Al via il contest per aspiranti fotografi in Nepal

World Nomads ha lanciato un contest fotografico per gli aspiranti fotografi di tutto il mondo, che hanno l’opportunità di vincere un viaggio di 10 giorni in Nepal durante il quale saranno seguiti da un mentore, il fotografo Richard I’Anson.

Possono candidarsi tutti i fotografi non-professionisti di età superiore ai 18 anni: studenti di fotografia, o a fotografi amatoriali che vogliono costruire il loro futuro sulla fotografia di viaggio. Ai candidati è richiesto una buona conoscenza dell’inglese e una buona forma fisica. Il viaggio è previsto per il 7-18 febbraio 2016.

I premi sono i seguenti: viaggio di 10 giorni tutto incluso in Nepal, biglietto aereo A/R dal proprio paese a Kathmandu, Nepal; guida professionale del fotografo di viaggio Richard I’Anson, assicurazione di viaggio World Nomads per tutta la durata del viaggio; attrezzatura in dotazione; consigli per il proprio portfolio (durata di 45min) da Richard I’Anson (valore di 800$ AUD).

Per inviare la propria candidatura per il concorso fotografico di viaggio occorre: presentare la propria storia fotografica (massimo 5 img); scrivere un saggio di 1500 caratteri che spieghi la motivazione di iscrizione al concorso e il perché si dovrebbe essere scelti.

Per partecipare c’è tempo fino al 25 Novembre 2015.

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Presentazione del Dossier statistico Immigrazione 2015

Giovedì 29 ottobre 2015 alle ore 15.30, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II , in vico Monte della Pietà 1, si terrà la presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2015, promosso dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con l’Unar, con il sostegno dei fondi 8perMille della Chiesa Valdese e in partenariato con Confronti IDOS. Copie del rapporto saranno distribuite ai partecipanti fino ad esaurimento.

Dopo i saluti della Direttrice del Dipartimento di Scienze Sociali Enrica Amaturo, sarà proiettato il video “Il Dossier Statistico Immigrazione 2015”, a cura di Rai News 24, e interverranno: Salvatore Strozza, del Dipartimento di Scienze Politiche; Rosa Gatti, referente IDOS per la Regione Campania; Kostas Moschochoritis, direttore Generale Intersos; Elena de Filippo, presidente Cooperativa Dedalus; Jamal Qaddorah, responsabile Immigrazione CGIL Campania; Pastora Thesi Muller, di Tavola Valdese.

Le conclusioni istituzionali saranno affidate al Vice Prefetto Gabriella D’Orso, Area Immigrazione Prefettura di Napoli. Coordina i lavori Giustina Orientale Caputo, del Dipartimento di Scienze Soci

Cosa c’è nel tonno in scatola? Scoprilo con Greenpeace

E’ arrivata la quarta edizione di “Rompiscatole”, la classifica di Greenpeace che valuta la sostenibilità del tonno in scatola venduto in Italia.

A due anni dall’ultimo ranking, c’è chi scende e c’è chi sale: Mareblu, nonostante le promesse di bandire i metodi di pesca distruttivi, usando solo tonno da pesca a canna o senza FAD entro il 2016, oggi non arriva neanche allo 0,2% di prodotti sostenibili e finisce sul fondo. Nella maggior parte delle sue scatolette finisce infatti tonno pescato con reti a circuizione usate con sistemi di aggregazione per pesci (FAD), che svuotano i nostri mari uccidendo ogni anno migliaia di giovani esemplari di tonno (baby-tuna) e numerosi animali marini, tra cui squali e tartarughe. Non è l’unico neo: Thai Union, l’azienda che dal 2010 è proprietaria del marchio Mareblu, è stata recentemente coinvolta in uno scandalo internazionale che riguarda la violazione dei diritti umani lungo le sue filiere di produzione.

Non mancano però le buone notizie, e per la prima volta un marchio arriva in fascia verde: è ASdoMAR, seguito da Esselunga e Conad. Rio Mare, leader del mercato italiano, resta al quarto posto perché dimostra di voler mantenere gli impegni, ma non ha fatto ancora abbastanza.

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Mai più spose bambine. Parte la Campagna di Amnesty International Italia

Secondo le stime del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa), 13.5 milioni di ragazze ogni anno nel mondo sono costrette a sposarsi prima dei 18 anni con uomini molto più vecchi di loro: 37 mila bambine ogni giorno alle quali, di fatto, viene negata l’infanzia.

Isolate, tagliate fuori da famiglia e amicizie e da qualsiasi altra forma di sostegno, perdono la libertà e sono sottoposte a violenze e abusi. Molte di loro rimangono incinte immediatamente o poco dopo il matrimonio, quando sono ancora delle bambine.

I matrimoni precoci e forzati sono un fenomeno da contrastare e bandire.

Per difendere e proteggere le bambine dai matrimoni forzati e da altre forme di violenza, dal 18 ottobre all’1 novembre, Amnesty International Italia – di cui quest’anno ricorre il 40° anniversario – lancia MAI PIÙ SPOSE BAMBINE campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi tramite SMS solidale al 45594.

Amnesty International Italia intende così sensibilizzare l’opinione pubblica su questo fenomeno che si radica nella povertà, nella discriminazione e nell’arretratezza culturale; incrementare l’attenzione dei governi nei paesi in cui è presente questa pratica affinché sia bandita; favorire l’avvio di indagini imparziali, tempestive ed esaurienti su ogni denuncia di violazione dei diritti umani basata sulla discriminazione; contribuire a far sì che le bambine non subiscano decisioni riguardanti il loro corpo che siano causa di violazioni dei diritti umani e vivano la propria vita senza interferenze da parte di altri.

Contribuire alla campagna MAI PIÙ SPOSE BAMBINE significa aiutare Amnesty International Italia a realizzare un cambiamento positivo nella vita di queste donne e bambine per cui non c’è libertà, non c’è giustizia, non ci sono diritti umani.

Per saperne di più www.amnesty.it

“Sterminata Bellezza”, al via la II edizione del premio che combatte il degrado ambientale e culturare

Legambiente lancia la seconda edizione del “Premio Sterminata Bellezza“, il riconoscimento dedicato a enti, associazioni, amministrazioni, imprese, aziende, cittadini, a tutti coloro che a vario titolo si sono spesi in progetti capaci di ridefinire la qualità dei contesti ambientali, sociali ed economici dei territori di appartenenza, generando benessere e accrescimento culturale, occupazione, tutela dei beni comuni, solidarietà.

L’Italia ha un patrimonio di bellezza che tutto il mondo ci riconosce. La sfida che abbiamo davanti non è solo conservarla, contrastando la bruttezza che in questi ultimi decenni ha modificato i nostri territori, ma produrne di nuova, quale risorsa primaria per dare qualità al futuro proiettandoci oltre questa crisi.

L’obiettivo del “Premio sterminata Bellezza” è dunque far conoscere e valorizzare le idee e le esperienze che già producono nuova bellezza, per ispirare e contagiare l’intero Paese.

C’è tempo fino al 23 novembre per presentare i progetti.

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