo da Mosca. Collegare il punto A dov’era il generoso donatore col punto B dove l’ammalato fiducioso aspettava è apparso subito molto difficoltoso. Non è possibile in alcun caso avere un visto d’ingresso in Russia neanche per motivi così nobili come salvare una vita, né tantomeno è possibile per i cittadini russi venire in Italia seppur per le medesime nobili ragioni. Dopo un confronto tra l’IBMDR (l’organismo istituzionale italiano che ha trovato il donatore e che sovrintende a questo tipo di trasporti) e il Nucleo Operativo di Protezione Civile Logistica dei Trapianti, associazione di volontari Toscani, che avrebbe organizzato ed effettuato il trasporto, è giunta la soluzione.

Era necessario organizzare “uno scambio” fra il corriere russo e quello italiano in un luogo in cui fosse possibile recarsi per entrambi e per poter rendere attuabile quest’unica possibilità è stata individuata la Turchia, e così si è messa in moto una complessa macchina organizzativa per realizzare l’incontro dei due corrieri a Istanbul. Dopo un intenso lavoro preliminare per avere i nulla osta degli ospedali di origine e di destinazione, e di tutte le autorità competenti è scattata la fase operativa della complessa missione salvavita. Con grande apprensione e una serie di piccole incomprensioni brillantemente risolte è arrivata la notte dell’incontro nell’aeroporto internazionale della città turca. Il corriere russo è atterrato intorno alle due e mezzo di notte e alle quattro di mattina il collega italiano aveva già ricevuto il prezioso carico ed è potuto decollare per l’Italia dove nel primo pomeriggio il “dono” era nelle mani del dottore Giuseppe Console dell’ematologia di Reggio Calabria, Member of: Permanent cooperators of: reparto diretto dal prof. Massimo Martino, che avrebbero immediatamente provveduto al trapianto.

Massimo Giraudo è stato il corriere individuato come il più adatto per questa missione e ha scoperto che il collega russo Aleksandr era un medico che normalmente non si occupa di questo tipo di trasporti e che ha raccontato che nel suo paese al di fuori di chi si occupa di operazioni militari, non c’è una netta percezione di quanto stia accadendo. Nonostante quello che stà accadendo tra Russia e Ucraina esiste una parte buona di umanità, e qualcuno disposto a donare una parte di se stesso per permettere a un occidentale che non conoscerà mai di sopravvivere. “Un bel gesto d’amore che – afferma Massimo Pieraccini fondatore del Nucleo Operativo di Protezione Civile che, insieme al suo staff ha curato l’organizzazione e l’esecuzione di questo trasporto – auspichiamo che possa essere il primo di una lunga serie e possa essere propedeutico alla pace, perché sempre di più sia la vita vince sempre sul male”.

“In un momento di grandi tensioni internazionali, con la guerra russoucraina in corso, il dono della vita vince ancora una volta” fa eco Nicoletta Sacchi, direttore di IBMDR. “Un donatore russo ha donato le sue cellule staminali emopoietiche a favore di un paziente italiano in attesa di trapianto di midollo osseo. Per IBMDR – il registro italiano donatori di midollo osseo che coordina in Italia la ricerca del gemello genetico in qualsiasi parte del mondo esso sia – la sfida questa volta è stata quella di riuscire a fare arrivare le preziose cellule una volta donate. Forti dell’esperienza fatta in epoca di pandemia, quando abbiamo dovuto inventare percorsi inusuali per i nostri instancabili corrieri, anche questa volta è stata trovata una soluzione “a staffetta” ovvero utilizzando un corriere russo dalla Russia alla Turchia e uno dei corrieri del Nucleo Operativo dalla Turchia fino all’ospedale del paziente. Ancora una volta i corrieri del Nopc hanno portato a termine con successo una delle tante missioni – spesso complesse – che IBMDR affida loro e soprattutto il dono del midollo, anonimo, gratuito e volontario, fra perfetti sconosciuti, ha superato anche i confini creati da una guerra in corso”.

L’articolo Bypassato l’embargo russo per salvare una vita, scambio di cellule staminali all’aeroporto di Istabul proviene da Comunicare il sociale.

MiQ, l’arte degli stereotipi va in scena all’aperto

Sabato 8 ottobre dalle 9:30 alle 13:00 per il “Festival delle arti contemporanee nello spazio
urbano” organizzato da Viale delle Metamorfosi, MiQ scende in campo con una narrazione
artistica e performativa di quella che è la gabbia dorata di Napoli e della sua gente: gli stereotipi.
Proposito del collettivo è quello di celebrare l’arte che si fa strada, che rompe gli argini e che esce nel suo teatro più bello: la città stessa e lo spazio della collettività.
Grazie all’esperienza del padiglione Napoli Ri-Cuntata realizzato per la biennale Countless Cities 2021 di Favara (Farm Cultural Park), dall’associazione culturale FarmVerè, Movimentiamo il Quartiere con la sua adesione al Festival vuole dare vita alla sua idea di “metamorfosi” urbana, sociale e culturale.

L’obiettivo è raccontare nuovamente Napoli, superando gli stereotipi e portando alla luce la
magmatica energia che anima non solo la città, ma anche la sua gente.
Durante la mattinata la tematica degli stereotipi sarà declinata con linguaggi, tecniche e materiali diversi per un’arte fuori-dalle-mura.
Con questa visione condivisa avremo il piacere di accogliere Appunimm teatro di comunità, da un’idea di un gruppo di educatori che trasforma lo stare in strada in occasione formativa e ambiente educativo, e attraverso il teatro sociale e di comunità per recuperarne la sua funzione sociale, politica e culturale. “É un teatro voluto e fatto dalla gente comune, dal pubblico, il quale ha finalmente la possibilità di far sentire la propria voce”, afferma Emiliano Schember, educatore della cooperativa Assistenza e Territorio che opera nella I Municipalità e membro di Appunimm.

Dall’allestimento, all’happening teatrale alla realizzazione artistica grazie al coinvolgimento di Etna Arte Studio, laboratorio artistico di Vittorio Valiante e Ferdinando Sorgente che svolge attività di ricerca nel settore artistico, in maniera poliedrica, a scopo educativo, pedagogico e promozionale.
Il gruppo artistico si dedicherà in piazza Riario Sforza ad una restituzione visuale della giornata mista ad una nuova narrazione dello stereotipo: gesti, dettagli che incastrano, identificano e stigmatizzano il napoletano.
Per partecipare contattaci in privato sui social instagram e facebook @miq_movimentiamoilquartiere oppure invia una mail info@movimentiamoilquartiere.it

Il workshop con MiQ, anch’essa vincitrice de I Quartieri dell’Innovazione, rappresenta la proficua cooperazione nata tra le associazioni legate dall’avviso pubblico promosso dal Comune di Napoli. Un gruppo variegato di persone che hanno a cuore il destino degli spazi comunitari e credono fermamente nei processi di attivazione dal basso per vedere cambiamenti concreti nel loro territorio.

L’articolo MiQ, l’arte degli stereotipi va in scena all’aperto proviene da Comunicare il sociale.

Premio Ischia di Architettura, al via la Summer School: così i giovani “rigenerano” Terra Murata a Procida

Un borgo medioevale a picco sul mare che racchiude storia e identità di Procida, Capitale Italiana della Cultura 2022: Terra Murata, l’area del complesso di Palazzo d’Avalos, già carcere, e della straordinaria Abbazia di San Michele, è l’oggetto della Summer School di progettazione democratica che ha aperto in queste ore la decima edizione del Premio Internazionale Ischia di Architettura (PIDA), che fino al 10 ottobre propone a Ischia convegni, mostre, dibattiti aperti con il filo conduttore delle neuroscienze.
Agli studenti partecipanti alle attività, dirette dall’architetto Corrado Minervini e coordinate da Francesco Rispoli (DiArch Federico II), impegnati oggi in un sopralluogo nel borgo procidano, viene chiesto di ripensarne una parte, una volta ascoltate le istanze e le necessità dei residenti, senza naturalmente snaturare il contesto e con un particolare attenzione al vecchio serbatoio dismesso e all’area immediatamente limitrofa.
I lavori proseguiranno nel Castello di Piromallo di Forio, quartier generale del PIDA, e saranno seguiti dai docenti Antonella Falzetti e Luigi Ramazzotti (Roma Tor Vergata), Andrea Sciascia, Lucana Macaluso e Fabio Guerrera (Università di Palermo), Marella Santangelo, Paolo Giardiello e Sara Riccardi (Università di Napoli).
I risultati saranno presentati sabato 8 ottobre, a partire dalle 16, in una sessione aperta al pubblico (come tutti gli eventi del PIDA, da mercoledì 5 a lunedì 10, info www.pida.it) e che prevede anche un talk con Massimo Alvisi e Junko Kirimoto, vincitori – con il loro studio internazionale che si occupa di architettura, urbanistica e design – del Premio PIDA alla carriera 2022.  Tra le grandi novità del PIDA, lo spazio – a margine di tutte le sessioni dal 5 all’8 ottobre – per “Era un’idea: esperti ma non soprattutto non esperti sono invitati a intervenire con una proposta, un’idea o una critica costruttiva di progettazione architettonica a Ischia (prenotazioni su info@pida.it). Lunedì 10 l’assegnazione all’archistar giapponese Kengo Kuma – titolare dello studio KKAA – del Premio Internazionale.

 

L’articolo Premio Ischia di Architettura, al via la Summer School: così i giovani “rigenerano” Terra Murata a Procida proviene da Comunicare il sociale.