06 Ott, 2022 | Comunicare il sociale
Il programma delle Giornate FAI d’Autunno in Campania è stato presentato questa mattina, mercoledì 5 ottobre, presso la Biblioteca Pagliara del Complesso monastico dell’Università Suor Orsola Benincasa da Rosanna Romano Dirigente per le Politiche Culturali e il Turismo della Regione Campania, Lucio d’Alessandro Rettore Università Suor Orsola Benincasa, Michele Pontecorvo Ricciardi Presidente Regionale FAI Campania e Aurora De Rosa Coordinatrice Regionale FAI Giovani Campania.
I Giovani del FAI, con il supporto di tutte le Delegazioni, i Gruppi FAI e i Gruppi FAI Ponte tra culture, tornano sabato 15 e domenica 16 ottobre all’undicesima edizione delle Giornate FAI d’Autunno (elenco completo delle aperture e modalità di partecipazione consultabili sul sito www.giornatefai.it).
Un evento speciale per conoscere la missione e l’attività del FAI, che vedrà in tutta Italia migliaia di volontari della Fondazione, e in particolare i giovani del FAI, proporre al pubblico visite – a contributo libero – in oltre 700 luoghi speciali in 350 città italiane per svelare ricchezza e varietà di un patrimonio che è in ogni angolo di questo Paese, sorprendente e inaspettato.
In CAMPANIA il programma delle Giornate FAI d’Autunno offre diversi percorsi tra storia, arte e natura che porteranno alla scoperta di luoghi solitamente inaccessibili o semplicemente poco noti, che verranno aperti eccezionalmente per essere ammirati in tutta la loro bellezza: dai palazzi storici ai complessi religiosi, dai piccoli borghi antichi alle aree archeologiche, musei e collezioni di arte contemporanea, e ancora alla scoperta di splendide dimore private e giardini storici, fino alle visite straordinarie a complessi Universitari antichi e moderni.
“Tutti noi volontari FAI aspettiamo con ansia i due appuntamenti annuali con le Giornate FAI di Autunno e di Primavera perché sono la festa “vera” di coloro che si impegnano quotidianamente nella Fondazione. – afferma Michele Pontecorvo Ricciardi, Presidente FAI Campania – Ancora di più le Giornate FAI d’Autunno sono speciali in quanto coinvolgono in prima linea l’entusiasmo dei Gruppi Giovani. In questo momento storico – prosegue Pontecorvo – siamo chiamati più che mai alla responsabilità di preservare, tutelare e proteggere il nostro patrimonio culturale e naturale, ponendo sempre maggiore attenzione ai temi della transizione ecologica e della crisi ambientale, al nostro patrimonio culturale da preservare e custodire in particolare per le nuove generazioni. Questa undicesima edizione che presenta un programma ricco di aperture in tutto il territorio campano, sarà inoltre l’occasione per raccontare al pubblico la missione del FAI e il nuovo programma di iniziative future della Delegazione Campania.”
E proprio in nome della tutela dell’ambiente, che oggi è una assoluta priorità per tutti, il FAI lancia a ottobre la campagna di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia”, per invitare i cittadini a partecipare a questa missione con un piccolo gesto che è una grande azione per il Paese: l’iscrizione annuale al FAI, con la speciale quota di 29 euro anziché 39 dedicata fino al 16 ottobre ai nuovi iscritti. Il ricavato della raccolta fondi di quest’anno, infatti, sosterrà il progetto di transizione ecologica del FAI, volto a rendere i suoi Beni sempre più resilienti, resistenti agli effetti del cambiamento climatico, ed ecologicamente sostenibili, attraverso progetti per il risparmio energetico, la riduzione di consumi, risorse ed emissioni, la tutela e il recupero di paesaggi e biodiversità, e per l’educazione diffusa a una cultura dell’ambiente, della natura e della sostenibilità.
In Campania le Giornate vedranno coinvolte le 5 province con percorsi guidati e aperture di luoghi speciali che il pubblico potrà visitare accompagnato dai Volontari del FAI. Le visite saranno a cura dei Narratori del FAI e degli Apprendisti Ciceroni.
L’elenco completo delle aperture, orari e modalità di partecipazione su www.giornatefai.it.
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06 Ott, 2022 | Comunicare il sociale
Un abbraccio caloroso, donato a chiunque lo desideri, per rinfocolare la speranza di unione e pace tra persone dopo due anni di Covid in cui siamo stati costretti a restare lontani per ragioni sanitarie e in un periodo in cui i venti di guerra soffiano nuovamente sull’Europa. Giuseppe Salpietro 37enne di Bari che da 5 anni vive a Berlino dove è protagonista di “Free italian hugs’’ – “abbracci italiani liberi’’. È semplice: chiunque lo voglia si avvicina a Giuseppe e lo abbraccia producendo uno scambio tra persone. Nulla di più e nulla di più significativo. Il posto scelto dove far prevalere, di nuovo, il contatto umano con questa sua iniziativa non è per nulla casuale: l’East Side Gallery, cioè la parte Est del muro di Berlino simbolo, sino al suo abbattimento il 9 novembre del 1989, non solo della divisione in due dell’odierna capitale della Germania riunificata ma della contrapposizione tra blocchi tra Usa e Occidente da un lato e l’ex Urss, ora Federazione Russa, dall’altro. Era il periodo della Guerra Fredda cominciata dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale quando c’era il famoso equilibrio del terrore. Giuseppe, addetto Lost and Found all’aeroporto di Berlino-Brandeburgo “Willy Brandt”, nei ritagli di tempo raggiunge Mühlenstrasse ed espone il cartello in cui offre l’abbraccio.
L’iniziativa- Incontriamo Giuseppe Salpietro proprio a Mühlenstrasse il 2 ottobre, il giorno prima la tradizionale festa annuale del 3 ottobre in cui i tedeschi celebrano la riunificazione della Germania avvenuta nel 1990, un anno dopo la caduta del muro. «Dopo due anni di pandemia è bello potersi abbracciare liberamente. A Berlino questo è stato il primo anno dove davvero si poteva fare tutto dopo le restrizioni e quindi gli abbracci non rappresentano più un problema» sorride Salpietro. In tanti lo fotografano e lui espone il cartello in cui ricorda la pagina Instagram “freeitalianhugs’’. Sul social network si possono scorgere gli abbracci di cui Giuseppe è stato protagonista in diverse parti del mondo: dal Sudamerica a Cracovia, da Dublino a Londra, Mosca, San Pietroburgo e Berlino con l’unico obiettivo di avvicinare le persone attraverso la gentilezza. «L’idea – ricorda Giuseppe – è nata a Londra dove da ragazzino ho vissuto 6 mesi facendo volontariato in un ostello. Lì ho conosciuto una ragazza londinese che mi ha ispirato». Dopo qualche minuto di conversazione, si fermano tre nostre connazionali in vacanza a Berlino. Sara, Alessia e Paola vengono da Rimini e non perdono l’occasione di abbracciare Giuseppe e la sua amica Maria che è con lui. Salpietro dice loro: «Attraverso l’abbraccio riesco a capire che tipo siano le persone che incontro, che è il motivo vero di “Free italian hugs’’. Ad esempio Sara è quella che abbraccia meglio, con più intensità. Però tutte e tre siete calorose» scherza con loro.
Il muro e la Berlino di oggi –La Berlino di oggi è una città multietnica nella quale convivono nuclei familiari e persone provenienti dall’Africa, dall’Asia, dal Sud America e ovviamente dall’Europa che si sono andati ad aggiungere ai tedeschi dell’Est e dell’Ovest. Sono oltre 700.000 gli stranieri a Berlino. Basta viaggiare sulla linea della metropolitana U6 per capire che i dati siano reali. Ma ciò che ha rappresentato la divisione in due della città è incarnata dal lungo muro costruito di fretta e furia dalla Ddr – la Repubblica democratica di Germania filosovietica per fermare l’emorragia verso la Repubblica Federale maggiormente sviluppata secondo molti – non è però del tutto scomparsa. Soprattutto nella parte orientale, al di là dei simboli che ricordano il ‘900, si scorgono frammenti di un tenore di vita in generale più basso. Per rendersene conto Basta guardare i palazzi, girare alcuni quartieri Est per rendersene conto e tanti senza fissa dimora che sopravvivono sotto alcuni ponti sovrastanti il fiume Sprea. Ma è il muro di Berlino il simbolo vero di come le decisioni geopolitiche possano allontanare famiglie intere per decenni, senza alcuna responsabilità. Lo è di più ad esempio anche del famoso Checkpoint Charlie, vecchio posto di blocco situato sulla Friedrichstraße, all’altezza dell’incrocio con Zimmerstraße che divideva la parte sovietica da quella statunitense di Berlino nel periodo della Guerra Fredda. L’area è oggi altamente turistica e consumistica con le sue catene di negozi d’abbigliamento di lusso, di souvenir e fast food. Chi vi transita lo fa perché attratto dall’attrazione e scatta sorridente una foto per i social, non certo per capire, in concomitanza con il 3 ottobre, che peraltro quest’anno ha avuto le sue celebrazioni maggiori in Turingia, la travagliata storia della Berino pre riunificazione. Discorso simile per la visita alla terrazza e alla cupola del Bundestag, il parlamento della Germania riunificata. A Giuseppe Salpietro non va giù che la strada del muro di Berlino sia un posto visitato con superficialità. «Il 50% viene qui semplicemente per scattare una foto e metterla su Instagram, a partire dagli influencer. Molti non sanno cosa abbia rappresentato veramente il muro di Berlino, un incubo fatto di pietra che divideva famiglie e affetti. La memoria andrebbe preservata in ognuno di noi».
di Antonio Sabbatino
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05 Ott, 2022 | Comunicare il sociale
Promuovere la sinergia tra Terzo Settore e finanza per la ripartenza economia e sociale del Paese e del Sud. È innanzitutto con questo obiettivo che UniCredit, in collaborazione con UniCredit Foundation, ha organizzato l’incontro “Insieme, Possiamo. Le sfide del Mezzogiorno” svoltosi oggi a Napoli. L’intento è stato quindi quello di rafforzare la partnership tra pubblico, privato e non profit, oltre che discutere sulle potenzialità di un settore che mostra importanti segnali di crescita nel Paese e nel Mezzogiorno e significativi risvolti occupazionali.
Quello del Terzo settore e dell’imprenditoria sociale è infatti una realtà molto importante del Paese che ha conosciuto una forte espansione nel corso degli ultimi 15 anni e che coinvolge oltre 360mila istituzioni, 5,5 milioni di volontari e impiega oltre 860mila dipendenti. Anche il settore non profit meridionale registra un particolare dinamismo, con 99mila istituzioni non profit presenti (il 27% del totale nazionale e il 6% in Campania), che impiegano 168mila lavoratori dipendenti, pari al 20% del totale nazionale. In particolare, è la Campania a registrare l’incremento maggiore del tasso di crescita rispetto alle altre regioni del Sud, con un +48% rispetto al 2011 e un aumento dell’occupazione nel settore del 76%.
L’incontro, che si è svolto oggi presso il Foyer del Real Teatro di San Carlo, si è aperto con i saluti di Ferdinando Natali, Responsabile per il Sud UniCredit Italia e di Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli. Successivamente l’Amministratore Delegato e Responsabile per l’Italia di UniCredit, ha dialogato con Giuseppe Tessitore, Presidente del Banco Alimentare della Campania, l’organizzazione beneficiaria di una donazione di 510 mila euro da parte di UniCredit Foundation, che ha raccontato come il contributo della banca aiuterà la onlus nella distribuzione di beni alimentari in favore delle strutture caritative della regione e delle persone vulnerabili sul territorio.
Dall’inizio della pandemia, tra le priorità delle associazioni del Terzo Settore è emersa la necessità di continuare a distribuire generi alimentari ai più bisognosi. In questo contesto UniCredit Foundation si è fin da subito attivata per sostenere le organizzazioni impegnate sull’intero territorio nazionale nella distribuzione di generi alimentari a tutti coloro che si sono trovati in stato di difficoltà, grazie alla donazione di 5,1 milioni di euro – l’equivalente di 3,8 milioni di pasti – a 69 organizzazioni non profit in tutto il Paese. Nel Sud sono stati donati oltre 1,8 milioni di euro, per un controvalore di 1,3 milioni di pasti e 656 mila assistiti. Nel 2022 UniCredit Foundation ha inoltre raddoppiato il suo impegno con 1,2 milioni di euro donati solo nel Mezzogiorno.
Andrea Orcel, Amministratore Delegato e Responsabile per l’Italia di UniCredit, ha commentato: “Due anni difficili di pandemia e il contesto economico attuale rischiano di aggravare le situazioni di disagio nel Paese. Come UniCredit crediamo di avere una responsabilità sociale che va ben oltre il finanziamento. L’obiettivo è quello di rispondere ai bisogni delle comunità che serviamo e che hanno maggiore necessità del nostro aiuto. Questo approccio è fondamentale per realizzare il nostro scopo e ci impegna a dialogare sempre di più con il Terzo Settore per trovare insieme nuove opportunità di collaborazione e sostenere al meglio le fasce più deboli della popolazione”
La giornata organizzato da UniCredit e UniCredit Foundation è proseguita con la Tavola Rotonda dal titolo “Le sfide del Mezzogiorno: collaborazione tra Pubblico, Privato e Terzo Settore”, in cui esperti, imprenditori e protagonisti dell’imprenditoria sociale napoletana si sono alternati per raccontare le proprie esperienze e per condividere le strategie di crescita dell’imprenditorialità sociale, mettendo al centro il tema della formazione delle competenze professionali necessarie per il loro sviluppo e le opportunità occupazionali del settore. Oltre agli interventi di Gaetano Manfredi e di Andrea Orcel, sono intervenuti anche Ernesto Albanese, Presidente L’Altra Napoli Onlus, Carlo Palmieri, CEO Pianoforte Holding SpA & Presidente ITS Moda Campania, Giorgio Ventre, Direttore Scientifico Apple Developer Academy e Angelica Viola, Presidente della Cooperativa Sociale L’Orsa Maggiore.
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05 Ott, 2022 | Comunicare il sociale
Rail Interiors Service S.r.l. è un’azienda di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, leader nella lavorazione dei tessuti.
Per evitare inutili sprechi e contribuire a sostenere l’operatività dei volontari, l’azienda regalerà sfridi di lavorazione di tessuti per supportare le attività delle associazioni impegnate anche nella realizzazione di manufatti artigianali.
Per fare richiesta delle stoffe è necessario compilare l‘apposito form online attraverso l’area riservata del sito csvnapoli.it, entro venerdì 20 ottobre 2022.
A seguito della richiesta, le associazioni saranno contattate per concordare le modalità di ritiro del materiale.
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05 Ott, 2022 | Comunicare il sociale
Sabato 8 e domenica 9 ottobre sarà possibile scegliere di stare con EMERGENCY dalla parte dei diritti umani. I volontari saranno in tante piazze italiane per la campagna di tesseramento 2023, un modo per sostenere i progetti di EMERGENCY che, dal 1994, ha offerto cure gratuite e di qualità a oltre 12 milioni di persone nel mondo.
Essere tessere dello stesso mosaico è il claim della tessera di EMERGENCY 2023: significa decidere – con il proprio contributo – di far parte di un progetto collettivo per garantire il diritto alla cura per tutti, senza discriminazioni. Dopo le incertezze e le preoccupazioni dettate da due anni di pandemia e lo sgomento di fronte alla guerra in Ucraina e alla terribile crisi economica in Afghanistan, è il momento di scegliere di prendersi cura delle vittime delle guerre e non ignorare l’orrore e la violenza; scegliere di opporsi agli investimenti sugli armamenti anziché sulla garanzia dei diritti umani; scegliere di accogliere chi attraversa il mare per trovare un posto sicuro: proprio quest’anno si aggiungerà un nuovo tassello del lavoro di EMERGENCY con la partenza della nave “Life Support” che soccorrerà i migranti nel Mediterraneo centrale. Ma per realizzare questi obbiettivi è necessario l’aiuto di ognuno: ecco a cosa serve la Tessera di EMERGENCY.
Per sottoscrivere la tessera basta una donazione di 12 euro fino a 25 anni, di 30 euro tra 26 e 64 anni, di 20 euro oltre i 65 anni. E’ possibile anche regalare la tessera a un amico con una donazione di 30 euro sul sito https://tessera.emergency.it.
La tessera di EMERGENCY 2023 dà diritto a ricevere la rivista trimestrale di EMERGENCY. I fondi raccolti andranno a sostegno di tutti i progetti di EMERGENCY.
Per conoscere le città e le piazze d’Italia dove saranno presenti i volontari: https://eventi.emergency.it/campagna-tesseramento/
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