29 Nov, 2023 | Eventi, rassegne e campagne, Promozione, Terza di Copertina
CSV Napoli invita gli enti di Terzo settore della città metropolitana di Napoli a partecipare ad un momento di condivisione con le Istituzioni e altri attori del territorio che si terrà giovedì 14 dicembre p.v. dalle ore 16.00 presso il Centro Congressi Tiempo – Sala Capri (Centro Direzionale di Napoli, Isola E5).
L’incontro sarà occasione per riflettere insieme sull’emergenza povertà, su come sia cambiata negli ultimi anni, con particolare riferimento al territorio campano e partenopeo, e sul ruolo che il volontariato, anche mediante il supporto del sistema dei CSV, può avere per incidere in modo efficace sulle politiche pubbliche e sulla costruzione di strumenti concreti per il contrasto al fenomeno della povertà sociale ed educativa.
L’iniziativa, inoltre, ospiterà la presentazione di “My library” la nuova biblioteca digitale di CSV Napoli, che mette a frutto l’esperienza dei centri di servizio nel sistematizzare il patrimonio di conoscenze sul mondo del volontariato e del sociale e favorirne la diffusione alla collettività, grazie alle nuove tecnologie e al digitale. Nata con l’adesione a MLOL, la prima rete italiana di biblioteche pubbliche, accademiche e scolastiche per il prestito digitale, “My library” garantirà l’accesso ad un’edicola internazionale e la fruibilità di ebook, audiolibri, banche dati, musica, film, materiali digitali per lo studio, la ricerca e l’intrattenimento. Un servizio innovativo per generare conoscenza e favorire il cambiamento culturale e un ulteriore strumento di contrasto alla povertà educativa.
Interverranno Nicola Caprio presidente CSV Napoli, Domenico Credendino presidente OTC Campania Molise, Walter Nanni responsabile dell’Ufficio Studi e Ricerche di Caritas Italiana, Ciro Grassini sociologo coordinatore dossier povertà Caritas Campania, Suor Marisa Pitrella direttore Caritas Napoli, Emilia Narciso presidente Unicef Campania, Sergio Colella ideatore SOS Amici – Aiutiamoci tra noi, Melicia Comberiati portavoce Alleanza contro la povertà in Campania, Gennaro Izzo dirigente servizi sociali Comune di Castellammare di Stabia, Chiara Tommasini presidente di CSVnet, Giovanna Minichiello referente Area Ricerca e Documentazione CSV Napoli. Modera il dibattito Giovanna De Rosa direttore di CSV Napoli.
Sono stati invitati rappresentanti delle istituzioni della Regione Campania e del Comune di Napoli.
L’incontro si concluderà con un momento conviviale di solidarietà e lo scambio degli auguri in occasione delle prossime festività Natalizie.
Per partecipare è necessario iscriversi attraverso l’apposito form online accedendo all’Area Riservata del sito csvnapoli.it
Scarica la locandina
29 Nov, 2023 | In evidenza
È disponibile online sul sito di CSVnet “Partecipo quindi dono. L’impegno solidale delle persone di origine immigrata oltre la pandemia”, l’indagine realizzata dal Centro studi Medì di Genova e promossa da CSVnet sulle varie forme di solidarietà messe in campo dai cittadini stranieri nel nostro Paese.
A tre anni dalla precedente indagine, pubblicata nel 2020, il nuovo rapporto, curato da Maurizio Ambrosini (Università di Milano) e Deborah Erminio (Università di Genova, Centro studi Medì), arricchisce di ulteriori dettagli lo sguardo sulle forme di attivismo che coinvolgono persone o gruppi di origine immigrata, a partire da due vicende drammatiche – la pandemia prima e l’accoglienza dei profughi ucraini nel 2022 – da cui sono scaturite ulteriori prove di questa capacità di attivazione. Un impegno che spazia dalla dimensione locale a quella transnazionale e comprende pratiche spontanee e forme organizzate di volontariato, raggiunge parenti e compatrioti, ma anche istituzioni italiane e cittadini nativi.
I risultati evidenziano, come elemento di novità rispetto alla ricerca precedente, la capacità riscontrata in queste persone di aggregarsi in forme associative più o meno organizzate. L’impegno civico diventa inoltre un volano per l’integrazione sociale; come sottolineato da Maurizio Ambrosini “la ricerca ha delineato una circolazione della solidarietà, che rafforza il capitale sociale e l’integrazione nel territorio della classe media solidale di origine immigrata. Avendo ricevuto aiuto, i protagonisti avvertono l’imperativo morale di impegnarsi a loro volta nell’aiutare altre persone”.
“Il mondo del volontariato è un laboratorio di esperienze per lo sviluppo delle comunità, per la crescita dei legami, per favorire la partecipazione attiva dei cittadini alla vita democratica; non può che favorire il contributo costruttivo, innovativo e multiculturale dei nuovi cittadini nelle trame della “società civile” – afferma Chiara Tommasini, presidente di CSVnet. “Per questo abbiamo messo a disposizione la presenza capillare dei Csv in tutte le regioni per realizzare questa indagine che siamo certi offrirà nuovi spunti di riflessione e piste di lavoro a tutte le realtà di terzo settore impegnate o meno sul tema” spiega la presidente Tommasini.
Come per la prima ricerca un contributo significativo è stato fornito dal sistema dei 49 Centri di servizio per il volontariato (Csv) italiani, coinvolti nella raccolta dei questionari oltre che nella realizzazione di alcune fra le 64 interviste narrative realizzate. A completare il rapporto anche l’analisi delle attività solidali di sette associazioni e comunità formate da persone immigrate, presenti in diverse regioni italiane.
La fotografia di chi aiuta
La ricerca ha analizzato un campione di 330 persone immigrate impegnate in varie forme di solidarietà e di dono in Italia. Si tratta di uomini e donne che vivono nel nostro Paese da oltre 20 anni e che sono in larga parte integrati – il 64% ha creato qui una famiglia. Inoltre, la fotografia scattata dai principali dati dell’indagine ci dice che tra le persone interpellate il 52% è cittadino italiano, il 59% è donna e il 52% è laureato. L’età media del campione è di 43 anni, mentre il 42% conferma di avere un lavoro stabile.
I dati che descrivono più da vicino l’impegno solidale di queste persone, ci rivelano che il 64,3% di loro svolge abitualmente attività di volontariato, mettendo a disposizione degli altri sia il proprio tempo che le risorse e le competenze di cui dispongono. Un impegno che è stato definito dai ricercatori “solidarietà multidirezionale”. Le loro donazioni, infatti, non sono rivolte solo ai propri connazionali ma anche agli italiani, né sono destinate esclusivamente ai rispettivi paesi di origine, ma tentano di rispondere ad esigenze e problematiche presenti nella comunità in cui si sono stabiliti.
Nello specifico, il 40% ha partecipato a collette a favore di persone bisognose in Italia; il 19,7% ha partecipato a raccolte fondi in Italia, mentre il 18,2% ha inviato denaro per aiutare le persone nel paese di origine. Il 15,4% ha invece partecipato a raccolte di materiale sanitario durante l’emergenza Covid-19.
Oltre a questa dimensione pratica di dono e aiuto la ricerca mette in evidenza anche modalità più strutturate e inedite per questa categoria di persone, come la traduzione e diffusione d’informazioni sui comportamenti da adottare durante l’emergenza sanitaria, la mediazione con i servizi sanitari, la collaborazione in rete con servizi e organizzazioni italiane per aiutarle a raggiungere i residenti stranieri fino ad arrivare alla gestione di problemi più complessi. I volontari di origine immigrata si sono rivelati un tramite prezioso per costruire un ponte tra le istituzioni italiane e i soggiornanti stranieri, non solo per aiutare loro, ma anche per tutelare la salute di tutti.
Le testimonianze dal territorio
La ricerca ha poi studiato più da vicino l’esperienza di sette delle realtà associative, attive in diverse regioni italiane. Due fra queste sono protagoniste del video-racconto realizzato dall’agenzia Genau grazie ai fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese e che sarà diffuso a breve insieme alla ricerca (qui un teaser). Si tratta della Comunità salvadoregna Monsignor Romero (CMR) di Milano – molto attiva nella promozione di progetti di sviluppo in Salvador e nel sostegno di diversi nuclei familiari con raccolte di beni di prima necessità e di Venice Bangla School di Venezia impegnata, soprattutto durante la pandemia, nell’accompagnamento telefonico o di persona e nella mediazione interculturale.
Leggi il rapporto completo
Leggi la sintesi della ricerca
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23 Nov, 2023 | Consulenza, In evidenza
Riproponiamo l’articolo di Daniele Erler per Cantiere Terzo Settore relativo agli adempimenti fiscali fissati per il prossimo 30 novembre.
Il prossimo 30 novembre scade il termine per l’invio della dichiarazione dei redditi e dell’Irap: a tale adempimento possono essere soggette anche le associazioni e gli altri enti non profit in quanto enti non commerciali.
La dichiarazione dei redditi per gli enti non commerciali
Gli enti non profit sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi se hanno svolto nell’esercizio precedente attività di tipo commerciale, anche qualora questa non sia stata svolta in maniera esclusiva o prevalente.
Per tali organizzazioni, il modello redditi enti non commerciali (Enc) 2023 deve essere presentato entro l’ultimo giorno dell’undicesimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta: pertanto, se l’ente ha l’esercizio coincidente con l’anno solare, il termine di presentazione è appunto fissato al 30 novembre.
Si precisa che, anche qualora un ente sia titolare di partita Iva ma non abbia svolto nell’esercizio precedente alcun tipo di attività commerciale (il cui reddito imponibile è quindi pari a zero), sarà comunque tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi.
Un utile guida è costituita dalle istruzioni per la compilazione del Modello redditi Enc 2023 presenti sul sito dell’Agenzia delle entrate, nella sezione dedicata a tale misura.
La dichiarazione Irap
L’Irap (imposta regionale sulle attività produttive) è disciplinata dal decreto legislativo 446/1997: il presupposto dell’imposta è costituito dall’esercizio abituale di un’attività, autonomamente organizzata, diretta a produrre o scambiare beni o prestare servizi, ancorché essa non abbia carattere commerciale.
Sono tenuti a compilare il quadro IE del modello Irap 2023 anche gli enti non commerciali che nel corso del 2022:
- hanno svolto attività commerciale (ovviamente in modo non esclusivo né prevalente), sia che abbiano optato per un regime di determinazione forfettario del reddito (ad esempio il regime previsto dalla legge 398/1991) sia che non abbiano optato per un regime forfetario;
- hanno svolto solamente attività istituzionale (non commerciale) ma si sono avvalsi di dipendenti, collaborazioni coordinate e continuative oppure di prestazioni di lavoro autonomo occasionale.
Un’associazione o un altro ente non commerciale che si sia avvalso nel 2022 delle prestazioni lavorative appena menzionate è quindi soggetto all’Irap, anche se non ha svolto alcun tipo di attività commerciale.
Per le associazioni sportive dilettantistiche (Asd), le bande, i cori e le filodrammatiche non concorrono invece alla formazione della base imponibile Irap le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa e i premi e compensi erogati agli sportivi dilettanti, ai direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale. Gli enti menzionati che nel 2022 hanno retribuito solamente tali tipologie di prestazioni di lavoro (e non hanno svolto alcun tipo di attività commerciale) non sono quindi soggetti alla presentazione della dichiarazione Irap. Si ricorda che dal 1° luglio 2023 sono operative le nuove disposizioni in tema di lavoro sportivo.
I criteri di calcolo della base imponibile variano a seconda che l’ente non commerciale svolga solo attività istituzionale oppure svolga anche attività commerciale ed abbia optato o meno per regimi forfetari di determinazione del reddito.
Un’utile guida è costituita dalle istruzioni per la compilazione del Modello Irap 2023 presenti sul sito dell’Agenzia delle entrate, nella sezione dedicata a tale misura.
Essendo l’Irap un’imposta regionale, la misura dell’aliquota può variare nelle diverse Regioni e Province autonome; queste ultime potrebbero inoltre, ai sensi dell’art. 82, c. 8 del codice del Terzo settore, aver disposto la riduzione o l’esenzione dall’imposta per gli enti del Terzo settore. Per un quadro riepilogativo della normativa regionale odierna sul tema si rimanda all’articolo “Il Terzo settore paga l’Irap più delle imprese”.
Sono poi previste per la generalità dei contribuenti (compresi gli enti non commerciali) alcune importanti deduzioni in sede di quantificazione dell’imposta: si ricorda che un ente è comunque tenuto a presentare la dichiarazione Irap anche nei casi in cui possa godere dell’esenzione dall’imposta oppure non debba pagare nulla in forza delle deduzioni previste.
Le modalità di presentazione
La dichiarazione dei redditi e dell’Irap devono essere presentate esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle entrate e possono essere trasmesse direttamente dal dichiarante oppure tramite un intermediario abilitato.
È consigliabile per gli enti farsi assistere da un intermediario che conosca la materia (Caf o commercialista).
23 Nov, 2023 | Bandi e opportunità, In evidenza
Il Garante delle persone con disabilità della Regione Campania, l’avv. Paolo Colombo, rende noto che nell’ambito delle iniziative per la Giornata Internazionale delle persone con disabilità, ha emanato il bando “Raccontami la Disabilità” edizione 2023/2024 rivolto a tutte le studentesse e agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado della Campania.
La copia del bando può essere rinvenuta sul sito del Garante (https://www.cr.campania.it/garante-disabili/index.php/home) nella sezione “Bandi”.
È stato, altresì, proposto il progetto “Uguali e Diversi. Ti presento la Convenzione ONU” a cui si potrà aderire compilando la scheda e l’allegato presenti sul sito del Garante (https://www.cr.campania.it/garantedisabili/index.php/home).
L’avv. Colombo dichiara: “il bando di concorso e il progetto nascono in primis per promuovere il concetto della disabilità non come limitazione ma come opportunità di crescita per i singoli e per le comunità; poi, per creare un’occasione di confronto tra studenti e famiglie e, infine, per far prendere coscienza ed educare al rispetto delle diversità”.
22 Nov, 2023 | Consulenza, In evidenza
Sono disponibili sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali gli elenchi con la ripartizione delle quote dei contributi per il 2021 agli enti del Terzo settore per l’acquisto di ambulanze, beni strumentali e beni donati alle strutture sanitarie (art. 76 del codice del Terzo settore e secondo i criteri del dm 16 novembre 2017).
Le quote sono presenti nel decreto direttoriale n. 253 del 27 ottobre 2023 (registrato alla Corte dei Conti il 10 novembre 2023, al n. 2774) con i suoi allegati.
Nel documento sono presenti diversi elenchi.
Si parte dalle quote del 2021 per ambulanze e veicoli per attività sanitaria, cui hanno avuto accesso 61 enti per un totale di 1.330.625,67 euro. Si contano poi 378.137,88 assegnati a 6 enti che fanno parte della rete associativa Anas, 2.069.896,58 euro per 225 enti di Anpas, 626.362,09 euro per 76 enti della Croce rossa italiana e 632.477,78 euro per 47 enti delle Misericordie.
Per i beni strumentali 2021 si contano 158 enti beneficiari per un totale di 355.444,40 euro. Si aggiungono poi 11 enti Anas che riceveranno 16.046,28 euro, 425 enti di Anpas per 1.014.163,75 euro, 216 organizzazioni della Croce rossa italiana per 595.534,85 euro e 146 enti delle Misericordie per 343.810,72 euro.
Sulle donazioni 2021, 25 enti ricevuto complessivamente 371.066,83 euro, cui si aggiunge 1 ente Anpas con un contributo di 666,33 euro e uno delle Misericordie con 15.766,84 euro.
Per maggiori approfondimenti, vai alla sezione dedicata.