Disturbi alimentari, a Portici un momento di confronto tra prevenzione e cura

Parlare di disturbi alimentari significa sì parlare di salute, ma significa anche mettere al centro dell’attenzione temi importanti come relazioni, scuola, famiglia, società. I disturbi legati ad una alimentazione errata continuano a riguardare molti giovani e, di riflesso, le loro famiglie.
Da questa esigenza nasce il progetto promosso dal Centro Clinico Humasophy di Portici, che sabato alle 18, aprirà le proprie porte al pubblico con un Open Day dedicato al rapporto tra alimentazione, corpo e mente.

L’iniziativa vuole essere soprattutto un momento di informazione e confronto, con l’obiettivo di portare la riflessione sui disturbi alimentari anche al di fuori degli ambiti strettamente sanitari. Al centro ci sarà infatti il tema della prevenzione e della necessità di riconoscere per tempo situazioni di disagio che possono coinvolgere la dimensione fisica, psicologica e sociale della persona.
«Qualche anno fa, in occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla, dedicata ai disturbi del comportamento alimentare, avviammo una riflessione che oggi trova continuità nell’attività e nella professionalità del dottor Daniele Schupffer», sottolinea Grazia Buccelli, assessore alle Pari Opportunità in carica fino a qualche mese fa proprio al Comune di Portici, richiamando la necessità di accendere l’attenzione su un fenomeno ancora poco conosciuto ma non per questo meno pericoloso.

La riflessione parte anche dal contesto sociale nel quale crescono oggi adolescenti e giovani, spesso sottoposti a modelli di perfezione e di adeguatezza difficili da raggiungere. In questo scenario, comprendere i segnali e creare occasioni di ascolto può rappresentare un passaggio importante.
L’Open Day sarà quindi occasione per conoscere il lavoro dell’équipe multidisciplinare del Centro e, soprattutto, per affrontare il rapporto con il cibo non soltanto attraverso il peso o l’alimentazione, ma considerando l’intreccio tra aspetti biologici, psicologici e relazionali.

L’appuntamento è per sabato 3 ottobre alle 18, in viale Leone 4F, a Portici. Un incontro aperto a cittadini, professionisti e a chiunque voglia conoscere meglio un tema che riguarda la salute individuale, ma anche il benessere della comunità.

di Nadia Labriola

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SàFF 2026, incontri a Donnaregina: gli appuntamenti con CSV Napoli

Dal 5 al 10 ottobre il Complesso Monumentale di Donnaregina, a Napoli, ospita il SàFF 2026, il primo festival cinematografico europeo co-prodotto con il Terzo Settore. L’evento è promosso da Apogeo ETS, Upside Production, Fondazione Napoli C’entro e Fondazione di Comunità San Gennaro, con il sostegno principale di Fondazione con il Sud e di UniCredit. Il programma conta oltre 60 appuntamenti gratuiti e coinvolge più di cento organizzazioni del Terzo Settore. In questo calendario CSV Napoli è presente con due momenti che mettono al centro il rapporto tra profit e non profit, il welfare costruito insieme alle istituzioni e il racconto pubblico dell’inclusione.

 

Il 6 ottobre, dalle 16 alle 17.30, nella Sala Vaccaro 1 di Donnaregina Nuova, si tiene il workshop «Co-progettazione e co-programmazione pubblico-privato: una regia per il welfare». Modera Francesco Pirone dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Intervengono Luciano Gallo, segretario generale della Fondazione Terzjus, Gabriele Sepio della Scuola Nazionale della Pubblica Amministrazione, la Cooperativa La Paranza, Chiara Marciani, assessore ai Giovani e al Lavoro del Comune di Napoli, Roberto Bellavista di UniCredit e Giovanna De Rosa, direttrice di CSV Napoli.

 

Il 9 ottobre, dalle 12 alle 13.30 nella Sala Solimena di Donnaregina Nuova, il panel «Secondo tempo: la narrazione pubblica del reinserimento sociale» chiude il percorso nel «Terzo Spazio Con il Sud». Modera Antonio Mattone della Brigata Caterina. Il punto di partenza è la ricerca criminologica sulla desistenza, che accanto alla cessazione del reato e al mutamento della percezione di sé individua una terza fase: il riconoscimento da parte degli altri, che restituisce alla persona un ruolo sociale e un senso di appartenenza. Su questa base il tavolo riunisce chi fa cinema, artigianato artistico e impresa culturale nei luoghi dell’esclusione e discute il racconto come componente del percorso di reinserimento. «Raccontare l’inclusione è già includere», recita la presentazione. Tra i temi in agenda il riconoscimento sociale come condizione del reinserimento, l’etica del racconto negli istituti, tra consenso, tempi e diritto all’oblio delle persone riprese, e i laboratori artistici dentro le mura, dalla terapia occupazionale al mestiere. Intervengono Luciano Toriello, regista de «La luce dentro», Imma Carpiniello, fondatrice della cooperativa Le Lazzarelle, Lucia Lauro, fondatrice della Cooperativa Sociale Rigenerazioni Onlus, Luciana Delle Donne di Made in Carcere e Umberto Cristadoro, presidente di CSV Napoli. Nel panel è previsto il Premio Social Storytelling, assegnato ad «Antonino» di Angelo Campoli.

 

Da segnalare, inoltre, il Social Pitch Arena, un’occasione di conoscenza e confronto tra il mondo imprenditoriale e quello dell’innovazione sociale. Il Centro di servizio per il volontariato guarda da sempre alla responsabilità sociale condivisa e all’incontro tra imprese e organizzazioni non profit, un lavoro che passa anche da esperienze come Crowdnet, la piattaforma di crowdfunding di CSV Napoli. Gli appuntamenti sono quattro, ogni giorno dalle 14.30 alle 16. Dal 5 al 7 ottobre ci si ritrova nella Sala Navata Barocca di Donnaregina Nuova, con l’accoglienza delle imprese partecipanti, un welcome coffee e una visita guidata al complesso monumentale di Donnaregina e Santa Restituta. Segue un tavolo sui temi dell’economia sociale, al quale è attesa la partecipazione di Confindustria PI Campania, e la presentazione di tre progettualità del Terzo Settore selezionate per l’occasione. L’8 ottobre l’arena si sposta a Santa Maria dei Cristallini, nel Rione Sanità, per l’evento «Sotto chi tene ‘o core» – Includere per Crescere, organizzato con la Cooperativa Sociale La Paranza. In programma la premiazione dei tre progetti scelti tra quelli presentati nei giorni precedenti e la tavola rotonda «Includere per Crescere», con la partecipazione attesa di Confindustria PI Campania e del RM UniCredit.

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Philantropea Salerno, il 50,4% delle imprese sociali italiane è nel Mezzogiorno

Il 50,4% delle imprese sociali italiane ha sede nel Mezzogiorno: sono 11.172 su 22.153, in un’area che raccoglie il 31,6% degli enti del Terzo Settore nazionale. Lo dicono i dati inediti del Non Profit Data Hub di Italia non profit, presentati a Philantropea Salerno, la prima tappa territoriale del ciclo promosso con Open Giving Foundation. L’incontro si è tenuto giovedì 24 settembre al Complesso San Michele ed è stato co-progettato e sostenuto da Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana e Fondazione Banco di Napoli.

I numeri in sintesi:

Nel Sud operano circa 48mila enti iscritti al RUNTS, quasi un terzo del totale nazionale.

L’età media di chi guida gli enti è di 54,2 anni, contro i 57,8 del Centro-Nord. Tra gli enti nati dopo la Riforma, la quota di under 30 alla guida quadruplica.

Le fondazioni di origine bancaria del Sud sono 10 sulle 86 censite da Acri.

Un ente del Terzo Settore meridionale può contare su 95 enti filantropici iscritti al RUNTS, il suo omologo del Nord su 419.

Con meno interlocutori filantropici, spiegano gli organizzatori, il ruolo delle imprese diventa decisivo. «Le imprese di tutta Italia possono trovare un alter ego imprenditoriale significativo nelle imprese sociali», osserva Mara Moioli, co-fondatrice di Italia non profit. Il confronto si è svolto con una regola unica, la sincerità radicale: casi concreti, compresi quelli che non hanno funzionato.








Philantropea 2026 prosegue il 24 novembre con la tappa online, a ingresso libero e gratuito.

Iscrizioni su philantropea.italianonprofit.it.

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Nuovo incendio a Longola, Terramare 3000 chiama a raccolta i cittadini: sabato il prefetto sul sito

Un nuovo incendio ha interessato l’area di Longola, a Poggiomarino, a pochi mesi dai roghi più gravi che avevano colpito il sito archeofluviale. Le fiamme hanno attaccato la zona esterna del complesso e risparmiato i reperti e le strutture archeologiche, coinvolti invece nei precedenti episodi. Il rogo è divampato mentre la Commissione prefettizia faceva rimuovere le macerie lasciate dagli incendi precedenti.

Toccherà agli accertamenti chiarire come sia partito e se esista un nesso con gli eventi dei mesi scorsi. L’episodio riporta l’attenzione sulle condizioni di sicurezza e sorveglianza di un’area che in passato ha già conosciuto scarichi abusivi e attività illecite.

Sabato 3 ottobre alle 12 il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, sarà a Longola per affiancare i commissari prefettizi e incontrare il commissario straordinario Gabriella D’Orso. La visita servirà a fare il punto sulle misure di sorveglianza, con l’intento di rafforzare i controlli. Negli ultimi mesi il sito ha attirato un’attenzione istituzionale crescente: ad agosto vi si era recato anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

L’associazione Terramare 3000, che da anni si dedica alla valorizzazione di Longola, ha diffuso un appello ai cittadini perché partecipino all’appuntamento di sabato. Definisce l’episodio «un’azione infame e inaccettabile» e assicura: «Non ci arrenderemo, non molleremo Longola».

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Fiume Sarno, la Regione fissa la scadenza: bonifica entro la legislatura

Il risanamento del fiume Sarno da portare a termine entro 4-5 anni, ossia entro la fine della legislatura. L’annuncio del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, durante la seduta monotematica al Consiglio regionale sul corso d’acqua campano durante cui è stata approvata una risoluzione unitaria, ripropone il tema una questione che va avanti da quasi 30 anni, con il Sarno che è storicamente considerato tra i fiumi più inquinati d’Italia e d’Europa, a causa di scarichi industriali abusivi, conciari e agroalimentari. “Tramite una nuova legge o la modifica di una norma, lavoreremo all’inasprimento delle sanzioni per chi si azzarda a sversare illegalmente, perché questo è un danno criminale alla salute delle persone, all’ambiente e al vivere comune”, ha aggiunto Fico, spiegando che “saremo inflessibili e implacabili. Faremo tutto il possibile per inasprire le pene dal punto di vista amministrativo, fino a sospendere licenze e autorizzazioni”, a proposito degli sversamenti nel fiume. Sempre Fico ha ricordato che la Regione Campania ha stanziato circa 400 milioni di euro per il risanamento e la messa in sicurezza del fiume. “E’ stato già fatto un bando, che è chiuso, e si lavora su un accordo quadro, proprio per andare in velocità e nella massima trasparenza”, ha spiegato Fico.

In precedenza, durante la seduta monotematica al Consiglio regionale, si è segnalato l’intervento del capo dell’opposizione e coordinatore regionale di FdI, Gennaro Sangiuliano, che ha consegnato una bottiglietta con i campioni d’acqua del fiume Sarno al presidente Fico, acqua prelevata questa mattina dal corso d’acqua, assieme al capogruppo dei conservatori, Sebastiano Odierna.
Sul Sarno, nelle scorse settimane c’è stata una sfida social, divenuta segnale di protesta, ossia versare acqua limpida nel fiume inquinato, un’iniziativa partita da Fosso Imperatore, località al confine tra Pagani e San Valentino Torio, in provincia di Salerno, arrivata fino alla foce grazie alla “Rete difesa del Sarno” di Castellammare di Stabia.

di Nicola Sellitti

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