Bando “Si Può Fare Socialità Frattamaggiore 2026”

Il Comune di Frattamaggiore e Cantiere Giovani rinnovano il proprio impegno nei confronti delle nuove generazioni annunciando il bando “Si Può Fare Socialità Frattamaggiore 2026”, un progetto che mette al centro l’aggregazione e la partecipazione attiva dei giovani come strumenti fondamentali per costruire comunità più partecipative, accessibili e inclusive.

I giovani avranno tempo fino al 30 maggio per presentare le proprie proposte attraverso il form Frattamaggiore, disponibile qui. I progetti dovranno essere realizzati entro il 10 gennaio 2027.

Per favorire un accesso più semplice alle informazioni e offrire un supporto diretto ai partecipanti, sarà inoltre attivo uno sportello informativo dedicato ai giovani, situato al Centro Giovani Il Cantiere, in Traversa XXXI maggio 20, Frattamaggiore.

Lo sportello sarà aperto tutti i giorni, dalle ore 16.00 alle ore 20.00, e fornirà informazioni, orientamento e assistenza alla compilazione delle proposte progettuali. Sarà possibile anche contattare il numero 3760901927 per ulteriori info.

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Aperture straordinarie e percorsi per famiglie, un maggio di cultura agli Scavi di Ercolano

Un mese di maggio all’insegna della cultura e della scoperta attende i visitatori del Parco Archeologico di Ercolano, che ha organizzato un calendario ricco di aperture straordinarie, di iniziative gratuite e ei attività pensate per adulti e famiglie.

Dopo la partenza – partecipatissima – del primo maggio, giornata in cui il Parco è rimasto regolarmente aperto in occasione della Festa del Lavoro offrendo la possibilità di visitare gli scavi con orario continuato, domenica 3 maggio è stata la volta di “#domenicalmuseo”, l’iniziativa del Ministero della Cultura che prevede l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali. Per l’occasione è stato possibile accedere liberamente sia al Parco che a Villa Sora

Per i giorni a venire, invece, spazio anche alle famiglie con “Ercole in città”, in programma l’8 e il 15 maggio: un itinerario pensato per bambini e genitori, che accompagna i partecipanti in un percorso narrativo tra affreschi e spazi pubblici, alla scoperta del mito di Ercole in chiave divulgativa e coinvolgente.

Ad aprire il calendario “speciale” è stato l’ultimo appuntamento con il percorso tematico “I luoghi del cibo a Ercolano”, che ha rappresentato un’occasione preziosa per approfondire la civiltà alimentare dell’antica città.

L’iniziativa ha guidato i visitatori in un itinerario dedicato alle abitudini alimentari romane, con particolare attenzione allo “street food” dell’epoca, alle botteghe e ai luoghi della produzione del pane. Un viaggio tra thermopolia, domus e forni che ha permesso di comprendere come, cosa e dove si nutrivano gli abitanti prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
Nel corso della visita è stato possibile osservare da vicino un antico forno e scoprire le tecniche di lavorazione del pane, mentre all’Antica Spiaggia gli studi antropologici sui resti umani hanno offerto uno spaccato sulle condizioni di vita e sulla dieta della popolazione.

di Nadia Labriola

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Rilancio dei consultori, il sindacato : “Un presidio ogni 40mila abitanti, troppo poco”

A seguito del riparto di 98 milioni di euro assegnati dalla Regione Campania alle ASL per il potenziamento della sanità territoriale, la FP CGIL Campania lancia un appello urgente affinché una parte significativa di queste risorse venga destinata al rilancio strutturale della rete consultoriale.
Secondo l’organizzazione sindacale, il rafforzamento del personale deve procedere di pari passo con la valorizzazione di servizi che rappresentano, storicamente, il primo vero esempio di sanità di prossimità.
“I consultori, istituiti nel 1975, sono i precursori delle attuali Case di Comunità: strutture pubbliche, gratuite e capillarmente diffuse- spiega Antimo Morlando, segretario della Sanità Pubblica per la FP CGIL di Napoli e della Campania- Tuttavia, decenni di definanziamento li hanno ridotti in una condizione di profonda criticità. I numeri parlano chiaro: in Campania disponiamo di un consultorio ogni 40.000 abitanti, esattamente la metà rispetto allo standard nazionale che ne prevede uno ogni 20.000”.
La carenza non riguarda solo il numero dei presidi, ma anche la loro operatività quotidiana. Morlando evidenzia come molte strutture soffrano di aperture a singhiozzo e di una cronica mancanza di figure professionali e amministrative necessarie per comporre le equipe multidisciplinari. Una crisi che mette a rischio l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), tra cui screening, prevenzione, assistenza psicologica, supporto alle vittime di violenza e percorsi per l’interruzione di gravidanza.
“Queste attività sono indispensabili per rispondere ai nuovi bisogni di una società che cambia-  conclude Morlando- Per questo chiediamo al Presidente Fico un impegno concreto affinché il consultorio torni a essere il presidio centrale di una sanità gratuita e accessibile”.
La mobilitazione del sindacato non si fermerà ai tavoli istituzionali. A partire dal 15 maggio, la FP CGIL Campania darà il via a una raccolta firme tra i cittadini per sostenere una proposta di legge che rimetta al centro il diritto universale alla salute e il valore della sanità pubblica.

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Abusi sui minori, dossier di Telefono Azzurro: aumenta la circolazione di materiale illegale, oltre 21 milioni di segnalazioni online nel 2025

L’abuso sessuale sui minori continua a essere un fenomeno in larga parte sommerso, che attraversa ambienti quotidiani e sempre più spesso si sviluppa anche online.

Il dossier 2025 “Ascoltami per aiutarmi”, presentato da Telefono Azzurro, mette insieme dati internazionali e attività operative per restituire una fotografia che va oltre l’emergenza.

A livello globale, una meta-analisi pubblicata su JAMA Pediatrics nel 2025 — 165 studi, 80 Paesi, oltre 958mila minori coinvolti — stima una prevalenza dell’11,4% per molestie sessuali, dell’8,7% per violenza con contatto e del 6,1% per rapporti forzati. Numeri che indicano un fenomeno strutturale e non residuale.

Sul piano digitale, i segnali sono in crescita. In Italia l’indicatore CSAM passa da 15,0 nel 2023 a 22,6 nel 2024 ogni 10mila abitanti. Un dato che non misura la reale diffusione degli abusi, ma evidenzia l’aumento della presenza e circolazione di contenuti illegali.

La pressione sui sistemi di segnalazione è ancora più evidente a livello internazionale. Il National Center for Missing & Exploited Children ha registrato nel 2025 oltre 21 milioni di CyberTipline reports, con più di 61 milioni di file allegati. A questi si aggiungono centinaia di migliaia di contenuti confermati come materiale di abuso secondo i dati della Internet Watch Foundation. Crescono anche le segnalazioni legate all’uso dell’intelligenza artificiale generativa e ai fenomeni di adescamento online.

“I dati non sono una fotografia completa del fenomeno, ma indicano la dimensione operativa del problema e la necessità di rafforzare la cooperazione tra piattaforme, autorità e soggetti qualificati”, sottolinea il dossier.

Dentro questo quadro, i servizi gestiti da Telefono Azzurro offrono un osservatorio diretto. Abuso, sfruttamento sessuale, sextortion e grooming rappresentano il 7,2% dei casi trattati dal 114 Emergenza Infanzia e il 4,9% di quelli gestiti dalla linea 1.96.96. Nel servizio Trusted Flagger, le segnalazioni di materiale di abuso arrivano al 76,5% del totale analizzato.

I dati mostrano anche una differenza significativa tra i due canali: nel 114 prevalgono i casi di abuso e violenza (56%), mentre la componente digitale pesa per il 39,9%. Nella linea 1.96.96 accade il contrario: il digitale rappresenta il 66,7%, ma l’area abuso e violenza resta rilevante con il 26,9%.

“I contesti di prossimità e quelli digitali non possono essere letti come mondi separati: spesso il rischio nasce in uno e prosegue nell’altro”, evidenzia il documento.

Un ulteriore dato riguarda la capacità di risposta delle istituzioni. Il Rapporto 2025 della Commissione Pontificia per la Tutela dei Minori segnala, per l’Italia, 81 diocesi rispondenti su 226, pari al 35,8%. Un indicatore che non misura la diffusione degli abusi, ma il livello di accountability e trasparenza nei sistemi di segnalazione.

Il dossier insiste su un punto: la protezione non può essere affidata alla gestione interna dei singoli contesti. Scuola, sport, comunità religiose, servizi e piattaforme devono dotarsi di procedure, formazione e canali sicuri.

“Segnalare non è un adempimento formale, ma un passaggio di tutela”, si legge nel documento.

La risposta indicata è multilivello: riconoscere prima i segnali, migliorare la qualità dell’ascolto, rendere efficaci le segnalazioni, coordinare gli interventi e soprattutto verificare gli esiti nel tempo. A questo si aggiunge la necessità di integrare i dati oggi frammentati tra sistemi diversi.

“Ogni bambino deve poter trovare un adulto capace di ascoltare, credere e attivare la protezione”, afferma Ernesto Caffo.

Il punto, però, è anche un altro: l’abuso non può essere affrontato solo quando diventa visibile. È prima, nei segnali deboli e nelle situazioni di vulnerabilità, che si gioca la possibilità di intervenire.

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“Marcia popolare dell’educazione” contro le violenze e per una città inclusiva

Una grande marcia popolare per l’educazione e la prevenzione, lanciata da un’alleanza che che va da Libera contro le mafie,alla Chiesa di Napoli, dalle realtà educative e ai movimenti sociali, si terrà a Napoli il 16 maggio con partenza da Piazza Garibaldi e arrivo in Piazza del Plebiscito.

L’iniziativa vuole dare voce a chi ogni giorno lavora nei quartieri popolari, nelle scuole, nelle carceri, nelle comunità con minori, con i giovani, con le persone fragili, spesso in condizioni precarie, e rilanciare un impegno collettivo per contrastare marginalità, povertà e violenze.

Al centro della mobilitazione, il bisogno di unire Napoli – divisa dalle disuguaglianze e dalle etichette – e la proposta di politiche pubbliche che vadano in discontinuità con le politiche spot e repressive: un Decreto Comunità (non con un altro nome di città o quartiere per marchiare chi ci abita) e una Legge Regionale sull’Educativa di Comunità che prevedano la continuità dei progetti educativi; la dignità e la stabilità con un salario mensile minimo di chi lavora nel sociale; l’accesso gratuito a cultura e sport; misure straordinarie per l’infanzia; la riqualificazione e il riutilizzo sociale e pubblico degli spazi abbandonati, dei beni confiscati alle mafie, delle terre incolte per generare lavoro, mutualismo ed economia sociale; la, co-programmazione e co-progettazione degli interventi e delle risorse; un piano anticorruzione negli ambiti sociali di zona; un’idea di educazione di comunità dove la scuola sia al centro di una relazione aperta e costante negli spazi del quartiere e nel tempo di vita; un’educazione fondata su pratiche nonviolente e collettive

La marcia sarà anche un momento di festa, arte e condivisione, con musicisti e artisti di strada, per costruire una città più giusta e bella, forte contro le armi, contro chi le vende, contro chi le usa. Una città che ricorda i suoi giovani e le sue vittime innocenti, e che si unisce per fermare la violenza culturale, patriarcale, ambientale delle camorre e dei sistemi corruttivi.

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