22 Set, 2020 | In evidenza, News dal Csv
Hanno chiuso le sedi al pubblico, ma in poche ore hanno riorganizzato il personale a distanza e non hanno mai smesso di fornire i servizi: quelli tradizionali e quelli richiesti dalla nuova situazione.
Per via digitale o per telefono hanno erogato un’infinità di consulenze su come fare volontariato in sicurezza.
Hanno mobilitato decine di migliaia di volontari, in gran parte giovani e alla prima esperienza di impegno gratuito.
Sono diventati delle “centrali” di smistamento di informazioni e di storie, ma anche di richieste d’aiuto da persone in difficoltà, svolgendo con lo spirito di un “pronto soccorso” una funzione cruciale di raccordo tra associazioni, cittadini e istituzioni.
Hanno osservato come una buona fetta del non profit abbia saputo reagire con flessibilità e straordinaria creatività (e anche con una sorprendente “conversione” al digitale) ai nuovi bisogni generati dall’emergenza sanitaria. Ma anche come il volontariato, e non solo quello “di base”, continui generalmente a essere trattato dalle pubbliche amministrazioni in modo “improprio e residuale: una manovalanza veloce e a costo zero, buona per tappare i buchi”.
E soprattutto hanno capito cosa bisogna fare nell’immediato futuro e quali errori non si devono ripetere: non solo per rispondere a eventi improvvisi e straordinari, ma per svolgere con più efficacia il ruolo loro assegnato.
Una grande intervista collettiva
La pandemia da coronavirus non è stata la prima emergenza affrontata in questi anni dai Centri di servizio per il volontariato (Csv), ma è stata certamente quella che per la prima volta ha interessato tutta la rete nazionale. Una prova difficile, ma anche una sfida esaltante per verificarne le capacità di tenuta, e per riflettere in profondità su quanto avvenuto nei primi mesi del 2020. È ciò che si è tentato di fare con “Il volontariato e la pandemia. Pratiche, idee, propositi dei Centri di servizio a partire dalle lezioni apprese durante l’emergenza Covid-19”, il report realizzato da CSVnet dopo la “consultazione” di tutti i Csv svolta a giugno 2020.
Un questionario on line sulla fase 1, contributi scritti, otto sessioni di ascolto (oltre 20 ore in totale), le voci di oltre 150 dirigenti e operatori interpellati su quattro blocchi di domande: “cosa abbiamo fatto, cosa abbiamo imparato, cosa dovremmo fare (ed evitare) col senno di poi, cosa ci aspettiamo da CSVnet”. Il report è la sintesi questa “grande intervista collettiva”, scritta utilizzando centinaia di citazioni virgolettate e letta anche, nel capitolo finale, alla luce della teoria della “generatività sociale”.
Nonostante tutto
Benché si tratti di una riflessione ancora “provvisoria” – e a epidemia non conclusa – l’analisi e le prime conclusioni dei Csv appaiono già piuttosto definite, sia riguardo allo stato del non profit sul territorio che all’individuazione degli insegnamenti lasciati dall’emergenza.
Nel primo caso, gli Ets (enti del terzo settore, sigla dettata dalla riforma e usata nel report) sono stati a loro volta consultati dalla maggioranza dei Csv, con sondaggi strutturati sulle attività svolte e i problemi incontrati durante e dopo il lockdown: un lavoro di scavo che ha orientato quasi in tempo reale i Csv a rimodulare i servizi sulle reali esigenze degli interessati. I risultati, richiamati in parte nel report, parlano di una quota oscillante tra il 50 e l’80% di associazioni che nonostante tutto hanno continuato a operare, sia nei loro ambiti tradizionali che reinventandosi rapidamente – in presenza o on line – sui bisogni emergenti (consegna cibo e farmaci, assistenza telefonica, lezioni su web ecc.). Ma parlano anche di una difficoltà tuttora diffusa in alcune zone a lavorare in rete e di una quota non irrilevante di associazioni fragili o dall’età media dei volontari molto elevata, che probabilmente dovranno chiudere o fare comunque i conti con la ben nota questione del “ricambio generazionale”.
Dal digitale non si torna indietro
Quanto agli insegnamenti, in primo luogo i responsabili dei Centri di servizio hanno preso atto di come le emergenze funzionino da “acceleratori di processi già in corso” e di come, di converso non diano mai modo di improvvisare: si raccoglie insomma “ciò che si è seminato”, per citare uno dei concetti più ricorrenti.
Il processo più visibile è senz’altro quello della digitalizzazione, accolta in modo sorprendente dal volontariato (ma non tutto) e dagli stessi Csv, e dalla quale “non si deve tornare indietro”. Una piccola rivoluzione per un associazionismo che ha sempre esaltato la socialità e la relazione fisica con le persone, e che invece si è accorto di come il web permetta di attuare forme di aiuto a persone in difficoltà in modo talvolta perfino più efficace che “dal vivo”; per non parlare dei vari tipi di incontri trasferibili on line: associativi, di formazione, di consulenza ecc. Certo occorrerà trovare un equilibrio tra modalità in presenza e a distanza: in sintesi, sostengono tutti i Csv, “il futuro è misto”.
Dalla “questua” alla pari dignità
Una delle questioni più delicate riguarda poi i rapporti del volontariato con le istituzioni, con i comuni in particolare. Un rapporto che durante la pandemia ha mostrato in modo eclatante i suoi limiti. Salvo alcuni territori in cui è più avanzata la cultura del fare rete e della pari dignità tra pubblico e privato, gran parte dei Centri di servizio convengono nel giudicare strumentale e regressivo l’atteggiamento delle istituzioni locali verso i volontari, considerati spesso come “utili idioti” o “questuanti inopportuni”. Per arrivare a una reale collaborazione, nella quale si riconoscano anche le idee e le competenze del volontariato, i Csv ritengono urgente consolidare le connessioni con gli enti pubblici e privati, la co-progettazione delle politiche, rafforzando però la consuetudine a lavorare in rete anche all’interno dello stesso terzo settore. Un lavoro a media-lunga scadenza che consiste nel “riempire gli spazi vuoti” e che deve partire subito.
L’onda emotiva
La terza questione urgente è come fare tesoro di quella “onda emotiva” di migliaia di cittadini che hanno mostrato la disponibilità a fare volontariato durante la pandemia; come tenerla viva? Come raccogliere e gestire quell’alto numero di volontari potenziali di cui spesso si parla, ma che si riesce ad attrarre solo raramente?
Un’agenda ambiziosa
Il report mette insomma sul tavolo un’agenda “ambiziosa, ma realistica”, dice il presidente di CSVnet Stefano Tabò nella prefazione, e il modo stesso in cui è stata costruita è un “investimento che risulterebbe sprecato se non ne derivassero puntuali conseguenze operative”, già a partire dalla prossima Programmazione annuale dei Csv.
Ma quell’agenda avrà bisogno di un adeguato sostegno sul livello nazionale da parte di CSVnet. Per questo un intero capitolo contiene le forti sollecitazioni della rete dei Csv all’associazione che la coordina, sia sul piano della formazione e del supporto tecnico, sia su quello dell’interazione con i soggetti di riferimento: dal governo nazionale all’Anci, dalle imprese alle associazioni di categoria, dalla Protezione civile alle Regioni, dal Forum del terzo settore all’Organismo nazionale di controllo degli stessi Csv.
Scarica il rapporto.
22 Set, 2020 | In evidenza, News dal Csv
Wiki loves monuments è più grande concorso fotografico del mondo che coinvolge attivamente i cittadini nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano attraverso uno scatto condiviso con licenza libera su Wikimedia Commons.
Wikimedia Italia promuove la IX edizione di Wiki loves Monuments con il convegno online “Valorizzare il patrimonio culturale attraverso la fotografia in rete“.
Conosceremo da vicino le potenzialità di questo concorso fotografico per la promozione turistica degli innumerevoli borghi storici italiani. La fotografia diventa uno strumento per indagare tematiche cruciali relative ai diritti digitali quali la libertà di panorama e il libero riuso dell’immagine del bene culturale pubblico. Le licenze libere rappresentano la chiave di sviluppo della conoscenza nell’era del web e del digitale.
L’appuntamento è online per venerdì 25 settembre dalle 10.00 alle 12.30.
E’ possibile partecipare inviando una mail a segreteria@wikimedia.it inserendo in oggetto: Convegno 25 settembre e nel testo della mail nome cognome, telefono e email.
Per maggiori info contattare il numero: 02 56561506
21 Set, 2020 | In evidenza, News dal Csv
Riprende, dopo la pausa estiva, e proseguirà fino alla fine del 2020 “Comunicare il Sociale on air”, la partnership tra le web radio e CSV Napoli dedicata agli approfondimenti sul mondo del volontariato e degli Enti di Terzo Settore dell’area metropolitana di Napoli.
Questa settimana Radio Shamal, Rainbow Diversamente Radio e Il Punto sui Fatti, in collaborazione con la redazione di “Comunicare il Sociale”, hanno realizzato un notiziario con i principali appuntamenti e altre news riguardanti le attività del CSV Napoli e delle associazioni.
Per ascoltare il notiziario di questa settimana:
Il punto sui fatti
Radio Shamal
Rainbow Diversamente Radio
21 Set, 2020 | Bandi e opportunità, In evidenza, News dal Csv
La Commissione europea ha deciso di indire un bando di gara da 1 miliardo di € per progetti di ricerca e innovazione che affrontino la crisi climatica e contribuiscano a proteggere gli ecosistemi e la biodiversità peculiari in Europa. Il bando “Green Deal europeo” finanziato da Orizzonte 2020, a cui ci si potrà iscrivere da oggi, darà impulso alla ripresa europea dalla crisi del coronavirus trasformando le sfide sul fronte ambientale in opportunità di innovazione.
Il bando “Green Deal europeo” presenta notevoli differenze rispetto ai suoi predecessori nell’ambito di Orizzonte 2020. Data l’urgenza delle sfide a cui risponde, punta a risultati chiari e tangibili nel breve e nel medio periodo, perseguendo però una visione di cambiamento a lungo termine: meno azioni ma più mirate, grandi e visibili, con particolare attenzione alla pronta scalabilità, diffusione e penetrazione.
I progetti finanziati con questo bando dovrebbero apportare benefici tangibili in dieci settori:
–otto settori tematici che rispecchiano i principali filoni d’intervento del Green Deal europeo:
- accrescere l’ambizione in materia di clima – sfide transettoriali;
- energia pulita, economica e sicura;
- industria per un’economia circolare e pulita;
- edifici efficienti sotto il profilo energetico e delle risorse;
- mobilità sostenibile e intelligente;
- strategia “Dal produttore al consumatore”;
- biodiversità ed ecosistemi;
- ambiente privo di sostanze tossiche e a inquinamento zero;
–due settori orizzontali – rafforzamento delle conoscenze e responsabilizzazione dei cittadini – che offrono una prospettiva più a lungo termine per realizzare le trasformazioni delineate nel Green Deal.
Questo investimento di 1 miliardo di € continuerà a sviluppare i sistemi e le infrastrutture europee delle conoscenze.
Il termine per la presentazione delle offerte è il 26 gennaio 2021. L’avvio dei progetti selezionati è previsto nell’autunno 2021.
Un evento informativo e di incontro sul bando di gara “Green Deal europeo” di Orizzonte 2020 è in programma durante le Giornate europee della ricerca e dell’innovazione, che si terranno in forma virtuale dal 22 al 24 settembre 2020.
21 Set, 2020 | In evidenza, News dal Csv
Riproponiamo l’articolo pubblicato da CSVnet relativamente alla pubblicazione sulla GU Serie Generale n.231 del 17-09-2020 il DPCM del 23 07 2020 che: “Disciplina delle modalita’ e dei termini per l’accesso al riparto del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche degli enti destinatari del contributo, nonche’ delle modalita’ e dei termini per la formazione, l’aggiornamento e la pubblicazione dell’elenco permanente degli enti iscritti e per la pubblicazione degli elenchi annuali degli enti ammessi.”
Si aggiunge un nuovo, fondamentale, tassello al completamento della Riforma del Terzo settore. In queste settimane di accelerazione sull’operatività del Registro unico nazionale del terzo settore (Runts), è stato pubblicato lo scorso 17 settembre in Gazzetta Ufficiale il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sul 5 per mille. Su oltre 40 decreti attuativi attesi, quindi, salgono a 18 quelli sinora adottati (mentre 5 sono quelli in via di elaborazione).
Il provvedimento pubblicato va a disciplinare le modalità e i termini per l’accesso al riparto del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche degli enti destinatari del contributo. Disposizioni anche sulle modalità e i termini per la formazione, l’aggiornamento e la pubblicazione dell’elenco permanente degli enti iscritti e per la pubblicazione degli elenchi annuali degli enti ammessi.
Le disposizioni relative agli enti del Terzo settore entreranno in vigore dall’anno successivo a quello di operatività del Registro unico nazionale del Terzo settore.
Le principali novità rispetto al passato sono due:
– L’accelerazione delle procedure di erogazione delle risorse (viene utilizzata la stessa modalità prevista per il 2X1000 per i partiti);
– L’innalzamento della soglia minima a 100 euro, sotto la quale non si procede alla erogazione del contributo.
Strumento molto diffuso per il sostegno alle organizzazioni non profit e non solo, prevede che per ciascun esercizio finanziario, una quota pari – appunto – al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche venga destinata a una serie di finalità.
Il decreto prevede una serie di indicazioni sul riparto dei fondi, erogazione del contributo, modalità di pagamento e obblighi da rispettare, che saranno oggetto di ulteriori approfondimenti. Ecco intanto una panoramica su chi può accedere al beneficio e come.
A chi può essere destinato il 5 per mille?
- Sostegno agli enti del Terzo settore iscritti nel registro unico nazionale, comprese le cooperative sociali ma escluse le imprese sociali costituite in forma di società. Tale disposizione, come detto, si applicherà a partire dall’anno successivo a quello di operatività del Registro unico; fino a quel momento il contributo sarà erogato agli “enti del volontariato”, categoria che comprende le Onlus, le organizzazioni di volontariato iscritte ai registri regionali e provinciali, le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali, le cooperative sociali e i loro consorzi, le associazioni di promozione sociale le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell’Interno, gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti accordi e intese, le associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art.10, c.1, lett. a) del Decreto legislativo 460 del 1997.
- Finanziamento degli enti senza scopo di lucro, della ricerca scientifica e dell’Università tra cui università e istituti universitari, statali e non statali legalmente riconosciuti, consorzi interuniversitari, istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, statali e non statali legalmente riconosciute, ovvero enti ed istituzioni di ricerca;
- Finanziamento degli enti della ricerca sanitaria destinatari dei finanziamenti pubblici riservati alla ricerca sanitaria, le fondazioni o enti istituiti per legge e vigilati dal Ministero della salute, le associazioni senza fini di lucro e le fondazioni che svolgono attività di ricerca traslazionale, in collaborazione con gli enti precedentemente indicati, che contribuiscono con proprie risorse finanziarie, umane e strumentali, ai programmi di ricerca sanitaria determinati dal Ministero della salute;
- Sostegno delle attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente;
- Sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche (Asd), riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano nella cui organizzazione è presente il settore giovanile che siano affiliate agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, che svolgono prevalentemente attività di avviamento e formazione allo sport dei giovani di età inferiore a 18 anni, oppure di avviamento alla pratica sportiva in favore di persone di età non inferiore a 60 anni, o nei confronti di soggetti svantaggiati in ragione delle condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari.
Rimane possibile destinare il 5 per mille anche per la tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e al sostegno degli enti gestori delle aree protette.
Come accreditarsi?
Gli enti interessati devono rivolgersi alle amministrazioni competenti, cui è demandato anche il controllo dei requisiti richiesti per l’iscrizione. In particolare al:
- Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per gli enti del Terzo settore (quando sarà operativo il Registro unico nazionale del Terzo settore);
- Ministero dell’università e della ricerca, per gli enti della ricerca scientifica e dell’università;
- Ministero della salute, per gli enti della ricerca sanitaria;
- Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), per le associazioni sportive dilettantistiche (Asd);
- Agenzia delle entrate, per gli “enti del volontariato”, destinatari del contributo fino all’operatività del Runts.
Solo i Comuni sono esentati dall’accreditamento. È possibile, inoltre, accreditarsi per più finalità.
Tempi e validità dell’accreditamento
Al netto delle relative differenze specificate nel decreto, ogni 10 aprile le amministrazioni competenti per ogni categoria ammessa al finanziamento redigono l’elenco degli enti iscritti che hanno fatto richiesta di accreditamento, che viene pubblicato sul relativo sito entro il 20 aprile. C’è tempo, poi, fino al 30 aprile per chiedere la rettifica di eventuali errori di iscrizione.
L’elenco aggiornato viene reso pubblico entro il 10 maggio.
Se nel tempo non ci sono modifiche dei requisiti richiesti, l’elenco pubblicato diventa permanente anche per gli altri anni. Ogni 31 marzo, infatti, ciascuna amministrazione pubblica l’elenco permanente degli enti accreditati nei precedenti esercizi e puntualmente aggiornato. Nel caso di errori, il rappresentante legale dell’ente beneficiario ha 30 giorni di tempo per comunicare all’amministrazione competente eventuali variazioni o richieste di cancellazione.
Ammessi ed esclusi
La pubblicazione dell’elenco complessivo degli enti ammessi ed esclusi avviene sui siti delle amministrazioni competenti entro il 31 dicembre di ogni anno e poi trasmessi all’Agenzia delle entrate per il riparto. Entro il settimo mese successivo alla scadenza di presentazione delle dichiarazioni, l’Agenzia delle entrate pubblica l’elenco degli enti ammessi ed esclusi dal beneficio, completo dei relativi importi.
Cosa deve fare il contribuente per destinare il 5 per mille
Va compilata la scheda annessa al modello di Certificazione unica (730-1) oppure quella annessa al “Modello Redditi Persone Fisiche”. È possibile esprimere una sola scelta di destinazione.
17 Set, 2020 | In evidenza, News dal Csv
Dopo il via libera della Conferenza Stato-Regioni dello scorso 10 settembre, il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, ha firmato il decreto attuativo del Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts). “Si tratta di un passo avanti decisivo per l’attuazione della riforma”, commenta il ministro. Il decreto verrò ora trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione, dopo la quale sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. (DIRE)