Bypassato l’embargo russo per salvare una vita, scambio di cellule staminali all’aeroporto di Istabul

E’ Toscana la regia del trasporto che ha salvato la vita ad un ammalato ricoverato nel sud Italia, bypassando l’embargo russo. Per salvare la vita di un ammalato affetto da una forma grave di leucemia era necessario un trapianto e l’unico donatore al mondo era stato individuato in una remota località della Russia a quasi cinque ore di volo da Mosca. Collegare il punto A dov’era il generoso donatore col punto B dove l’ammalato fiducioso aspettava è apparso subito molto difficoltoso. Non è possibile in alcun caso avere un visto d’ingresso in Russia neanche per motivi così nobili come salvare una vita, né tantomeno è possibile per i cittadini russi venire in Italia seppur per le medesime nobili ragioni. Dopo un confronto tra l’IBMDR (l’organismo istituzionale italiano che ha trovato il donatore e che sovrintende a questo tipo di trasporti) e il Nucleo Operativo di Protezione Civile Logistica dei Trapianti, associazione di volontari Toscani, che avrebbe organizzato ed effettuato il trasporto, è giunta la soluzione.

Era necessario organizzare “uno scambio” fra il corriere russo e quello italiano in un luogo in cui fosse possibile recarsi per entrambi e per poter rendere attuabile quest’unica possibilità è stata individuata la Turchia, e così si è messa in moto una complessa macchina organizzativa per realizzare l’incontro dei due corrieri a Istanbul. Dopo un intenso lavoro preliminare per avere i nulla osta degli ospedali di origine e di destinazione, e di tutte le autorità competenti è scattata la fase operativa della complessa missione salvavita. Con grande apprensione e una serie di piccole incomprensioni brillantemente risolte è arrivata la notte dell’incontro nell’aeroporto internazionale della città turca. Il corriere russo è atterrato intorno alle due e mezzo di notte e alle quattro di mattina il collega italiano aveva già ricevuto il prezioso carico ed è potuto decollare per l’Italia dove nel primo pomeriggio il “dono” era nelle mani del dottore Giuseppe Console dell’ematologia di Reggio Calabria, Member of: Permanent cooperators of: reparto diretto dal prof. Massimo Martino, che avrebbero immediatamente provveduto al trapianto.

Massimo Giraudo è stato il corriere individuato come il più adatto per questa missione e ha scoperto che il collega russo Aleksandr era un medico che normalmente non si occupa di questo tipo di trasporti e che ha raccontato che nel suo paese al di fuori di chi si occupa di operazioni militari, non c’è una netta percezione di quanto stia accadendo. Nonostante quello che stà accadendo tra Russia e Ucraina esiste una parte buona di umanità, e qualcuno disposto a donare una parte di se stesso per permettere a un occidentale che non conoscerà mai di sopravvivere. “Un bel gesto d’amore che – afferma Massimo Pieraccini fondatore del Nucleo Operativo di Protezione Civile che, insieme al suo staff ha curato l’organizzazione e l’esecuzione di questo trasporto – auspichiamo che possa essere il primo di una lunga serie e possa essere propedeutico alla pace, perché sempre di più sia la vita vince sempre sul male”.

“In un momento di grandi tensioni internazionali, con la guerra russoucraina in corso, il dono della vita vince ancora una volta” fa eco Nicoletta Sacchi, direttore di IBMDR. “Un donatore russo ha donato le sue cellule staminali emopoietiche a favore di un paziente italiano in attesa di trapianto di midollo osseo. Per IBMDR – il registro italiano donatori di midollo osseo che coordina in Italia la ricerca del gemello genetico in qualsiasi parte del mondo esso sia – la sfida questa volta è stata quella di riuscire a fare arrivare le preziose cellule una volta donate. Forti dell’esperienza fatta in epoca di pandemia, quando abbiamo dovuto inventare percorsi inusuali per i nostri instancabili corrieri, anche questa volta è stata trovata una soluzione “a staffetta” ovvero utilizzando un corriere russo dalla Russia alla Turchia e uno dei corrieri del Nucleo Operativo dalla Turchia fino all’ospedale del paziente. Ancora una volta i corrieri del Nopc hanno portato a termine con successo una delle tante missioni – spesso complesse – che IBMDR affida loro e soprattutto il dono del midollo, anonimo, gratuito e volontario, fra perfetti sconosciuti, ha superato anche i confini creati da una guerra in corso”.

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MiQ, l’arte degli stereotipi va in scena all’aperto

Sabato 8 ottobre dalle 9:30 alle 13:00 per il “Festival delle arti contemporanee nello spazio
urbano” organizzato da Viale delle Metamorfosi, MiQ scende in campo con una narrazione
artistica e performativa di quella che è la gabbia dorata di Napoli e della sua gente: gli stereotipi.
Proposito del collettivo è quello di celebrare l’arte che si fa strada, che rompe gli argini e che esce nel suo teatro più bello: la città stessa e lo spazio della collettività.
Grazie all’esperienza del padiglione Napoli Ri-Cuntata realizzato per la biennale Countless Cities 2021 di Favara (Farm Cultural Park), dall’associazione culturale FarmVerè, Movimentiamo il Quartiere con la sua adesione al Festival vuole dare vita alla sua idea di “metamorfosi” urbana, sociale e culturale.

L’obiettivo è raccontare nuovamente Napoli, superando gli stereotipi e portando alla luce la
magmatica energia che anima non solo la città, ma anche la sua gente.
Durante la mattinata la tematica degli stereotipi sarà declinata con linguaggi, tecniche e materiali diversi per un’arte fuori-dalle-mura.
Con questa visione condivisa avremo il piacere di accogliere Appunimm teatro di comunità, da un’idea di un gruppo di educatori che trasforma lo stare in strada in occasione formativa e ambiente educativo, e attraverso il teatro sociale e di comunità per recuperarne la sua funzione sociale, politica e culturale. “É un teatro voluto e fatto dalla gente comune, dal pubblico, il quale ha finalmente la possibilità di far sentire la propria voce”, afferma Emiliano Schember, educatore della cooperativa Assistenza e Territorio che opera nella I Municipalità e membro di Appunimm.

Dall’allestimento, all’happening teatrale alla realizzazione artistica grazie al coinvolgimento di Etna Arte Studio, laboratorio artistico di Vittorio Valiante e Ferdinando Sorgente che svolge attività di ricerca nel settore artistico, in maniera poliedrica, a scopo educativo, pedagogico e promozionale.
Il gruppo artistico si dedicherà in piazza Riario Sforza ad una restituzione visuale della giornata mista ad una nuova narrazione dello stereotipo: gesti, dettagli che incastrano, identificano e stigmatizzano il napoletano.
Per partecipare contattaci in privato sui social instagram e facebook @miq_movimentiamoilquartiere oppure invia una mail info@movimentiamoilquartiere.it

Il workshop con MiQ, anch’essa vincitrice de I Quartieri dell’Innovazione, rappresenta la proficua cooperazione nata tra le associazioni legate dall’avviso pubblico promosso dal Comune di Napoli. Un gruppo variegato di persone che hanno a cuore il destino degli spazi comunitari e credono fermamente nei processi di attivazione dal basso per vedere cambiamenti concreti nel loro territorio.

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Premio Ischia di Architettura, al via la Summer School: così i giovani “rigenerano” Terra Murata a Procida

Un borgo medioevale a picco sul mare che racchiude storia e identità di Procida, Capitale Italiana della Cultura 2022: Terra Murata, l’area del complesso di Palazzo d’Avalos, già carcere, e della straordinaria Abbazia di San Michele, è l’oggetto della Summer School di progettazione democratica che ha aperto in queste ore la decima edizione del Premio Internazionale Ischia di Architettura (PIDA), che fino al 10 ottobre propone a Ischia convegni, mostre, dibattiti aperti con il filo conduttore delle neuroscienze.
Agli studenti partecipanti alle attività, dirette dall’architetto Corrado Minervini e coordinate da Francesco Rispoli (DiArch Federico II), impegnati oggi in un sopralluogo nel borgo procidano, viene chiesto di ripensarne una parte, una volta ascoltate le istanze e le necessità dei residenti, senza naturalmente snaturare il contesto e con un particolare attenzione al vecchio serbatoio dismesso e all’area immediatamente limitrofa.
I lavori proseguiranno nel Castello di Piromallo di Forio, quartier generale del PIDA, e saranno seguiti dai docenti Antonella Falzetti e Luigi Ramazzotti (Roma Tor Vergata), Andrea Sciascia, Lucana Macaluso e Fabio Guerrera (Università di Palermo), Marella Santangelo, Paolo Giardiello e Sara Riccardi (Università di Napoli).
I risultati saranno presentati sabato 8 ottobre, a partire dalle 16, in una sessione aperta al pubblico (come tutti gli eventi del PIDA, da mercoledì 5 a lunedì 10, info www.pida.it) e che prevede anche un talk con Massimo Alvisi e Junko Kirimoto, vincitori – con il loro studio internazionale che si occupa di architettura, urbanistica e design – del Premio PIDA alla carriera 2022.  Tra le grandi novità del PIDA, lo spazio – a margine di tutte le sessioni dal 5 all’8 ottobre – per “Era un’idea: esperti ma non soprattutto non esperti sono invitati a intervenire con una proposta, un’idea o una critica costruttiva di progettazione architettonica a Ischia (prenotazioni su info@pida.it). Lunedì 10 l’assegnazione all’archistar giapponese Kengo Kuma – titolare dello studio KKAA – del Premio Internazionale.

 

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Puglia invasa dai rifiuti e flussi dalla Sicilia, Campania “lavatrice” d’Italia 

La Puglia invasa dai rifiuti che arrivano dalla Campania, allarme del Procuratore di Bari Roberto Rossi e del Tenente colonnello Pasquale Starace Comandante dei Carabinieri per la Tutela Ambientale per il Sud Italia, intervenuti al Forum Internazionale Polieco sull’Economia dei Rifiuti ad Ischia.

“Dalla Campania – ha detto il procuratore Rossi– ci stanno arrivando quantità enormi di rifiuti assolutamente non selezionati a causa di consolidati rapporti di collusione tra imprese che per veder salvi gli obiettivi economici favoriscono una cattiva raccolta e generano un imbroglio che produce cultura criminogena. Imprese che nell’illegalità pensano di poter fiorire ma che invece falliscono inesorabilmente, così com’è accaduto nel territorio barese dove si registrano tantissimi casi di bancarotta per le imprese che si occupano di rifiuti. E’ allora chiaro che il sistema deve essere ripensato e le parole d’ordine cambiate, pensando alla selezione prima che alla raccolta. Alla prevenzione prima ancora che alla repressione”.

“I rifiuti che in Campania trovano solo terra di transito vengono poi destinati alla Capitanata, specie nella zona del Foggiano– ha sottolineato il tenente colonnello Starace– una situazione esplosiva che è già sotto la nostra lente di ingrandimento. Un’attenzione che in questo momento viene largamente data anche alla Sicilia. La Sicilia rappresenta un mondo a sé che viene da una gestione discarico- centrica in mano a pochi privati riferibili a sodalizi criminali. Quelle stesse discariche autorizzate più volte in sopraelevazione adesso si sono esaurite con migliaia di tonnellate di rifiuti che devono essere smaltite altrove. Gli stessi rifiuti stanno già arrivando negli impianti campani per poi trovare altre destinazioni. Non va meglio la situazione in Calabria – ha incalzato Starace – dove per la gestione dei rifiuti c’è una sorta di ripartizione territoriale in Ato di matrice criminale”.

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“Io dono così. Giovani che cambiano il mondo”: Bergamo Capitale Italiana del Volontariato con 500 giovani da tutta Italia

L’8 e il 9 ottobre 500 giovani volontari da tutta Italia, provenienti da 87 province diverse, si incontreranno a Bergamo per raccontare le esperienze di dono e di volontariato con cui contribuiscono a cambiare le comunità̀ in cui vivono. Dieci temi su cui si confronteranno per produrre altrettante “Lettere all’Europa”: ambiente e vita sulla terra, giustizia e legalità, parità di genere, pace e geopolitica, salute e benessere, investire sul territorio, cultura, cittadinanza e partecipazione, scelte e opportunità, esperienza del dono. Un’iniziativa promossa da CSV Bergamo (Centro di Servizio per il Volontariato di Bergamo), Comune di Bergamo e CSVnet (Associazione Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato) in occasione di Bergamo Capitale Italiana del Volontariato 2022, realizzata in collaborazione con CSVnet Lombardia, Diocesi di Bergamo, Fondazione della Comunità Bergamasca, Provincia di Bergamo e Università degli Studi di Bergamo.

«In questo anno in cui Bergamo è Capitale Italiana del Volontariato non potevamo non pensare ai giovani, che rappresentano il futuro del nostro Paese e del volontariato stesso. Un futuro che stanno contribuendo a scrivere già oggi con le loro azioni quotidiane – ha spiegato il Presidente di CSV Bergamo, Oscar Bianchi -. Per questo insieme al Comune di Bergamo, a CSVnet e agli altri partner della rete abbiamo pensato di dedicare proprio a loro una delle tappe principali del nostro percorso di Capitale. I protagonisti della due giorni saranno loro, noi ci metteremo in ascolto per raccogliere spunti e proposte su cui poter poi lavorare insieme per costruire il futuro del volontariato».

La Presidente di CSVnet, Chiara Tommasini, ha poi aggiunto: «Sono i giovani i protagonisti di questo che è uno degli eventi più densi di significato dell’anno di Bergamo Capitale Italiana del Volontariato. Rappresentano un’energia vitale che tutti noi abbiamo il compito di valorizzare e rendere visibile per mostrare al Paese che esiste una quota importante di ragazze e ragazzi che si rimboccano le maniche e si prendono cura degli altri e dei beni comuni. La loro presenza a Bergamo è frutto del lavoro di tutti i 48 Centri di servizio per il volontariato italiani e ad ognuno di loro, e al CSV di Bergamo che ha reso possibile questo evento, va la nostra gratitudine per averli coinvolti e motivati a unirsi e a far sentire la propria voce».

Un momento importante per tutta la Città, come ha sottolineato l’Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo, Marcella Messina: «La nostra città si appresta a vivere un appuntamento davvero entusiasmante con la presenza di 500 giovani da tutta Italia che, nelle giornate dell’8 e 9 ottobre, si riuniranno a Bergamo per testimoniare il loro impegno nel mondo del volontariato, e per riflettere sul significato del dono in un periodo contrassegnato da grandi speranze e slanci di rinascita ma anche da altrettante incertezze e difficoltà. Ambiente, giustizia, legalità, parità di genere, cultura, partecipazione sono alcuni dei temi al centro di questo momento di confronto corale che restituirà grande protagonismo ai giovani e offrirà sguardi e sensibilità nuovi a cui poter e dover attingere nel costruire risposte concrete. Il volontariato – e a Bergamo lo sappiamo molto bene – rappresenta una risorsa indispensabile per affrontare le diverse sfide del presente e del futuro; ma questo anno da Capitale italiana ha dimostrato come sia anche bene fondamentale, primario, per costruire comunità più aperte, inclusive, accoglienti e capaci di valorizzare le differenze come risorse, visioni e opportunità per tutti».

L’evento è possibile grazie al sostegno e al contributo di: Fondazione Cariplo, Intesa Sanpaolo, Conad Centro Nord, Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, Fra.mar, ATB e TEB, Eicom, Power.it, Istituto Italiano della Donazione.

L’iniziativa ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica e il Patronato della Presidenza di Regione Lombardia.

 

IL PROGRAMMA – La due giorni si aprirà sabato 8 ottobre alle ore 11.00 nella Tensostruttura di Piazzale degli Alpini messa a disposizione dall’associazione Bergamo Scienza: qui i giovani volontari incontreranno lo scrittore e giornalista Roberto Saviano, che porterà la sua testimonianza dal titolo “Scegliere il coraggio” e che dialogherà con loro partendo dal suo ultimo libro “Solo è il coraggio. Giovanni Falcone il romanzo” in cui mette al centro proprio il coraggio e la scelta volontaria.

Nel pomeriggio di sabato 8 ottobre e nella mattinata di domenica 9 ottobre i giovani si divideranno in dieci laboratori tematici, dove guidati dal Teatro dell’Argine produrranno altrettante “Lettere all’Europa” per proporre piste di lavoro che contribuiscano a costruire un futuro migliore per le nostre comunità. I laboratori saranno arricchiti dai contributi video di Franco Arminio, Carola Carazzone, Giulia Cicoli, Gabriella Civico, Gherardo Colombo, Cinzia Di Stasio, Enrico Gentina, Chiara Giaccardi, Sofia Goggia, Jennifer Guerra, Antonio Loffredo,Stefano Mancuso, Francesco Micheli, Simone Moro, Barbara Nappini, Valerio Nicolosi, Alice Pomiati, Lejla Šehić Relić, Giovanni Rende, Carlo Roccafiorita, Rosy Russo, Lorenzo Sanua, Arianna Scommegna, Senza Rossetto, Alex Zanotelli.

Un lavoro prezioso anche per il territorio bergamasco, pronto ad accogliere i 500 giovani. Lo ha ribadito Osvaldo Ranica, Presidente della Fondazione della Comunità Bergamasca: «Il volontariato cambia le comunità: lo dicono le voci e le testimonianze dei tanti giovani che l’8 e il 9 ottobre si daranno appuntamento a Bergamo da tutta Italia. L’impegno sociale non è un ‘di cui’ o un passatempo, e queste ragazze e ragazzi lo sanno bene: il loro mettersi a servizio può cambiare la vita delle persone che incontrano, può invertire una rotta che pare già segnata, può incidere sul destino di un gruppo o di un quartiere difficile. Sono loro che possono fare la differenza. Siamo certi che la nostra città, la prima ad avere il prestigioso riconoscimento di Capitale Italiana del Volontariato 2022 – titolo che rende onore al primato dei nostri Volontari nel Paese – saprà trarre rinnovato entusiasmo da queste due giornate. Fondazione della Comunità Bergamasca è il luogo d’incontro privilegiato tra le associazioni e le organizzazioni di volontariato, le istituzioni, le imprese e la comunità. Il nostro impegno, che trae stimolo anche da queste iniziative, continuerà convintamente ad operare in questa direzione».

Anche Don Cristiano Re, responsabile dell’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Bergamo ha sottolineato l’importanza di potersi confrontare con questi giovani volontari: «Questo passaggio che ci apre i confini aldilà dei nostri piccoli mondi, non solo geograficamente ma anche con capacità di visioni che solo i giovani sanno portare e dare, è un’occasione unica per essere consapevoli di una situazione non certamente rosea. Il tema del volontariato e le azioni del volontariato non vanno date affatto per scontate. Non basta una grande tradizione per dire che l’esperienza del bene donato con gratuità che ha sempre caratterizzato la nostra terra, andrà avanti così per sempre. Ce ne stiamo accorgendo di quanto il tema della partecipazione alla costruzione del bene comune sia grandemente disertato o mosso da qualche passeggero movimento di pancia. Stimolati da tutti questi giovani, senza preclusioni legate ad appartenenze o a schemi mentali, c’è bisogno di ritrovare il volontariato come uno spazio di bene comune che è di tutti per tutti e nella responsabilità di tutti. Con pensieri di visone e azioni concretissime».

 

LA CONCLUSIONE DELLA DUE GIORNI – Domenica 9 ottobre alle 14.00 nell’Auditorium del Seminario Vescovile è in programma il momento di chiusura della due giorni, quando i giovani consegneranno le dieci “Lettere all’Europa” agli enti e alle istituzioni che hanno promosso l’iniziativa. A dialogare con i giovani sui temi “Cittadinanza e partecipazione” e “Scelte e opportunità” saranno il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il Presidente di Fondazione Cariplo Giovanni Fosti e l’Assessore alla Solidarietà Sociale di Regione Lombardia Alessandra Locatelli; ANCI, il VicePresidente di Fondazione della Comunità Bergamasca Giuseppe Guerini, il responsabile Direzione Impact di Intesa San Paolo Andrea Lecce e il Presidente di Istituto Italiano della Donazione Stefano Tabò interverranno, invece, sui temi “Esperienza del dono”, “Investire sul territorio” e “Cultura”; ad alimentare le riflessioni sui temi “Giustizia e legalità”, “Parità di genere” e “Pace e geopolitica” saranno il Vescovo di Bergamo Mons. Francesco Beschi, il Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo Sergio Cavalieri e il consigliere delegato all’associazionismo della Provincia di Bergamo Damiano Amaglio; infine il Presidente di CSVnet Lombardia Filippo Viganò, la Vicecapo Dipartimento di Protezione Civile Titti Postiglione e il Presidente di Conad Centro Nord Luca Signorini interverranno sulle questioni “Salute e benessere” e “Ambiente e vita sulla terra”. A tirare le conclusioni saranno la presidente di CSVnet Chiara Tommasini e il Presidente di CSV Bergamo Oscar Bianchi. Modera la giornalista Elisabetta Soglio di Corriere della Sera.

«Sarà molto interessante contribuire in rete con tante istituzioni del territorio a questa preziosa occasione di dialogo ideata da CSV Bergamo e dal Comune su temi strettamente connessi agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite – ha sottolineato il Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, prof. Sergio Cavalieri -. In particolare mi aspetto un confronto molto vivace sui temi ‘Giustizia e legalità’, ‘Parità di genere’ e ‘Pace e geopolitica’, su cui l’Università è particolarmente attenta e attiva e tra le principali preoccupazioni del Paese».

Giorgia Gandossi, consigliera con delega alle Politiche Giovanili della Provincia di Bergamo ha aggiunto: «Un mare di giovani provenienti da tutti Italia, venuti a Bergamo per raccontarci le loro esperienze di dono. Ecco il punto di forza di questo progetto: lasciare ai ragazzi il ruolo da protagonisti e metterci in ascolto. Attraverso le “Dieci Lettere all’Europa” i ragazzi proporranno alle Istituzioni le loro idee per il futuro e come Provincia di Bergamo ci impegneremo per essere all’altezza delle loro istanze».

All’evento parteciperà anche una nutrita delegazione di giovani anche da tutta la Lombardia, come evidenziato dal Presidente di CSVnet Lombardia, Filippo Viganò: «Come sistema dei sei Centri di Servizio per il Volontariato della Lombardia siamo molto soddisfatti della risposta di partecipazione alla due giorni da parte dei giovani, in particolare quelli della Lombardia. Riteniamo molto preziosa l’opportunità di confrontarci con le nuove generazioni attorno al tema della salute e del benessere, tema che oggi più che mai rappresenta una sfida per le comunità: per costruire coesione nei territori e favorire la salute comunitaria bisogna entrare in dialogo con i giovani e tutti i soggetti che abitano le comunità, raccogliere visioni e costruire insieme possibilità di intervento».

L’incontro conclusivo di domenica 9 ottobre alle 14.00 è aperto alla partecipazione di tutto il mondo del volontariato e della cittadinanza bergamasca: la partecipazione è gratuita, ma è obbligatoria la prenotazione tramite il portale Eventbrite (gli iscritti scaricheranno automaticamente un biglietto con il quale dovranno presentarsi il giorno dell’evento).

 

LE STORIE DEI VOLONTARI – Si impegnano in modo generoso e appassionato e donano il loro tempo agli altri: proteggono l’ambiente, si prendono cura dei beni comuni, sono protagonisti di progetti culturali e sociali che difendono i vulnerabili e li accompagnano in progetti di inclusione. Appassionano le persone con disabilità allo sport per promuovere la loro autonomia, aiutano i minori a rischio dispersione scolastica a fare i compiti e restare dentro i percorsi formativi.

500 ragazze e ragazzi che rappresentano solo la punta di un enorme iceberg di impegno sociale e civico spesso silenzioso, ma che offre speranza per il futuro dell’Italia.

Come quello di Alessio Bouchiba che ha 26 anni, vive ad Asti e insegna italiano agli stranieri con l’associazione Noix de colà, «perché – racconta – la conoscenza della lingua migliora la loro vita e la gratitudine che leggo nei loro occhi per me è il dono più grande che possa ricevere». Doriana Sulla invece ha 24 anni e si sta laureando in servizi sociali. Dopo il tirocinio universitario all’Emporio Solidale di Parma, ha deciso di rimanere come volontaria e si occupa in particolare di un progetto che aiuta i giovani scartati dalla società a ritrovare un lavoro e la loro strada. Sara Iorio invece ne ha 21 di anni e insieme ad altri ragazzi e ragazze anima all’Aquila l’associazione Ju Parchetto con Noi che organizza giornate ecologiche di pulizia e raccolta rifiuti e altre iniziative sociali e culturali. «È un nostro modo per dire che L’Aquila è bella, c’è, esiste e soprattutto dopo il terremoto è ancora viva e i giovani possono fare la differenza e contribuire alla sua rinascita». Elly Franceschini, 22 anni e una laurea in sociologia a Trento, insieme ad altre amiche e altri amici raffigura con poesie e murales storie di migranti da tutto il mondo. Jacopo Bergamasco invece è un ingegnere chimico di Padova che lavora a Bergamo e aiuta i senza tetto al dormitorio Il Galgario gestito dalla Caritas Diocesana di Bergamo. «Donare tempo agli altri – racconta – mi rende felice, un po’ stancante a volte dopo giornate di lavoro intense, ma rigenerante allo stesso tempo». Anche Ylenia Monesi, impiegata in un’azienda della provincia di Terni che si occupa di finanza agevolata, usa la sua competenza per gli altri: aiuta l’associazione Arciragazzi Casa del Sole a progettare e raccogliere fondi per attività a favore dei bambini. È l’hockey su prato invece la passione di Andrea Nari, 26 anni, insegnante di matematica in un Liceo Scientifico. Fa parte dell’associazione fondata dai suoi genitori nel quartiere popolare di Buglio a Cairo Montenotte (Savona) che si chiama Pippo Vagabondo e coinvolge i ragazzi con disabilità in attività sportive e sociali. «Vedere ragazzi che prima non uscivano di casa partecipare a tre o quattro allenamenti a settimana e iniziare corsi di formazione per provare a lavorare è una sensazione difficile da descrivere», racconta Andrea. La musica è invece la passione di Gabriel Mileti, leccese di 29 anni che con l’associazione Youthmed porta nelle scuole i diritti e la Costituzione attraverso la trap e l’hip-pop.  A Roma invece Davide Notarantoio, anche lui ventinovenne, fa parte dell’associazione SanBarte che nel quartiere periferico di San Basilio combatte la dispersione scolastica. Sergio Gambirasio di anni ne ha solo 20 e collabora con Potatrek, un’associazione che attraverso un portale promuove l’ambente e la montagna. «Perché – racconta – stare nella natura è un modo fondamentale per vivere bene, portare positività fra le persone che mi circondano». Sono solo 10 delle 500 storie che si intrecceranno a Bergamo l’8 e il 9 ottobre per ricordare all’Italia e all’Europa che con la cultura del dono e della solidarietà i giovani stanno già costruendo un futuro migliore.

 

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