20 Mar, 2020 | In evidenza, Io resto a casa, News dal Csv
Balli, canti e molta fantasia. Sono questi alcuni dei consigli proposti in un decalogo, realizzato dalla Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), e rivolto alle famiglie per giocare con i loro bambini in questi momenti di disagio. Giochi proposti e condivisi dai genitori che hanno un valore inestimabile, sia a livello cognitivo che emotivo.
“I dieci consigli della Sipps possono essere inviati dai pediatri anche tramite un WhatsApp, per essere vicini alle famiglie con messaggi positivi e non solo con raccomandazioni e divieti”, spiega il presidente Giuseppe Di Mauro.
Il testo è stato curato dal pediatra Leo Venturelli, dalla psicologa e psicomotricista Maria Grazia Cornelli e dalla logopedista Michela Maddalena Capasso.ECCO IL DECALOGO ‘GIOCHIAMO INSIEME?‘ #iorestoacasa:
“Facile a dirsi, è un obbligo per molte famiglie, ma anche un impegno per genitori per intrattenere i propri figli. Ai tempi del Coronavirus bisogna fare di necessità virtù e qualche consiglio per i bambini sotto i 6 anni, (ma vanno bene anche per i più grandicelli) è utile averlo. Con risorse limitate- sottolinea la SIPPS- con fantasia e un pizzico di buona volontà i genitori possono attuare un programma della giornata utile a stimolare i bambini nel loro sviluppo e a non farli annoiare”. Anche i Pediatri della SIPPS, affiancati da figure professionali come psicomotriciste e logopediste scendono in campo per fornire qualche utile consiglio:
1. Giochiamo a scoprire come farci aiutare dai bambini nelle situazioni quotidiane? (Il tempo passato vicino ai genitori ad imitarli è un ottimo sistema di apprendimento cognitivo ed emotivo: si favorisce la motricità fine, quella generale e la relazione interpersonale).
2. Giochiamo ad insegnare ai bambini a vestirsi? (Solitamente è nell’autonomia personale che noi genitori, ci sostituiamo ai nostri bambini. Possiamo riscoprire i passaggi insieme a loro, giorno dopo giorno).
3. Giochiamo a condividere le attività di cucina? (Preparare una polpetta, spremere un’arancia, tagliare una banana od un uovo sodo a pezzetti: pensiamo che soddisfazione avranno i bambini nel mangiare o bere qualcosa preparato da loro stessi!)
4. Giochiamo ad infilare, ad usare mollette, a raggruppare oggetti? (L’apprendimento dei primi concetti matematici come l’addizione o la sottrazione diventano facili come un gioco, appunto, se si confezionano mucchietti di oggetti simili, come maccheroncini di pasta da infilare per costruire collane, braccialetti da regalare , oppure frutti di stagione da mettere in cestini).
5. Giochiamo a fare nodi, nastri, fiocchi? (Bastano semplici stringhe colorate, si può iniziare con le scarpe non ancora calzate, per passare alle scarpe da ginnastica).
6. Giochiamo con la palla, palline di carta, con la corda? (Sono giochi che implicano il rapporto collaborativo tra persone, siano due o più fratelli, siano genitore e figlio: stimoliamo il movimento armonico, la socializzazione, la consapevolezza dell’ambiente circostante. Se siamo in appartamento con vicini che potrebbero essere disturbati, confezioniamo insieme una palla di carta incerottata con lo scotch: farà meno rumore).
7. Leggiamo loro storie drammatizzandole e costruendole? (Proviamo ad usare sfumature e cadenze diverse per i diversi personaggi, per rendere più fantastica e coinvolgente l’atmosfera. Proviamo a non leggere in fretta).
8. Utilizziamo scatole di cartone di diverse dimensioni? (Proviamo a costruire casette, automobili, aeroplani, spade, corazze, elmi. Bastano forbici, nastro adesivo, colla per arrivare a confezionare una automobile o una astronave in cui sedersi per far finta di trasformarsi in piloti, astronauti, cavalieri e principesse).
9. Aiutiamoli a danzare, ballare ascoltando musica con noi? (Il movimento, la danza, imitando i passi della mamma e del papà, li stimolerà ad essere armoniosi).
10. Aiutiamoli a cantare, singolarmente e con noi? (Ascoltare e ascoltarsi, imparare piccole canzoncine, scoprire le rime, riprodurle insieme, aiuta anche a riprodurre bene i singoli suoni delle parole).
19 Mar, 2020 | Appelli e raccolte fondi, In evidenza, News dal Csv
Sono tante le persone che nell’ambito dell’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia da virus Covid-19, si sono fatte avanti per offrire sostegno a chi è più fragile. E’ proprio per valorizzare la generosità di tutti nonché mettere a sistema questi preziosi gesti di umanità che il Comune di Napoli ha attivato un form dove possono registrarsi tutti quelli che vogliono offrire assistenza.
Enti del terzo settore, associazioni di volontariato, cooperative, aziende, parrocchie, farmacie o supermercati possono utilizzare il seguente link per entrare a far parte della rete di solidarietà che sta fronteggiando l’emergenza coronavirus http://www.comune.napoli.it/coronavirus-aiuto.
19 Mar, 2020 | Appelli e raccolte fondi, In evidenza, News dalle odv
L’emergenza per il Coronavirus ha generato un cambiamento senza precedenti. I rischi per la salute e i relativi decreti hanno bloccato il Paese. A tutti è stato rivolto l’appello #iorestoacasa. Su questa pur indispensabile esigenza, che rischia di diventare però anche una retorica, si pongono alcune domande per chi vive in territori di periferia come Scampia, della provincia, dei quartieri popolari del centro storico: cosa accade a chi una casa non ce l’ha? E per chi la casa è un luogo di sofferenza per la presenza di nuclei familiari numerosi in pochi metri quadrati o per la presenza di persone fragili, disabili o non autosufficienti? E se la casa rappresenta un rischio per le donne e i bambini vittime di violenza di genere? Questa crisi rischia di creare nuove disuguaglianze e far crescere isolamento, depressione e rabbia nelle persone, come ha denunciato tra gli altri il Forum Disuguaglianze Diversità. A queste domande bisogna fornire una risposta. Oltre alla questione abitativa c’è il dramma del reddito. In un quartiere come Scampia (ma certamente ce ne sono tantissimi) con il 40% del tasso di disoccupazione ci sono intere famiglie che basano il proprio reddito su lavori informali, saltuari e a nero, di ogni tipo: ambulanti, garzoni, pulizie a domicilio. Come faranno queste fasce popolari? E ancora la questione istruzione. Le scuole si attrezzano con lezioni on line. Come faranno quelle famiglie più vulnerabili e fragili che non hanno un pc o in quelle aree dove non arriva la copertura del WI-FI come un campo rom? Tutti quelli che non riescono ad accedere al sistema di istruzione a distanza saranno tagliati fuori? «Come associazione Chi rom e…chi no e Centro Chikù – dichiarano Barbara Pierro, Biagio Di Bennardo ed Emma Ferulano – in relazione da sempre con le fasce più precarie della popolazione, in particolare le comunità rom residenti nei campi e in case della città metropolitana, vittime di sistematiche discriminazioni e violazioni dei diritti umani, e comunità italiane residenti nei rioni popolari, specialmente bambini, giovani e donne, colpiti da una cronica disoccupazione e normalmente esclusi dai circuiti lavorativi e sociali, denunciamo quanto con i nostri occhi e orecchie sentiamo, vediamo e raccontiamo accadere sulla pelle di tanti, troppi, sempre gli stessi esclusi e, contemporaneamente insieme alle realtà con cui da sempre ci confrontiamo e operiamo, facciamo un richiamo alla responsabilità collettiva e istituzionale per allargare sempre di più e consolidare in questo momento di particolare crisi, una rete di solidarietà per sostenere chi vive ai margini, in baracca, in luoghi remoti e fuori dall’orbita di azione delle amministrazioni, soprattutto durante un’emergenza mai vista prima, che esaspera isolamento e povertà». «Come cittadini e attivisti – aggiungono – richiamiamo l’attenzione in primis della politica affinché si faccia carico di chi vive forme di esclusione sociale e le sensibilità di tutti, di ciascuno e ciascuna per sostenere in questo momento preciso quanti vivono sulla soglia della sopravvivenza e rischiano di non farcela. È giunto il momento, ora più che mai, di sovvertire, piantare semi di solidarietà per essere più forti e pretendere maggiore uguaglianza e giustizia sociale nel futuro». A Scampia un’ampia comunità si sta organizzando per fornire le prime risposte resilienti. «Abbiamo lanciato un crowdfunding su buonacausa.org insieme a tutta le rete sociale e i fondi verranno usati per l’acquisto di beni di prima necessità per garantire la sopravvivenza di almeno un mese per le comunità del territorio metropolitano a partire dai rom ma senza escludere nessuno, almeno 800 persone, con una altissima percentuale di minori e giovani. Servono risposte immediate e universali, noi vogliamo attivare forme di organizzazioni dal basso, ma è necessaria la risposta delle istituzioni a ogni livello. Nessuno deve essere lasciato solo».
19 Mar, 2020 | Appelli e raccolte fondi, News dalle odv
E’ un appello alla solidarietà quello lanciato dai volontari della mensa di Porta Capuana a Napoli. Un impegno costante il loro che resiste e continua a fornire pranzi da asporto per i più bisognosi.
La finalità è soddisfare il bisogno primario dell’alimentazione di chi si trova in una situazione di difficoltà, ma anche essere luogo di accoglienza, di ascolto, di conoscenza dell’altro, della sua storia, della sua condizione, per sostenerlo e soprattutto per promuovere la costruzione di un percorso per uscire dallo stato di disagio.
Nonostante l’emergenza Covid-19 la Mensa San Vincenzo continua a garantire circa 80 cestini a senza fissa dimora e a persone in difficoltà. I pochi volontari resistono, raddoppiando i loro sforzi per non far mancare tutto il necessario a chi una casa non ce l’ha.
«Tutti i nostri gruppi – si legge in un appello lanciato tramite social- stanno provando a supportare con offerte economiche, di alimenti, materiali di consumo.
Per chiunque ne avesse voglia, occorre un aiuto economico per continuare a comprare alimenti come pasta, pelati, legumi ed olio otre che vaschette in alluminio, posate monouso e tovaglioli di carta. Sicuramente sono poi necessarie braccia di volontari per la distribuzione.
Per offrire la propria disponibilità come volontari è possibile scrivere all’indirizzo sanvincenzonapoli@gmail.com mentre si può donare attraverso la piattaforma GoFundMe
19 Mar, 2020 | Appelli e raccolte fondi, In evidenza, News dal Csv
#NoiAbbiamoCuraDiChiHaCura è l’hashtag che accompagna la raccolta fondi promossa dall’ Associazione Artur (Adulti Responsabili per un Territorio Unito contro il Rischio) e da Franco Porzio (oro olimpico Barcellona 1992 e Presidente A.S. Acquachiara) per l’acquisto ad horas delle apparecchiature di terapia intensiva presso l’ Ospedale Loreto Mare di Napoli.
La sanità a Napoli è sotto pressione per questo l’ASL Napoli 1 Centro con grande sforzo sta attrezzando a tempo di record una nuova struttura dedicata presso la sede dell’ospedale Loreto Mare che diventerà uno dei più grandi presidi ospedalieri nazionali, interamente dedicato alla lotta al Covid-19 nonché sta valutando la possibilità di attrezzare una struttura temporanea all’Ospedale del mare di diverse decine di posti letto terapia intensiva dedicati al COVID-19.
Basta poco, ma in tanti possiamo fare tanto. Aiutiamo il Loreto Mare a salvare vite umane.
Donare è semplice, veloce e sicuro:
Puoi farlo attraverso la piattaforma gofundme:
https://www.gofundme.com/f/coronavirus-raccolta-fondi-per-il-loreto-mare
Oppure è possibile effettuare un bonifico all’IBAN IT 94 Y 0306909 6061 0000 0172 067 con intestazione EMERGENZA CORONAVIRUS