Borse di studio e collegi di merito: online il bando IPE

Il futuro universitario non è fatto solo di esami, ma di opportunità, network e crescita personale. L’IPE (Istituto per ricerche e attività educative) ha ufficialmente aperto le candidature per l’anno accademico 2026-2027, offrendo agli studenti la possibilità di accedere ai prestigiosi Collegi Universitari di Merito nelle città di Napoli e Bari.

Cos’è il Modello dei Collegi di Merito IPE?

A differenza di un semplice alloggio per fuorisede, i Collegi di Merito IPE propongono un percorso formativo integrato. Gli studenti ammessi beneficiano di un ambiente stimolante che unisce la residenzialità a programmi di coaching personalizzato, tutoraggio accademico e attività interdisciplinari volte a sviluppare le soft skill richieste dal mercato del lavoro.

L’offerta è rivolta a studenti italiani e stranieri iscritti a corsi di laurea, master, dottorati o percorsi AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica).

Borse di Studio e Opportunità Internazionali

Il bando IPE 2026-2027 punta a premiare il talento e a sostenere il diritto allo studio attraverso:

  • Borse di studio per merito e reddito, pensate per facilitare l’accesso ai fuorisede.

  • Programmi di mobilità internazionale in collaborazione con la rete EucA (European University College Association).

  • Esperienze di volontariato e progetti di promozione sociale.

  • Focus sull’innovazione digitale: a Bari, presso il Collegio Poggiolevante, è attivo il percorso Asirid, focalizzato sulle tecnologie digitali in sinergia con importanti aziende partner.

Sedi e Strutture a Napoli e Bari

L’istituto gestisce strutture d’eccellenza situate in punti strategici delle due città pugliese e campana:

  1. Napoli: Collegi Villalta e Monterone.

  2. Bari: Collegio Poggiolevante.

Come Partecipare e Open Day Online

Per scoprire da vicino il modello formativo e i dettagli del bando, l’IPE ha organizzato un Open Day online mercoledì 8 aprile, dalle ore 18:30 alle 19:30. Durante l’incontro verranno illustrate le modalità di candidatura e i criteri di selezione per l’assegnazione dei posti e delle agevolazioni economiche.

Le iscrizioni sono già aperte. Gli interessati possono consultare i canali ufficiali dell’IPE per scaricare il bando completo e inviare la propria domanda di ammissione.

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L’arte che cura: al Pausilipon di Napoli l’archeologia entra in corsia

Il patrimonio culturale di Napoli diventa una medicina per l’anima grazie a “Igea. L’arte che cura”, l’innovativo progetto che unisce l’Ospedale pediatrico AORN Santobono Pausilipon e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Comune di Napoli. L’iniziativa, partita ufficialmente oggi, 1° aprile 2026, si pone l’obiettivo di trasformare il tempo del ricovero in un’esperienza di scoperta, portando la bellezza dell’arte e della storia direttamente nelle corsie del polo oncologico pediatrico.

Laboratori e attività: i piccoli pazienti diventano “giovani funzionari”

Il percorso didattico prevede cinque incontri tematici curati dai funzionari della Soprintendenza. Ogni appuntamento alterna una parte teorica a laboratori pratici creativi, permettendo ai bambini di immedesimarsi nel lavoro di archeologi, storici dell’arte e restauratori. Attraverso il gioco e la sperimentazione, i piccoli pazienti apprendono come il patrimonio storico-artistico della città venga studiato e protetto ogni giorno.

Oltre alle attività in ospedale, il progetto include visite guidate esclusive nei luoghi simbolo della Soprintendenza partenopea. I bambini avranno l’opportunità di esplorare siti dal fascino millenario come il Parco Archeologico del Pausilypon e le Terme Romane di via Terracina, vivendo un momento di svago e formazione fuori dalle mura ospedaliere.

Il valore terapeutico della cultura: le voci dei protagonisti

Rodolfo Conenna, Direttore Generale dell’AORN Santobono Pausilipon, sottolinea come il tempo della malattia sia spesso un “tempo sospeso” che priva i ragazzi della loro normalità. Questo progetto mira a colmare quel vuoto con la crescita e l’immaginazione. Sulla stessa linea, la Soprintendente Rosalia D’Apice definisce “Igea” un progetto pionieristico: condividere competenze tecniche e specialistiche con i ragazzi non solo arricchisce il loro bagaglio culturale, ma li rende custodi attivi di un patrimonio fragile e prezioso. Grazie a questa sinergia, la tutela dei beni culturali e la cura della persona si fondono in un unico percorso di speranza e bellezza, confermando Napoli come una città dove la solidarietà e l’arte camminano di pari passo.

Dal Lussemburgo al  Santobono di Napoli per curare una malattia rara

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“Trovata la cura per la Dislessia”: la provocazione dell’AID per il 1° Aprile

Un annuncio sui social ha scosso la comunità educativa e le famiglie: “Trovata la cura definitiva per la dislessia”. Con queste parole, l’Associazione Italiana Dislessia (AID) ha dato il via a una campagna di sensibilizzazione tanto spiazzante quanto necessaria, sfruttando la ricorrenza del Pesce d’Aprile per scardinare pregiudizi millenari.

Disslexina: il farmaco che non esiste

Dopo ore di attesa, l’AID ha svelato il “volto” di questa cura miracolosa attraverso l’immagine di un farmaco fittizio generata dall’intelligenza artificiale: la Disslexina. Ma la verità dietro l’immagine è un potente invito a ribaltare la prospettiva comune sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).

La vera “cura”, spiega l’associazione, non è una pillola, né un’app o un metodo segreto. È, invece, un ecosistema di supporto fatto di:

  • Insegnanti empatici che concedono il tempo necessario agli studenti.

  • Genitori che comprendono le diverse velocità di apprendimento senza fare paragoni.

  • Diagnosi precoci che evitino anni di frustrazione e sensi di colpa.

  • Compagni di classe inclusivi che non ridicolizzano l’errore.

  • Una scuola capace di valutare l’intelligenza oltre gli schemi standard.

Cambiamento culturale: dalla “guarigione” alla “presa in carico”

Il cuore della campagna risiede nel chiarire un malinteso radicato: la dislessia non è una malattia da cui liberarsi o un errore da correggere. È una caratteristica neurodiversa. L’obiettivo dell’AID è trasformare il concetto di “cura” in quello di “presa in carico” da parte della collettività.

Silvia Lanzafame, presidente di AID, è stata categorica nel sottolineare che la dislessia non si cura perché non è una patologia, ma un modo differente di elaborare le informazioni. “Quello che si può e si deve  cambiare è tutto il resto- ha sottolineato Lanzafame- . La dislessia riguarda circa il 5% degli studenti italiani; è una condizione che non compromette l’intelligenza e non dipende dall’impegno”.

Oltre il pregiudizio: vivere serenamente con i DSA

Molte famiglie provano smarrimento di fronte a una diagnosi, temendo che la serenità del percorso scolastico e professionale sia compromessa. L’Associazione Italiana Dislessia lavora quotidianamente per dimostrare il contrario.

Attraverso l’uso di strumenti compensativi adeguati e, soprattutto, grazie a un ambiente sociale ed educativo accogliente, la diversità smette di essere un difetto per diventare semplicemente una caratteristica del funzionamento umano. La vera sfida per il 2026 e oltre resta la creazione di una cultura che valorizzi il potenziale di ogni studente, indipendentemente dal suo modo di leggere o scrivere.

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Rilancio del litorale Domizio: nasce la DMO per la promozione turistica della costa casertana

Il futuro del turismo in Campania segna una tappa importante. E’ stata ufficialmente presentata la DMO (Destination Management Organization) del Litorale Domizio, un nuovo organismo che nasce dalla sinergia tra istituzioni pubbliche e settore privato per trasformare la costa casertana in una destinazione competitiva sui mercati internazionali.

Il progetto vede protagonisti i comuni di Castel Volturno, Mondragone, Sessa Aurunca e Cellole, affiancati dalla Camera di Commercio di Caserta e dalle principali associazioni di categoria, tra cui Confcommercio, Confindustria, Coldiretti, Confagricoltura, Fiavet e il Consorzio Turistico Operatori Domizia.

Obiettivi della DMO Litorale Domizio

La creazione di questa società dedicata alla promozione turistica non è solo un atto formale, ma il risultato di un lungo lavoro di coordinamento. L’obiettivo primario è la valorizzazione integrata del territorio attraverso un modello di governance condivisa. La DMO si candiderà presso la Regione Campania per intercettare fondi e avviare una programmazione strategica che superi la frammentazione degli interventi passati.

Secondo Pasquale Marrandino, coordinatore del comitato promotore, questo traguardo permette finalmente al litorale di dotarsi di uno strumento moderno per la gestione dei flussi e dell’immagine del territorio. L’attesa è ora rivolta alla fase operativa, subordinata al riconoscimento regionale.

Sinergia tra Pubblico e Privato per l’Economia Locale

Il coinvolgimento attivo del mondo imprenditoriale è il motore di questa iniziativa. Salvatore Trinchillo, coordinatore degli enti privati, ha sottolineato come la DMO rappresenti una chance concreta per rilanciare l’economia locale e creare nuova occupazione. Puntando sulle eccellenze agroalimentari, storiche e naturalistiche della zona, si punta a costruire un’offerta turistica che sia al contempo sostenibile e strutturata.

Grazie a questa unione di intenti, il Litorale Domizio punta a uscire dai confini locali per posizionarsi come meta attrattiva nei circuiti turistici nazionali, offrendo un’alternativa valida e organizzata per chi cerca mare, cultura e prodotti tipici d’eccellenza.

Qualità del mare sul litorale domizio

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Minorenne ferito a scuola, la preside: “Continuiamo a credere nella scuola come luogo di crescita”

Accoltellato nei bagni della scuola da un compagno d’istituto, il 14enne rimane ferito alla gamba. Il grave episodio si è verificato nel pomeriggio di lunedì 30 marzo all’Istituto Pontano delle Arti e dei Mestieri (Ipam) di Scampia. A colpire con una lama a farfalla l’adolescente un ragazzo di 17 anni, poi denunciato dai carabinieri per lesioni personali e porto abusivo di armi. Stando a quanto ricostruito dai militari dell’Arma, il giovane ferito sarebbe stato attirato con una scusa con altri ragazzi nei bagni dell’istituto di viale della Resistenza. Il presunto autore del gesto prima avrebbe mimato l’accoltellamento e poi avrebbe sferrato realmente il fendente all’arto inferiore dell’adolescente, che non versa in gravi condizioni. I carabinieri hanno poi successivamente ritrovato la lama a farfalla ancora sporco di sangue in un canale di scolo nei pressi degli uffici dell’Ottava Municipalità di Napoli, sede distante soltanto pochi metri dalla scuola.

La dinamica

Ad aiutare l’alunno di 17 anni, riferiscono i carabinieri, un 15enne poi denunciato per favoreggiamento. A denunciare l’accaduto, la dirigente scolastica dell’Ipam, Anna Florio che da tempo è impegnata a dare un futuro professionale ai giovani frequentanti l’istituto.  Seppur amareggiata per il ferimento del ragazzo, la Florio non è affatto intenta a mollare: «Un episodio del genere, seppur grave, non ci fermerà. Al contrario, ci rende ancora più determinati a dimostrare che la scuola è un luogo sicuro dove ogni studente ha la possibilità di crescere personalmente e professionalmente». Un istituto come il Pontano delle Arti e dei Mestieri, frequentato da circa 100 ragazzi tra i 14 e i 19 anni, aggiunge Florio, «non deve essere un luogo di terrore o di diffusioni di azioni criminali ma, al contrario, un posto si diffondono le pari opportunità e la legalità. Noi proponiamo un cambio di prospettiva, dove dare la possibilità ai giovani di poter scegliere il proprio futuro. Noi tentiamo di contrastare i falsi miti, una comunicazione conflittuale che avviene attraverso i social, a volte veicolo di messaggi e modelli sbagliati che non rispecchiano quello che è il lavoro, la scelta etica giusta e professionale». Le indagini sono ancora in corso e dunque c’è ancora un certo riserbo, ma la dirigente Florio lancia un messaggio ai ragazzi protagonisti del fatto avvenuto lunedì, da lei stessa denunciato. «La scuola c’è, rappresenta un luogo che accoglie i giovani dove si può crescere e diventare consapevoli e gli adulti si prendono cura dei giovani che un giorno saranno alla guida della nostra società».

Le reazioni delle Istituzioni

Nel pomeriggio di martedì, il prefetto di Napoli Michele Di Bari ha fatto visita all’Ipam di Scampia con il questore Maurizio Agricola e i vertici delle forze dell’ordine. Poche ore prima, a far visita anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e dell’assessore ai Giovani Chiara Marciani. «Ciò che è successo – le parole del prefetto – è una sfida ai nostri modelli educativi. Stupisce quanto accaduto, per ferocia e istinto. È un episodio di inaudita gravità, visto che due ragazzi che frequentano la stessa classe si rendono protagonisti di un episodio del genere. Siamo vicini all’istituzione scolastica e di formazione come questo». Di Bari auspica che «le nuove generazioni possano avere gli strumenti per poter affrontare il futuro con serenità. Quanto successo interpella tutti noi, i genitori, i percorsi pedagogici». Poi il passaggio finale. «Immagino le situazioni che vivono le famiglie dell’aggredito, soprattutto e anche dell’aggressore. Non dobbiamo fermarci e ringrazio la dirigenza scolastica di questo centro sperimentale del territorio di Scampia che si sforza per creare le condizioni migliori per il futuro di chi frequenta l’istituto». All’Ipam di Scampia, il pensiero del sindaco Gaetano Manfredi, «i giovani con storie familiari complicate hanno un’opportunità concreta di trovare lavoro: sappiamo che i percorsi sono difficili, ma dobbiamo insistere sulla nostra rete territoriale che alimenta la speranza di costruirsi un futuro di legalità e sviluppo».

di Antonio Sabbatino

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