Management del welfare territoriale: aperte le iscrizioni alla nuova edizione del Master di UniSa

E’ stato pubblicato il bando della 8a edizione del Master UniSa in Management del welfare territoriale https://corsi.unisa.it/management-del-welfare-territoriale ).

Il master in “Management del welfare territoriale” è il risultato di un progetto collettivo caratterizzato da un lungo e approfondito processo di ricerca e di confronto tra l’OPS UNISA e molte realtà significative nel campo del welfare nazionale, regionale e locale.

Il confronto tra i partner ha fatto emergere la consapevolezza che il continuo mutamento delle condizioni sociali, politico-economiche e normative, sia su base nazionale che internazionale, richiedono un lavoro di rete e un costante adeguamento dei sistemi locali, attraverso l’individuazione e l’utilizzo di risorse orientate allo sviluppo sociale del territorio e al benessere delle persone.

Occorrono nuovi strumenti interpretativi e tecnologie per comprendere a fondo i bisogni delle comunità ma anche nuove competenze per promuovere strategie di open innovation e di co-progettazione con gli stakeholder e gli assetholder per definire nuove azioni quanto più rispondenti ai bisogni della cittadinanza e alle richieste di sostenibilità, sociale, ambientale ed economica.

Pertanto, i welfare manager dovranno assumere un ruolo sempre più specifico di leader di promozione e di governo del territorio che consenta loro di combinare mezzi e fini in modo efficace ed efficiente, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle persone, valorizzando le loro diversità.

Il Master si colloca in un percorso di alta formazione e intende perseguire i seguenti obiettivi:

  • promuovere le conoscenze teoriche, le competenze tecniche e metodologiche per l’analisi e l’interpretazione dei bisogni, la valorizzazione del territorio, il management dei processi decisionali e la valutazione di impatto delle azioni/interventi implementati;
  • consolidare le basi culturali e i linguaggi comuni per programmare e realizzare azioni integrate di welfare locale, favorendo lo sviluppo di una cultura di rete tra gli attori dei sistemi locali della formazione, del lavoro, dei servizi sociali, dell’associazionismo e della cooperazione sociale, volti a generare percorsi di co-progettazione innovativa e sostenibile;
  • fornire indicazioni metodologiche, organizzative e strumenti normativi per impostare la programmazione e la co-progettazione sociale nel proprio contesto territoriale, coniugando e valorizzando le diverse risorse culturali, professionali ed economiche e istaurando una collaborazione sussidiaria tra ente pubblico e privato sociale, anche attraverso convenzioni, piani sociali, processi di esternalizzazione dei servizi, ecc.;
  • formulare e coordinare progetti per i servizi alla persona, acquisendo competenze trasversali di tipo relazionali, organizzative, gestionale e comunicative.

Il professionista che si vuole formare ambisce a diventare una figura di supporto della sostenibilità territoriale, che non può più fondarsi esclusivamente sulla gestione finanziaria delle risorse trasferite dal governo centrale o dagli enti territoriali. Egli deve anche promuovere una cultura civile e solidale volta a incrementare l’autonomia, la responsabilità sociale e la cooperazione tra le persone, siano esse amministratori, professionisti o semplici cittadini, favorendo lo sviluppo dal basso di un’economia sociale consapevole e produttiva.

Il master si terrà completamente online – 10 moduli formativi e 18 laboratori: due pomeriggi di giovedì e venerdì a partire dall’8 gennaio fino al 9 ottobre 2026, ore 15:00 – 18:45 (3 ore e 45 minuti di didattica on line che corrispondono a 5 ore di didattica frontale). Si veda calendario.

Lborse di studio a disposizione sono 12, 5 totali e 7 da 750 euro (50% del costo del master), grazie al contributo dei partner e al residuo degli anni precedenti.
Gli studenti possono iscriversi contemporaneamente a un corso di laurea magistrale e ad un master.
Per le persone con invalidità di almeno il 66% il master è gratuito.
Inoltre, il master aderisce a PA 110 e lode, con una riduzione del 50% sul costo d’iscrizione.

Di seguito il link del video di sintesi: https://www.facebook.com/reel/1225194792746197

Martedì 14 ottobre (a UniSa), in presenza e su Microsoft Teams, si terrà un incontro per presentare il percorso formativo e aver un confronto con gli interessati
Come ogni anno, sarà a disposizione degli interessati al master la tutor dr.ssa Angela Lugiero, così da fornire chiarimenti e sostenere i futuri partecipanti nella procedura d’iscrizione alla selezione: e mail angelalugiero@gmail.com, cell. 3271205039.

La scadenza del bando è fissata al 31 ottobre 2025.

Bando Master MWT 8a edizione

Terzo settore, pubblicato l’Avviso 2025 per progetti di rilevanza nazionale

E’ aperta la presentazione delle domande per gli enti del Terzo settore interessati all’Avviso per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale per l’anno 2025 pubblicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

L’Avviso mette a disposizione 13.537.043,39 euro, così distribuiti: 10.829.634,71 euro per il 2025 (a titolo di anticipo pari all’80% dei progetti o delle iniziative ammesse al finanziamento) e di 2.707.408,68 per il 2027 (a titolo di saldo pari al 20%). Le risorse erano state stabilite dall’Atto di indirizzo 2025 dello scorso 4 settembre che metteva a disposizione oltre 141milioni di euro per il triennio 2025/2027 e, nello specifico, 14.329.634,71 euro per il 2025.

Le domande potranno essere inoltrate esclusivamente in formato digitale tramite la piattaforma telematica del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, usando la modulistica ufficiale e accedendo con Spid previa registrazione entro le ore 15 del 28 ottobre 2025.

Le risorse destinate saranno ripartite tra tutti i progetti utilmente collocati in graduatoria sino a completo esaurimento. Nel caso in cui siano disponibili nel futuro eventuali nuove risorse potranno essere destinate ai progetti e iniziative presenti nell’Avviso che, seppur in graduatoria, non abbiano beneficiato del finanziamento per incapienza del fondo.

Si ricorda che gli obiettivi e le aree prioritarie di intervento, definite nell’Atto, sono in linea con l’Agenda Onu 2030 e prevedono, tra le altre cose:

  • sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building;
  • l’inclusione sociale dei soggetti fragili;
  • promozione della cultura del volontariato;
  • accrescimento della consapevolezza per l’abilitazione e lo sviluppo delle competenze per favorire l’autonomia delle persone con disabilità grave e una migliore gestione della vita quotidiana;
  • prevenzione e contrasto delle forme di violenza;
  • promozione di azioni di prevenzione e contrasto della povertà minorile.

Possono partecipare all’Avviso, singolarmente o in partenariato:

  • le organizzazioni di volontariato iscritte al registro unico nazionale del Terzo settore (Runts);
  • le associazioni di promozione sociale iscritte al registro unico nazionale del Terzo settore (Runts);
  • le fondazioni iscritte al registro unico nazionale del Terzo settore (Runts);
  • le fondazioni iscritte all’anagrafe delle Onlus;
  • le reti sia in forma singola, sia in forma associata a condizione che gli associati/aderenti/affiliati indicati come soggetti attuatori dell’iniziativa/progetto risultino iscritti al Runts nelle sezioni Odv e Aps o siano fondazioni del Terzo settore. Se la rete non è iscritta nelle sezioni Odv o Aps del Runts, la stessa può, comunque, presentare domanda per conto dei propri associati/affiliati/aderenti indicati come soggetti attuatori dell’iniziativa/progetto, purché iscritti nelle suddette sezioni, oppure rivestire la qualità di partner.

Ogni ente, in qualità di proponente o capofila, può presentare una sola proposta.

Le iniziative e i progetti devono necessariamente prevedere:

  • lo svolgimento di attività di interesse generale in almeno dieci regioni;
  • una durata minima non inferiore a 12 mesi e non superiore a 18 mesi;
  • un finanziamento da parte del Ministero non inferiore a 250.000 euro e non superiore a 500.000 euro.

I criteri di valutazione ricalcano quelli dall’Avviso del 2024 (requisiti soggettivi dell’ente; caratteristiche dell’iniziativa o del progetto; elementi finanziari) ma, diversamente dal passato, viene anche prevista la introduzione di una commissione che procederà alla valutazione delle proposte progettuali ammesse rispetto ai criteri di qualità complessiva dell’iniziativa/progetto e Valutazione di impatto sociale (Vis), che sarà svolta attraverso un apposito applicativo “Impact Call”, accessibile al link https://mlps.openimpact.it, (che in realtà, dato che una Vis non può essere svolte se non ex post la realizzazione di un progetto,  sarà una valutazione delle modalità e metodologie con cui sarà svolta la Vis da parte dei proponenti il progetto).

Su questo ultimo aspetto va rilevato che le “Linee guida per la realizzazione di sistemi di valutazione dell’impatto sociale delle attività svolte dagli enti del Terzo settore” di cui al Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale del 23/07/2019 (in GU n. 214 del 12/09/2019) prevedono che le pubbliche amministrazioni, nell’ambito di procedure di affidamento di servizi di interesse generale, possano prevedere la realizzazione di sistemi di valutazione dell’impatto sociale da parte degli Ets per interventi ed azioni di media e lunga durata (almeno diciotto mesi) e di entità economica superiori ad euro 1.000.000 euro se sviluppati in ambito interregionale, nazionale o internazionale.

Percorsi di Innovazione Sociale, formazione gratuita per gli ETS di tutta Italia

Torna Percorsi di Innovazione Sociale, il programma gratuito di formazione promosso da Human Foundation e sostenuto da Fondo Carta Etica UniCredit, pensato per rafforzare concretamente le competenze manageriali degli Enti del Terzo Settore in tutta Italia.

Dal 2015 oltre 400 organizzazioni hanno già beneficiato di questo percorso, che unisce teoria, pratica e visione strategica per affrontare le sfide del cambiamento in ambito sociale.

Cosa offre il programma?

  • Formazione gratuita (14 e 15 novembre in presenza a Roma, 17, 19, 21 novembre online)
  • Sessioni teoriche e laboratori coinvolgenti
  • 7 moduli per un totale di 30 ore in 5 giornate
  • Esperti del Terzo Settore e professionisti specializzati
  • Temi chiave: progettazione sociale, valutazione di impatto sociale, fundraising, project management, partnership pubblico-private

Chi può partecipare?

Organizzazioni non profit costituite da almeno 2 anni, con almeno un bilancio approvato.

Scadenza per candidarsi: 6 ottobre alle ore 12.00

Il bando è già online: [link al bando]

Per informazioni scrivere a formazione@humanfoundation.it

Fondo per la Repubblica Digitale: con Onlife+ e Futura+ 35 milioni per NEET e donne

Accrescere le competenze digitali dei NEET (15-34 anni) e delle donne (18-67 anni) per garantire migliori opportunità e condizioni di inserimento e permanenza nel mondo del lavoro. Questi gli obiettivi di “Onlife+” e “Futura+” promossi dal Fondo per la Repubblica Digitale, rispettivamente da 20 e 15 milioni di euro.

In Italia, il 2030 Digital Decade Report della Commissione europea di luglio 2025 afferma che oltre il 54% della popolazione tra i 16 e i 74 anni non possiede competenze digitali di base, una percentuale nettamente superiore alla media UE (44%). La rapida diffusione di nuove tecnologie, come l’Intelligenza Artificiale, ha accentuato il divario tra le competenze acquisite e quelle richieste dal mercato del lavoro, contribuendo alle difficoltà occupazionali dei giovani e alla crescente vulnerabilità dei NEET, ossia i giovani che non sono né impegnati in un percorso di studi, né lavorano o partecipano ad un percorso di formazione. Secondo i dati Eurostat del 2025, il nostro Paese presenta uno dei più alti tassi di NEET nell’Unione europea, pari al 15,2% contro una media Ue dell’11% e un target fissato dall’Ue al 9% entro il 2030.
In totale, in Italia ammontano a circa 1,4 milioni di giovani, di cui per lo più sono donne (circa il 69%) e nel Mezzogiorno (46%). L’Italia, inoltre, presenta importanti squilibri se si analizzano le differenze di genere: il quadro delineato dal World Economic Forum ha collocato l’Italia nel 2024 al 111° posto a livello globale, penultima in Europa. In aggiunta, oltre alla questione occupazionale, secondo i dati Istat sul primo trimestre del 2025, si registra una netta differenza salariale per le donne rispetto agli uomini: le laureate guadagnano il 40% in meno a parità di studi, mentre il gap è del 19% tra chi ha la licenza media e sale al 20,5% tra chi ha un diploma.

ONLIFE+. C’è tempo fino al 18 dicembre per presentare progetti, attraverso il portale Re@dy, al bando “Onlife+” dedicato ai NEET (15-34 anni), da parte di soggetti pubblici, privati senza scopo di lucro e enti del Terzo Settore, in partnership anche con soggetti for profit. Il bando mette a disposizione 20 milioni di euro e mira ad accrescere le competenze digitali dei giovani che non studiano, non si formano e non lavorano al fine di garantire migliori opportunità e condizioni di inserimento e permanenza nel mondo del lavoro. In Italia, oggi, si contano circa 1,4 milioni di giovani che non studiano e non lavorano. Di questi, però, quasi 7 su 10 dichiarano di voler lavorare, 463 mila risultano effettivamente inattivi e disinteressati al mondo del lavoro. Secondo i dati Istat 2025, la distribuzione dei NEET per titolo di studio evidenzia che il 42,8% possiede al massimo la licenza media, il 47,5% un diploma e il 9,7% una laurea. Rispetto invece alla ripartizione geografica, il fenomeno si concentra soprattutto nel Mezzogiorno (59,6%), mentre le altre aree del Paese
registrano percentuali più contenute.

FUTURA+. Anche per il bando dedicato alle donne (18-67 anni), “Futura+”, c’è tempo fino al 18 dicembre per presentare progetti sulla piattaforma Re@dy da parte di soggetti pubblici, privati senza scopo di lucro ed enti del Terzo Settore, in partnership anche con soggetti for profit. Il bando prevede un totale di 15 milioni di euro e mira a selezionare progetti di formazione validi e innovativi per accrescere le competenze digitali delle donne, occupate e non, al fine di garantire migliori opportunità e condizioni di inserimento nel mondo del lavoro. Le problematiche legate alla condizione femminile in Italia sono ben note, infatti, nonostante oltre il 60% dei laureati dell’anno 2023 siano donne, i dati sull’occupazione mostrano un costante vantaggio di genere a favore degli
uomini. Infatti, poco più di una donna su due lavora (circa il 53%). Sono inoltre 7,8 milioni le donne inattive, pari al 63,5% del totale degli inattivi fra i 15 ed i 64 anni.

Le proposte progettuali, corredate di tutta la documentazione richiesta, devono essere compilate e inviate esclusivamente online attraverso la piattaforma Re@dyentro le ore 11 del giorno 18 dicembre 2025.

Per maggiori informazioni:
futura@fondorepubblicadigitale.it

Helpdesk telefonico:
È possibile contattare lo 06/68102736 nei seguenti orari:

  • martedì, ore 10:30 – 12:00
  • giovedì, ore 14:30 – 16:00

Iscriviti ai webinar gratuiti e aperti a tutti:

📆 23 settembre, ore 9:30 – Clicca qui

📆 25 settembre, ore 14:30 – Clicca qui

COS’È IL FONDO
Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità. L’obiettivo è sperimentare progetti di formazione e inclusione digitale e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it. 

Orfani di femminicidio: torna l’iniziativa “A braccia aperte”. Presentazione tecnica il 3 settembre

Sono 10 i milioni di euro del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile messi a disposizione per il sostegno degli orfani di femminicidio grazie al rinnovo del bando “A braccia aperte”. In questo modo Con i Bambini prosegue e amplia l’iniziativa già pubblicata nel corso del 2020 e riconosciuta come modello di intervento di riferimento sul tema anche nel confronto istituzionale, per consolidare ed estendere la rete nazionale di supporto agli orfani di vittime di crimini domestici esistente.

In funzione della qualità dei progetti ricevuti, è messo a disposizione un ammontare complessivo di 10 milioni di euro suddiviso in due linee di intervento complementari: 5 milioni saranno destinati al rifinanziamento dei progetti già avviati e 5 milioni al sostegno di nuove reti. Tutti gli enti di terzo settore, in linea con le caratteristiche richieste, sono invitati a presentare la propria proposta di progetto on line tramite la piattaforma Chàiros entro le ore 13:00 del 2 ottobre 2025.

Il fenomeno dei crimini domestici rappresenta un problema grave e diffuso in Italia, con ripercussioni che si estendono ben oltre le vittime dirette. A vivere le conseguenze dei crimini domestici vi è una categoria di persone particolarmente vulnerabile: i cosiddetti ‘orfani speciali’, bambini e ragazzi che perdono un genitore a seguito di un omicidio commesso dall’altro genitore. Questa situazione, purtroppo, è tutt’altro che marginale e richiede un’attenzione crescente. Le statistiche più recenti e le analisi di enti come l’ISTAT, il Ministero dell’Interno e le associazioni antiviolenza confermano una persistente e allarmante incidenza dei femminicidi e, più in generale, degli omicidi in ambito familiare. In Italia, ogni anno, decine di donne vengono uccise da partner o ex partner, e in una percentuale significativa di questi casi, sono presenti figli minori. Le stime più prudenti indicano che, annualmente, centinaia di bambini si trovano a dover affrontare la perdita contemporanea di entrambi i genitori a causa di un omicidio-suicidio o di un omicidio seguito da arresto. Questo dato rende l’Italia uno dei paesi europei con un numero elevato di ‘orfani speciali’.

A livello europeo, la consapevolezza del fenomeno è in crescita, ma la raccolta omogenea dei dati e la codificazione esatta dei ‘figli orfani di femminicidio’ (o più ampiamente, di crimine domestico) sono ancora in fase di affinamento. La vita dei figli di vittime di un crimine domestico viene fortemente sconvolta, dal momento che non affrontano un lutto ordinario, ma un trauma complesso e stratificato, che comprende: la perdita violenta e contemporanea di entrambi i genitori: uno ucciso, l’altro in carcere o latitante. Questo impedisce un processo di elaborazione del lutto ‘normale’ e li espone a un senso di abbandono e tradimento profondo. Il trauma dell’esposizione: spesso, bambini e ragazzi sono stati testimoni diretti o indiretti delle violenze che hanno preceduto l’omicidio, se non dell’atto stesso, con la conseguente esposizione a un disturbo da stress post-traumatico (PTSD) complesso. Inoltre, la stigmatizzazione sociale: portano il ‘marchio’ di una tragedia familiare che li isola e li rende oggetto di pietismo o, peggio, di giudizio. Le conseguenze subite da questi bambini e ragazzi sono multiple e rintracciabili a vari livelli: giuridico, sociale e psicologico. Grazie al bando “A braccia aperte” centinaia di bambini, ragazzi e le famiglie affidatarie hanno potuto ricevere un sostegno adeguato a un fenomeno che è fortemente in crescita.

Scarica il bando:

A braccia aperte 2025

Mercoledì 3 settembre dalle ore 11 alle ore 13 si terrà il webinar per la presentazione tecnica della nuova edizione del bando. Interverrà Marco Rossi-Doria, presidente di Con i Bambini. La presentazione tecnica sarà a cura di Simona Rotondi, vice coordinatrice bandi e iniziative di Con i Bambini.

Per partecipare al webinar è necessario iscriversi, entro le ore 13:00 del 2 settembre, tramite il form online disponibile al seguente link: https://tinyurl.com/presentazione3settembre

Il link per il collegamento sarà inviato nel pomeriggio del 2 settembre solo a chi si iscriverà tramite il form online di partecipazione. Durante il webinar sarà possibile porre domande attraverso la chat interna.

 

Concorso fotografico UNESCO-UNEVOC Skills in Action!

Se sei un fotografo amatoriale o professionista interessato alle competenze dei giovani, partecipa al concorso fotografico UNESCO-UNEVOC Skills in Action!

Puoi partecipare se:
•hai almeno 18 anni
•sei il proprietario o il titolare dei diritti d’autore delle foto presentate

Le foto devono mettere in evidenza gli aspetti innovativi dell’istruzione e formazione tecnica e professionale (IFTP), catturando momenti interessanti che mostrino come l’IFP stia fornendo ai giovani le competenze per il futuro.

Il tema del concorso di quest’anno è “L’ empowerment dei giovani attraverso l’IA e le competenze digitali” e le candidature devono concentrarsi su uno o più dei seguenti aspetti:
•IA e competenze digitali nell’IFTP
•Equità nella tecnologia
•Soluzioni digitali per un futuro verde
•Competenze digitali per la pace

I vincitori riceveranno i seguenti premi:
1° premio – 750 USD
2° premio – 500 USD
3° premio – 350 USD

I fotografi vincitori e i finalisti riceveranno un certificato e le loro candidature saranno pubblicate sul sito web dell’UNESCO-UNEVOC e su varie piattaforme di social media.

Per partecipare c’è tempo fino al 15 settembre.

Clicca qui per maggiori informazioni