Amnesty International Italia patrocina il film “Snowden” di Oliver Stone

Nelle sale italiane da oggi, “Snowden” è il film diretto da Oliver Stone, distribuito in Italia da Bim e patrocinato da Amnesty International Italia. Come efficacemente ricostruito nel film, nel 2013 Edward Snowden condivise con un gruppo di giornalisti una serie di documenti dell’intelligence statunitense, che aveva raccolto mentre lavorava come contractor all’Agenzia per la sicurezza nazionale (Nsa).

Quei documenti rivelarono la dimensione delle operazioni di sorveglianza elettronica dei governi degli Usa (così come del Regno Unito), estesa al controllo delle attività telefoniche e su Internet di milioni di persone nel mondo. Anche Amnesty International risultò tra i soggetti intercettati.

Trattato come una spia e un nemico degli Usa, Edward Snowden è dal 2013 in esilio in Russia, sotto la minaccia delle leggi sullo spionaggio della Prima guerra mondiale che potrebbero costargli anni di carcere in caso di rientro negli Usa.

Amnesty International è convinta che Edward Snowden abbia agito nell’interesse pubblico, dando vita a uno dei più importanti dibattiti sulla sorveglianza governativa da decenni a questa parte e contribuendo alla nascita di un movimento globale in difesa della privacy nell’era digitale.

Per questo, l’organizzazione per i diritti umani ha lanciato un appello al presidente degli Usa Barack Obama invitandolo a porsi dal lato giusto della storia attraverso la concessione della grazia ad Edward Snowden.

Da oggi giovedì 24 novembre, il film uscirà nelle sale delle seguenti città: Ancona, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Roma, Torino e in moltissimi altri Comuni. Dal 1° dicembre, tutte le sezioni nazionali di Amnesty International promuoveranno l’appello diretto al presidente uscente Obama nell’ambito della campagna mondiale di raccolta firme Write for Rights.

Edward Snowden è un difensore dei diritti umani. Dovrebbe essere ringraziato, e non punito, per l’opera di informazione al pubblico che ha svolto con grande coraggio.

Leggi il testo dell’appello e firma anche tu per chiedere la grazia

Volontariato e lavoro: riconoscere le attitudini e sviluppare le competenze. Parte il percorso per gli studenti del Suor Orsola

Andrà avanti fino a marzo del 2017 il percorso seminariale “Volontariato e lavoro: riconoscere le attitudini e sviluppare le competenze” promosso da CSV Napoli in collaborazione con l’Università degli studi Suor Orsola Benincasa e rivolto agli studenti iscritti al secondo e terzo anno dei corsi di laurea triennale della Facoltà di Scienze della Formazione e agli studenti delle lauree Magistrali/specialistiche della Facoltà di Scienze della Formazione.

Il progetto, parte di un protocollo di intesa che vede il Centro Servizi per il Volontariato di Napoli e l’Università lavorare insieme per promuovere e sostenere l’impegno volontario dei giovani, intende valorizzare il volontariato come luogo di apprendimento informale e come agenzia educativa con l’obiettivo di far sviluppare alle nuove generazioni una conoscenza e una maggiore consapevolezza sulle possibilità che il volontariato può offrire anche in termini di risvolti occupazionali.

Questa è la sfida del CSV Napoli, da anni impegnato con scuole ed Università di Napoli e provincia per intercettare interlocutori privilegiati a cui dimostrare che il volontariato può essere occasione di crescita non solo personale ed emotiva, ma anche professionale grazie alle attività svolte che permettono lo sviluppo e l’incremento di competenze richieste anche dal mercato del lavoro. Ecco perchè questo percorso seminariale rivolto agli studenti non si esaurisce in aula ma prevede anche una opportunità pratica di sperimentazione attraverso uno stage da svolgere presso organizzazioni di volontariato.

Un dialogo costante tra mondo universitario e non profit necessario ad avviare quel processo di validazione e certificazione delle competenze che vede il volontariato al centro.

Napoli da vedere: lo sportello di Turismo Accessibile di U.N.I.VO.C

Vedi Napoli e poi…ritorna: così l’ U.N.I.Vo.C. – Unione Nazionale Italiana Volontari pro Ciechi – completa il famoso detto partenopeo, lanciando una sfida che è già stata, in parte, vinta.

Si tratta di mostrare le bellezze della città a chi può vedere, attraverso altri sensi, altri percorsi, che non passino, necessariamente, per gli occhi. L’associazione aveva questo scopo quando nel maggio 2016, ha inaugurato un servizio sperimentale, che adesso diventa organico e che è pressoché unico nel suo genere in Campania. “Siamo da tempo impegnati a promuovere la conoscenza di itinerari artistici, beni culturali, luoghi naturalistici e musei”, afferma Silvana Piscopo, presidente della Onlus.

Con lo sportello turistico, che si trova a Napoli in via Costantinopoli 19, nella sede dell’associazione, si intende compiere un altro passo verso un importante obiettivo: offrire a non e ipovedenti, singoli o gruppi, desiderosi di visitare luoghi di indiscusso interesse – comunicati di volta in volta sul sito www.univocdinapoli.org – la possibilità di fare questa esperienza, accompagnati da guide, “specialisti che prenotiamo in caso di gruppi di visitatori, a cui forniamo servizi di accoglienza, prenotazione di alberghi e ristoranti, costruendo percorsi compatibili con le esigenze e la composizione dei gruppi stessi”, precisa la presidente, che prosegue: “Precedentemente, forniamo ai volontari che accompagnano persone non vedenti indicazioni su come relazionarsi, quali accorgimenti adottare nel compiere le azioni di accompagnamento, lettura e comunicazione”.

Per conoscere il servizio e prenotare la visita, è possibile chiamare ai numeri 081 19915172/3407547659 oppure inviare una mail a info@univocdinapoli.org.

Il Cardarelli contro la violenza sulle donne: nasce il Centro Dafne – codice rosa

Il Cardarelli rafforza il suo impegno per garantire e salvaguardare la salute di tutte le donne. In occasione della ricorrenza della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’ospedale collinare di Napoli si veste di rosa, anzi di rosso (colore universalmente associato al femminicidio), e inaugura ufficialmente il Centro Dafne.
«E’ l’inizio di un percorso al quale teniamo in modo particolare», spiega il Direttore Generale Ciro Verdoliva. «In un pronto soccorso come il nostro, che ogni anno intercetta decine di migliaia di pazienti, non potevamo non dedicare un’attenzione particolare a quei segnali dietro i quali si maschera la violenza». Per questo motivo, in linea con gli obiettivi del Presidente De Luca e con il pieno sostegno dell’assessore regionale Chiara Marciani (che tra le sue deleghe annovera quella alle Pari Opportunità), il Cardarelli ha scelto di lanciare un segnale forte e concreto, accelerando con decisione e inaugurando il Centro Dafne – codice rosa (padiglione M, piano terra), che è la componente più visibile di un enorme lavoro che inizia già dal pronto soccorso e si estende lungo tutto il percorso di assistenza alle donne vittime di violenza.

Grazie alla formazione che da più di un anno coinvolge il personale medico e infermieristico del pronto soccorso, portata avanti dall’Associazione Salute Donna, oggi al Cardarelli è possibile individuare precocemente i segni di una violenza in quelli che a prima vista potrebbero sembrare gli effetti di un “incidente”. E’ a questo punto che alla cartella della paziente viene applicato dal personale competente il “codice PR” (c.d. Percorso Rosa).
Questo significa che in quel preciso momento la paziente viene trasferita in una medicheria dedicata, un ambiente protetto nel quale viene garantita oltre all’assistenza anche la privacy assoluta.
«A regime – aggiunge Ciro Verdoliva – il Percorso Rosa porterà all’introduzione di una speciale cartella clinica “blindata”, dove il verbale di pronto soccorso e i dati clinici della paziente saranno consultabili solo dalla Direzione Sanitaria dell’ospedale e dalla responsabile di Pronto Soccorso. Le donne vittime di violenza devono sapere che il Cardarelli è al loro fianco, senza se e senza ma. La nostra struttura ha gli strumenti per garantire loro sicurezza, privacy e sostegno psicologico». Uno dei rischi, nei casi di violenza, è infatti che i dati della paziente possano essere utilizzati dall’aggressore per costruire una tesi difensiva laddove dovesse esserci una denuncia. Spesso per paura e perché non sono state adeguatamente accolte e informate dalla struttura sanitaria alla quale si sono rivolte dopo l’aggressione, molte donne dopo le cure fingono che nulla sia accaduto, esponendosi ad un rischio ancora maggiore.

Il Centro Dafne – codice rosa, sarà un luogo dove le pazienti potranno trovare il dovuto sostegno da parte delle psicologhe dell’Associazione Salute Donna, ma anche la consulenza necessaria ad inserire in cartella un referto che chiarisca, e dia valore legale, al danno psicologico che è conseguenza della violenza fisica o morale. «Le nostre psicologhe sono pronte ad accogliere e sostenere tutte le pazienti che vorranno rivolgersi a noi» spiega Elvira Reale, psicologa – Rappresentante Regionale dell’Osservatorio Nazionale Antiviolenza e Responsabile del Centro Dafne – codice rosa del Cardarelli. «Questo percorso, oltre che essere un adempimento previsto dalla legge, è il primo fondamentale passo per una possibile uscita dalla violenza. La direzione generale del Cardarelli ci ha sostenuto con forza e riteniamo che la formazione continua del personale sia cruciale anche come prevenzione del femminicidio».
Fortemente simbolico, il nome Dafne scelto per il Centro fa riferimento alla mitologia greca, alla vicenda del dio Apollo e della ninfa Dafne, la storia di un amore infelice. Secondo la mitologia la ninfa invocò la madre Gea affinché mutasse il suo aspetto, così da sfuggire alla passione incontrollabile del dio Apollo. Il mito vuole che il corpo aggraziato della ninfa sia stato tramutato in solida corteccia e i suoi piedi in robuste radici; mentre il volto, solcato dalle lacrime, sia svanito nella cima dell’albero. Dafne era stata trasformata in un albero di lauro. Aveva rinunciato al suo corpo per sfuggire all’ossessione di Apollo.

Nei giorni che precederanno la giornata contro la violenza sulle donne la facciata dello storico edificio che ospita la direzione generale del Cardarelli sarà illuminata da un’avvolgente luce rossa. La stessa luce, diffusa e calda, avvolgerà fino al 25 novembre, il passaggio di quanti ogni giorno attraverseranno l’androne dell’ospedale. Un modo per attirare l’attenzione dei cittadini che induca a riflettere su un tema tanto importante, sul quale ancora c’è tanto da fare.
«L’allestimento luminoso – conclude il direttore generale – resterà al di là della manifestazione del 25 novembre come elemento di comunicazione con la città, che sempre più deve guardare al Cardarelli come ad un baluardo a tutela della salute dei cittadini. Questo è il nostro unico obiettivo, lavorare per garantire salute».

Per informazioni
direzione.generale@aocardarelli.it

Direttiva 266: incontro informativo al CSV Napoli

Informiamo le Organizzazioni di Volontariato che giovedì 24 novembre a partire dalle ore 16.00, in occasione dell’incontro dell’Assemblea Consultiva, verrà illustrato l’ “Avviso n. 2/2016 per la presentazione di progetti sperimentali ai sensi dell’articolo 12, comma 2, lettere d) della legge 11 agosto 1991, n. 266 – anno 2016” emanato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La scadenza per la presentazione dei progetti è fissata al prossimo 7 dicembre e potranno essere presentati esclusivamente da organizzazioni di volontariato che, alla data dell’avviso, risultino legalmente costituite da almeno due anni e regolarmente iscritte ai registi regionali del volontariato.

CSV Napoli ribadisce l’importanza della tua partecipazione all’incontro dell’Assemblea Consultiva necessaria per individuare le attività da realizzare nell’ambito della Programmazione 2017 e rispondere in modo sempre più coerente ed efficace ai bisogni del volontariato.

Puoi inviarci i tuoi suggerimenti sulla Programmazione anche attraverso l’apposito questionario online.

Conferma la tua partecipazione all’incontro di giovedì 24 dicembre…clicca qui