Ispettori Ambientali e Guardie Zoofile, al via il corso di formazione

Si terrà sabato 5 settembre dalle ore 9.30 il Corso di formazione per Ispettori Ambientali e Guardie Zoofile organizzato dall’ ENTE NAZIONALE BILATERALE ITALIANO – ORGANISMO PARITETICO NAZIONALE ITALIA LAVORO in collaborazione con il CORPO FORESTALE VOLONTARIO Regionale – Provinciale Campania.
Il corso sarà articolato in due fasi, mattina dalle ore 09.30 alle ore 13.30 (pausa pranzo) e dalle ore 14.30 alle ore 18.30. Al termine,vi sarà un test con domande multiple di verifica.

Verrà rilasciato un doppio attestato dall’ Organismo Diretta Emanazione che certificherà la loro preparazione a svolgere i compiti di Ispettore Ambientale Volontario e di Guardia Zoofila e darà diritto anche a 2 CFU (crediti formativi universitari).
Gli attestati sono validi anche per punteggi, concorsi e avanzamenti di carriera nelle Forze Armate e di Polizia. La qualifica di Ispettore Ambientale viene decretata dalle amministrazioni comunali a quei cittadini che ne abbiano i requisiti e che abbiano seguito un apposito corso formativo. Essi hanno il compito di informazione ed educazione ai cittadini sulle modalità e sul corretto conferimento e smaltimento dei rifiuti e di prevenzione nei confronti di quegli utenti che, con comportamenti irrispettosi del vivere civile, arrecano danno all’ambiente, all’immagine e al decoro del territorio comunale.

Le Guardie Zoofile invece sono Guardie Particolari Giurate, decretate dal prefetto su richiesta del Dirigente Nazionale, Regionale e/o Provinciale del Corpo Forestale Volontario e operano ai sensi della Legge 189/2004 art.6 comma 2 per la vigilanza sul rispetto della suddetta Legge con riguardo agli animali di affezione, nei limiti dei compiti attribuiti dai rispettivi decreti prefettizi di nomina, ai sensi degli articoli 55 e 57 del codice di procedura penale.

Il corso si terrà presso il Centro di Formazione CFV Provinciale Napoli (Pomigliano D’Arco).

Per maggiori informazioni e per partecipare: esaf.interarma.campania@gmail.com

Beni confiscati: un bando per l’assegnazione diretta agli enti del Terzo settore

L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati (Anbsc) ha pubblicato un bando per l’assegnazione diretta a soggetti del Terzo settore. A disposizione oltre 1000 lotti di beni confiscati in via definitiva alle mafie che saranno assegnati a titolo gratuito, per un totale di 1.400 particelle. Cinque le aree tematiche per l’elaborazione dei progetti: sociale; salute e prevenzione; occupazione e ricerca; cultura; sicurezza e legalità.

Come si legge nel testo dell’avviso, l’obiettivo è di “permettere alle comunità colpite dal fenomeno mafioso di riappropriarsi delle risorse sottratte illecitamente alla collettività, mettendole al servizio della cittadinanza attiva e del Bene comune, attraverso l’incentivazione del protagonismo degli Enti e Associazioni del privato sociale e lo sviluppo di un modello socialmente responsabile, in grado di conciliare il riuso dei beni confiscati con il raggiungimento di specifici obiettivi sociali, per la piena valorizzazione del principio di sussidiarietà costituzionalmente garantito”

Gli enti e le associazioni interessati dovranno elaborare progetti con finalità sociali incentrati sui beni confiscati messi a bando, che saranno assegnati a titolo gratuito secondo modalità e criteri trasparenti e partecipativi, entro il 31 ottobre 2020.

Ecco i link agli allegati utili per la compilazione della domanda:

Chiusura estiva degli uffici CSV Napoli

Informiamo i nostri utenti che gli uffici del CSV Napoli resteranno chiusi al pubblico per le vacanze estive dal 10 al 21 agosto. Tutte le attività riprenderanno regolarmente lunedì 24 agosto.

Nell’augurarvi una serena estate vi ricordiamo di adottare, sempre, tutte le misure necessarie a contenere la diffusione del virus Covid-19.

“Piccoli schiavi invisibili”: l’impatto del coronavirus sulle vittime di tratta nel rapporto di Save the Children

Tratta e sfruttamento minorile sono i fenomeni analizzati in “Piccoli Schiavi Invisibili”, il Rapporto di Save the Children- giunto quest’anno alla sua decima edizione – pubblicato oggi alla vigilia della Giornata Internazionale Contro La Tratta di Esseri Umani.

Secondo le stime, nel mondo sarebbero oltre 40 milioni le vittime di tratta o sfruttamento, costrette in schiavitù, e ben 1 su 4, 10 milioni, avrebbe meno di 18 anni. Una realtà perlopiù sommersa che, rispetto a un così grande numero di minori coinvolti, trova conferma nei pochi dati disponibili sui casi segnalati nel 2019 da 164 paesi del mondo, più di 108.000, il 23% dei quali relativi a minorenni e, in 1 caso su 20, addirittura a bambini con meno di 8 anni. Si tratta di bambini e adolescenti spesso privati anche del diritto all’educazione visto che il 10% non ha mai frequentato la scuola e circa un quarto non è andato oltre la scuola media.

In Europa, i dati della Commissione sono fermi ai circa 20.000 casi della rilevazione del 2015-2016, che confermano la proporzione di un quarto per i minori e segnala la prevalenza di vittime di sesso femminile (68%).

Molto pesanti i numeri su tratta e sfruttamento anche in Italia. Secondo il rapporto “Piccoli Schiavi Invisibili”, tra le 2.033 persone prese in carico dal sistema anti-tratta nel 2019, la forma più diffusa di sfruttamento resta quella sessuale (84,5%) e vede come vittime principalmente donne e ragazze (86%). Nonostante l’emersione sia molto più difficile nel caso dei minori, ben 1 vittima su 12 ha meno di 18 anni, il 5% meno di 14.

Queste le principali nazionalità delle piccole vittime: nigeriana (87%), ivoriana (2,5%) e tunisina (1,9%).

Le regioni con il maggior numero di casi emersi sono la Sicilia (29,8%), seguita da Liguria (14,3%), Campania (9,3%) e Piemonte (13,7%). I casi di sfruttamento minorile nel 2019 sono stati 243, ma con la consapevolezza che questi dati sono solo la punta di un iceberg rispetto alle tante bambine, bambini e adolescenti vittime invisibili di violenza e sfruttamento qui, nel nostro Paese.

Tra gli effetti immediati del coronavirus durante il lockdown abbiamo visto una iper-esposizione al mondo digitale da parte di bambini e adolescenti, condizione che di fatto ha accresciuto il rischio di finire vittime dell’adescamento dei predatori sessuali della rete. Il cybercrime connesso alla tratta e sfruttamento ha sviluppato nel tempo enormi capacità operative, con l’aumento della richiesta di sevizi erotici online, in video-chat o webcam.

Secondo la Commissione Europea la domanda di materiale pedopornografico sarebbe aumentata durante il lockdown fino al 30% in alcuni Stati membri dell’Unione. Secondo i profili dell’EUROPOL, inoltre, il 30% degli offender che sono in possesso di materiale pedopornografico e attivi negli scambi online e nella darknet è anche coinvolto direttamente nelle azioni di coercizione ed estorsione sessuale che coinvolgono i minori.

Per maggiori approfondimento e per consultare il rapporto clicca qui

Nasce ECOEVENTS, il marchio che certifica la sostenibilità ambientale degli eventi sportivi, dello spettacolo e della cultura

La sfida della sostenibilità è arrivata a bordo campo, ora la partita è tutta da giocare. L’importante è vincere. Legambiente e Ambiente e Salute, due realtà con obiettivi comuni di sensibilizzazione delle persone sul fronte della sostenibilità ambientale hanno siglato un accordo triennale: nasce il protocollo Ecoevents, un marchio di Ambiente e Salute in partnership con Legambiente, con l’obiettivo di affiancare e certificare chi intende adottare criteri di salvaguardia ambientale e pratiche di efficientamento nell’organizzazione dei propri eventi.

Ecoevents ha iniziato a comunicare l’importante partnership attraverso un canale che viene seguito dalla maggior parte della popolazione italiana e non solo: il calcio. Durante le recenti partite di serie A Sassuolo – Juve e Sassuolo – Milan erano, infatti, visibili a bordo campo i led che promuovevano la certificazione degli eventi ecosostenibili.

La certificazione eco del proprio evento si ottiene attraverso il raggiungimento di una serie di obiettivi al fine di garantire elevati standard di rispetto ambientale.

Per Legambiente è la naturale, e necessaria, prosecuzione del lavoro avviato lo scorso anno con i principali festival italiani affinché siano sempre più green e plastic free attraverso l’adozione di buone pratiche certificate.

Ora il coinvolgimento del mondo dello sport, a cominciare dal calcio, e non solo, grazie a Ecoevents, è davvero una sfida importante, un’opportunità di grande rilevanza. Gli eventi sportivi, così come quelli del mondo dello spettacolo e della cultura, possono diventare protagonisti del percorso di crescita della consapevolezza ecologica che è indispensabile per affrontare la crisi climatica in cui siamo tutti coinvolti.

Da sempre abbiamo l’abitudine di praticare noi per primi le proposte che facciamo – commenta il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti – con questo spirito nasce Ecoevents, per portare criteri di sostenibilità ambientale all’interno dell’organizzazione degli eventi, grandi o piccoli che siano, per dimostrare che sostenibilità e divertimento possono e devono viaggiare insieme. Facendo rete e creando sinergie attraverso la cultura, la musica e lo sport possiamo agire adesso, con uno strumento utile alla diffusione della conoscenza e all’adozione di misure concrete di tutela dell’ambiente, dei territori e delle persone”.

È un vero onore per noi poter collaborare con Legambiente e aver la possibilità di interagire con i suoi circoli, al fine di creare sinergie e collaborazioni nel tema della sostenibilità che oggi coinvolge sempre di più la società e le istituzioni” aggiungono Roberto Carnevali e Romano Ugolini fondatori della Rete d’Impresa Ambiente e Salute.

Le azioni previste dal protocollo riguardano la gestione dei rifiuti, la riduzione nell’uso della plastica a partire dall’eliminazione di quella monouso, mobilità e trasporti, cibo, energia, comunicazione, acustica, responsabilità etica e sociale e l’azzeramento delle emissioni di CO2 tramite progetti nazionali e internazionali di compensazione.

L’accordo tra Legambiente e la rete Ambiente e salute sul marchio Ecoevents sarà presentato al pubblico il 20 agosto alle ore 21.00 a Festambiente 2020, nell’ambito di un incontro sugli eventi sostenibili.

L’ecofestival di Legambiente – sottolinea Angelo Gentili, responsabile di Festambiente – che da 32 anni rappresenta un modello per quanto riguarda la sostenibilità ecologica degli eventi sarà il palcoscenico ideale per promuovere questa nuova certificazione e trasferire il modello di manifestazione ecologica ai principali eventi della penisola”.