Benvenuti a casa, al via il bando di Fondazione con il Sud per l’housing sociale

Torna con la seconda edizione “Benvenuti a casa”, il bando promosso dalla Fondazione con il Sud per sostenere progetti sperimentali che contrastino la povertà abitativa nelle regioni del Sud Italia, proposti dalle organizzazioni di Terzo Settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia Sardegna e Sicilia. L’iniziativa mette a disposizione complessivamente 5 milioni di euro e sarà possibile presentare le proposte progettuali fino al 28 maggio 2026.

Mercoledì 25 marzo alle ore 10 sarà trasmessa online la presentazione tecnica del bando. Per partecipare è necessario iscriversi compilando il seguente Google form entro lunedì 23 marzo https://forms.gle/abqf8raPAr6HpRem9

Saranno sostenuti progetti in grado di promuovere modalità abitative inclusive e sostenibili, incrementando l’offerta abitativa esistente attraverso l’individuazione di nuovi alloggi integrati nel tessuto urbano e sociale. In questo modo sarà anche possibile valorizzare il patrimonio immobiliare, pubblico o privato, inutilizzato o sottoutilizzato, contribuendo alla rigenerazione dei territori in un’ottica di sostenibilità ambientale.

I progetti dovranno inoltre promuovere percorsi individualizzati per accompagnare le persone nell’uscita dalla marginalità e per rafforzare le capacità di vita indipendente e di autonomia, anche economica, favorendo al contempo relazioni sociali e interpersonali positive. Sarà, inoltre, fondamentale, promuovere comunità più inclusive e sensibili al tema del disagio abitativo in cui relazioni di prossimità, reti di vicinato, volontariato e mutuo aiuto favoriscano l’integrazione delle persone, contribuendo al superamento dei pregiudizi che spesso interessano i proprietari di immobili.

Il bando si articola in due distinte fasi: la prima finalizzata alla selezione delle proposte con maggiore potenziale impatto sul territorio di intervento; una successiva seconda fase di progettazione esecutiva, volta ad arricchire e rendere la proposta pienamente coerente con gli obiettivi del bando.

Le partnership progettuali dovranno essere composte, oltre che dal soggetto responsabile, da almeno altre 2 organizzazioni, di cui 1 appartenente al mondo del terzo settore.

Nei progetti potranno essere coinvolti altri enti del terzo settore, istituzioni (comuni, regioni, aziende territoriali per l’edilizia residenziale, agenzie sociali per la casa, centri per l’impiego, etc.), imprese, enti religiosi, agenzie immobiliari, amministratori di sostegno, favorendo la collaborazione con enti proprietari di immobili per aumentare la disponibilità di alloggi disponibili.

Le proposte dovranno essere inviate esclusivamente on line, entro il 28 maggio 2026 attraverso il portale Chàiros

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5×1000: pubblicato l’elenco permanente degli enti iscritti per il 2026

Riproponiamo l’articolo di Daniele Erler per Cantiere Terzo Settore relativo al primo elenco degli enti iscritti al 5 per mille 2026 pubblicato dopo la chiusura dell’Anagrafe dell’Agenzia delle entrate

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato il nuovo elenco permanente degli enti iscritti al 5 per mille 2026 contenente gli enti accreditati come Onlus al 31 dicembre 2025. Si tratta di un passaggio particolarmente rilevante perché coincide con la soppressione, dal 1° gennaio 2026, della relativa Anagrafe come previsto dalla riforma del Terzo settore.

Chi è incluso nell’elenco permanente 2026

L’elenco, che riprende di fatto quello pubblicato lo scorso 18 dicembre (dal quale sono stati rimossi solamente gli enti che dall’anagrafe tributaria risultano estinti o in liquidazione)  racchiude gli enti accreditati al contributo del 5 per mille come Onlus per l’anno finanziario 2025, ricomprendendo sia quelli accreditati nei precedenti esercizi che quelli iscritti per la prima volta nel corso del 2025.

L’elenco (nei due differenti formati “pdf” e “csv”) è disponibile nella specifica sezione del sito dell’Agenzia delle entrate.

Per un ulteriore approfondimento si rinvia alla lettura dell’articolo “Oltre 9.000 Onlus ammesse al 5 per mille 2025”.

L’iscrizione al Runts entro il 31 marzo 2026 per non perdere l’accesso al 5 per mille 2026

Con la soppressione dell’Anagrafe delle Onlus, dal 2026 il diritto a partecipare al riparto del 5 per mille non può più basarsi sul precedente regime.

Tutti gli enti inseriti nell’elenco permanente 2026 qui richiamato, qualora vogliano continuare a fruire del 5 per mille senza soluzione di continuità rispetto al precedente accreditamento, dovranno:

  • presentare domanda di iscrizione al registro unico nazionale del Terzo settore (Runtsentro il 31 marzo 2026, se non lo si è già fatto, avendo cura di compilare anche i campi relativi al 5 per mille e inserendo il proprio Iban;
  • risultare effettivamente iscritti al Runts entro il 31 dicembre 2026.

L’importanza per una ex Onlus di presentare istanza di iscrizione al Runts entro il 31 marzo 2026

È quindi di assoluta importanza per un ente che fino al 31 dicembre 2025 era iscritto all’Anagrafe unica delle Onlus, presentare istanza di iscrizione al Runts entro e non oltre il 31 marzo prossimo: questo sia ai fini di non dover devolvere l’incremento patrimoniale realizzato nel periodo in cui l’organizzazione è stata in possesso della qualifica di Onlus, sia per mantenere l’iscrizione al 5 per mille 2026.

Le modalità per iscriversi al Runts si possono rinvenire sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e consultando la specifica Guida sul sito di Cantiere Terzo settore.

Per un supporto e un accompagnamento consulenziale per l’iscrizione nel registro unico, si consiglia di chiedere assistenza al Centro di servizio per il volontariato (Csv) o al Forum terzo settore di riferimento.

Per sapere di più sul passaggio da Onlus a ente del Terzo settore:

Le vite che contano. Online il numero di Febbraio di Comunicare il Sociale

Le vite che contano: ambiente, welfare e resistenza quotidiana. Ma anche territorio, turismo accessibile, tutela degli animali.

È ricchissimo di contenuti il numero di febbraio di Comunicare il Sociale. Presente anche un editoriale di Fiorella Zabatta, assessora regionale alla Protezione Civile, Riforestazione, Tutela degli animali, Biodiversità, Pesca e Acquacoltura, Politiche giovanili e Sport e una intervista ad Andrea Morniroli, assessore regionale a Scuola e Politiche Sociali.

La rivista è disponibile anche nella versione sfogliabile a questo link:

Qui invece la versione in pdf

Runts, cosa devono fare gli enti per mantenere l’iscrizione

Riproponiamo l’articolo di Lara Esposito per Cantiere Terzo Settore relativo ad una panoramica dei principali adempimenti per continuare a mantenere l’iscrizione al RUNTS

Dopo una prima fase di rodaggio, il registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) è ormai da tempo pienamente operativo. La sua piena funzionalità non riguarda solo gli aspetti prettamente tecnici, ma anche e soprattutto quelli relativi alle sue funzioni principali: diventare presidio di trasparenza e corretta gestione degli adempimenti previsti dalla riforma del Terzo settore.

Negli ultimi mesi, diversi casi di cancellazioni “massive” di enti iscritti al Runts hanno riportato all’attenzione l’importanza di effettuare in modo corretto gli adempimenti previsti dalla normativa per gli enti iscritti e, soprattutto, la necessità di mantenere attivi e aggiornati i canali di comunicazione con gli Uffici, in particolare la pec.

Il nuovo sistema di controlli sugli enti del Terzo settore (Ets), il cui avvio non ha ancora una data certa, renderà ancora più importante assicurare che ogni ente rispetti gli adempimenti previsti dalla normativa e risponda tempestivamente alle comunicazioni ufficiali.
Essere iscritti al Runts non è solo un’opportunità: è anche un impegno di trasparenza, correttezza e responsabilità verso la comunità.

Perché si rischia la cancellazione: il problema della mancata comunicazione

Il tema della comunicazione tra Uffici Runts e organizzazioni acquisisce un’importanza strategica per evitare di arrivare anche alla cancellazione che – lo ricordiamo – comporta, tra le altre cose, la devoluzione dell’incremento del patrimonio realizzato dopo l’iscrizione al Runts (o ai precedenti registri Odv, Aps o Onlus), la perdita delle agevolazioni fiscali, dell’accesso a bandi, finanziamenti e al 5 per mille.

Il ruolo centrale della pec

La pec è il fondamentale canale esclusivo di dialogo formale tra Uffici Runts ed enti ed occorre che sia attiva e consultata frequentemente. Il rischio, infatti, è quello:

  • di avere la pec ma di non leggerla,
  • oppure di avere la pec scaduta, piena (e quindi impossibilitata a ricevere nuove comunicazioni), o di aver segnalato in piattaforma un indirizzo errato o inattivo, col risultato di non ricevere nessuna comunicazione.

Se l’ente non risponde entro i termini previsti gli Uffici Runts, dopo una necessaria diffida ad adempiere, e ulteriore silenzio da parte dell’ente, dovranno avviare il procedimento di cancellazione.

Ogni Ets dovrebbe quindi verificare che:

  • la pec sia attiva (e riferita all’ente e non a persona fisica)
  • la casella non sia piena
  • l’indirizzo registrato nel Runts sia corretto
  • la casella sia monitorata con regolarità, (si consiglia almeno una volta alla settimana).

Un utile consiglio: alcuni fornitori di servizi pec consentono di reindirizzare la pec in automatico a un indirizzo mail maggiormente presidiato in modo da non perdere nessuna comunicazione importante.

I principali adempimenti per rimanere iscritti al Runts

In attesa di ulteriori indicazioni specifiche in vista dell’avvio del sistema dei controlli, ecco una breve panoramica degli obblighi previsti per gli enti del Terzo settore.

Il deposito del bilancio

Tutti gli anni entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio gli enti del Terzo settore devono presentare tramite la piattaforma del Runts:

  • il bilancio di esercizio secondo i modelli ministeriali (DM 5/3/2020)
  • eventuali rendiconti e relazioni delle raccolte pubbliche occasionali di fondi
  • il bilancio sociale, se dovuto per livello di entrate (superiori ad 1 milione di euro).

Aggiornamento dei dati per organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale

Se l’ente è un’organizzazione di volontariato (Odv) o un’associazione di promozione sociale (Aps), entro il 30 giugno deve comunicare le eventuali variazioni attraverso la apposita istanza aggiornando:

  • il numero di socivolontari e dipendenti
  • i dati degli enti associati alla rete o se ente di secondo livello (se presenti)

Comunicare al Runts tutte le variazioni entro 30 giorni dalla avvenuta modifica

Affinché il Runts sia uno spazio affidabile e aggiornato, la norma impone agli enti di comunicare tempestivamente in piattaforma tutte le significative variazioni e modifiche nella vita associativa dell’organizzazione stessa tramite apposita “Istanza di variazione”.

Tra queste:

  • rinnovo delle cariche sociali (presidente, consiglio direttivo, legale rappresentante)
  • nomina o cessazione dell’organo di controllo o del revisore
  • modifiche statutarie, con statuto registrato all’Agenzia delle entrate
  • cambio di denominazione
  • variazioni di sede legale, anche con impatto statutario
  • apertura o chiusura di sedi secondarie o partita Iva
  • modifica delle attività di interesse generale effettivamente esercitate
  • inserimento o modifica delle attività diverse

Ulteriore comunicazione è quella relativa alla perdita della qualifica fiscale di ente non commerciale, la quale deve essere comunicata entro 30 giorni dalla chiusura del periodo di imposta nel quale si è verificata.

Si consiglia di concentrare in un’unica pratica di “Variazione dati” tutte le informazioni da aggiornare in quanto gli uffici del Runts ne processano una alla volta (e quindi non è possibile presentare una nuova seconda istanza se la prima è ancora aperta).

Alcune situazioni a rischio cancellazione

Ci sono alcuni casi in cui la perdita dei requisiti comporta conseguenze rilevanti.

Tra questi, la diminuzione del numero minimo di associati, che:

  • per le Odv, deve essere di almeno di 7 persone fisiche o 3 Odv;
  • per le Aps, deve essere almeno di 7 persone fisiche o 3 Aps.

Nel caso in cui il numero di associati si riduca al di sotto dei limiti menzionati, gli stessi enti devono aggiornare l’informazione al Runts entro 30 giorni dal verificarsi di tale riduzione e devono reintegrare il numero minimo entro un anno, pena la cancellazione dal registro unico (che può essere evitata chiedendo l’iscrizione in un’altra sezione del Runts).

Per un quadro completo degli adempimenti da rispettare nel Runts consulta la sezione:

Cosa e quando comunicare al registro unico nazionale del Terzo settore

 

Al via la decima edizione del Premio Angelo Ferro per l’Innovazione nell’Economia Sociale

Sono aperte le candidature per il premio Angelo Ferro per l’innovazione nell’economia sociale 2026, dedicato all’imprenditore, docente e filantropo padovano scomparso nel 2016.

L’iniziativa arriva alla sua decima edizione e dal 2017 ha raccolto oltre 2.000 esperienze di diverse realtà del Terzo Settore in tutto il territorio nazionale. È promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e la Fondazione Emanuela Zancan, con il sostegno di Intesa Sanpaolo e il patrocinio di CSVnetAcri e Forum terzo settore.

Il premio punta a valorizzare l’innovazione nell’economia sociale a partire dalla definizione OCSE che si articola in: soluzioni capaci di interpretare i nuovi bisogni sociali; soluzioni che attivano risposte originali di prodotto e/o processo; soluzioni che attivano risposte originali per destinatari e/o tipologia di collaborazioni.

Le candidature per l’edizione 2026 possono essere inoltrare entro le ore 24.00 di lunedì 16 marzo 2026, compilando online l’apposito formulario. Per ciascuna iniziativa andrà fornita una sintetica descrizione dell’attività svolta, del contesto in cui opera e dei risultati economici e sociali ottenuti, sottolineando i caratteri innovativi introdotti nei prodotti o servizi erogati.

Possono partecipare tutti gli enti senza scopo di lucro, che abbiano la sede legale in Italia e che operino in uno o più dei settori di interesse generale di cui all’art. 5 del Codice del Terzo settore (D.Lgs. n. 117/2017).

Entro il 9 aprile sarà reso noto l’esito della prima fase di selezione delle candidature. Ai soggetti che avranno superato la prima tornata di valutazioni saranno richieste ulteriori informazioni e documentazioni volte ad approfondire le innovazioni dichiarate e i risultati economici e sociali ottenuti. Entro le ore 24.00 del 27 aprile i soggetti selezionati dovranno inviare le documentazioni richieste per via telematica.

La Giuria selezionerà le prime cinque candidature entro il 15 maggio. Il vincitore del Premio sarà proclamato nella cerimonia finale di premiazione, che si svolgerà il 3 giugno nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Padova.

Qui il bando completo.