29 Gen, 2024 | In evidenza
A ottobre 2024 si terrà a Napoli la quinta edizione della Biennale della Prossimità. Si tratta di un percorso, costantemente in divenire. Soprattutto di un percorso condiviso, inclusivo, aperto al contributo di tutti i partner, organizzazioni e singoli, enti e istituzioni, associazioni e imprese, che vogliono aderire.
Cos’è la biennale della prossimità
Con il termine prossimità si intende la capacità delle persone e delle organizzazioni di operare insieme agendo in prima persona per realizzare un’aspirazione o per rispondere ad un bisogno condiviso. Questo avviene in reciprocità, attraverso processi ad alta densità relazionale. Lo stesso processo di costruzione, oltre che il risultato, costruisce un capitale di relazione che resta come patrimonio delle comunità. L’esito di questo processo è un bene comune, per il quale vige il principio inclusivo della porta aperta e dunque della possibilità che altri, oltre ai costruttori iniziali, diventino parte del processo di prossimità.
La prossimità può assumere diverse forme, questa biodiversità della prossimità è riconosciuta come ricchezza da preservare e a tutte le espressioni della prossimità va data uguale dignità e legittimità.
La Biennale della Prossimità è un prodotto collettivo, frutto di un percorso partecipato che culmina in un evento che si tiene ogni due anni in una diversa città italiana. Le persone e le organizzazioni che si alleano per realizzare insieme il percorso si assumono reciprocamente e liberamente l’impegno di contribuire a costruire quanto condiviso; è imprescindibile, in questo percorso, l’apertura a tutte le espressioni di prossimità a livello territoriale e locale, la promozione della partecipazione estesa al di là di appartenenze e schieramenti. L’evento è momento di incontro, di riflessione, di festa, di relazione, costruito attraverso il percorso partecipato. È un evento nazionale, che si svolge in contesto locale, valorizzando le specificità di quest’ultimo. La Biennale è un luogo curato, che si prende cura di chi vi partecipa per farlo stare bene. La Biennale parla di prossimità, ma è anche essa stessa esperienza di prossimità. Offre una pluralità di livelli di comunicazione e di linguaggi (scambio di esperienze, riflessione su contenuti, testimonianze, sperimentazioni laboratoriali, momenti artistici, esplorazioni delle città, convivialità, ecc.) che favoriscono l’incontro tra le persone.
Lo specifico dell’edizione 2024
Ciascuna edizione della biennale della prossimità ha focalizzato la propria attenzione su una specifica declinazione delle pratiche di prossimità. La prossimità per ri-generare relazioni e luoghi sarà lo specifico dell’edizione 2024.
C’è un senso di urgenza che in qualche modo accomuna la scelta del tema e della città. Napoli è una città che ha sempre saputo costruire nelle relazioni informali la risposta ai bisogni. Al tempo stesso è una città di contraddizioni, dove le diversità convivono in spazi strettissimi, dove ferite sociali sempre più profonde accrescono la sensazione di impotenza. Il ripiegamento individualista è una dimensione che caratterizza un po’ ovunque le nostre società e che rende sempre più fragile il tessuto delle comunità locali.
Al contrario, le pratiche di prossimità nutrono la dimensione del “noi”, si basano sulla fiducia e sulla responsabilità reciproca, abilitano le comunità. Come ci prendiamo cura del paziente lavoro di tessitura (e ritessitura) delle relazioni tra le persone e tra le comunità e i territori che abitano?
Le pratiche di prossimità si nutrono dall’incontro con l’altro. Un incontro che molto spesso richiede di uscire dalle proprie zone di comfort di contaminarsi con storie ed esperienze diverse e talvolta di ribaltare il proprio modo di agire. Come prendersi cura e promuovere le pratiche di sconfinamento dalle proprie consuetudini?
Infine, le pratiche di prossimità sono strettamente connesse con l’idea di una comunità capace di rispondere nel tempo ai bisogni. Prossimo è anche chi viene dopo di noi. In un momento in cui lo schiacciamento sul presente è sempre più evidente, la biennale della prossimità 2024 vuole tornare a parlare di futuro prossimo; un futuro vissuto come promessa e non come minaccia.
Il ruolo del comitato locale
Il comitato locale favorisce l’impatto della biennale in tutte le sue forme sul territorio. Anima e organizza il percorso locale della Biennale della prossimità, favorendo il massimo coinvolgimento di persone e organizzazioni al di fuori di “logiche di schieramento”.
Il comitato locale è composto dalle organizzazioni napoletane che, riconoscendosi nella carta e nei valori della prossimità, si impegnano a collaborare tra loro e con i promotori nazionali nel percorso di avvicinamento e nell’organizzazione dell’evento previsto dal 3 al 5 ottobre 2024 a Napoli.
Come aderire al comitato locale
Le organizzazioni formali e informali aderiscono in modo esplicito perché condividono e sottoscrivono la carta e i valori della prossimità. Contestualmente si impegnano a:
✔ far partecipare una o più persone al comitato e ai suoi gruppi di lavoro (la prossimità è partecipazione diretta e questa non può essere delegata ad altri).
✔ sostenere anche economicamente il processo della biennale versando una quota di adesione (una tantum) commisurata alla propria capacità economica:
– almeno 200 euro per le organizzazioni informali o le associazioni di volontariato che
non hanno un bilancio,
– almeno 500 euro per le organizzazioni con un valore della produzione inferiore a
1.000.000
– 1.000 euro per le organizzazioni più strutturate.
Il comitato è operativo da subito e inizia a lavorare e prendere decisioni. L’adesione al comitato locale sarà possibile fino al 31 gennaio.
Per le organizzazioni che non aderiscono al comitato locale sarà comunque possibile sottoscrivere la carta della prossimità è impegnarsi nella promozione dei valori e delle iniziative della biennale della prossimità.
Per aderire al Comitato Locale è necessario compilare il modulo al seguente link
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScnnUStoNSwvjIv6NHHjSIWjxfaojIlhFwr DBfegX-SbEWthg/viewform
Contatta i seguenti riferimenti per le modalità di versamento della quota di adesione.
biennaleprossimita@gmail.com
telefono: 3409287120
26 Gen, 2024 | Bandi e opportunità, In evidenza
I giovani provenienti da tutti gli Stati membri UE sono invitati a partecipare al Premio Europeo “Carlo Magno” della Gioventù 2024, concorso europeo su temi legati allo sviluppo UE, all’integrazione e all’identità europea lanciato dal Parlamento Europeo e la Fondazione del Premio Internazionale Carlo Magno di Aquisgrana.
Il premio viene assegnato a progetti realizzati da giovani che favoriscono la comprensione, promuovono lo sviluppo di un senso condiviso di identità europea e offrono esempi pratici di convivenza tra europei. I progetti possono riguardare l’organizzazione di vari eventi giovanili, scambi giovanili, giochi di simulazione, festival politici giovanili, mostre, formazioni o progetti online con una dimensione europea.
La partecipazione è aperta a cittadini o residenti di uno dei 27 Stati membri dell’UE di età compresa tra i 16 e i 30 anni che lavorano a un progetto europeo, individualmente, in gruppo o come organizzazione.
Il premio per il miglior progetto è di 7500 euro, il secondo 5000 euro e il terzo 2500 euro. I rappresentanti dei progetti nazionali selezionati saranno invitati alla cerimonia di premiazione e ad un soggiorno di alcuni giorni ad Aachen, in Germania nel maggio 2024.
Scadenza: 12 febbraio 2024.
Per saperne di più clicca qui
26 Gen, 2024 | In evidenza
Il contest “RARE REELS: Pegaso goes digital!” che da oltre quindici anni premia opere sulle malattie rare, diventa digitale.
Questa edizione del concorso – promosso dal Laboratorio di Health Humanities del Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare, l’Agenzia Italiana per la Gioventù, All Digital – sarà dedicata infatti ai giovani, e si svolgerà esclusivamente su Instagram.
Per partecipare sarà necessario caricare un video breve (15-30 secondi) e coinvolgente su cosa è per voi una malattia rara, creare empatia e diffondere messaggi che sfidino gli stereotipi, utilizzando l’hashtag #playrare e taggando @healthhumanitieslab_ISS.
I vincitori saranno proclamati e premiati nell’ambito delle celebrazioni per il Rare Disease Day (21 febbraio 2024) presso l’Istituto Superiore di Sanità (Roma) con i seguenti premi:
– 4 giorni al Social Hackathon Umbria 2024 (SHU2024) promosso da EGInA (membro italiano di All Digital), che avrà luogo dal 4 al 7 luglio 2024 a Bevagna (PG);
– 1 giorno da ricercatore all’Istituto Superiore di Sanità;
– 1 esperienza culturale (concerti, spettacoli teatrali, eventi);
– Premio speciale AIG, una sorpresa per valorizzare i giovani, tutta da scoprire in questi 29 giorni.
Per partecipare c’è tempo fino al 19 febbraio 2024.
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito di ISS
25 Gen, 2024 | Bandi e opportunità, In evidenza
La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e la Fondazione Emanuela Zancan, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, assegnano un Premio per l’innovazione nell’economia sociale dedicato al prof. Angelo Ferro, un importante imprenditore, docente e filantropo padovano scomparso il 13 marzo 2016. Il Premio viene assegnato all’ente vincitore che abbia dato un contributo significativo allo sviluppo dell’economia sociale, in qualsiasi campo di attività, introducendo servizi o processi innovativi.
Il bando è rivolto a tutti gli enti senza scopo di lucro, che hanno tempo fino al 18 marzo per proporre la propria iniziativa. Per la candidatura è necessario compilare online l’apposito formulario, in cui fornire una sintetica descrizione dell’attività svolta, del contesto in cui opera e dei risultati economici e sociali ottenuti, sottolineando i caratteri innovativi introdotti nei prodotti o servizi erogati.
Entro giovedì 11 aprile verrà comunicato ai partecipanti l’esito della prima fase delle valutazioni. Ai soggetti che avranno superato la prima tornata di valutazioni saranno richieste ulteriori informazioni e documentazione idonee ad approfondire in particolare le innovazioni dichiarate e i risultati economici e sociali ottenuti. Tale documentazione dovrà essere inoltrata entro il 29 aprile 2024.
Il 24 maggio è invece la data ultima in cui la giuria del premio potrà indicare i primi 5 selezionati. Il vincitore sarà proclamato il 12 giugno e la cerimonia di premiazione si terrà a Padova, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Padova alle ore 17.
Tra i componenti della giuria sarà presente la presidente di CSVnet Chiara Tommasini. Tra gli altri, ci saranno anche Stefano Zamagni, Università degli Studi di Bologna, Stefano Consiglio, Università degli Studi di Napoli Federico II e Presidente Fondazione Con il Sud, Giuseppe De Rita, Presidente del CENSIS.
L’iniziativa ha il patrocinio di CSVnet, Acri e Forum terzo settore.
25 Gen, 2024 | Consulenza, In evidenza
Riproponiamo l’articolo di Daniele Erler per Cantiere Terzo Settore relativo al chiarimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze per i contribuenti minimi
Uno dei fondamentali interrogativi per le organizzazioni di volontariato (Odv) e le associazioni di promozione (Aps) che svolgono o intendono svolgere una parte della loro attività in forma commerciale (con conseguente titolarità di partita Iva) riguarda la possibilità, a seguito dell’entrata in vigore il 1° gennaio scorso dell’art. 5, comma 15-quinquies del decreto legge n. 146 del 2021, di continuare ad utilizzare il precedente regime fiscale (solitamente quello disciplinato dalla legge n. 398 del 1991) o debbano obbligatoriamente optare per il regime forfettario dei contribuenti minimi (disciplinato dalla legge n. 190 del 2014, art. 1, commi da 58 a 63).
Il tema è già stato affrontato nell’articolo “Iva e Terzo settore, alcuni chiarimenti per il 2024”.
Il dubbio sorge dal fatto che la formulazione letterale dell’art.5, comma 15-quinquies del decreto legge n. 146 del 2021 sembra obbligare le Odv e le Aps che hanno fatto registrare l’anno precedente ricavi pari o inferiori a 65.000 euro, ad utilizzare il menzionato regime forfettario dei contribuenti minimi.
Il 6 dicembre 2023, presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha risposto ad un’interrogazione parlamentare in tema di semplificazioni fiscali per il Terzo settore.
Fra i chiarimenti forniti uno ha riguardato proprio il tema in oggetto: il Ministero ha precisato come le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione, a partire dal 1° gennaio 2024, “possano avvalersi” del regime forfettario dei contribuenti minimi.
Tale posizione rafforza in modo importante l’interpretazione per cui le Odv e le Aps abbiano la facoltà, ma non l’obbligo, di utilizzare il regime forfettario previsto dalla legge 190 del 2014, potendo continuare ad avvalersi del regime Iva per cui hanno optato fino ad ora (ad esempio il regime di cui alla legge 398/91, che è quello utilizzato dalla stragrande maggioranza degli enti di tipo associativo).
Una simile impostazione rappresenta una lettura coerente e sistemica del quadro normativo esistente, prevenendo inoltre differenze ingiustificate fra enti di diverse dimensioni, nel senso di evitare ad Odv e Aps con ricavi pari o inferiori a 65.000 euro di utilizzare obbligatoriamente un regime (quello forfettario dei contribuenti minimi) i cui reali vantaggi sono perlomeno dubbi, se si considera che si tratta tra l’altro di un regime valido ai soli fini Iva, con conseguenti importanti incertezze per quanto riguarda le imposte dirette.
23 Gen, 2024 | In evidenza
Riproponiamo l’articolo di Daniele Erler per Cantiere Terzo Settore relativo alla delibera Anac con la quale viene riconosciuto il ruolo a titolo gratuito degli Ets nella tutela delle persone che segnalano presunti illeciti.
Con la delibera n. 311 del 12 luglio 2023 l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha disposto le linee guida in materia di protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione e protezione delle persone che segnalano violazioni delle disposizioni normative nazionali.
Le linee guida sono state adottate sulla base del decreto legislativo n. 24 del 10 marzo 2023 (entrato in vigore il 30 marzo 2023 e le cui disposizioni sono efficaci dal 15 luglio 2023), il quale ha a sua volta attuato la direttiva dell’Unione europea 2019/1937.
I soggetti coinvolti
La normativa menzionata va a dettare le nuove regole per disciplinare il fenomeno cosiddetto “whistleblowing”, il quale può riguardare sia i soggetti privati che le pubbliche amministrazioni.
Per quanto riguarda il settore privato, sono interessati gli enti che soddisfino almeno una delle seguenti condizioni:
- abbiano impiegato, nell’ultimo anno, la media di almeno cinquanta lavoratori subordinati, con contratti di lavoro a tempo indeterminato o determinato;
- si occupano di alcuni specifici settori (servizi, prodotti e mercati finanziari e prevenzione del riciclaggio o del finanziamento del terrorismo, sicurezza dei trasporti e tutela dell’ambiente), anche se nell’ultimo anno non hanno raggiunto la media di almeno cinquanta lavoratori subordinati con contratti di lavoro a tempo indeterminato o determinato;
- adottano i modelli di organizzazione e gestione di cui al decreto legislativo n. 231 del 2001, anche se nell’ultimo anno non hanno raggiunto la media di almeno cinquanta lavoratori subordinati con contratti di lavoro a tempo indeterminato o determinato.
Per quanto riguarda invece gli enti pubblici interessati, questi sono:
- le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001;
- le autorità amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza o regolazione;
- gli enti pubblici economici, gli organismi di diritto pubblico di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), del decreto legislativo n. 50 del 2016;
- i concessionari di pubblico servizio, le società a controllo pubblico e le società in house, così come definite, rispettivamente, dall’articolo 2, comma 1, lettere m) e o), del decreto legislativo n. 175 del 2016, anche se quotate.
I canali di segnalazione e i soggetti che li possono attivare
Gli enti menzionati in precedenza sono obbligati a predisporre canali di segnalazione interna, con i quali è possibile segnalare comportamenti, atti od omissioni che ledono l’interesse pubblico o l’integrità dell’amministrazione pubblica o dell’ente privato, e che consistono in:
- illeciti amministrativi, contabili, civili o penali;
- condotte illecite rilevanti ai sensi del decreto legislativo n. 231 del 2001, o violazioni dei modelli di organizzazione e gestione ivi previsti;
- illeciti che rientrano nell’ambito di applicazione degli atti dell’Unione europea o nazionali relativi ai seguenti settori: appalti pubblici; servizi, prodotti e mercati finanziari e prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo; sicurezza e conformità dei prodotti; sicurezza dei trasporti; tutela dell’ambiente; radioprotezione e sicurezza nucleare; sicurezza degli alimenti e dei mangimi e salute e benessere degli animali; salute pubblica; protezione dei consumatori; tutela della vita privata e protezione dei dati personali e sicurezza delle reti e dei sistemi informativi;
- atti od omissioni che ledono gli interessi finanziari dell’Unione;
- atti od omissioni riguardanti il mercato interno;
- atti o comportamenti che vanificano l’oggetto o la finalità delle disposizioni di cui agli atti dell’Unione.
Fra i soggetti che possono segnalare tali violazioni vi sono in primis i soggetti che svolgono attività lavorativa nell’ambito dei soggetti pubblici e privati, ma vi rientrano anche i volontari e tirocinanti, retribuiti e non retribuiti, che prestano la propria attività presso i soggetti del settore pubblico e privato.
Oltre al canale interno, la normativa prevede anche i seguenti canali di segnalazione:
- esterno (Anac);
- divulgazione pubblica (tramite la stampa, mezzi elettronici o mezzi di diffusione in grado di raggiungere un numero elevato di persone);
- denuncia all’Autorità giudiziaria o contabile.
Il ruolo degli enti del Terzo settore
Fra le novità contenute nella nuova disciplina vi è l’introduzione di apposite misure di sostegno per le persone segnalanti e il coinvolgimento, a tal fine, di enti del Terzo settore (Ets) che abbiano competenze adeguate e che prestino la loro attività a titolo gratuito.
In tal senso, Anac può stipulare convenzioni con Ets, i quali saranno inseriti in un apposito elenco pubblicato da Anac sul proprio sito, e potranno a quel punto prestare assistenza e consulenza a titolo gratuito:
- sulle modalità di segnalazione;
- sulla protezione dalle ritorsioni riconosciuta dalle disposizioni normative nazionali e da quelle dell’Unione europea;
- sui diritti della persona coinvolta;
- sulle modalità e condizioni di accesso al patrocinio a spese dello Stato.
Si tratta di una forma di tutela in senso ampio, in quanto in questo modo si tende a garantire sia il segnalante per la migliore effettuazione della segnalazione (anche al fine di proteggere al meglio la sua identità) sia il diritto di difesa della persona segnalata.
Sul sito di Anac è possibile reperire maggiori informazioni in merito, oltre che consultare l’elenco degli Ets che ad oggi hanno stipulato le menzionate convenzioni.