Torna nelle piazze “Riso per una cosa seria”. Un piccolo gesto per una grande causa.

FOCSIV, da 48 anni, rappresenta la realtà di 87 organismi cristiani che, grazie al volontariato internazionale, operano in oltre 80 paesi delle aree più povere del Pianeta, realizzando interventi differenziati in risposta alle specifiche esigenze delle comunità locali, con il comune obiettivo di costruire una società rispettosa dei diritti umani, equa e inclusiva, a livello globale e locale.

Attraverso la Campagna “Abbiamo riso per una cosa seria” FOCSIV, insieme ai suoi Soci, intende promuovere l’agricoltura familiare in Italia e nel mondo.

L’agricoltura familiare è la risposta dei contadini italiani e del mondo alla fame e allo sfruttamento del lavoro, ai cambiamenti climatici e alle multinazionali dell’agroalimentare, ma è anche rispetto delle biodiversità, delle colture e delle culture dei diversi Paesi.

Il riso è l’alimento più consumato in tutto il mondo, quello contenuto nel pacco, 100% italiano, è il simbolo dell’alleanza tra i contadini del Nord e del Sud del mondo.

Grazie al tuo contributo potrai difendere con loro, insieme a FOCSIV e Coldiretti, il diritto al cibo e la dignità di chi lavora la terra.

Sabato 26 e domenica 27 settembre e sabato 3 e domenica 4 ottobre, cerca la piazza, la parrocchia o il mercato di Campagna Amica più vicini a te nella tua città. Fai  la tua donazione e ricevi in cambio un pacco da 1 chilo di riso italiano.

Puoi trovare i pacchi di riso anche sulla piattaforma www.gioosto.com, l’e-commerce etico dedicato alle aziende che offrono prodotti di qualità, che non dimenticano che il lavoro è uno strumento per restituire dignità alle persone, che l’ambiente è una ricchezza da consegnare ai figli e che le comunità locali sono il vero capitale sociale sul quale investire.

Oppure puoi donare, indicando come causale Abbiamo RISO 2020, tramite:

  • Bollettino Postale, intestato a FOCSIV, c/c postale 87781001
  • Bonifico Bancario, intestato a FOCSIV presso Banca Etica, IBAN: IT 02 J 05018 03200 0000 11796695
  • Bonifico Bancario, intestato a FOCSIV presso UBI Banca, IBAN: IT 07 C 03111 03231 000000036218
  • Inoltre puoi sostenere FOCSIV tramite smartphone con l’app UBI Pay donando il tuo contributo tramite il numero +39 334.2749548 attraverso il servizio invio denaro di Jiffy.

Una Mano Amica, tanti progetti contro le nuove povertà

Si intitola “dalla Strada alla Comunità” il progetto promosso dall’associazione Una Mano Amica e dedicato alla distribuzione di cibi a favore di persone senza fissa dimora nella città di Napoli.

Offrire amicizia, ascolto ed aiuto a chi sta attraversando un momento di difficoltà e vive per strada, con questo obiettivo i volontari dell’associazione cercano di portare aiuto dove c’è bisogno, operando in rete con altre realtà associative e con le istituzioni.

Ma anche carceri, ospedali, famiglie bisognose, sono tanti i fronti su cui i volontari sono attivi per portare sostegno e donare accoglienza, cura e considerazione.

Per chi volesse collaborare con l’associazione o partecipare ai progetti attivi, donando aiuto in generi alimentari, vestiario o altro anche può contattare i seguenti recapiti: 3920320997 – 1unamanoamica@gmail.com

Maggiori informazioni sulle iniziative messe in campo dall’associazione sono raccolte anche nella loro pagina facebook: https://www.facebook.com/UNAMANOAMICAODV.IT

Ispettori Ambientali e Guardie Zoofile, al via il corso di formazione

Si terrà sabato 5 settembre dalle ore 9.30 il Corso di formazione per Ispettori Ambientali e Guardie Zoofile organizzato dall’ ENTE NAZIONALE BILATERALE ITALIANO – ORGANISMO PARITETICO NAZIONALE ITALIA LAVORO in collaborazione con il CORPO FORESTALE VOLONTARIO Regionale – Provinciale Campania.
Il corso sarà articolato in due fasi, mattina dalle ore 09.30 alle ore 13.30 (pausa pranzo) e dalle ore 14.30 alle ore 18.30. Al termine,vi sarà un test con domande multiple di verifica.

Verrà rilasciato un doppio attestato dall’ Organismo Diretta Emanazione che certificherà la loro preparazione a svolgere i compiti di Ispettore Ambientale Volontario e di Guardia Zoofila e darà diritto anche a 2 CFU (crediti formativi universitari).
Gli attestati sono validi anche per punteggi, concorsi e avanzamenti di carriera nelle Forze Armate e di Polizia. La qualifica di Ispettore Ambientale viene decretata dalle amministrazioni comunali a quei cittadini che ne abbiano i requisiti e che abbiano seguito un apposito corso formativo. Essi hanno il compito di informazione ed educazione ai cittadini sulle modalità e sul corretto conferimento e smaltimento dei rifiuti e di prevenzione nei confronti di quegli utenti che, con comportamenti irrispettosi del vivere civile, arrecano danno all’ambiente, all’immagine e al decoro del territorio comunale.

Le Guardie Zoofile invece sono Guardie Particolari Giurate, decretate dal prefetto su richiesta del Dirigente Nazionale, Regionale e/o Provinciale del Corpo Forestale Volontario e operano ai sensi della Legge 189/2004 art.6 comma 2 per la vigilanza sul rispetto della suddetta Legge con riguardo agli animali di affezione, nei limiti dei compiti attribuiti dai rispettivi decreti prefettizi di nomina, ai sensi degli articoli 55 e 57 del codice di procedura penale.

Il corso si terrà presso il Centro di Formazione CFV Provinciale Napoli (Pomigliano D’Arco).

Per maggiori informazioni e per partecipare: esaf.interarma.campania@gmail.com

“Piccoli schiavi invisibili”: l’impatto del coronavirus sulle vittime di tratta nel rapporto di Save the Children

Tratta e sfruttamento minorile sono i fenomeni analizzati in “Piccoli Schiavi Invisibili”, il Rapporto di Save the Children- giunto quest’anno alla sua decima edizione – pubblicato oggi alla vigilia della Giornata Internazionale Contro La Tratta di Esseri Umani.

Secondo le stime, nel mondo sarebbero oltre 40 milioni le vittime di tratta o sfruttamento, costrette in schiavitù, e ben 1 su 4, 10 milioni, avrebbe meno di 18 anni. Una realtà perlopiù sommersa che, rispetto a un così grande numero di minori coinvolti, trova conferma nei pochi dati disponibili sui casi segnalati nel 2019 da 164 paesi del mondo, più di 108.000, il 23% dei quali relativi a minorenni e, in 1 caso su 20, addirittura a bambini con meno di 8 anni. Si tratta di bambini e adolescenti spesso privati anche del diritto all’educazione visto che il 10% non ha mai frequentato la scuola e circa un quarto non è andato oltre la scuola media.

In Europa, i dati della Commissione sono fermi ai circa 20.000 casi della rilevazione del 2015-2016, che confermano la proporzione di un quarto per i minori e segnala la prevalenza di vittime di sesso femminile (68%).

Molto pesanti i numeri su tratta e sfruttamento anche in Italia. Secondo il rapporto “Piccoli Schiavi Invisibili”, tra le 2.033 persone prese in carico dal sistema anti-tratta nel 2019, la forma più diffusa di sfruttamento resta quella sessuale (84,5%) e vede come vittime principalmente donne e ragazze (86%). Nonostante l’emersione sia molto più difficile nel caso dei minori, ben 1 vittima su 12 ha meno di 18 anni, il 5% meno di 14.

Queste le principali nazionalità delle piccole vittime: nigeriana (87%), ivoriana (2,5%) e tunisina (1,9%).

Le regioni con il maggior numero di casi emersi sono la Sicilia (29,8%), seguita da Liguria (14,3%), Campania (9,3%) e Piemonte (13,7%). I casi di sfruttamento minorile nel 2019 sono stati 243, ma con la consapevolezza che questi dati sono solo la punta di un iceberg rispetto alle tante bambine, bambini e adolescenti vittime invisibili di violenza e sfruttamento qui, nel nostro Paese.

Tra gli effetti immediati del coronavirus durante il lockdown abbiamo visto una iper-esposizione al mondo digitale da parte di bambini e adolescenti, condizione che di fatto ha accresciuto il rischio di finire vittime dell’adescamento dei predatori sessuali della rete. Il cybercrime connesso alla tratta e sfruttamento ha sviluppato nel tempo enormi capacità operative, con l’aumento della richiesta di sevizi erotici online, in video-chat o webcam.

Secondo la Commissione Europea la domanda di materiale pedopornografico sarebbe aumentata durante il lockdown fino al 30% in alcuni Stati membri dell’Unione. Secondo i profili dell’EUROPOL, inoltre, il 30% degli offender che sono in possesso di materiale pedopornografico e attivi negli scambi online e nella darknet è anche coinvolto direttamente nelle azioni di coercizione ed estorsione sessuale che coinvolgono i minori.

Per maggiori approfondimento e per consultare il rapporto clicca qui

Nasce ECOEVENTS, il marchio che certifica la sostenibilità ambientale degli eventi sportivi, dello spettacolo e della cultura

La sfida della sostenibilità è arrivata a bordo campo, ora la partita è tutta da giocare. L’importante è vincere. Legambiente e Ambiente e Salute, due realtà con obiettivi comuni di sensibilizzazione delle persone sul fronte della sostenibilità ambientale hanno siglato un accordo triennale: nasce il protocollo Ecoevents, un marchio di Ambiente e Salute in partnership con Legambiente, con l’obiettivo di affiancare e certificare chi intende adottare criteri di salvaguardia ambientale e pratiche di efficientamento nell’organizzazione dei propri eventi.

Ecoevents ha iniziato a comunicare l’importante partnership attraverso un canale che viene seguito dalla maggior parte della popolazione italiana e non solo: il calcio. Durante le recenti partite di serie A Sassuolo – Juve e Sassuolo – Milan erano, infatti, visibili a bordo campo i led che promuovevano la certificazione degli eventi ecosostenibili.

La certificazione eco del proprio evento si ottiene attraverso il raggiungimento di una serie di obiettivi al fine di garantire elevati standard di rispetto ambientale.

Per Legambiente è la naturale, e necessaria, prosecuzione del lavoro avviato lo scorso anno con i principali festival italiani affinché siano sempre più green e plastic free attraverso l’adozione di buone pratiche certificate.

Ora il coinvolgimento del mondo dello sport, a cominciare dal calcio, e non solo, grazie a Ecoevents, è davvero una sfida importante, un’opportunità di grande rilevanza. Gli eventi sportivi, così come quelli del mondo dello spettacolo e della cultura, possono diventare protagonisti del percorso di crescita della consapevolezza ecologica che è indispensabile per affrontare la crisi climatica in cui siamo tutti coinvolti.

“Da sempre abbiamo l’abitudine di praticare noi per primi le proposte che facciamo – commenta il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti – con questo spirito nasce Ecoevents, per portare criteri di sostenibilità ambientale all’interno dell’organizzazione degli eventi, grandi o piccoli che siano, per dimostrare che sostenibilità e divertimento possono e devono viaggiare insieme. Facendo rete e creando sinergie attraverso la cultura, la musica e lo sport possiamo agire adesso, con uno strumento utile alla diffusione della conoscenza e all’adozione di misure concrete di tutela dell’ambiente, dei territori e delle persone”.

“È un vero onore per noi poter collaborare con Legambiente e aver la possibilità di interagire con i suoi circoli, al fine di creare sinergie e collaborazioni nel tema della sostenibilità che oggi coinvolge sempre di più la società e le istituzioni” aggiungono Roberto Carnevali e Romano Ugolini fondatori della Rete d’Impresa Ambiente e Salute.

Le azioni previste dal protocollo riguardano la gestione dei rifiuti, la riduzione nell’uso della plastica a partire dall’eliminazione di quella monouso, mobilità e trasporti, cibo, energia, comunicazione, acustica, responsabilità etica e sociale e l’azzeramento delle emissioni di CO2 tramite progetti nazionali e internazionali di compensazione.

L’accordo tra Legambiente e la rete Ambiente e salute sul marchio Ecoevents sarà presentato al pubblico il 20 agosto alle ore 21.00 a Festambiente 2020, nell’ambito di un incontro sugli eventi sostenibili.

“L’ecofestival di Legambiente – sottolinea Angelo Gentili, responsabile di Festambiente – che da 32 anni rappresenta un modello per quanto riguarda la sostenibilità ecologica degli eventi sarà il palcoscenico ideale per promuovere questa nuova certificazione e trasferire il modello di manifestazione ecologica ai principali eventi della penisola”.

Oasi Naturale degli Atroni, arriva l’App per segnalare gli incendi

Si chiama ABCD ed è stata lanciata in concomitanza con la ripartenza dopo la pandemia da Covid-19 e la riapertura delle aree verdi alla fruizione dei cittadini: è l’app realizzata nell’ambito del progetto omonimo (Astroni Bosco da Conoscere e Difendere) e che può diventare potenzialmente un modello di riferimento come best practice per la prevenzione degli incendi nelle aree boschive.

L’app si basa in primis sulla sensibilità dei cittadini: chiunque abbia notizia di una situazione di possibile rischio incendio (come ad esempio l’accumulo di rifiuti a ridosso di zone sensibili) può inviare tramite smartphone la segnalazione, che verrà gestita dal personale della Riserva Naturale. Non segnalazioni di incendio, quindi (per quelle, chiaramente, è bene chiamare i Vigili del Fuoco) ma possibilità di prevenirli, quello sì.

Inoltre, l’app si prefigge di essere un vero e proprio hub di informazioni progettata non solo per segnalare i possibili pericoli ma per interagire con la Riserva: ABCD prevede infatti di segnalare strade interrotte e frane, ad esempio. Ma contiene anche indicazioni utili per chi vuole vivere la Riserva in totale sicurezza come informazioni utili su meteo, punture di insetti, pollini o più semplicemente calendario degli eventi e dei laboratori in programma nell’area.

L’app è stata sviluppata da Hubstrat (concept grafico, progettazione, coordinamento e comunicazione) e Nexus (sviluppo software).

IL PROGETTO ABCD

ABCD è un progetto sostenuto da Fondazione con il SUD che mette insieme enti, istituzioni, università, associazioni e privati con l’obiettivo di tutelare e preservare la Riserva Naturale Statale Oasi WWF Cratere degli Astroni e tutte le aree limitrofe incluse nella straordinaria riserva naturale a cavallo tra Napoli e Pozzuoli.

Per saperne di più visita il sito www.abcdastroni.it