Montesanto, flash mob per disarmare la città

Un flash mob per chiedere il “disarmo” di Napoli e rispondere al raid di fuoco esploso nei giorni scorsi a Montesanto. L’appuntamento è per stasera, venerdì 3 luglio, alle 19 in piazzetta Montesanto, nello stesso luogo e alla stessa ora della stesa. A promuoverlo il deputato Francesco Emilio Borrelli insieme alla Rete civica per la sicurezza dei Minori e degli Adolescenti, con le mamme e i familiari delle vittime innocenti della criminalità in prima fila.

L’obiettivo è coinvolgere cittadini, associazioni e commercianti, insieme alle realtà del territorio: l’invito ad aderire è rivolto anche all’Eav, che gestisce la Cumana, al teatro Bracco, all’ospedale Vecchio Pellegrini e alla chiesa di Santa Maria di Montesanto. In piazza tornerà anche la campagna “Fate Presto” contro la violenza minorile, attiva da oltre due anni con la portavoce Nelide Milano e le immagini dell’artista Ruben D’Agostino. «Napoli non è in guerra, riprendiamocela», il messaggio dei promotori.

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Musica al tramonto sulla terrazza di Casa G.L.O.: due serate dedicate ai caregiver

Due serate di musica al tramonto sulla terrazza panoramica di Casa G.L.O., la villa di Posillipo confiscata al boss del narcotraffico Michele Zaza e trasformata dal 2010 dalla cooperativa L’Orsa Maggiore in centro diurno per l’inclusione e l’accoglienza delle persone con fragilità. È la rassegna “Un’estate in musica”, promossa dal progetto Altri Tempi, sostenuto dalla Fondazione Con il Sud con la Fondazione Eos Onlus come capofila, che da un anno lavora per alleggerire il carico di cura dei caregiver familiari nei territori di Napoli e Pozzuoli.

Proprio ai caregiver intercettati dal progetto sono riservati dieci ingressi gratuiti per ciascuno dei due appuntamenti, che prevedono un aperitivo di benvenuto e un rinfresco a fine spettacolo, organizzato con il supporto degli ospiti del Centro. Un’occasione di respiro per chi assiste ogni giorno un familiare con disabilità, dentro un luogo che della restituzione alla comunità ha fatto la propria identità.

Il programma, con la direzione artistica di Giancarlo Bobbio, si apre giovedì 9 luglio alle 19.30 con “Ornella & …”, tributo a Ornella Vanoni a pochi mesi dalla scomparsa, affidato ad Andrea Col e allo stesso Bobbio. Giovedì 16 luglio, sempre alle 19.30, è la volta di “Napoli incontra Rio”, con Giuliana Capolongo e Giancarlo Bobbio in un dialogo tra la saudade della bossa nova brasiliana e la tradizione musicale napoletana.

La partecipazione richiede la prenotazione obbligatoria entro il giorno precedente l’evento, telefonando o inviando un messaggio WhatsApp ai numeri 335 233159 e 333 9846405, facendo riferimento al progetto Altri Tempi.

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Emergenza caldo, il direttore del Pronto Soccorso: “Vittime soprattutto gli anziani, poco abbienti e spesso soli”

Il pronto soccorso, preso d’assalto per l’ondata di calore che ha toccato anche Napoli e la Campania negli ultimi giorni, che diventa una fotografia della debolezza del sistema sociale, dove ci sono carenze e dove sono penalizzati gli ultimi: in questo caso le vittime del caldo sono gli anziani, poco abbienti, spesso soli. Lo racconta a “Comunicare Il Sociale” il direttore della UOC Medicina d’Emergenza Urgenza e Pronto Soccorso dell’Ospedale CTO di Napoli, Mario Guarino, secondo cui l’incremento di accessi al pronto soccorso per l’emergenza caldo è stata sinora del 10%, concentrata nei giorni scorsi da bollino rosso vissuti dal capoluogo campano.

“Il pronto soccorso, ed è plusvalore del nostro lavoro, diventa un osservatorio privilegiato del sistema sociale che non regge, anzi che mostra le sue debolezze: ci sono anziani abbandonati, 90enni che vivono soli e che non possono permettersi non dico un condizionatore, ma neppure un ventilatore. In questi casi basta un po’ di disidratazione, perché alla loro età bevono poco, e li troviamo in gravi condizioni. E’ un’emergenza, da noi per esempio ne sono ricoverati tre, tra cui una 90enne che è disperata perché è sola, con un solo parente all’estero, ed è preoccupata per i suoi gatti. Sono il suo unico interesse. Sono cose che non sono scritte sui libri di medicina d’urgenza, ma è un qualcosa che c’è, se non curiamo i fabbisogni delle persone ma solo i sintomi delle malattie, non faremmo bene il nostro lavoro”, aggiunge il direttore del pronto soccorso del Cto di Napoli, evidenziando anche la condizione degli anziani: “Arrivano da noi gli scompensati, oppure i pazienti oncologici che con il caldo e la conseguente disidratazione hanno visto peggiorare le loro condizioni”, nota Guarino. “Sono pazienti in cui non viene rivalutata la terapia farmacologica, che va fatta, specie sulla somministrazione di diuretici, farmaci anti ipertensivi. Manca purtroppo il follow up sul territorio da parte dei medici di base, il nostro sistema sistema regge, perchè siamo pronti all’emergenza perenne per un qualcosa che non è così diverso dalle ondate per l’influenza. Siamo gli unici che danno risposte agli utenti 7 giorni su 7. Ma gli specialisti dovrebbero comunicare tra loro, valutando il peso dei farmaci su persone che sono fragili”.

di Nicola Sellitti

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Rifugio climatico e laboratori gratuiti, ecco come cambia il Borgo di Sant’Antonio “Spazio Obù”

Uno spazio enorme  nel cuore di Napoli, già in parte restituito alla comunità, potrebbe rivoluzionare completamente il centralissimo quartiere del Borgo di Sant’Antonio Abate, conosciuto in città come “o Buvero”. Proprio dal termine dialettale prende il nome il progetto “Obù”, nato da una imponente operazione di rigenerazione urbana, sociale e culturale, dalle “ceneri” di quello che nel ‘500 era il convento di Sant’Anna a Capuana, bene dismesso del Comune di Napoli, che fino a poco tempo fa ospitava gli uffici distaccati della Pretura, un parcheggio ed alcune attività commerciali.

Uno spazio immenso frutto di una imponente operazione di riqualificazione

Parliamo di un edificio posto su due piani di circa 4.000 mq – con un chiostro di 500 mq e spazi interni, terrazze ed un’ampia corte – con affaccio diretto su uno dei mercati più antichi della città: questo spazio si candida a diventare polo culturale di Napoli e luogo di incontro aperto al pubblico, ospitando laboratori di creatività, musica, lettura e tempo libero, attività per i minori e le famiglie del territorio, una biblioteca multimediale per tutte le età e, infine, una residenza per studenti e artisti. L’ambizioso progetto porta la firma della Fondazione Terzoluogo, che realizza a livello nazionale interventi per contrastare la povertà educativa e favorire la coesione sociale e culturale nei quartieri più complessi delle nostre città. L’organizzazione è attualmente impegnata nella creazione di due “piazze del sapere”: Napoli (spazio culturale Obù nel Borgo di S. Antonio Abate) e Milano (spazio culturale Case Nuove nel quartiere di S. Siro). «L’obiettivo finale – sottolinea Francesca Cartolano, project manager Obù/Fondazione Terzoluogo – è di creare uno spazio culturale e di socializzazione adatto a tutti, in un quartiere, quello del Borgo di Sant’Antonio Abate non facile, caratterizzato da una forte povertà educativa e profonde diseguaglianze sociali, aprendo le porte di questo posto a tutta la città con attività gratuite e per tutte le età».

Un cantiere ancora aperto: la restituzione alla città prevista per fine 2027

Grazie ad un impegnativo progetto di restauro – realizzato dallo Studio di Architettura GNOSIS Progetti – l’edificio ospiterà laboratori ed attività culturali, con un’attenzione particolare ma non esclusiva alla prima infanzia, che verranno realizzati in collaborazione con scuole, associazioni, istituzioni e altre realtà del territorio.Nel marzo 2024 la firma del protocollo di intesa tra la Fondazione Terzoluogo e il Comune di Napoli formalizza la collaborazione per azioni congiunte finalizzate all’attivazione di servizi culturali, educativi e sociali, testimoniando la sinergia tra pubblico e privato. Inizia così a prendere vita questo spazio pensato come luogo d’incontro, esplorazione e aggregazione sociale per famiglie, bambine e bambini, per giovani e persone di ogni età con: una biblioteca multimediale, servizi per l’infanzia, laboratori 0/99 anni, attività creative e partecipative. Nel capoluogo campano, i lavori del cantiere sono in stato di avanzamento: il piano terra dell’ex convento, uno spazio di circa 800 mq già inaugurato alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi a marzo di quest’anno, oggi ospita una serie di attività sociali e laboratori sperimentali, di gioco e tempo libero rivolti alla fascia d’età 0-99 anni, mentre il progetto complessivo, che coinvolge tutto il piano superiore con le terrazze, prevede diversi step di lavorazione fino a fine 2027.











L’incontro con la comunità del Borgo di San’Antonio e la biblioteca contemporanea

 Molto importante l’incontro con la comunità, a partire dai commercianti della zona, che ospita forse il più antico mercato della città, come spiega Lorenzo Scirocco, responsabile sviluppo di comunità Spazio Obù/Fondazione Terzoluogo: «È stato ed è ancora fondamentale l’ascolto del territorio; dovevamo raccontare una cosa nuova in un quartiere come il Borgo di Sant’Antonio in cui questo genere di proposta culturale non c’è. Abbiamo cominciato a costruire relazioni con le famiglie, le associazione, i commercianti, le parrocchie, invitandoli a incontrarci prima ancora che aprisse il cantiere, in modo da dare a tutti il senso di quello che stavamo andando a fare». Il prossimo step è previsto per la fine 2026, quando sarà completo il primo piano, i cui locali ospiteranno una “biblioteca di pubblica lettura”, aperta a tutti in maniera gratuita, aule laboratoriali con focus sull’infanzia e altre attività culturali che saranno coordinate dalla figura di un responsabile culturale. Parallelamente, sempre nel progetto della biblioteca, nascerà una piccola emeroteca che metterà a disposizione quotidiani e riviste a chi verrà qui: un’altra piccola rivoluzione per il quartiere, che potrebbe anche attirare una fascia della popolazione più anziana.

Il piano terra dello Spazio Obù: rifugio climatico e presidio aperto a luglio

Si parte subito spalancando il cancello dell’ex convento cinquecentesco a partire dal mese di luglio. Le aree già fruibili all’esterno e all’interno, dove è possibile consultare tra l’altro libri per bambini e usufruire di giochi e altri materiali ludici, saranno aperte in estate (fino alla prima settimana di agosto) in una doppia veste. Come annuncia la responsabile Francesca Cartolano: «Obù sarà aperto a tutti come rifugio climatico per chi non può permettersi l’aria condizionata e cerca un po’ di refrigerio da quest’afa insopportabile e, al contempo, un luogo di socializzazione a costo zero. Ma, oltre a questo, offriremo, sopratutto ai bambini con i loro genitori ma non solo, una serie di occasioni di incontro e condivisione attraverso i nostri laboratori ricreativi». Quindi, mentre al mattino tutti potranno accedere senza problemi dal portone principale per trovare un momento di benessere all’interno degli spazi rigenerati e liberi di Obù usufruendo anche di un tavolo da ping pong e uno di calcio balilla, nel pomeriggio saranno proposte alla cittadinanza una serie di attività per la fascia 0/6 anni, un laboratorio di lettura e uno di uncinetto, cui è possibile prenotarsi con un messaggio al numero 3512728824 (per altri aggiornamenti sugli eventi in programma, si possono consultare le pagine social di Obù/Fondazione Terzoluogo).

 

Maria Nocerino

 

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“UNA CUCCIA PER TUTTI” LA CAMPAGNA DI COOP CONTRO L’ABBANDONO DEGLI ANIMALI

Nei negozi di Coop Alleanza 3.0, torna il progetto “Una cuccia per tutti”, la campagna con cui la Cooperativa rinnova il proprio sostegno a canili, gattili e centri di accoglienza che nei territori in cui opera si prendono cura degli animali abbandonati o in difficoltà. Nelle giornate di sabato 4 e domenica 5 luglio, Coop Alleanza 3.0 devolverà alle strutture territoriali aderenti alla campagna “Una cuccia per tutti” un contributo suddiviso per i Consigli di Zona soci, da elargire in buoni spesa, corrispondente all’equivalente delle vendite alimentari della linea Coop Amici Speciali – dedicata a cani e gatti – realizzate nei negozi di Coop Alleanza 3.0 e Amici di casa Coop. Per informazioni è possibile consultare la sezione del sito di Coop Alleanza 3.0,

Anche EasyCoop PetStore, l’ e-commerce di Coop Alleanza 3.0 interamente dedicato agli animali domestici, partecipa al progetto “Una cuccia per tutti” con le stesse modalità presenti nei negozi fisici della Cooperativa.:  l’equivalente delle vendite alimentari della linea Coop Amici Speciali effettuate il 4 e 5 luglio attraverso il servizio online sarà infatti devoluto a ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali). a sostegno dei progetti di assistenza e protezione degli animali abbandonati o in cerca di una nuova famiglia. EasyCoop PetStore copre tutti territori in cui sono presenti i negozi Coop Alleanza 3.0.

“Una cuccia per tutti” conferma l’impegno di Coop Alleanza 3.0 a favore della solidarietà e della responsabilità verso le comunità e i territori in cui è presente. L’abbandono degli animali domestici resta infatti un fenomeno grave, soprattutto nei mesi estivi: un gesto crudele verso gli animali, ma anche un problema che ricade sull’intera collettività, aumentando i rischi per la sicurezza stradale e mettendo sotto pressione canili, gattili e strutture di accoglienza. Per questo la Cooperativa continua a promuovere tra soci e clienti una cultura del rispetto e della cura degli animali, sostenendo concretamente le realtà che ogni giorno si occupano di accogliere, assistere e proteggere cani e gatti in difficoltà.

Nel 2025, grazie a “Una cuccia per tutti”, Coop Alleanza 3.0 ha donato oltre 50 mila euro a 52 strutture territoriali, attraverso Carte regalo Coop o buoni digitali utilizzabili presso i punti vendita della Cooperativa. Il contributo era stato raccolto grazie all’1% delle vendite dei prodotti della linea Coop Amici Speciali nei negozi Coop Alleanza 3.0, Amici di casa Coop, su EasyCoop e su EasyCoop PetStore.

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“Chi racconta Napoli?”: a piazza Garibaldi le storie della città che resiste

Napoli è una città raccontata ogni giorno. Dai media nazionali, dai social, dal turismo, dalle serie televisive e dalle cronache. Eppure, accanto alle immagini più note e spesso stereotipate, esiste un’altra città: quella attraversata, abitata e vissuta quotidianamente da chi ne conosce le contraddizioni, le fragilità, la forza e la capacità di resistere. Da questa riflessione nasce “Chi racconta Napoli?”, l’incontro pubblico promosso dalla redazione di Scarp de’ Tenis Napoli, in programma sabato 4 luglio, dalle ore 9.45, presso le edicole di Bella Piazza in piazza Garibaldi.

L’iniziativa vuole aprire un confronto sul modo in cui oggi viene costruita l’immagine della città e su quali storie, luoghi e persone restano spesso fuori dal racconto pubblico. Al centro dell’appuntamento ci saranno le narrazioni urbane, i quartieri popolari, le migrazioni, le nuove cittadinanze e i punti di vista meno rappresentati, ma fondamentali per comprendere la complessità di Napoli. La mattinata si aprirà con la presentazione del progetto Scarp de’ Tenis Napoli e con la lettura di alcuni articoli realizzati dai redattori di strada, che negli ultimi mesi hanno raccontato la città attraverso una vera e propria “mappa emozionale” fatta di luoghi, incontri, memorie ed esperienze personali.

A seguire si terrà il talk “Chi racconta Napoli?”, moderato dalla redazione del giornale, con la partecipazione di operatori sociali della cooperativa La Locomotiva, mediatori culturali e guide di Migrantour, rappresentanti del territorio e professionisti impegnati nella costruzione di nuove narrazioni urbane. Il confronto proverà a rispondere a domande centrali: quali storie non arrivano sui giornali? Come cambia il racconto di Napoli quando a parlare sono le persone che vivono i territori? Quale ruolo hanno i quartieri popolari, le comunità migranti e le esperienze sociali nella costruzione dell’identità cittadina? L’evento si concluderà con un breve momento di scrittura collettiva dedicato ai “luoghi emotivi” di Napoli. I contributi raccolti confluiranno in un piccolo atlante narrativo della città, curato dalla redazione di Scarp de’ Tenis.

La scelta delle edicole di Bella Piazza non è casuale. Il progetto, nato per promuovere una nuova visione di piazza Garibaldi attraverso pratiche di inclusione, cultura e partecipazione civica, rappresenta un luogo simbolico per riflettere sul racconto dei territori e delle comunità. La redazione napoletana di Scarp de’ Tenis, ospitata presso la Chiesa di San Pietro ad Aram, nel quartiere della Maddalena, condivide con Bella Piazza la stessa area urbana e la volontà di contribuire a una narrazione più autentica, plurale e complessa della città.

Scarp de’ Tenis è il principale giornale di strada italiano. Nato nel 1994 e parte dell’International Network of Street Papers, promuove percorsi di inclusione sociale e lavorativa per persone che vivono o hanno vissuto condizioni di marginalità. A Napoli, caso unico in Italia, i venditori del giornale sono anche redattori di strada e partecipano a un laboratorio di giornalismo che racconta la città attraverso il proprio sguardo. L’appuntamento è gratuito e aperto al pubblico.

 

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